Letizia Magnini's Massei Trial Closing Arguments on Behalf of Civil Party Aldalia Tattanelli

From The Murder of Meredith Kercher
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LeMa Letizia Magnini Tattanelli civil lawyer Representing owner of the cottage
LeMa:
Grazie Presidente. Signor Presidente e Signori Giudice, come è a tutti voi noto in questo processo io rappresento una parte assolutamente marginale, la signora Aldalia Tattanelli, proprietaria della villetta di Via della Pergola dove è stato commesso l'omicidio di Meredith Kercher, una parte che è solamente danneggiata e non offesa dal delitto. Come ho avuto già modo di dire all'udienza preliminare io non vi nascondo di provare un certo ritegno nell'introdurre questioni che sono solo ed esclusivamente economiche in questa vicenda che ha spezzato atrocemente la vita di una giovane ragazza e che ha sconvolto tante esistenze, penso ovviamente ai familiari di Meredith, a cui rinnovo ancora una volta il cordoglio, l'affetto e la solidarietà della mia cliente e mia personale; penso a Patrick Lumumba che in questi mesi ho potuto conoscere e apprezzare, siamo stati sempre seduti vicino; penso agli stessi familiari degli imputati. Per tutte queste persone c'è stata una sofferenza che non potrà essere mai ristorata. Tuttavia l'omicidio di Meredith ha anche cagionato dei danni alla signora Alda Tattanelli, danni che, fatte le debite proporzioni, sono tutt'altro che irrilevanti e dei quali io passo a parlare. Premetto che in punto di responsabilità penale degli imputati non ritengo di dovere né potere aggiungere nulla a quanto esposto dal Pubblico Ministero nella sua requisitoria che pienamente condivido, mi limito quindi agli aspetti relativi all'azione civile che abbiamo esercitato in questo processo. La casa di Via della Pergola numero 7, come tutti voi avete visto anche personalmente durante il sopralluogo e comunque nelle innumerevoli rappresentazioni fotografiche e video agli atti, è una casa probabilmente unica a Perugia. È una casa in pieno centro storico e contemporaneamente in aperta campagna, una casa che da un lato affaccia sull'Arco Etrusco e dall'altro lato apre lo sguardo su di un panorama veramente suggestivo di colline e di vallate. Questa casa era stata acquistata dal padre della mia cliente credo subito dopo la guerra, a fini di investimento, era allora una casa colonica, era abitata da un ortolano che coltivava il terreno circostante e vendeva i suoi prodotti al mercato ed è stata ristrutturata dalla signora Tattanelli insieme al marito credo intorno alla fine degli anni Novanta, appena si è resa possibile la ristrutturazione. È stata ristrutturata a fini ovviamente di investimento, di garantirsi un reddito per la vecchiaia, la signora Tattanelli che oggi ha più di ottanta anni, è sempre stata casalinga e quindi nella ristrutturazione si è pensato di sfruttare la posizione vicino all'Università italiana e all'Università per Stranieri e quindi, pensando di ottimizzare proprio il reddito ritraibile da questa casa, è stata ristrutturata esattamente per casa per studenti, l'avete vista voi stessi, camerette piccole, molti bagni e così è stata sempre affittata. Al momento del delitto anche questo è ampiamente circostanza nota, i due appartamenti erano affittati, quello di Amanda, di Meredith e delle altre ragazze al canone di 1.200,00 euro mensili, e quello al piano inferiore affittato ai ragazzi marchigiani al canone di 900,00 euro mensili. In apertura di dibattimento ho prodotto i relativi contratti, entrambi regolarmente registrati e ci tengo a sottolinearlo. La signora Tattanelli ha saputo del sequestro dal telegiornale, nessuno le ha mai notificato alcun provvedimento ma è del tutto comprensibile che gli organi inquirenti avessero ben altro a cui pensare. Mi ha subito telefonato, io mi ricordo, il lunedì successivo, grandemente allarmata, oltre tutto per una triste coincidenza questo fatto è andato a sovrapporsi con il suo lutto per la perdita del marito che era avvenuta pochi giorni prima intorno al, il 7 di ottobre esattamente. La signora in quella prima telefonata era preoccupata, pensate un po', per l'affitto di novembre, mi diceva: “Avvocato, adesso che succede? Oggi mi dovevano pagare l'affitto, come andrà a finire – dice - stai a vedere che va a finire che ci rimetto un mese di affitto” e fui io a doverle spiegare che molto probabilmente non si sarebbe trattato solo di un mese. Ora questa considerazione può sembrare cinica e ritorno anche a quello che avevo detto prima: ma come? Una giovane ragazza è stata uccisa così atrocemente e la signora si preoccupa dei suoi soldi? Purtroppo così è, la signora si trovava in un frangente in cui le veniva a mancare effettivamente in quel momento l'unica sua fonte di reddito, ripeto, lei era casalinga, viveva mantenuta dal marito, il marito era scomparso, poi ovviamente ha avuto le pensioni di reversibilità e quant'altro ma in quel momento si è trovava in grave difficoltà. Comunque la mia previsione che ho dovuto esternarle quello stesso giorno che probabilmente si sarebbe trattato di una perdita