Rinaldi & Boemia Technical Report -- Italian

From The Murder of Meredith Kercher
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Procura della Repubblica presso il Tribunale di Perugia

Pubblico Ministero Dr. Giuliano MIGNINI, Sost. Proc.

Procedimento Penale nr. 9066/07 R.G.N.R. (mod. 21) nei confronti di SOLLECITO Raffaele + altri



PROCURA DELLA REPUBBLICA


presso il Tribunale di Perugia


P.M. dr. Giuliano Mignini, Sost. Proc.



Proc. Pen. Nr. 9066/2007 R.G.N.R.


Nei confronti di SOLLECITO Raffaele + altri



RELAZIONE DI


CONSULENZA TECNICA



I Consulenti Tecnici


dr. Lorenzo Rinaldi


Isp. C. Pietro Boemia


Contents

PREMESSA

Incarico di Consulenza Tecnica

L’anno 2008, il giorno 12 del mese di maggio, alle ore 13,00, negli Uffici della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Perugia, nell’ambito del Procedimento Penale N. 9066/07 R.G.N.R. nei confronti di SOLLECITO Raffaele + altri, il Pubblico Ministero Dr. Giuliano MIGNINI sostituto procuratore, nominava Consulenti Tecnici i sottoscritti dr. Lorenzo Rinaldi e Pietro Boemia, rispettivamente Direttore Tecnico Principale Ing. ed Ispettore Capo della Polizia di Stato, formulando il seguente quesito:

“Svolgano tutti gli accertamenti volti a raffrontare le impronte da calzatura rilevate in sede di sopralluogo con le impronte delle scarpe in sequestro, nonché a comparare le impronte plantari assunte agli indagati, in sede di ispezione personale, Knox, Sollecito e Guede con le impronte plantari rilevate sul tappetino del bagno adiacente la stanza ove è stato rinvenuto il cadavere di Kercher Meredith e quelle evidenziate attraverso il Luminol. Accertino, infine, la compatibilità o meno delle impronte con quelle plantari assunte in sede di ispezione corporale, nonché quant’altro necessario ai fini di giustizia”.

Gli scriventi accettavano l'incarico e, vista la complessità dei quesiti, chiedevano un termine di gg. 20 per la consegna dell’elaborato.

Contestualmente i CC.TT. venivano autorizzati all’uso del mezzo proprio, a consultare la documentazione processuale e il materiale di cui all’indagine e ad avvalersi della collaborazione di un ausiliario di propria fiducia.

L’inizio delle operazioni veniva fissato per il giorno 13.05.2008 alle ore 09.00 presso gli uffici della Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato - Servizio Polizia Scientifica, siti in Roma, via Tuscolana nr. 1548.

Descrizione dei reperti

Sono oggetto di Consulenza Tecnica:

  • Le scarpe repertate in data 23.04.2008 presso l’abitazione ove è stato rinvenuto il cavadere di KERCHER Meredith (sita in Perugia, Via della Pergola nr. 7) e presso l’abitazione in uso a Raffaele SOLLECITO (sita in Perugia, Corso Garbali nr.110). Precisamente:
  1. le scarpe marca NEXT (made in China), misura 38, repertate all’interno della stanza in uso a KERCHER Meredith;
  2. le scarpe marca MONSOON (made in Brazil), misura 37, repertate all’interno della stanza in uso a KERCHER Meredith;
  3. gli stivali in pelle marca NINE WEST (made in Brazil), senza misura, repertati all’interno della stanza in uso a KERCHER Meredith;
  4. gli stivali in tessuto di colore grigio-violaceo senza marca (made in China), misura 38, repertati all’interno della stanza in uso a KERCHER Meredith;
  5. le scarpe marca M-O-T-O (made in Vietnam), misura 38, repertate all’interno della stanza in uso a KERCHER Meredith;
  6. i sandali con tacco alto in similpelle nera, senza marca e senza misura, repertati all’interno della stanza in uso a KERCHER Meredith;
  7. le ciabatte infradito marca ACCESSORIZE (made in China), misura Small – UK 3/4 - Euro 36/37, repertate all’interno della stanza in uso a KERCHER Meredith;
  8. le ciabatte infradito color oro in fibra naturale e gomma, senza marca e senza misura, repertate all’interno della stanza in uso a KERCHER Meredith;
  9. gli stivali in pelle marrone a tacco basso, marca non leggibile (made in Portugal), misura 5, repertati all’interno della stanza in uso a KERCHER Meredith;
  10. le scarpe marca UPDATE (made in China), misura 5, repertate all’interno della stanza in uso a KERCHER Meredith;
  11. i sandali in pelle con tacco marca FAITH (made in Brazil) senza misura, repertati all’interno della stanza in uso a KERCHER Meredith;
  12. le scarpe marca PUMA, misura Eur 38 – U.K. 5, repertate all’interno della stanza in uso a KERCHER Meredith;
  13. una scarpa sinistra, tipo “free climbing”, marca BOREAL (made in Spain), mod. FS-Quattro, senza misura, repertata all’interno della stanza in uso a KNOX Amanda;
  14. i sandali in gomma nera, senza marca e senza numero, con suola a marchio “VIBRAM”, repertati all’interno della stanza in uso a KNOX Amanda;
  15. gli stivali in pelle marrone a tacco basso, senza marca (made in Italy), misura 37, con suola indicante “Lavorazione Artigiana”, repertati all’interno della stanza in uso a KNOX Amanda;
  16. i mocassini in similpelle rossa, marca non leggibile e senza misura, repertati all’interno della stanza in uso a KNOX Amanda;
  17. una scarpa destra, tipo “free climbing”, marca BOREAL, mod. FS-Quattro, repertata “dentro valigia su corridoio” (cfr. verbale di documentazione fotografica, elaborato da personale del Gabinetto Provinciale di Polizia Scientifica della Questura di Perugia in data 09.05.2008);
  18. le scarpe marca PUMA, mod. Cell, repertate all’interno dell’abitazione di SOLLECITO Raffaele;
  19. le scarpe marca ADIDAS, mod. Y-3, misura 43 ½, repertate all’interno dell’abitazione di SOLLECITO Raffaele;
  20. gli stivaletti in pelle di colore nero, marca DOLCE & GABBANA (made in Italy), misura 7, repertati all’interno dell’abitazione di SOLLECITO Raffaele;
  21. le scarpe marca ADIDAS, mod. Y-3, misura 42 2/3, repertate all’interno dell’abitazione di SOLLECITO Raffaele;
  22. le scarpe marca ASICS, misura 9 ½, repertate all’interno dell’abitazione di SOLLECITO Raffaele;
  23. le ciabatte di colore nero, senza marca e senza misura, repertate all’interno dell’abitazione di SOLLECITO Raffaele.
  • Le impronte plantari assunte in data 12.05.2008, in sede di ispezione corporale (art. 245 c.p.p.), a SOLLECITO Raffaele, GUEDE Rudy Hermann e KNOX Amanda.
  • Nr. 11 impronte da calzatura rilevate nel corso del sopralluogo eseguito, il giorno 02.11.2007 e seguenti, in Via della Pergola nr. 7, nell’abitazione di TATTANELLI Aldalia in uso a KERCHER Meredith, già oggetto di Consulenza Tecnica da parte degli scriventi, giudicate “non utili per i confronti positivi ma utili per i confronti negativi” e tali da non aver consentito di esprimere, a suo tempo, alcun giudizio di identità probabile con le scarpe in verifica (Cfr. Relazione di Consulenza Tecnica depositata in data 09.04.2008).

