Mariano Martino's Testimony

From The Murder of Meredith Kercher
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ESAME DEL TESTE DE MARTINO MARIANO

IL TESTE, AMMONITO AI SENSI DELL’ART. 497 CODICE DI PROCEDURA PENALE, LEGGE LA FORMULA DI RITO.

Key to abbreviations
GCM Giancarlo Massei Judge Presidente
DD Donatella Donati Sollecito Defence lawyer Avvocato
MM Mariano Martino Witness being questioned Raffaele Sollecito's friend from home
DR Daniela Rocchi Defense Counsel for Raffaele Sollecito Avvocato
PM Pubblico Ministero May refer to Comodi or Mignini
FM Francesco Maresca Counsel for Kercher family (civil plaintiffs) Avvocato

GENERALITÀ: De Martino Mariano, nato il 12.2.84, residente a Terlizzi, dottore in economia, laureando per la specialistica in un master tra Shanghai e Roma in International Business.

GCM:
Prego, la difesa può procedere all’esame.
SD:
Avvocato Donati. Buongiorno, signor De Martino.
MM:
Buongiorno.
SD:
Senta, lei conosce Raffaele Sollecito?
MM:
Sì, lo conosco molto bene.
SD:
Lo conosce, da quanto tempo lo conosce e perché lo conosce?
MM:
Io Raffaele l’ho conosciuto alle elementari, quindi dai sei-sette anni. Quando avevo sei-sette anni ho iniziato a frequentare Raffaele, abbiamo sempre avuto un buonissimo rapporto, non abbiamo mai litigato per niente, siamo sempre stati amici, soprattutto dalla scuola media in poi.
SD:
Quindi avete fatto le elementari insieme.
MM:
Elementari, medie, superiori e comunque poi ci siamo sempre frequentati, al di là se abbiamo preso due percorsi diversi a livello universitario.
SD:
Quindi da sempre praticamente.
MM:
Sì, da sempre.
SD:
Dai sei anni. Senta, quindi vorrei un attimino soffermarmi su questa circostanza relativa alla frequenza a scuola. Quindi voi avete fatto le elementari, poi le medie. Come si chiamava l’istituto?
MM:
Buonarroti, a Giovinazzo, istituto Michelangelo Buonarroti.
SD:
E poi successivamente?
MM:
Successivamente abbiamo frequentato il liceo scientifico a Molfetta Albert Einstein.
SD:
Senta, in relazione a questo periodo delle scuole, quindi in particolare scuole medie e superiori, io le chiedo: è successo mai un fatto particolare, un fatto strano a scuola, un fatto violento, che lei ricordi?
MM:
No, assolutamente, era uno dei più buoni proprio.
SD:
Adesso non riferito a Raffaele, ma in generale, cioè un fatto riferito alla scuola, in particolare alla scuola Einstein.
MM:
Io che ricordi non ci sono stati mai attriti, mai nessun tipo di violenza.
SD:
No, la mia domanda non è relativa ad attriti tra ragazzi. Spiego un attimo la circostanza. C’è stato un testimone che è venuto che ha riferito di aver saputo che presso la scuola Einstein, o la scuola Einstein o la scuola media, adesso non lo so, lui ha detto scuola Einstein, sarebbe successo un episodio di violenza, in particolare una ragazza sarebbe stata ferita con delle forbici. Quindi se lei è a conoscenza di questo fatto.
MM:
No, non sono a conoscenza. Io l’unico fatto che mi ricordo è che un mio amico lanciò una chewingum in testa a un’altra mia amica, solo questo.
SD:
In classe vostra.
MM:
Sì, però cioè da qui alle forbici o altro... no.
SD:
Senta, quindi lei Raffaele lo conosce molto bene.
MM:
Sì.
SD:
Ci può dire che ragazzo era, cioè se era un ragazzo violento, un ragazzo iroso, irascibile, litigioso, che tipo di ragazzo?
MM:
Raffaele è un bravissimo ragazzo, non ho mai assistito a nessun atto di ira o qualsiasi forma che si possa avvicinare a tale, molto disponibile, generoso, tranquillo. Ecco, io così lo conosco e penso di conoscerlo abbastanza bene, anzi molto.
