Raffaele Sollecito Intercepted Prison Conversation

From The Murder of Meredith Kercher
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Original document available in File Library Prision Recordings 2007 to 2008



TRASCRIZIONI


INTERCETT. AMBIENT.


CARCERE SOLLECITO


R.I.T. 395/08


Nr. 395/08 Data. 10.05.2008

Intercettazioni telefoniche Proc. Pen. Nr. 8/08 R.G. Corte d’Assise A carico di Knox Amanda Marie + 1

INTERLOCUTORI:

VF : VOCE FEMMINILE

RS : RAFFAELE SOLLECITO

M? : MICHELE

FS : FRANCESCO SOLLECITO


VF:
Che bella sorpresa eh? (ride)
RS:
Sì sì
VF:
(---) felice come una pasqua.
M?:
Ma non lo sapeva che (---) ?
VF:
No!
M?:
L’avete fatto apposta (sic)
VF:
Né di te…Né di te, né di (---)…Beh, vai da zio dai. Poi facciamo (---).
M?:
Saluti da Alice, eh.
RS:
Grazie.
VF:
Sei stato contento?
RS:
Sì.
VF:
Ciao carissimo. Madò, Giovanni solo solo, l’ho visto perso…Dove vado? (ride) (---) non ti preoccupare.
FS:
Allora, sei contento…
VF:
Bello ‘sto fucsia. (breve interruzione audio)
RS:
…C’è un trans in sezione.
VF:
Oddio!
RS:
Ha detto, voglio una cella con il ragazzo rosa.
VF:
(ride) Vieni qua Michele.
FS:
Allora, ti abbiamo portato un po’, bel po’ di roba nuova. (---) magliette (---) Ti ho portato un paio di jeans…Speriamo che ti piacciano e soprattutto che ti vadano.
VF:
Li ha scelti Simona. Mi ha portato lei. (---) ti porto…
RS:
Quarantasei?
VF:
Sì, quarantasei.
FS:
Poi ti abbiamo portato (sic)…Un’altra tuta nuova. Un po’ più leggera di quella solita.
VF:
Tre tute.
FS:
Sì, una nuova e due che già conosci.
VF:
Una nuova…Un pigiama nuovo…
FS:
Un pigiama nuovo…
VF:
Di cotone…
RS:
Perfetto.
VF:
Lungo...(---) calze…
RS:
Le magliette mi servono.
VF:
Felp (sic), eee…Cinque sono?
FS:
(---) magliette.
VF:
O quattro?
RS:
Ma non così, magliette…
M?:
T-shirt.
FS:
Intime.
RS:
T-shirt, sì, va bene.
M?:
Quelle a girocollo…
VF:
Quelle ne abbiam portate due, una bianca e una nera. Due (---)
RS:
Non solo due…
VF:
No, quelle intime…
RS:
Eh.
VF:
Due. E di queste, quattro. Sono sei in tutto.
RS:
Così, col colletto?
VF:
Sì. No aspetta, no. Due non sono col colletto…Due sono…
M?:
Eh, la prossima volta.
VF:
Beh guarda, non mi ricordo più.
RS:
Devo andare in giro con la tuta e con una maglietta così, vabbè.
VF:
(---) il jeans.
FS:
Sì, (---) con la tuta e la maglietta così, qual è il problema?
M?:
(ride)
VF:
Perché? Perché?
RS:
Eee, non vo, non voglio destare differenze…
M?:
Perché tutti tengono le t-shirt?
RS:
(---)
VF:
Perché non c’hanno, non c’hanno il colletto gli altri?
RS:
(---) (bisbiglia)
VF:
Ah ho capito.
M?:
(---)
VF:
(---) (bisbiglia)
M?:
Ah!
VF:
Ma le fanno anche a due euro (sic) così eh?
RS:
Sì, ho capito, ma…
VF:
Però pensi che…
RS:
Sì, però già…Ci sono i…Le saette che sparano…
VF:
Ho capito.
RS:
…i tele(sic)giornali…Poi la situazione è avanzata (sic), mò hanno messo i computer in sezione.
VF:
Uh!
RS:
E li hanno, e tutti quanti sanno che li hanno messi per quel, per un motivo che tutti sappiamo, che comunque (---) agli altri (---)
VF:
Agli altri, eh appunto.
RS:
Questi qua (---) (bisbiglia) uno di quegli amici (sic) che sono dalla mia (---).
FS:
Sì Raffale, però tu (---)
VF:
(---)
RS:
Io me ne frego.
FS:
(---)
VF:
E allora!
RS:
A me non me ne frega. È logico che me ne frego.
FS:
(---) pensare a queste cose.
VF:
Tu gli devi dire…
RS:
E vabbè però io, meglio, io gli dico sempre, meglio cercare una via di mezzo.
VF:
No, tu gli devi dire, questa (---)
FS:
Ma la via di mezzo qual è, il computer, e… Tu (---) perché volevi far qualcosa. Ora finalmente (---) organizzando per (---) che facciamo? (---)
RS:
No no, ma io per dire, devo andare in giro con una magliettina così, non c’era bisogno.
VF:
No, ma mi pare che quelle sono…
FS:
(---) (dialettale)
VF:
(ride)
RS:
Oh c’hai le mani calde.
FS:
Io sempre. (ride)
VF:
No dai (---), mi pare che, che quella così è, è a maglietta. È proprio a raso-gola
FS:
Boh, non mi ricordo.
VF:
Non mi ricordo più.
FS:
Io mi ricordo che sono tutte così, poi…Vediamo se ce n’è qualcuna…
VF:
(ride)
FS:
Però ti puoi mettere quelle, con le maniche lunghe.
VF:
E comunque quelle a raso-gola sono due, una bianca e una è nera. E le altre sono (---) (voci sovrapposte)
FS:
Ce ne sono.
M?:
(---) (dialettale)
RS:
Gioco a scacchi…
M?:
Ah.
RS:
…Gioco a carte, leggo.
M?:
Giochi a scacchi con chi?
RS:
Con lui.
VF:
Con questo ragazzo. Che sta (---)
M?:
Ah bene.
RS:
Leggo.
M?:
Perché si può anche giocare a scacchi con se stessi.
VF:
(ride)
M?:
Uno quando è disperato…Fa’ anche questo.
VF:
Sai…Bongiorno.
RS:
Ciao.
VF:
Sai che, sai, te l’ha detto Giovanni che s’è scaricato un coso per come giocare a scacchi e non lo sapeva che tu stessi imparando a giocare…
RS:
(ride)
VF:
Ieri sera quante risate. L’ho portato per Corso, l’ho portato in giro, che doveva fa’ poverino. Siamo andati per Corso Vannucci, gli ho fatto vedere un po’ tutte le cose, e fa’, è una merda questo paese, non mi piace un cazzo. (ride) Mi giro, vedi…
RS:
L’avete portato a Niba? E portatelo lì.
VF:
No, l’ho portato io in giro.
RS:
Portalo a Niba.
VF:
Che cos’è Niba?
FS:
È un negozio (sic)
RS:
Il negozio che sta in centro. Portalo a Niba.
VF:
Ah.
RS:
Senti a me. Che a lui gli piacerà sicuro.
VF:
No, ma non guardava nessun negozio.
RS:
Ma no, ma tu portaglielo.
VF:
Ci siamo fermati ad alcuni negozi della Lacoste (sic)
RS:
Se lo porti si ferma.
VF:
(---)
RS:
Lo conosco.
VF:
No no, non guarda mai (---)
M?:
Ma vendono, le le (sic)
VF:
L’abbigliamento.
M?:
Ah.
VF:
No, ma l’ho portato in giro, a Corso Vannucci tutto fino in fondo…
RS:
Vabbè, tu sai insomma. Poi vedi tu.
VF:
…Abbiamo girato di…Ma stavano negozi belli, anche da ragazzi.
RS:
Sì, ci sono pochi che sono seri. Un, quello più serio che intendo io è Niba, è la stessa (sic) (---)
VF:
È quello tutto di nero, dove siamo andati a comprare le cose. Ti piace, cos’è, la scalinata, la fontana…Fa’, non mi piace niente, non mi piace niente! (ride)
RS:
Eh sì perché sta, sta amareggia…
VF:
Incazzato.
RS:
Sta incazzato.
FS:
(---)
VF:
Facevo, vedi qua, questo è così, ma, non mi piace niente, non mi piace niente! (ride) Non si voleva neanche…
FS:
Beh, allora dimmi, come ti è parsa la Bongiorno?
VF:
Allora…È trenta? Trenta?
RS:
Eee, buono buono, io le…Lei mi ha detto, dice, in qualsiasi momento mandami un telegramma e io ti raggiungo subito in carcere, se hai problemi, qualsiasi cosa, perché lei l’ha, l’ha presa sia, sia da un punto di vista (---) che da un punto di vista umano. Me l’ha detto questo fatto.
VF:
Ah bene, benissimo.
RS:
E poi, io le ho detto, senta, io ho cercato in due ore di cercare di farle un quadro generale della situazione. Ovviamente, io preferisco che lei prenda un po’ di tempo, si legga le carte…
VF:
Focalizzi bene.
RS:
…Si legga le carte attentamente, tutto quanto, qualsiasi domanda io sono sempre disponibile. Per me è più importante che lei abbia tutto in mano, nel senso che abbia tut, in testa tutto quello che c’è da sapere. Ho detto (sic) (­--) di venirmi a trovare spesso per poi (sic) togliere tempo a questo. Per me è più importante che lei sappia tutto in maniera più…Profonda.
FS:
Dettagliata, approfondita. E vabbè (---)
VF:
Scusa, gira il viso. E che so’ tutte queste macchie che ti sono uscite la faccia a te?
RS:
Questi, questi sono i pioppi.
VF:
Ah, allergia.
RS:
Stanno, stanno venendo…È allergia.
VF:
(---) Che cosa c’ha (---) Ma anche addosso sono usciti, vi’?
RS:
Sì, cioè ho un’allergia…Dalla finestra adesso usci, arrivano pollini di tutti i generi.
VF:
Ah sì, perché, tipo nuvolette, vero?
RS:
E entrano a (---) Francesco -(ride)
VF:
E tu devi (verso con la voce) Raffaele -(ride)
FS:
Vabbè, mi so’ seduto a studiare il verbale dell’incidente probatorio.
RS:
Mmm.
