Francesco Maresca's Massei Trial Closing Arguments on Behalf of Civil Party Kercher Family

From The Murder of Meredith Kercher
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Grazie Presidente. Innanzi tutto, se mi autorizza, inizierò la difesa io per poi lasciare la parola all'Avvocatessa Perna, per poi riprenderla e concluderla insieme. Signor Presidente e Signori della Corte, Giudici togati e Giudici popolari, prendo la parola per le conclusioni dopo dieci mesi di udienza e dieci mesi di istruttoria dibattimentale, quale Patrono, quale difensore della famiglia Kercher, di quattro dei cinque componenti, il padre, la madre e i due fratelli, John e Lyle. Prendo la parola Signor Presidente innanzi tutto per un ringraziamento, un ringraziamento che io voglio fare e che la famiglia Kercher vuol fare alla giustizia italiana, innanzi tutto dobbiamo ringraziare, devo ringraziare la Procura della Repubblica di Perugia, devo ringraziare i Pubblici Ministeri che hanno supportato e sostenuto l'accusa in modo così egregio, il Dottor Mignini e la Dottoressa Comodi, per il lavoro che hanno svolto nonostante le continue accuse, nonostante gli attacchi mediatici e non che in questi due anni sono stati portati contro di loro, in particolare contro il Dottor Mignini, e che nulla avevano a che fare con questo processo che noi oggi e che voi, Eccellentissima Corte, andate a giudicare. Un ringraziamento, Signori della Corte, alla Polizia di Stato di Perugia per l'attività di indagine che ha svolto in modo così profondo e che ha permesso ai Pubblici Ministeri di creare un bagaglio probatorio, un supporto probatorio con il lavoro fatto in sede di indagine preliminare e quindi di concludere con gli avvisi di conclusione indagini nel giugno del 2008, quindi in tempi rapidissimi per quelli che noi conosciamo essere i tempi della giustizia italiana, concludere le indagini difronte ad un processo così importante in così pochi mesi. E quindi, successivamente, richiedere il rinvio a giudizio con la fissazione dell'udienza preliminare davanti al GUP Dottor Micheli che si è conclusa nell'ottobre dello scorso anno 2008. Un ulteriore ringraziamento è doveroso alla Polizia Scientifica di Perugia e di Roma e a tutte le strutture della Polizia Scientifica, anche in questo caso e l'abbiamo sentito tutti quanti noi in questi dieci mesi, uno dei teoremi difensivi di entrambe le difese, forse l'unico, lo vedremo poi successivamente, uno dei teoremi dicevo è stato quello di attaccare in modo continuo il lavoro della Scientifica, il modo di repertazione, le modalità di esame in laboratorio, quasi che si trattasse di un gruppo di sedicenti operatori con la passione del DNA, mentre invece hanno lavorato con altissima professionalità, direi insegnando al mondo intero, fra cui gli Stati Uniti, che cosa vuol dire repertare, analizzare e portare a supporto delle richieste di penale responsabilità quello che è l'aspetto tecnico scientifico su cui la Corte d'Assise potrà ancorare le sue valutazioni. Mi sono fermato quest'estate a leggere degli articoli in riferimento a un Pubblico Ministero americano, californiano se non mi sbaglio, il quale ha deciso di riaprire circa trenta casi di casi irrisolti, dando incarico ai suoi operatori di Polizia di riprendere i vecchi fascicoli che erano in archivio, è stato pubblicato questa estate un po' su tutti i giornali, ebbene se non mi sbaglio forse di qualche numero, su circa trenta casi irrisolti ben venticinque circa non avevano più possibilità di riesame, di riapertura, perché mancavano i verbali, perché mancavano i supporti tecnici e così via. E allora voglio dire e ricordo questo episodio unicamente perché a volte è stato veramente insopportabile l'attacco mediatico, il Pubblico Ministero ha parlato di gruppi di pressione, di lobby, la lobby Knox, la lobby Sollecito e comunque in generale l'attacco che è stato portato alla giustizia italiana e all'Italia che per fortuna rimane ancora oggi la culla del diritto e noi con il diritto abbiamo a che fare e con il diritto dobbiamo giudicare. Infine, un ringraziamento alla Corte di Assise per la pazienza e la preparazione con la quale ha condotto in porto un processo così difficile, così complesso, una istruttoria così lunga, articolata, un processo che ha segnato, è inutile nasconderlo, la vita di tutti noi, non solo per i ritmi settimanali proprio dal comune proprio perché la Corte voleva concludere in tempi brevi e nonostante questo anche in questo caso abbiamo subito delle pressioni addirittura sui ritmi processuali che sono stati elevatissimi tant'è che oggi e settimana prossima andiamo a concludere, ripeto in tempi eccezionalmente rapidi, un processo del genere. Ma sono rimasto, Signor Presidente e Signori Giudici, allibito, sorpreso, per quelle che sono state le due ultime richieste avanzate da entrambe le difese, perché il processo è fatto di passaggi, il processo è fatto di linee difensive, e quindi la richiesta che voi avete avuto, avanzata dalle difese Sollecito e Knox, in sostanza di rifare un processo ex novo, mi riferisco alla richiesta ex articolo 507, a voi proposta in data 9 ottobre del 2009, quindi un mese e mezzo fa, in sostanza le difese vi hanno voluto dire: “Abbiamo lavorato per dieci mesi ma abbiamo scherzato, è tutto da rifare” perché non è stato chiesto qualche accertamento singolo, una perizia specifica che potesse escludere eventuali diverse interpretazioni, è stato chiesto, lo dicevo prima, di rifare tutto il processo, basta leggere le richieste che io ho qui davanti e che riportano e che richiedono, ripeto, ovviamente perizie sulle tracce biologiche, sulle impronte, sulla federa, sui computer, sul povero Aviello che ci ha scritto regolarmente dal carcere facendoci compagnia, ma c'è di più, la difesa Sollecito chiede anche la perizia audiometrica, dando per scontato che la Capezzali sia inattendibile e quindi è necessario andare a misurare la diffusione del suono per capire, per sapere se presso l'abitazione della Capezzali si poteva sentire l'urlo tremendo che ha segnato la vita di Meredith Kercher. Direi che questa interpretazione è veramente difficile, veramente troppo da un punto di vista processuale. Non voglio leggere alla Corte, dato che l'ordinanza è sua, ma il rigetto della richiesta ex articolo 507 è stato totale, assoluto da parte vostra, ovviamente giustamente, inutile proprio perché eminenti consulenti si sono scambiati le loro opinioni, sia pure in modo spesso troppo parziali, troppo di parte, come ha ricordato la Dottoressa Comodi nella sua requisitoria. Fatto sta che non poteva esserci ingresso ad una richiesta del genere. In modo del tutto simile, del tutto uguale, la Corte di Assise ha rigettato la precedente richiesta di nullità anche questa sintomatica di dove sia, dove vada a finire la linea difensiva Sollecito Knox. Richiesta di nullità del processo avanzata da entrambe le difese in data 14 settembre del 2009 alla ripresa dopo la pausa estiva, in relazione agli accertamenti tecnici svolti ai sensi dell'articolo 360 del Codice di Procedura Penale. Si dice, ve lo ricorderete, la Corte ammise un supplemento di documentazione, i famosi stati di avanzamento e così via a fine luglio incaricando la Dottoressa Stefanoni di depositarli così come richiesto dalle difese ed allora a settembre si dice: “Non avevamo tutti i documenti, tutti gli atti” perché poi si sbagliano le difese nell'indicarli come atti, come documenti, ma non ci interessa, ci interessa che in sostanza si ritiene violato il diritto di difesa perché non a disposizione delle difese l'intero compendio dell'attività svolta presso il laboratorio di Polizia Scientifica. Ma ci dobbiamo ricordare, e questo è un elemento che dobbiamo acquisire e mettere in un angolo e che ci deve fare compagnia in ogni valutazione, tutti gli accertamenti tecnici sono stati svolti ai sensi dell'articolo 360, alla presenza di tutti i consulenti che si sono succeduti, una caratteristica della difesa Sollecito, è già stato ricordato dal Pubblico Ministero, è quella di cambiare i consulenti adattando la propria difesa anche tecnica, ma lo vedremo dopo, fatto sta che tutti i consulenti chi più chi meno, chi allontanandosi in corso di svolgimento degli esami presso il laboratorio di Roma, hanno partecipato e non esiste agli atti di questo processo una osservazione, una menzione in un verbale, un richiamo sulle modalità di repertazione, sulle modalità di arrivo dei reperti a laboratorio, sui kit utilizzati, sulle misure delle sostanze biologiche utilizzate. Non troverete nei ponderosi fascicoli a vostra disposizione una osservazione dei consulenti di parte che poi si svegliano nel dibattimento e dicono che tutto è da buttare. E così, in relazione al deposito degli atti ai sensi del 415 bis si sostiene appunto che non tutti gli atti erano depositati. Tale richiesta di nullità assolutamente tardiva, tardiva perché caso mai da eccepirsi all'udienza preliminare, priva di ogni fondamento, viene così cristallizzata nella vostra ordinanza del 14 settembre e anche in questo caso non la ricordo all'Eccellentissima Corte che l'ha adottata. Ed appare sintomatica assieme a quella di cui all'articolo 507 che ho ricordato prima, della volontà di sostenere fino in fondo la tesi della genericità, della grossolanità delle indagini scientifiche senza passare mai ad un sano, robusto, sostanzioso e proficuo soprattutto contraddittorio dibattimentale sulle evidenze scientifiche. L'atteggiamento di tutti i consulenti delle difese Knox e Sollecito è sempre stato questo.