Precisamente, con riferimento alla nomenclatura dell’Allegato Fotografico alla Relazione di Consulenza Tecnica depositata in data 09.04.2008, le impronte sono riprodotte alle foto:

    • Foto 14 – impronta rilevata sulla federa del cuscino rinvenuto sotto il corpo di KERCHER Meredith, (Foto 105 della Relazione Tecnica redatta dalla Sezione Evidenziazione Impronte Latenti della 3^ Divisione del Servizio Polizia Scientifica);
    • Foto 16 (nr. 1) un’impronta contrassegnate con lettera Q rilevata su una cartolina recante la scritta “COLORI DISCHIA” rinvenuta nella camera di ROMANELLI Filomena (ril. 68 del fascicolo della Questura di Perugia);
    • Foto 17 - 21 - nove impronte rilevate su vario materiale cartaceo rinvenuto nella stanza di KERCHER Meredith;
  • Nr. 1 impronta plantare, impressa per sovrapposizione di sostanza ematica, rinvenuta sul tappetino del bagno adiacente alla stanza dove è stato rinvenuto il cadavere di KERCHER Meredith (Verbale di Sopralluogo, Repertazione e Sequestro datato 07.11.2007 relativo al sopralluogo effettuato presso il domicilio di KERCHER Meredith nei giorni 2,3,4 e 5.11.2007).
  • Nr. 4 Foto di impronte evidenziate attraverso il Luminol nell’appartamento in cui è stato rinvenuto il cadavere di KERCHER Meredith e relative a:
    • Nr. 3 foto di impronte plantari (Rilievi nr. 1, 2 e 7 del Verbale di Sopralluogo presso il domicilio di KERCHER Meredith del 18.12.2007).
    • Nr. 1 foto di impronta da scarpa (Rilievo nr. 6 del Verbale di Sopralluogo presso il domicilio di KERCHER Meredith del 18.12.2007).

Introduzione

Prima di procedere agli accertamenti di cui all’incarico di Consulenza Tecnica, si ritiene opportuno premettere alcuni brevi cenni di ordine generale in materia.

Le impronte da calzature

Le impronte da calzature, generate su di una qualsiasi superficie dalla pressione che viene esercitata, sotto il peso del corpo, dalle scarpe, possono essere lasciate per sovrapposizione di sostanze, quali polvere, fango, vernice, grasso ecc., di cui, al momento della pressione su di una superficie solida, siano imbrattate le suole, ovvero per asportazione di dette sostanze per l’azione delle suole su di una superficie che ne sia ricoperta.

Inoltre, tali impronte possono essere lasciate per spostamento di sostanza, quando la calzatura, sempre sotto il peso del corpo, affondi lasciando la sua orma su di terreno cedevole.

Per la rilevazione delle impronte da calzature lasciate per sovrapposizione o asportazione di sostanze non è necessaria alcuna tecnica particolare, essendo sufficiente fotografarle direttamente.

Le impronte da calzature lasciate per spostamento di sostanza devono essere rilevate, invece, mediante appositi procedimenti, quali il calco in gesso, in silicone, ecc..

Tutte le impronte da calzature, qualunque sia stato il procedimento tecnico di rilevazione, vanno preliminarmente esaminate in ordine alla completezza e alla definizione dei caratteri generali ed in ordine alla quantità, qualità e nitidezza nei caratteri particolari.

Si intendono per caratteri generali quelli relativi alla forma e alla dimensione, mentre per caratteri particolari si intendono le anomalie dovute ad usura, a difetto di deambulazione o ad accidentalità varie (quali fenditure, ritenzione di corpi estranei, ecc.).

Il primo esame di un’impronta tende a stabilire se essa sia utile per l’identificazione della scarpa che l’ha lasciata e, cioè, se presenti quel complesso dei predetti caratteri generali e di particolarità, che sono indispensabili a differenziarla da ogni altra impronta analoga.

Si pone, in altri termini, la necessità di un attento esame preliminare per accertare, in via definitiva, se l’impronta sia utile ai fini dei confronti, vale a dire “utile per risalire alla scarpa dalla quale è stata lasciata”.

Inoltre, nell’ispezione e nella valutazione delle impronte da scarpa occorre ponderare una gradualità di giudizio in ordine al suo possibile utilizzo, che può andare da “utile” a “non utile per confronti positivi ma utile per confronti negativi”.

In quest’ultimo caso, l’impronta potrebbe presentare alcune caratteristiche generali ben definite (ad es. forma e dimensione), tali da permettere l’esclusione con una calzatura in sequestro, tuttavia potrebbero non essere rilevabili caratteristiche particolari tali da giustificare una specifica identificazione.

Inoltre, tenendo conto dei principi generali su esposti, deve trascurarsi, essendo quindi non utile, quell’impronta che presenti una assoluta indefinitezza dei caratteri generali in conseguenza, ad esempio, di un’azione di strisciamento o di sovrapposizione e, quindi, che evidenzi una completa indefinibilità di forma e dimensione (caratteri generali).

Infatti, l’impronta non qualificata da caratteri sufficienti all’identificazione, difficilmente permetterebbe di escludere che essa sia stata lasciata da una singola o da una pluralità di scarpe (giudizio di “utilità per confronti negativi”), comportando quindi incertezza anche nel campo negativo.