FS:
Tutto positivo secondo me. Poi abbiamo visto, abbiamo focalizzato molto attentamente quel discorso del fatto che quel bastardo che è stato, (---) ha poggiato il coltello su…
VF:
Il manico (sic)
FS:
…Sul proprio (sic) materasso. E (---) dice, sì, se era da solo doveva poggiarlo il coltello (---) la Bongiorno (---)
RS:
Ok, perfetto. Lo avete detto a (---)
FS:
Sì. (---)
VF:
Sì, è saltato da sopra la poltrona. Il professor Vinci gli telefonò. E gli disse, ti, ti mando una cosa (---) fax (sic) Dice che lui stava, stava allo studio (---) Di un metro m’hai fatto saltare (ride) Poi Vinci chiamò (---) quel giorno stava lavorando e disse (sic) che ha fatto un salto di un metro quando ha visto tutta la ricostruzione.
RS:
E dì, dì a Torre (sic) adesso lui mette i puntini sulle i sulla perizia e fagli leggere…
FS:
Sì ma lui l’ha, l’ha già…Noi ce l’abbiamo la sua…
VF:
Ha tutto l’interesse no? (---)
FS:
…La sua perizia, già ce l’abbiamo.
VF:
E lui c’ha spie, ha spiegato la sua, quella che ha portato quel giorno prima di (sic) (---)
FS:
Noi ce l’abbiamo quella, quella che poi, quella che ha depositato (---) (voci sovrapposte)
VF:
L’ha spedita a Vinci, Vinci l’ha passata a (---) professore (sic) Il professor Vinci ha detto che è rimasto molto, molto colpito da te. Moltissimo.
FS:
Io, io spero che (---) ti darà una bellissima notizia stamattina.
VF:
(---) (voci sovrapposte) bravo (sic) ragazzo. Dissi, ma io cosa le avevo detto? Dice, sì, ma adesso che l’ho conosciuto.
FS:
Ha detto, ha detto la Bongiorno che sei anche un bel ragazzo.
VF:
Eh, la Bongiorno (---) (bisbiglia)
RS:
(ride)
VF:
(ride) Ha detto, oltre che sei molto intelligente…
FS:
Non so, se t’interessa (ride)
VF:
…(ride) No no, è affascinata. Più affascinata di me dai. C’ha due anni più di me (ride)
RS:
Dì, eee, io sono molto lusingato…
FS:
(---) (voci sovrapposte)
M?:
Se domani lo…Se domani…
VF:
No no, se viene qua… Michele -…Lo tira fuori, gli fai il filo (sic)(ride)
VF:
No, no no, se viene qua l’assistente avvocato, lei è ragazza (ride) Lì (---) (ride) Ti ricordi quando veniva la psicologa con la, con l’amica là che, gli (--­) bella ragazza? Due belle ragazze che sono.
RS:
Bene, va bene (sic)
FS:
Io speravo, io speravo stamattina di portarti una bellissima notizia, perché ieri ci dovrebbe, avrebbe dovuto esserci un incontro -riunione alla polizia scientifica…
RS:
Per chiudere le indagini.
VF:
Bravo.
FS:
…Per chiudere le indagini.
VF:
Sul dna di…
FS:
Soltanto che non c’è stato. Non c’è stato (---) (voci sovrapposte)
RS:
La settimana prossima.
VF:
Tra oggi e lunedì.
RS:
La settimana prossima conclu, concludono le indagini della scientifica.
VF:
Sì sì.
RS:
Quindi stiamo a posto. Che ti frega.
VF:
E quindi partirà quella cosa.
FS:
Speravo che io potessi portare io la bella notizia già oggi. Lunedì mattina (---)
RS:
Perché il PM si tiene nascoste le carte? Che, ha paura?
FS:
Chi?
RS:
Il PM, perché si tiene nascoste le carte?
VF:
Perché nun tiene nu cazz (dialettale)
RS:
Perché non vuole mettere…
VF:
Nun tiene nu cazz. Nun tiene nu cazz. (dialettale)
RS:
Perché non vuole mettere agli atti…
FS:
Lui me l’ha detto, lui, non so se hai sentito, no? Ha detto che noi non siamo assolutamente contrari ad un eventuale confronto. Però prima dice che…
RS:
Però, perché non le fanno vedere le carte? O no?
FS:
…Devono, devono (---) Poi mi ha telefonato il giornalista, (---), che mi telefona sempre, della Nazione, che voleva il verbale del, dell’incidente probatorio.
VF:
Probatorio.
FS:
E io gli ho detto, tu vuoi il verbale dell’incidente probatorio? E dammi, dammi..
RS:
(---)
FS:
…Dammi l’interrogatorio, gli ho detto (ride)
VF:
(ride)
M?:
Ma quale interrogatorio?
VF:
Di Rudi.
FS:
Di Rudi. Di Rudi, quello…
RS:
E lui?
VF:
Ha detto va bene, vediamo…
FS:
E ha detto, ma boh, non lo so, vediamo, se è possibile…
VF:
…Adesso vediamo.
FS:
…(---) (dialettale)
VF:
Lui ha detto che (---) che qui si scambiano i favori, io ti do’ una cosa e tu mi dai quella. Però prima mi devi dare quella. Tanto lo sai, gli ha detto, che io quell’altra cosa te la do’.
FS:
Perché (---)
M?:
Saranno veri?
VF:
Eh, non sappiamo con…
FS:
Quelli sono secretati. I verbali (---) cioè, gli interrogatori (---) secretati…
M?:
Eh.
FS:
…Rimangono tali per almeno due mesi. E i due mesi scadono il 26 di questo mese. Mancano quindici giorni.
VF:
Se se li vendono, si mandano prima.
FS:
E allora se possono, se riescono ad averli prima, tanto di guadagnato, altrimenti pazienza.
VF:
Ce li stiamo a, lavorare (---), capito? Cucineremo.
FS:
Ah, poi (---) presenterà una memoria al PM in cui chiederà appunto, alla luce di tutti questi nuovi risvolti, di darsi una mossa, cioè di sollecitare la conclusione di queste…
RS:
Indagini.
FS:
(---) (voci sovrapposte) scientifica.
VF:
Firmata anche dalla, dall’avvocato Bongiorno (sic)
FS:
Sia per quanto riguarda la rilevazione (sic) delle tracce biologiche, sia per quanto riguarda le impronte papillari. Perché adesso loro, io ormai mi sono convinto che quello (---) fare flash servono a loro soltanto per far perdere tempo a noi, capito? E allora, noi dobbiamo cercare di bloccare questo meccanismo…
VF:
Circolo vizioso.
FS:
…Contorto che si sono creati nella loro mente malata. Però, anche se poi tutto sommato a noi (---) tracce biologiche. E poi delle impronte papillari non ce ne può fregare di meno, mò detto francamente. È chiaro?
RS:
Eh.
FS:
Eh. Quindi noi, non appena abbiamo (---) dato sicuro, allora possiamo partire con quell’altro discorso. E lunedì mattina (---) c’ha un incontro a Roma con la Bongiorno e si porta dietro anche Donatella e Marco Brusco per fare il punto (sic) che le, le le ultime, le ultime (---) le ultime cose, i riscontri che abbiamo fatto sul verbale dell’incidente probatorio, dove ci sono molti passaggi importanti. Uno è quello che t’ho detto, del fatto che se una persona era da sola doveva poggiare il coltello per finire quella povera disgraziata. E poi il fatto che il, tutto l’avvenimento è accaduto con, in, in…
VF:
Nell’arco di otto – dieci minuti.
FS:
No, in un tempo molto più lungo perché è iniziato con delle minacce, verbali o comunque fisiche, vedi le ecchimosi eccetera, poi è proseguito con un tentativo di soffocamento, probabilmente finalizzato a vincere la resistenza di questa persona oppure per non farla gridare eccetera. Poi ci sono stati gli accoltellamenti e per ultimo c’è stata la (---) soffocamento con la, con l’annegamento interno, perché questa poveretta che ha respirato il suo sangue.
RS:
Sì, questo lo sapevo.
FS:
Allora, soltanto l’asfissia meccanica, cioè l’ultimo evento, si è verificato in sette – dieci minuti e tutto il resto è durato molto di più. E questo va ad inficiare completamente la versione di Rudi che dice che tutto è accaduto mentre lui si ascoltava…
VF:
Cacava.
RS:
(---)
FS:
…(---) brani musicali, l’i-pod. Addirittura ha sentito tre brani musicali. Il primo è passato indenne da qualsiasi altro avvenimento correla, correlato. Il secondo, nel passaggio dal primo al secondo lui ha sentito suonare il campanello. Din don. Allora di là è cominciato (---)
RS:
(---) non c’ha le chiavi.
VF:
Bravo, l’hanno detto tutti questo.
RS:
E poi non mi ho mai visto (sic) e come, e poi non ho mai visto che lui (sic) suona il campanello.
FS:
Qui (---) secondo noi. Poi in, nell’arco di tempo degli ultimi due brani gli è successo tutto sto macello (---). E poi c’è il passaggio che tu hai sentito con l’incidente probatorio che Luigi dice che ci può essere stato un mezzo morbido, che è l’asciugamano, aggiungiamo noi, che non è servito, come sostiene Rudi, a…
VF:
Tamponare.
FS:
Tamponare, ma a finire quella poveretta, (---) capito? Questo è il discorso, (---)
VF:
(---)
RS:
(---)
FS:
(---)
RS:
(---)
VF:
(---)
FS:
(---)
VF:
Perché…
FS:
(---) Sto cercando di capire (---) che stavamo dicendo (sic)
VF:
Quello che gli hai detto tu. (---) è ignorante (sic) vedi, ma tu guarda (sic) l’hai detto tu (---) macchina (sic) giusto? Pure qui, diciamo…Quanto meno possibile. (---) Tu stai tranquillo (sic) (---) Ricordatelo. Che quello è…Tanto (---) è un tuo amicone. I nemici, sono quelli che, uno di quelli che (---) fuori, no?
RS:
Lo so.
VF:
(---) Il tanto che basta.
RS:
(---) con lui.
VF:
Ho capito, sì. No dico, cioè, come conoscenti.
FS:
No, (---)
RS:
Sì.
VF:
Capito? Sia uno che l’altro.
RS:
Lo so, lo so. Questo, questo è chiaro. Io spero solo di avere il, la possibilità di poter evadere.
VF:
(---)
RS:
Con la mente. E avere, avere qualche cosa proprio da fare.
FS:
Ah, poi ho parlato di nuovo con questo Dottor Fiorini (sic)…
RS:
Io gliel’ho detto pure alla Bongiorno, ho detto io ho bisogno di studiare, ma non soltanto per me stesso, per il fatto che io devo proseguire la mia strada per lo studio, io ho bisogno di studiare anche perché devo trovare una via d’uscita.
VF:
Certo.
RS:
Perché io sono stato in un angolo intorno, intorno a (---) zero.
VF:
Certo.
RS:
(---) non tanto perché mi possono fare del, del male (---)…
VF:
No no.