Effettuati questi ringraziamenti e fatta questa premessa su queste due richieste che, ripeto, sono sintomatiche dell'atteggiamento difensivo e che, a mio avviso, segnano due momenti importanti di questo processo, la famiglia Kercher è ovvio chiede oggi a voi giustizia, chiedeva e ha chiesto in questi mesi la verità e la giustizia. Io ritengo che a questo punto Signor Presidente e Signori Giudici la verità sia stata raggiunta perché c'è una Sentenza a carico del concorrente in questo reato, che lo condanna ad anni 30 di reclusione e di cui voi avete a disposizione l'ordinanza emessa dal GUP in sede di rinvio a giudizio degli odierni imputati, ordinanza che pesa come un macigno sulla posizione, sulla valutazione, sull'esame di tutti gli elementi portati alla vostra attenzione in questo processo. Lo so, Signor Presidente e Signori Giudici, che l'ordinanza de libertate adottata dal GUP fa parte del compendio relativo alle misure cautelari e quindi so che come da voi adottato in una delle vostre ordinanze, relativamente alle acquisizioni documentali, lo vedremo dopo come secondo argomento, può essere valutata in relazione, ce lo dice la Cassazione, ai fatti storici in essa riportati. Ma ancora una volta ci fa capire e ci dice tante cose, ci dice tante cose perché voi avete a disposizione l'ordinanza e non la Sentenza che condanna Rudi Guede perché non è stata acquisita, perché non c'è stato l'accordo delle parti. E allora bisogna domandarsi perché le difese Knox e Sollecito non hanno prestato il consenso all'acquisizione della Sentenza a carico di Rudi Guede e perché non hanno prestato il consenso all'acquisizione dell'interrogatorio reso davanti al Pubblico Ministero, nonostante che Rudi Guede si sia avvalso della facoltà di non rispondere. Ma le difese Knox e Sollecito non hanno sempre detto, ce l'hanno detto all'udienza preliminare, ce l'hanno ripetuto nel dibattimento, ce lo diranno ancora nei prossimi giorni che abbiamo il colpevole, che c'è un solo colpevole, che il colpevole è stato condannato e che possiamo finire il processo qui, quindi il primo interesse era quello delle difese Knox e Sollecito ad acquisire Sentenza e dibattimento perché non dovevamo, non dovevano avere paura di quello che è il supporto motivazionale del GUP per la condanna di Rudi Guede, o forse, viceversa il libero convincimento del Giudice Dottor Micheli può dare noia nel fornirvi a voi, Signori della Corte, riflessioni, valutazioni, motivazioni, collegate nell'ambito del concorso di persone nel reato. E prendo spunto proprio da questo provvedimento che ho ricordato e mi rivolgo in questo caso per pochi secondi ai Giudici popolari, per spiegare a loro perché noi siamo qui oggi, e dico ai Giudici popolari che siamo qui oggi non per caso, ovviamente, siamo qui perché appunto il GUP ha ritenuto che le versioni dei due imputati rese nell'ambito delle indagini preliminari, voi sapete che il GUP ha a disposizione tutti i fascicoli quindi tutto il materiale delle indagini preliminari, ha ritenuto che le versioni rese dai due imputati non fossero credibili, non fossero attendibili, non è credibile la storia del furto, lo vedremo dopo, non è credibile la storia dei due piccioncini come è stato detto un sacco di volte all'udienza preliminare che stanno insieme da una sola settimana e che quindi non hanno bisogno di emozioni estreme, non è credibile il fatto della contaminazione dei reperti biologici che anzi creano un supporto definitivo totale alla ricostruzione del Pubblico Ministero. Tutto questo è stato detto di già difronte al GUP e il Giudice poteva finire lì, poteva dichiarare il non luogo a procedere contro i due imputati, poteva quindi non rinviarli a giudizio. Invece ha deciso, evidentemente per il processo, rigettando con quell'ordinanza che vi ho prima richiamato e che fa parte integrante, 17 pagine di ordinanza, fa parte integrante della Sentenza a carico di Rudi Guede, rigettando la richiesta di arresti domiciliari che le difese hanno presentato al termine dell'udienza preliminare. Ordinanza, ho detto, pesantissima, che pesa su questo processo in modo massiccio. Ma non è l'unico Giudice che ha pensato che tutti quegli elementi fossero necessariamente bisognosi di un attenzione dibattimentale come si è svolta in questi dieci mesi. Ci sono stati i cinque Giudici della Corte di Cassazione che nell'aprile del 2008 hanno confermato le misure cautelari, è tutto a vostra disposizione perché il compendio dei provvedimenti relativi alle misure cautelari fa parte di una filza a vostra disposizione, ci sono i Giudici del Tribunale del Riesame che hanno giudicato i tre imputati in questo caso odierni due, c'è l'iniziale Giudice delle indagini preliminari che ha applicato le misure su richiesta del Pubblico Ministero, più il GUP che abbiamo ricordato adesso, in totale fanno dieci Giudici. Possibile che dieci Giudici italiani abbiano sbagliato tutti e dieci sul lavoro della Scientifica, sulla fondatezza delle indagini preliminari e quindi non siamo qui per caso ma siamo qui perché ripeto un Giudice ha già condannato l'imputato e ha rinviato a giudizio gli altri due. La Corte di Assise sentirà nei prossimi giorni dalle difese di entrambi gli imputati teoremi argomentativi che sono già stati sviluppati, che tutti quanti noi conosciamo e che sono stati a voi anticipati nell'ambito degli esami dei testi e dei consulenti. Teoremi difensivi che non hanno avuto alcun riscontro da parte dei Giudici che vi hanno preceduto, è vero non c'è stata l'istruttoria dibattimentale ma a mio avviso l'istruttoria dibattimentale non ha portato niente di nuovo rispetto a quello che aveva a disposizione il GUP in sede di udienza preliminare se non gli ulteriori agganci dibattimentali per certificare che tutto quello che è stato fatto e tutto quello che è stato ottenuto dal punto di vista scientifico e di riscontri testimoniali è assolutamente cristallino e trasparente per portarvi ad una dichiarazione di penale responsabilità. Non vi è spazio per voi di una interpretazione diversa e io sono certo, tutti quanti noi siamo certi della totale, assoluta serenità della Corte nel giudizio. C'è un ultima riflessione Signor Presidente e Signori della Corte, su questa ordinanza che ho più volte richiamato e che viene emessa, abbiamo detto, al termine dell'udienza preliminare, questa ordinanza non è stata impugnata e quando noi iniziamo il dibattimento, 16 gennaio di questo anno, la stessa è definitiva, si tratta di un'ordinanza è ovvio, quindi provvedimento sempre modificabile e revocabile, ed allora altra domanda che mi pongo e che vi pongo è perché non è stata impugnata? Perché in questi dieci mesi che abbiamo trascorso insieme i venerdì e i sabati, le difese Knox e Sollecito non vi hanno mai chiesto di revocare la misura cautelare o di sostituirla con gli arresti domiciliari? Forti di tutto quello che ci hanno detto i consulenti in modo così devastante certe volte, ricordiamoci Pascali all'udienza preliminare, voi non l'avete sentito, ma ricordiamoci Tagliabracci, Introna, perché forti di queste argomentazioni tecniche diverse non vi è stata proposta una revoca o una sostituzione della misura? Probabilmente perché prima di un vostro giudizio valutativo, totalmente argomentativo della responsabilità penale, le difese Knox e Sollecito volevano evitarne un altro che fosse stato per loro chiuso e quindi pesante ad ogni diversa applicazione di misure cautelari.

