Serena Perna's Massei Trial Rebuttal on Behalf of Civil Party Stephanie Kercher

From The Murder of Meredith Kercher
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GCM Giancarlo Massei Judge Presidente
SP Serena Perna Counsel for Stephanie Kercher Avvocato
GCM:
La Parte Civile nell’ordine dei familiari di Meredith Kercher, prego l’Avvocato Perna.
SP:
Signor Presidente, Signori Giudici le mie repliche saranno brevissime, sintetiche, due soli argomenti la presenza di più aggressori e la compatibilità del coltello con la ferita. Allora per quanto riguarda la presenza di più persone io ovviamente non voglio ripetere e non sarebbe nemmeno la sede giusta tutte le lesioni che già vi ho elencato di Meredith, vi ricordo che sono tantissime, lo abbiamo detto sono 43, sono state trovate in più parti del corpo, sono state prodotte con mezzi e con strumenti differenti e questo è praticamente il punto di partenza che ha portato non solo la Dottoressa Liviero come è stato sostanzialmente detto dalla Difesa Knox a ritenere la presenza di più persone ma più consulenti ad affermare questa stessa cosa e infatti sicuramente la Dottoressa Liviero è quella che forse più volte c’è tornata sopra come argomento, ce lo ha detto in modo molto chiaro lo potrete tranquillamente andare a rivedere alle trascrizioni dell’udienza del 4 di aprile pagina 65, pagina 73, pagina 74 quindi sia durante l’esame diretto dal Pubblico Ministero sia anche in controesame e tutte le volte spiega che questo suo giudizio perché lei lo dice in modo molto chiaro “io non ho un dato biologico, un dato medico per poter dire c’è una persona ci sono più persone” questo lei lo afferma, lo affermano tutti, però dice: “io ho una mia esperienza ho visto più omicidi devo considerare il quadro lesivo nella sua totalità” e questo è quello che la porta ad affermare la presenza di più persone, ma ripeto non è l’unica perché non lo dice solo lei, il Professor Bacci ci dice a pagina 22 sempre delle trascrizioni dell’udienza del 4 di aprile che si potrebbe ipotizzare sia la presenza di uno solo aggressore e sia la presenza di più persone, quindi lascia sostanzialmente giustamente l’interpretazione in base a quello che è il quadro lesivo che noi abbiamo davanti. Poi c’è il Professor Norelli che mi rendo conto è il consulente della Parte Civile però dico seppur consulente della Parte Civile almeno la stessa attendibilità che è stata data ai consulenti delle Difese gli vorrà essere data, dico almeno la stessa e il Professor Norelli pagina 36 dell’udienza del 5 di giugno ci dice “una sola persona non sarebbe stata capace di attuare tutte quelle lesioni” quindi in sostanza poi lo ribadisce, lo ribadisce ancora a pagina 50, a pagina 63 sempre delle medesime trascrizioni, quindi diciamo la cosa importante è sempre il quadro lesivo, però dico andiamo oltre lasciamo da parte i consulenti dell’Accusa, della Difesa, cioè andiamo proprio oltre pensiamo ai periti, giustamente la Difesa Sollecito l’Avvocatessa Bongiorno l’altro giorno ci ha detto: “i periti bisogna considerarli come un qualcosa di più sono super partes” giustamente li definisce così e ci dice anche: “hanno un peso particolare con il giudizio che ci vengono a dare” allora il Professor Cingolani all’udienza del 19 settembre quindi davanti a voi pagina 128 gli viene proprio chiesto: “ritiene compatibile la molteplicità delle lesioni, questa diversità di lesioni con la presenza di più persone?” “sì certo” dice lui, allora qual è il dato comune a tutto questo ragionamento che viene fatto, cioè non è che il giudizio di poter pensare a più persone è un giudizio che viene fatto a caso, cioè non è che questi consulenti oltre il Professor Cingolani o chiunque sia dice: “va be’ più persone ma diciamo di sì, diciamo di no” cioè le più persone sono ancorate sempre allo stesso dato, tante lesioni prodotte con mezzi differenti, è impossibile pensare che una sola persona abbia reiterato la sua condotta per un tempo comunque prolungato con più mezzi nei confronti della vittima, un’altra riflessione ovviamente sempre collegata a questa. L’Avvocato Maori ovviamente nel richiamare anche lui giustamente la presenza di più o meno