Maria Del Grosso's Massei Trial Rebuttal in Defense of Amanda Knox

From The Murder of Meredith Kercher
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MDG Maria Del Grosso Defense counsel for Amanda Knox Avvocato
MDG:
Signor Presidente, Signor Giudice a latere e Signori della Corte, avevo preventivato un intervento molto più breve vi anticipo ma le repliche dei colleghi mi costringono a un maggiore approfondimento con la promessa e nei limiti di una estrema sintesi. Il primo argomento che voglio affrontare è l’arrivo della Polizia Postale, queste telefonate al 112, anche su questo punto all’esito dell’istruttoria dibattimentale la Procura è stata costretta ad affermare e a convenire che la Postale non può essere arrivata prima delle 12:45, io vi ricordo che il sospetto circa la chiamata successiva del Sollecito rispetto all’arrivo della Postale nasce da un’intuizione di Battistelli, “io ricordo che ero arrivato alle 12:35” ma se dai tabulati risulta 12:51 sicuramente la telefonata nell’annotazione si dice sia avvenuta prima del rinvenimento del cadavere, il Battistelli in realtà poi ci spiegherà che era un’imprecisione linguistica. Oggi si dice: “non è determinante quanto abbiamo visto attraverso le telecamere del parcheggio Sant’Antonio perché comunque l’arrivo della Postale sarebbe... perché la chiamata al 112 sarebbe avvenuta alle 12:51 e quindi in epoca successiva all’arrivo della Postale” questa prospettazione della Procura si scontra ancora una volta con i dati oggettivi, io voglio ricordare come andarono fatti brevissimamente, arriva Battistelli, scende, si introduce nella villetta si presenta ai ragazzi, arriva Marzi successivamente li trova ancora tutti e due lì davanti la villetta, mostrano il tesserino, spiegano la situazione, chiedono chiarimenti, Amanda invita i Poliziotti ad entrare all’interno dell’abitazione e porta Marzi a vedere le macchie di sangue, dicendo: “io ho paura” in un italiano stentato. Battistelli e Marzi dicono di non aver mai visto Amanda telefonare, ebbene se Battistelli e Marzi sono arrivati alle 12:45 come si sostiene dalla Procura come è possibile che alle 12:47 non abbiamo visto la telefonata... non abbiano assistito alla telefonata di Amanda con la madre, una telefonata che dura almeno un minuto e mezzo, due minuti mi sembrano un tempo assai risibile per presentarsi Battistelli, presentarsi... arrivare Marzi, parlare della situazione, entrare in casa e far vedere le macchie di sangue Amanda dà i foglietti con i numeri di telefono di Meredith, come è possibile che non abbiano visto Amanda telefonare? Anche Sollecito era al telefono parlava con la sorella in quel momento eppure durante la telefonata al 112 Amanda e Sollecito si sentirà sono vicini, sono insieme, come è possibile che la Polizia Postale non si sia accorta di tutta questa evoluzione di avvenimenti? Un ulteriore rilievo io aggiungo su questo punto Amanda aveva già dato l’allarme, alle 12:35 aveva già detto a Filomena di tornare a casa, “devi venire qui” lo troverete nelle trascrizioni della Romanelli “torna a casa c’è qualcosa di strano c’è il vetro rotto nella tua camera io non capisco che cosa succede” chiamerà la mamma, chiederà consiglio alla mamma su che cosa fare, comportamento assolutamente ragionevole per una ragazzina di vent’anni, ma tanto si è voluto dire su quel comportamento, ci dice oggi la Procura “è un dato di comune esperienza primo o poi Amanda in quella doveva tornare, doveva fare i conti con quel cadavere” si chiamano le forze dell’ordine per fugare da se i sospetti e quale contraddizione io rilevo in questa affermazione, io capirei il rilievo della Dottoressa Comodi se attraverso il ragionamento dell’arrivo della Postale e la chiamata al 112 questo presunto contrasto di orari non si volesse insinuare che io sono stato colto con le mani nel sacco, che avessi intenzione di procrastinare la scoperta del cadavere, come si concilia l’affermazione secondo cui io ho fatto la telefonata, sono stata costretta a fare la telefonata al 112 perché mi hanno scoperto, è arrivata la Postale mi ha scoperto, allora io per fugare telefono al 112 è l’opposta asserzione secondo cui io spontaneamente chiamo il 112 autonomamente o sono stata colta con le mani nella marmellata oppure ho rotto il vasetto della marmellata e vado a dire alla mamma di aver rotto il vasetto della marmellata e confessare il danno, la contraddizione insanabile. Celle telefoniche non approfondirò questo argomento ma vi invito soltanto ad una riflessione, l’incontro di Amanda, il presunto incontro tra Amanda e Rudy la sera del primo novembre dovrebbe basarsi sulla circostanza che Amanda avrebbe ricevuto l’sms mentre era in Via Ulisse Rocchi, quasi quasi ci dicono il civico, non in una zona più o meno ampia, poi si dice: “non c’è nessuna possibilità nemmeno sotto il profilo della statistica di indicare l’aggancio di una cella piuttosto che un’altra” basta spostarsi di pochi metri per cambiare cella telefonica, ebbene la Procura deve decidere le celle hanno o meno un peso probatorio in questo processo, come si può affermare oggi che non esiste alcuna certezza e poi sostenere che la prova regina dell’incontro presunto, immaginario, inverosimile tra Amanda e Rudy la troviamo proprio in una cella telefonica, la cella che aggancia il telefono di Amanda nella ricezione del messaggio di Patrick Lumumba, assoluta incoerenza nella prospettazione di questo ulteriore argomento. È stato ribadito, io speravo ve lo dico sinceramente che non venisse riprospettato il discorso suggestivo dello spegnimento quasi contemporaneo dei telefonini, troppe udienze abbiamo fatto per capire che nessuno ci potrà mai dare il dato oggettivo incontrovertibile che quel telefonino sia stato spento, nessuno, si può solamente dire “mancanza di traffico telefonico” mancanza di traffico telefonico durante la notte, bella scoperta, Amanda ce lo dice candidamente di aver spento il telefonino dà tre ragioni probabilmente tra l’interrogatorio e l’esame le ha messe nell’ordine diverso questo non... devo essere sincera non l’ho controllato ma sono sempre le tre identiche ragioni per cui lei dice di aver spento il telefonino perché non voleva che Patrick la richiamasse cambiando idea probabilmente si presentavano più avventori e quindi poi lei era costretta a lavorare mentre era contenta di passare la serata con Patrick perché lo usava come sveglia e dunque affinché suonasse il telefonino perché ci sono alcuni telefonini che necessitano di rimanere accesi per poter funzionare come sveglia, ma il giorno successivo era festa e non c’era bisogno di una sveglia, per risparmiare la batteria trovandosi fuori casa, argomenti assolutamente illogici “lei lo ha spento perché aveva altri programmi” lo spegne alle 20:35 perché alle 23:35 doveva incontrare Rudy e perché ancora non sapeva che avrebbe dovuto ammazzare Meredith, dolo di impeto, premeditazione nello spegnimento dei telefoni. Se su Amanda può affermarsi che spense il cellulare, lo ha detto lei, lo stesso non può dirsi per Raffaele, ma non sarebbe stato altrettanto indiziante qui mi riferisco a quella che è l’univocità di un dato di fatto, un dato di fatto se ci deve con un percorso logico deduttivo portare ad un altro dato di fatto ignoto deve essere certo e univoco ve l’hanno spiegato in tutti i modi, allora io dico non sarebbe stato altrettanto indiziante affermare che avevano tenuto accesi i telefonini tutta la notte? Ad esempio per aspettare una chiamata da parte del Guede per scambiarsi accordi, opinioni, modalità di condotta, d’altra parte Amanda e Raffaele sono scappati via, hanno lasciato Guede secondo la prospettazione accusatoria non hanno idea di che cosa possa aver fatto Guede, non ne hanno idea allora probabilmente era più logico pensare che mantenessero i cellulari accesi fermo restando che non troverete in nessuna rubrica di nessun telefono i numeri reciproci di Amanda nel telefonino di Guede o nel cellulare di Amanda il numero di Guede, forse e dico forse con un maiuscolo inverosimile, in caso di traffico telefonico notturno avremmo potuto concederci l’indizio che qualcosa di strano era successo quella notte. La circostanza della mancanza di traffico telefonico, delle presunte diverse abitudini telefoniche è assolutamente irrilevante, io ripeto ho risentito oggi, l’ho sentito nel corso dell’istruttoria dibattimentale dal Dottore Chiacchiera dire: “Amanda era solita tenere acceso il telefonino tutta la notte fino a tardi che strano quella sera” io non vi voglio tediare ma se vi andate a vedere i tabulati telefonici di Amanda, Amanda in determinate giornate l’ultima telefonata, l’ultimo segnale di traffico telefonico che riceve 16:56, 17:32 nei week end e lo potrete valutare lei lavorava al pub Le Chic c’è qualche segnale di chiamata un po’ più notturno ma sono troppi troppi le giornate in cui il traffico cessa 17:50, 18:33, 20:30, 19:49, 14:19, 21:31 quale stranezza. Sempre sulla questione dei telefoni, errare è umano perseverare è diabolico, Lumumba, il signor Patrick Lumumba è stato mantenuto in carcere perché l’elemento assai probabile indiziante oltre e purtroppo se n’è dovuto parlare, se ne parlerà ancora delle dichiarazioni di Amanda di quella notte, era che lui e Amanda avessero cessato quasi contemporaneamente il traffico telefonico, il tempo, l’esperienza ci dirà che era soltanto una coincidenza eppure noi abbiamo un’Ordinanza che definisce questo fatto, questo dato oggettivo ritenuto tale un elemento assai probabile del coinvolgimento di Patrick Lumumba nell’omicidio di Meredith Kercher, errare è umano, perseverare è diabolico. Prova scientifica, stamattina abbiamo sentito un’affermazione che a me lascia un po’ esterrefatta perché probabilmente in un processo bisognerebbe discutere di dati oggettivi, un consulente dice A, un consulente dice B allora vediamo, io cerco di portare il