Gabriele Traverso's Testimony

From The Murder of Meredith Kercher
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ESAME DEL TESTE -- TRAVERSO GABRIELE
Key to abbreviations
GCM Giancarlo Massei Judge Presidente
DD Donatella Donati Sollecito Defence lawyer Avvocato
GT Gabriele Traverso Witness being questioned Raffaele Sollecito's friend from home
PM Pubblico Ministero May refer to Comodi or Mignini
FM Francesco Maresca Counsel for Kercher family (civil plaintiffs) Avvocato

IL TESTE, AMMONITO AI SENSI DELL’ART. 497 CODICE DI PROCEDURA PENALE, LEGGE LA FORMULA DI RITO.


GENERALITÀ: Traverso Gabriele, nato a Genova l’8 aprile 1985.

GCM:
Prego, la difesa può procedere all’esame.
DD:
Buongiorno. Avvocato Donati.
GT:
Buongiorno.
DD:
Senta, lei conosce Raffaele Sollecito?
GT:
Sì.
DD:
Da quanto lo conosce?
GT:
Saranno dieci anni, qualcosa di più, qualcosa di meno.
DD:
Lei però sta a Genova, quindi perché lo conosce?
GT:
Perché io sono mezzo pugliese da madre, abbiamo una casa a Giovinazzo e vado a trascorrere l’estate lì e anche altri periodi dell’anno.
DD:
Quindi per questo lo ha conosciuto.
GT:
Esattamente.
DD:
Senta, in data 24 agosto 2003 fu fermato unitamente a Raffaele Sollecito e ad un altro ragazzo, De Palma Gennaro, a Castellaneta Marina. Ricorda la circostanza, come andarono i fatti, che cosa avvenne e se appunto...
GT:
Sì, noi eravamo in una discoteca ed eravamo non solamente io, Raffaele e Gennaro, ma eravamo tanti amici e casualmente ci siamo ritrovato io, Raffaele e questo Gennaro assieme. Io avevo con me qualche dose di hascisc, diciamo, stavo preparando uno spinello, erano con me loro. Ci hanno fermato dei carabinieri in borghese per un controllo preventivo, diciamo, in questa discoteca. Ci hanno portato fuori. Diciamo che lo stupefacente era mio. Loro, sia Raffaele che Gennaro, non si sono tirati indietro diciamo per quanto riguarda la sanzione amministrativa, ecco, il foglio amministrativo che viene fatto di tanto in tanto, quando la gente viene fermata in possesso di questi stupefacenti.
DD:
Allora, quanto era, se lo ricorda, questo hascisc?
GT:
Saranno stati due grammi all’incirca.
DD:
Quindi lei ha detto: “Era la mia”?
GT:
Scusi?
DD:
Lei ha detto: “Era la mia”, era la sua?
GT:
Sì.
DD:
Ce l’aveva lei indosso?
GT:
Certamente, ce l’avevo addosso io.
DD:
E questo controllo dove è stato fatto? All’interno della discoteca?
GT:
All’interno di una discoteca.
DD:
Io le chiedo questo, quindi la controllano, lei era in possesso di questa droga e quindi, non so, lo portano in un’altra stanza, non so adesso.
GT:
Siamo usciti fuori nel parcheggio.
DD:
Siete usciti fuori. Ecco, in questa situazione che lei racconta, Raffaele Sollecito e il signor De Palma Gennaro, quindi queste due persone che non avevano indosso la droga e niente, come mai poi sono stati coinvolti in questo fatto?
GT:
Ma...
DD:
Dai carabinieri o volontariamente?
GT:
No, dai carabinieri sono stati invitati per un controllo, visto che erano in mia compagnia. Sono stati invitati ad andare fuori e ad essere perquisiti, comunque controllati. Non avevano addosso niente, però comunque si sono accollati... diciamo, a mio avviso potevano anche farne a meno, comunque si sono accollati anche loro la responsabilità, cioè hanno detto: “E’ di tutti”, ma in realtà era mio, ce l’avevo io addosso, la proprietà era mia diciamo.
DD:
Quindi, non richiesti, loro hanno detto: “E’ anche la nostra”.
GT:
Sì, spontaneamente, come farebbe qualunque amico.
DD:
Senta, lei ricorda se poi, a fronte di questo fatto, c’è stato un procedimento penale e, se c’è stato, come si è concluso?
GT:
C’è stato solamente un... ma neanche sanzione amministrativa, c’è stato un foglio di notifica per quanto era avvenuto, ma esclusivamente a livello amministrativo, ecco, una segnalazione diciamo.