persone sulla scena del delitto ci dice: “bisogna ricordare quello che ha detto la sorella Stephanie sulla personalità di Meredith era una ragazza combattiva, era una ragazza che sapeva sempre cosa voleva, era una ragazza che anche qui per venire a Perugia ha combattuto per ottenere questa borsa di studio, questa cosa” allora dico io siccome che non ci siano lesioni da difesa sulla povera Meredith direi che è pacifico l’hanno detto tutti e che l’hanno detto anche i consulenti delle Difese, infatti ricordo ci sono solo quelle tre piccole lesioni alla mano destra, due mano destra e uno mano sinistra quindi una cosa minima, minima rispetto a quello che è il quadro delle lesioni invece che lei ha patito io dico: ma proprio nel momento più importante della sua vita quando era lì l’aggressore, gli aggressori che la stavano praticamente massacrando questa non fa niente e qual è il motivo per cui non si è difesa, non si è difesa perché era trattenuta, era costretta dalle persone che erano lì e questo ha impedito a Meredith di difendersi, di prendere... di poter reagire a quella che era la situazione che si stava scaraventando contro di lei. Il coltello, su questo coltello ovviamente... è pacifico, sostanzialmente è una... doppio... da una parte c’è la compatibilità e dall’altra parte giustamente si dice: “è impossibile che quello sia il coltello utilizzato per fare questa lesione a Meredith” allora io... sono tre sostanzialmente le lesioni, lato destro ce n’è una, su quello non c’è niente da dire perché tutti hanno escluso che quella sul lato destro del collo di Meredith potesse essere stata procurata dal coltello reperto 36, quindi su quello non c’è niente da dire, ovviamente i Difensori hanno insistito anche nella requisitoria hanno detto: “eh dice ma sicuramente è escluso perché il coltello reperto 36 quella lesione non la può aver procurata” ma nessuno dice niente su questo, cioè non dice niente (inc.) lo escludono, allora dico la lesione a sinistra, la lesione a sinistra innanzi tutto sono due non ce n’è una sola perché noi quando parliamo di questo benedetto coltello si fa tutti riferimento alla lesione lunga 8 centimetri e con il tramite di 8 centimetri, però ripeto queste lesioni già lo dissi durante la mia discussione ma lo ridico ora devono essere considerata in quanto fanno parte di un continuom, sono insieme non sono due cose fatte in momenti diversi fanno parte dello stesso momento praticamente e nel mezzo c’è quella famosa escoriazione su cui poi ritorno perché giustamente la Difesa Sollecito dà tanta importanza a questa escoriazione per giustificare la pressione del manico e di conseguenza la lama diciamo di una lunghezza che per forza doveva essere di 8 centimetri, allora proprio facendo il ragionamento che ho fatto prima lasciamo da parte i consulenti, non consideriamo nessun consulente né della Difesa pubblica, privata... né dell’Accusa pubblica, privata né della Difesa, consideriamo solamente i periti partiamo da loro che tutto sommato dovrebbero essere super partes e quindi dovrebbero darci un giudizio ancora più oggettivo. C’è stato da parte dei Difensori ovviamente una sorta diciamo di giudizio negativo nei confronti della frase di non incompatibilità utilizzata dai tre periti Umani Ronchi, Cingolani e ovviamente anche la Professoressa Aprile sul coltello reperto 36 rispetto appunto a questa... alla lesione diciamo sostanzialmente più grande quella di 8 centimetri, ma non è che questi dicendo non incompatibile non hanno dato spiegazioni perché loro dicono: “questo è un giudizio che non è un giudizio sostanzialmente non incompatibile non vuol dire nulla” e non è vero perché loro partendo sin dall’incidente probatorio ci danno una spiegazione di questo concetto di non incompatibilità e ci dicono perché secondo loro quella potrebbe essere l’arma utilizzata per fare le lesioni diciamo a Meredith perché dice: “non si può considerare come fece il Professor Torre con il collo di gomma, di plastica un qualcosa di statico, cioè la lesione avviene con il movimento della vittima, col movimento dell’aggressore, avviene su un qualcosa... su un collo che comunque è un tessuto elastico cioè è formato