A questo punto, solamente per qualche minuto, vorrei parlarvi della vittima, di Meredith Kercher, che io rappresento tramite i genitori e i fratelli, mi dispiace molto che a parlarne sia un difensore e non siano i familiari. Li abbiamo sentiti all'udienza del 6 giugno, ve li ricorderete con la loro assoluta compostezza, con l'eleganza del silenzio, io ho usato sempre questa frase in questi due anni, hanno insegnato al mondo intero l'eleganza del silenzio, non li abbiamo mai sentiti su un network, su una televisione, non li abbiamo mai sentiti su un giornale, non hanno mai rilasciato una intervista, c'è una differenza abissale con quello che è stato definito il clan Knox e il clan Sollecito, che viceversa ogni giorno financo ieri sera ad un telegiornale nazionale e con i settimanali in edicola in questi giorni, hanno rilasciato interviste, hanno commentato il lavoro della Procura, della Corte, dei difensori e così via. Mi soffermo solo qualche attimo su questo aspetto perché non voglio fare polemica e voglio mantenere il profilo assolutamente consono processualmente parlando, ma al di là di tutti gli articoli di stampa, delle interviste televisive, la formazione di movimenti a sostegno dell'innocenza e della libertà, settimanali di ogni genere, se ne sono occupati e hanno acquisito informazioni ed interviste ed informazioni quasi in tempo reale sullo svolgimento del processo al di là delle telefonate che sono state intercettate e che hanno un contenuto a vostra disposizione sui quali non mi soffermo perché mi interessa relativamente. Quello che però risulta sgradevole processualmente parlando è che addirittura difronte a voi si cerchi di dare una giustificazione a questi atteggiamenti forse non del tutto consoni, addirittura con un esame del padre dell'imputato Sollecito, da parte dell'Avvocato Buongiorno, 19 giugno del 2009, la quale, mi riferisco alle carte 26 e 27 domanda a Sollecito circa l'episodio, episodio bruttissimo, di Tele Norba che ha mandato in onda il video della Scientifica con la rappresentazione del cadavere per cui vi è un processo in corso con un'udienza preliminare già fissata e cito testualmente, l'Avvocato Buongiorno mi dispiace che non sia presente, “devo far spiegare che le lamentele si riferiscono ad una impronta di scarpa che ormai processualmente è di Guede”. In sostanza si chiede al padre di Sollecito: “Come mai l'episodio Tele Norba, il dossier?”, “E beh, siccome la Scientifica si è sbagliata allora bisogna punirla, allora io devo dare tutti i riferimenti a Tele Norba” e in sostanza si cerca di creare una forma di giustificazione a queste condotte. Mi scuso Signor Presidente, lo so che questo interessa poco con lo svolgimento delle difese in questo processo, ma così come ho illustrato degli aspetti sintomatici delle difese da un punto di vista tecnico, evidentemente bisogna anche ricordare in un apprezzamento generale della responsabilità degli imputati anche quelle che sono le condotte sintomatiche parallele dei familiari, delle famiglie e comunque dei congiunti. Per altro devo dire che le prime parole di scuse per quello che è successo per un fatto così tragico, che ha tolto una ragazza di venti anni alla famiglia, le ho avute il 18 novembre scorso in Corte di Assise di Appello da parte di Rudi Guede. Voi sapete che è in corso parallelamente a questo processo l'appello nei confronti dell'altro imputato concorrente nel reato il quale, prendendo ovviamente con le molle quella che è la fondatezza di queste scuse, per la prima volta ha rappresentato dei tre imputati le scuse a questo difensore. Ed allora vi dicevo che per qualche minuto volevo parlarvi di Meredith Kercher, quindi della vittima di questo fatto così grave per cui voi dovete giudicare, voi sapete che era venuta a Perugia per studiare con la felicità dei suoi venti anni, con la consapevolezza di una esperienza importante, nuova, contenta di fare tutto questo. Nella notte tra il primo e il 2 novembre del 2007 Meredith Kercher è andata incontro ad una devastante teoria di lesioni, vi chiedo di leggere la deposizione del 3 aprile del Dottor Lalli, carte 93 e seguenti, dove su mia domanda ripercorre tutte le lesioni patite da Meredith prima della morte, lesioni ovviamente da arma da punta e taglio, provocate dalle mani degli aggressori, lesioni che hanno poi portato alla morte della stessa ragazza. Perché è successo tutto questo? Un altro dei teoremi difensivi è che in questo processo, lo sentirete, non c'è movente, in questo processo non ci si riesce a spiegare perché si arriva all'omicidio di Meredith Kercher. Non è vero, non è vero nulla di tutto questo perché lo vedremo dopo, nel piccolo capitolo che dedicherò al concorso e alla volontà concorsuale perché Signor Presidente e Signori Giudici, per fortuna vicino a questa massa di elementi di fatto, lo dicevo prima, bisogna parlare anche di diritto che poi il diritto dà il confine all'interpretazione degli elementi di fatto. È sicuramente difficile rispondere al perché della morte di Meredith, sicuramente e personalmente spero che non sia morta per trecento euro, spero che non sia morta per i futili motivi che vengono indicati nell'imputazione da parte del Pubblico Ministero perché è assolutamente devastante pensare che dei ragazzi così giovani abbiano commesso un fatto così grave. Purtroppo il bagaglio di indagine e il bagaglio probatorio che abbiamo a disposizione ci delinea proprio questo quadro. Alla fine oltre a tutta una serie di motivazioni che poi vedremo, un excursus, una escalation, un crescendo agganciato ad un aspetto a mio avviso istantaneo, concorsuale come lo esamineremo dopo, dicevo rileggetevi la deposizione del 3 aprile del Dottor Lalli, è un elenco lunghissimo di lesioni, sul volto, sul collo, sulle mani, sugli avambracci, sulle cosce, per cercare di capire il terrore, la paura, il dolore che questa ragazza ha patito negli ultimi secondi di vita difronte ad una aggressione multipla, ad un'aggressione portata da più persone. Sempre il 18 di questo mese, in sede di appello, la difesa di Rudi Guede ha chiesto, e la Corte di Assise di Appello non ha accolto, una perizia su Rudi Guede sostenendo che lo stesso è affetto da uno stato acuto da stress per l'esperienza vissuta difronte alla morte di Meredith Kercher, è per questo che poi è scappato vagando per l'Europa. Mi permetto di ripetere le osservazioni e le riflessioni che ho fatto in quella sede alla Corte di Assise perché ritengo che siano assolutamente consone ed appropriate al processo che voi dovete giudicare e agli imputati che voi dovete giudicare. La prima è che ben due imputati su tre soffrono di stress perché Rudi Guede è stato terrorizzato da quell'episodio e quindi è per questo che sta male ed è per questo che è scappato e Amanda Knox ha subito una pressione così forte nei primi giorni dopo la morte di Meredith in sede di interrogatori che ha patito, che ha sofferto tanto da andare a dire e a fare e a tenere comportamenti che non fanno parte di lei perché appunto ce l'ha detto il professor Caltagirone, che poi esamineremo, stressati. Dei tre imputati l'unico, l'avevo detto anche alla preliminare e lo ripeto, l'unico per fortuna non stressato è Raffaele Sollecito. La seconda osservazione è quella che se Rudi Guede ha avuto paura nell'occasione della morte di Meredith Kercher, noi, voi Giudici, dovete pensare al terrore e alla paura che ha avuto Meredith quando si è vista arrivare il coltello addosso che le toglieva la vita. Un'ultima riflessione: è questo un processo sicuramente che fa parte dei nostri tempi, uso questa frase perché tutti quanti noi operatori del diritto in genere ci occupiamo di omicidi così violenti in situazioni e in processi diversi, processi di malavita organizzata, di mafia, uno sgozzamento o uno scannamento di una giovane ragazza, è difficile da contestualizzare in un ambito così giovanile e con dei caratteri appunto così violenti. Evidentemente c'è qualcosa di diverso, c'è qualcosa che fa parte di un bagaglio culturale e non mi soffermo sulle caratterizzazioni di questo aspetto che fa parte dei giovani di oggi e che fa parte evidentemente anche degli imputati che io ritengo responsabili. E c'è un altro elemento così come abbiamo visto negli altri importanti processi che si stanno svolgendo in Italia in questi anni, che gli imputati, come nel nostro caso, non confessano più o comunque, si veda Rudi Guede che non fa parte di questo processo ma che comunque vi interviene in modo indiretto, ci sono mezze confessioni, tentativi di confessioni e poi marce indietro. Probabilmente non si confessa più sperando comunque che si possa farla franca di fronte alla giustizia e ritenendo che la giustizia possa andare in panne quando viene attaccata in modo continuativo e ripetitivo. Io sono sicuro che nel caso di specie tutto questo non può avvenire.

