Francesco Introna's Testimony

From The Murder of Meredith Kercher
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Key to abbreviations
LM Luca Maori Sollecito defense lawyer Avvocato
FI Francesco Introna Professor of forensic medicine at the University of Bari Defense consultant
GCM Giancarlo Massei Judge Presidente
DR Daniela Rocchi Defense Counsel for Raffaele Sollecito Avvocato
PM Pubblico Ministero May refer to Comodi or Mignini
FM Francesco Maresca Counsel for Kercher family (civil plaintiffs) Avvocato
GM Giuliano Mignini Prosecutor Pubblico Ministero
MC Manuela Comodi Prosecutor Pubblico Ministero
SP Serena Perna Counsel for Stephanie Kercher Avvocato
ESAME DEL CONSULENTE
INTRONA FRANCESCO


IL TESTE, AMMONITO AI SENSI DELL’ART. 497 CODICE DI PROCEDURA PENALE, LEGGE LA FORMULA DI RITO.
GENERALITA’: Introna Francesco nato a Bari il 11.02.1955, consulente.


DIFESA – AVV. MAORI

LM:
Sono l’avvocato Maori della difesa Sollecito. Professore, ci può dire le sue competenze e le sue qualifiche professionali anche in relazione a esperienze professionali che lei ha svolto sia per conto di privati che per conto della pubblica amministrazione?
FI:
Sono professore ordinario di medicina legale nell’Università di Bari, sono il direttore della scuola di specializzazione federata nell’Università di Bari e dell’Università di Foggia, ovviamente sono specialista in medicina legale. Sono l’unico specialista in Italia specializzato in America in forensic patologia abilitato all’esercizio in America come medico legale.
LM:
Lei ha svolto anche ultimamente un incarico professionale che è stato affidato dalla Procura di Bari in relazione al caso Gravina?
FI:
Sì, non è l’unico caso, forse è il più eclatante, l’anno scorso ho avuto incarico da parte della Procura di Bari di occuparmi della morte dei due fratellini Pappalardi.
LM:
Quindi lei è stato consulente del Pubblico Ministero?
FI:
Sono stato il consulente del Procuratore della Repubblica e del Pubblico Ministero.
LM:
Va bene, in relazione a questo procedimento che tipo di attività ha svolto e sulla base di quali atti ha effettuato il suo lavoro?
FI:
Io non ho partecipato all’autopsia, io sono stato incaricato abbastanza tardivamente in questo procedimento e ho basato tutta la mia relazione sull’esame di tutte le fotografie che sono presenti in atti, sull’esame del filmato dell’autopsia, sull’esame dei filmati di sopralluogo. Sulle prove testimoniali che sono state fornite dai vari consulenti ho partecipato e ho assistito alla escussione dei vari consulenti e dalle prove testimoniali comunque presenti in atti inerenti all’aspetto biologico della morte di Meredith Kercher.
LM:
Quindi lei professore ha potuto visionare i due filmati relativi al sopralluogo del 02 e 03 novembre e quello successivo del 18 dicembre?
FI:
Sì.
LM:
Lei ha svolto una relazione ponderosa che ha penso con se, ci vuole dare conto di quello che lei ha potuto esaminare e iniziamo dall’epoca della morte.
FI:
Sì, io ho bisogno comunque di precisare che tutto ciò che dirò, tutto ciò che è scritto nell’ambito di questa relazione che poi consegneremo è relativo al dato autoptico che interessa il cadavere di Meredith Kercher. Sulla base di questi dati oggettivi che verranno effettuate delle valutazioni. Io non mi sono occupato delle macchie nel sopralluogo, delle impronte di scarpe, delle impronte del coltello sulle lenzuola o sul materasso, non mi sono occupato dell’ambiente, mi sono solo occupato e ho tentato di fare così come ogni medico legale dovrebbe fare di tentare una possibile ricostruzione finale partendo dai dati oggettivi che scaturiscono dall’esame del cadavere. Dati oggettivi che sono stati corretti, modificati nel corso di questa prima fase come tutti sappiamo in funzione degli errori che sono stati fatti e che comunque io ritengo adesso abbiano una certezza definitiva di accadimento come dati oggettivi autoptici. Per poter arrivare ovviamente a un tentativo di ricostruzione degli eventi dobbiamo esaminare alcune parti, così come normalmente fa il medico legale nell’ambito di un escursus peritale. Primo l’epoca della morte cercando di definirla il più precisamente possibile, poi le cause e i mezzi che hanno determinato la morte, poi parleremo eventualmente di ciò che si ritiene sia stata una violenza sessuale, degli ambienti in cui tutto ciò è avvenuto e alla fine tenteremo di fare una ricostruzione. Ovviamente io cercherò di essere abbastanza contenuto però ovviamente Presidente