mio... quello che è il patrimonio che viene fuori dall’esame dei consulenti per maturare il vostro convincimento, ma io non posso affermare siccome la Dottoressa Stefanoni è laureata in biologica, siccome lavora ed è stipendiata dallo Stato non potrà mai commettere un errore, dobbiamo fidarci di quello che dice la Dottoressa Stefanoni, no signori miei non funziona così. Noi sappiamo che con riferimento alla prova scientifica in particolare il DNA nonostante l’importanza del tema perché ha ingresso in un processo per omicidi o non vi è una disciplina legislativa, la mancanza di una disciplina legislativa però non può, non vuole e non deve significare che non ci debbano essere regole nell’effettuazione delle indagini genetiche, queste regole noi le dobbiamo necessariamente desumere da quelle che sono le raccomandazioni e i protocolli della comunità scientifica internazionale, Intini ce lo ha detto: “io sono convinto i miei operatori lavorano secondo gli standard internazionali” la Dottoressa Stefanoni viene dice: “no sono solo raccomandazioni mica io sono tenuta ad uniformarmi”. Se la comunità internazionale ha emanato specifici protocolli raccomandazioni è sicuramente perché c’è un ampio margine di criticità in ordine all’effettuazione degli esami genetici, non possiamo dire che è Vangelo il risultato di un esame genetico se non sono state rispettate tutte le fasi di cautele e di controlli che la comunità scientifica internazionale pone nell’emanazione dei più volte citati protocolli. Io penso questa è una riflessione che probabilmente non molti condivideranno, non lo so, mi sembra che l’esame del DNA così giovane e così recente si presenti oggi un po’ come ai primi del secolo scorso si presentava la prova dattiloscopica importante strumento di indagine, di riscontro ma con necessarie limitazioni, anche con riguardo alle impronte dattiloscopiche non è mai intervenuta una legge però ci sono decenni di giurisprudenza che hanno dovuto limitare quello che era sicuramente uno strumento di indagine utile per l’opera della Polizia Giudiziaria... per ritenere l’affidabilità del riscontro dattiloscopico, se è così la giurisprudenza ripeto non una norma di legge, stabilito che un’impronta dattiloscopica per avere carattere di prova di identità debba contenere al suo interno almeno 16, 17 elementi caratterizzanti, solo allora possiamo avere un giudizio di identità altrimenti no, abbiamo sentito dire dagli esperti dattiloscopisti che si sono susseguiti in questo dibattimento che loro la valutazione la fanno a monte cioè se un’impronta non icto oculi non dà l’idea che possa avere quei 16, 17 segni distintivi loro nemmeno la considerano e a me ricorda molto il low copy number vi dico la verità. Le medesime cautele, il medesimo riconoscimento dei limiti di un’indagine genetica devono essere affermati con riferimento alla prova del DNA soprattutto nel campo della prova scientifica noi non possiamo ragionare per ipotesi, occorre avere dati oggettivi certi, se un test mi dice che una traccia non è sangue è quello l’unico dato oggettivo di riferimento, non possiamo elucubrare, congetturare “ah ma forse era poco allora quindi potrebbe essere sangue ma non lo è, l’occhio, l’esperienza” è una stima fatta a occhio dice la Dottoressa Stefanoni, io non penso che in un processo per omicidio che coinvolga la vita di due giovani ragazzi si possa dire: “sì è sangue perché è una stima ad occhio fatta dalla Dottoressa Stefanoni” no vi invito poi alle vostre valutazioni. Bisogna prendere atto quindi delle risultanze, del rispetto delle raccomandazioni, fuor di polemica la Dottoressa Comodi dice: “non è vero che la Dottoressa Stefanoni ha detto e contraddetto se stessa” è una specie di super donna non sbaglia mai, però noi abbiamo i dati oggettivi documentali che la Dottoressa Stefanoni ha detto cose enormemente inesatte, in udienza preliminare ci dice che la quantità del DNA su quel benedetto coltello è diverse centinaia di picogrammi una quantità lontanissima da quel too low abbiamo scoperto a fine luglio, ma come non possiamo considerare questa insanabile contraddizione, questo contrasto, come si può ignorarlo? Il sangue sul coltello, l’Avvocato Dalla Vedova vi ha letto il passo in cui non solo è stato effettuato il test alla tetrametilbenzidina per quella famosa traccia B, questo test che poi vedremo la Dottoressa Stefanoni ritiene sensibilissimo affidabile per escludere la presenza di sangue, ma è stato fatto proprio l’indagine specifica, il cosiddetto test OBT ve lo diceva l’Avvocato Dalla Vedova che è un qualcosa di più preciso, più pregnante, ebbene anche quel test è risultato negativo, come si può venire a sostenere sulla base di congetture che su quel coltello ci potrebbe essere sangue? Così come l’argomento che poi andrò ad affrontare un po’ più significativamente sono le tracce luminol, anche lì si dice test orientativo, test che non è sangue ma nella relazione genetica voi non troverete mai un accenno all’effettuazione di questo test alla tetrametilbenzidina, la Dottoressa Stefanoni se ne dimentica, durante tutta l’audizione che è stata definita la più attendibile, la più completa, la più esaustiva di fronte al G.U.P. la Dottoressa Stefanoni a domanda precisa del Dottor Micheli dice: “no c’è solo il test orientativo, solo il test luminol positivo” e poi com’è possibile che veniamo a scoprire che sono stati realizzati test specifici, il test alla tetrametilbenzidina, ebbene non si vuole colpevolizzare una figura ma valutare sui dati oggettivi, su quelle che sono le risultanze scientifiche, è troppo delicata, troppo incerta la prova scientifica, deve essere forte. Traccia nel bagno piccolo, fortunatamente l’avete visto il video e le foto che si riferiscono allo stato del bagno che è stato trovato da Amanda Knox, delle quattro ragazze che vivevano in quell’appartamento i genetisti avevano a disposizione soltanto il profilo biologico di Amanda e Meredith mai, mai hanno preso il profilo biologico di Filomena e di Laura e sempre per fare un paragone con le impronte dattiloscopiche i dattiloscopisti ci sono venuti a spiegare che si fa un... si prendono le impronte per esclusione perché se io in casa mia lascio un’impronta digitale è perché io ci vivo in quella casa non può essere fonte di sospetto e come può essere fonte di sospetto una traccia biologica mia lasciata nel mio bidet, nel lavandino di casa mia dove basta uno sputo mentre mi lavo i denti a lasciare anche per mesi il mio DNA perché poi è un dato oggettivo che è venuto fuori, ci ha tenuto la Procura, la Parte Civile a farlo venire più volte, quel bagno non veniva pulito così spesso, non c’era tutta questa igiene, non c’era tutta questa pulizia ebbene questo argomento ci deve portare alle giuste conclusioni, non è strano trovare il mio DNA nel mio bagno ma anche perché gli elementi di riscontro oggettivi, i riferimenti oggettivi ai quali dobbiamo far riferimento ce li dà la stessa Dottoressa Stefanoni, l’analisi del DNA lega un individuo ad un luogo ma mai ad un tempo, non lo può e gli si fa la domanda specifica precisa “ma poiché il risultato mi sembra misto Kercher Knox lei ci può spiegare e dire se è stato apposto prima l’elemento biologico di una della Kercher per esempio e poi quello della Knox o viceversa è possibile fare questo accertamento” “no non è possibile tecnicamente perché essendo misti, essendo contemporaneamente presenti nella traccia non è possibile avere un prima e un dopo dei due DNA”, questo è il dato oggettivo non la congettura “ah ma sono sugli stessi punti” ma quali stessi punti, io vi invito a rivedere quel video, noi non vogliamo polemizzare la Dottoressa Stefanoni dice: “normalmente una repertazione così non si fa” perché non si fa? Perché la pezzetta è stata spalmata per tutto il bidet e per tutto il lavandino, ci poteva essere il residuo di qualsiasi cosa, secrezione vaginale, uno sputo, no sono stati trovati negli stessi punti e la domanda dell’Avvocato Maresca e l’illazione che è stata fatta durante la sua discussione è ancora più maliziosa, sì ma tutte le volte che è stato trovato il DNA di Meredith è stato trovato anche il DNA di Amanda quindi questo ci dovrebbe indurre a supporre, a immaginare una contemporaneità perché come ce lo spieghiamo altrimenti ma non è così, non è così perché voi lo vedrete sul lavandino c’è solo il sangue di Amanda, perché non c’è sul lavandino il sangue di Meredith, perché? Chi ha alzato quel lavandino per pulire aveva le mani sporche del sangue di Meredith ve n’è traccia sul tappetino, ve n’è traccia all’interno del lavandino, la maniglia sporca di sangue, perché troviamo il sangue di Amanda, come lo colleghiamo questa circostanza perché non basta il dato in se bisogna inserirlo in un contesto, in una dinamica, in una logica ricostruzione, come è possibile? Amanda ce la dà la spiegazione ma la sua spiegazioni trova riscontri, lei aveva i piercing, ne aveva tantissimi ce lo dice anche la Mezzetti, il Professor Torre ci ha fatto vedere le diapositive di come sia facile che un piercing sanguini, (inc.) voglio dire si parla di pulizia, lascio il mio sangue sul lavandino, una spugnetta un secondo e via tutta una notte di pulizia. Ebbene non è vero neanche che sono stati trovati in tutti i punti insieme perché voi troverete il DNA di Amanda e Meredith misto soltanto sul cotton fioc normalissimo, sul bidet e sul lavandino, ci sono numerosissime altre tracce di sangue nel bagno sull’interruttore, sulla tavoletta copri water, sul lato esterno della porta, sulla doccia perché lì non c’è il DNA di Amanda, perché c’è solo nel suo lavandino e nel suo bidet, tutti gli argomenti possono essere suggestivi ma andiamoli ad analizzare troppo facile dire: “ah è stato trovato Meredith e Amanda insieme” viveva in quella casa, viveva in quella casa. Luminol e pulizia anche qui luminol uguale sangue, cercherò di essere quanto più sintetica possibile ma io mi rendo conto che sia uno degli argomenti più discussi in questo processo, addirittura da quelle orme di piedi noi non solo dovremmo dimostrare la presenza di più persone ma soprattutto una circostanza più specifica, la presenza di Amanda e Raffaele quella notte, io ve lo ricordo ancora il DNA lega un individuo ad un luogo non ad un tempo e tutto ciò che noi sappiamo di quella positiva, di quel luminol positivo, di quella luminescenza positiva è che non è sangue, test alla tetrametilbenzidina ci dice che non è sangue, è facile avere molti falsi positivi ce lo dice la Dottoressa Stefanoni, questo è il dato certo e sicuro. Io vorrei riportare un brano che il contenuto di un piccolo... di uno stralcio dell’esame della Dottoressa Stefanoni nel corso dell’udienza preliminare perché è proprio il Giudice il Dottor Micheli a chiederle chiarimenti su questo test alla tetrametilbenzidina e chiede il Giudice “per capire, un profano, la diagnosi generica relativa alla tetrametilbenzidina... ecco per capirci questa serve a” risponde la Dottoressa Stefanoni: “ad evidenziare eventualmente sangue” “e poi che margine di sensibilità c’è” continua il Giudice, “è molto sensibile, ora io non glielo so dire però nella pratica comune...”