RS:
Ma perché, possono, possono giocare (---) perverse. Il…Anche se è indubbio che c’è qualche persona che mi vuole bene, mi vuole bene, non lo, non lo, non lo, non lo dimostra. Comunque si trova lui stesso in una posizione in cui è difficile che può fare del bene, capisci?
VF:
E non solo. Anche perché, ti ricordi quel discorso che tu hai fatto a quella persona? Cioè io capisco che tu (---)
FS:
Comunque, quando ti ha detto di cominciare ad usare questo computer?
RS:
Io, io lo posso usare anche oggi, ma io ho bisogno del materiale per potermi preparare all’esame.
FS:
(---) lo studio (---)
RS:
E non serve a niente (---) così, io che cosa devo fare, non c’ho internet, non c’ho nulla, io ho biso, ho bisogno di avere i testi per potere (---) qualcosa, così mi concentro.
VF:
Per quello che ti riguarda. Per quello che ti riguarda. Però, per l’insegnamento (sic) che è uno dei temi che (sic) (---)
RS:
(---) lo potrò utilizzare già dalla prossima settimana penso.
VF:
E vabbè (---)
FS:
Allora, questo voglio sapere io, perché innanzitutto vogliamo sapere…
RS:
Dovete chiedere al direttore, io non lo so.
VF:
Questo adesso (sic)
FS:
L’importante…L’importante è che più o meno (---) sapere pure questa questione. Perché quando (---) il quale mi ha detto di mandargli una lettera in cui io faccio una richiesta formale alla facoltà per avere questi dati e loro mi hanno…
RS:
Non ti, non ti ha risposto ancora?
FS:
Non mi ha risposto ancora. Io gliel’ho mandata, li ho, li ho richiamati per sapere se andava bene, lui ha detto che andava benissimo, quindi l’ha inoltrata, adesso stiamo aspettando per chiedere (sic), perché non appena noi, se noi andiamo, tanto per dirti, (---) a chiedere al GIP un’autorizzazione sulla scorta (sic) di una (---) nostra, quello dice, ma tu da dove scendi, chiaro? Se invece noi chiediamo l’autorizzazione allegando la richiesta specifica e la fabbrica (sic) l’università degli studi di Verona facoltà di, in cui il professor tizio e caio dice che per poter aver (sic), interagire con te ha bisogno di, che tu sia dotato di questo, questo questo questo e quest’altro…
VF:
Periferiche (---)
FS:
…Periferiche determinate (sic), la webcam o altro, anche per poter, diciamo, (---) l’attività di laboratorio che tu non puoi fare materialmente perché stai qua…Chiaro? È un altro discorso. Cioè ha un altro peso. Mi sono spiegato? Quindi dobbiamo aspettare la prossima settimana che loro mi mandano questa cosa. (---) io in tempo reale gliela mando a lui e lui mi fa presentare l’istanza al GIP, capito?
RS:
Ok.
FS:
Per il momento datti da fare distraendoti sia pure (---) quello che volevi imparare…
VF:
Quello che, che puoi fare.
FS:
…Come si (---) (dialettale) computer, come si gioca a spider. Mi so’ spiegato?
VF:
Accenderli, cartelle, come si apre window, come si chiude. E poi questi non sanno niente, cioè le cose di base che tu sai.
RS:
È chiaro, è chiaro, ma è…
VF:
E questo serve anche a te per mostrarti, per uscire fuori da quella empasse e focalizzare l’attenzione su questo questo e questo. Magari nel frattempo questa settimana si apre la mente qualcuno e si chiude con ‘sta cazzo d’immagine (sic) in modo tale che (---)
RS:
Tanto non conviene a loro portarle…Non averle (sic) tanto, perché rischiano che poi scadono i termini e escono tutti. Rischiano questo loro.
VF:
Non è che è proprio un cattivo rischio, però…
RS:
Guarda, se vuoi il mio parere…
VF:
(---) aspettare una settimana. Una settimana.
RS:
…Se vuoi il mio stretto parere, io non vorrei che succedesse così.
VF:
No, io vorrei che potesse succedere questo in una settimana. Capito? Se potessero scadere i termini entro una settimana. (---) i termini scadono a Novembre. E non ci piace a noi ‘sto fatto.
RS:
Sì, ma forse non ci siamo capiti. Se loro chiudono le indagini a fine Giugno…
VF:
Diciamo (---)
RS:
…Diciamo fine Giugno, diciamo. Nel momento in cui rinviano a giudizio devono passare più di tre mesi, significa che già…Già a Settembre, prima che c’è il giudizio, usciamo tutti.
VF:
Ho capito.
RS:
Capisci che (---)
VF:
Vabbè, ma noi fino ad allora non è che staremo con le mani in mano (sic). Lo sai.
RS:
Sì, ho capito, però…Questo significa…
VF:
Ho capito.
RS:
…In termini. Perché l’hai sentito ai telegiornali cosa succede.
VF:
Sì sì.
RS:
Succede così.
VF:
Sì sì sì.
RS:
Cioè se loro…
VF:
È già successo, vagamente (sic) insomma.
RS:
…Se loro…Se loro continuano così, rischiano che vanno tutti fuori.
VF:
Certo.
RS:
Poi…Valla a pigliare a quella.
VF:
Sì sì. Sìsì.
FS:
Comunque, capisci, se io mi sto muovendo, mi sto muovendo per i motivi che ti ho detto. Dammi la possibilità di avere questa cazzo di lettera da questi signori e non ti preoccupare che io…
VF:
(---)
FS:
…In tempo reale ti voglio recapitare computer, tutto, tutto quello che c’è bisogno, te lo, te lo realizzo in termini, in azioni, velocissime. Chiaro? Oggi è successo (---) per fare venire…
VF:
Giovanni.
FS:
…Giovanni. Però io intendo recuperarla chiedendo un’autorizzazione speciale come abbiamo fatto per (---). Un’ora in più (---) motivare in maniera tale da poterla ottenere, in modo tale che (---)
RS:
Vedete un po’ quello che può fare (--)
FS:
No vabbè, fino a quando tu (sic) siccome questo, questo mese sono cinque sabati, noi comunque possiamo venire solo di sabato, quindi noi verremo comunque sabato prossimo, poi l’altro sabato e l’ultimo…
RS:
Durante la settimana, fai, se vuole, se fai venire gli avvocati a me non mi…
VF:
Sì sì, ma loro hanno detto di sì.
FS:
Sì. Sì sì.
M?:
Ma gli avvocati non rientrano nelle (---)
FS:
No.
VF:
No no, possono venire quando vogliono.
FS:
Possono venire qui pure (sic) tutti i giorni.
VF:
Ma anche per questo l’hanno allontanato, perché da’ fastidio. Perché lì, visto che andavano due anche tre volte a settimana, no? Invece qui, capito, da’ fastidio.
M?:
E certo.
VF:
Dare fastidio. È l’unica maniera. Comunque a lui non gliene frega niente perché comunque come vedi lo stesso vengono. (---) sabato, no, quand’è stato? Venerdì?
RS:
Sì, ma io mi trovo, mi trovo meglio qui che a Perugia, perché a Perugia…
VF:
Eh, lo so.
RS:
…Era…Era, diciamo, un tunnel nero.
VF:
Eri sempre da solo. Infatti.
RS:
Era proprio, pesante.
VF:
Sì sì, ma questo lo sappiamo. Certo.
RS:
Pesante. Comunque sia…Vediamo se, continua così. Sto leggendo il libro di, “Caro figlio”. Troppo forte.
VF:
Eh, è bello?
RS:
Bello (---) A tratti è divertente. E, niente. Ah l’altro giorno ho visto “Gioco di donna”, su rete quattro. Mi sono messo a piangere.
VF:
Madò (ride)
RS:
(---) Mi so’ messo a piangere come un bambino.
VF:
Ma è, è quello vecchio? Un film vecchio?
FS:
Sì, sì sì sì.
RS:
Un film vecchio che parla della seconda guerra mondiale.
VF:
Ah.
RS:
Tu l’hai visto? Alla fine lui, che poi alla fine lui là lì muore. Mi so’ messo a piangere, proprio, ho spento la televisione.
FS:
(ride)
VF:
Addirittura.
RS:
Ho mandato a quel paese… Ho mandato a quel paese…
VF:
A questo (ride)
RS:
…il mio compagno di cella. Mi sono messo subito a dormire. Stavo proprio piangendo. (---)
VF:
Ti ha preso proprio...
RS:
Erano anni che non piangevo per un film.
VF:
Addirittura.
RS:
M’ha fatto…M’ha fatto proprio amarezza, quello che è successo a questo qua (sic)
FS:
Senti, di che cosa senti per televisione? Di recente, che ti ha un po’…Diciamo, il fatto del (---) eccetera. Che cos’hanno detto alla televisione? Di recente.
RS:
Niente.
FS:
Niente. Quindi denunciano (sic) i fatti vecchi? Che tu sei figlio di papà e le puttanate di questo genere.
RS:
Perché da quando è entrata la Bongiorno in mezzo, tutti quanti c’hanno un, un viso diverso nei miei confronti.
VF:
E chi cazzo se ne frega.
M?:
Tutti quanti, ma i detenuti non lo sanno.
RS:
Lo sanno i detenuti.
M?:
Ma come fanno, dalla televisione è venuta (sic)? Non lo sapevo.
VF:
Tu l’hai vista l’intervista?
RS:
Sì sì.
VF:
A canale cinque?
RS:
A canale cinque no.
VF:
No? All’ora di pranzo?
RS:
Ho visto su raitre. No.
VF:
Il sei. No, lunedì venne qua, martedì ha, ha (---) solo ed esclusivamente (---).
RS:
Eh, che hanno det, che ha detto?
VF:
Ha detto le, le stesse cose che aveva detto quando è uscita dal carcere.
RS:
Concisa, breve, diretta.
VF:
Breve (---) botta.
FS:
Ha detto che…
VF:
Insomma, voglio dire che in mano non c’hanno un pisello. Non lo ha detto così, ha detto di (---) (ride)
FS:
Ha detto che, che si sono incartati.
VF:
Sì. Gli ha detto insomma…
FS:
Si sono incartati perché siccome hanno costruito un castello indiziario che evidentemente era troppo…Evanescente, hanno cercato, in corso d’opera, man mano che cadevano i vari pezzi, di crearne dei nuovi, cercarne e trovarne dei nuovi. E in questo modo non hanno fatto altro che incartarsi sempre di più. Cioè pur di non cambiare linea (sic), hanno continuato a cercare di pun, di mettere dei tasselli lì dove venivano meno. E non ci sono riusciti. E lì la situazione è andata a puttane, poi alla fine, hai capito?