SD:
Timido?
MM:
Timido anche, in alcuni aspetti sì.
SD:
Senta, in relazione a questo aspetto, la timidezza, lei sa quale tipo di rapporto Raffaele aveva con le ragazze in genere, quindi come era anche con le ragazze, come si approcciava, se era disinvolto o piuttosto che invece timido? Ecco, com’era il suo rapporto con le ragazze?
MM:
Lui è sempre un romanticone, diciamo, molto timido. Diciamo, io lo definirei abbastanza romantico, che pensa comunque a una storia d’amore, ci crede ecco. Quindi non è uno che si limita alla serata, eccetera. E’ molto romantico, direi.
SD:
Senta, lei sa quando è morta la mamma di Raffaele Sollecito?
MM:
Adesso la data esatta no, però mi ricordo che lui era già a Perugia, perché studiava a Perugia. Era giugno, dovrebbe essere nel 2005.
SD:
Giugno 2005. Lei sa perché è morta, di che cosa è morta?
MM:
Io ho saputo che è morta d’infarto, però ovviamente a Raffaele non ho mai chiesto di persona, perché mi interessava più stargli vicino piuttosto che chiedergli... parlare di altra roba per distrarlo un attimo. Però penso che sia morta d’infarto.
SD:
Anche questo glielo chiedo perché, seppur argomento non particolarmente rilevante per la Corte, però è venuto fuori, c’è stato qualche teste che ha in qualche modo ipotizzato che la mamma fosse morta suicida.
MM:
No, no.
SD:
Questa è una notizia che lei ha appreso, ha saputo?
MM:
No, io l’unica notizia che ho saputo è che è stato infarto.
SD:
Va bene. Senta, lei sa se Raffaele aveva un vezzo particolare, cioè quello di portare dei coltelli, avere con sé dei coltellini?
MM:
Sì.
SD:
In qualche modo può spiegarci qualcosa in merito? Sa il motivo, sa perché? Non so, se gliel’ha mai spiegato Raffaele.
MM:
Io sapevo... cioè, la maggior parte della funzionale era semplicemente ornamentale perché, per quanto mi ricordo, l’ho visto tagliare una mela una volta e nient’altro. Infatti io stesso lo criticavo certe volte, dicevo: “Ma che te lo porti a fare appresso? Cioè, non lo usi mai”. Quindi era soprattutto ornamentale, infatti ce l’aveva sempre attaccato, quindi secondo me anche lui stesso si dimenticava che ce l’aveva.
SD:
Senta, in particolare lei sa quando è iniziata questa sua abitudine, se lo sa, e perché è iniziata?
MM:
Penso dalle scuole superiori, però adesso non le so dire con precisione.
SD:
Senta, lo sa quando Raffaele si doveva laureare?
MM:
Sì, sapevo che io ero lontano, ero a Shanghai e ogni tanto, quando potevamo, ci mantenevamo in contatto tramite MSN, tramite internet e comunque mi ricordavo che in quel periodo stava scrivendo la tesi, era indaffarato con la tesi, ed era appunto il periodo... due anni fa più o meno.
SD:
Il periodo dell’omicidio?
MM:
Sì, in quel periodo era... era molto impegnato per la tesi.
SD:
Lei sa che macchina aveva Raffaele?
MM:
Ho saputo che aveva comprato una nuova macchina, una A3. Infatti mi ricordo che mi mandò la fotografia, sì, mi ricordo che mi ha mandato una foto. Però non abbiamo parlato molto, ecco, perché quel periodo ci si vedeva proprio... per colpa del fuso orario, io andavo sei ore avanti, quindi...
SD:
Quando la colloca questa cosa che gli aveva inviato la fotografia rispetto all’omicidio, rispetto al 1° novembre?
MM:
Poco prima, ecco, tipo settembre, penso fosse settembre. Io ero già a Shanghai, a Shanghai sono andato ad agosto, quindi penso settembre, settembre-ottobre.
SD:
Sa se quest’autovettura gli era stata regalata per un’occasione particolare?
