Oreste Volturno's Testimony

From The Murder of Meredith Kercher
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This is a transcript of the original Italian testimony. See Oreste Volturno's Testimony (English) for an English language translation.

Summary

Oreste Volturno was the police officer who testified to several matters:

  • He was involved with the search of Raffaele Sollecito's apartment on November 8 and November 16 2007. Volturno testified that the apartment smelled of bleach when opened on November 8th after being closed for the three days prior due to Sollecito's arrest.Jump to Bleach Smell in Testimony Two bottles of bleach were seized from Sollecito's apartment on November 16th.
  • Volturno also spoke to Natalia who did the cleaning at Sollecito's until his arrest. She stated that no bleach was present and would later testify that she was specifically instructed to not use bleach when she took over the job of cleaning from her friend Kiriboga who was pregnant. Kiriboga originally also said she did not know anything about the bleach but during a second interview she changed her story claiming she had used the bleach before. When Volturno asked why she said the opposite before Kiriboga explained that she did not remember the bleach and it was only while being interviewed by Sollecito's lawyer that she suddenly remembered the bleach. Jump to relevant part of testimony
  • The search of Raffaele Sollecito's apartment led to the discovery of two bottles of bleach and Oreste Volturno attempted to discover the origins of this bleach by visiting merchants in the vicinity of Sollecito's apartment but he was unable to locate where or when the bleach was purchased. The defence proposed that the bleach was purchased before mid-October because of the price being the old manufacturer's suggested price which changed Oct 11 2007 although this is a specious argument since the bleach could also have been old stock still on the shelf on Nov 2.
  • Volturno also investigated a €20 transaction with Meredith's bank cards that posted on November 2, 2007. It was determined that the transaction likely happened several days before and the delay in posting was due to the lag created by international transactions.
  • Volturno investigated an informant tip that Raffaele Sollecito had previously attacked a girl with scissors. The officer travelled to Bari where Sollecito attended high school and while Sollecito's middle school records were available the high school records had been shredded. Volturno then testified that he attempted to interview the individual who was the Dean of the school at the time but that man refused to cooperate and was resisting answering questions. The police officer felt that the Dean was hiding something. With respect to previous bad behaviour Volturno was able to find that Sollecito had behavioural issues in middle school and that he was detained but not arrested for possession of two and a half grams of hashish. Jump to relevant part of testimony
  • Volturno also ran wiretaps on the Sollecito family. The outcome of those was recordings of a plan to cover up and mislead the investigation into Meredith's murder. There were efforts made to pressure politicians to intervene.[1] The recordings also revealed a plan by the Sollecito family to interfere with the investigation by enlisting the broadcaster Telenorba and the newspaper Panorama to leak evidence including images of Meredith's naked body. The Sollecito family would eventually be charged related to these acts but after successfully arguing for a change of venue to Bari the Bari prosecutor refused to proceed. The Sollecito's would later be implicated in another allegation of interference when Prison Informants stated that they were paid by Sollecito's family to lie at trial and cause confusion.

Testimony

DEPOSIZIONE DEL TESTE – VOLTURNO ORESTE

IL TESTE, AMMONITO AI SENSI DELL'ART. 497 CODICE DI PROCEDURA PENALE, LEGGE LA FORMULA DI RITO.

GENERALITÀ: Ispettore Capo Volturno Oreste in servizio presso la Squadra Mobile della Questura di Perugia; nato a Montegabbione (TR), il 12 giugno 1956.

PRESIDENTE – Prego.

PUBBLICO MINISTERO – DR. MIGNINI

DOMANDA – Lei ha svolto indagini sulla morte di Meredith Kercher?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Si ricorda che tipo di accertamenti ha fatto? Primace li elenchi e poi descriva.

RISPOSTA – Praticamente il primo accertamento che ho volto in merito a due flaconi di candeggina Ace che erano stati sequestrati a casa di Raffaele Sollecito in data 16 novembre del 2007. Subito dopo il sequestro mi recai in giro per i negozi limitrofi all’abitazione di Raffaele Sollecito cercando di capire da dove potessero essere stati acquistati e a tal proposito esibivo la fotografia di Raffaele Sollecito, la fotografia di Amanda Knox. Dopo alcuni giorni rintracciammo il negozio che era un negozio Conad – Margherita sito subito all’inizio di Corso Garibaldi, dove sia il titolare che le commesse riconobbero nelle fotografie che noi ponemmo in visione, Raffaele Sollecito ed Amanda Knox. Raffaele Sollecito era cliente abituale di questo negozio, mentre la ragazza era stata vista due o tre volte in sua compagnia.

DOMANDA – Insieme con Sollecito?

RISPOSTA – Sì, sì, in sua compagnia. In questo negozio chiedemmo anche se per caso avessero notato nei giorni immediatamente precedenti all’omicidio o subito dopo se ricordavano che queste persone avessero acquistato questo prodotto, però non ricordavano. Premetto che il negozio è suddiviso su due livelli, uno è più in alto dove c’è l’ingresso e l’altro è più in basso. Quello più in alto ci sono tutti i prodotti che la gente prende e poi va direttamente alla cassa, mentre quello più in basso è il banco salumi, formaggi etc. etc. dove lavoravano oltre al titolare, che mi sembra ricordare chiamarsi Quintavalle, due ragazze. Una in particolare, una ragazza ecuadoregna, all’epoca ricordo che era in stato interessante, ci disse che lei aveva una sua amica che faceva le pulizie a casa di Raffaele Sollecito e ci indicò l’utenza cellulare con la quale poi la contattammo, però in merito alla candeggina non venne fuori né nessuno ci riferì niente. Appurammo che...

DOMANDA – Come si chiamava questa donna?

RISPOSTA – (Kiriboga)... il resto non me lo ricordo. Praticamente tramite il numero di telefono cellulare che lei ci fornì, risalimmo alla persona che faceva poi le pulizie in quel periodo, fino al giorno 5 novembre, l’ultimo giorno che fece le pulizie, ed un’altra ragazza ecuadoregna che si chiamava Natalia. Questa fu escussa a verbale ma non seppe dirci niente di questa candeggina. Poi successivamente a quest’episodio venne sentita anche la (Kiriboga), la quale ci fornì una versione dove disse praticamente che questa candeggina era stata vista da lei a casa del Sollecito e che addirittura un flacone le era stato detto, era stato comprato da Raffaele Sollecito su sua richiesta. Io le chiesi perché non lo avesse riferito al momento in cui avevo chiesto, il primo giorno, nei primi giorni subito dopo la perquisizione, cioè tra il 16 ed il 19 novembre, e lei mi disse che le stesse domande gliele erano state fatte presso lo studio dell’Avvocato Maori e che all’epoca non ricordava questo fatto, però dopo essere stata dall’Avvocato Maori ricordava di avere acquistato questa candeggina. Comunque le indagini poi andarono avanti perché io chiesi al titolare del negozio se tramite il codice a barre del prodotto si potesse risalire al periodo in cui era stato consegnato o venduto o per lo meno ordinato e chi era la ditta che forniva questa candeggina. Lui mi disse che la ditta era una ditta di Ponte San Giovanni credo, la PAC e contattai il responsabile del reparto detersivi che era il signor Cicognola, mi sembra, il quale mi disse che essendo un prodotto non a scadenza non era obbligatorio per legge memorizzarlo, cioè compiuterizzarlo e quindi non potevano risalire con precisione al negozio presso il quale era stato venduto, al periodo. Ci fornì comunque delle informazioni, dunque i cartoni erano da 18 flaconi ed erano stati consegnati al negozio di Quintavalle che è un Conad – Margherita, la stessa etichetta che era sul flacone sequestrato a casa di Sollecito in data 1 ottobre, 11 novembre e 5 novembre l’ultima consegna. Un altro cartone dello stesso prodotto era stato consegnato ad un altro negozio Conad – Margherita che si trova a circa 50 metri più in su dell’abitazione di Raffaele Sollecito del quale adesso non ricordo il titolare. Fino all’11 ottobre il prezzo consigliato dalla PAC per questo prodotto era di 0,85 centesimi di euro, mentre dall’11 ottobre in poi il prezzo consigliato era 1,09 perché dice che prima c’era un mercato più favorevole e quindi avevano un prezzo più basso, però non escludeva nessuno che il prodotto, essendo a prezzo vecchio fosse rimasto tra gli altri ed acquistato comunque per il prezzo di 0,85 centesimi, il prezzo che risultava poi essere applicato sul flacone sequestrato a casa di Sollecito. Per quanto concerne questo accertamento della candeggina non è stato fatto altro.