Per i motivi suesposti, l’ispezione di un’impronta di scarpa deve essere condotta con estremo rigore scientifico, tenendo conto che, una volta dato per “utile” un frammento, l’analisi comparativa con una o più scarpe deve portare a giudizi di certezza positivi o negativi e che un frammento dato per “non utile” non deve, quindi, essere più considerato in sede di confronto.

È possibile, quindi, per l’analisi comparativa tra impronte da scarpa, ottenere, per l’impronta o il frammento di impronta repertati, la seguente scala valutativa:

  • Utile
  • Non utile per confronti positivi ma utile per confronti negativi
  • Non utile

Accertata, in base ai criteri predetti, l’utilità del frammento, il giudizio comparativo tra impronte da calzatura, rilevate in occasione di sopralluogo, e scarpe in sequestro, si fonda sulla valutazione delle corrispondenze nei caratteri generali e in quelli particolari, per cui esso può essere di identità possibile, probabile o certa, in rapporto al grado di completezza e definizione dei caratteri generali ed alla quantità, qualità e nitidezza dei contorni dei caratteri particolari.

E, difatti, nell’ipotesi di confronto tra un’impronta da scarpa in gomma ed in ottimo stato d’uso e due o più scarpe di marca e numero corrispondente ma appartenenti a persone diverse, non potrà affermarsi che l’accertata corrispondenza di forma e dimensione valga ad avallare un giudizio di identità, né di probabile identità a carico di uno dei due prevenuti, ma solo ed esclusivamente di possibile identità a carico di entrambi e di ogni altra persona che possieda scarpe di quella marca e numero ed in quelle condizioni di uso; il che è quanto dire che non può escludersi l’identità.

Per la differenziazione ed individuazione di una scarpa rispetto a calzature dello stesso genere, occorrerà, quindi, rilevare quelli che si chiamano i caratteri particolari e, cioè, il “signum” che l’oggetto presenta rispetto ad ogni altro oggetto, costituito da particolarità specifiche che hanno, a loro volta, una forma ed una dimensione.

Dalle particolarità che caratterizzano un oggetto si rileveranno, dunque, oltre alla forma e dimensione:

  • La sede, che potrebbe essere considerata in via approssimativa con tecnica analoga a quella del sopralluogo, ovvero con carattere di precisione rilevando la distanza metrica, centimetrica o millimetrica del centro della particolarità rispetto ad un punto certo dell’oggetto stesso;
  • La direzione di essa e cioè della dimensione lineare massima o minima rispetto a dimensione lineare nota dell’oggetto stesso;
  • La posizione, vale a dire il riferimento specifico della particolarità nella particolarità rispetto ad un determinato punto dell’oggetto stesso. Infatti, poiché il carattere particolare rilevato (ad es. macchia o particolarità di orma in una impronta da scarpa) potrà avere, a sua volta, una particolarità (nucleo della macchia o incidenza di usura nella zona usurata della scarpa), si rileverà la particolarità con tecnica analoga a quella sopra enunciata.

Si avrà, in tal modo, un complesso di caratteri che, quanto più a fondo rilevati, tanto più saranno indicativi ed esclusivi dell’oggetto e, quindi, tanto più acquisiranno valenza ai fini di un confronto.

Le impronte plantari

Le impronte plantari, generate dalla pressione esercitata dalla superficie dei piedi sotto il peso del corpo, possono essere lasciate:

  • per sovrapposizione: principalmente delle secrezioni (essudato[1]) che normalmente umetta le creste papillari presenti sulla pianta del piede, ovvero di altre sostanze quali polvere, fango, vernice, sangue, ecc., di cui, al momento della pressione su di una superficie solida, siano imbrattati i piedi;
  • per asportazione di sostanze (quali polvere, fango, vernice, sangue, ecc.) per l’azione dei piedi su di una superficie che ne sia ricoperta;
  • per spostamento di sostanza, quando il piede, sotto il peso del corpo, affondi lasciando la sua orma su di terreno cedevole.

Il riconoscimento di una impronta é molto raro per semplice visione, tranne che questa non sia stata deposta in presenza di sostanze: quali sangue, grasso, polveri, inchiostro e vernici che sono capaci di rivelarle.

Nella maggioranza dei casi si riscontrano impronte parzialmente distinte e non rilevabili ad occhio nudo chiamate, pertanto, latenti.

Pertanto, la rilevazione di una impronta plantare lasciata per sovrapposizione di essudato viene effettuata, in sede di esaltazione, mediante l’aspersione con polvere esaltatrice (alluminio, grafite o altro genere), che aderisce in corrispondenza delle linee corrispondenti alle creste papillari, e con la successiva asportazione della stessa attraverso un apposito adesivo. Quest’ultima operazione crea un contrasto di colore che, caso per caso, necessita di differenti elaborazioni fotografiche.

Per la rilevazione delle impronte plantari lasciate per sovrapposizione di altre sostanze o per asportazione non è necessaria alcuna tecnica particolare, essendo sufficiente fotografarle direttamente. Mentre le impronte lasciate per spostamento di sostanza devono essere rilevate mediante appositi procedimenti, quali il calco in gesso, in silicone, ecc..

Nel caso in cui l’impronta plantare evidenziata permetta di apprezzare il tracciato papillare, potrà essere valutata, secondo le consuete modalità, l’utilità dattiloscopica della stessa e, in caso positivo, l’impronta potrà consentire l’identificazione dattiloscopica di un soggetto di cui siano state assunte (ad esempio mediante inchiostrazione) le impronte plantari complete.

Laddove, invece, l’impronta plantare rilevata non consenta di apprezzare il disegno papillare, potranno solamente essere effettuate inferenze in merito alla compatibilità o meno della stessa con un determinato piede, sulla base di rigorose considerazioni dimensionali e di accurate osservazioni morfologiche.

Tutte le impronte plantari, qualunque sia stato il procedimento tecnico di rilevazione, vanno quindi preliminarmente esaminate in ordine alla completezza e alla definizione dei caratteri generali ed in ordine alla quantità e qualità dei caratteri particolari.

Analogamente a quanto descritto in precedenza, si intendono per caratteri generali quelli relativi alla forma e alla dimensione dell’impronta, mentre per caratteri particolari quegli elementi d’identità che permettono di individuare il piede che l’ha lasciata e di differenziare univocamente un’impronta da un’altra.