... “ma lei cita anche dei falsi positivi” “sì nel senso che non distingue se è sangue animale o umano” “per esempio però laddove è negativo mi pare che lascia abbastanza convinti del fatto che non sia sangue” e la Dottoressa Stefanoni dice: “se è negativo sì che non è sangue, che non lo è, che non lo sia sì ci lascia abbastanza convinti che non è sangue” verbale udienza preliminare ottobre 2008 pagina 175. Si vuole poi sostenere qui in dibattimento “che no a occhio con l’esperienza io ho visto una differente luminescenza perché io ho partecipato ad un convegno a Zurigo e quindi lì abbiamo detto che se c’è una maggiore luminescenza quello sicuramente è sangue, io in determinati sopralluoghi addirittura evito di repertare perché lo faccio prima la stima” ma si può ragionare in questo modo, si può, allora io vi invito non ve le faccio rivedere a guardare tutte le foto luminol positive e a vedere la differenza di quelle luminol positive che evidenziano delle impronte di piede umano con quella diffusa luminescenza che c’è nella stanza della Romanelli, dovremmo immaginare che lì è stata ammazzata Meredith per quanto sangue si immagini sia e allora di fronte all’effettuazione di un test che è negativo, vi è... il primo argomento è l’occhio, l’esperienza, c’è una fluorescenza maggiore da parte del sangue, il secondo argomento è: siccome abbiamo un’impronta di piede e quindi qui esclude la Romanelli, voi la stanza Romanelli tutto questo ragionamento non lo dovete considerare perché nella stanza di Romanelli non troverete impronte di piede, non troverete concentrazione di sostanza sotto un piede, allora si sostiene che siccome doveva essere concentrata sotto il piede ce ne doveva essere tanta di sostanza, il piede di Amanda insanguinato del sangue della povera Meredith, non troverete un piede nudo di Amanda all’interno della camera di Meredith da cui dimostrare il trasferimento di sangue all’interno del corridoio addirittura nella sua stanza. Ma la prova regina che non sia sangue perché ancora una volta sono le deduzioni logiche e oggettive che fornisce la Difesa e non è corretto questo procedimento e che tutti quei campioni di piedi nudi in cui è stato attribuito il piede ad Amanda Knox ma brevissimamente mi pare che le foto che abbia fatto vedere il Professor Torre sulla lunghezza del secondo dito chiaramente la escludano come possibile persona che abbia lasciato quell’impronta di piede, poteva essere stata chiunque in quella casa a lasciarla, non è Amanda perché il secondo dito di Amanda è più lungo nelle impronte luminol positive il secondo dito è più corto e mi sembra un ragionamento nella sua semplicità, nella sua univocità che possa fugare ogni dubbio ogni misurazione a livelli di millimetri su un’impronta luminol positiva. Ebbene quindi queste impronte doveva essere molto sporche di sostanza per poter lasciare l’impronta di piede, allora come è possibile, io mi chiedo come è possibile che in presenza di una così grande quantità di DNA... così grande quantità di sangue noi non solo non troviamo il sangue di Meredith e non troviamo il suo DNA, non vi è DNA di Meredith, non lo troverete, nelle impronte nella camera di Amanda Knox vi è soltanto il suo DNA, dovremmo immaginare che è suo il sangue nonostante il test alla tetrametilbenzidina ci dica che non è sangue, quale logica, quale coerente univoca prospettazione dei fatti, poche gocce di sangue repertate nel bagnetto, si parla di sangue dilavato, l’avete visto macchie rosate, ebbene quelle goccioline di sangue ci hanno dato il profilo di Meredith, ci hanno dato la possibilità di stabilire che fosse DNA e come è possibile che tutta questa quantità che doveva stare sotto il piede non ci dia mai DNA di Meredith, la Dottoressa Comodi oggi si è corretta perché inizialmente ha detto: “no il luminol distrugge il DNA” non è vero e non è un’affermazione corretta. Ma c’è un altro argomento che secondo me fuga ogni dubbio sempre perché i ragionamenti che ci vengono portati devono essere affrontati con coerenza e con logica, ripeto per me basterebbe l’argomento che non è sangue, il test dice che non è sangue, il luminol è un test orientativo per vedere se in un determinato luogo c’è stato un delitto e poi si vanno a indagare e si vanno a cercare le tracce biologiche. Ebbene noi abbiamo ascoltato la Dottoressa Stefanoni spiegarci un concetto abbastanza importante, che la quantità di DNA derivante dalle cellule enucleate dal sangue maschererebbe il profilo genetico eventualmente ottenibile da cellule contenute in piccole quantità di tracce biologiche, sudore, impronte digitali cellule di sfaldamento, in altri termini se noi abbiamo tanto sangue della vittima sarà impossibile rinvenire profili biologici di altri individui, ce lo dice con riferimento alla maniglia la Dottoressa Stefanoni e ce lo conferma il Professor Tagliabracci, perché non avremmo potuto ritrovare la traccia biologica di colui che ha materialmente aperto quella porta con la mano insanguinata di Meredith perché c’era troppo sangue di Meredith e quel sangue maschera il profilo genetico della eventuale cellula di sfaldamento di quella mano, lo stesso ragionamento è per le impronte e le ditate sul muro perché nonostante è stato cercato anche nella parte più estrema dove c’era meno sangue non abbiamo trovato tracce biologiche riferite a colui che ha sfregato, non ha camminato ha sfregato quelle due dita, perché? Perché il sangue maschera altri profili biologici, e come è possibile che sotto quei piedi ci fosse sangue e ci sono le cellule di sfaldamento o comunque tracce biologiche riferibili ad Amanda Knox? L’ultimo argomento affrontato dalla Procura sempre suggestivamente è che non può trattarsi della presenza di qualsiasi detergente luminol positivo perché in presenza di detersivi o succhi di frutta non avremmo la possibilità di riscontrare tracce biologiche utili perché la candeggina viene fatta la domanda non solo sulla candeggina ma anche sul succo di frutta, si dice: “distrugge il DNA”, la Dottoressa Gino ha contrastato questo assunto, dice una cosa magari probabilmente anche di comune esperienza, puliamo in qualsiasi casa dove si pulisce non dovremmo mai trovare DNA su pavimenti puliti o su sanitari del bagno e invece queste tracce biologiche nell’esperienza si rinvengono o dovremmo ipotizzare che se io bevo un succo di frutta da un bicchiere e lascio la mia saliva accostando le labbra al bicchiere inevitabilmente la presenza del succo di frutta maschererebbe il mio DNA, impedirebbe che il mio DNA venisse rilevato, questa affermazione non è supportata da alcun elemento scientifico. Però la cosa più singolare e la contraddizione più evidente che io rinvengo e che mi ha fatto veramente accapponare la pelle è che noi siamo stati due anni ad elucubrare sull’acquisto di Amanda Knox della candeggina nonostante ce ne fossero tre o quattro flaconi in entrambe le case di Raffaele e di Amanda perché lei avrebbe pulito con una pezzetta di quelle graffianti con la candeggina, il coltello e noi avremmo trovato il DNA di Meredith, ma è possibile? O il detersivo distrugge il DNA o non lo distrugge non si possono affermare tutte e due le cose contemporaneamente, si deve scegliere una via perché lo dicono tutti “coltello pulitissimo vi era puzza di candeggina” cioè Finzi ci ha descritto questa puzza di candeggina che appena apriva il cassetto “ih che puzza”, allora io dico che andava fatta una diagnosi specifica non ci si può fermare alle supposizioni, bisognava portarsi la prova che fosse sangue e ripeto cito nuovamente la Dottoressa Stefanoni perché la Dottoressa Stefanoni ci dà un input nuovo con riferimento alle macchie nel bagno, dice: “apparentemente sembrava sangue ma fino a prova di laboratorio non si poteva dire però ecco per colorito potendo immaginare diciamo che fosse sangue ma dovevamo fare le prove di laboratorio” cose visibili ad occhio nudo. Nessuna certezza sino all’esito degli esami e allora io ritengo emblematico il caso della presenza di sangue nell’appartamento dei ragazzi marchigiani, appartamento sottostante quello dove è avvenuto il delitto, Giobbi così definisce quella quantità di sangue: “sul momento tutto ho potuto pensare tranne questo, io ho pensato subito le dico la verità ma dovevo accertarlo che fosse il sangue della vittima, naturalmente l’ho pensato perché voglio dire era tanto” chiede l’Avvocato Bongiorno: “ma in base a questa esperienza maturata nell’85 a ora ha mai riscontrato tanto sangue in una stanza e poi scoperto che non c’è stato un delitto?” “no è la prima volta che mi è capitato” solo grazie alla diagnosi specifica