Signor Presidente e Signori della Corte, vado al secondo argomento. Sono d'accordo con il Pubblico Ministero, con il Dottor Mignini, che nella sua requisitoria ha indicato una colonna portante, un fondamento granitico di questo processo nella contestazione della simulazione del furto, la simulazione del furto è lo specchio delle responsabilità penale dei due imputati. A mio avviso e ne ha già parlato lungamente l'Avvocato Pacelli, quindi cercherò di restringere questo argomento, accanto alla simulazione del furto l'altro elemento portante di questo processo a cui voi dovrete fare riferimento è quello della produzione documentale, quindi dei documenti acquisiti, che voi in qualche modo avete già giudicato con le vostre ordinanze il 16 di gennaio e il 6 di febbraio, mi riferisco ai memoriali di Amanda Knox del 6 e del 7 di novembre, mi riferisco alla mail inviata da Amanda Knox il 4 novembre a venticinque persone conosciute, mi riferisco agli ulteriori due fogli, due coppie di fogli manoscritti, tutti da voi acquisiti, contenuti nel quadernone rosa, così si è detto, mi riferisco ai verbali di spontanee dichiarazioni su cui ha svolto il proprio intervento l'Avvocato Pacelli e ovviamente alle dichiarazioni corrispondenti di Amanda Knox nel corso del suo esame, oltre a tutte le ordinanze sulle misure cautelari su cui mi sono già soffermato nella mia introduzione. Parliamo dei memoriali, non parlo del contenuto Signor Presidente ma parlo unicamente della utilizzabilità dei memoriali, i memoriali se ne parla nella vostra ordinanza del 6 febbraio e del 16 di gennaio, i memoriali vengono acquisiti secondo una duplice valenza, quindi come corpo del reato del delitto di calunnia e vengono acquisiti anche ovviamente come atto, come documento proveniente dall'indagato, proveniente dall'imputato e quindi assolutamente acquisibile, l'abbiamo già sentito, redatto in modo spontaneo, consegnato in modo spontaneo. Ma come ci dice la Cassazione nel provvedimento de libertate riferita alla posizione di Amanda Knox, a cui voi fate riferimento nelle vostre ordinanze, i memoriali sono utilizzabili per tutti i delitti che fanno parte del capo di imputazione nei confronti di Amanda Knox; utilizzabilità piena verso l'autore, ovviamente, ma per tutti i reati, lo dite voi in riferimento all'interpretazione della Cassazione. Quindi importante differenza rispetto ai verbali di spontanee dichiarazioni che possono essere utilizzati solamente per il delitto di calunnia contro Amanda Knox. Richiamo la vostra attenzione nei due memoriali solamente su alcuni passaggi, quello del 6 è fondamentale perché Amanda Knox inizia a parlare dello stato confusionale che poi valuteremo secondo le osservazioni del professor Caltagirone e vi dice, perché lo scrive, che Raffaele Sollecito dice cose diverse. Questo è un altro elemento che voi dovete assumere perché le dichiarazioni di Raffaele Sollecito non fanno parte di questo processo, perché non sono state acquisite ma vi arrivano in modo indiretto attraverso una serie di atti che sono a vostra disposizione fra cui il memoriale del 6 novembre. Il 7 novembre Amanda Knox scrive: “Non so perché il mio ragazzo ha raccontato delle bugie”. Il verbale di spontanee dichiarazioni delle 01:45 a cui ha fatto riferimento l'Avvocato Pacelli, del 6 novembre, ha una utilizzabilità contraios ma non ci sono altri destinatari in quel momento perché in quel momento l'unico destinatario di quelle dichiarazioni è Patrick Lumumba, ma secondo costante giurisprudenza e lo richiama la Corte di Cassazione sempre in quella Sentenza, relativa alla misura cautelare, ovviamente il contraios si intende in modo impersonale, ovvero sia si intende in relazione agli altri che sia Lumumba o che siano altri. Nell'esame dibattimentale che Amanda Knox rende in data 12 giugno e 13 giugno è lei stessa che vi esprime la necessità di scrivere, di mettere ordine, pagina 98, pagina 111, sono atteggiamenti caratteriali che poi abbiamo ritrovato ad esempio anche una settimana fa quando lo stessa imputata, immediatamente dopo alle richieste del Pubblico Ministero, ha voluto subito puntualizzare a voi Signori Giudice a voi alcune cose. E in relazione alle dichiarazioni di Amanda Knox è lo stesso GUP nelle ordinanze più volte richiamate che illustra e che si sofferma sulla inattendibilità di queste dichiarazioni. Solo alcuni secondi per richiamare la vostra attenzione su alcuni passaggi dell'esame reso difronte a voi di Amanda Knox, a carte 49 ribadisce che il primo novembre, il pomeriggio prima dell'omicidio ovviamente non vi erano tracce di sangue nel bagno e nella casa. È il pomeriggio in cui la povera Meredith esce poi di casa per andare a mangiare dalle amiche inglesi. Se non c'erano tracce di sangue il primo quesito che vi pongo è quando sono state deposte queste tracce nel bagno di cui poi parleremo, evidentemente solo nella notte tra il primo e il 2 ed è vero che il DNA e i reperti non hanno età e non hanno storia, ce l'hanno detto tutti i consulenti ma abbiamo già uno step temporale al primo di novembre. Conferma a carte 51 del suo esame del 13 di giugno che Raffaele Sollecito le disse del corpo stranamente inserito nell'armadio e non ci dice chi lo disse a Sollecito, ne abbiamo parlato tante volte, è uno di quegli elementi che ci permette di valutare il fatto della conoscenza, l'Avvocato Pacelli in modo egregio vi ha detto che evidentemente chi può raccontare delle cose è perché le sa. Non dà spiegazioni, a pagina 54, del perché nel primo memoriale del 6 novembre conferma ancora una volta tutto il suo atteggiamento accusatorio, 6 novembre notifica del fermo effettuata chiede una penna, dei fogli, le pressioni di cui ci ha raccontato sono anche volendo dargli credito sono sicuramente finite eppure libera da persone come si dice, scrive e conferma quello che ha detto poc'anzi. Si inizia a buttare sul tavolo la confusione tra l'immaginazione e la realtà, ci dice a carte 63 che è particolarmente turbata in sede di sopralluogo e che si mette a piangere nell'abitazione di Via della Pergola quando, accompagnata dagli operatori di P.G. va a controllare il compendio di coltelli e di posate presso la loro abitazione. E va in confusione totale, a carte 68 dell'esame, circa la chiusura della porta della camera di Meredith, altro argomento che è rimasto sempre appeso a tutte le valutazioni. Sollecito la vuole sfondare, perché si vuole sfondare, c'è qualcuno dentro? Sì, no, forse. Come fai a dire che qualcuno è dentro? Si chiudeva sempre, non è vero ce lo dice la Romanelli e la Mezzetti, altro elemento. È ancora in confusione totale sulle domande che gli facciamo a carte 74 dell'esame sulla giustificazione delle telefonate alla madre, delle tre telefonate in orario per Seattle notturno, assolutamente notturno, quando addirittura noi, è a vostra disposizione la trascrizione dell'intercettazione ambientale in cui è la stessa madre che le dice: “Come mai mi hai telefonato così presto quando ancora dovevate sapere, dovevate conoscere tutto quello che era successo?”. A carte 86, a domanda specifica non riesce a giustificare, ce lo ha detto anche l'Avvocato Pacelli, come mai ad un certo punto e soprattutto quando cambia idea sulla responsabilità di Patrick Lumumba, sicuramente dal 7 novembre in avanti perché abbiamo visto che fino al 6 mantiene, con il primo memoriale, la sua versione. Ci dice che, guarda caso, carte 88, è la prima volta che è soggetta ad un processo così particolare mnemonico di confusione immaginazione realtà. E ci dà un altro elemento importante per voi, per valutare voi l'inesistenza della contaminazione sempre sostenuta dalle difese Knox e Sollecito perché ci dice che i due ragazzi si sono conosciuti una settimana prima e che la frequentazione di Raffaele Sollecito nell'abitazione di Via della Pergola è minima, forse due volte. E poi ci descrive, carte 93, 94 e 95, l'inaccettabile, veramente inaccettabile comportamento nell'abitazione di Via della Pergola, dove rientra la mattina del 2, trova la porta aperta, si spoglia, va a piedi nudi nel bagno, non usa il bidet ma usa il lavandino, usa il cotton fioc ed usa il tappetino su cui troviamo l'impronta di Raffaele Sollecito per andare dalla sua stanza al bagno. Per lei, per Amanda Knox su quel tappetino c'era una goccia di sangue, non c'era un'impronta, l'impronta l'abbiamo vista tutti quanti, possiamo discutere sulla paternità di questa impronta ma non certo sulla forma. Ritorna a carte 103 sui verbali antecedenti a quelli del 6 che sono importantissimi perché poi non vengono giustificati da parte del consulente che in modo così maestoso ci viene portato all'attenzione, mi riferisco a Caltagirone di cui poi parleremo per qualche minuto. Ci dice che i verbali del 2, del 3 e del 4 sono stati fatti in modo molto più naturale, senza pressioni, e l'oggetto di quei verbali lo sappiamo in sostanza è un oggetto descrittivo perché i poliziotti che stanno facendo il loro lavoro in quel momento difronte all'emergenza devono capire chi sono i frequentatori della casa, con chi vive Amanda Knox, ma fanno lo stesso per tutti, tutti i ragazzi coinvolti, le amiche inglesi, i ragazzi che vivono di sotto eccetera, eccetera. Ci conferma, altro dato importante, le attenzioni assolute della Polizia nell'effettuare i sopralluoghi indossando guanti, calzari e così via, a carte 117 del suo esame, tant'è che l'Avvocato Buongiorno che cercava di prendere spunto per contestare ancora una volta le modalità, svicola repentinamente uscendo dall'argomento. E dice, finalmente, carte 118, che gli episodi di immaginazione sono da ricollegare alle modalità dell'interrogatorio, pressanti, pesanti, invadenti da parte dei poliziotti, non ci dice però mai quanti siano i poliziotti, chi siano questi poliziotti. Fatto sta che è l'unica fra tutti i ragazzi coinvolti che si lamenta di queste modalità. Ci dice a carte 119, lo ha già ricordato l'Avvocato Pacelli, che l'interprete l'aiuta nel rileggere i verbali prima di firmarli, ancora una volta a conferma del rispetto di tutte le garanzie difensive per l'imputata. Ed infine alle domande del Signor Presidente, pagina 150, non dà giustificazione sulla chiusura dei telefoni, sull'uso di computer da parte di Sollecito, sull'ora in cui si sono alzati a casa di Sollecito, non giustifica il cambiamento di programma, sappiamo che doveva essere fatta una gita a Gubbio, che poi salta, non giustifica in particolare il fatto di fare una doccia, ovviamente con tutta la presenza di tutti quegli elementi che abbiamo ricordato mille volte e che non sto ancora a ripetere, in una casa fredda, in un bagno freddo, con una porta aperta, invece che nella molto più accogliente abitazione di Raffaele Sollecito.