MM:
Sinceramente no, non saprei. Sapevo semplicemente che aveva questa nuova macchina e che me l’aveva fatta vedere, tutto qui.
SD:
Sa se Raffaele era fidanzato con Amanda Knox? Se ha mai conosciuto Amanda Knox.
MM:
No, io sinceramente non sapevo niente di Amanda.
SD:
Non lo sapeva, non gliel’aveva detto.
MM:
No, di persona non ci siamo mai parlati, cioè c’è stato un periodo comunque che lui era impegnatissimo per la tesi, io comunque... quando io ero sveglio lui dormiva, quando lui dormiva io ero sveglio, perché ero a Shanghai. Quindi non è mai capitato, soprattutto nell’ultimo periodo...
SD:
Quindi non sapeva di questo rapporto.
MM:
No.
SD:
Va bene, io per ora non ho nessun’altra domanda.
DR:
- Sono l’avvocato Rocchi per la difesa Sollecito. Solo una domanda, quindi nel periodo universitario comunque continuavate a frequentarvi, a sentirvi?
MM:
Certo, certo, frequentemente. Ogni volta, quando si poteva, ci si incontrava. Anzi, io mi ricordo che spesso mi ha accompagnato con la macchina perché, appunto, entrambi eravamo a Bari, io dovevo salire a Roma, lui doveva salire a Perugia, prendevamo... lui mi accompagnava. Oppure anche al ritorno da Perugia, scendendo a Roma, si ritornava a Bari. Quindi abbiamo fatto anche dei viaggi insieme.
DR:
- E, anche quando eravate a Bari, uscivate insieme?
MM:
Sì, sì, usciva solo con noi, eravamo sempre insieme con tutto il gruppo, non soltanto io.
DR:
- Quando uscivate, che cosa facevate? Ci racconta qualcosa in particolare?
MM:
Niente di esagerato, ecco. Si usciva con gli amici, si andava in piazzetta, restavamo lì a parlare del più e del meno. Poi Raffaele è uno che usciva tardissimo, cioè alcune volte lui usciva e io mi ritiravo. Però proprio perché stavamo comodi nella nostra casa, ecco, niente di particolare.
DR:
- Vi raccontava un po’ la sua esperienza di Perugia all’università?
MM:
Sì, sì, personalmente mi coinvolgeva parecchio nella sua vita, in quello che faceva. Insomma, anche io ero abbastanza interessato.
DR:
- Va bene, grazie.
GCM:
Pubblico Ministero, se ci sono domande.
PM:
Io volevo sapere, lei ha detto che nel periodo grossomodo in cui Raffaele doveva laurearsi si trovava a Shanghai.
MM:
Sì.
PM:
L’ultima volta che aveva visto Raffaele quando è stata?
MM:
E’ stato ad agosto.
PM:
Agosto 2007?
MM:
Sì.
PM:
Lei ha detto: “C’è stato un periodo in cui non ci siamo praticamente sentiti, non ci siamo visti”. Qual è il periodo?
MM:
Il periodo da quando sono partito per Shanghai a quando è successo il fatto io l’ho sentito, ma molto, molto raramente.
PM:
A settembre dove l’ha visto?
MM:
Ci siamo semplicemente sentiti tramite internet.
PM:
Non l’ha nemmeno visto.
MM:
No, no, fisicamente no.
PM:
Io voglio sapere quando è cessato il rapporto di frequentazione quotidiana con lui, con l’università?
MM:
Qualsiasi periodo precedentemente ad agosto.
PM:
Se me lo vuol dire quanto tempo prima.
MM:
Da quando avevo sette anni.
PM:
No, lei ha detto che lo conosceva, lo frequentava sempre.
MM:
Sì.
PM:
Dalle elementari, no? Mi pare.
MM:
Sì, sì.
PM:
A un certo punto però questa frequentazione si interrompe.
MM:
Sì, si interrompe...
PM:
Quando si interrompe?
MM:
Da quando abbiamo intrapreso due facoltà differenti.
PM:
Quindi in che anno?
MM:
2002, penso sia 2001/2002.