effettuata si è avuta la possibilità di apprezzare che fosse sangue di gatto, un gatto che lasciava un’enorme quantità di sangue, che saltava, lasciava sangue sull’interruttore, soltanto questo accertamento parrebbe risolvere ogni enigma circa una quantità spropositata e non giustificata di sangue nell’appartamento del piano seminterrato di Via della Pergola, analogamente è un dato che ricorda il Professor Torre il bambino uscito dalla doccia, uscito dalla piscina che entra in casa inevitabilmente si è avuta una fortissima luminescenza su quel corridoio, quindi le spiegazioni possono essere mille, in entrambi i casi il collegamento con una presunta dinamica omicidiaria è stato escluso da test specifici. Nel caso delle orme i test che avrebbero potuto dirci con sicurezza che fosse sangue e di che tipo non sono stati effettuati. Perché non sono stati effettuati? Non è una leggerezza se mi si dice che il luminol è un teste solo orientativo, non è che la Difesa sostiene che il luminol non serva a niente perché tanto se me lo contesti... il luminol in ambienti dove apparentemente non è avvenuto un delitto mi consente di stabilire se lì c’è sangue ma non su una scena che già evidentemente è la scena di un crimine. Sulle tanto indizianti tracce biologiche luminol positive nella stanza di Romanelli anche in quel caso non è sangue, in un caso c’è solo il profilo biologico di Meredith in un altro vi è il profilo biologico di Amanda e Meredith, su un intero pavimento sono state fatte due solo campionature non dieci, venti, trenta, due sole campionature, soltanto quei due profili biologici avevano a disposizione i genetisti, la Dottoressa Gino ci riferisce che laddove c’è il profilo biologico di Amanda e di Meredith c’è sicuramente una terza persona potrebbe essere la Romanelli, potrebbe essere la Mezzetti, potrebbe essere chiunque all’interno di quella casa ma perché su un pavimento sporco in cui tutti gli appartenenti alla Polizia Scientifica ci hanno spiegato che loro con i calzari all’interno dell’appartamento non se li cambiavano, entravano in camera di Meredith, entravano in camera della Romanelli, pavimento che è stato analizzato il 18 dicembre dopo che tutto era stato fatto, ebbene trovare tracce di Meredith con tutto il sangue in quella camera a me sembra francamente suggestivo l’argomento portato, in un caso c’è il profilo di Amanda, Amanda ha passato il 2 novembre in compagnia della Postale, in compagnia della Romanelli in quella stanza, non vedo la mancanza di spiegazioni logiche. La pulizia, il discorso delle tracce luminol positive deve raccordarsi con un altro argomento di grosso interesse per questa vicenda, la pulizia della scena del crimine. Ancora una volta dobbiamo ragionare circa la presenza di dati oggettivi che possono affermare inconfutabilmente che quella scena del crimine venne pulita e le tracce e le impronte vennero cancellate. La Procura ha ipotizzato che Amanda e Raffaele con una congettura che più congettura io non ho mai avuto modo di vedere in un processo ritornarono sulla scena del crimine ed effettuarono un’attività di pulizia tutta la notte, tutta la notte, il paradosso è che le uniche tracce che poi la Procura insiste riferire a loro il tappetino, l’orma di scarpa sul cuscino e le luminol positive sarebbero state lasciate proprio dall’attività di pulizia non dalla dinamica omicidiaria ma quando tornano alle 3:00 di notte loro dicono: “attenzione lo voglio mettere perché poi magari dovessimo confonderci circa la mia presenza”. La mancanza di pulizia tuttavia è denotata da elementi oggettivi, l’innumerevole presenza di impronte digitali anche attribuite alla stanza di Meredith, l’innumerevole presenza di tracce biologiche in tutto l’appartamento, il G.U.P. nella sua Ordinanza di rigetto che viene citata quindi noi siamo costretti a difenderci anche da argomentazioni che sono già state proposte e che non dovrebbero avere alcun valore perché si riferiscono ad una fase pre processuale dichiara che la prova di questa attività di pulizia sarebbe nell’aver rinvenuto una sola traccia riferibile ad Amanda Knox, una sola impronta digitale riferibile ad Amanda Knox, per questo motivo è normale lei ci viveva in quella casa come è possibile trovare una sola sua impronta digitale, l’ambiente è stato pulito, il Tribunale del Riesame già aveva respinto questo tipo di argomento sull’ovvia considerazione che non è possibile realizzare una pulizia selettiva, decido e riesco scientemente a cancellare soltanto le mie impronte ma lascio quelle riferibili ad altri, un ragionamento che poi non tiene conto delle tracce biologiche perché tracce biologiche di questa ragazza noi le abbiamo trovate, no soltanto le impronte sono significative ai fini della pulizia, che quella scena, che quella casa fosse piena di tracce biologiche non è un argomento a contrario per la pulizia ma comunque questo assunto del Dottor Micheli è stato smentito nel corso del dibattimento, in ben due udienze dibattimentali il 23 aprile e l’8 maggio abbiamo sentito i dattiloscopisti, coloro che hanno evidenziato e rilevato le impronte digitali, plantari e palmari, ebbene l’elemento più importante naturalmente che si evince da questa indagine dattiloscopica è che nessuna impronta digitale riferibile ad Amanda Knox o a Raffaele Sollecito sia stata rinvenuta all’interno della camera di Meredith eppure in camera di Meredith vi erano numerosissime impronte dattiloscopiche, moltissime sono state attribuite alla Meredith stessa, altre a Silenzi, a pagina 181 Francaviglia ci dice che la camera di Meredith è quella dove sono stati rintracciati più frammenti papillari, il numero più alto. A queste devono aggiungersi le 13 impronte rinvenute all’interno della casa e considerate utili ma mai identificate ed ancora in camera di Amanda sono state rinvenute impronte plantari, impronte plantari vicino alle impronte luminol positive sotto il termosifone perché poi io cammino con i piedi sporchi di sangue e ho bisogno di andare vicino alla finestra sotto il termosifone e addirittura abbiamo un’impronta, non sappiamo da che tipo di sostanza sia stata lasciata ma che ci consente l’attribuzione per identità sulla base di un giudizio dattiloscopico e non è né di Amanda e né di Raffaele e per questo motivo che vennero poi prese le impronte inchiostrate ai due ragazzi non per confrontarle con le luminol positive ma con l’impronta plantare i 16, 17 punti caratteristici e ci hanno spiegato che “in quella casa c’erano 110, 112 impronte, una quantità notevolissima, è una quantità ancora maggiore ci dicono se lei pensa che tante impronte non sono state documentate, per chiarire possono essere anche tantissime altre impronte ma magari sono state mal poste, strusciate, sovrapposte, parziali e quindi noi non l’abbiamo nemmeno documentate” e lo stesso Dottor Giunta ci dice che non è ipotizzabile un’attività di cancellazione delle impronte, ce lo dice a pagina 212 dell’udienza del 23 aprile su domanda sua Presidente, eppure tutto è stato controllato di Amanda Knox libri, chitarre, tutto quello che c’era nella sua stanza, lei avrebbe avuto interesse a cancellare le sue tracce dal profumo, dalla boccettina di deodorante nel bagno, dalla chitarra, ma non da quelle poi... le tracce biologiche presuntivamente collegate con l’omicidio, quindi non è possibile che la presenza di una sola impronta di Amanda possa dimostrare un’attività di pulizia. Ma c’è un argomento finale che secondo me chiarisce che mai si potrà parlare di pulizia, il corridoio, il corridoio dove sono state rinvenute quei due piedi destri luminol positivi aveva anche una linea intera di scarpe nitide, chiare, nitide impronte di scarpa Nike out break due, tutto il corridoio, addirittura la Dottoressa Stefanoni... sono state addirittura attribuite quelle impronte, erano ben nitide, erano evidentissime ce lo dice la Brocci, ce lo dice Intini “noi subito abbiamo cercato di non passare su quelle impronte perché erano talmente chiare e andavano però sempre di più affievolendosi, vi era una degradazione” allora io mi chiedo ma se io ho semplicemente passato uno straccio superficialmente noi avremmo avuto questa chiara, netta delimitazione della scarpa addirittura con l’effetto di degradazione, andavano via via affievolendosi verso l’uscita, ho pulito con il righello geometrico, a destra no perché ci sono le impronte di Rudy Guede in mezzo ci sono due presunte orme luminol positive, io guarda caso riesco a lasciare giusto quei due piedi destri luminol positivi. Come avremmo fatto a vedere queste impronte evidentissime se fosse stato pulito? Di contro secondo me abbiamo numerosissimi elementi per ipotizzare che chi abbia ucciso la povera Meredith sia scappato dopo il delitto senza pulire, la stanza di Meredith descritta come caotica, c’erano tante cose, era molto caotica ce lo dice la Dottoressa Stefanoni, la presenza dell’orma sul tappetino, ma io pulisco e non tolgo la cosa che si vede prima, la prima cosa che si vede è quel tappetino, no addirittura porto gli inquirenti a vedere quel tappetino. La presenza delle tracce di sangue nel bagno, la presenza delle scarpe di sangue, la stanza chiusa a chiave, chi ha chiuso quella stanza questa è una mia personale prospettazione, la logica che volete attribuire, chi ha chiuso quella stanza a chiave e ha preso i telefonini lo ha fatto per ritardare la scoperta del cadavere e magari crearsi un alibi facendosi trovare quella notte stessa in discoteca. Sul coltello dirò pochissime cose penso che i chiari e innumerevoli dubbi su quel coltello come arma del delitto siano venuti fuori in maniera incontrastabile mai nel corso delle indagini preliminari e dell’udienza preliminare si è prospettata la sussistenza di due coltelli, eppure gli elementi in mano agli investigatori erano gli stessi. Da subito, più volte i consulenti della Difesa e in particolar modo il Professor