E veniamo al professor Caltagirone, udienza del 25 settembre, il professor Caltagirone nelle intenzioni della difesa Knox è colui che in modo speculare ci dovrebbe giustificare come mai la Knox ha rilasciato quelle dichiarazioni che non corrispondono a verità, travolta dalle indagini e dal comportamento inopportuno e irrispettoso della Polizia di Perugia. Ci spiega che ci sono delle lesioni organiche del cervello e funzionali, viene ascoltato, lo ricordo alla Corte con il limite ovviamente dell'articolo 220, lesioni funzionali come nel caso che ci occupa, generate da condizioni di stress che producono variazioni temporanee delle capacità cognitive. E qui il professor Caltagirone fa il primo autogol perché parla sempre di temporaneità mentre poi ci dice che una delle cause di stress è il fatto che Amanda Knox è stata sentita in modo così invadente per cinque giorni di seguito e quindi come può ripetersi un atteggiamento così fallace della memoria per più giorni quando è lo stesso consulente che ci dice che è temporaneo. Ci spiega le quattro fasi della memoria, la codifica, il consolidamento, la stabilizzazione, la rievocazione del ricordo ma ci dice che poi alla fine tutte le sue riflessioni e la consulenza che poi produce alla vostra attenzione sono frutto di due ore e mezzo di visita in carcere ad Amanda Knox e di un colloquio ad Amanda Knox con qualche test e nulla di più, non ha fatto una perizia, non ha svolto una consulenza e ci dice che Amanda Knox comunque in carcere è assolutamente normale, ha un approccio ordinario, e quindi non lamenta, non manifesta sintomi diversi. Ci spiega che una dose di stress adeguata favorisce ovviamente la persona ma che quando lo stress diventa insopportabile, come nel caso degli interrogatori di Amanda Knox allora va ad influenzare, ad interferire con quello che è il processo della memoria e ci illustra il concetto di falso ricordo, cioè delle risposte date per compiacere gli interlocutori, quindi in questo caso per compiacere i poliziotti che suggeriscono nella domanda, “Questo è proprio quello che è successo, vedrai che è andata così” e quindi suggerendo queste risposte invitano, e Amanda Knox accoglie l'invito, e per levarsi dalla situazione di stress adotta delle risposte non corrispondenti al vero. Ci dice anche, a domande specifiche perché tutti quanti noi vogliamo capire, che comunque anche il falso ricordo a un certo punto lo si può modificare con interpretazioni diverse perché nei memoriali poi finalmente, quelli successivi al 6, inizia a modificare il proprio pensiero. Ed allora, lo dicevo prima, richiamando i primi verbali che sono assolutamente discorsivi, non si riesce e non ci dà giustificazione il professor Caltagirone di questa interpretazione diversa, come mai anche quelli non siano viziati appunto dal falso ricordo. Alla fine, stretto dalle domande, il professor Caltagirone finalmente ci dice che probabilmente il fatto di essere stati accusati, pagina 29 della sua deposizione, è l'elemento scatenante della situazione di stress, dello stato di stress. Quindi lo si ricava che solo dopo l'incriminazione, ovvero sia il giorno 6, Amanda Knox subisce la patologia del falso ricordo. Non riesce a spiegarci perché le altre ragazze, coetanee e gli altri ragazzi non abbiano avuto una patologia del genere, alla fine si rifugia addirittura nel giustificare il falso ricordo con il fatto che Amanda Knox non è italiana, che si trova in un Paese straniero e quindi, per questo fatto, difronte a una situazione così particolare va in crisi e inizia a ricordare in modo falso. Dalle risposte che Caltagirone dà a pagina 46 della sua deposizione si capisce chiaramente però che lo stesso Caltagirone poco ha letto degli atti a sua disposizione e quindi non riesce a spiegare effettivamente la differenza di approccio ai verbali diversi nella successione dei giorni e degli interrogatori. Addirittura, siccome aveva detto che uno dei motivi di tranquillità per evitare il falso ricordo è quello di una pausa, di un momento di tranquillità, gli proponiamo la domanda del fatto che il 5 novembre non si siano svolti interrogatori, quindi giornata di recupero per Amanda Knox, ma non giustifica questo diverso concetto così, e questo è un elemento veramente importante, non riesce a giustificare come mai in uno stesso verbale, mi riferisco a quello del 6 novembre, in qualche riga si faccia riferimento da parte di Amanda Knox ad un fatto storico certo, ovvero sia il messaggio inviato a Patrick Lumumba e qualche riga sotto si descriva la condotta dello stesso in modo calunnioso, la condotta dello stesso Patrick Lumumba questa volta però dopo qualche secondo oggetto di falso ricordo. Allora io ho voluto in qualche modo approfondire lo studio sul falso ricordo e mi sono documentato ed ho visto, ho letto, quella che è la massima studiosa del falso ricordo, dell'utilizzo della memoria che è la dottoressa Loftus ed allora un punto fermo del falso ricordo è proprio che il falso ricordo non può sussistere difronte ad un fatto grave, difronte ad un fatto diverso, tragico, proprio perché rimane impresso nella memoria in modo assoluto. Il falso ricordo è quello che abbiamo tutti quanti noi quando ci dimentichiamo dove abbiamo parcheggiato la macchina, l'ho parcheggiata in Piazza Grimana, no invece l'ho parcheggiata in Corso Vannucci, perché? Perché tutti i giorni parcheggiamo la macchina e quindi nella ripetitività, nell'uguaglianza delle condotte ho il falso ricordo. Mai, ho qui questo studio recentissimo, mai il falso ricordo può avere ingresso rispetto appunto a dei ricordi tragici, c'è una espressione, mi permetto di leggerla, perfetta: “Non è possibile infatti impiantare nella memoria un falso ricordo relativo, ad esempio, all'esperienza di un abuso sessuale come invece rispetto alla paura di perdersi in un grande magazzino dove invece andiamo tutti quanti i giorni, condizione più comune e diffusa per la quale è possibile che ognuno si costruisce nel corso della vita uno script mnemonico diverso”. Ed allora Signor Presidente e Signori della Corte sgombriamo il campo da questa storia del falso ricordo, quelle dichiarazioni hanno il loro valore, devono essere utilizzate secondo quanto prima vi ho detto e sono una colonna portante di questo processo. Così come la mail che voi avete acquisito, inviata nella notte tra il 4 e il 5 novembre a venticinque persone da Amanda Knox, è sintomatica della sua personalità, lo dicevo prima, è un modo di cercare di sistemare le cose nell'immediatezza del fatto. Ma soprattutto ci dà degli spunti importanti per valutare quelle che poi sono le dichiarazioni della stessa Knox perché scrive a carte 4 di questa mail che è stata aiutata dall'interprete, che è stata convocata in modo normale, che sono stati convocati tutti i ragazzi in Questura e tutti insieme si sono ritrovati in Questura, che è stata trattenuta lì fino alle prime ore della mattina del 3 e che poi le è stato detto di tornare la mattina del 4, cioè in modo e con modalità e con dei tempi assolutamente consoni, assolutamente ordinari per un fatto così tragico. Concludo l'argomento produzioni documentali, acquisizioni documentali con le dichiarazioni rese da Sollecito che come dicevo prima non fanno parte di questo processo ma ne fanno parte in modo indiretto attraverso la Sentenza della Corte sulla misura cautelare 16410 del 2008, che è agli atti come tutto il resto del compendio dicevo sulle misure cautelari, perché la Corte di Cassazione richiama le differenti dichiarazioni di Sollecito come elemento di prova a carico della Knox, incrociate con altre dichiarazioni testimoniali, in particolare quelle della Butterworth, circa la descrizione del cadavere e così via, oltre ed è questo l'incrocio probatorio a cui fa riferimento la Corte di Cassazione in quella Sentenza a vostra disposizione, oltre al memoriale del 6 di novembre redatto da Amanda Knox e di cui abbiamo parlato, e all'intercettazione ambientale del 17 novembre in cui Amanda Knox riferisce alla madre: “Io ero lì, non posso dire diversamente”. Sono questi quattro supporti, ripeto, tra cui le dichiarazioni diverse di Sollecito che voi avete a disposizione attraverso la Sentenza della Corte di Cassazione richiamata nelle vostre ordinanze di acquisizione documentale. Ma, e concludo questo capitolo, il primo riscontro negativo alla ricostruzione offerta alla serata del primo di novembre da parte di Sollecito e della Knox ci viene data da quanto riferito dal padre di Sollecito nella sua deposizione, 19 giugno del 2009, Amanda Knox ce lo ripete anche nel suo esame reso difronte a voi ci dice che quella sera hanno mangiato molto tardi, addirittura verso le 23:00, 23:30, hanno poi fumato uno spinello, pagina 155, hanno poi fatto l'amore e poi episodio della perdita di acqua dal lavandino. Il padre di Sollecito ci dice invece qualcosa di diverso, ci dice che telefona alle 20:40, appena uscito dal cinema, carte 36 della sua deposizione e ci dice inizialmente che non sapeva quando gli risponde il figlio dove si trovasse il figlio, ma poi successivamente, pagina 45, ci riferisce che mentre era al telefono, quasi contemporaneamente il figlio si lamentava, siamo alle 20:40 quindi non alle 23:00 come riferito da Amanda Knox, quasi contemporaneamente alla telefonata, mentre lavavano i piatti, quindi alle 20:40 avevano già cenato a conferma poi di tutti gli orari che vedremo in modo successivo riscontrati da Curatolo e da altri alibi cosiddetti falliti, su cui torneremo, Sollecito era a casa sua alle 20:40, avevano già cenato ed era in corso l'episodio della perdita di acqua. “Ma facendo riferimento alla perdita dello scarico devo dedurre, in questo momento lo deduco categoricamente, che mio figlio in quel momento si trovava a casa sua”. Ecco, io Presidente ho terminato l'aspetto dell'acquisizione documentale.
GCM:
Possiamo sospendere, sono le 13:36, riprendiamo alle 14:30, così da poter esaurire nella giornata le Parti Civili. Si sospende l'udienza con invito a tutte le parti a ricomparire con puntualità alle ore 14:30.