PM:
Ecco, 2001/2002, quindi da allora lei con Raffaele vi sentivate, vi vedevate ogni tanto oppure... ecco, mi dica.
MM:
Quando era possibile, facevamo di tutto per vederci.
PM:
Ma con quale frequenza lo vedeva?
MM:
Del tipo che... di solito le festività.
PM:
Le festività, sì, ho capito.
MM:
E comunque insomma io gli promettevo spesso di venire a Perugia per trovarlo...
PM:
Poi ci è venuto?
MM:
Sì, mi è capitato di venire una volta.
PM:
Una volta.
MM:
Sì.
PM:
Quando ci è venuto?
MM:
Sarà stato il primo o il secondo... sarà stato nel 2003.
PM:
2003.
MM:
2003/2004.
PM:
Un’altra cosa, lei sa che i genitori di Raffaele si sono separati?
MM:
Sì.
PM:
Volevo sapere quanto tempo prima, la separazione quando è intervenuta rispetto alla morte della madre?
MM:
Con precisione non glielo so dire, non glielo so dire.
PM:
La morte della madre quando è avvenuta?
MM:
Nel 2005.
PM:
La separazione dei genitori, gliel’avrà detto Raffaele, non so, quando è intervenuta?
SD:
Presidente, scusi, io non so che rilevanza possa avere la domanda.
GCM:
Magari sulla separazione non si ammette, anche perché non ha costituito oggetto di esame. Siamo in fase di controesame. Sulla morte della madre, sì, è stata oggetto di domanda, ma sulla separazione eventuale... perché nulla sappiamo. Prego.
PM:
Senta, Raffaele faceva uso di sostanze stupefacenti?
MM:
Sì, ma non in maniera abituale.
PM:
Di che sostanze?
MM:
Era hascisc.
PM:
Ma è successo qualcosa, che lei ricorda? Cioè, lei lo vedeva mentre consumava la...
MM:
Sì, sì, quando si faceva uso di queste sostanze...
PM:
Anche lei quindi?
MM:
E’ capitato, eravamo comunque tutti insieme ed era un modo per stare insieme, per parlare, tutto qui.
PM:
Quindi in quelle occasioni lei vedeva che lui assumeva hascisc praticamente.
MM:
Sì.
PM:
In che periodo è successo questo?
MM:
Sarà stato... è capitato anche l’estate prima, appunto, che io partissi per...
PM:
Settembre 2007?
MM:
Agosto.
PM:
Scusi, agosto 2007?
MM:
Sì, luglio, agosto.
PM:
Anche in quella occasione. Ma quando è iniziata questa pratica che ogni tanto, quando stavate insieme, facevate uso di questa sostanza?
MM:
Penso tarde superiori, cioè il primo, secondo anno no.
PM:
Da quale anno grossomodo? 2002?
MM:
2000/2001, non so.
PM:
2001/2002. Quindi è successo anche nell’agosto 2007, no?, ha detto.
MM:
Sì.
PM:
Non ho altre domande.
GCM:
Ci sono domande?
FM:
Una sola, Presidente.
GCM:
Prego.
FM:
Avvocato Maresca per la parte civile. Un chiarimento, lei ha detto che era un’abitudine di Sollecito...
MM:
No, non era un’abitudine.
GCM:
Aspetti la domanda.
FM:
Mi faccia finire la domanda, poi...
GCM:
Prego, avvocato.
FM:
...che era un’abitudine portare il coltello, giusto?
MM:
Sì, era a livello ornamentale, io così lo definirei.
FM:
Nella sua frequentazione che inizia all’incirca all’età di sette anni, questa abitudine di Sollecito lei ha un ricordo di come è possibile datarla, fin dai primi anni, alle medie? Non lo so, mi dica lei.
MM:
No, medie no, assolutamente.
FM:
Quand’è che nasce questo vezzo, quest’abitudine? Se se lo ricorda.
MM:
No, non me lo ricordo, però sicuramente non medie o comunque... no, non... cioè, sarà sicuramente superiori, ecco, però adesso da qui a dirle una data...