Torre ha rappresentato l’incompatibilità del coltello 36 con le ferite della povera Meredith, sempre una ed una sola l’arma considerata, hanno sottoposto al Dottor Lalli nelle immediatezze prima di aver provveduto ad una analisi generica un solo coltello, hanno analogamente tra i quesiti posti al Collegio dei periti in sede di incidente probatorio, era la valutazione circa la compatibilità di un solo coltello, nelle imputazioni viene contestato alla Knox e a Sollecito di aver portato fuori dall’abitazione un solo coltello, mai quando si è arrivati al fermo di Guede si è cercato di tentare all’interno della sua abitazione di cercare altre armi, altri coltelli, di analizzarli, di avere più elementi di riscontro; ma non sono emersi nel dibattimento elementi ulteriori che possano prospettare la presenza di due coltelli, c’è stata una situazione deficitaria al massimo perché è venuto meno un presupposto dell’Accusa che anche la coltellata, la ferita a destra del collo di Meredith potesse essere stata inferta con quel coltello reperto 36. Noi abbiamo sentito il 3 aprile la Dottoressa Liviero continuare a ribadire “no chiara e nitida, chiara e netta compatibilità di un solo coltello con tutte le ferite” il Dottor Bacci che ha partecipato a quello stesso giudizio perché ha firmato la relazione di chiara e netta compatibilità vi dice: “attenzione vi sono delle note pregevolissime della Difesa che mi consentono di escludere per la ferita a destra del collo quel coltello non è possibile che sia stato quel coltello” non è un elemento ulteriore è una riconferma di quello che era la prospettazione della Difesa. Io non mi dilungo sul coltello però tanto si è detto perché si vuole giocare alle parole compatibilità non incompatibilità, io vi invito a leggere tutte le trascrizioni dei medici legali laddove parlano di compatibilità è perché si tratta di un coltello monotagliente non un elemento ulteriormente caratterizzante che ci consente di dire che quella è l’arma del delitto solo perché è un coltello monotagliente e voglio riportare non un brano, una frase del Professor Torre perché sarebbe di un consulente della Difesa ma del Professor Bacci che è il consulente della Procura al quale gli si chiede: “se mi si chiede è questo il coltello che ha prodotto la lesione direi non lo so, se mi si chiede è possibile che sia stato io dico potrebbe essere possibile” potrebbe essere possibile, già il concetto di possibilità incerta è anticipato con un condizionale potrebbe essere possibile, allora mi sembra che... bisogna mettere sul piatto della bilancia ciò che ha portato la Procura per affermare che quella è l’arma del delitto e ciò che ha portato la Difesa per dire: “quella non è l’arma del delitto” e ciò che ha portato la Difesa per dire che quella non è l’arma del delitto non è stata contrastata da elementi significativi, no può essere perché tutti i coltelli possono essere questo è l’unico argomento, la Dottoressa Liviero e concludo sul punto che è l’unica che poi alla fine, a metà dibattimento continua a sostenere che quel coltello è compatibile con entrambe le ferite le si chiede: “ricorda se ci sia stata una obiezione fatta dai consulenti nel corso dell’incidente probatorio legata alla lunghezza della lama, alla lunghezza della lesione” che era l’elemento pregnante prospettato dal consulente dal Professor Torre per l’incompatibilità, che cosa risponde la Dottoressa Liviero, quale argomento tecnico scientifico medico legale per escludere che quella è l’arma del delitto “no non me lo ricordo” “ma lei si ricorda che sulla ferita maggiore che... lei si ricorda su quale delle ferite erano stati prospettati i dubbi?” e lei risponde: “assolutamente solo sulla ferita maggiore i dubbi sulle altre non sono mai stati sollevati immagino per me è chiaro che quel coltello abbia prodotto anche la lesione a destra del collo” questo è quanto ci dice la Dottoressa Liviero. Un’ultima annotazione perché della unità crimine violento non se n’è più parlato, ebbene anche il Professor Torre poi aveva convenuto con quella conclusione, noi abbiamo la mano di Meredith che era vicina alla ferita nel momento in cui è stato inferto il colpo perché ha delle macchioline del tutto armoniche che sono gli schizzi di sangue, gli stessi che vediamo in altre parti della camera e infatti loro dicono che in quel momento la mano era libera ed è stata portata vicino alla ferita perché è stata raggiunta dagli schizzi di sangue, allora voi immaginate quel coltellaccio e l’istinto di difesa di una persona che ha la possibilità di toglierselo, che cosa avremmo dovuto trovare sulla mano di Meredith? Presenza di più persone, se dobbiamo assolutamente sostenere che il numero delle ferite sia significativo per dire più ferite presenza, di più aggressori come dato non lo so di comune esperienza perché solo così lo possiamo assumere perché tutti i medici legali ci hanno detto che non esiste il dato biologico, le ferite da difesa anche la Dottoressa Liviero che è l’unica che ci viene a dire: “io sono convinta che vi sia la presenza di più persone - ci dice - non lo potete guardare le ferite... il dato delle ferite da difesa non è un dato indicativo io non lo posso considerare” e questo è l’unanime parere esperto di tutti i medici legali, diranno tutti la stessa cosa, il dato biologico, il dato tecnico, il dato medico legale, il dato scientifico, quello che prescinde dalle valutazioni e dalle opinioni che non sono ancorate ai riscontri obiettivi non ci consente, ma io aggiungo una cosa perché si dice: “numero ferite pluralità di aggressori” ma perché non leggiamo quello che effettivamente è emerso dall’esame dei medici legali un quadro modestissimo eccetto la parte relativa al collo, alle labbra e al naso Meredith non perché questo significhi che abbia sofferto di meno presentava un quadro modestissimo, di modestissima rilevanza ce lo dice Bacci, ce lo dice Lalli, lo ribadiscono più e più volte come violenza voi dovete considerare soltanto il collo, la diversa produttività certo perché ci sono dieci dita su quel collo, il coltello, ma sul resto del corpo il quadro lesivo è assolutamente modesto lo ribadiscono, lo ribadisce il Professor Bacci, lo dice più volte il Dottor Lalli, molto molto modeste, tenuissime, scarsa apprezzabilità, area ecchimotica modesta, possono essere segni con un afferramento ma non particolarmente intenso o violento perché le lesioni non risultano se non come molto tenui e allora è giusto che si dica che Meredith era una ragazza sportiva, chi di noi non si difenderebbe fino all’estremo di fronte agli aggressori ma anche se ne fossero dieci che ti cingono la forza e la pressione di un aggressore che mi deve tenere perché io mi divincolo deve essere proporzionata alle ecchimosi che io mi ritrovo, non si può dire non ho le ecchimosi perché tu non sei stata afferrata, io ho dieci persone mi divincolo loro devono premere di più e io quella lesione ecchimotica ce la dovrò avere, Meredith non ha tutto questo perché aveva solo una persona che le costringeva il collo e vi dico che questo concetto di (inc.) lo troverete in numerosi innumerevoli che non sto qui a ribadire e a leggerla né sinceramente la tesi della Dottoressa Liviero per cui più persona perché abbiamo dieci dita sul collo e quindi non possono essere due mani di una stessa persona a me francamente... penso non meriti neanche risposta. Un altro argomento che speravo e ve lo dico sinceramente vivamente non venisse riproposto ma invece il Difensore di Parte Civile ci ha tenuto a ribadirlo è il comportamento di Amanda la mattina del 2 novembre “ma come entri a casa la porta è aperta” la porta era rotta e lo abbiamo sentito dai testimoni “ti fai la doccia con tutto quel sangue” tutto quel sangue. Ma vediamo come si sono comportati i funzionari di Polizia, persone esperte a ravvisare l’esistenza di reati che sono entrati in quel contesto quella mattina, mica hanno sfondato la porta, no non c’erano situazioni di pericolo eppure avevano capito che era una simulazione, sapevano che c’era una stanza chiusa con una ragazza che non si trovava eppure da persone esperte, funzionari di Polizia la aprono quella porta, la abbattono no, lo fanno i ragazzi, “non avevamo una giustificazione, una situazione di pericolo tale che potesse indurci a sfondare la porta” c’erano solo i timori rappresentati dagli amici, Battistelli non fa nemmeno un controllo, Marzi gli dice: “guarda ci sono le macchie di sangue tu pensi che sia una simulazione?” questi dicono che la ragazza non si trova che non si chiude mai a chiave perché non la sfondiamo” non c’era una situazione di pericolo e vi riporto soltanto ciò che dicono i funzionari di Polizia non quello che dice Grande Paolo, Romanelli che dicono: “no sembrava qualcuno che si fosse sporcato perché aveva il ciclo mestruale o perché gli fosse uscito un po’ di sangue dal naso” niente di più, niente di preoccupante, non quella foto che ancora è pubblicata sul Daily Mail con gli effetti dell’acido per esaltare le impronte dattiloscopiche. Battistelli non lo immagina e non sfonda la porta, fa addirittura una battuta “ragazzi calmatevi mica c’è un cadavere sotto il divano” eppure la grave colpa, il grave peccato di Amanda è di essersi fatta la doccia e di averlo raccontato ma perché raccontare che sono andata una volta a casa, sono ritornata, poi sono riandata e soltanto nella seconda occasione ho visto il vetro, ho chiamato Filomena tre volte con la giusta successiva conseguenza cronologica perché Amanda non si è mai contraddetta su questo signori miei, Amanda la notte del 5 non fa dichiarazioni diverse su queste, Amanda dice soltanto una cosa diversa estrapolata tutto dal contesto, non si contraddice, una bugia ha detto Amanda “non faccio uso di hashish” nella sua ingenuità la notte del 5 addirittura la Ficarra gli va a dire: “io ti ho mentito, io saltuariamente faccio uso