Inoltre, nell’ispezione e nella valutazione delle impronte plantari occorre esprimere una gradualità di giudizio in ordine al suo possibile utilizzo, che può andare da “utile” a “non utile” comprendendo la possibilità che l’impronta sia “non utile per confronti positivi ma utile per confronti negativi”.

In quest’ultimo caso, l’impronta potrebbe presentare alcune caratteristiche morfologiche generali ben definite, tali da permettere l’esclusione con un piede in verifica, tuttavia potrebbero non essere rilevabili caratteristiche particolari tali da giustificare una specifica identificazione.

Mentre è da considerarsi “non utile” un’impronta che presenti una assoluta indefinitezza dei caratteri generali e che, quindi, evidenzi una completa indefinibilità di forma e dimensione. Analogamente, in assenza di un riferimento metrico o della possibilità di ricondurre a dimensioni certe l’impronta rilevata, quest’ultima non consentirà di effettuare corrette valutazioni dimensionali e risulterà pertanto “non utile”.

In sintesi, è possibile, per l’analisi comparativa tra impronte plantari, ottenere, per l’impronta o il frammento di impronta repertati, la seguente scala valutativa:

  • Utile
  • Non utile per confronti positivi ma utile per confronti negativi
  • Non utile

Una volta accertata, in base ai criteri predetti, l’utilità del frammento, il giudizio comparativo tra impronte plantari, rilevate in occasione di sopralluogo e impronte assunte a determinati soggetti in sede di ispezione corporale (art. 245 c.p.p.), si fonda sulle metodologie tipiche dell’identificazione dattiloscopica: ossia sulla valutazione delle corrispondenze nei caratteri generali e in quelli particolari.

Tale giudizio potrà, dunque, essere di identità certa o di esclusione certa.

Come già delineato in precedenza, nel caso di impronte plantari che non permettono di apprezzare il tracciato papillare ma che presentano una sufficiente definizione dei caratteri generali (forma e dimensioni) e il necessario riferimento metrico, saranno possibili solo rigorose considerazioni dimensionali e accurate osservazioni morfologiche.

Al riguardo in assenza di una specifica teoria statistica di riferimento, analoga alla Teoria di Balthzard per l’identificazione dattiloscopica, non è possibile effettuare stime probabilistiche sul tasso di diffusione, tra la popolazione di riferimento, di determinate caratteristiche dimensionali o morfologiche presenti nell’impronta plantare.

Sarà comunque possibile, nel caso di un numero determinato di soggetti di cui si siano assunte con idonee modalità le impronte plantari, attraverso un’attività di confronto diretto, valutare in termini rigorosi la compatibilità o meno dell’impronta rilevata con quelle dei soggetti indicati.

Accertamenti e rilievi sulle impronte repertate

Rinaldi Floorplan.jpg

Riproduzione della pianta dell’appartamento su cui sono state riportate: la posizione del corpo di KERCHER Meredith, la posizione del tappetino presente nel bagno e (in rosso) le impronte plantari e da calzatura evidenziate attraverso il Luminol.[2]


Impronte plantari in verifica

Rinaldi Bathmat.jpg


Rilievo nr 9/F del Verbale di Sopralluogo, Repertazione e Sequestro datato 07.11.2007 (relativo al Sopralluogo effettuato presso il domicilio di KERCHER Meredith nei giorni 2,3,4 e 5.11.2007): impronta contraddistinta con lettera A, impressa per deposizione di sostanza ematica e riprodotta a foto 1 dell’allegato fotografico.

Nel rilievo sono visibili diverse tracce di sangue tra cui se ne distingue chiaramente una, contrassegnata con la lettera “A”, raffigurante l’impronta di un piede scalzo (destro), nella quale sono ben visibili l’alluce, il metatarso ed una porzione dell’arco plantare. Sulla stessa sono state effettuate delle misurazioni che hanno permesso di accertare che:

  • il metatarso misura 99 mm di larghezza e 50 mm di lunghezza;
  • il primo dito (alluce) misura 30 mm di larghezza e 39 mm di lunghezza.

Per la buona definizione dei caratteri generali (forma e dimensione) ma per la mancanza di caratteristiche particolari (creste papillari) l’impronta è da ritenersi non utile per i confronti positivi ma utile per i confronti negativi.


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Rilievo nr 1 del Verbale di Sopralluogo presso il domicilio di KERCHER Meredith del 18.12.2007: impronta rilevata nella camera di KNOX Amanda, impressa per deposizione di sostanza ematica e rilevata con Luminol, riprodotta a foto 2 dell’allegato fotografico. Impronta di buona definizione, sono ben visibili il primo dito (alluce) ed il terzo dito (trillice) unitamente al metatarso e a una porzione dell’arco plantare.

In base alla morfologia, l’impronta è riconducibile a un piede destro. Sulla stessa sono state effettuate delle misurazioni che hanno permesso di accertare che:

  • il metatarso misura 76,6 mm di larghezza e 48,8 mm di lunghezza;
  • il primo dito (alluce) misura 22 mm di larghezza e 41,2 mm di lunghezza;
  • il terzo dito (trillice) misura 15,7 mm di lunghezza.

Per la buona definizione dei caratteri generali (forma e dimensione) ma per la mancanza di caratteristiche particolari (creste papillari), l’impronta è da ritenersi non utile per i confronti positivi ma utile per i confronti negativi.


Rinaldi Luminol 2.jpg


Rilievo nr. 2 del Verbale di Sopralluogo presso il domicilio di KERCHER Meredith del 18.12.2007: due impronte rilevate nel corridoio su cui si affacciano le camere di KNOX Amanda e KERCHER Meredith, orientate verso l’uscita, impresse per deposizione di sostanza ematica e rilevate con Luminol, riprodotte a foto 3 dell’allegato fotografico.

  • L’impronta presente nella parte sinistra del rilievo risulta di scarsa definizione e non consente di apprezzare correttamente né le caratteristiche generali (forma e dimensioni) né le caratteristiche particolari (creste papillari) e pertanto è da ritenersi non utile per i confronti.
  • Nell’impronta presente nella parte destra del rilievo, di buona definizione, sono chiaramente distinguibili il primo dito (alluce), il metatarso, l’arco plantare ed il tallone. In base alla forma e alle dimensioni detta impronta è riconducibile ad un piede destro. Sulla stessa sono state effettuate delle misurazioni che hanno permesso di accertare che:
    • il primo dito (alluce) misura 29,8 mm di larghezza;
    • il metatarso misura 99 mm di larghezza e 65 mm di lunghezza;
    • la pianta del piede misura 189 mm di lunghezza;
    • il tallone misura 59 mm di larghezza.