di rendita, che si sarebbe protratta per molti mesi, si è verificata abbastanza puntualmente. Pochi giorni dopo il delitto sono arrivate le disdette degli inquilini, dapprima quella di Laura Mezzetti e Filomena Romanelli che l'hanno inviata pochi giorni dopo, l'8 di novembre, e poi il 16 di novembre anche quella dei ragazzi dell'appartamento sottostante, dei ragazzi marchigiani. È il caso di rilevare che sotto un profilo giuridico non vi era alcuna possibilità di contrastare queste disdette, si è trattato di un caso di risoluzione del contratto per impossibilità sopravvenuta, tra l'altro è un istituto che si studia all'Università ma poi nella pratica, almeno per la mia esperienza ha scarsissima applicazione, comunque la signora non era più in grado, per fatto a lei non imputabile ma non era più in grado di adempiere all'obbligazione principale del locatore, cioè quella di concedere il godimento del bene locato, e i contratti sono stati risolti. Superato lo shock la signora Tattanelli, compresa la situazione, mi ha posto la domanda successiva: “E adesso chi mi paga i danni?”. Lì per lì anche per me è stata una bella domanda. Devo dire che la signora ha sempre ritenuto e tuttora continua a pensarci, dice: “Ma a me tanto mi paga lo Stato, la Procura della Repubblica, la Polizia, il Tribunale...” nella sua idea dice: “Mi occupano la casa per dei fini di indagini, mi pagano poi la Procura o il Tribunale o chi sia, poi si rifarà sui colpevoli” d purtroppo non è così, glielo ho dovuto spiegare io. Ora mi rivolgo in particolare ai Giudici Popolari che forse non conoscono alcuni istituti del nostro diritto civile, la responsabilità per danni nel nostro ordinamento trova la sua fonte o nel contratto o nel fatto illecito. Esistono anche delle responsabilità da fatto lecito, delle responsabilità per danni da fatto lecito ma è necessaria una previsione normativa, è il tipico caso delle espropriazioni per pubblica utilità, lo Stato si può impossessare di un terreno di mia proprietà se quel terreno è necessario a un fine pubblico ma mi deve risarcire il danno che cagiona, però questo risarcimento che poi si chiama indennizzo è previsto da una norma di legge. In questo caso una norma di legge che preveda che in caso di sequestro o di attività compiuta dalla Procura della Repubblica indennizzi i danni cagionati non c'è e non c'è non perché lo Stato o i Procuratori della Repubblica debbano essere irresponsabili per le loro condotte ma, a mio modo di vedere, perché il vero responsabile dei danni che il sequestro o altre attività di Polizia Giudiziaria cagionano, è colui che ha commesso il reato. È lui che, con la sua condotta, ha posto le condizioni necessarie perché il Procuratore della Repubblica disponga il sequestro e lo mantenga per tutto il tempo necessario all'accertamento della verità. È da questa considerazione che è nata la nostra costituzione di Parte Civile. La responsabilità degli imputati sotto questo profilo è delimitata da un lato dagli articoli 74 e 185 del Codice Penale e dall'altro lato dagli articoli del Codice Civile che disciplinano la responsabilità per fatto illecito, gli articoli 2043 e 2059. Dico questo perché i danni di cui gli imputati nell'odierno processo dovranno rispondere debbono rispondere ad alcune caratteristiche, da un lato ai sensi appunto del Codice Penale devono essere conseguenza immediata e diretta dell'azione criminosa, questo in base alla interpretazione costantemente data dalla giurisprudenza all'articolo 185 secondo cui ogni reato che abbia cagionato un danno patrimoniale o non patrimoniale obbliga al risarcimento il colpevole; dall'altro lato però si tratta pur sempre di una responsabilità di natura strettamente civilistica e questo ha rilevanza ai fini della prevedibilità delle conseguenze dannose che non è necessaria. Dico questo anche alla luce di quanto aveva affermato il Giudice dell'udienza preliminare nell'ordinanza ammissiva della nostra costituzione di Parte Civile, perché in un passaggio diceva: “Gli imputati sapevano che quella casa era in affitto, dovevano per forza saperlo, quindi dovevano prefigurasi che ci sarebbe stato un sequestro, dovevano, potevano prefigurasi che ci sarebbe stato questo danno cagionato alla proprietaria dell'immobile”. In realtà non è così, perché nel sistema civilistico della responsabilità da fatto illecito la prevedibilità dell'evento non è affatto necessaria, come da giurisprudenza assolutamente consolidata della Corte di Cassazione. Questo per dire che, anche se si può convenire che gli imputati sapessero che la casa era in affitto ma che se non l'avessero saputo, può darsi che Sollecito non lo sapesse, per ipotesi, come per ipotesi può darsi che non lo sapesse l'altro imputato Guede, questo non è importante, quello che rileva è solamente che il danno sia conseguenza immediata e diretta. Mi avvio già a concludere, per quanto riguarda appunto il danno, la quantificazione e la liquidazione del danno, credo che debbano distinguersi tre o forse quattro voci di danni. In primo luogo c'è appunto il lucro cessante, derivante dalla mancata