di hashish - diabolica assassina - e guarda che Raffaele fa uso... ha fatto uso in passato di qualche droga” perché andarlo a dire, io addirittura avrei commesso questo terribile delitto sotto l’effetto di droga e vado alla Polizia a dire: “guarda sì noi siamo soliti fare delle feste molto forti sotto l’effetto degli stupefacenti” è un’ulteriore connotazione della sua ingenuità, lei si fidava della Polizia, lei si fidava dell’Ispettrice Ficarra, se le dicevano “tu eri là” lei si è fidata, ha iniziato a ragionare ad elaborare questo concetto e non voglio nemmeno sentire i discorsi su il sesso, le urla, solo Amanda poteva saperlo, l’Avvocato Pacelli è qui per la calunnia eppure ci tiene più a dimostrare che Amanda sia l’assassina, lui deve dimostrare che quelle dichiarazioni sono false perché hanno portato Lumumba in carcere non che sono vere per come fa pare a lui perché Amanda è l’assassina, no signori miei io sfido chiunque, ci sono i giornali del 4 novembre che dicono... riportavano notizie in prima pagina, non li abbiamo prodotti perché è un fatto notorio, i titoli in prima pagina titolavano “Meredith è stata violentata” a lei facevano domande circa la vita sessuale perché la Zugarini ce lo dice: “lo scenario era talmente chiaro, il corpo nudo, noi alle amiche facevamo domande di questo genere, che tipo di attività sessuale faceva” ce lo dice la Zugarini, loro mi rispondono: “no Meredith era una ragazza seria” per questo noi abbiamo... abbiamo fatto domande alle persone informate sui fatti se Meredith... sulle abitudini sessuali ce lo dice la Zugarini andatevelo a leggere, ad Amanda avevano fatto domande sulla vita sessuale di Meredith, i giornali titolavano la Mezzetti dice: “sì io dal giorno dopo ho visto su internet, mi informavo” c’era scritto che Meredith potesse essere violentata, potesse stata violentata, Amanda solo poteva conoscere quei particolari, l’urlo e quanto nella logica comune possa una persona con una coltellata e non vi cito immagini cinematografiche che possono condizionare la nostra elaborazione, uno Psyco, cioè chi non urlerebbe di fronte a un coltello, solo Amanda poteva sapere che la vittima avrebbe urlato. I medici legali ci dicono: “ha urlato ma non una volta più e più volte ha urlato, più e più volte”. Nel film che vi hanno fatto vedere io non so che valore probatorio può avere anche nel vostro immaginario, la bocca di Meredith era sempre tranne il momento in cui Amanda l’ha afferrata all’inizio dell’azione era sempre libera, lei ha... fino alla coltellata avrebbe avuto sempre la possibilità di urlare e non avrebbe urlato una volta, ci sarebbe stato un urlo straziante unico e continuo. Mi sto avviando alla fine, pochissime battute di replica per rispondere alle argomentazioni di ieri del Dottor Mignini che io trovo assolutamente paragiuridiche, il P.M. si rappresenta come organo imparziale e terzo tanto gli deriva dall’obbligo previsto dal nostro Codice di cercare elementi a favore dell’indagato e dell’imputato, siccome noi non siamo terzi noi non possiamo sbagliare, vi dovete fidare della nostra prospettazione e quando sbagliamo come nel caso di Patrick Lumumba noi rimediamo all’errore, tralasciamo le definizioni teoriche e guardiamo alla pratica di questo procedimento, io vorrei fare un esempio su tutti, il pericolo di fuga indicato nella misura cautelare dalla Dottoressa Matteini era questo spunto investigativo del quale ci riferisce anche la Dottoressa Napoleoni nel corso del suo esame e che sarebbe arrivata la mamma di Amanda, “la dovevamo fermare prima che la mamma ce la portasse via” come se lei con le sue gambe non se ne potesse andare o addirittura oggi ci dice: “siccome la Polizia le ha detto non te ne puoi andare” e lei non se n’è andata non è stata una sua scelta è stata costretta perché la Polizia le ha messo delle manette invisibili, non è stata una sua libera scelta non andare via ed è stata citata la stessa telefonata che avrei voluto citare io con la zia, telefonata che non è mai stata esaminata dagli inquirenti ne abbiamo avuto contezza a giugno, in questa telefonata lei spiega chiaramente: “io mi fido, mi dicono che deve arrivare il Magistrato, devo rimanere a Perugia, io voglio rimanere a Perugia, io voglio continuare a studiare a Perugia” però dice: “sei scossa, sei scioccata, non hai nessuno vieni da me in Germania” “no perché la Polizia mi ha detto di rimanere” ma questo è il comportamento di un diabolico assassino che sta per essere talmente serrato in un interrogatorio da crollare, sarebbe andata via. Eppure il P.M. questo argomento non l’ha mai prospettato in fase di indagini, in fase cautelare. Non mi dilungo sull’errore nei confronti di Lumumba, si deve dare atto però di una circostanza, di un dato di fatto, per fermare Lumumba è bastata una dichiarazione in piena notte da parte di una ragazzina straniera ricordo confusamente non ho problemi a ribadirlo, per chiedere la revoca si è verificata l’attendibilità del teste Mero, Merlo questo Professore universitario attraverso una attività di intercettazione e di verifica delle celle telefoniche per confermare che effettivamente si trovasse al pub Le Chic, c’è un’annotazione agli atti in cui il dirigente Profazio dice: “ritenendo possibile un condizionamento del mero da parte di persone coinvolte nella vicenda si chiede di voler disporre le intercettazioni” nei confronti del testimone, questa era tutta la volontà di addivenire ad una possibilità di una soluzione alternativa in quella fase, questa era tutta l’apertura di un eventuale incontro di Amanda con i suoi Difensori. Ma non diciamo cose che non hanno assolutamente riscontro, la Difesa ha svolto il ruolo anomalo di accusatore di un imputato assente, valutazioni paragiuridiche eppure non abbiamo acconsentito all’acquisizione della Sentenza e dell’interrogatorio di Rudy Guede, c’è questa contraddizione, ma come lo accusate e se lo accusate fate che... chi l’ha già condannato, la Sentenza che già si è espressa nei suoi confronti entri a far parte del materiale probatorio a vostra disposizione, ebbene non è perché qualcuno si sia svegliato ed abbia voluto attribuire rilievo tutto a un tratto al principio del contraddittorio, se avessimo ritenuto che gli elementi emersi sino all’udienza preliminare non avessero avuto necessità di un approfondimento dibattimentale ci saremmo limitati anche noi a chiedere il rito abbreviato, perché procedere al dibattimento alla formazione della prova nel contraddittorio delle parti? Ma nel momento in cui la scelta è stata il dibattimento il contradditorio io trovo pretestuoso il mancato consenso della Difesa ad atti che sono pre processuali, noi fortunatamente abbiamo una norma, siamo la civiltà del diritto più volte vi è stato detto per contrastarci addirittura gli Stati Uniti, ebbene perché la Difesa ha la possibilità di contrastare l’ingresso nel fascicolo del dibattimento dell’interrogatorio del coimputato e quando ce l’ha questa possibilità? Ce l’ha quando non ha avuto la possibilità di controinterrogare quel coimputato perché in quell’interrogatorio non c’era nessun Difensore né di Amanda Knox né di Raffaele Sollecito, era la Polizia e Rudy Guede, a noi devo dire la verità sarebbe piaciuto molto che Rudy Guede si sedesse qui davanti a voi e accettasse di rispondere alle nostre domande, questo è il confronto e comunque io quello che rilevo è che la Procura si è trasformata in una sorta di Difensore di Rudy Guede la distorsione convive, per Rudy non c’è arma del delitto, non è mai stata cercata, Amanda e Raffaele non erano a Via della Pergola, Amanda fa finta di non conoscere Rudy, io ribadisco quell’annotazione in cui Amanda... nella stessa annotazione in cui fa riferimento all’utilizzo di droghe e quindi quando fa riferimento all’utilizzo di droghe è attendibile, è coerente addirittura fonte di prova secondo la Procura, quando dice: “guardate che tra le varie persone che non conoscevano Meredith, non frequentavano la casa ma conoscevano sommariamente Meredith vi era un ragazzo sudafricano basso, che giocava a basket” non si ricorda il nome, com’è attendibile in un caso e non attendibile nell’altro, è attendibile col sesso ma non è attendibile per altre circostanze così come mi rifiuto di rispondere circa un presunto nostro onere di contestare la contaminazione dei reperti genetici riferiti a Rudy, innumerevoli, molteplici, quella stanza gronda, possiamo affermare la contaminazione per i due terzi e potrebbe essere un dato statistico dei rilievi attribuiti a Guede, non si modificherebbe i segnali tangenti e incontrastati della sua presenza sul luogo del delitto. Ancora valutazione delle testimonianze, la Procura contravvenendo al nostro sistema codicistico vi chiede di valutare con riferimento ad ogni teste l’eventuale sussistenza del reato di falsa testimonianza, o la Difesa prova che c’è una menzogna, che c’è un interesse a mentire oppure quella dichiarazione qualsiasi dichiarazione deve entrare nel processo e far parte del vostro bagaglio motivazionale nel pronunciarvi, orrore giuridico, voi siete chiamati a valutare l’attendibilità di una testimonianza non la malafede di un teste. Il racconto di un testimone è frutto di un ricordo, di una rielaborazione, di un’esperienza e perciò solo deve essere soggetto a rigidi criteri di controllo di verifica di verosimiglianza e di coerenza e trattandosi nel nostro caso di prove indiziarie io aggiungo di confronto, di riscontro, a me non interessa, non ho la possibilità di dimostrare che Quintavalle abbia mentito, ma soltanto che la sua dichiarazione dibattimentale risulti incoerente con quanto dallo stesso affermato nell’immediatezza del fatto c’è un insanabile contrasto dice di conoscere Amanda, di averla vista soltanto in due occasioni prima dell’omicidio, non fa cenno dell’eventuale presenza di Amanda il giorno dopo l’omicidio. Gioffredi non so e non mi