DOMANDA – Lei è stato a casa di Sollecito?

RISPOSTA – Sì, io sono stato in due occasioni. La prima occasione è l’8 novembre nel corso di una perquisizione dove vennero sequestrati diversi capi di vestiario, mi sembra di ricordare. In una seconda occasione il giorno 16 novembre...

DOMANDA – Andiamo per ordine; l’8 novembre avevate calzari, guanti?

RISPOSTA – Sì, sì, i calzari e i guanti li abbiamo sempre perché li abbiamo in macchina, sono in dotazione dell’ufficio.

DOMANDA – Nuovi?

RISPOSTA – Sì, dentro le scatole vengono presi di volta in volta.

DOMANDA – Quindi siete entrati l’8?

RISPOSTA – Siamo entrati la prima volta l’8 e ricordo che sono stati sequestrati numerosi capi di vestiario, biancheria intima, maglietta...

DOMANDA – C’era un odore particolare l’8?

RISPOSTA – Sì, permeava un odore di varecchina all’interno dell’appartamento perché era sigillata e noi riaprimmo i sigilli perché era già stato sequestrato in precedenza.

DOMANDA – Questi capi di abbigliamento dove li avete messi?

RISPOSTA – I capi di abbigliamento venivano indicati ai colleghi della Polizia Scientifica che li prendevano e li mettevano dentro buste di carte, uno per uno e poi venivano sigillati e catalogati dentro uno scatolone.

DOMANDA – Quindi avevano anche la tuta praticamente?

RISPOSTA – I colleghi della Scientifica sì, noi soltanto i calzari e i guanti.

DOMANDA – E poi, la seconda volta?

RISPOSTA – La seconda volta è il 16 novembre però io non sono entrato all’interno dell’appartamento perché erano finiti i calzari e rimasi fuori sul pianerottolo a catalogare i reperti che mi venivano consegnati nelle buste e li mettevo dentro uno scatolone.

DOMANDA – Aveva però i guanti?

RISPOSTA – Sì, sì, i guanti li avevo.

DOMANDA – Altri accertamenti?

RISPOSTA – Un altro accertamento è stato fatto da me personalmente sulle carte di credito della Kercher,perché da un estratto conto che ci fu faxato dai genitori della ragazza risultava un prelievo di 20 euro alla IMI – San Paolo di Perugia. Contattai, credo verso i primi giorni del mese di dicembre 2008, penso l’8, il 9 o il 10, non ricordo adesso precisamente, contattai il direttore della banca, dell’IMI – San Paolo nella persona del dottor Farsi e gli chiesi se era possibile risalire alla persona che aveva fatto questo prelievo o per lo meno verificare se fosse stato fatto questo prelievo. Gli chiesi anche se c’erano delle telecamere e lui mi disse: “sì, ci sono, però la telecamera inquadra soltanto l’ingresso della banca e non il bancomat e comunque in ogni caso, ogni settimana vengono resettate le cassette video”, era già passato tempo perché l’estratto conto ci venne faxato verso la fine del mese di novembre dalla famiglia Kercher, i primi accertamenti io li feci già il 10 dicembre o l’8 dicembre, quindi dal 2 novembre era già passato più di un mese e le registrazioni erano già state resettate diverse volte. Il signor Farsi fece un esame dai giornali di fondo di tutti e quattro i bancomat, della centrale e delle succursali che ci sono a Perugia e mi rispose con lettera che stando ai giornali di fondo non risultava nessun prelievo di quel genere né il giorno 2 novembre né i giorni precedenti.

DOMANDA – Se la riconosce...

RISPOSTA – Sì, è questa.

DOMANDA – Non so è agli atti, altrimenti chiedo la produzione.

PRESIDENTE – Che cos’è?

RISPOSTA – È la risposta della banca Intesa – San Paolo in merito agli accertamenti sul prelievo dei 20 euro.

DIFESA - AVV. GHIRGA – Che data ha questa lettera?

PUBBLICO MINISTERO – DR. MIGNINI – 4 gennaio 2008.

RISPOSTA – Praticamente lui nella lettera mi diceva che quel prelievo di 20 euro, di quella somma non era stato fatto né il 2 novembre né nei giorni immediatamente precedenti e che praticamente a questo punto le indagini si fermarono perché non essendoci il prelievo non...

DOMANDA – Ne chiedo la produzione allora.

DIFESA – AVV. BONGIORNO – Presidente è un accertamento sul quale abbiamo fatto, come ricorderete, domande l’altra volta a un teste e ci era stato risposto che non c’erano ulteriori accertamenti. Al fascicolo fino ad oggi non esisteva questa lettera, vogliamo esaminarla con calma e dare il parere domani magari.

PRESIDENTE – Certo. Possiamo intanto proseguire.

PUBBLICO MINISTERO – DR. MIGNINI – Altri accertamenti che avete svolto e a cui lei ha partecipato?

RISPOSTA – Altri accertamenti che sono stati fatti da me personalmente sono degli accertamenti fatti su una delega, una sua delega in merito a Giovinazzo, alle scuole frequentate da Sollecito.

DOMANDA – Che cosa avete accertato in particolare? Era un’attività integrativa di indagine?

RISPOSTA – Sì, praticamente dall’esame dei registri di classe, dal fascicolo personale del ragazzo e tutto non è stato trovato quello che si cercava, cioè di un fatto che si era verificato a scuola. Tra l’altro non è stato possibile accertarlo perché i registri di classe dal 2003, che è l’ultimo anno delle superiori che ha frequentato Raffaele Sollecito, ogni cinque anni vengono mandati al macero e quindi noi siamo già arrivati quando erano già andati al macero, per cui questo tipo di accertamento non è stato possibile farlo.

DOMANDA – Che cosa dovevate fare?

RISPOSTA – Se c’era stato il ferimento di una ragazza da parte di Raffaele Sollecito nel corso di lezioni scolastiche. Premetto che il Preside della scuola media, all’epoca Preside della scuola media frequentata da Sollecito, che è stato anche sentito a sommarie informazioni da me personalmente, ha fatto una certa resistenza, come se volesse nascondere qualcosa. Questo credo di averlo anche...

DIFESA – AVV. BONGIORNO – Presidente queste sono...

PRESIDENTE – Magari se può riferire il comportamento che ha avuto.

DIFESA – AVV. BONGIORNO – Presidente anche come modalità, per carità, non credo ci sia un divieto che loro riferiscano su cose sentite a verbale, ma se sono comunque testimoni sentiti a verbale, se si devono sentire o meno o ci riferisce una sentesi e poi noi lo sentiamo oppure i commenti ogni volta veramente evitarli.

RISPOSTA – Avvocato io ho detto che l’ho sentito a sommarie e a parere mio è stato omertoso.

DIFESA – AVV. BONGIORNO – No, guardi che questo non lo deve mettere nella trascrizione!

PRESIDENTE – Per favore! Le parti si rivolgano...

RISPOSTA – È stato un po’ reticente.

PRESIDENTE – Evitiamo, “a parere mio” introduce una valutazione e quindi non la può esprimere, solo il comportamento che ha tenuto, magari se a tutte le domande ha risposto oppure a qualche domanda non ha risposto, questo.

RISPOSTA – Ha risposto a tutte le domande, ma in maniera molto vaga.

PRESIDENTE – Prego.

PUBBLICO MINISTERO – DR. MIGNINI – Che altre cose avete accertato di specifico?