FM:
Quindi comunque verso i quindici anni insomma.
MM:
Sì, anche più in là penso.
FM:
E lei questi coltelli che in modo abituale Sollecito portava con sé li ha mai visti? Cioè, li vedeva regolarmente, visto che facevano parte del suo abbigliamento?
MM:
Certe volte... erano sempre in tasca, quindi non è che li portava in vista o comunque si vantava di queste cose, ecco. Quindi la maggior parte delle volte neanche li consideravamo.
FM:
Ce l’aveva sempre in tasca o attaccati ai pantaloni?
MM:
Era uguale, partiva attaccato ai pantaloni e finiva in tasca.
FM:
Cioè con la catena?
MM:
Sì, c’è un gancetto al passante dei pantaloni e poi da qui in tasca.
FM:
Ed era sempre lo stesso tipo di coltello o ha visto coltelli differenti, più grandi, più piccoli, a scatto, manuali, a serramanico e così via? Se se lo ricorda.
MM:
No, no, no, io mi ricordo sempre il solito coltello.
FM:
Quindi uno, un tipo di coltello nel corso degli anni?
MM:
Di quello che mi ricordo sì, al massimo può darsi all’inizio si usavano quei coltellini che facevano anche da tagliaunghie, tipo che si usano con gli scout. Anche io lo portavo certe volte perché ero un boyscout e quello serviva quando si andava a fare il campeggio per tagliare la frutta o comunque per svitare una vite, era appunto anche di... per quanto mi riguarda, era utile.
FM:
La ringrazio.
GCM:
Non ci sono domande? Per esaurire l’esame.
SD:
Senta, per quanto riguarda il periodo di frequentazione, quindi lei ha detto: “Fino alle scuole superiori ci siamo frequentati giornalmente”.
MM:
Sì.
SD:
Dopodiché è un po’ diminuita questa frequentazione. Allora io le chiedo, quando poi Raffaele viene a Perugia, quindi coincide più o meno con questa circostanza quando viene a studiare a Perugia...
MM:
Sì, ma a livello di sentimenti, diciamo, io Raffaele l’ho sempre considerato come uno dei miei migliori amici. A livello fisico, ecco, se parliamo di livello fisico ovviamente, per motivi di distanza, sì.
SD:
Però comunque Raffaele lo vedeva, vi vedevate? Mi spiego, quando Raffaele tornava... tornava a volte lui da Perugia a casa a Giovinazzo?
MM:
Certo, sì, quando poteva tornava.
SD:
E quindi, quando tornava, vi vedevate oppure no, vi frequentavate?
MM:
Sì, sì.
SD:
D’estate, non so.
MM:
Sì, sì, cioè ogni volta che entrambi eravamo giù al nostro paese eravamo insieme.
SD:
Senta, abbiamo parlato di hascisc.
MM:
Sì.
SD:
Io le chiedo... quindi lei ha detto: “Sì, a volte è capitato, abbiamo anche fumato insieme”.
MM:
Certo.
SD:
Intanto le volevo chiedere con quale frequenza, cioè possiamo dire che Raffaele Sollecito era un abituale consumatore di hascisc?
MM:
No, assolutamente.
SD:
Ovviamente riferito al periodo in cui vi vedevate più spesso, qual era l’uso che ne faceva? Con quale frequenza? Ecco, questo, se se lo ricorda.
MM:
Era semplicemente una volta ogni tanto, cioè quando capitava che c’era si fumava, ma in maniera molto, molto... cioè, in maniera sporadica. Non è che si andava a cercare.
SD:
Altra domanda. Avendoci fumato insieme, quindi lei avrà verificato gli effetti che l’hascisc aveva su Raffaele Sollecito.
MM:
Certo.
SD:
Quindi io le chiedo: come si comportava Raffaele Sollecito quando appunto aveva fumato?
MM:
A volte ci si addormentava anche. Quindi erano effetti molto sedativi, ecco, tranquillizzanti.
GCM:
Scusi, se può concludere però la risposta, quindi a volte ci si addormentava anche?
MM:
Altre volte si rimaneva in dormiveglia.