RS:
Vabbè, basta che se ne rendano conto prima o poi.
VF:
No ormai a Perugia (sic) lei ha fatto capire che queste cose che fanno vai su e giù veloce, (---) il tappo del naso, cerotti, vanno tutte contro di loro. Detto proprio in maniera, come sai, di sufficienza li ha trattati.
RS:
Ma il movente (sic) di loro è chiaro, perché se lui è…
VF:
Ma (---) nostro (---)
FS:
Ma perché quella sta proprio isterica. (---) È isterica quando (---)
VF:
E poi incazzata come una mela marcia. Perché c’ha il pepe in culo, hai capito?
RS:
Perché c’ha il pepe in culo?
VF:
Perché è entrata questa. Perché gli conta…
RS:
A chi…Chi? Ah…Eh…
VF:
Incazzata come una mela marcia. Perché se fino a mò ha fatto i porci comodi suoi, adesso deve stare molto attenta. Perché questa, con Andreotti, a Perugia, c’è stata due anni. Quindi a questi li conosce tutti uno uno. Quindi sa di che pasta sono fatti.
RS:
Eh poverina, mi dispiace che (---)
VF:
Eh, a me no. A te dispiace? A me no. (ride)
RS:
Mi dispiace tantissimo.
VF:
A me no. A me non mi dispiace, completamente. Anzi sono molto contenta.
RS:
Vabbè. No, anch’io dico…
VF:
Da donna, sono molto contenta.
RS:
E anch’io sono contento.
VF:
Dovrei essere solidale, ma non lo sono.
RS:
Fondamen, fondamentalmente lei…Cercherò di di di non…Cercherò di cancellarla dalla mia mente.
VF:
Giustamente (sic)
RS:
Perché…Non potrei mai provare nessuna…Nessun senso di, di…
FS:
Comprensione.
RS:
Di comprensione. E se un giorno, e se un giorno…
VF:
Fa solo pena.
RS:
E se un giorno mi dovesse cadere la strada non…
M?:
(---)
VF:
(ride) Francesco -(ride)
RS:
Se…Se la, se la po, se la posso travolgere farò come se non fossi, non mi sono (sic) accorto di niente, proprio.
VF:
Non mi sono accorto. Scusami.
RS:
E sì, dici, ma che è successo?
VF:
Non lo so. Anzi, farei la retro per vederlo, stirata bene. (ride)
M?:
(---) Il PM gli fa’ fare quello che cazzo gli pare a questa (sic)?
FS:
Sì.
VF:
E beh certo (sic)
M?:
(---) certo, eh?
FS:
Se ti faccio leggere…Se ti faccio leggere le…I verbali (---)…
VF:
Scusi posso fare una domanda?
FS:
…Quando c’è (---) mi viene da piangere. (---)
VF:
(---)
RS:
Come?
VF:
(---) posso fare una domanda? No, adesso (---)
FS:
No, fece…Dice, ho letto queste cose eccetera. Lui (---) dice, ma (---)
M?:
Eh?
FS:
Dice, dice l’altro, un’altra persona che (---) è un medico legale, dice, ma forse non hai letto bene o non hai letto tutto. Risposta, e beh, effettivamente non ho letto tutto, ma mica posso leggere tutto? (ride)
VF:
Posso fare una domanda? Così lo chiamiamo mò, posso fare una domanda.
FS:
Cioè, questo, questo, questo dice, questo dichiara e quello risponde, sì, tu non ti sei letto tutto, ma io me lo sono letto tutto e quindi posso dire che non è come dici tu perché quel pochettino che hai saltato dice esattamente il contrario di quello che tu stai pensando. Capito? Cioè, parlano in questa maniera. In un’aula di tribunale.
VF:
(---) preoccupare.
RS:
Poveraccia (---)
VF:
Fa pena. La Bongiorno ha fatto così. (---) cioè, non esisti. Ci sei (sic) ma per me, tin. Luca è super educato. Raffaele -(ride)
VF:
Maronna santa. Quando loro sono venuti qua, noi stavamo fuori. Perché poi ci siamo incontrati a Orte, con Luca. Lei ha proseguito perché aveva un appuntamento. E, ed è venuto Aldo, che l’ha accompagnato, e c’era Luca, no? E quindi siamo stati a parlare. Ma era…Felicissimo di aver trovato (---) collega (sic), soprattutto con cui puoi parlare, con cui puoi cercare (sic) una strategia e soprattutto (---). E poi lei ha bene in mente quello che, che vuole e che deve fare. Lei ha già un (---).
FS:
Tant’è vero che a un certo punto io gli ho detto, où, in dialetto, no?
VF:
Sì.
FS:
Luca (sic), non mi sembra il caso eh.
VF:
(---) (dialettale) E lei…(ride)
FS:
Ma parlava lei che sta’ a diventà una mongolfiera!
VF:
Stava per (---)
FS:
(---) (dialettale)
M?:
Ma chi questo, l’avvocato di Perugia?
VF:
L’avvocato, sì. Era soddisfatto. Proprio con (---)
FS:
Dice, mi pari una mongolfiera (ride)
VF:
(ride)
FS:
(---) allargare tanto (ride)
VF:
Era proprio contentissimo.
FS:
(---) (dialettale)
VF:
Proprio, veramente contento. Di tutto, di come hai parlato tu con lei. E anche quando sono usciti lei ha detto a lui che, come ti ho detto, oltre a essere un bravo ragazzo, è anche un bel ragazzo. Raffaele -(ride)
VF:
(---) (ride) (---) t’ha chiesto il consenso…(---)
RS:
(---)
VF:
(ride) E questa settimana che hai fatto?
RS:
Niente, ieri ho giocato a calcetto.
VF:
Ah.
RS:
Oggi ci gioco di nuovo.
VF:
In palestra stai andando?
RS:
Sì. Faccio certi scivoloni sul terriccio.
VF:
Azzo, come mai? (ride)
RS:
E perché c’ho le scarpe, sotto sono diventate piallate praticamente.
VF:
Ah, fai la domandina che ti mand, portiamo le altre.
FS:
(---) che per le scarpe (---)
RS:
E mi porti le scarpe da calcetto, almeno.
M?:
No.
VF:
Quelle con i tacchetti, che sono…
M?:
No, le scarpe nike con quelle impronte lì. Quelle.
VF:
E non levuole lui. (ride)
FS:
Ha detto che quando vede nike già (---).
VF:
-(ride)
M?:
Già…
FS:
Ti immagini poi anche quelle…
M?:
Come, ma, una volta, anni fa, gli ho chiesto, no no, io solo nike. (ride)
FS:
(ride)
M?:
Ha cambiato idea. (ride) VF -(ride)
RS:
No no, c’ho messo una x sulle nike.
VF:
Adesso hai le ess, com’è che si chiamano, ni, nics, stickers.
RS:
L’Adidas.
VF:
(---) Senti Raffaele, quelle di tela…
FS:
Senti, come devono essere…
VF:
Aspetta, quelle di tela…
FS:
…Io ti porto intanto un paio di scarpe (---)
RS:
Portami un paio di scarpe…
FS:
Se queste sono consumate, scusa, poi come devi fare?
RS:
Come come devi fare?
FS:
(---) consumate queste scarpe. Quali sono, quelle che c’hai ai piedi adesso?
RS:
No, quelle…
VF:
Quelle verdi?
RS:
Quelle verdi.
VF:
Quelle, quelle alte?
FS:
Che si sono consumate.
RS:
Sono basse basse. Portami un paio di scarpe da calcetto.
VF:
Ah, quelle che avevi prima.
RS:
Dove ci sono, non, non, da calcetto, quelle senza tacchetti. Senza tacchetti.
M?:
(---) avevo portate io.
RS:
Però almeno, oltre che utilizzarle (---) viene concesso (sic) il tempo libero…
M?:
Ma…Eh.
RS:
Me ne vado a giocare a calcetto.
VF:
Ah, da calcetto, non con i tacchetti.
RS:
Le trovo più comode.
FS:
Tu fai la richiesta (---) scarpe.
M?:
No no, da calcetto non po, non c’ha i tacchetti.
RS:
Non c’ha i tacchetti.
M?:
Lo so, ce l’ho io un paio.
VF:
Allora fa su, su, adesso la domanda.
FS:
Per le scarpe bisogna fare la domanda.
VF:
E sabato te le portiamo.
FS:
E allora falla dai.
VF:
Che hai scritto la lettera a Tiziano?
RS:
L’ho scritta.
VF:
Già spedita?
RS:
Sì.
FS:
Beh, che cosa hai detto? (---)
RS:
Gli ho scritto che…
VF:
(---) dire, poi riferisco io. Faccio la ruffiana (---)
RS:
…Vabbè, adesso non mi ricordo. Gli ho scritto fondamentalmente che mi, mi…
FS:
Per sommi capi.
RS:
…Mi piacerebbe tanto rivederli, che sono stato bene. Voce Maschile – Arrivederci, buon proseguimento (sic). Ciao.
VF:
Bongiorno!
RS:
Arrivederci.
FS:
Ciao.
RS:
Che, diciamo, la sua presenza m’ha solo fatto sempre piacere e…Diciamo…E poi gli, gli ho detto, dice, tu sai meglio di me che, che questa qui, non è diventata più, diciamo…
VF:
Una questione.
RS:
Una questione, diciamo, di…Di chi ha ragione e di chi ha torto, ma è diventata semplicemente una guerra, per chi, vuole…È diventata semplicemente una guerra, quindi quando uno dice, uno va in guerra e chi ha le armi migliori vince, fondamentalmente. Gli ho fatto intendere questa cosa. E per questo diciamo, anche se lui non è più nel collegio dei, degli avvocati, comunque mi farebbe sempre piacere se potesse fare (---) così mi mette (---) in carcere perché comunque il suo apporto mi ha fatto, mi è stato sempre, diciamo, utile.
VF:
Di grande aiuto.
RS:
Di grande aiuto e di conforto.
M?:
Questo Tiziano?
VF:
Sì. Eh…(---) anche qui deve mettere forza.
RS:
Questo gli ho detto.
VF:
Hai fatto bene. Bravo. Tanto io poi faccio la ruffiana perché io (---)
RS:
Ah, m’ha scritto, io volevo sapere, c’è quella ragazza dall’America, è del Colorado, che ti ho detto, mi ha scritto un sacco di volte, dice che le lettere mie non le arrivano. Allora le ho fatto una raccomandata all’estero. E voglio vedere se l’hanno spedita da qui. Voglio accertarmi di questo.
VF:
Fai come hai fatto per (---). Mandale a Luca. Oppure le mandi a casa. E noi le rispediamo. Andrà con l’indirizzo dentro.