RISPOSTA – Abbiamo accertato presso la stazione Carabinieri di Giovinazzo, agli atti del fascicolo di Sollecito, c’era una precedente segnalazione da parte della stazione Carabinieri di Castellaneta, in provincia di Taranto, relativa all’anno 2003 credo, dov’era stato fermato insieme ad altri due ragazzi perché detenevano la quantità di due grammi e mezzo netto di sostanza stupefacente, nella fattispecie hashish.

DOMANDA – Poi altre cose?

RISPOSTA – Poi sono stati fatti degli accertamenti in merito alla morte della madre. Sono stati fatti accertamenti presso il medico legale, presso il 118.

PRESIDENTE – Mi scusi, cose pertinenti.

PUBBLICO MINISTERO – DR. MIGNINI – Beh questo della sostanza...

PRESIDENTE – Sì, la sostanza sì, ma introduceva altro.

PUBBLICO MINISTERO – DR. MIGNINI – Altre indagini che lei ha svolto?

RISPOSTA – Ho eseguito le intercettazioni telefoniche ed ambientali.

DOMANDA – Che spunti investigativi sono stati dati dalle intercettazioni ambientali e telefoniche?

RISPOSTA – Spunti investigativi praticamente pochi però tutta l’attività che è stata fatta ha dimostrato che da parte della famiglia c’era un intenzione di insabbiare, depistare...

INTERVENTO – Non è possibile!

PRESIDENTE – Scusi. Scusate. Se può dire i fatti, le circostanze specifiche.

RISPOSTA – Ci sono cose alcune...

PUBBLICO MINISTERO – DR. MIGNINI – Quelli sono fatti però, non è una valutazione, poi se è vero o non è vero...

PRESIDENTE – In che cosa si è manifestato questo atteggiamento che lei ora sinteticamente, ma la sintesi costituisce valutazione.

RISPOSTA – Praticamente volevano eliminare il personale che stava facendo le indagini, sia professionalmente che fisicamente.

PRESIDENTE – Che cosa è emerso sotto questo profilo?

RISPOSTA – Forme di minacce, contattati politici, quali Onorevoli attualmente al Governo, come l’Onorevole Nania, l’Onorevole Formisano, l’Onorevole Mastella che dovevano intervenire per cercare di porre fine a questa cosa e questo prima della sentenza della Cassazione, poi evidentemente, dopo la sentenza della Cassazione, queste persone si sono distaccate, non lo so, comunque i nomi vengono...

PRESIDENTE – Sentenza della Cassazione relativa al riesame?

RISPOSTA – Sì, al riesame. Queste persone vengono nominate e sono nelle intercettazioni telefoniche, con i verbali, le trascrizioni e tutto.

PRESIDENTE – Prego.

PUBBLICO MINISTERO – DR. MIGNINI – Altri accertamenti ne ha fatti?

RISPOSTA – No.

DOMANDA – Si ricorda di un dossier che fu acquisito, è stato acquisito relativo a tutto un accertamento che era stato effettuato?

RISPOSTA – Sì, il dossier non è stato acquisito, è stato sequestrato ed è tuttora sequestrato.

PRESIDENTE – Se può essere più preciso su questo che noi non ne sappiamo... di che cosa si tratta?

RISPOSTA – Si tratta di un dossier dove praticamente la famiglia Sollecito, con questo dossier, voleva fare un attacco mediatico alle indagini in corso, ai PM che stavano seguendo il caso e tutto quanto e fu dato all’emittente televisiva Telenorba ed anche al giornale Panorama, ed anche su questo ci sono le intercettazioni che ne parlano. Poi è stato sequestrato perché è stato fatto un decreto e personale nostro si è recato alla sede di Telenorba e ha sequestrato questo dossier con le videocassette.

PUBBLICO MINISTERO – DR. MIGNINI – E in occasione delle pubblicazione delle immagini?

RISPOSTA – Sì, le immagini sono state... In occasione della pubblicazione del immagini su una trasmissione, che adesso non ricordo il nome, che fu trasmessa da Telenorba.

DOMANDA – Immagini che ritraevano?

RISPOSTA – Ritraevano il cadavere della Kercher completamente nudo in mezzo alla stanza ed altre cosine.

DOMANDA – Non ho altre domande.

PRESIDENTE – La Parte Civile? Nessuna domanda. Prego le difese degli imputati.

DIFESA - AVV. DALLA MAORI

DOMANDA – Avvocato Maori, Difesa Sollecito. Ispettore Volturno iniziamo per ordine: accertamento da lei fatto in relazione alla famosa candeggina. Lei ha fatto delle annotazioni di servizio?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Ci può dire quali sono?

RISPOSTA – Sono una del giorno 19...

DOMANDA – Le prenda se ce le ha. E una del giorno 28.

RISPOSTA – Sì.

PRESIDENTE – È autorizzato a consultare i suoi atti.

DIFESA - AVV. MAORI – Iniziamo dal 19; quindi lei fa quest’annotazione di servizio dove riferisce dell’attività che ha svolto pochi giorni prima.

RISPOSTA – Dal giorno 16 al 19, dal giorno in cui sono stati sequestrati i due flaconi al giorno 19 in cui io faccio l’annotazione.

DOMANDA – Esattamente. Lei sente sommariamente delle persone.

RISPOSTA – No, io le ho sentite informalmente al negozio, non sommariamente.

DOMANDA – Chi ha sentito?

RISPOSTA – Quintavalle, la (Kiriboga) perché è sua commessa ed un’altra ragazza della quale non ricordo il nome adesso.

DOMANDA – Tale Natalia.

RISPOSTA – No, la Natalia non era al negozio come commessa, la Natalia era l’amica della (Kiriboga) che faceva le pulizie a casa Sollecito, ma non lavorava nel negozio.

DOMANDA – Lei ha prima detto che aveva delle fotografie di Amanda e Raffaele.

RISPOSTA – Esatto.

DOMANDA – E le ha fatte vedere alle persone che si trovavano all’interno dell’alimentari?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Quindi sia il titolare sia le commesse.

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – E ha chiesto se queste persone si erano presentate o meno all’interno del negozio nei giorni precedenti.

RISPOSTA – No, io ho chiesto se erano clienti del negozio, perché l’ho fatto con tutti i negozi di Corso Garibaldi, non solo con il Quintavalle, esibendo le foto chiedevo se erano clienti.

DOMANDA – Lei però dice delle cose diverse nella sua annotazione, non diverse, nel senso che specifica che ha sentito il titolare, il signor Quintavalle, e riferiva che il Sollecito era suo cliente abituale e la Knox era entrata nel negozio soltanto in un paio di occasioni unitamente al fidanzato.

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Questo lo conferma?

RISPOSTA – Certo, è scritto nell’annotazione.

DOMANDA – Poi dopo chiederemo l’acquisizione, la produzione delle due annotazioni. Quindi in ai termini il signor Quintavalle fa presente che il Sollecito e l’Amanda Knox... anzi l’Amanda Knox è entrata all’interno dell’abitazione sempre in compagnia del Sollecito?

RISPOSTA – Sì, nel negozio, in quelle due occasioni che è entrata è entrata in compagnia del Sollecito.

DOMANDA – Come mai non sono state annotate queste, non è stato fatto un verbale di sommarie informazioni?

RISPOSTA – Perché l’annotazione a me basta.

DOMANDA – Sono due cose diverse.

RISPOSTA – Sì, ma in merito agli accertamenti io informalmente le sento e metto in annotazione, è un’indagine anche questa.

DOMANDA – In quell’occasione, cioè io parlo sempre del 19, era stata chiesta alla (Kiriboga) se era stata domestica del Sollecito?

RISPOSTA – No, però dato che avevo chiesto... aspetti, io ho chiesto al titolare e alle due commesse se avevano mai visto queste persone all’interno del negozio e mi dissero: “sì, sono clienti abituali, solo che lui viene più spesso e lei è venuta in un paio di occasioni”. Poi chiesi se avevano acquistato della candeggina nei giorni successivi all’omicidio e nessuno mi disse: “no, non sono in grado” e la (Kiriboga) mi disse: “io sono in grado ancora di meno del Quintavalle perché mi trovo nel reparto salumi che è sotto, mentre la candeggina è sul lato del negozio sopra che è a vista del signor Quintavalle”.