interessa se aveva motivi per smentire ma c’è un limite invalicabile all’intrinseca inattendibilità della sua testimonianza non solo per quando è avvenuta e quindi dire: “no te l’hai fatta tardiva” e per andare alla ribalta perché voleva avere partecipazione in questo processo, perché io sfido voi ad affermare con così tanta certezza di aver incontrato tizio mentre vi trovavate un anno prima all’angolo di una strada, facevate tutt’altro, passa un tizio e tu sei convinto al cento per cento che quel tizio sia tizio e questo deve divenire la prova regina in un processo per omicidio, non dobbiamo dimostrare che Gioffredi abbia mentito, non dobbiamo dimostrare che abbia reso falsa testimonianza ma vi è un dato oggettivo incontrovertibile di inattendibilità ed è già stato detto della sua memoria ad intermittenza e comunque consentitemi di dire che se Quintavalle e Gioffredi hanno visto Amanda per come l’hanno descritta mancano all’appello un cappotto rosso anni ’60 o ’50, un cappotto grigio, un paio di scarpe, se ne sarebbe disfatta è la cosa che ci verrebbe da dire, ci direbbe la Procura mentre avrebbe lasciato il coltellaccio lì in bella posa nel cassetto della cucina pronto al rinvenimento. Amanda il collegamento intersoggettivo tra Rudy e Raffaele, Rudy e Raffaele non si conoscevano, non potrete mai affermare una conoscenza tra Rudy e Raffaele però si dice: “è lei il collegamento intersoggettivo” collegamento intersoggettivo in un delitto di violenza sessuale per aver fatto... perché una sera Amanda e Meredith insieme hanno detto: “piacere, piacere” a Rudy e non si sono nemmeno parlati perché dicono i testimoni Amanda e Meredith parlavano per i fatti loro e poi se ne sono salite al piano di sopra a dormire, non troverete nessun altro teste e qui il riscontro delle prove indiziarie che vi dica che Rudy sia stato in più di un’occasione due volte, in una di queste Amanda e Meredith non c’erano, non potrete mai affermare una conoscenza di Amanda con Rudy tale da concorrere in un delitto di omicidio e di violenza sessuale. Lumumba Amanda lavorava tutte le sere nel pub Le Chic e Lumumba, Patrick Lumumba ci viene a dire che Rudy l’ha visto in una sola occasione, in quell’occasione non c’era Amanda, Amanda stava o a Le Chic o a casa di Raffaele o a casa sua, durante la giornata ce lo viene a dire l’insegnante era sempre a lezione, quando come e dove avrebbe approfondito, non un contatto telefonico, tutti avevano Facebook questo strumento di comunicazione sono state sequestrate le pagine di Rudy relative a Facebook, le amiche che sono state poi sentite a sommarie informazioni sono state rintracciate in quel modo, nessun segno di Amanda però il delitto non è premeditato. Monacchia, una sola cosa sulla capacità di suggestione e riporto soltanto quanto riferito da lei nel corso della sua testimonianza non perché si vuole criminalizzare chi venga sollecitato a presentarsi alla Procura da parte dei giornalisti però io ritengo che delegare l’attività di ricerca della prova in questo modo sia assolutamente pericoloso e lo dimostra quello che ci dice la Monacchia, la Monacchia afferma dapprima che anche i genitori avevano sentito l’urlo, poi ritorna perché i genitori la smentiscono e dicono: “no” “perché hai detto che anche i tuoi genitori hanno sentito l’urlo” “visto l’incalzare dei giornalisti io sono un po’ ansiosa mi ero spaventata in un primo momento quindi probabilmente ho detto anche qualcosa di diverso”, non è attendibile ma non perché non sia in malafede, perché magari non ha il coraggio di dire che non è sicura che fosse quella notte, l’incalzare dei giornalisti, io ti devo dare una risposta, io... simulazione vetri sopra i vestiti, nonostante abbiamo fornito il dato documentale fotografico che esclude la circostanza dei vetri sopra i vestiti si afferma che le dichiarazioni dei testimoni abbiano maggiore valore, attenzione, il fatto che un’opinione... riporto un pensiero, che un’opinione sia ampiamente condivisa non è affatto una prova che non sia completamente assurda, i vetri che si trovavano sopra i vestiti poi vedremo a parere nostro non si tratta di vetri sopra il maglioncino sul letto, non assumono alcun significato nella dinamica dell’effrazione del vetro, contrastano le leggi della fisica, anche la Romanelli tra l’altro ha affermato che prima di uscire aveva lasciato dei capi di abbigliamento sopra il letto e quindi vi erano già prima del lancio della pietra, io vi invito però ad analizzare questa fotografia che è la fotografia che... questa sarebbe la maglia che il Dottor Mignini ieri ha indicato come la maglia che si trovava piena di vetri, voi in camera di consiglio magari con uno schermo piccolo perché io mi rendo conto che questo non renda giustizia ma dallo schermo piccolo tutte quelle macchioline bianche sembrano essere dei pois quasi dei cuoricini direi io ma veramente mi azzardo, non dei vetri, caratteristiche della maglia, io vi invito a guardarla in uno schermo piccolo perché la foto numero 62 del primo sopralluogo e allora le congetture, si cerca (inc.) il comportamento del ladro con affermazioni del tipo: “ma avrebbe scelto la porta finestra che sta sul retro” la porta finestra è quella che dà sugli Appennini, avrebbe, vi fidate dei condizionali senza appigli certi e sicuri, la Procura sostiene che vi fosse una finestra più accessibile di qui la supposta deduzione della sussistenza di una simulazione sulla base dell’assunto che chi si fosse introdotto dall’esterno avrebbe scelto quell’altra finestra, due obiezioni da fare a tale a tipo di ragionamento, l’affermazione su quale sarebbe stata la via di introduzione più accessibile non è avvalorata da alcun elemento oggettivo, non vi era il terrapieno per lanciare il sasso, non vi era il chiodo che consentiva di darsi lo slancio, le persiane erano chiuse in quel caso lo conferma il Dottor Mignini nel corso della sua requisitoria, la Monacchia si affaccia alla finestra ma non può vedere che vi fosse luce all’interno della casa perché da quella parte le persiane erano chiuse, udienza del 20 novembre 2009 e quindi io ritengo che questo ragionamento possa essere rivoltato... il ragionamento seguito dalla Procura quindi è simulazione perché esisteva una finestra più accessibile e io dico che possa essere rivoltato con opposte e altrettanto logiche deduzioni, se fosse stata la Knox l’artefice della simulazione conosceva la casa meglio di chiunque altro ed allora perché non scegliere proprio la finestra indicata dal P.M. per simulare l’intrusione dall’esterno, tale scelta sarebbe stata motivata anche dall’esigenza di non far rumore, anche i presunti simulatori avevano un interesse visto che non si trattava soltanto di introdursi in un’abitazione ma di mascherare un omicidio a rendere credibile la simulazione, a fare meno baccano possibile, perché allora scegliere quella finestra? È per questo a me quell’argomento non mi convince e lo considero una mera congettura, l’opinabilità e mancanza di univocità degli elementi avanzati dalla Procura e così è da dire per il fatto che la finestra era esposta verso la strada, ancora Polizia e Carabinieri non ritrovano la via, non trovano la casa perché non si vedeva ma Rudy si dice queste circostanze le conosceva benissimo e quindi avrebbe potuto agire al riparo di occhi indiscreti ma non le conosceva altrettanto bene Amanda Knox che viveva in quella casa che c’erano delle finestre al riparo da occhi indiscreti? Non bisogna razionalizzare il comportamento di un ladro fermo restando che a parere della Difesa quella siccome c’erano le finestre aperto, il terrapieno, il chiodo era l’unica via di accesso e di introduzione nella casa, il chiodo non era piegato ma risulta integro anche dopo la scalata dell’Avvocato Berretti e non mi sembra che abbia una stazza poco notevole, lui ci si è arrampicato il chiodo è rimasto integro, anche questo elemento a mio parere non trova un appiglio significativo. La Procura dichiara: “come poteva Raffaele sapere che nulla era stato asportato se non era ancora rientrata Filomena” perché un ladro che si era introdotto avrebbe rubato soltanto in camera di Filomena? Anche Amanda viveva lì, Amanda viveva in quella casa, sapeva quali erano gli oggetti di valore, sapeva che a lei non era stato portato via nulla perché aveva il suo computer la sua macchina fotografica, ma che ragionamento è? Un lapsus nel corso della telefonata al 112 quando vi è una spiegazione più plausibile e più logica, allora dovremmo dire che anche Battistelli “appena sono entrato ho capito che era simulazione” andiamo a cercare Battistelli, fermo restando che in conclusione noi non accettiamo il teorema se c’è stata simulazione non poteva essere altri che Amanda Knox, no è un teorema privo di qualsiasi appiglio. Il Pubblico Ministero cita l’articolo 374 del nostro Codice di Procedura Penale per... che disciplina la presentazione spontanea dell’indagato con riferimento alla nota del 5 e del 6, vi dice “io avevo solo una funzione notarile io ero obbligato a ricevere quelle dichiarazioni di Amanda Knox alle 5:45” io però vi leggo l’incipit di questa norma il primo comma al quale ha fatto riferimento il Dottor Mignini “chi ha notizia che nei suoi confronti sono svolte le indagini ha facoltà di presentarsi al Pubblico Ministero e rilasciare dichiarazioni” ma Amanda non sapeva che erano svolte indagini nei suoi confronti, non era ufficialmente indagata lo era solo di fatto, non si è presentata è stata tutta la notte privata della libertà personale perché Amanda non ha potuto dire: “scusate posso tornare a casa che sono stanca” chi glielo ha permesso, già ristretta nel corso della notte non è una presentazione spontanea. L’inviolabilità del diritto di difesa, il principio che risale ai latini del nemo tenetur se detergere non sono stati introdotti nel nostro ordinamento per giustificare e attribuire una qualifica ad