DD:
Quindi non c’è mai stato un procedimento penale, ma soltanto, ex articolo 75 legge stupefacenti, questa sanzione amministrativa. Senta, lei quindi ha fatto uso di hascisc insieme a Raffaele Sollecito.
GT:
Sì.
DD:
Presumo, non lo so.
GT:
Sì.
DD:
Lei ci può dire qual era l’effetto che la sostanza faceva a Raffaele Sollecito?
GT:
Beh, l’effetto che faceva questa sostanza a Raffaele era un po’ quello che faceva a tutti quanti quelli che ne fanno uso, perché io personalmente ne ho fatto uso e quindi so l’effetto che fa e cioè di intontimento un po’, diciamo un senso di rilassatezza, ecco.
DD:
Quindi tranquillizzante, tipo un sedativo, giusto?
GT:
Sì.
DD:
Ma, quando usava questa sostanza stupefacente, lei ha mai notato se lo stesso fosse violento, litigioso, particolarmente... cioè diverso dal...
GT:
Assolutamente, era ancora più pacifico di quanto è normalmente Raffaele.
DD:
Perché è un ragazzo Pacifico?
GT:
Sicuramente.
DD:
Che tipo di ragazzo è, per quanto lei lo conosce?
GT:
Guardi, io, oltre a conoscere lui, conosco un po’ tutto il mondo. Diciamo, di persone ne ho viste e il fatto in sé che Raffaele sia una persona sensibile lo rende speciale. Quindi agli occhi degli altri può risultare strano, ma perché è la sua normalità, è la sua schiettezza che lo rende così strano in questo mondo di oggi, diciamo.
DD:
Io su questo vorrei un attimo approfondire.
GT:
Prego.
DD:
Lei dice “strano”, per quale motivo strano? Cioè, lui è molto sensibile, quindi strano. Ce lo può spiegare? Lo può spiegare alla Corte?
GT:
Certo. Io ho una visione del mondo arido, vuoto, vacuo, senza sentimenti o comunque questo è quello che mi trasmette la società. Ma è un mio pensiero, esclusivamente un mio pensiero diciamo. Il fatto che io sia amico con Raffaele anche tenendo una distanza di mille chilometri significa che c’è qualcosa che ci lega, che non siamo vuoti, persone vuote, siamo persone sensibili, almeno parlo per me e per lui.
DD:
Senta, quindi lei conosceva anche la sua famiglia, la mamma?
GT:
Certo.
DD:
Lei ricorda quando è morta la mamma di Raffaele, se se lo ricorda?
GT:
L’anno di preciso no, era passato il 2000 diciamo, poco tempo fa comunque, non troppo.
DD:
Ricorda che tipo di rapporto Raffaele aveva con la madre?
GT:
Un ottimo rapporto, quasi tenero diciamo, a vedersi. Senza il “quasi”, era proprio un rapporto tenero, di tenerezza, per quello che mi ricordo io, per quello che ho potuto constatare io, non è che stessi sempre con i due.
DD:
Quello che ha potuto verificare lei.
GT:
Certamente.
DD:
E il rapporto che Raffaele aveva con le ragazze, con le donne?
GT:
Era abbastanza timido comunque, senza “abbastanza”, era proprio timido. Aveva delle difficoltà a esternare i suoi sentimenti, appunto perché, essendo una persona sensibile, si faceva dei problemi ancora le parole potessero ferire o comunque andare a toccare punti sensibili nelle altre persone, aveva questa... ha questa sensibilità Raffaele.
DD:
Va bene, io non ho altre...
GT:
Ed è sicuramente una qualità.
DD:
Come?
GT:
E’ sicuramente una qualità questa in una persona.
DD:
Sempre su questo, rispetto alle ragazze, Raffaele era una persona che amava le avventure facili oppure era una persona che ci andava particolarmente cauto in generale con le ragazze?
GT:
Con i piedi di piombo è un eufemismo diciamo, cioè con i piedi... aveva una tonnellata in un piede e una tonnellata in un altro piede, se mi consente.
DD:
Cioè?
GT:
Andava molto cauto. Come ripeto, non era un irruento, uno che aggrediva la gente anche verbalmente proprio.
DD:
No, io dico in relazione alle ragazze.
GT:
Sì.
GCM:
Di questo sta parlando.
GT:
Non era un irruento, diciamo, era molto calmo. Forse è la persona più calma che io in vita mia abbia mai visto, sia con le ragazze, ma, ripeto, con tutta l’altra gente.