DOMANDA – Però non ha chiesto alla (Kiriboga) se era stata domestica del Sollecito?

RISPOSTA – No, non ho chiesto se era stata domestica.

DOMANDA – Lei poi ha parlato del fatto che la (Kiriboga) successivamente, da lei sentita, fa presente di essere stata a sua volta sentita da me.

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Lei questo verbale, che io ho poi depositato immediatamente, una volta redatto con la mia collega, l’ha letto?

RISPOSTA – Il verbale della (Kiriboga)?

DOMANDA – Il mio verbale che ho depositato.

RISPOSTA – No, non l’ho letto il suo, io ho il mio.

DOMANDA – Lei non l’ha letto?

RISPOSTA – No, io ho letto il mio, quello che ho fatto io alla (Kiriboga), non ho letto il suo.

DOMANDA – La (Kiriboga) nel corso del verbale dice che: “le stesse domande che mi vengono fatte da voi...” da voi poliziotti, da lei, le erano state fatte anche da me.

RISPOSTA – Sì, lo dice, infatti è scritto sul verbale.

DOMANDA – Quindi lei conferma nuovamente di non avere letto il verbale che io ho depositato?

RISPOSTA – No, il suo verbale io non l’ho letto. Lei mi dice: “le stesse domande mi sono state fatte dall’Avvocato Maori” ed io l’ho messo a verbale.

DOMANDA – Benissimo, c’è identità di domande da parte mia prima e da parte sua successivamente. Andiamo al secondo; per quello che attiene alla candeggina, lei il 16 di novembre effettua la perquisizione domiciliare.

RISPOSTA – Sì, ero presente alla perquisizione ma non sono entrato all’interno dell’appartamento.

DOMANDA – Sì...

RISPOSTA – Ed il 16 novembre vengono sequestrati i due flaconi di candeggina

PRESIDENTE – Nella casa in uso a Sollecito Raffaele?

RISPOSTA – Sì.

DIFESA - AVV. MAORI – Vedo nel verbale di sequestro da lei sottoscritto che per quanto riguarda la candeggina di marca Ace “sul tappo vi è una piccola etichetta marchio Conad riportanti i numeri 085”.

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Quindi significa che cosa?

RISPOSTA – 85 centesimi.

DOMANDA – Quindi riferito al prezzo?

RISPOSTA – Al prezzo.

DOMANDA – E com’era questa etichetta?

RISPOSTA – Conad – Margherita.

DOMANDA – Ma era sbiadita, era vecchia, era nuova?

RISPOSTA – Questo non lo ricordo, c’era un’etichetta, si vedeva il prezzo e si vedeva...

DOMANDA – Chi l’ha redatto il verbale materialmente?

RISPOSTA – Può darsi...

DOMANDA – Lo prenda così almeno vediamo...

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Vada a pagina 2, è il primo reparto, reperto RS3.

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Qui si dice: “cifre – dopo i numeri 085, che ha chiarito essere il prezzo di vendita – cifre appena visibili con lente di ingrandimento”.

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Quindi che cosa significa?

RISPOSTA – Che era sbiadita ma si leggeva l’importo.

DOMANDA – Quindi era un’etichetta vecchia?

PUBBLICO MINISTERO – DR.SSA COMODI – No!

DIFESA - AVV. MAORI – Ma scusi, io sto facendo le domande perché lei Pubblico Ministero vuole suggerire...

PRESIDENTE – Avvocato per favore!

PUBBLICO MINISTERO – DR.SSA COMODI – Ha ragione perché mi è scappato troppo alto il no.

PRESIDENTE – Qua però neanche il teste riusciamo a sentire, però si pregano tutti di evitare.

RISPOSTA – 085 l’etichetta era appena leggibile.

DIFESA - AVV. MAORI – Quindi che cosa significa?

RISPOSTA – Che era una bottiglia...

DOMANDA – Lei se la ricorda quest’etichetta adesso che l’abbiamo individuata?

RISPOSTA – Sì, sì, certo.

DOMANDA – Quindi era un’etichetta vecchia o nuova?

RISPOSTA – Vecchia.

DOMANDA – Quindi sicuramente anteriore all’11 ottobre come lei aveva indicato?

RISPOSTA – Certo, ma anteriore come prezzo.

DOMANDA – Come vendita lo vedremo. In relazione alle carte di credito voi avete ricevuto la lettera del 4 gennaio 2008, in questa lettera il titolare, direttore Paolo Farsi, vi dice che non è possibile effettuare un controllo, un controllo relativo al fatto se erano stati fatti dei prelievi con quella carta il 2 novembre presso dei bancomat di Perugia o limitrofi, e occorreva chiedere questa cosa direttamente alla banca emittente.

RISPOSTA – Sì, non è esatto.

DOMANDA – Leggo qui.

RISPOSTA – Il signor Farsi dice che il giorno 2 novembre e nei giorni immediatamente successivi non risulta nessun prelievo di quell’importo fatto presso quella banca. Se volevamo sapere qualcosa di più preciso bisognava rivolgersi alla banca inglese emittente della carta di credito, cosa che non è stata fatta perché dal momento che lui mi dice che né il giorno 2 né nei giorni precedenti è stato fatto alcun prelievo di quell’importo io non ho ritenuto opportuno fare questo accertamento.

DOMANDA – Le leggo quello che è scritto in questa lettera: “il nostro centro contabile, appositamente interpellato, ci fa sapere che....”.

RISPOSTA – Ce l’ho.

PRESIDENTE – Sì, anche per facilitare l’ascolto da parte del teste. Prego Avvocato.

DIFESA - AVV. MAORI – “Il nostro centro contabile, appositamente interpellato, ci fa sapere che l’unico modo per venire a conoscenza dei dati di quel prelievo (sportelli di effettuazione, data ed ora) è di richiedere questi dati alla banca inglese emittente la carta medesima, visto che ogni banca emittente di carte è certamente in grado di recuperare tutta la movimentazione effettuata da ogni carta da essa rilasciata”. Allora alla mia domanda, a cui lei ha già risposto parzialmente, visto che il 2 novembre, vi risultava il 2 novembre per lo meno dall’indicazione che vi era stata data, che era stato effettuato un prelievo bancomat e che questo prelievo bancomat non era stato poi contestualizzato dalla banca San Paolo, e visto che la banca San Paolo vi ha detto: “è necessario per avere la certezza di chi ha effettuato questo prelievo, richiedere alla banca emittente” perché non vi siete sentiti in dovere di richiedere alla banca inglese chi aveva effettuato questo prelievo in che ora, in che data e presso quale sportello?

RISPOSTA – Perché non l’ho ritenuto utile, perché il periodo prima di questo che lei ha letto mi dice che il giorno 2 novembre né i giorni immediatamente precedenti non risulta nessun prelievo di 20 euro né dalla banca IMI – San Paolo di Perugia né dalle altre tre filiali in provincia di Perugia.

DOMANDA – E se fosse stato effettuato questo prelievo da un’altra parte, nella provincia di Terni, lei sa perfettamente... è un poliziotto esperto...

RISPOSTA – No perché l’estratto conto...

PRESIDENTE – Aspetti che la domanda sia terminata.

DIFESA - AVV. MAORI – Lei è un poliziotto esperto e lo sa perfettamente che tutti gli sportelli bancomat hanno una telecamera e quindi chi, e se fosse stato prelevato effettivamente quel giorno 2 novembre attraverso quella carta di credito, il soggetto che avrebbe prelevato sarebbe stato sicuramente inquadrato dalle telecamere. Non ha pensato a questo?

RISPOSTA – Avvocato ho già detto prima che il controllo è stato fatto, che la telecamera inquadra l’ingresso della banca e non il bancomat e a noi è arrivato l’estratto conto a fine mese di novembre e la banca ogni settimana resetta le video. Se lo devo ripetere ancora lei me lodica!