una figura professionale quale quella dell’Avvocato, diamo uno stipendio a questo personaggio che deve intervenire per togliere di impaccio qualcuno che sta per fornire elementi utili di indagini alla Polizia, no signori miei “giustamente torchiato dagli inquirenti” ha detto il Dottor Mignini, non è questo il significato, a monte e teso a garantire il principio di genuinità dell’acquisizione della prova oltre che il diritto di difesa. Ciò che dice la Donino di quella dichiarazione spontanea... e veramente sono alla fine, questa audizione come è venuta fuori è stata una dichiarazione spontanea? La Donino l’interprete, revisore con riferimento alle dichiarazioni delle 5:45 “assolutamente sì le è stato chiesto, le è stato chiesto” spontaneo però le è stato chiesto, non ha chiesto lei, le è stato chiesto, “era già notte fonda eravamo tutti abbastanza stanchi e le è stato chiesto se voleva rendere spontaneamente delle dichiarazioni e se voleva raccontare quello che lei ricordava, quello che era successo e lei disse di sì” le è stato chiesto, dichiarazione spontanea, corpo di reato per il delitto di calunnia. E allora sarò veramente brevissima nella mia... nella parte finale di questa mia replica, nel corso delle repliche del Dottor Mignini e dell’Avvocato Pacelli mi sono chieste se abbiamo ascoltato un Pubblico Ministero, un Avvocato o un moralizzatore, qui si sta giudicando la grave accusa di omicidio con modalità efferate e ancora più grave l’ipotesi di una violenza sessuale da parte di una giovane donna in concorso con due uomini in danno di un’altra giovane donna, ebbene per sostenere questa accusa ci vogliono elementi fortissimi e quale elemento ci porta la Procura? Lo sciacquone del bagno, Amanda era una adultera, io spero che neanche il Dottor Mignini creda all’inverosimile e realistica immaginaria contrapposizione tra le due figure di Amanda e Meredith, la Procura dapprima descrive questa supposta radicale diversità di costumi morali e di igiene come il caposaldo di tutto l’impianto accusatorio da quest’odio discenderebbero tutte le azioni e la dinamica omicidiaria descritta dal P.M. per quest’odio si individua Amanda nell’esecutrice materiale, non solo dello strozzamento, della rottura dell’osso ioide di Meredith con la violenza nuda delle mani ma anche della coltellata mortale e con l’odio che la Procura prospetta questa dinamica però poi vi dice: “esistono delitti senza movente” non ci sto, mi dispiace che in un processo così delicato e determinante per la vita di due giovani si fornisca una lettura distorta delle risultanze processuali e testimoniali particolari, le più volte citate amiche inglesi hanno detto cose ben diverse da quelle rappresentate dal Sostituto Procuratore e non mi dilungo sulla questione dello sciacquone perché mi sembra di offendere l’intelligenza, Meredith parlava di una situazione imbarazzante, di non sapere come dirlo ad Amanda perché aveva un’amicizia con Amanda, la questione degli uomini in casa sappiamo non vi è riscontro probatorio, pure illazione e congettura, Amanda deve essere per forza una mangiatrice di uomini ma i testimoni ci dicono un solo ragazzo, un solo ragazzo, ma come aveva commentato Meredith la presenza di questi uomini supposti che magari era l’amico che si andava a prendere il caffè il pomeriggio oppure un altro amico che la raggiungeva in pausa pranzo e la teste l’amica inglese (inc.) dice: “niente di particolare, Meredith ha detto soltanto che c’erano stati degli uomini” la Sophie Parton “avevano un buon rapporto non avevano litigi o discussioni” non troverete una testimonianza che parla di odio, di tensioni e nemmeno di contrasti tra le due ragazze né dalle coinquiline né dai vicini di casa né dal ragazzo di Meredith. Quale odio dunque, abbiamo la prova del contrario, la festa del cioccolato, il concerto di musica classica nel quale Amanda ha conosciuto Raffaele Sollecito, erano Amanda e Meredith, sono andate insieme, la Mezzetti ci dice che due giorni prima Amanda Raffaele e Meredith hanno pranzato insieme, il 30 ottobre le ragazze parlano tranquillamente di ragazzi, si sono bacini via sms sino alla sera prima dell’omicidio, Meredith il 31 si confida con le amiche perché si sente in colpa nei confronti di Amanda perché Amanda le aveva chiesto di uscire con lei ma lei aveva un altro programma, odio, c’è gente che non è mai giunta ai concetti perché è rimasta ferma ai preconcetti come non è mai giunta al giudizio restando nel pregiudizio ed è quello che secondo me è capitato in questo caso, io vi invito perché mi rendo conto che mi sono dilungata e non voglio tediarvi con la lettura dell’esame di Silenzi, vi invito a leggere la descrizione di quella serata al Red Zone da parte di Silenzi e all’esame condotto dalla Procura, sappiamo che quella serata in discoteca in cui sono andati Amanda, Meredith e altri ragazzi soltanto due settimane prima dell’omicidio Giacomo Silenzi e Meredith hanno trascorso la loro prima notte, Amanda ha trascorso la notte con Daniel De Luna, vi è un serrato di 4 pagine di trascrizioni, serrato controesame da parte della Procura a Silenzi che imbarazzato non sapeva come rispondere per fargli dire che cosa avessero fatto in quella camera da letto Amanda e questo ragazzo, lui dice: “si sono baciati, che cosa hanno fatto, non lo so, hanno dormito insieme” “ma che cosa glielo avrà detto, lei ha l’obbligo di dire la verità, ci descriva i particolari” però poi quando parla di Meredith “non voglio entrare nei particolari” lui diceva avevano passato la notte insieme non c’è nulla di male ciò che è successo in quelle camere da letto non ci può e non ci deve riguardare, è morboso e lui alla fine conclude con un’espressione pulita che già all’epoca mi balzò agli occhi, disse: “cioè di quello che mi ricordo - 4 pagine di verbale per affermare questo pensiero - penso che abbiano fatto l’amore” espressione bella, pulita. Durante al requisitoria questo “penso che abbiano fatto l’amore” è stato tradotto dal Pubblico Ministero che Amanda e questo Daniel hanno avuto uno o più rapporti sessuali, uno o più rapporti sessuali e dove ci portano allora gli elementi circostanziali a proposito dell’odio covato tra le due ragazze? Da nessuna parte. Dove ci porta questa presunta perversione di Amanda? Da nessuna parte. Abbiamo sentito attributi riferiti ad Amanda sulla base di una valutazione grafologica che non può e non può avere valore in questo processo, allora anche io intendo elencare una serie di aspetti del carattere di Amanda e che non dico io ma che sono emersi dalle testimonianze dei testimoni portati dall’Accusa non dalla Difesa, un elenco di aggettivi per descrivere Amanda, ragazza puntuale, una studentessa brava veramente, diligente, partecipativa, tranquilla, estroversa, simpatica, era una ragazza che dimostrava un sacco di interessi, amava la musica, amava lo sport, amava lo yoga, amava le lingue, una ragazza che aveva molti molti interessi da coltivare, lavoratrice, mattiniera, contenta, molto gioviale, qualsiasi cosa dicevo rispondeva con il sorriso, aperta, allegra, sorridente, non lo dicono i testi della Difesa sono tutti testimoni portati dall’Accusa e trovo che sia stato molto toccante il sorriso di Stephanie Kercher quando ha raccontato di una delle ultime mail che ha scambiato con la sorella con la quale hanno riso del fatto che Amanda aveva un’abitudine simile a quella di Stephanie cantava ad alta voce, dice Stephanie: “scambiavamo queste risate e poi abbiamo riso anche - una delle ultime mail - abbiamo riso anche tanto sul fatto che io cantavo ad alta voce, l’unica cosa che Meredith mi ha raccontato di Amanda che viveva con lei e che diceva che cantava sempre” pagina 18 dell’esame di Stephanie Kercher, non mistifichiamo la realtà processuale, non stravolgiamo quanto è emerso nel corso di questo dibattimento, non trasformiamo questo dibattimento in un processo per stregoneria, al rogo la strega. Normalmente un Avvocato non dovrebbe mai pronunciarsi sulla personalità della propria assistita soprattutto nel corso di una discussione, il mio cliente è bello, è buono, è bravo è gentile, sarebbe un’ipocrisia è una delle prime cose che mi hanno insegnato prospettare i fatti, ebbene in un processo del genere dove la gran parte dello sforzo vi assicuro è stato rivolto a distruggere la figura di questa ragazza di vent’anni io sento di dover disattendere da questo insegnamento ed allora mi permetto di rubare qualche secondo per comunicarvi chi è Amanda Knox per me. Ho trascorso molto tempo a parlare con lei e a confrontarmi con lei, è una ragazza intelligente ma allo stesso tempo ingenua, è dolce, è gaia, per nulla finta, Amanda non è mai cambiata l’avete conosciuta soltanto nel corso del processo, credo che abbia dimostrato grande dignità nell’affrontare le continue invasioni nella sua sfera più intima, durante l’esame non ha pianto per cercare di conquistare la vostra comprensione e simpatia perché lei è così genuina. Persone di maggiore esperienza e più autorevoli di me vi hanno rappresentato gli strumenti per prendere questa decisione, a me rimane soltanto qualche pensiero a voce alta, in ogni cosa è salutare di tanto in tanto dice un filosofo mettere un punto interrogativo a ciò che a lungo si era dato per scontato e allora ripeto il mio bagaglio umano non la mia esperienza perché chi mi ha preceduto è sicuramente più autorevole di me e mi rendo perfettamente conto che risulti stonato cercare di applicare le rigide imposizioni normative a fronte di una vicenda così tragica come la prematura e brutale fine di una giovane vita, voi però in quella camera di consiglio dovrete applicare la legge ma ricordare condannare due innocenti non restituirà giustizia né alla memoria della povera Meredith né ai suoi familiari, c’è una sola cosa da fare in questo processo, assolvere.



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