DD:
Va bene, nessun’altra domanda.
GCM:
Avvocato? Pubblico Ministero.
PM:
Senta, lei con quale frequenza vedeva Raffaele? Lei è di origine...
GT:
Pugliese.
PM:
...pugliese, quindi ogni tanto tornava a Giovinazzo e quindi lo vedeva... volevo sapere con quale frequenza lo incontrava.
GT:
Io andavo, vado tuttora, va be’, non ora, comunque tutta l’estate, tutto il periodo estivo, a Natale, a Pasqua, nelle ricorrenze in cui uno è in vacanza, specie quando si andava ancora a scuola. Passavamo molto tempo insieme, specialmente in estate che si è liberi.
PM:
Conosceva anche i suoi amici?
GT:
Certo.
PM:
Stava insieme con i suoi amici?
GT:
Sì, sì, siamo tutti una comitiva.
PM:
Senta, vi è capitato di fare uso di sostanze stupefacenti anche al di fuori di quell’episodio?
GT:
Sì.
PM:
Con quale frequenza?
GT:
Una frequenza sporadica, diciamo.
PM:
Quando è iniziata?
GT:
Per chi?
PM:
Quando è iniziata insieme, dico.
GT:
Successivamente, al momento in cui ci siamo conosciuti.
PM:
Lei lo vedeva...
GT:
Per quello che mi ricordo.
PM:
Quello che si ricorda. Ma stavate insieme, facevate uso un po’ di gruppo di questa sostanza?
GT:
Sì, sì, stavamo insieme, un uso collettivo diciamo.
PM:
Era hascisc, marijuana?
GT:
Hascisc.
PM:
Senta, lei ha visto mai Raffaele portare dei coltelli?
GT:
Mi scusi, non ho capito la domanda.
PM:
Ha visto mai Raffaele portare dei coltelli addosso?
GT:
No, mai.
PM:
Non l’ha mai visto?
GT:
Mai.
PM:
Senta, il 2 novembre Raffaele, quando è successo il fatto, l’ha chiamata? A lei.
GT:
No.
PM:
Non l’ha mai chiamata, né il 2, né i giorni successivi fino...
GT:
Assolutamente no.
PM:
Da quanto tempo non parlava più, non si incontrava più con Raffaele?
GT:
Diciamo, novembre... ci eravamo visti due mesi prima a Giovinazzo, il nostro paese d’origine, come ogni estate.
PM:
Non ha avuto più occasione di parlarci?
GT:
No, perché poi io sono ritornato a Genova, vivendo a Genova.
PM:
Ho capito. Non ho altre domande.
GCM:
Ci sono domande?
FM:
Sì, alcuni chiarimenti. Avvocato Maresca per la parte civile. Riprendo una domanda a cui non ha risposto al Pubblico Ministero: quando è iniziato l’uso comune di stupefacente? In che periodo?
GT:
Uhm....
FM:
Liceo, l’estate?
GT:
Sì, in tempi di liceo, ma in tempi passati, in estate, tempo libero.
FM:
Se parliamo dell’inizio, sono passati. Diamogli una data più o meno.
GT:
2003, 2002/2003.
FM:
Sollecito le ha mai parlato o avete mai usato insieme cocaina? O le ha mai parlato di un uso di cocaina?
GT:
No.
FM:
Quando organizzavate con la vostra comitiva, il vostro gruppo di amici le serate, la decisione di andare in un ristorante o in un altro ristorante, il fatto di andare, non lo so, in una discoteca o invece di un’altra discoteca, faceva parte sempre delle stesse persone? Sollecito era un organizzatore insieme ad altri amici oppure c’era qualcuno che guidava di più il gruppo? Non lo so.
GT:
Beh, in ogni comitiva c’è un elemento trainante e uno che segue, comunque si decideva sempre all’unanimità dove andare, quello che fare.
FM:
Quindi Sollecito...
GT:
Se uno non era d’accordo, semplicemente non veniva.
FM:
Sollecito era fra quelli che proponevano certe ipotesi oppure fra quelli che invece venivano nell’organizzazione delle serate? Se se lo ricorda.
GT:
Sì, molto spesso si aggregava perché è un ragazzo di compagnia. Ripeto, non ha nessun problema ad accorparsi con gente assieme, è uno che si abitua molto bene alle persone, ecco.
FM:
Il vostro gruppo da quante persone era formato all’incirca? Una quindicina, una ventina?