PRESIDENTE – Non si preoccupi, anche per noi può essere utile perché sono argomenti particolarmente tecnici e quindi forse qualche volta...

DIFESA - AVV. MAORI – A parte che esiste la memoria nelle telecamere per cui è possibile effettuare...

PRESIDENTE – Avvocato prendiamo atto.

DIFESA - AVV. MAORI – Una persona esperta come lei avrebbe dovuto effettuare...

RISPOSTA – Infatti.

PRESIDENTE – Facciamo solo le domande per favore.

DIFESA - AVV. MAORI – Le faccio vedere adesso questa lettera della National Wide, un fax del 30 novembre 2007, riferito appunto alla signorina Kercher, con l’indicazione “cash San Paolo – IMI, Perugia, 20 euro del 2 novembre, AT 1440”, sono dati naturalmente in vostro possesso.

RISPOSTA – Ce l’ho qui anch’io infatti è IMI – San Paolo Perugia, non Terni Avvocato.

DOMANDA – Io non ho detto Terni, ho detto soltanto...

RISPOSTA – No, lei ha detto: “se fosse stato preso da Terni”, io le dico che su Perugia gli accertamenti sono stati fatti sia sull’IMI – San Paolo centrale che sulle tre filiali nella provincia di Perugia ed il giornale di fondo di tutti e quattro mi sportelli bancari non ha traccia di questo prelievo di 20 euro, né il 2 né i giorni prima.

DOMANDA – Quindi lei non si è sentito in dovere di richiedere alla banca emittente...

RISPOSTA – No, per me l’accertamento era finito.

PRESIDENTE – Avvocato ha già dato risposta su questo, magari...

DIFESA - AVV. MAORI – Magari si sarebbe potuta trovare la figura dell’assassino se si fosse proceduto diversamente! Prendiamo atto di questo, non è stato fatto e quindi non possiamo fare altre domande sul punto.

PRESIDENTE – Prego Avvocato.

DIFESA - AVV. MAORI – Accertamenti a Giovinazzo. Lei ha parlato prima a domanda del Pubblico Ministero del fatto che avevate degli spunti investigativi in relazione ad un ferimento effettuato da Sollecito all’interno della scuola e quindi siete andati ad effettuare in trasferta questi accertamenti. Avete sequestrato i registri di classe?

RISPOSTA – No, abbiamo fotocopiato e fatte vidimare alcune note su alcuni registri di classe.

DOMANDA – E quali erano le note a carico di Sollecito, queste gravi note?

RISPOSTA – No, non erano gravi note, erano note a carico di Sollecito che noi comunque abbiamo fotocopiato perché abbiamo ritenuto opportuno farlo.

DOMANDA – Ad esempio “Sollecito gioca con la penna nonostante il rimprovero”?

RISPOSTA – Era una nota.

DOMANDA – Quindi una persona che viene accusata di omicidio voi...

PRESIDENTE – Scusi, Avvocato, evitiamo però considerazioni! Stiamo alle circostanze di fatto!

DIFESA - AVV. MAORI – Altra nota “Sollecito tira delle palline di carta al compagno”?

RISPOSTA – Altra nota Avvocato.

DOMANDA – Queste sono le note che voi avete...

RISPOSTA – Sono note comunque che io avevo avuto disposizioni di acquisire, verificare, le ho fotocopiate e le ho fatte vidimare.

DOMANDA – Non avete trovato una nota che Sollecito ha ferito...

RISPOSTA – No, perché...

DOMANDA – Mi faccia finire.

PRESIDENTE – Scusi, aspettiamo sempre che la domanda finisca. Prego Avvocato.

DIFESA - AVV. MAORI – Non ha trovato note che Sollecito ha ferito un compagno di banco o una compagna di classe?

RISPOSTA – No perché come ho già detto prima i registri della scuola media superiore di Molfetta, liceo Einstein, via Togliatti, sono stati mandati al macero perché ogni cinque anni vengono mandati al macero e non abbiamo trovato traccia di quei registri dove forse c’era questa nota che cercavamo, ma non siamo stati fortunati.

PRESIDENTE – In base a che cosa voi cercavate questa?

RISPOSTA – C’era uno spunto investigativo che era successo un episodio durante la frequenza scolastica di Sollecito dov’era stata ferita una ragazza con delle forbici e noi cercavamo una nota del genere, però i registri sono andati al macero e non l’abbiamo trovata.

DIFESA - AVV. MAORI – Che vuole dire “spunto”?

PRESIDENTE – Voi che cosa sapevate? Che era stata ferita una ragazza con delle forbici?

RISPOSTA – Esatto durante la frequenza della scuola di Sollecito ed eravamo andati per vedere se dai registri di classe, durante le scuole medie e superiori, veniva fuori una nota che facesse riferimento a questo episodio, però purtroppo i registri sono andati al macero.

PRESIDENTE – Poteva essere stato chiunque della classe ad avere cagionato questo fatto, non necessariamente...

RISPOSTA – No, no, noi siamo andati a vedere se c’era traccia di questo fatto.

PRESIDENTE – E chi fosse stato?

RISPOSTA – Esatto.

PRESIDENTE – L’ipotesi era che potesse essere stato Sollecito Raffaele.

RISPOSTA – E siamo andati a controllare, però i registri erano al macero e quindi non è stato possibile risalire.

PRESIDENTE – Non avete potuto sapere né la verità del fatto né l’autore?

RISPOSTA – Certo.

PRESIDENTE – Prego Avvocato.

DIFESA - AVV. MAORI – Tanto per chiarire signor Presidente, visto che la sua curiosità è anche la nostra...

PRESIDENTE – No era una domanda pertinente alla domanda ed anche alla risposta altrimenti non si riusciva a capire, non era una curiosità. Prego.

DIFESA - AVV. MAORI – Questo spunto investigativo che cosa significa? Qualcuno vi ha detto: “è stata ferita una persona nella classe di Sollecito con delle forbici”?

RISPOSTA – Si era avuta notizia di questo episodio e siamo andati ad accertarlo.

DOMANDA – Ma “si era avuta notizia” che significa? Un confidente?

RISPOSTA – Un confidente.

DOMANDA – E questo confidente come...

RISPOSTA – Non sono tenuto a riferire sui confidenti.

DOMANDA – Sul nome del confidente no, questo è vero, però lei è tenuto a dirci in che modo è arrivato a questa confidenza, tramite telefono, tramite una persona che è arrivata in Questura e vi ha fatto presente che una ragazza o un ragazzo è stato ferito, questo ce lo può dire.

RISPOSTA – A voce, un incontro per strada con una persona che era a conoscenza di determinate cose ed è stato riferito questo fatto e noi siamo andati ad accertarlo.

DOMANDA – Ed avete accertato che Sollecito tirava le palline di carta!

RISPOSTA – Non abbiamo accertato niente perché i registri non esistevano più.

DOMANDA – E disturbava la lezione!

PRESIDENTE – No, scusi Avvocato! Stiamo unicamente alle domande. Prego.

DIFESA - AVV. MAORI – Lei prima ha fatto riferimento ad intercettazioni ambientali, insabbiamenti etc..

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – E si riferiva ad un procedimento in Cassazione.

RISPOSTA – Ad un ricorso in Cassazione.

DOMANDA – Un procedimento dinanzi alla Suprema Corte di Cassazione, quindi un ricorso per Cassazione. Premesso che né io, Avvocato Maori, né la collega, Avvocato Bongiorno, eravamo i difensori all’epoca del procedimento di Cassazione, io lo ero ma nella fase di merito, non per il procedimento di Cassazione, e l’Avvocato Bongiorno neanche era stata nominata per nessun tipo di procedimento, ci può spiegare che tipo di insabbiamenti ci sarebbero stati da parte di questi signori e poi se ci sono stati degli esiti finali in relazione alle intercettazioni?

RISPOSTA – Io non ho parlato di insabbiamenti, ho parlato di tentativo di depistare ed insabbiare ed inquinare.