da muscoli, cioè non è un qualcosa di finto, di messo lì, e allora io vorrei richiamarvi alcuni passaggi su questa cosa, innanzi tutto Professor Cingolani, pagina 177 dell’udienza del 19 di settembre quindi davanti a voi, lo avete sentito voi, gli viene proprio chiesto: “il movimento della vittima può aver influenzato la profondità della lesione?” “ sì - dice di sì - può aver influenzato la dinamica delle lesioni stesse” ma sul fatto che il movimento della vittima possa aver influenzato la dinamica delle lesioni e quindi che possa spiegarsi anche una lama più lunga rispetto a un tramite di 8 centimetri ma ce lo disse anche il Professor Torre in sede di incidente probatorio, gli fu chiesto perché il Professor Torre dice: “per me la lama deve essere più corta perché devo spiegare giustamente quelle...”... lui le chiamava lesioni accessorie, lesioni escoriate accessorie, quella specie di maciullamento lui definisce la lesione al collo di Meredith come una lesione caratterizzata da maciullamento, però gli viene chiesto: “ma dice il movimento della vittima, anche il movimento della ragazza?” Professor Torre pagina 37 incidente probatorio “anche il movimento ma certamente d’accordo il movimento sicuramente di una lama dentro la ferita” allora dice... la Professoressa Aprile dice... “ma quante volte - viene fatta la domanda - quante volte può essere stata mossa questa lama all’interno della ferita” Professoressa Aprile stessa pagina “bastano due movimenti ed è quello che in sostanza ci ha confermato il Professor Torre qui davanti a voi” che quando ci spiega il discorso del coltello che si inserisce dentro la ferita e fa l’esempio della mano a un certo punto proprio specifica e dice: “una volta, due volte perché la mano comunque torna indietro e poi rientra dentro” cioè non si deve pensare a un coltello che è entrato dentro e fuori questa ferita dieci volte, venti volte, cioè lui ce lo dice: “due tre volte” è contenuto il limite delle volte quindi noi bisogna considerare il movimento di una vittima, la mano di un aggressore, la posizione che sia frontale, da dietro, comunque c’è la posizione che in quel momento c’era tra... proprio nel momento in cui veniva consumato questo... questa azione. Poi altra cosa importante l’ho detto prima, la ferita sopra non è una cosa a se, la ferita sopra è in continuità con la ferita più piccola a cui è stata data sicuramente minor importanza perché è più piccola ma non perché non sia importante, una ferita che sappiamo di 1,4 centimetri con un tramite di 2. Lo stesso Professor Torre a pagina 37 ci dice “ho un’impuntatura breve di questa lama e nuovamente o prima o dopo la ferita grossa direi comunque che sono due ferite che ci stanno benissimo con un’unica azione” quindi lo stesso consulente della Difesa Knox sin dall’incidente probatorio ci fa notare che queste due cose non sono due ferite a se e allora il Professor Cingolani, il Professor Umani Ronchi sempre in sede di incidente probatorio pagina 34 che cosa ci dicono, il Professor Cingolani per la precisione ci dice proprio che considerando la lama a una distanza di un centimetro e mezzo dalla punta la larghezza è proprio corrispondente alla larghezza della ferita tanto da potere tranquillamente affermare che lo stesso coltello che è quello che noi abbiamo in sequestro è quello che ha procurato la lesione più lunga e la lesione più corta, allora dice: “c’è un problema” il Professor Introna ci dice: “eh no c’è l’escoriazione nel mezzo, l’escoriazione nel mezzo non può che averla fatta il manico del coltello” su questo ovviamente... cioè non è così, non è così ma non perché lo dico io, non è così perché ce lo vengono a dire... cioè c’è un’interpretazione diversa anche su questa escoriazione sempre da parte dei periti, quindi ripeto lasciamo sempre da parte i consulenti dell’Accusa, i periti che cosa ci dicono, allora in ordine cronologico il Professor Umani Ronchi pagina 44 udienza incidente probatorio ci dice: “sì ci sono queste zone eritematose escoriative mi ha convinto, ha confermato la mia convinzione che potesse essere dovuta al fatto che la lama introdotta in questo modo con la costa diciamo aderente alla cute per