ALLA RIPRESA
GCM:
Si riprende l'udienza, si prosegue con la discussione, sta esponendo l'Avvocato Maresca difensore della Parte Civile familiari di Kercher Meredith. Gli imputati sono presenti, i difensori, il Pubblico Ministero è in aula, gli operatori sono pregati di consentire la ripresa della udienza. Prego Avvocato.
FM:
Grazie Presidente. Riprendo la parola, Signor Presidente e Signori della Corte, ricordando che prima della pausa, ho finito l'esame di quella che ritengo, adottando le parole del Pubblico Ministero, la prima colonna portante di questo processo ovvero sia l'acquisizione documentale e la corrispondente produzione documentale con l'esame dell'imputata Knox. Il secondo granitico mattone di questo processo è la simulazione del furto, come contestato al capo F dell'imputazione, in concorso ai soli imputati Knox e Sollecito e che come descritto nell'imputazione, perché poi bisogna ricordarsi, come si dice, che l'imputazione è sempre la bussola per navigare nel mare della imputazione e qui abbiamo una imputazione gravissima, molto ampia, descrittiva. Il Capo E è molto preciso e il Pubblico Ministero nel redigerlo ha dato la linea di interpretazione perché le ultime due righe del capo E sono precisissime nella volontà delittuosa dei due imputati in concorso: “il tutto per assicurarsi l'impunità dei delitti di omicidio e di violenza sessuale, tentando di attribuirne la responsabilità a sconosciuti penetrati a tal fine dell'appartamento” si vuole spostare l'attenzione su persone ritenute sconosciute per non essere chiamati a rispondere di quei fatti. Il Pubblico Ministero ha utilizzato una espressione che faccio mia, il fatto che le difese sono appese a quel chiodo che tutti quanti voi in sede di sopralluogo avete potuto visionare direttamente sotto la finestra della stanza Romanelli e sui cui si ritiene che addirittura il ladro solitario possa essersi appoggiato per entrare e sfondare il vetro della stanza, anzi dopo averlo sfondato con il sasso entrare nella stanza della Romanelli. Innanzi tutto, rifacendomi sempre all'ordinanza de libertate del G.U.P., è già lo stesso G.U.P. che esamina in modo preciso in quell'Ordinanza proprio la simulazione del furto e dà un taglio molto pratico a questo esame, richiamando tutti gli elementi che nel corso di questi dieci mesi di dibattimento abbiamo contestato a questa ricostruzione e che ancora oggi non ci permettono di accettarla come ricostruzione offerta alla vostra attenzione per, ripeto, spostare il tiro da una responsabilità per i reati più gravi appunto dell'omicidio e della violenza sessuale. Sappiamo in modo pacifico che le persiane della finestra erano chiuse, addirittura una delle due, quella di sinistra leggermente incastrata nel davanzale per la dilatazione del legno, sappiamo che, come ricorda il G.U.P. nella sua motivazione era impossibile valutare che gli scuri interni fossero agganciati o meno al telaio della finestra stante il fatto che all'interno della stanza ovviamente era buio e soprattutto che è la finestra più esposta ovviamente al passaggio delle auto, alle luci delle auto, tutti quanti voi avete visionato ed effettuato il sopralluogo, vi erano luoghi di accesso ben più semplici, ben più idonei. Ma anche accogliendo l'ipotesi della scalata solitaria, anche se il Tribunale del Riesame parla della necessità di Spiderman per effettuare quella scalata, ma poi il G.U.P. raddrizza il tiro, dice: “Ammettiamo anche che Rudi Guede – perché poi alla fine parliamo di lui - dato che comunque ha un fisico atletico si possa essere arrampicato su quella finestra per poi entrarvi, adottiamo anche l'ipotesi del lancio del sasso frontale dal parapetto, dalla staccionata che avete visionato grazie alla consulenza della Difesa consulente della difesa Maresciallo Pasquali che abbiamo sentito all'udienza del 3 luglio 2009 ed aggiungo questa osservazione alla ricostruzione già offerta e quindi non la ripeto dal Pubblico Ministero, bisogna fare una scelta nell'offrire al vostro giudizio questo fatto delitto cioè dobbiamo fare due ipotesi quindi che il ladro, leggesi Rudi Guede, sia entrato prima del rientro di Meredith Kercher nell’abitazione oppure sia entrato dopo. All’udienza preliminare le Difese dei due imputati hanno cavalcato l'ingresso anticipato rispetto all'ingresso della vittima che noi sappiamo, anche questo è un dato certo essere attorno alle 21:00, quindi noi dobbiamo ipotizzare che qualche minuto almeno prima delle 21:00 Rudi Guede ha lanciato il sasso rischiando di essere visto dalle macchine che passavano, si è arrampicato e ob torto collo perché doveva andare in bagno ha aspettato, forse è stato sorpreso, non lo sapeva, il rientro di Meredith Kercher, ci hanno detto le Difese all’udienza preliminare che lui era nel bagno e quindi esce dal bagno, incontra la vittima, ricordiamoci che la ricostruzione offerta anche se poi è stata adattata in un altro degli adattamenti delle Difese allo sviluppo dell'istruttoria, l’ipotesi difensiva era sempre quella dell’ingresso ai fini del furto e Rudi Guede non scappa, quindi incontra la vittima e invece di allontanarsi approfittando forse del fatto di non essere stato visto perché Meredith nel frattempo era andata in camera sua, uscendo dal bagno poteva utilizzare la porta principale di casa, ma su questo aspetto c’è un’eccezione, sappiamo che la porta di casa doveva necessariamente essere chiusa con le mandate e quindi Meredith probabilmente rientrando e sorprendendo Rudi Guede nel bagno avrà chiuso, avrebbe chiuso la porta di ingresso ma perché Rudi Guede non scappa dalla finestra che ha utilizzato per entrare, perché non utilizza l'apertura che pochi minuti prima ha fatto e che probabilmente non era stata nemmeno vista da Meredith che cammina nel corridoi per andare in camera sua, a questo interrogativo non c’è risposta ma non c’è risposta perché non esiste una ricostruzione del genere, ancora di meno esiste la possibilità di ipotizzare che Rudi Guede sia entrato in casa dopo che Meredith che aveva salutato le sue amiche inglesi e rientrata in casa quindi dopo le 21:00, evidentemente se adottiamo l’ipotesi del lancio del sasso avrebbe sentito immagino i rumori del vetro rotto, si sarebbe allertata, si sarebbe forse chiusa in camera oppure sarebbe andata incontro al ladro per vedere che cosa succedeva nella attigua stanza della Romanelli e sappiamo che la dinamica non è questa perché l’aggressione avviene nella stanza di Meredith, non nel corridoio non nella stanza della Romanelli, quindi è da escludere qualsiasi delle due ipotesi prima o dopo il rientro di Meredith in casa e quindi l’ingresso del ladro. Ma l’aspetto più sorprendente è che il Professor Introna anche lui ha usato il termine la Dottoressa Comodi “pozzo di scienze” come il Professor Vinci si lancia in delle valutazione volumetriche che non fanno parte ovviamente, tutti quanti noi lo sappiamo, del bagaglio di un medico legale tanto meno del Professor Introna per sostenere sinedie ad oltranza l’ipotesi dell’aggressore solitario, l’ipotesi dell’aggressore unico che sorprende alle spalle Meredith Kercher, quindi contesta le misure che sono state prese dalla Scientifica in sede di sopralluogo, contesta le misure utilizzate dal Dottoressa Camana dell’unità di crimini violenti per la ricostruzione e per le tre ipotesi che sono state portate alla vostra attenzione di cui alla consulenza da voi acquisita e sostiene che i volumi della stanza in cui è avvenuta l’aggressione non permettono il movimento e la gestione dell’azione a più di una persona. Ricordo alla vostra attenzione della consulenza Introna alle pagine 159, l’aggressore giunse di soppiatto posteriormente, di soppiatto ma c’è un vetro rotto quindi se è di soppiatto il vetro non è più rotto perché evidentemente se no si fa rumore, posteriormente quindi in modo del tutto contrastante con le conclusioni a cui arriva altro consulente della Difesa Sollecito Professor Torre che all’udienza del 6 luglio ci dice che non è d’accordo con il suo collega, quindi dico se non si mettono d’accordo le Difese ancor di meno ci dobbiamo mettere d’accordo noi con queste ipotesi prive di fondamento perché il Professor Torre probabilmente seguendo l’indirizzo di quasi tutti i consulenti perché poi Introna alla fine si ritroverà solitario nell’adozione di questa ricostruzione, nell’adottare questa ricostruzione, il Professor Torre parla di una aggressione comunque frontale e comunque laterale al di là della dinamica di tutti e tre gli imputati, per cui il Professor Introna ci dice: “non ci sono i volumi e quindi si deve parlare di un unico aggressore” ma ricordo a voi che in sede di sopralluogo mi pare, forse posso sbagliare di qualche persona in un certo momento vi erano circa cinque, sei Giudici contemporaneamente in quella stanza per vedere i luoghi effettivamente concretamente... quindi non ci sono problemi di spazio e quindi le valutazioni di Introna sono prive di supporto tecnico e logico.