PRESIDENTE – Magari se può circostanziare questi aspetti.

RISPOSTA – Ci sono le intercettazioni signor Giudice sulle quale io non posso riferire.

PRESIDENTE – Quindi si riporta al contenuto delle conversazioni intercettate?

RISPOSTA – Esatto.

PRESIDENTE – A seguito di queste conversazioni comunque intercettate, sulle quali lei dice non può riferire, ma avete fatto degli accertamenti, delle attività investigative successive?

RISPOSTA – Sì, infatti anche a seguito di queste intercettazioni è stato fatto il famoso sequestro del dossier che era stato fatto dalla famiglia Sollecito e che era stato messo in onda dall’emittente Telenorba e da Panorama.

DIFESA - AVV. MAORI – Sono scaturiti dei procedimenti penali?

RISPOSTA – Sì, sono scaturiti dei procedimenti che comunque non credo facciano parte di questo procedimento, sono altri procedimenti.

DOMANDA – Sa se i soggetti siano stati indagati?

RISPOSTA – Questo non lo so.

DOMANDA – Un altro punto Ispettore. Lei nella sua esperienza ha avuto, non solo in questo procedimento ma anche in altri, attività diretta con il carcere per l’acquisizione di documentazione. In questo procedimento lei ha acquisito della documentazione tipo di memoriali, dei quaderni, di qualcuno di questi imputati?

RISPOSTA – No.

DOMANDA – Lei ne è certo di questo?

RISPOSTA – Non ricordo, mi faccia vedere il verbale ma io non ho acquisito...

DOMANDA – Io non sto parlando di verbale, io sto parlando di...

RISPOSTA – Se è stato acquisito c’è un verbale.

DOMANDA – Io sto parlando se lei ha mai ricevuto da parte di un graduato della Polizia Penitenziaria un quaderno, un memoriale di Raffaele Sollecito intorno a metà del mese di novembre del 2007?

RISPOSTA – No.

DOMANDA – Il quaderno, questo quaderno fotocopiato, carcere di Perugia, appunti di viaggio, che erano le riflessioni di Raffaele Sollecito e che dovevano essere consegnati a noi Avvocati, furono fotocopiati all’interno del carcere e le furono consegnate da parte di qualcuno.

RISPOSTA – A me?

DOMANDA – Mi conferma o meno questa circostanza?

RISPOSTA – Io le dico di no.

PRESIDENTE – Scusi Avvocato ha già risposto due volte no.

DIFESA - AVV. MAORI – Formalizziamo in maniera più forte la sua risposta negativa, poi lo vedremo nel corso del processo se le sue dichiarazioni siano o meno veritiere. Io chiedo l’acquisizione, anzi vorrei produrre quindi chiedo l’acquisizione agli atti del fascicolo processuale delle due annotazioni del 19 novembre 2007, del 28 novembre 2007 dell’Ispettore Volturno, nonché la a copia dei registri di classe di Raffaele Sollecito, classe terza del liceo di Molfetta, nonché copia della lettera Intesa – San Paolo, 4 gennaio 2008, a firma direttore Paolo Farsi.

RISPOSTA – Chiedo scusa quelle fotocopie sono della scuola media di Giovinazzo, non del liceo di Molfetta.

DOMANDA – Sì, della scuola media.

PRESIDENTE – Quindi sono delle scuola media?

RISPOSTA – Sì, della scuola media perché come ripeto quelli della scuola superiori...

PRESIDENTE – E come mai, hanno una disciplina diversa?

RISPOSTA – Hanno un discorso di archiviazione diverso.

PRESIDENTE – Su queste richieste? Ma la lettera dell’Intesa San – Paolo aveva chiesta la produzione il Pubblico Ministero.

PUBBLICO MINISTERO – DR.SSA COMODI – Ma perché facciamo sempre produzioni triple, l’abbiamo già prodotta noi.

DIFESA - AVV. MAORI – È la vostra lettera.

PRESIDENTE – La lettera l’ha prodotta il Pubblico Ministero.

PUBBLICO MINISTERO – DR.SSA COMODI – Allora è produzione Pubblico Ministero.

PRESIDENTE – Sì, è produzione Pubblico Ministero e le altre produzioni Difesa Sollecito Raffaele. Si dà atto che, stante l’assenza di opposizioni, vengono acquisiti ai fini della utilizzabilità.

DIFESA – AVV. BONGIORNO

DOMANDA – Avvocato Bongiorno. Rispetto ai tre politici ai quali ha fatto riferimento nell’intercettazione ambientale, lei ha svolto successivi accertamenti lei personalmente o terzi per vedere se questi politici hanno commesso degli illeciti, sono stati iscritti al registro delle notizie di reato, o erano politici, questi tre ai quali ha fatto riferimento, citati nell’ambito di conversazioni e stop?

RISPOSTA – Citati nell’ambito di conversazioni come persone alle quali rivolgersi.

DOMANDA – Ha accertato se poi effettivamente questi politici furono contattati, hanno pressato la Cassazione?

RISPOSTA – No.

DOMANDA – Rispetto invece alla cosa di Telenorba...

PRESIDENTE – Scusi Avvocato, non l’ha accertato oppure non furono...

RISPOSTA – No, non l’ho accertato, emergono soltanto dalle intercettazioni come persone alle quali...

DIFESA – AVV. BONGIORNO – Perché poi si creano delle confusioni, nelle intercettazioni si fanno questi nomi, loro da quello che ho capito e lui mi ha confermato, poi non hanno proseguito le indagini su questi punti e stop. Invece il fatto di Telenorba è un fatto sul quale esistono indagini o non esistono indagini?

RISPOSTA – Ci sono indagini, è stato sequestrato il dossier.

DOMANDA – Chi segue le indagini di Telenorba?

RISPOSTA – Bari mi sembra.

DOMANDA – La Procura della Repubblica di Bari?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Rispetto a queste indagini sa che esito hanno avuto?

RISPOSTA – No.

DOMANDA – Quando sono iniziate?

RISPOSTA – Penso dopo il sequestro del dossier, delle videocassette, del materiale.

PRESIDENTE – Quindi che periodo siamo?

RISPOSTA – Questo non lo so, non lo ricordo.

DIFESA – AVV. BONGIORNO – Sa se ci sono richieste di archiviazione, di rinvio a giudizio? Non sa nulla di questo?

RISPOSTA – No, non lo so.

DOMANDA – Cioè lei a quel punto, per competenza, per territorio su ciò che riguardava Telenorba, se ne occupava Bari? È questo il concetto?

RISPOSTA – Certo.

DOMANDA – E quindi lei poi non sa che cosa...

RISPOSTA – No.

DOMANDA – Nessun'altra domanda.

DIFESA - AVV. DALLA VEDOVA

DOMANDA – Avvocato Dalla Vedova per la Knox. Volevo due chiarimenti, il primo in relazione all’attività che lei ha espletato nei confronti dell’attività Quintavalle Marco.

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Lei ha detto che ha chiesto al gestore dell’attività commerciale se avesse mai visto i due imputati.

RISPOSTA – Esatto.

DOMANDA – Esattamente la risposta qual è stata?

RISPOSTA – Disse che il Sollecito era cliente abituale mentre la Amanda Knox era stata vista in un paio di occasioni in compagnia del Sollecito.

DOMANDA – Questa domanda lei l’ha fatta anche ad altri gestori?

RISPOSTA – Sì, ho fatto il giro di tutti i negozi della via, però gli altri non me li hanno riconosciuti.

DOMANDA – Di Corso Garibaldi?

RISPOSTA – Sì. L’unico che mi ha riconosciuto la foto di Sollecito era l’altro Conad sopra casa sua, dov’era stato visto una o due volte, raramente comunque.

DOMANDA – Ed Amanda?

RISPOSTA – No, Amanda no.

DOMANDA – Lei ha fatto anche altre indagini nelle zone circostanti o solo Corso Garibaldi?

RISPOSTA – Corso Garibaldi e zone limitrofe ma io non ho...