RS:
Ah giusto.
VF:
Fai così. Perché magari (---)
FS:
(---)
VF:
Tu mandale all’avvocato, dentro, poi, noi l’avvisiamo Gianni, quando vede l’indirizzo scritto (---)
RS:
Mò ho provato così. Se non arrivano (---)
VF:
No no, ma tu d’ora in poi fai così Raffaele, tanto le spediamo noi e stai tranquillo (sic).
FS:
Beh, se non arrivano tu (---) (dialettale)
VF:
Sì sì. (---)
FS:
Se mò ti rendi conto che la raccomandata non (---), non l’hanno spedita, non ti arriva la ricevuta di ritorno (---) ricevuta di ritorno…
RS:
Sì sì, è chiaro.
FS:
(---) se non t’arriva, allora vuol dire che farai così.
RS:
È chiaro.
VF:
Alè (sic) ti abbiamo portato un po’ di cose da mangiare. Abbiamo portato un arrosto, stavolta. Una mandria.
FS:
(---) arista di maiale questa volta.
VF:
L’arista di maiale.
FS:
Compriamo sempre vitello, vitello, vitello.
VF:
E…
M?:
Ce l’ha il frigorifero, sì?
VF:
Sì, ha detto che ce l’ha un frighetto.
FS:
No, quando…Noi quando cuciniamo, quando prepara, prepara per lui e per gli amici suoi. Perché alla fine non si può mangiare tutto.
VF:
Perché oramai è così.
M?:
E allora sì, certo. VF –Le zucchine, abbiamo fatto. Una cima. Gli asparagi. E…
FS:
I funghi.
VF:
I funghi.
FS:
E l’arrosto.
VF:
E poi vedi tu, se t’interessa qualche altra cosa me lo dici, di quelle cose che possono passare. È tutto in vaschetta, è tutto in dei contenitori. Li ha portati con i freezerini, tutto fatto. Ha depositato tutto Giovanni perché è entrato lui prima di noi. E poi (---)
RS:
Ok. Perfetto.
VF:
E la prossima volta, niente. Allora, oltre alle scarpe di calcetto, qualche altra cosa?
RS:
No, niente.
VF:
Ho visto che hai lasciato un sacchetto…
RS:
Magliette mi servono. Girocollo…
VF:
Vabbè, vediamo se…
RS:
Insomma, quello che volete, basta che mi portate magliette.
VF:
Vabbè no, le magliette te le abbiam portate, sono quelle (sic)
RS:
Le cambiate le devo avere sempre.
M?:
Le magliette a girocollo.
VF:
Girocollo gliene andiamo a prendere ancora un paio. Due o tre.
RS:
La barba me la devo fare.
VF:
(ride) (---) Francesco -(ride) A maniche lunghe le vuoi?
RS:
Eh?
FS:
A maniche lunghe?
RS:
No.
M?:
È che (sic) ormai.
VF:
Quelle di maniche lunghe intime…
FS:
Quindi magliette anche a maniche…Pratiche insomma, ho capito.
VF:
…Te le ho messe, sì, non gliele ho messe più. Quelle a maniche lunghe intime, quella nera e quella bianca, non te le ho messe perché fa’ caldo, no?
RS:
Sì sì. Poi t’ho dato un sacco di roba invernale (---) con questi giubottini, me le lavi quelle cose.
VF:
Che vuoi un giubottino tipo questo qui?
FS:
Ti serve uno spolverino?
RS:
No, non mi serve.
VF:
Sei a posto?
FS:
Ma te lo sei tenuto uno almeno?
RS:
Mi sono tenuto una giacca così, ma tanto comunque se vado in un’udienza (sic) di camicie ce le ho. Mi metto jeans, la camicia e basta.
VF:
Ah.
FS:
Vabbè, io ti do’ uno spolverino più leggero di questo.
VF:
Vuoi un maglioncino di cotone? (---) Un maglioncino o un giubottino (­--)
FS:
Cioè una cosa da mettere sopra la camicia. O una, una giacca spo, tipo spolverino, sarebbe utile.
VF:
Una giacca spolverino.
RS:
Uno spolverino.
VF:
Una giacca spolverino.
RS:
Una giacca spolverino.
FS:
Una giacca molto, molto leggera.
VF:
Colore? Ieri l’avevamo trovata una rossa e una blu.
RS:
Colore no, né blu e…
VF:
Né rosso.
RS:
No no, rosso va bene.
VF:
Va bene? Ah, allora quella che avevamo visto rossa andava bene. Ne avevamo trovato una, però poi ho detto, chiediamo.
FS:
Allora ti portiamo, la prossima volta, (---) anche perché non possiamo accedere con queste (---)
RS:
No no, c’ho una camicia rossa quindi nemmeno rossa.
VF:
No rossa. Panna? Bianca?
RS:
Va bene. Bianca. Va benissimo.
VF:
Ok. (---) tanto quella pesa poco. Quelle le mandi a te le scarpe, fai la domanda.
FS:
Si ma una giacca te la devo portare, una giacca (---)
VF:
Sì.
RS:
Faccio domandina per le scarpe da calcetto.
VF:
Le scarpe da calcetto. Scarpe da calcetto, maglie e giacca.
M?:
Scusa, per la giacca ci vuole sempre la domanda?
FS:
No, per la giacca no.
VF:
Per la giacca no.
M?:
Perché per la giacca non ci vuole e per le scarpe sì? Qual è il mot, qual è la…
VF:
Per le scarpe non so perché.
RS:
E che cavolo ne so.
VF:
Le scarpe non te lo so dire.
M?:
(---) dire.
VF:
(ride)
RS:
Eh, ma questi co, tipo, questi (---) fanno domanda alla Caritas per avere le scarpe. Sai che cosa fanno sempre lì giù (sic)? Se ne vanno giù all’area o al campo con le ciabatte, quelle che si comprano in carcere, per far vedere come (---) E si comprano le scarpe dalla Caritas.
VF:
Senti…
M?:
E chi se ne fotte (sic)
FS:
Per avere le scarpe.
VF:
…E quelle…
RS:
E…Le tute, magliette della Caritas. Perché vogliono sfruttare la situazione. Che tristezza.
VF:
Pezzenti. Pezzenti.
FS:
Ho consegnato i soldi, che vedo che spendi.
RS:
Io vabbè non è che li spendo in chissà che.
FS:
Sì vabbè, io (---) spendi.
RS:
Vabbè, pure perché mi compro, compro fette di carne, mangio solo quelle. Quello che mi passa il vitto (sic)…
VF:
Non te gusta mucho. (ride) Proprio no.
RS:
Sto soffrendo per il pesce. (---) pesce (---)
VF:
Madò, che piacere.
RS:
Mi, mi danno pesce surgelato.
VF:
Ah. Peccato. Neanche il tonno è (---) ?
FS:
None, (---)
VF:
No, qua dentro stesso.
RS:
Ma fa schifo quello di qua. Fa schifo. Lasciamo perdere.
VF:
(---) col sughetto che ho fatto l’arista di maiale, puoi condire la pasta eh?
RS:
Ci sono le cime?
VF:
Sì.
RS:
Le rape. Perfetto.
VF:
Le rape no.
FS:
Non le rape, le cime ci sono.
VF:
Le rape non ce ne sono più.
RS:
Eh sì.
VF:
Mò ho fatto richiesta.
RS:
Vabbè, comunque quelle lì le mangio tutte oggi perché ho visto che se stanno due giorni (---) se ne va.
VF:
Ho fatto richiesta al fruttivendolo. Perché lui mi ha detto, stanno finendo. E io gli ho detto, vabbè, almeno se mi trovi un paio di chili perché s’è ricordato che la scorsa volta me ne sono andata con tre (sic) chili appesi. E (dialettale) Che te ne frega a te. Ho detto almeno due chili, così riesce a fare, diciamo, una vaschetta (---). Quindi. Io volevo farti la, la favetta, favetta e cicoria. Ti piacciono?
RS:
Sì sì. Sì sì.
VF:
Io non mi ricordavo. Ah.
RS:
Tanto.
VF:
E allora faccio favetta e cicoria.
M?:
Si va tanto bene di corpo.
VF:
(ride)
M?:
Fave e cicoria.
VF:
Ti faccio la favetta con le cicorie. E se non trovo le cicorie, le bet, le bietoline…
M?:
Azz! Porca miseria, non si trovano più. Vicino Lecce c’è una ditta che fa’ la roba biologica e fa’ le fave, le fa’ già pronte. Le fave in, in barattolo, che te le riscaldi con le cicorie e fai fave e cicorie. Senza starle a pulire, fai il purè.
VF:
No, ma io mi prendo questo fastidio. Me lo prendo. (ride) Tutte le volte che veniva gli facevo trovare un pesce e lui era felice come una pasqua perché finalmente (sic) lui sta a Perugia (---) (ride)
M?:
Pesce del Trasimeno (sic)(dialettale)
RS:
Su Perugia (---)
VF:
Sì. (ride)
RS:
Perché è meglio evitare (sic)
FS:
Perché? No(sic)
VF:
(---)
RS:
No, ormai non esiste più.
VF:
Per me cancella (---) . Quante sono le regioni in Italia? Ventidue? Ventuno (sic)(ride)
M?:
E vabbè va, mica è tutto…
VF:
Ventuno. Mi rimane solo San Francesco.
RS:
(---) da vomitare (---)
VF:
No dai, rimane solo Assisi e San Francesco. Per il resto si può cancellare tutto.
RS:
Infatti.
VF:
Dai, speriamo che la prossima settimana abbiamo qualche notizia (---)
M?:
Ma tu a scacchi hai imparato qua a giocare?
VF:
Sì, con questo…
M?:
Ah, prima non sapevi giocare?
RS:
Sapevo come si muovevano i pezzi.
M?:
Ah, le regole sapevi.
RS:
Però imparare nel senso…
M?:
Eh.
RS:
…Ragionare sugli scacchi…
M?:
Eh.
RS:
…L’ho imparato qui.
VF:
Farai qualche torneo. (ride)
M?:
Eh, sì. (---) Raffaele -(ride)
VF:
T’iscriverai a qualche torneo quando…
M?:
Ah, quando esce.
VF:
Appena verrà fuori. Sì sì. Appena verrà fuori. E beh, oh, diventa professionista. (ride) Raffaele -(ride)
VF:
Con la patente. Patente europea.
RS:
Sto, sto imparando pure a giocare a calcio.
VF:
Ah, vedi però. Lo devo dire agli amici tuoi, allora, di allenarsi. (ride) Raffaele -(ride)
VF:
Perché ti sentivi una schiappa.
RS:
Sì, prima ero una schiappa.
VF:
E infatti, tutti l’hanno detto.