Ma vi è di più, vi è di più perché nell’adattabilità delle Difese il Professor Introna modifica la volontà delittuosa dell’aggressore, abbiamo parlato per tutti i mesi delle indagini preliminari, per l’udienza preliminare così concludono le Difese che quell’ingresso, quella violazione era finalizzata al furto, non più vi è l’adozione del fine sessuale e quindi finalmente si dà una veste sessuale, ci arriva anche il Professor Torre a questo omicidio perché fino a quel momento si diceva che l’omicidio era avvenuto così come degenerazione del furto e si contestava la realizzazione della violenza sessuale su cui poi l’Avvocato Perna si soffermerà e vi darà tutti i riscontri. Leggete carte 143 e 154 delle trascrizioni udienza 20 luglio 2009 del Professor Introna che addirittura in una valutazione direi quasi onnisciente arriva a dire: “l’aggressore ha le due mani libere, la vittima è in posizione carponi, tira la fascia del reggiseno e la taglia, taglia anche le bretelline”, a un certo punto si dimentica anche del coltello per arrivare a dire che l’aggressore ha due mani libere, ma chi taglia le bretelle essendo unico l’aggressore del reggiseno, ricordiamoci che il Professor Introna sostiene che Meredith era seduta ferma in qualche modo carponi fosse con le gambe e quindi la bretellina del reggiseno va alzata, bisogna tagliarla col coltello senza provocare lesioni perché non sono state rintracciate sulla schiena di Meredith, sulle spalle di Meredith. Quante mani doveva avere quest’unico aggressore per tenere il coltello, alzare le bretelline del reggiseno e tenere ferma carponi la vittima. Il Professor Introna non ce lo dice. Ma sullo stesso parametro, sulla stessa linea è il Maresciallo Pasquali che vi ha portato quella consulenza veramente inaffidabile devo dire e mi sia permesso il termine perché ci dà dei titoli al suo lavoro, ci spiega il piano di lavoro, ci spiega l’ispezione della finestra della camera di Romanelli, gli esperimenti ricostruttivi e poi ci dice innanzi tutto che è esperto balistico e che quindi di proiezione di pietre non se n’è mai occupato, ma soprattutto ci dice che nella sua consulenza che peraltro noi abbiamo adottato in questa ricostruzione che vi sto offrendo quindi il lancio dal parapetto di fronte e quindi non da sotto con il rischio di essere colpiti dalla pietra stessa che si lancia come dice il G.U.P. Micheli nella motivazione dell’Ordinanza, il buon Maresciallo Pasquali non tiene conto delle persiane e quindi le considera aperte a 360 gradi, pagina 21 e 22 del suo esame del 3 luglio 2009 non tiene conto della traiettoria del sasso che abbiamo visto essere di peso non indifferente, pagina 40, della forza impressa dal lanciatore e della luce al momento del fatto quindi di notte senza illuminazione interna che permetta la visione come dicevo prima degli scuri o meno tant’è che la sua sperimentazione perché la definisce così Pasquali la effettua di giorno. A questo punto rimanendo sempre in ambito di quelli che sono i reperti più importanti ricordo all’attenzione della Corte che nella dinamica dell’istruttoria dibattimentale e nell’esame dei vari consulenti probabilmente... in relazione proprio alla simulazione del furto vi sono delle tracce biologiche fondamentali e importantissime che forse sono state un po’ tralasciate nell’esame dei vari consulenti ma che sono di pregnante importanza e sono le tracce esaltate con il luminol nella stanza della Romanelli collegate sicuramente alla simulazione del furto che abbiamo appena trattato. A carte 5 della sua Ordinanza il G.U.P. Micheli dice ergo quel DNA con tutte le necessarie future verifiche sulla natura precisa della traccia data la molteplicità delle sostanze luminol positive oltre al sangue e ne abbiamo parlato a lungo con tutti i consulenti, di succhi di frutta, di ruggine e così via, ma lì c’è il sangue e vi darò poi i numeri dei reperti sta oggi ad attestare con verosimile ragionevolezza che chi entrò in quella stanza lo fece quando Meredith era già stata colpita e dunque da dentro e non da fuori ruppe il vetro. Reperto 177 campionatura... mi riferisco alla relazione, agli atti della Dottoressa Stefanoni acquisita agli atti all’inizio del dibattimento, campionatura di presunta sostanza ematica evidenziata mediante tecnica del luminol effettuata sul pavimento situato nella stanza in uso a Romanelli Filomena, viene descritto a pagina 219 reperto 177 ripeto di fondamentale importanza, misura di sostanza biologica due individui entrambi di sesso femminile ha fornito un risultato di compatibilità, è compatibile con l’ipotesi di misura di sostanza biologica contenente sostanza ematica appartenente a Knox Amanda e Kercher Meredith. Ebbene a mio avviso proprio sul rispetto al reato di simulazione del furto quindi alla condotta finalizzata alla simulazione è questa la firma, l’autografo di quella simulazione perché il riscontro biologico della sostanza ematica della vittima con il profilo genetico di Amanda Knox permette di dire con certezza che successivamente all’omicidio Amanda Knox è entrata nella stanza della Romanelli per effettuare con Raffaele Sollecito la simulazione del furto. Queste tracce che sono state precisate a voi dalla Dottoressa Stefanoni non sono state mai oggetto di diverse valutazioni da parte dei vari consulenti, forse mi sbaglio ma posso dire mai e il risultato di questo profilo genetico ottenuto è pacifico ed è agli atti e ritengo che questo veramente sia un elemento fondamentale per ricostruire proprio la responsabilità sul capo E che è la chiave di lettura dell’intero accadimento del fatto delitto.

Sempre in ambito dei rilievi biologici e prima di dare la parola alla mia collega, mi soffermo in modo brevissimo sul gancetto del reggiseno per aggiungere alcuni spunti di riflessione alla Corte nell’esame della riferibilità del risultato dell’esame biologico del profilo genetico di Raffaele Sollecito. La prima considerazione è questa sapete Signor Presidente e Signori della Corte che nella casa di Via della Pergola è stato trovato profilo genetico di Sollecito e Knox sul mozzicone di sigaretta, è il reperto 145, siamo a pagina 12 della consulenza agli testi della Dottoressa Stefanoni, viene descritto a pagina 181 ed è l’unico diverso reperto riferibile a Sollecito e come ci dice la Stefanoni a carte 119 della sua trascrizione è stato repertato nel primo sopralluogo ed immediatamente portato via, questo vuol dire che da quell’unico altro reperto per cui possiamo riferirci al profilo genetico di Raffaele Sollecito non può semmai potesse succedere essersi realizzata contaminazione perché nel famoso intervallo di tempo per repertare il gancetto del reggiseno 18 dicembre il mozzicone di sigaretta va via da quella casa immediatamente. Un altro argomento è il reperto 59 cioè il reggiseno intero che viene trovato poi ai piedi del cadavere elencato a pagina 10 della relazione e viene descritto a pagina 99 della relazione, è un altro reperto importantissimo perché non è stato trovato profilo genetico di Sollecito ma il profilo genetico di Rudy Guede, quindi la conseguenza di questo è che si può escludere la contaminazione della sola fascia dove ci sono i gancetti rispetto alle manovre effettuate sul reggiseno, sono due fasi diverse. Anche il reggiseno viene repertato immediatamente quindi non può aver contaminato la fascetta tagliata con i gancetti, pagina 121 delle trascrizioni dell’udienza 23 maggio Dottoressa Stefanoni. Il tappetino dove è stato trovato il gancetto il 18 dicembre nel sopralluogo, pagina 122 delle trascrizioni della Dottoressa Stefanoni, conteneva anche un calzino avvolto, il calzino viene elencato a pagina 13 della relazione e viene descritto a pagina 207, non viene rintracciato nel calzino alcun profilo utile se non quello della vittima, si sostiene che la contaminazione possa essere avvenuta in questo mese e mezzo tramite il tappetino che però guarda caso non contamina il calzino. Sul punto il Professor Tagliabracci, pagina 95 e 96 della sua deposizione del 14 settembre non riesce nemmeno di fronte alle domande del Presidente a prendere una linea decisa definitiva perché contesta da una parte la bontà del risultato dicendo che c’è stata contaminazione addirittura per movimento di aria fra le stanze, ricordiamoci che non ci sono altri reperti in quel mese e mezzo con il profilo genetico di Sollecito e quindi non ci sono fonti di contaminazione, ma addirittura poi contesta il profilo genetico rintracciato quindi il risultato ottenuto tant’è vero ripeto carte 95 e 96 delle trascrizioni che è lo stesso Signor Presidente che gli chiede: “sì ma lei inizialmente sosteneva che era contaminato ora invece ci dice che il risultato non è quello giusto” tant’è vero che io utilizzo l’espressione nel fargli la domanda, una doppia negazione che afferma in sostanza perché nega che quello sia il profilo genetico e quindi dice che il risultato non è quello giusto e che può essere assegnato ad altra persona sconosciuta però poi si permette di dire che è contaminato ma non sappiamo come fa a parlare di contaminazione dato che lui ritiene che la persona sia sconosciuta all’esito dell’esame. I reperti nel bagno piccolo, sono i reperti indicati nella relazione della Dottoressa Stefanoni 23 e 24, 66, 136, 137 le campionature di presunta sostanza ematica sulla placca dell’interruttore, sul lavabo frontalmente, sul bidet, sul cotton fioc, all’interno del lavabo, ulteriore contestazione da sempre sostenuta da entrambe le Difese, vengono descritti a pagina 53, 55, 119 i profili genetici rintracciati sono i medesimi ovvero sia Knox vittima anche rispetto... sono cinque reperti, due