DOMANDA – Ma sempre esercizi commerciali?

RISPOSTA – Sì, esercizi commerciali che avevano in vendita quel prodotto, la famosa candeggina che poi è stata sequestrata, era stato fatto in virtù di quello.

DOMANDA – Quindi solo esercizi commerciali che vendevano questo prodotto, non in generale?

RISPOSTA – Esatto, no.

DOMANDA – In relazione ad un’altra attività dove lei risulta avere partecipato, cioè il 16 novembre la perquisizione a casa Sollecito, risulta negli oggetti repertati tutto il contenuto del primo cassetto dell’alto del mobile cucina, esattamente 6 cucciai, 4 coltelli, 5 (..), 2 mestoli, 1 coltello da pane con lama seghettata complessiva di centimetri 35. Lei è a conoscenza che già era stato fatto, eseguito un sequestro in quello stesso cassetto di un altro coltello?

RISPOSTA – Questo no perché io sono rientrato il 7 novembre a lavoro ed il giorno dopo feci la prima perquisizione in casa Sollecito dove vennero sequestrati degli abiti e degli indumenti intimi e poi la seconda volta, il 16, quella alla quale si riferisce lei, io partecipai alla perquisizione ma non entrai dentro casa e mi portavano le buste che io mettevo dentro uno scatolone per cui non sono in grado di dirle che cosa c’era nelle buste, lo vedo dal verbale successivamente.

DOMANDA – Volevo sapere se lei era già stato disposto un sequestro...

RISPOSTA – No, perché io sono rientrato il 7 a lavoro e quel giorno che fu fatto quel sequestro io non c’ero.

DOMANDA – Perché risulta...

RISPOSTA – Il sequestro di quel coltello che dice lei è stato fatto quando io ancora non ero a lavoro, sono rientrato il giorno 7.

DOMANDA – Comunque conosceva che già...

RISPOSTA – No, ne venivo a conoscenza man mano che andavano avanti le indagini ma non lo sapevo.

DOMANDA – Quindi quando l’è venuto a sapere? Il giorno 16 lei si è recato alle 16.30...

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Alle 16.30 lei già sapeva che nella fattispecie il dottor Chiacchiera e i suoi assistenti avevano già provveduto a fare un sequestro di un unico coltello il 6 novembre.

RISPOSTA – Io il giorno 16 sapevo quello che abbiamo sequestrato quel giorno, non quello che era stato sequestrato prima perché dato che erano più appartamenti ed una marea...

DOMANDA – No, io non le ho chiesto se sapeva.

RISPOSTA – No, non lo sapevo.

DOMANDA – Chiedevo se sapeva se era già stato fatto un sequestro presso quella casa.

RISPOSTA – Non lo sapevo, sono venuto a saperlo successivamente.

DOMANDA – Quindi dopo il suo?

RISPOSTA – Dopo.

DOMANDA – Comunque lei è a conoscenza che esiste anche un coltello sequestrato di 31 centimetri con una lama di 17 prelevato dallo stesso cassetto?

RISPOSTA – Se è quello della cucina sì.

DOMANDA – Oggi lo sa.

RISPOSTA – No, non oggi, l’ho saputo prima ma comunque non in quella data che dice lei, successivamente.

DOMANDA – Grazie.

PUBBLICO MINISTERO – DR. MIGNINI

DOMANDA – Lei è a conoscenza di un articolo apparso su Panorama recentemente sulla vicenda contenente un intervista agli appartenenti della famiglia Sollecito?

RISPOSTA – No, di questo non sono a conoscenza.

DOMANDA - Grazie.

PUBBLICO MINISTERO – DR.SSA COMODI

DOMANDA – Torniamo un attimo alla candeggina. Lei ha spiegato perfettamente gli accertamenti che ha fatto, anche sui colli, i vari colli che sono stati spediti dalla PAC 2000 ai due negozi di Corso Garibaldi, quindi non ci torno perché immagino che la Corte abbia capito perfettamente. Lei ha detto anche che la candeggina trovata, una delle due?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Uno dei due flaconi trovati in casa Sollecito aveva... lo può ripetere, l’etichetta?

RISPOSTA – L’etichetta Conad – Margherita con il prezzo.

DOMANDA – Con il prezzo?

RISPOSTA – 0,85.

DOMANDA – Che quindi corrispondeva secondo i suoi accertamenti a quale collo?

RISPOSTA – Ad una partita di candeggina consegnata o a uno o all’altro negozio prima dell’11 ottobre.

DOMANDA – E sono state tutte vendute entro l’11 ottobre?

RISPOSTA – No, solitamente il negoziante fa la richiesta di un nuovo cartone quando vede che sta per finire.

DOMANDA – Quando c’è stata la successiva richiesta?

RISPOSTA – La successiva consegna c’è stata il 5 novembre e dall’11 ottobre il prezzo consigliato dalla PAC era di 1,09 euro, mentre fino all’11 ottobre era di 0,85 centesimi.

DOMANDA – Quando lei ha parlato di etichetta vecchia che cosa intendeva?

RISPOSTA – Che era un po’ consumata sopra.

DOMANDA – E che il prezzo era vecchio?

RISPOSTA – No, il prezzo si leggeva, con la lente di ingrandimento si leggeva infatti corrispondeva al prezzo che era in vigore prima dell’11 ottobre.

DOMANDA – Quando lei ha sentito la signora delle pulizie di casa di Raffaele Sollecito...

RISPOSTA – La (Kiriboga) o la Natalia?

DOMANDA - Quella alla quale ha chiesto... diciamo così: che domande ha fatto ad entrambe con riguardo alla candeggina?

RISPOSTA – Se avevano mai utilizzato la candeggina all’interno dell’abitazione di Sollecito.

DOMANDA – E che cosa hanno risposto?

RISPOSTA – La Natalia, che è quella che praticamente ha eseguito le ultime pulizie, fino a lunedì 5...

DIFESA - AVV. MAORI – Possiamo far rispondere direttamente alle due quando verranno sentite?

PUBBLICO MINISTERO – DR.SSA COMODI – Non c’è nessun divieto su questo perché sono nella lista testi.

DIFESA - AVV. MAORI – Chiede il contenuto delle dichiarazioni! PUBBLICO MINISTERO – DR.SSA COMODI – Sì, ma sono della lista testi sicché non c’è alcun divieto, l’importante è che i testimoni derelati poi vengano sentiti.

DIFESA - AVV. MAORI – No, l’ufficiale di Polizia Giudiziaria non può rispondere su questo.

PUBBLICO MINISTERO – DR.SSA COMODI – No, ne può riferire invece, come no?!

PRESIDENTE – Scusate...

PUBBLICO MINISTERO – DR.SSA COMODI – Facciamo una discussione di procedura penale, però lei può riferire l’importante che poi vengano citate e sono stati citati.

PRESIDENTE – Quindi avete sentito...

RISPOSTA – Sì, entrambe le due ragazze che effettuavano le pulizie a casa di Raffaele Sollecito. La Natalia, che era quella che praticamente ha fatto le pulizie fino al 5 novembre del 2007, ha riferito che non aveva mai utilizzato candeggina perché Raffaele Sollecito le chiedeva di utilizzare il Lisoform, cioè lei all’interno di casa di Sollecito utilizzava Lisoform, Viakal ed altri prodotti ma mai la candeggina e non ricordava di avere visto i due flaconi sotto il lavandino. Mentre la(Kiriboga), quando venne sentita, successivamente alla convocazione presso lo studio Maori, disse che un flacone era stato da lei utilizzato per lavare degli stracci di pavimento e a tal motivo aveva chiesto a Sollecito di comprare della varechina, lui uscì e ritornò con un altro flacone che era sempre di candeggina Ace, uguale al primo, e con la quale lei poi lavò quegli stracci e ricordava benissimo che sotto al lavandino c’erano due flaconi uno a metà e l’altro integro.

DOMANDA – E questa lavatura a quando sarebbe risalita?