RS:
No, adesso sto imparando.
VF:
Madò, Raffaele gioca a calcio. Era una (sic) schiappa. Anche quando gliel’ho detto a…A quello, come si chiama.
RS:
Sì ma, ma forse io (---) cosa ho detto. Però questa cosa ci si…Questa cosa per me è categorica. Quando esco da qui io devo riprendermi uno a uno tutti i pezzetti dei…
VF:
I pezzetti. Sì.
RS:
…Che io avevo lasciato nella mia vita.
VF:
Certo.
RS:
Tutti. La palestra, il kick boxing, l’università. Tutto.
FS:
A proposito…
RS:
A trecentosessanta gradi.
VF:
Ma noi siamo…Siamo…
FS:
…Mi ha detto uno che ha mandato gli aiuti (sic) di uno che gioca, i saluti di un ragazzo che gioca a calcetto e che si chiama, Roberto?
VF:
Roberto.
FS:
Roberto.
RS:
Di Perugia…
FS:
Sì.
RS:
Cioè, non di Perugia, che studiava…
FS:
Di Perugia
RS:
…Studiava a Perugia. Di Roberto.
FS:
No. Dimenticati quelli del collegio. Uno che gioca a calcetto che è di Perugia, che ti conosce bene.
VF:
Mario te l’ha detto?
FS:
Sì.
VF:
(---) visto anche (---)
FS:
Si chiama…O Roberto o Alberto?
VF:
No Roberto mi pare. Il cognome non ce l’ha mai, mai detto, perché me lo sarei ricordato.
RS:
Ma dove stava, in università?
VF:
Gioca nella squ, in una squadra di calcetto.
RS:
A Perugia.
VF:
(---)
RS:
Ed è perugino.
FS:
Sì.
RS:
È perugino.
VF:
Beh.
FS:
Sì, il cognome è perugino.
RS:
E quindi è della mia università?
FS:
Eh sì, può essere dell’università. No, questo…
VF:
Lui questo qui non ce l’ha mai detto il cognome.
FS:
…Dice che, non è che faccia parapendio?
VF:
Conosci qualcuno…
RS:
Lucio Esposito. Lucio? No, Alberto. Roberto.
FS:
Fa’ parapendio.
RS:
Mm? Che?
VF:
Ce l’ha detto un amico...Di Luca (sic) Che (---) Fra questi…
FS:
Ci sta questo ragazzo, che dice che ha giocato qualche volta con te a calcetto. A Perugia. E (---) ti manda tanti saluti.
VF:
Quello (---)
RS:
Ah, quindi stava in collegio. O no?
FS:
Può essere pure. Non lo so.
VF:
(---) (comunica a gesti)
RS:
Ah. C’ha…
VF:
(---) Capito?
FS:
Ora è chiaro (sic).
VF:
Però più, più in alto.
FS:
Di chi? (sic)
VF:
Tua figlia.
FS:
È mia figlia che è più in alto di lui.
VF:
Tua figlia sta più in alto di lui?
FS:
Avoglia.
VF:
Ah. Francesco -(ride)
VF:
E…Deimarco (sic) ? Sai chi è Deimarco (sic)?
RS:
No.
VF:
Quello delle impronte papillari.
FS:
Il perito (---) le impronte papillari. Per tuo conto.
RS:
Beh?
VF:
Sai, sai cosa faceva prima?
FS:
Il maresciallo.
VF:
Il maresciallo.
RS:
Il maresciallo.
VF:
Come a tua sorella. E poi (---)
FS:
No.
VF:
Imbrogli le (sic) (---) Sì (---) (dialettale) Imbrogliamole le acque (sic) (­--) come l’abbiamo saputo. Il giro. (sic)
FS:
Vabbè insomma, questo (---)
RS:
Tanto tutto il mondo è paese.
VF:
Questo (---)
FS:
Mincottini, Mincozzini (sic)…
VF:
Madò. Roberto perchè si chiama.
FS:
Muncazzini, Mancazzini, Moncazzini…
VF:
(ride)
FS:
(---)
RS:
Vabbè, non lo so. Non lo so.
VF:
Ci informeremo. (ride)
RS:
Ok.
VF:
Perché lo disse anche l’altra volta.
FS:
Ti conosce molto bene.
VF:
Sì.
RS:
Mi conosce molto bene?
VF:
Sì, ti ha sempre difeso.
RS:
Cazzo (sic)
VF:
E mi ha parlato anche di (gesto)
FS:
Mincazzini? VF -(ride) Non si chiama così, non lo so come si chiama. No, non mi ricordo il cognome (sic)
RS:
Ma stava in collegio?
FS:
Può essere, che ne so.
RS:
Vabbè, non so (---) sapere. (---) Com’è sta storia che (---) ha fatto una canzone e…
VF:
Oddio, ma questa te l’avevo detta già.
RS:
No ma, io non l’ho sentita mai sta…
VF:
Una ragazza, la cui sorella fa’ l’avvocato…E, no è lei proprio un avvoca…
FS:
È lei avvocato. VF –No, lei è proprio un avvocato. Aveva mandato una mail a, allo studio Mauro (sic) dicendo che io sono un avvocato che m’interesso di musica, che ho scritto una canzone dedicata a te. E gli ha mandato…E…Il…il cd. Poi gli ha mandato una mail, con stampata la canzone.
FS:
Ma lei ha scritto le parole.
VF:
E lei ha scritto le parole. Io te lo dissi, ti ricordi?
FS:
E un amico suo, ha fatto…
VF:
Te l’ho detto qualche mese fa.
RS:
Sì. Ma non ne so niente.
FS:
La musica.
VF:
Un amico suo ha fatto la musica.
FS:
E poi c’ha mandato il cd a…
VF:
Però noi la vorremmo sentire cantata, perché, diciamo…Le, le, le cose che son scritte sono carine. Però bisogna vedere che musica ha messo. Se è rap, se è pop…
RS:
E, pure io la vorrei sentire.
VF:
Seè rock.
M?:
(---)
RS:
Anch’io la vorrei sentire.
VF:
Seè rock (ride) Dai Raffaele, na na na. (ride) Raffaele -(ride) (---)
VF:
Non lo sappiamo. Quindi, se, se è rap lascia il tempo che trova. Poi se è melodica, non lo sappiamo. Perché io sono andata sul sito, ho mandato anche i tuoi amici, perché poi mandai, sai, i messaggi a tutti, vedete di trovare sta cosa. Però nessuna è riuscita ad aprirla. Riescono ad aprire, ma riescono ad aprire solo la pagina con…Diciamo, il contenuto. Ma con la musica no. Beh, devo, dobbiamo chiedere dopo a…
FS:
Ci dobbiamo ricordare.
VF:
Sì, mi devo ricordare.
FS:
Ci son tante cose.
VF:
Dopo me lo scrivo. E così.
FS:
Mò, dopo quando usciamo ci dobbiamo scrivere tutto e prendere (sic) appunti.
VF:
E sì, perciò ho detto. Queste, queste tre cose me le ricordo. Mò questa è la musica che mi devo ricordare.
FS:
Le cose che dobbiamo comprargli.
VF:
Chi altro ti ha scritto? Oltre a questa ragazza? Dei tuoi amici comunque le, le continui a…
RS:
Sì, i miei amici. I soliti.
VF:
…A ricevere. Ah. E di persone che magari non conosci.
RS:
Che è quello lì. Come cavolo si chiama…Sundas (sic)
M?:
Chi?
VF:
Sundas o Sullas (sic)?
RS:
Sunda, un managers.
VF:
Ah.
RS:
Un manager che voleva fare tipo spo…
VF:
Contattali (sic) su internet a vedere.
RS:
Andreas Sundas, Andrea Sundas…
VF:
Che ti scrive?
M?:
Che voleva fa’?
RS:
Sponsor, manager.
M?:
Ma de che? Sponsor de che?
RS:
È di Montecatini Terme questo.
VF:
Controlla su internet.
RS:
Non lo so. Sai quei, quei coglioni che fanno, avevano fatto uno sponsor al Rom, tutte quelle menate. Uno schifo.
VF:
Digli, guarda forse non hai capito che io sono di un altro pianeta.
RS:
Lascia proprio stare.
VF:
Cioè forse, forse non è chiaro.
FS:
Ma cos’è che vuole questo?
RS:
Ha detto, dice…Spero che accetti questo omaggio. Mi ha mandato una maglietta con scritto, io sono con questo qui. E dice, spero che accetti questo omaggio.
VF:
Dì, sì l’ho regalata.
RS:
Spero che tu stia bene. Io l’ho regalata a questo, quello là (sic) VF -(ride) Gliel’ho regalata perché io non ne ho bisogno, veramente. E grazie per il gentil pensiero. Preferisco quella di, Madre Teresa…
FS:
Questa è quella che ho comprato da…
VF:
Madre Teresa di Calcutta.
FS:
Questa è buona (---)
VF:
E questo è il colore che gli voleva fare Simona. Simona ti ha preso una maglietta.
RS:
Oh e c’è la cella del, del trans. L’ho vista l’altra volta.
M?:
Che, la?
VF:
La cella del…
RS:
La cella del trans. Qualcosa di incredibile. Ieri sono rimasto così.
VF:
Pulita, sistemata?
RS:
Pulitissima. C’è il tappetino, la…La cosa con i fiori, proprio con i fiori. Ci sono, c’è l’abatjour rossa. Mò s’è fatto pure il cuscino…
VF:
Come ha trovato queste cose? Se l’è comprate?
RS:
Che cazzo ne so. Io sono rimasto così davanti alla cella. E (---) dice, io vorrei qualche cosa, tipo un telo, qualcosa per le tende di questo colore e divento una bambolina. Francesco -(ride)
RS:
Ieri stavo così, ho detto, mah…Cazzo che bella cella. VF -(ride) Si è organizzato bene.
RS:
È diventata, non è più, se tu la vedi, non è una cella.
VF:
È una stanzetta.
RS:
Non è una cella. Non è una cella.
M?:
E oh.
VF:
È una stanzetta. Ognuno se la personalizza come vuole.
M?:
Ma te non stai da solo?
RS:
No, sto con quel ragazzo.
M?:
Due siete?
RS:
Siamo in due.
M?:
Ah.
VF:
Oggi sta incazzato.
RS:
Sta sempre incazzato. Con la madre. Si sente, si sente…
VF:
Oggi sta incazzato.
RS:
Si sente discriminato. Un po’…Messo da parte dalla famiglia. C’ha fatti suoi in famiglia. (---) Ma quando me li scarica, ti giuro…
VF:
(---)
RS:
…Mi mi, mi (---) perché non è una cattiva persona, però fondamentalmente lui scatta, contro (sic) (---), lui, lui si, si rivolta male (sic). A volte, quando c’ha i cazzi suoi, si rivolta male (---), si rivolta male ai detenuti. Poi c’è quello lì che è uscito pazzo, ha tirato i ferri in cella.