vengono repertati con la medesima garzina da cui contestazione ripetuta di contaminazione, ma la Dottoressa Stefanoni carte 124 e 125 e i risultati che ella inserisce nella sua relazione ci dicono che al di dà del prelievo o meno effettuato con la medesima garzina anche gli altri tre riportano lo stesso profilo a conferma che evidentemente il profilo genetico ottenuto corrisponde evidentemente a verità e vi è stata commistione di sostanza ematica tra la vittima ed Amanda Knox anche perché ricordiamoci, lo dicevo all’inizio della mia Difesa ma ovviamente era scontato, è la stessa Knox che nel corso dell’esame ci dice che il giorno 1 il bagno e la casa non presentavano ovviamente tracce ematiche. Infine il reperto 22, il reperto 22 si riferisce al tappetino nel bagno sul quale troviamo l’impronta riferita dagli esperti della Scientifica Rinaldi Boemia al piede di Raffaele Sollecito, è l’udienza del 9 maggio, Rinaldi con efficace precisione risponde alle domande del Pubblico Ministero specificando che l’impronta è continua, che non vi è nessuna differenza di dimensione (inc.) nell’impronta e che hanno valutato solo aspetti dimensionali, pagina 106, mediante lo abbiamo poi conosciuta tutta la griglia di Robbins che è centimetrata che il loro studio si è realizzato mediante punti omogenei pagina 153 perché solamente l’omogeneità della valutazione può dare certezza e non tutto quello che ci dirà poi il Professor Vinci per spostare con la sua consulenza la riferibilità del piede a Rudi Guede ed è ci dice il Dottor Rinaldi utilizzazione ordinaria di questi parametri, pagina 162, tutti gli studiosi si muovono con la griglia di Robbins e con punti omogenei di esame. Sul tappetino sappiamo ce lo ricordiamo tutti non era impresso anche il tallone e quindi Rinaldi non lo può utilizzare per la comparazione ma viceversa per dare certezza al risultato, pagina 167 della sua deposizione, effettua un’ulteriore misurazione a un centimetro dal vertice dell’alluce che ci dà l’identità specifica, dettagliata al piede di Sollecito, ci specifica poi che è sostanza ematica, pagina 169 quella deposta sul tappetino con il cosiddetto effetto timbro e poi ci spiega a domande specifiche della domanda Knox Sollecito che questi parametri e ci spiega poi il concetto che devo dire non è di facile interpretazione per l’utilità nei confronti negativi quindi esclusione degli altri due imputati e con l’altro imputato la verifica della compatibilità, ecco perché esprime un giudizio di probabile identità. Per quanto riguarda poi la scarpa, l’impronta della scarpa destra, pagina 175 e 176 della deposizione di Rinaldi ci specifica che si tratta di una scarpa di numero 36/38 e che per l’appunto la Knox porta il numero 37. Il 19 settembre il Professor Vinci si sofferma per tantissime ore sulla sua attività di consulente e in questo... e sulle considerazioni di questa attività mi riporto e non voglio tediare la Corte a quanto già espresso dalla Dottoressa Comodi in sede di requisitoria, in particolare sul fatto che il Professor Vinci disegna addirittura il tallone per la riferibilità dell’impronta quando il tallone non c’è e che quella schermatura, quella rappresentata dal Professor Vinci come se fosse il tallone altro non è che il colore derivante dalla cottura della mattonella come abbiamo visto poi dalle altre foto della Scientifica in sede di sopralluogo, e così in relazione alle misurazioni effettuate perché ogni volta parte da dei riferimenti diversi ma soprattutto la sovrapposizione computerizzata di cui si previa il Professor Vinci che viene fatta solamente con il raffronto all’impronta di Rudi Guede e non a quella di Sollecito. Sono state acquisite agli atti le relazioni di Rinaldi e Boemia che confermano con l’esito dei confronti quello che vi ho fatto fino adesso. Dobbiamo parlare qualche minuto, vi devo parlare qualche minuto di un aspetto fondamentale per ricostruire la condotta concorsuale dei tre imputati e per la vostra attenzione ovviamente dei due imputati che voi dovete giudicare. Il Tribunale della Libertà, il Tribunale del Riesame a carte 13 della sua Ordinanza riferita a Rudy Guede parla di un collegamento intersoggettivo tramite Amanda Knox, questo è il nucleo del processo. Si sbaglia nel dire che non vi è concorso, si sbaglia totalmente nel dire che non vi è concorso se non vi è conoscenza tra gli imputati, il concorso è una cosa la conoscenza degli imputati è un’altra. Vi è una partecipazione dinamica, dinamica e non statica di tutti gli imputati provata, pacifica, da tutti i riscontri scientifici, biologici che sono stati portati alla vostra attenzione ed allora bisogna studiare e bisogna valutare l’accordo criminoso tra i tre imputati per arrivare alla morte, all’evento morte di Meredith Kercher; è un argomento difficile perché poi è stato proposto anche in udienza preliminare rispetto ad un’ipotesi eventualmente ex articolo 116 di concorso anomalo da parte di alcuno degli imputati ed è lo stesso G.U.P. che si sofferma dedicando alcune pagine della sua motivazione escludendo l’ipotesi di cui al 116 ovviamente per alcuno degli imputati. Bisogna ricordarsi nell’esaminare questo aspetto che ed è lo stesso G.U.P. tra l’altro che lo menziona, che vi è una decisione istantanea di entrare in casa e che l’accordo delittuoso è sicuramente genetico, è genetico sulla violenza sessuale, è genetico ma interviene in tempi successivi perché l’ingresso in casa è aiutato, è autorizzato dalla persona che non aveva bisogno di rompere i vetri delle finestre ovvero sia da Amanda Knox che entra in casa con gli altri due imputati probabilmente senza che in quel momento sussista accordo criminoso ma semplicemente perché vi è la volontà di una serata insieme, vi è la volontà di passare qualche tempo insieme. Nasce poi l’accordo criminoso in modo genetico di fronte ed è il primo step delittuoso di fronte alla resistenza di Meredith Kercher alle avance sessuali portate dagli imputati tant’è che non si parla, il Pubblico Ministero è perfetto nella ricostruzione, non contesta la premeditazione contesta il concorso semplice perché riscontriamo poi l’aspetto dinamico delle condotte, la violenza, la modifica della scena del delitto pacifica, il reggiseno viene tolto dopo, la finta effrazione della finestra e così via. Il cambiamento di approccio volitivo concorsuale agli accadimenti dalla violenza sessuale fino ad arrivare al delitto è accettato da tutti gli imputati così come si rappresenta, nessuno di loro lo esclude, nessuno di loro rifiuta alla comparsa del coltello l’evento ulteriore che è quello dell’omicidio, coltello che viene usato lasciando intravedere ed accettare mentalmente volitivamente che viene usato unicamente per le minacce da cui la molteplicità delle lesioni, è fuori di dubbio checché ne dicano i consulenti che tutte le lesioni sono progressive e che vi è un excursus di minaccia, una resistenza maggiore della vittima fino ad arrivare alla morte. Adesione al reato voluto in modo concorsuale e la violenza sessuale, la commissione dell’ulteriore reato da parte di tutti i concorrenti in modo partecipativo, in modo astratto ed in modo concreto così come vuole la giurisprudenza tant’è che l’omicidio è uno dei tipici delitti che segue spesso lo sappiamo la violenza sessuale. Qualcuno dei tre si poteva fermare? Qualcuno dei tre poteva interrompere la sua partecipazione attiva e poteva fermare gli altri concorrenti in quel momento nel reato, se non è stato fatto non è stato fatto perché tutti hanno adottato quel meccanismo di azione e tutti l’hanno voluto fino in fondo. Vi è una relazione diretta tra i soggetti in coerenza con la ricostruzione fattuale e con l’accesso di più persone senza necessità di forzature e con qualcuno, con il consenso di qualcuno di casa, questo dice il Tribunale del Riesame. Non mi voglio dilungare su quello che dice la giurisprudenza sulla applicazione del 116 perché a voi ben noto ma quello che voglio ricordare è che parlando del concorso ex articolo 110 abbiamo un supporto probatorio testimoniale di cui ha già parlato il Pubblico Ministero nella sua requisitoria ma soprattutto abbiamo dei riscontri certi, positivi, pacifici della presenza dei tre imputati sulla scena del crimine e quindi ripeto il concorso va esaminato parallelamente alla conoscenza dei tre imputati, sicuramente diversa è pacifico tra Sollecito e Rudi Guede ma non ci interessa in questo momento, ci interessa come dice il Tribunale del Riesame che la connessione intersoggettiva fra i tre imputati è Amanda Knox e vi è certezza della presenza dei tre imputati sulla scena del crimine nello stesso momento fino in fondo, fino al momento in cui si toglie la vita a Meredith Kercher. È pacifica la frequentazione di Rudi Guede in Via della Pergola, lo abbiamo sentito, la sua conoscenza di Amanda, la vicinanza di abitazioni e quindi il fatto che le Difese vi diranno che non c’era effettiva conoscenza fra i tre non solo non è vero ma soprattutto non influenza l’accordo istantaneo immediato, accordo delittuoso criminoso una volta entrati in casa, quindi esclusione assoluta dell’applicazione del 116, esclusione assoluta dell’applicazione del 586 del Codice Penale poiché per tale delitto si deve escludere ogni forma di previsione nella propria condotta anche a titolo eventuale e quindi ogni volontarietà anche indiretta e sappiamo che questo nel nostro caso che ci occupa non è successo. Io per adesso ho terminato, lascio la parola all’Avvocato Perna che concluderà gli aspetti biologici scientifici e poi la riprendo per le conclusioni. Grazie.
GCM:
Prego.


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