RISPOSTA – Dunque la (Kiriboga) ci disse che aveva lavorato come donne delle pulizie a casa di Sollecito fino a settembre, poi a causa del suo stato di gravidanza mandò la sua amica.

DOMANDA – E come avete trovato questi flaconi quando li avete sequestrati?

RISPOSTA – Uno era a metà e l’altro era integro.

DOMANDA – Quindi la donna, ripetiamolo ancora una volta, la donna che invece fece le pulizie successivamente?

RISPOSTA – Successivamente a questo disse di non avere mai visto i due flaconi all’interno della casa.

DOMANDA – Grazie.

PARTE CIVILE - AVV. MARESCA

DOMANDA – Avvocato Maresca per la famiglia Kercher. Ispettore un chiarimento se ci dice le persone che erano sottoposte alle intercettazioni telefoniche.

RISPOSTA – Dunque c’era Francesco Sollecito, Vanessa Sollecito...

DOMANDA – Ci dice anche il...

RISPOSTA – Francesco Sollecito è il padre, Vanessa Sollecito è la sorella, poi c’era l’attuale moglie di Francesco Sollecito, Marisa Papagni, poi c’era lo zio, Giuseppe Sollecito, poi c’erano ancora delle persone facenti parte della famiglia ma non ricordo i nomi.

DOMANDA – Queste intercettazioni telefoniche sono state tutte seguite da lei?

RISPOSTA – Sì, da me e dai miei colleghi.

DOMANDA – Ed erano tutte autorizzate con decreto relativo ovviamente?

RISPOSTA – Sì, non erano solo telefoniche, erano anche ambientali.

DOMANDA – Lei ha fatto riferimento prima a delle tentate pressioni a personaggi politici etc.. Ci dice i nominativi di questi personaggi politici?

RISPOSTA – Sì, li ho già detti prima...

DOMANDA – E poi se sono stati oggetto diretto di intercettazione, cioè specifico la domanda, se voi avete intercettato anche la telefonata al personaggio politico oppure era una manifestazione di volontà.

RISPOSTA – No, era una manifestazione di volontà, telefonate dirette con questi politici non sono state intercettate e comunque i politici erano gli Onorevoli Nania, l’Onorevole Formisano e l’Onorevole Mastella.

DOMANDA – Si ricorda...

RISPOSTA – Persone che venivano nominate da loro come possibili...

DOMANDA – Quando lei dice “da loro”, da tutti o da alcuni membri in particolare?

RISPOSTA – Da alcuni membri della famiglia, soprattutto dal padre e dalla sorella.

DOMANDA – Si ricorda se le querele presentate dalla famiglia Kercher per l’episodio Telenorba e per l’episodio Panorama sono state rubricate presso Perugia o presso Bari?

RISPOSTA – Questo non lo ricordo, comunque so che Bari sta procedendo per quanto concerne il sequestro del materiale messo in onda da Telenorba.

DOMANDA – Grazie.

PRESIDENTE

DOMANDA – Ma le due persone che lavoravano a casa di Raffaele Sollecito voi le avete sentite a sommarie informazioni?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Quindi quelle circostanze le riferiva sulla base...

RISPOSTA – Sì, sulle sommarie.

DOMANDA – La casa in uso a Raffaele Sollecito quanto è grande? Se la ricorda?

RISPOSTA – Dunque mi sembra di ricordare che si accede da un pianerottolo al piano terra, c’è il portone d’ingresso, c’è la cucina sulla destra, un locale adibito a cucina, poi c’è il bagno subito sulla sinistra della porta d’ingresso, poi si salgono degli scalini e c’è la camera da letto sopra.

DOMANDA – Quindi si sviluppa in questi ambienti?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – E lei prima ha fatto cenno alla presenza di odore di candeggina allorché...

RISPOSTA – Sì, come si entra c’è la cucina e si sentiva odore di candeggina.

DOMANDA – Dov’era, se c’era un ambiente dove più era...

RISPOSTA – Sì, la cucina perché c’è il pavimento in piastrelle e dato che l’appartamento era stato sottoposto a sequestro e sigillato quando io sono andato per la prima volta l’8 novembre a fare la perquisizione permeava ancora questo odore di candeggina dentro.

DOMANDA – E la candeggina sull’ambiente cucina?

RISPOSTA – Sull’ambiente cucina.

DOMANDA – Però la cucina aveva le piastrelle.

RISPOSTA – Aveva le piastrelle.

DOMANDA – Gli altri ambienti invece che tipo di pavimentazione c’era?

RISPOSTA – Guardi mi sembra che ci fosse il parquet in camera da letto ma non ne sono sicuro.

DOMANDA – Va bene, può andare.

PUBBLICO MINISTERO – DR.SSA COMODI – Presidente visto che oggi abbiamo discusso molto anche di intercettazioni sia ambientali che telefoniche chiediamo sin da ora la nomina di un perito per la trascrizione di tutte le intercettazioni, sia ambientali che telefonate, ad eccezione di quelle che sono già state trascritte credo a richiesta della Difesa, non ricordo, oppure dello stesso Pubblico Ministero in udienza preliminare.

PRESIDENTE – Su queste richieste le parti dovrebbero specificare le conversazioni che chiedono...

PUBBLICO MINISTERO – DR.SSA COMODI – Tutte, anche perché non sono moltissime, non è un processo per droga, insomma.

PRESIDENTE – Basta che vengano specificate perché altrimenti è una richiesta...

PUBBLICO MINISTERO – DR.SSA COMODI – Allora ci riserviamo l’elenco. Si dà atto che il Pubblico Ministero chiede la trascrizione delle conversazioni intercettate e le cui trascrizioni non risultano ancora acquisite, si riserva di specificare le conversazioni telefoniche ed ambientali delle quali chiede la deregistrazione e trascrizione.

PARTE CIVILE - AVV. MARESCA – Si associa la Difesa di Parte Civile.

PARTE CIVILE - AVV. PACELLI – Si rimette Presidente.

DIFESA - AVV. MAORI – Noi ci riserviamo di dare il nostro parere successivamente al momento in cui verrà depositato, da parte dell’ufficio del Pubblico Ministero, l’elenco completo delle intercettazioni di cui si chiede la trascrizione.

PRESIDENTE – Va bene, prendiamo atto di questa riserva.

DIFESA - AVV. DALLA VEDOVA – Anche noi faremo i nostri commenti quando vedremo la lista.

DIFESA – AVV. BONGIORNO – Per l’udienza di domani volevo fare presente che vorremmo fare presenziare il nostro consulente tecnico con il computer perché credo che oggetto della deposizione siano analisi del computer, quindi dati tecnici e quindi facevo presente questa richiesta.

DIFESA - AVV. DALLA VEDOVA – Volevo solo integrare la documentazione che abbiamo depositato in precedenza, volevo anche depositare questo verbale di intercettazione telefonica del 20 di novembre del 2007 e che è stato anche oggetto di esame in precedenza dei traduttori.

PRESIDENTE – Che cos’è?

DIFESA - AVV. DALLA VEDOVA – Tecnicamente viene definito come il verbale di intercettazione, secondo me è un riassunto.

PRESIDENTE – Il riassunto al quale hanno fatto riferimento i testi.

DIFESA - AVV. DALLA VEDOVA – È un resoconto.

PUBBLICO MINISTERO – DR.SSA COMODI – È già stato prodotto.

DIFESA - AVV. DALLA VEDOVA – No, ho prodotto quello precedente, questo è quello del 20.

PUBBLICO MINISTERO – DR.SSA COMODI – Ma posto che abbiamo chiesto la perizia, l’abbiamo chiesta per evitare questioni, comunque noi siamo ben felici di far entrare anche tutto il fascicolo del Pubblico Ministero. Si dà atto che viene acquisito questo resoconto sulla richiesta della Difesa di Amanda Knox.

DIFESA - AVV. DALLA VEDOVA – Presidente c’è una dichiarazione spontanea della nostra assistita.

Notes

  1. Kington, Tom italy.internationalcrime "Phone-tap drama in Meredith murder" The Guardian 22 June 2008