FS:
(---)
RS:
In risposta a come si era posto lui per il vitto (sic). Insomma, tutte queste cose.
VF:
Non prende proprio esempio da te, eh? Cazzarola.
RS:
E…Sta, sta sempre così. Sta sempre nervo, poi parla con la madre, la madre gli dice io non, non ce la faccio più appresso a te. Perché, poveraccia, l’ho capita quella donna. Tra virgolette, l’ho capita. Per dire, dice, se tu stavi, quello lì stava in America a lavorare (---), se tu rimanevi in America…
VF:
Sarebbe stato meglio.
RS:
Sarebbe stato meglio perché lì lavoravi, facevi i cazzi tuoi e basta. Dice, sì, ma io volevo la famiglia (sic) (---) tornato in Italia hai fatto quello che hai fatto. Hai combinato solo casini. Insomma que, questo è il discorso che stavamo facendo. E lui si sente, e lui si sente un po’ messo da parte.
VF:
Ho visto, lui si è messo a piangere. Io (---) la mamma s’è messa a piangere. Perciò ho detto, poi (---) se n’è andata (---) incazzato (sic).
RS:
Perché, perché la mamma gli ha detto, io lavoro al comune e non ti posso venire a trovare tutti i sabati perché c’è un sabato in cui io devo lavorare. Lui ha detto, no, di qua, di là, dice per te la vita è tutta un gioco, ha detto (---) Perché, in effetti, la madre un po’ (---) questo fatto di (---) cosa. Però lui è così. Lui, lui proprio ha un bisogno d’affetto così forte, forte, fortissimo. E, queste cose comunque noi l’acce (sic), la…Io…Lui non mi da’ fastidio, però questa cosa mi pesa, perché io gli, io ogni volta gli dico senti, io, io non ti voglio male, però io c’ho i cazzi miei, eh. Che sono già tanti. Io una croce mia ce l’ho, non voglio le croci degli altri. Non perché per me sei di meno (---) Perché io non posso sopportare un peso del genere, quindi se ti devi sfogare, lo so, siamo in cella, la cella è una, siamo in due e bisogna sopportarci a vicenda però cerca di stare (---).
VF:
Ma non fa’ socialità con gli altri come fai tu?
RS:
Sì sì, faccio io un po’ (sic) Certe volte facciamo insieme, certe volte va da una parte un po’ dall’altra…
VF:
E dall’altra, sì, meglio, se va da un’altra parte è meglio. Così si stacca un po’. Almeno parla con qualcun altro. Perché non chiedi di parlare con lo psicologo…
RS:
L’ho fatta la domanda, questi non mi chiamano mai.
VF:
E tu, ah. Neanche con gli assistenti sociali Raffaè? Col parroco.
RS:
Col parroco, il parroco mi chiama.
VF:
Ti hanno chiama, ah bene.
RS:
Ah, tanti saluti dal parroco.
VF:
Bene, bene. Senti, ma è un frate?
RS:
Il parroco l’altra volta, l’altra volta il parroco mi diceva, dice, qua la, la cosa brutta è che, nel momento in cui un assistente sociale, un parroco, chiunque sia, privilegia di più una persona rispetto a un’altra perché fondamentalmente tu Raffaele Sollecito, diciamo, sei, sei ben visto rispetto…
VF:
A un’altra persona.
RS:
A un’altra persona, allora se uno privilegia qualcuno i detenuti, si sentono…
VF:
Si risentono.
RS:
…Si sentono di meno. A quel punto scatta proprio un meccanismo di rabbia, rivolte, succede un casino. Tu immagina che ogni tanto per delle congetture, soltanto per delle congetture pure e semplici che una persona s’è fatto in testa, un ragazzo con cui lui giocò a calcetto fuori, questo qui ha fatto un casino. Ha inveito contro, ha inveito contro gli altri, un casino. L’hanno messo in isolamento per due (sic) giorni, questo qui s’è tagliato le vene, s’è tagliato il collo.
VF:
Madò.
RS:
Ha, ha dato fuoco alla cella.
VF:
Caspita.
RS:
L’hanno portato pure in ospedale (sic).
VF:
Adesso?
RS:
E ancora non finisce. Stava, continuava a tirare (sic) cazzotti e testate contro al muro.
VF:
E allora deve andare in manicomio. Non è questo il posto dove stare. (-­-)
RS:
Cioè è un ragazzo che io…Con cui io ci parlavo (---) sopra la spalla (sic) (---) ogni tanto scattava e diceva vaffanculo a tutti quanti, però fondamentalmente è così. Qualche volta mi ha pure provocato, io ci son passato sopra e dopo due settimane era già cambiato completamente.
VF:
Certo.
RS:
Ma io non…
FS:
Perché stava dentro questo, sta dentro questo?
RS:
Flagranza di reato.
M?:
Eh?
RS:
È stato beccato in…
FS:
In flagranza, a fare che cosa?
RS:
…In flagranza di…Violenza sessuale.
FS:
Violenza.
RS:
Tutti qui dentro sono, c’hanno (---). E io è questo che mi da’, mi da’, mi fa’…
VF:
Fastidio.
RS:
Mi da’ terribilmente fastidio, perché…Io non sono discriminatorio, ma io certi, certe cose ad una donna non le farei, non le farei mai.
VF:
Ma manco per (---)
RS:
A costo della mia stessa vita. E perciò non…Per me, è una, è una pugnalata questa.
M?:
Cioè, non ho capito. Molti sono per, per questo reato?
RS:
Sono tutti per questo.
M?:
E qua è il campo di concentramento…
RS:
Sono tutti per questo.
VF:
Quelli che stanno in questa sezione.
M?:
Ah, della sezione.
VF:
Sono tutti questi di lì. Questi, questi, questi…Come si dice.
M?:
Ah, ho capito, ho capito. Vabbè vabbè vabbè.
FS:
(---)
RS:
A me questo mi fa’ più male.
VF:
Eh lo so. Hai ragione, c’hai ragione. Lo ha detto anche il direttore che questa non è la migliore, ma non è neanche la peggiore. Diceva lui. Lui avrebbe potuto (sic) anche spostarti. Però t’aiutano (sic) (---).
RS:
Lo so. L’altra volta mentre giocavamo a calcetto ci fu…Un detenuto, un folle....
VF:
(---) a mazzate (---)
RS:
Sì, no, ma io dico, mentre stavo giocando a calcetto, uno dalla cella dei, dei comuni, giù, che (---), chico! Mi giro (---) pensavo che era uno, qualcuno di sopra, tipo spaccino…
VF:
Ah.
RS:
(---) E io ho fatto, ho fatto, Sì? Così, no? Dissi, di, di colpo. Poi sento questa voce, parlava in un dialetto tipo siciliano e faceva, un giorno morirai! E io mi sono girato e ho continuato a giocare. E poi questo mi continuava a dire. E gli altri che stavano a giocare a calcetto m’hanno fatto…
VF:
Lascia perdere.
RS:
…Non dare adito. Però, però mentre giocavo (---) e c’era un altro, sempre di lì, che veniva, che gli rispondeva a (---)
VF:
A quello. (ride) Michele -(ride)
VF:
(---) Anche tu.
RS:
Diceva, ma stai zitto e non rompere i coglioni! Ma che, ma che cavolo stai addì! Allora stai zitto! Così!
VF:
Che coglioni. Ma è gente che, insomma, come dicevi una volta tu, è gente frustrata.
FS:
Vabbè, insomma, se dobbiamo fare del, un bilancio delle cose positive e delle cose negative di tutto questo modo, eh insomma, comunque ti è andata bene, insomma, perché avresti potuto avere dei riscontri molto peggiori.
VF:
Peggiori.
RS:
Infatti.
FS:
(---)
VF:
Vabbè, ma l’hanno già pesato, Francesco.
FS:
(---) non dobbiamo starci a sotto, a fossilizzare su alcuni aspetti. Purtoppo…
RS:
Purtroppo ci sono, ci sono mille amici…
FS:
…Qui non è che potrai salvare persone, no?
RS:
Che mi vogliono male…E…
VF:
Ma è gente sempre, ricordati che è gente che non ti conosce, Raffaele.
FS:
Questo non è un posto che trovi (sic) persone, no? In genere.
VF:
Ricordati sempre che è gente che non ti conosce.
RS:
Lo so che non mi conosce.
VF:
Appunto. E quindi ognuno di noi…
RS:
Però fondamentalmente…
VF:
…Può esprimere un’opinione.
RS:
…Fondamentalmente quello che, che, che penso è che…Io voglio entrare nella testa di chi (---) per capire come cazzo fa’…
M?:
No, no.
FS:
Ma guarda che io mi sono sforzato (---)…
VF:
Non ti sforzare.
M?:
È tempo perso. Tempo perso.
FS:
…Ma non ne vale proprio la pena.
VF:
Non ti sforzare. Non c’arriverai mai.
M?:
No, ma, c’è, c’è gente…
VF:
Perché non è radicata in te questa cosa, capisci?
FS:
Anche io c’ho provato. Anche io c’ho queste sensazioni. Però sai da quand’è passata?
VF:
No, non ci provare neanche.
FS:
Non è proprio il caso guarda. No, non ci potrai mai arrivare.
VF:
La, la migliore risposta…
FS:
Oggi mi stava raccontando una storia sua…
VF:
Madonna.
FS:
…Per farti intendere, dice che lui si è comprato la casa adesso? E ha preso un piano terra.
VF:
Diglielo Michè, come ci siam messi (sic) Fatti due risate.
FS:
Con…E…Sopra a lui ci sta un altro appartamento che ha comprato una vecchia rincoglionita.
M?:
L’ha comprato la vecchia per il nipote.
VF:
Faglielo dire (sic), che ride (sic)
M?:
Che si devè sposà, è giovanissimo no? Più o meno l’età tua. Alla vecchia, la nonna, devo fa’ il pergolato. C’ho il giardino, sto davanti alla cucina, faccio il pergolato. Tutto a licenza (---) e cose, a me non me sta bene. Perché? Perché a me non me sta bene. Mi togli la veduta. E il nipote dice, nonna, ci dobbiamo abitare qui e coso. Lui ha insistito, il nipote, ho saputo che ha detto stasera ti, ha detto (sic) al nipote Paolo, tu vieni a casa mia dove sto, vado io a combattere con quello lì, con me. Capito?
VF:
(ride)
M?:
Perciò, vive per rompere i coglioni, capito? Cioè, è inutile pensare…
FS:
Non puoi entrare nella testa di queste persone.