Per tali caratteristiche generali e per la mancanza di caratteristiche particolari, l’impronta è da ritenersi non utile per i confronti positivi ma utile per i confronti negativi.


Rinaldi Luminol 3.jpg

Rilievo nr 6 del Verbale di Sopralluogo presso il domicilio di KERCHER Meredith del 18.12.2007: impronta da calzatura rilevata nel corridoio su cui si affacciano le camere di KNOX Amanda e KERCHER Meredith, orientata verso uscita, impressa per deposizione di sostanza ematica e rilevata con Luminol, riprodotta a foto 4 dell’allegato fotografico.

L’impronta si presenta di sufficiente definizione e rappresenta l’intera superficie della suola. Nonostante la sufficiente definizione delle caratteristiche generali, per la mancanza di caratteri particolari (creste papillari) e per l’assenza di un riferimento metrico (senza il quale non è possibile eseguire un corretto dimensionamento) l’impronta è da ritenersi non utile per i confronti.


Rinaldi Luminol 4.jpg

Rilievo nr. 7 del Verbale di Sopralluogo presso il domicilio di KERCHER Meredith del 18.12.2007: impronta rilevata nel corridoio davanti alla porta di KERCHER Meredith, orientata verso l’entrata, impressa per deposizione di sostanza ematica ed evidenziata con Luminol, riprodotta a foto 5 dell’allegato fotografico.

L’impronta si presenta di buona definizione e in essa sono chiaramente distinguibili il primo dito (alluce), il metatarso, l’arco plantare ed il tallone.

In base alla morfologia l’impronta è riconducibile ad un piede destro. Sulla stessa sono state effettuate delle misurazioni che hanno permesso di accertare che:

  • il primo dito (alluce) misura 22,4 mm di larghezza;
  • il metatarso misura 78 mm di larghezza e 48,3 mm di lunghezza;
  • la pianta del piede misura 173 mm di lunghezza;
  • il tallone misura 43 mm di larghezza.

Per tali caratteristiche generali e per la mancanza di caratteristiche particolari, l’impronta è da ritenersi non utile per i confronti positivi ma utile per i confronti negativi

Impronte da scarpa in verifica

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Impronta rilevata sulla federa del cuscino, riprodotta a Foto 105 della Relazione Tecnica eseguita dalla Sezione Evidenziazione Impronte Latenti della 3^ Divisione, del Servizio Polizia Scientifica: impronta, impressa per deposizione di sostanza ematica, riprodotta a Foto 14 dell’allegato fotografico della Relazione di Consulenza Tecnica depositata il 09.04.2008, di dimensioni pari a 77 mm di lunghezza e a 46 mm circa di larghezza. Si nota distintamente il profilo esterno, ad esclusione di una piccola porzione in basso a destra della calzatura riferibile al tacco, e nove elementi leggermente arcuati dello spessore di circa 2,6 mm distanti tra loro circa 3,5 mm.

Dalle caratteristiche generali sufficientemente definite e dalle dimensioni è possibile ritenere che tale impronta sia stata impressa dal tacco e dalla parte centrale della suola di una calzatura sinistra.

È possibile ritenere, sulla base alle ridotte dimensioni rilevabili e soprattutto per la limitata ampiezza del tallone, che l’impronta si riferisca probabilmente a scarpa femminile. Si osserva, infatti, che l’impronta sulla parte del tacco misura circa 39 mm mentre nella parte alta (corrispondente all’arco plantare, ossia al punto in cui inizia ad allargarsi formando la pianta del piede) misura circa 46 mm. Per tali considerazioni la taglia della scarpa che ha prodotto l’impronta in verifica potrebbe variare dal numero 36 al 38.

L’impronta non presenta, tuttavia, alcun contrassegno particolare tale da permettere un giudizio d’identità ed è da ritenersi non utile per i confronti positivi ma utile per i confronti negativi.

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Rilievo Q: impronte, contraddistinte con nr. 1 e 2, rilevate su cartolina repertata nella camera in uso a ROMANELLI Filomena, impresse per sovrapposizione di sostanza (polvere), riprodotte a Foto 16 dell’allegato fotografico della Relazione di Consulenza Tecnica depositata il 09.04.2008.

Nr. 1 L’impronta misura 120 mm di lunghezza e 79 mm di larghezza. Dalla forma e dalla dimensione dell’impronta, in cui è visibile il profilo esterno della calzatura, si intuisce che sia stata impressa dalla pianta di una scarpa destra. Si rileva un tratto leggermente arcuato, dello spessore di circa 3 mm e decentrato a destra rispetto all’asse centrale nel verso dell’impronta, che nel suo decorso verso il tacco si biforca in due rami di cui uno prosegue nella sua originale traiettoria ed uno confluisce vero l’esterno. Nella parte sinistra (rispetto al verso dell’impronta) si notano una serie di tratti arcuati di dimensioni pari a circa14 mm di lunghezza e 5 mm di larghezza, disposti asimmetricamente; nella parte destra si notano una serie di elementi a forma di triangolo, disposti trasversalmente, con base di 4 mm ed altezza di 14 mm. L’impronta, dalle caratteristiche generali sufficientemente definite, non presenta, tuttavia, alcun contrassegno particolare tale da permettere un giudizio d’identità, ed è da ritenersi non utile per i confronti positivi ma utile per i confronti negativi.

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Rilievo (Reperto 6C): sono presenti due impronte, prodotte per deposizione di sostanza (polvere) contrassegnate con i numeri. 1 e 2 e riprodotte a Foto 17 dell’allegato fotografico della Relazione di Consulenza Tecnica depositata il 09.04.2008.

Nr. 1 dalla forma e dalle dimensioni, pari a circa 85 mm di lunghezza e 40 mm di larghezza, si intuisce che l’impronta sia stata impressa dalla pianta di una scarpa; a causa dell’incompletezza dell’impronta, però, non è possibile stabilirne il verso e se provenga da scarpa sinistra o destra. Il disegno impresso è formato da una serie di linee ondulate disposte trasversalmente, dello spessore di circa 1 mm e distanti fra loro 2,5 mm. L’impronta, dalle caratteristiche generali sufficientemente definite, non presenta, tuttavia, alcun contrassegno particolare tale da permettere un giudizio d’identità, ed è da ritenersi non utile per i confronti positivi ma utile per i confronti negativi.