movimenti del polso dell’aggressore o per le azioni della vittima possono essere spiegabili senza andare a pensare ad un’arma diversa” cioè il Professor Umani Ronchi all’incidente probatorio ci viene a dire che proprio quel coltello lì, se noi pensiamo al dorso del coltello e non al manico del coltello tant’è che l’escoriazione che tutti quanti avete ben presente non è intera cioè ce n’è un pezzo quindi anche se uno volesse ipotizzare il manico del coltello a mio avviso ne manca metà perché il manico comunque è tondo quindi voglio dire il punto in cui doveva avere contatto con la cute doveva essere intero non un pezzo solo invece bene lo spiega il Professor Umani Ronchi che dice: “io proprio di questo mi sono convinto - pagina 44 - che il dorso della lama in quel punto lì proprio per il movimento della mano dell’aggressore con il collo della vittima ha portato a quell’escoriazione” sul fatto che l’escoriazione non necessariamente debba essere considerata prodotta dal manico del coltello ce lo dice anche il Professor Cingolani e ce lo dice qui davanti a voi, pagina 98 udienza del 19/9/2009, domanda del Presidente: “può essere compatibile con una lesione del manico ma può essere compatibile anche con qualche altra causa” perito “è una lesione escoriativa, può essere compatibile con tutti i mezzi che sono in grado di produrre una lesione escoriativa cioè con un mezzo contundente che strisci contro quella superficie quindi sul fatto che per forza la lama debba essere 8 centimetri e che quel segno escoriato sia dovuto alla pressione del manico sulla cute di Meredith lo dice solo il Professor Introna. Un’ultima osservazione, il Professor Introna dice: “è 8 centimetri per forza” 8, 9... su 9 ci ha messi già più in difficoltà perché io l’ho già detto l’altra volta 9 centimetri già io mi spiego male perché il tramite è 8 manca un centimetro per poter parlare di un contatto tra il manico e la cute, comunque... la stessa Difesa però ha nominato tanti consulenti, ha nominato anche il Professor Vinci il quale si è occupato di analizzare l’impronta, tra le tante cose anche l’impronta della lama lasciata sul coprimaterasso e ovviamente facendo una critica cioè giusta doverosa, giustamente come consulente di parte a quella che era l’impostazione data dalla Scientifica su quella che poteva essere la compatibilità di quell’impronta sul coprimaterasso con il reperto 36 dice: “no per me - dice - è impossibile che quell’impronta sia quel coltello lì” però ci dice una cosa curiosa per me perché è la stessa Difesa dovrebbe dire almeno la stessa cosa che ha detto Introna visto che si parla dello stesso coltello. Le impronte... pagina 31 della consulenza del 30 giugno 2009 “le impronte repertate sul coprimaterasso ritrovato nella camera da letto della Kercher possono essere in relazione a (inc.) lama lunga 11,3 centimetri, lama oppure... lama di coltello lunga 9,6 centimetri, allora io mi domando: se Introna dice che questa lama deve essere per forza 8 centimetri perché se no lui non si spiega come mai questa lesione con tramite di 8 ma che comunque ha un manico che per forza ha prodotto questo segno, come fa un consulente della stessa Difesa a dirmi che secondo lui il coltello utilizzato che è quello poi appoggiato sul letto di Meredith tant’è che lascia l’impronta che si ricava bene, anzi doppia impronta perché lui dice: “devo considerare due appoggi sostanzialmente diversi” che secondo loro comunque... secondo lui dovrebbe avere, o 11,3 quindi si parla già di una lama di 3 centimetri e 3 più lunga o comunque 9,6, questa cosa sinceramente io non me la spiego, comunque io insisto, richiamo ovviamente quello che tutti poi i consulenti hanno detto c’è compatibilità tra il reperto 36 e la lesione, le lesioni prodotte sul lato sinistro del collo della vittima, la compatibilità è stata più volte spiegata, è stata diciamo analizzata in tutte le sue parti e non ci dimentichiamo comunque che su quel coltello è stato trovato il DNA di Meredith sulla lama e di Amanda sul manico, io quindi poi mi riporto alle conclusioni rassegnate e lascio la parola all’Avvocato Maresca.
GCM:
Prego.



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