GCM:
Quindi era sempre (inc. – sovrapposizione di voci).
MM:
Sì, sì, sì.
SD:
Quindi non effetti violenti o effetti...
MM:
Assolutamente no.
SD:
...eccitanti.
MM:
No.
SD:
Senta, lei sa se Raffaele ha una casa, ha o aveva, adesso non lo so, una casa in campagna?
MM:
Sì, sì. Ci è capitato di andare a Pasquetta, un paio di volte ci sono stato.
SD:
Lei sa se Raffaele aveva il vezzo di incidere a degli olivi, lì ha delle piante, di incidere questi olivi con questi coltellini?
MM:
Il vezzo no, sarà capitato, ma non era un... non era una mania, ecco.
SD:
Ma lei è a conoscenza di questa cosa?
MM:
E’ capitato una volta, mi ricordo, che... non mi ricordo neanche cosa aveva inciso, però aveva inciso qualcosa su un albero.
SD:
E questo in sua presenza, quando c’era anche lei?
MM:
No, non penso neanche in mia presenza, è un fatto che ricordo che è capitato.
SD:
Nessun’altra domanda.
GCM:
L’università lei dov’è che l’ha frequentata, a Perugia oppure...
MM:
Io a Roma, la Luiss.
GCM:
In che anni?
MM:
Dal 2002, poi il 2006 ho finito con la triennale, con...
GCM:
Lei a casa di Raffaele Sollecito è stato qualche volta?
MM:
Sì, sì.
GCM:
Ha visto una collezione di questi coltelli, coltellini suoi?
MM:
Ma non penso si possa parlare di una collezione.
GCM:
Glieli ha mostrati?
MM:
No.
GCM:
Se ce l’aveva ovviamente.
MM:
No.
GCM:
Scusi, il coltellino che aveva sempre con sé in tasca lo ha mai visto aperto?
MM:
Sì.
GCM:
Può dare la descrizione dello stesso? Che tipo di lama era? Com’era lunga?
MM:
Così.
GCM:
Così, fa un segno, tre-quattro centimetri?
MM:
Sì, un po’ più grande penso, quattro centimetri.
GCM:
E ha detto sempre lo stesso tipo di coltellino portava.
MM:
Sì, che io ricordi, per quanto riguarda la mia memoria, l’ultimo periodo era quello.
GCM:
Poi le volevo anche chiedere... lei ha già detto che Raffaele Sollecito è piuttosto romantico, quasi timido.
MM:
Sì.
GCM:
L’hascisc lo prendevate per sedarvi quindi? Cioè, aveva questo effetto di... vi faceva dormire oppure... cioè, perché prendevate l’hascisc?
MM:
No, era giusto...
GCM:
Perché aveva questo effetto sedativo? Non ho capito.
MM:
No, era giusto un modo per passare una serata in maniera diversa rispetto a un’altra. Cioè, non si prendeva l’hascisc per lo scopo di fare qualcosa.
GCM:
Per passare una serata.
MM:
Per passare una serata.
GCM:
E la serata poi come la passavate?
MM:
Seduti in panchina a parlare.
GCM:
La serata è questa, seduti in panchina da soli, all’aperto, così.
MM:
Sì, sì.
GCM:
Non in qualche locale?
MM:
No, no, la maggior parte delle serate l’abbiamo comunque...
GCM:
Quindi rimanevate svegli, non è che vi addormentavate.
MM:
Ci si addormentava anche sulla panchina.
GCM:
Se non ci sono altre domande, il teste viene congedato. E’ capitato che vi siate addormentati sulla panchina?
MM:
A me personalmente no, però lui mi ricordo che un paio di volta si è...
GCM:
Si è addormentato.
MM:
Non mi ricordo se fosse per l’hascisc, comunque è capitato.
GCM:
Si ricorda o no?
MM:
Sì, sì.
GCM:
Ha preso l’hascisc e si è addormentato sulla panchina?
MM:
Va be’, uno sta tranquillo, sta riposato, così, chiude un attimo gli occhi.
GCM:
Può andare.
MM:
Grazie.

Non ci sono altre domande; il teste viene licenziato.