Nr. 2 anche se incompleta, dalla forma e dalle dimensioni, pari a circa 60 mm di lunghezza e 60 mm di larghezza, si intuisce che l’impronta sia stata impressa dal tacco di una scarpa, tuttavia non si rilevano elementi sufficienti per stabilire se provenga da scarpa sinistra o destra. Nella regione in basso a destra, si nota un elemento, di dimensioni pari circa a 30mm per 30mm, di forma pressoché ellittica ed una serie di linee ondulate dello spessore di circa 1,5 mm distanti tra loro 3,5 mm. L’impronta, dalle caratteristiche generali sufficientemente definite, non presenta, tuttavia, alcun contrassegno particolare tale da permettere un giudizio d’identità, ed è da ritenersi non utile per i confronti positivi ma utile per i confronti negativi.

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Rilievo (Reperto 7): si notano due impronte, prodotte per deposizione di sostanza (polvere) contrassegnate con nr. 1 e 2 e riprodotte a Foto 18 dell’allegato fotografico della Relazione di Consulenza Tecnica depositata il 09.04.2008.

Nr 1. dalla forma e dalle dimensioni, anche se ridotte, pari a circa 20 mm circa di lunghezza e 54 mm di larghezza, si intuisce che l’impronta sia stata impressa dalla pianta di una scarpa; a causa dell’incompletezza dell’impronta, però, non è possibile stabilirne il verso e se provenga da scarpa sinistra o destra. Il disegno impresso è formato da una serie di linee ondulate disposte trasversalmente, dello spessore di circa 1 mm e distanti fra loro 3,5 mm. L’impronta, dalle caratteristiche generali sufficientemente definite, non presenta, tuttavia, alcun contrassegno particolare tale da permettere un giudizio d’identità, ed è da ritenersi non utile per i confronti positivi ma utile per i confronti negativi.

Nr. 2 dalla forma e dalle dimensioni, pari a circa 123 mm di lunghezza e 54 mm di larghezza, si intuisce che l’impronta sia stata impressa dalla pianta di una scarpa, non si rilevano tuttavia elementi sufficienti a stabilirne il verso e se si tratta di scarpa sinistra o destra (il perimetro non risulta ben delineato). La suola risulta liscia ed attraversata, longitudinalmente, da due solchi dello spessore di circa 2 mm. Si notano, infine, una serie di crateri di forma pressoché ovale e di dimensioni diverse (comprese tra un minimo di 8 mm e un massimo di 19 mm di lunghezza) disposti simmetricamente in linea verticale. L’impronta, dalle caratteristiche generali sufficientemente definite, non presenta, tuttavia, alcun contrassegno particolare tale da permettere un giudizio d’identità, ed è da ritenersi non utile per i confronti positivi ma utile per i confronti negativi.


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Rilievo relativo al Reperto 8: impronta, impressa per sovrapposizione di sostanza, riprodotta a Foto 19 dell’allegato fotografico della Relazione di Consulenza Tecnica depositata il 09.04.2008, di dimensioni pari a 173 mm di lunghezza e 71 mm di larghezza. Dalla forma e dalle dimensioni si può accertare che sia stata impressa da scarpa destra. Si notano, su tutta la superficie plantare, una serie di linee ondulate distanti fra loro 3,5 mm e dello spessore di circa 1,5 mm.

L’impronta, dalle caratteristiche generali sufficientemente definite, non presenta, tuttavia, alcun contrassegno particolare tale da permettere un giudizio d’identità, ed è da ritenersi non utile per i confronti positivi ma utile per i confronti negativi.


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Rilievo relativo al Reperto 16: serie di impronte sovrapposte, riprodotte a Foto 20 dell’allegato fotografico della Relazione di Consulenza Tecnica depositata il 09.04.2008, impresse per deposizione di sostanza, tra le quali si distingue abbastanza chiaramente l’impronta contrassegnata con il numero 1, di dimensioni pari a 197 mm di lunghezza e 72 mm di larghezza, caratterizzata per l’intera superficie da una serie di linee ondulate dello spessore di circa 1,5 mm distanti tra loro circa 3,5 mm.

L’impronta, dalle caratteristiche generali sufficientemente definite, non presenta, tuttavia, alcun contrassegno particolare tale da permettere un giudizio d’identità, ed è da ritenersi non utile per i confronti positivi ma utile per i confronti negativi.

Si evidenziano, infine, due impronte contrassegnate con i numeri 2 e 3, che si può ritenere, in base alla forma e alle dimensioni (30 mm di larghezza e 40 mm di lunghezza per ambedue), siano state impresse dal tacco. A causa dell’incompletezza delle impronte, però, non è possibile stabilire se provengano da scarpa sinistra o destra. Sulla loro superficie le impronte presentano una serie di linee ondulate dello spessore di circa 1 mm e distanti tra loro circa 0,5 mm. Le impronte, dalle caratteristiche generali sufficientemente definite, non presentano, tuttavia, alcun contrassegno particolare tale da permettere un giudizio d’identità, ed è da ritenersi non utile per i confronti positivi ma utile per i confronti negativi.


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Rilievo relativo al Reperto 26: serie di impronte di cui alcune sovrapposte, riprodotte a Foto 21 dell’allegato fotografico della Relazione di Consulenza Tecnica depositata il 09.04.2008. Una di esse, di dimensioni pari a circa145 mm di lunghezza e a 31 mm di larghezza, contrassegnata con il numero 1, risulta scarsamente definita nei caratteri generali, impressa per metà della sua larghezza per cui non è possibile stabilire se si tratti di impronta impressa da scarpa sinistra o destra. La superficie presenta una serie di linee, dello spessore di circa 1,7 mm, trasversali e longitudinali che formano dei quadrati di 10 mm di lato con all’interno le diagonali che delimitano quattro triangoli. L’impronta non presenta alcun contrassegno particolare tale da consentire di esprimere un giudizio d’identità ed è da ritenersi, seppur con caratteristiche generali scarsamente definite, non utile per i confronti positivi ma utile per i confronti negativi.