M?:
Diversamente. Cioè, quello è inutile.
VF:
È una persona così.
M?:
Cioè, gliela, gliel’abbiamo messa in tutte le maniere, che…Non c’è…A lei non gli sta bene. Anzi, lui può mettere una tenda di due metri che la notte deve chiudere e il giorno apre, capito?
VF:
(ride)
M?:
Cosa ci perdi tempo a entrare nella mente di quella. Quella è sessant’anni che è bacata, non gli fai niente, è bacata. Non gli puoi fare niente.
VF:
Cioè, tu devi venire in casa mia a dire quando io devo mettere giù la tenda, così lei esce fuori e io la devo tirare su (ride)
FS:
Il colore, magari, della tenda.
M?:
Sì, non…
VF:
Lui fa, mi vuoi dire pure il colore (ride) Chi cazzo…
M?:
Ma come quella, adesso questo è un esempio, come quella c’è altra gente che ha delle, delle…
VF:
Delle fisse.
M?:
…Delle visioni, delle fisime su altre cose.
VF:
Certo.
M?:
Anche le pro, un certo rigore professionale, come potrebbe essere la poliziotta, potrebbe essere l’architetto, potrebbe essere un altro…Eh…
M?:
Vai avanti (---)
VF:
Oggi, mentre venivamo qua, su quella strada volevamo prenderci un caffè, no? Allora ci stavamo fermando a una stazione di servizio. Allora, come ci stavamo incanalando, papà ha visto che davanti si stava, stava fermando la polizia. Fa’, no cazzo, qui non ci vado. Ou, siamo andati a un altro. Un attimo dopo questi sono arrivati. Ho detto io (ride), gli ho detto io, hai visto? Se te l’avessi raccontato io avresti detto, no ma tutte a te succedono queste cose? Li abbiamo evitati là, no cazzo son venuti dietro (ride) Uno di questi stava fuori con un foglio in mano, non so se stava dicendo qualcosa inerente. Comunque poi, poi ha visto che papà si è spostato e il poliziotto andava da una parte all’altra, da una parte all’altra. Pur di farsi vedere capito? Si sono fermati a prendere il caffè.
RS:
E perché?
VF:
(---) (dialettale) Per dar fastidio. Io l’altra volta qui, a Perugia, sono venuta da sola, perché papà era venuto qualche giorno prima no? E io l’ho raggiunto poi in macchina. Quel giorno che io non sono venuta. Quando è venuto Silvio (sic). Allora io poi sono partita e sono venuta sola. Come sono uscita a San Benedetto del Tronto c’era la polizia. E, allora, come mi ha vista mi ha fermata. Io stavo in macchina, ho dato i documenti. A un certo punto mi dice, apra il cofano. Apro il cofano e stava tutta la roba tua dentro. Nelle buste. Piglia e mi fa’. Guarda, apre e dice, come mai porta tutta questa roba nei sacchetti e non in una valigia? Gli ho detto, perché non la posso portare? Dice, no è strano. Dico, dove vado non posso portare la valigia. Ah. Si prende i documenti e se ne vanno nella macchina. E si stanno, e si stanno. Mano mano che la gente usciva dall’autostrada si fermava a vedere che io stavo là con tutta la macchina aperta e i sacchetti giù. Hanno guardato la macchina, hanno alzato il coso, niente. Sono rientrata in macchina, questi tornano, dice, ma dove sta andando, a Perugia? Dico io, no. Dice, ah già, è vero, a Terni.
RS:
(---) gliel’hai detto?
VF:
Gli ho detto, posso andare? Dice, sì sì, mi da’ i documenti e dice, possiamo offrirle un caffè? No grazie, posso andare? Incazzata. Cioè non mi veniva manco più da ridere. Allora me ne vado, chiamo papà e dico, e va bene quando stai tu che ci fermano, documenti, patente scaduta a me, ma pure quando sto da sola. Ah no, mi dice, prima di andare via, dice, abbiamo riconosciuto la macchina. Io mi fermo (sic). Quando mi disse, ma dove va, a Perugia? Dico io, no. Ah già, abbiamo riconosciuto la macchina. E io, ma vaffanculo. Posso andare?
RS:
E che vogliono?
VF:
Dare fastidio.
RS:
Stanno sempre a dare fastidio.
VF:
Dare, fastidio.
FS:
No, la curiosità, dai. Quelli di oggi, per esempio…
VF:
Si vabbè.
FS:
…Che non hanno, non hanno fiatato, non han detto niente, non si sono permessi di far niente.
VF:
No (---)
M?:
Ma scusate, questi qui è andati nel grande fratello a trovarsi una macchina, a vedere chi era lei…
VF:
(ride)
FS:
Sì sì sì. Michele -…E è riuscito a capire che vengono da Terni.
FS:
Sì sì.
VF:
(---)
M?:
Potrebbe anche essere violazione alla privacy.
VF:
Ma io gliel’ho detto.
M?:
Datti una calmata.
VF:
Gliel’ho detto a (---) infatti.
M?:
Ma che cazzo, vogliamo scherzare.
VF:
No, ma poi, perché porta la roba nei sacchetti e non nella valigia.
M?:
Ou. Cioè, non sei (---)
VF:
E non lo posso fare, e allora? Cioè, io non è che io gli ho detto, ma sa, sto andando, dico io…
FS:
Sì Michè, ma non puoi fare una guerra per ogni, una battaglia per ogni puttanata che succede.
M?:
No no. No no no no. No.
FS:
Se no non finisci più, eh. Poi togli la vita pure a te stesso.
VF:
Cioè, io vado a fare la spesa, metto la roba nella valigia, dice, perché la metti nella valigia, e nei sacchetti? Eh, mi piace così. Che che che, che cosa ti devo dire? Invece loro avevano già, capito, tutto nella testa.
FS:
Poi vedi oggi, stavamo facendo casino, poi ho intuito come dovevo lavorare…
VF:
Sì, ma ce l’ho detto, lascia stare.
FS:
…E ho lasciato perdere. Capito? Devi lasciar perdere. Devi lasciar perdere. Se no diventa un…
VF:
Poi te li ritrovi contro…
FS:
…Diventa un massacro.
VF:
…Allora tutte le volte, poi, ti fanno la guerra. E invece…Parla con, quello con cui puoi parlare. Quel ragazzo s’è dimostrato tranquillo…
FS:
Cioè, poi vedi così, si sono (sic) hanno interpretato oggi la storia a maniera loro, completamente diversa da come l’avevano interpretata un mese fa, quando siamo venuti con Francesco prima e con Raffaele dopo, no?
RS:
Eh, cioè?
FS:
Cioè che oggi hanno fatto venire a…
M?:
Giovanni.
VF:
Giovanni da solo.
FS:
…Giovanni da solo. E dice, no, qui è scritto che (---), è scritto che il GIP autorizza però con…
VF:
Da solo.
FS:
…Una, una, una singola, una singola persona per ogni ora, no? (-­-) che deve venire da solo. Singola persona per ogni ora significa un’ora per ogni singola persona. Significa che se sono tre persone non è che possono venire tutt’e tre insieme in quell’ora. Deve venire un’ora una, e poi una ogni persona un’ora, e devono venire da soli, va bene? Ma da soli rispetto agli altri due, no che non possono venire con i, con i, i parenti.
RS:
Eh.
FS:
In quell’ora.
VF:
Infatti l’altra volta noi siamo entrati, eravamo in quattro.
FS:
No, loro l’altra volta hanno…Quella volta eravamo in quattro.
VF:
Eravamo noi due, Vanessa e Raffaele.
RS:
E ogni giorno (---)
VF:
No.
FS:
L’hanno interpreta, interpretato in maniera restrittiva…
VF:
No, così è scritto (---)
FS:
…In questo senso. Però addirittura togliendoci pure un’ora. Cioè, il colloquio che tu hai fatto con Giovanni, hanno tolto un’ora a noi per darla a Giovanni. Gli ho detto, ma dove cazzo esiste sta storia? E ho cominciato a fare storie. Che non avrei accettato…Poi sono stato a pensare…
VF:
No io gli ho detto, facciamo richiesta…
FS:
…Il GIP l’altra volta c’ha…C’ha autorizzato…
VF:
…Di autorizzare un’ora stra, di straordinario…
FS:
…C’ha autorizzato (---). Noi questa volta facciamo un’altra richiesta per avere un’ora in più e abbiamo risolto il problema.
RS:
Infatti.
FS:
E forse è anche meglio.
VF:
No, ma questa diceva…
FS:
Perché in questo modo tu oggi (---)
VF:
…Non è così, l’altra volta non siete entrati tutti e quattro. Beh, allora, dico io, guardi, si guardi le carte. Lei, no no no, non è così. Allora ho detto a lui, papà, senti non parlare più con quella, parla con quel, ignorala, fai finta che non esiste. Infatti mò a quella che ha fatto la perquisizione ho detto, come si sente la sua mancanza, quando lei (---). Me l’han detto tutti (sic). Ho detto, è vero. Perché lei oramai è lì. Dice, io sono sette anni che sto alla porta e mò mi hanno cambiata. E…Ho detto io, perché lei, sai, focalizza tut, cioè, si ricorderà di Michele che è venuto una volta, si ricorda di tutti.
RS:
E mò l’hanno cambiata quindi si cambia tutto.
VF:
È bravissima. Si ricorda di tut, è bravissima. E infatti ha detto, me lo dite tutti. Eh, certo lo dite, perché quella che sta fa’ solo casino.
RS:
M’ha detto l’altra volta, forse ho capito io, ha detto l’altra volta, dice, quando vai al colloquio mettiti più…Insomma, mettiti (---) in tuta, perché già tuo padre lo vedo che sta abbastanza provato e quant’altro.
FS:
Chi?
RS:
Una, una, assistente.
FS:
Mettiti in tuta perché?
RS:
Non ti mettere in tuta, mettiti più, diciamo, più consono perché già tuo padre viene avanti e indietro, lo vedo abbastanza provato. Un po’ giù.
VF:
Ah. Tu lo vedi provato?
RS:
Faceva sti discorsi.
VF:
Lo vedi provato?
RS:
No.
VF:
(---) Lo vedi provato?
RS:
No.
VF:
E allora (---)
FS:
(---)
VF:
Incazzato Raffaele. Incazzato.
FS:
Va bene (sic) Questo è un loro modo (sic), stai tranquillo.
VF:
Solo incazzato, non provato. Mi raccomando (---). Ciao bello. Mi raccomando. Buona giornata e buon pranzo.
RS:
Grazie.
VF:
Ci vediamo sabato prossimo.
RS:
Ciao ciao. Ciao zio.
M?:
Speriamo di rivederci.