GT:
Suppergiù, sì, completa. Poi qualcuno ogni tanto si perdeva per strada.
FM:
E di questo gruppo fanno parte tutti quei ragazzi che abbiamo sentito questa mattina?
GT:
Sì.
FM:
Oltre ad altre persone.
GT:
Esatto, esatto.
FM:
Bene. Ultima domanda, lei ha detto che aveva visto Sollecito a Giovinazzo fino al settembre 2007, cioè sto parlando del periodo prima dell’omicidio, giusto?
GT:
Sì.
FM:
In quel periodo, settembre fino al 1° di novembre, non vi siete mai sentiti per telefono?
GT:
No, per telefono no.
FM:
Mai.
GT:
Mai.
FM:
Quindi lei non aveva notizie di quei due mesi della vita a Perugia di Sollecito?
GT:
Ogni tanto, anche per vie traverse magari, tramite amici, chiedevo notizie sue e mi dicevano che era sempre... diciamo, non aveva una vita con degli eccessi clamorosi, era molto abitudinario, è molto abitudinario purtroppo.
FM:
Ma direttamente da Sollecito non aveva avuto notizie?
GT:
No.
FM:
Quindi non ha avuto notizie, nei giorni prima dell’omicidio, della sua relazione con Amanda Knox?
GT:
No, non che io ricordi.
FM:
Nemmeno da altri amici?
GT:
Nome e cognome non mi è stato fatto, diciamo. Sapevo che aveva iniziato... insomma, aveva conosciuto una ragazza, ma più di questo non so, poi le cose sono venuto a saperle dopo io, tramite la televisione o gli amici insomma.
FM:
E, a parte la televisione, da chi sapeva di questa nuova relazione sentimentale di Sollecito? Da chi l’ha saputo?
GT:
Da qualcuno dei testi oppure da altri amici che non sono presenti qua oggi in questa sede.
FM:
Comunque da altri elementi della vostra compagnia?
GT:
Sì.
FM:
Grazie, Presidente.
GCM:
Per concludere l’esame.
DD:
Su queste domande due circostanze. La prima è questa, l’avvocato prima le ha chiesto... quindi lei faceva parte del gruppo, di questo gruppo di persone che sono state oggi sentite. Io le chiedo, il signor Angelo Cirillo lei lo conosce? Fa parte del vostro gruppo?
GT:
Angelo Cirillo è la persona che è venuta a testimoniare prima?
DD:
Prima di lei.
GT:
No, l’ho conosciuto per la prima volta oggi.
DD:
Qui?
GT:
Qui.
DD:
Quindi questa persona non fa parte del gruppo.
GT:
No, no, mi sono dimenticato di dirlo.
DD:
Se le faccio il nome di Roberto De Robertis, Francesco De Robertis, fanno parte del vostro gruppo?
GT:
No.
DD:
Non li conosce?
GT:
Non li conosco.
DD:
Benissimo. Allora, prima ha risposto all’avvocato di parte civile e ha detto: “Raffaele tranquillamente nel gruppo di aggregava”. Io le chiedo, si aggregava, se decidevate qualcosa magari veniva insieme a voi, non so, a cena o in discoteca.
GT:
Sì.
DD:
Succedeva però a volte, per esempio, che voi facevate qualcosa che magari a lui non piaceva e quindi lui diceva: “No, io me ne torno a casa, vado da un’altra parte” oppure era una persona che prendeva qualunque... cioè, qualunque cosa voi facevate veniva e faceva...
GT:
No, assolutamente, Raffaele è sempre stato molto integro come persona, cioè...
DD:
Molto?
GT:
Integro. Mi spiego, autonomo forse è meglio, perché badava a se stesso, aveva le sue idee e non si faceva condizionare. Si aggregava agli altri non vuol dire che si faceva condizionare, vuol dire che aveva piacere a stare in compagnia degli amici, come posso averlo io, come può averlo chiunque altro. Ma può succedere che una sera, due sere, una persona non abbia voglia di uscire, come può succedere a chiunque qua dentro, se ne stesse a casa. Poi, ripeto, era un tipo abitudinario. Quindi magari, se decidevamo di andare a Venezia, per assurdo, lui molto probabilmente non sarebbe venuto, ma non per chissà quale perché, perché appunto era... è un ragazzo molto calmo, quindi...
DD:
Grazie, nessun’altra domanda.
GCM:
Ci sono altre domande? Può andare. Viene congedato il teste.

Non ci sono altre domande; il teste viene licenziato.