ISPEZIONE Accertamenti e rilievi sulle scarpe in verifica

Calzature repertate all’interno della stanza in uso a KERCHER Meredith

Con riferimento al verbale di documentazione fotografica, elaborato da personale del Gabinetto Provinciale di Polizia Scientifica della Questura di Perugia in data 05.05.2008, del materiale prelevato in data 23.04.2008 dalla locale Squadra Mobile all’interno dell’abitazione in cui è stato rinvenuto il cadavere di KERCHER Meredith, sono riprodotte nel seguito le nr. 12 paia di calzature da donna repertate all’interno della stanza in uso a KERCHER Meredith


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Calzature repertate all’interno della stanza in uso a KNOX Amanda

Con riferimento al verbale di documentazione fotografica, elaborato da personale del Gabinetto Provinciale di Polizia Scientifica della Questura di Perugia in data 05.05.2008, del materiale prelevato in data 23.04.2008 dalla locale Squadra Mobile all’interno dell’abitazione in cui è stato rinvenuto il cadavere di KERCHER Meredith, sono riprodotte nel seguito le nr. 3 paia di calzature e nr. 1 scarpa singola repertate all’interno della stanza in uso a KNOX Amanda.

Inoltre, con riferimento al verbale di documentazione fotografica, elaborato da personale del Gabinetto Provinciale di Polizia Scientifica della Questura di Perugia in data 09.05.2008, del materiale repertato in data 23.04.2008 dalla locale Squadra Mobile all’interno dell’abitazione in cui è stato rinvenuto il cadavere di KERCHER Meredith e presso l’abitazione di SOLLECITO Raffaele, è riprodotta nel seguito la “scarpa singola dentro valigia su corridoio”.


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Calzature repertate all’interno dell’abitazione di SOLLECITO Raffaele

Con riferimento al verbale di documentazione fotografica, elaborato da personale del Gabinetto Provinciale di Polizia Scientifica della Questura di Perugia in data 09.05.2008, del materiale repertato in data 23.04.2008 dalla locale Squadra Mobile all’interno dell’abitazione in cui è stato rinvenuto il cadavere di KERCHER Meredith e presso l’abitazione di SOLLECITO Raffaele, sono riprodotte nel seguito le nr. 6 paia di calzature da uomo repertate all’interno dell’abitazione di SOLLECITO Raffaele.


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ISPEZIONE Accertamenti e rilievi sulle impronte plantari in verifica

Impronte plantari assunte a SOLLECITO Raffaele

Con riferimento alle attività di ispezione corporale (art. 245 c.p.p.) eseguite in data 12.05.2008, sono riprodotte nel seguito le impronte plantari assunte a SOLLECITO Raffaele, mediante inchiostrazione con inchiostro tipografico e successiva impressione su un apposito foglio di carta. Le stesse sono riprodotte, con dimensioni naturali, a foto 6 dell’allegato fotografico.

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Impronte plantari assunte a GUEDE Rudy Hermann

Con riferimento alle attività di ispezione corporale (art. 245 c.p.p.) eseguite in data 12.05.2008, sono riprodotte nel seguito le impronte plantari assunte a GUEDE Rudy Hermann, mediante inchiostrazione con inchiostro tipografico e successiva impressione su un apposito foglio di carta. Le stesse sono riprodotte, con dimensioni naturali, a foto 8 dell’allegato fotografico

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Impronte plantari assunte a KNOX Amanda

Con riferimento alle attività di ispezione corporale (art. 245 c.p.p.) eseguite in data 12.05.2008, sono riprodotte nel seguito le impronte plantari assunte a KNOX Amanda, mediante inchiostrazione con inchiostro tipografico e successiva impressione su un apposito foglio di carta. Le stesse sono riprodotte, con dimensioni naturali, a foto 7 dell’allegato fotografico.

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METODOLOGIA UTILIZZATA PER GLI ACCERTAMENTI

Dal momento che le foto delle impronte rilevate con Luminol (Rill.1,2, 6 e 7) sono state effettuate in condizione di assenza di illuminazione proprio al fine di apprezzare il fenomeno della fluorescenza, sulle stesse non è presente una scala metrica di riferimento.

Per riportare tali rilievi a grandezza naturale, consentendo quindi osservazioni metriche, si è proceduto, utilizzando un rilievo fotografico effettuato in condizioni di illuminazione normale e comprensivo di apposita striscetta graduata, alla misurazione lineare della larghezza di una mattonella del pavimento.

Tale misurazione ha consentito di rilevare un valore pari a 169,3 mm.

In considerazione del fatto che nelle foto relative alle impronte evidenziate con il Luminol sono visibili le mattonelle sottostanti, la suddetta misurazione ha permesso, attraverso le opportune proporzioni, di riportare le immagini a grandezza naturale e di introdurre nelle stesse un riferimento metrico efficace.

Per eseguire gli accertamenti, pertanto, si è proceduto al corretto dimensionamento delle predette impronte riportando alle dimensioni naturali (169,3 mm) le mattonelle visibili (cfr. figure successive).

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Accertato in sede di ispezione che: l’impronta plantare rilevata sul tappetino del bagno adiacente la stanza di KERCHER Meredith, quella del Rilievo 1, quella a destra del Rilievo 2 e quella del Rilievo 7 (rilevate e documentate in occasione del sopralluogo eseguito in data 18 dicembre 2007 nell’abitazione in uso a KERCHER Meredith), riprodotte rispettivamente alle Foto nr. 1, 2, 3 e 5 dell’allegato fotografico sono risultate non utili per i confronti positivi ma utili per i confronti negativi, si è proceduto ai confronti tra dette impronte e le impronte plantari assunte agli indagati.

I confronti sono stati orientati ad accertare le corrispondenze degli elementi identificativi di ordine generale, quali la forma e la dimensione.

Per forma e dimensioni si intendono la forma e le dimensioni dell’impronta in quanto tale, sia essa completa o parziale.

La concordanza di questi soli ed unici elementi, rilevabili dalle impronte a confronto, consente di poter affermare unicamente che: le impronte plantari assunte agli indagati possono aver prodotto le impronte rilevate.

Qualora, oltre alle accertate corrispondenze di caratteri generali, venissero rilevate corrispondenze nei caratteri particolari (creste papillari) si potrebbe affermare che: le impronte assunte agli indagati hanno prodotto i le impronte rilevate.