percezione degli affitti; questo danno è per quanto detto prima palesemente conseguenza immediata e diretta dell'omicidio basti riflettere che se l'omicidio non fosse stato commesso la casa non sarebbe stata sequestrata, se la casa non fosse stata sequestrata la signora Tattanelli fino ad oggi avrebbe continuato a percepire i suoi canoni, i contratti avevano una durata di quattro anni rinnovabili ai sensi di legge con rinnovo automatico per altri quattro anni. Poi ci sono i danni cagionati durante la commissione del delitto, danni tutto sommati modesti, si deve pensare all'imbrattamento di sangue, al vetro rotto della camera della Romanelli. Poi ci sono ancora i danni che sono derivati dal permanere del sequestro per lunghissimo tempo nonché dalle operazioni di Polizia Giudiziaria: le porte sfondate, la porta della camera di Meredith, la porta dell'appartamento di sotto, dal permanere del sequestro sono derivati gli sfondamenti delle finestre durante le incursioni, tutta la mobilia che è stata rovinata, danneggiata irreparabilmente dall'utilizzo del Luminol e dei reagenti vari per rilevare le impronte digitali, il deperimento fisiologico di una casa che è rimasta chiusa per un anno e mezzo, rimasta chiusa nell'esatta situazione in cui si trovava il 2 novembre 2007 alle ore 13:00, con gli avanzi di cibo nel forno, con gli avanzi nei frigoriferi, con la corrente che poi è stata distaccata, addirittura con le feci di Rudi Guede nel bagno. Tante altre cose mi ha detto la signora, il giardino, l'omessa manutenzione del giardino, quando finalmente è stato possibile mi diceva ieri ci sono voluti quindici camion per pulire il giardino. Ci sarebbe poi il danno all'immagine ma di questo si può discutere, questo processo come ha rilevato anche il Pubblico Ministero ha avuto soprattutto all'inizio una grandissima attenzione da parte della stampa di tutto il mondo, questa villetta, il gioiellino della signora Tattanelli come lei l'ha sempre chiamata e continua a chiamarlo, è rimbalzata su tutti i telegiornali come la villetta degli orrori, la casa del crimine, eccetera. Su questo danno si può convenire che siano intervenuti dei fattori diversi rispetto all'azione criminosa, poteva benissimo non andare così, non tutti i delitti hanno questa attenzione. Comunque, passando alla quantificazione del danno, io sono perfettamente consapevole che per quanto riguarda gli interventi di ristrutturazione che si sono resi necessari alla casa è necessario un accertamento in contraddittorio e quindi una valutazione in separato giudizio. Noi abbiamo una nostra quantificazione dei danni, la signora ha fatto fare una perizia al momento in cui ha ripreso la casa e sa quanto ha speso, tuttavia sono pur sempre valutazioni di parte e mi rendo conto per prima che su di una valutazione di parte non si può fondare una liquidazione del danno. Viceversa ritengo però, con assoluta convinzione, che possa e debba essere liquidata una provvisionale immediatamente esecutiva, ai sensi degli articoli 539 e 540 del Codice di Procedura Penale, con riferimento alla mancata percezione dei canoni di locazione. Rispetto a questa voce di danno è stata già raggiunta la piena prova, è per tabulas documentato dai relativi contratti. Oltre tutto come ripeto la signora Tattanelli per fortuna non è che le servissero per mangiare, come si dice, questi denari ma comunque era la sua unica fonte di reddito oltre alla pensione e ha avuto notevoli difficoltà a fare fronte, a sopperire a questa mancanza. La villetta è stata sotto sequestro dal 2 novembre 2007 al 27 aprile 2009, quindi per diciotto mesi, escludo volutamente, proprio per richiedere la provvisionale solo sul danno di cui è assolutamente certa la prova, i mesi successivi in cui è stato necessario provvedere alla ristrutturazione e nei quali anche per quelli l'affitto non è stato percepito, mi limito ai diciotto mesi del sequestro che moltiplicati per i 2.100,00 euro di canone che rendevano, danno la cifra di 37.800,00 euro. Per questi motivi le mie conclusioni che vado a leggere, sono le seguenti: “Si chiede che la Corte di Assise di Perugia voglia affermare la penale responsabilità degli imputati Knox Amanda e Sollecito Raffaele, per tutti i reati a loro ascritti e condannarli alla pena che sarà ritenuta di giustizia, nonché al risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali in favore della Parte Civile Tattanelli Aldalia, danni da liquidarsi in separato giudizio. Voglia condannare gli imputati Knox Amanda e Sollecito Raffaele, ai sensi degli articoli 539 secondo comma e 540 secondo comma, Codice di Procedura Penale, al pagamento di una provvisionale, immediatamente esecutiva, in favore della Parte Civile Tattanelli Aldalia, nella misura di euro 37.800,00, corrispondenti al danno per il quale è stata già raggiunta la piena prova. Voglia condannare gli imputati Knox Amanda e Sollecito Raffaele al pagamento delle spese processuali in favore della Parte Civile Tattanelli Aldalia da liquidarsi nella misura di cui alla separata nota spese”, che deposito.


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