ESITO CONFRONTI

  1. L’impronta presente sul tappetino del bagno riprodotta a foto 1 (contrassegnata con lettera “A”), riportata a grandezza naturale a foto 9, è stata messa a confronto con l’impronta assunta al piede destro di SOLLECITO Raffaele. I confronti hanno consentito di accertare la corrispondenza in ordine ai caratteri generali tra le due impronte. Alle foto 9, 10, 11 e 12 dell’allegato fotografico sono riprodotte, a grandezza naturale, l’impronta repertata e la corrispondente porzione del piede destro di SOLLECITO Raffaele. Nelle sequenze si illustrano le misurazioni da cui si evidenzia la compatibilità fra i due termini di paragone. Ciò premesso, le accertate corrispondenze in ordine ai caratteri generali, di forma e di dimensione, consentono di esprimere un giudizio di probabile identità tra l’impronta riprodotta a foto 1 e l’impronta plantare assunta al piede destro di SOLLECITO Raffaele.
  2. L’impronta rilevata con Luminol (Rilievo 1) riprodotta a foto 2, riportata a grandezza aturale a foto 21, è stata messa a confronto con l’impronta assunta al piede destro di KNOX Amanda. I confronti hanno consentito di accertare la corrispondenza in ordine ai caratteri generali tra le due impronte. Alle foto 21, 22, 23 e 24 dell’allegato fotografico sono riprodotte, a grandezza naturale l’impronta repertata e la corrispondente porzione del piede destro di KNOX Amanda. Nelle sequenze si illustrano le misurazioni da cui si evidenzia la compatibilità fra i due termini di paragone. Ciò premesso, le accertate corrispondenze in ordine ai caratteri generali, di forma e di dimensione, consentono di esprimere un giudizio di probabile identità tra l’impronta riprodotta a foto 2 e l’impronta assunta al piede destro di KNOX Amanda.
  3. L’impronta rilevata con Luminol (Rilievo 2 – quella a destra) riprodotta a foto 3, riportata a grandezza naturale a foto 33, è stata messa a confronto con l’impronta assunta al piede destro di SOLLECITO Raffaele. I confronti hanno consentito di accertare la corrispondenza in ordine ai caratteri generali tra le due impronte. Alle foto 33, 34, 35 e 36 dell’allegato fotografico sono riprodotte, a grandezza naturale l’impronta repertata ed il piede destro di SOLLECITO Raffaele. Nelle sequenze si illustrano le misurazioni da cui si evidenzia la compatibilità fra i due termini di paragone. Ciò premesso, le accertate corrispondenze in ordine ai caratteri generali, di forma e di dimensione, consentono di esprimere un giudizio di probabile identità tra l’impronta riprodotta a foto 3 e l’impronta assunta al piede destro di SOLLECITO Raffaele.
  4. L’impronta rilevata con Luminol (Rilievo 7) riprodotta a foto 5, riportata a grandezza naturale a foto 45, è stata messa a confronto con l’impronta assunta al piede destro di KNOX Amanda. I confronti hanno consentito di accertare la corrispondenza in ordine ai caratteri generali tra le due impronte. Alle foto 45, 46, 47 e 48 dell’allegato fotografico sono riprodotte, a grandezza naturale, l’impronta repertata ed il piede destro di KNOX Amanda. Nelle sequenze si illustrano le misurazioni da cui si evidenzia la compatibilità fra i due termini di paragone. Ciò premesso, le accertate corrispondenze in ordine ai caratteri generali, di forma e di dimensione, consentono di esprimere un giudizio di probabile identità tra l’impronta riprodotta a foto 5 e l’impronta assunta al piede destro di KNOX Amanda.
  5. Le impronte da calzature non ancora attribuite (Cfr. Relazione di Consulenza Tecnica depositata in data 09.04.2008) non sono state prodotte dalle scarpe in verifica.


Conclusioni

Per quanto descritto in precedenza e sulla base delle risultanze innanzi accertate, ai quesiti posti si risponde:

l’impronta da scarpa riprodotta a foto 4 (Rilievo 6) e l’impronta plantare (Rilievo 2 – quella a sinistra) della foto 3 non sono utili per i confronti; le impronte plantari riprodotte alle foto 1, 2, foto 3 (quella a destra) e foto 5 non sono utili per i confronti positivi ma utili per i confronti negativi.

I successivi confronti con le impronte plantari assunte agli indagati hanno consentito di accertare che:

1. L’impronta riprodotta a foto 1 (rilevata sul tappetino del bagno adiacente la stanza ove è stato rinvenuto il cadavere di KERCHER Meredith e contrassegnata con lettera “A”) risulta compatibile in ordine ai caratteri generali con il piede destro di SOLLECITO Raffaele e consente di esprimere un giudizio di probabile identità.

2. L’impronta riprodotta a foto 2 (rilevata con Luminol) risulta compatibile in ordine ai caratteri generali con il piede destro di KNOX Amanda e consente di esprimere un giudizio di probabile identità.

3. L’impronta riprodotta a foto 3 (quella a destra - rilevata con Luminol) risulta compatibile in ordine ai caratteri generali con il piede destro di SOLLECITO Raffaele e consente di esprimere un giudizio di probabile identità.

4. L’impronta riprodotta a foto 5 (rilevata con Luminol) risulta compatibile in ordine ai caratteri generali con il piede destro di KNOX Amanda e consente di esprimere un giudizio di probabile identità.

Inoltre,

le impronte da calzature non ancora attribuite (Cfr. Relazione di Consulenza Tecnica depositata in data 09.04.2008) non sono state prodotte dalle scarpe in verifica.

Roma, 30.05.2008

I Consulenti Tecnici


Ispettore Capo Pietro BOEMIA


dr. Lorenzo RINALDI



  1. I maggiori costituenti chimici dell'essudato prodotto dalle ghiandole sudorifere di un soggetto normale sono, secondo Erick Harnack: Acqua 990,9 %o; Urea 1,2 %o; Materie organiche 1,2 %o; Cloruro di sodio 5,2 %o; Fosfato di calcio 0,2 %o; Fosfato di magnesio 0,1 %o; Solfato 0,6 %o; Carbonato di potassio 0,1 %o Altro 0,5 %o. Il sudore è, pertanto, in gran parte costituito da acqua, alla quale si aggiungono sali vari, materie organiche in piccola percentuale e, secondo alcuni autori, percentuali minori di acidi grassi
  2. LUMINOL: reattivo chimico per esaltazione di tracce ematiche latenti, che produce (in presenza di sostanza ematica) una reazione di fluorescenza limitata nel tempo.