ove si vogliano fare delle domande anche durante la stessa mia relazione in modo da poter essere più puntuale. Epoca della morte, ho preparato qualche slide, allora noi dobbiamo partire per poter parlare dell’epoca della morte noi dobbiamo prendere in considerazione i rilievi che sono stati effettuati, cosa è stato effettuato, quando è stato effettuato. Allora noi sappiamo per certo che il giorno o1 novembre del 2007 alle ore 21.00 Meredith Kercher fu vista in vita per l’ultima volta, fu accompagnata a casa così come prove testimoniali hanno documentato. Alle ore 12.00 del giorno successivo il cadavere orientativamente fu rinvenuto nell’abitazione nella camera della Kercher...
LM:
Un’ora e mezza dopo...
FI:
Addirittura meglio alle 13.30, dopo di che c’è l’intervento della polizia scientifica e il primo rilievo serio da un punto di vista tanatocronologico viene effettuato dal dottor Lalli alle ore 00.50 del giorno 03 novembre. C’è un secondo rilievo tanatocronologico che viene effettuato alle ore 12.00, un terzo che viene effettuato il giorno successivo alle ore 10.00. Cosa vedono, cosa ci dicono questi rilievi tanatocronologici, iniziamo a parlare di quello effettuato nella nottata poco dopo mezzanotte, alle 00.50 del giorno 03 novembre. Il dottor Lalli vede ipostasi impallidenti, rigidità cadaverica presente e valida. Si tratta di rilievi importanti da un punto di vista medico legale tanto più precoce è il loro rilievo tanto più utile è il limite cronologico della morte che indicano. Il giorno 03 alle ore 12.00 in sede di esame esterno fu evidenziato ancora ipostasi fisse e rigidità ancora presente e valida. Alle ore 10.00 del giorno 04 novembre sempre il dottor Lalli sempre così come è scritto nella sua relazione evidenziò ipostasi fisse perché le ipostasi una volta che si fissano diventano fisse per sempre e la rigidità che era risolta, la rigidità si forma e poi si risolve nel tempo man mano che iniziano a subentrare fenomeni trasformativi nella salma. Cosa ci dicono queste indicazioni, sono delle indicazioni molto grossolane, molto grossolane, le indicazioni che noi possiamo ottenere dall’esame della rigidità e dall’esame delle ipostasi così come detto da tutti i periti e i consulenti che si sono avvicendati nelle sale di questo omicidio danno delle indicazioni talmente vaghe da non essere utilizzabili concretamente. Le indicazioni delle ipostasi che erano impallidenti alle ore 00.50 del 03 novembre e diventano fisse alle ore 12.00 del 03 ci dicono orientativamente una epoca di morte verso le ore 12.00 del 02 novembre. Lo stesso l’esame della rigidità, cioè non ci dicono esattamente nulla di nuovo con una precisa definizione dell’epoca della morte. Cosa è utile invece per la definizione dell’epoca della morte? Sicuramente il raffreddamento del cadavere, sicuramente l’analisi del contenuto gastrico che sono due elementi che in medicina legale hanno una valenza maggiore ove correttamente repertati nei confronti della semplice analisi delle ipostasi e della rigidità cadaverica. Il raffreddamento del cadavere noi abbiamo qualche dato che dobbiamo utilizzare, il primo alle ore 00.50 del 03 novembre il dottor Lalli riscontra temperatura ambientale 13 gradi, temperatura del cadavere presa a livello rettale 22 gradi. Questi sono due dati molto importanti, sono dati suscettibili di variabilità. La variabilità in questo caso è dovuto dal fatto che la salma fu rinvenuta sotto un piumone, non è certo quante volte questo piumone fu alzato e rimosso da parte della polizia scientifica che pure doveva fare prima dell’intervento del dottor Lalli i rilievi di sopralluogo fotografici. Ci è stato detto in maniera testimoniale che questo piumone non fu mai alzato e non fu mai rimesso sulla salma dal lasso fra il rinvenimento della salma e l’esame fatto dal dottor Lalli. Comunque sicuramente la presenza di questo piumone rappresenta una variabilità, l’altra variabilità è dato che non sappiamo il grado di umidità dell’ambiente in cui fu trovata la salma. L’altra variabilità è che noi non sappiamo se i caloriferi erano accesi o fossero spenti, non sappiamo neanche il timing di questi caloriferi, non sappiamo niente di tutti questi elementi. Comunque questi sono dati sicuramente utili e preziosi ove presenti ma non sempre nell’ambito della letteratura medico legale c’è questa disponibilità. Allora esistono delle formule che ci consentono di stabilire l’epoca delle morte, queste formule sono le stesse formule che ha usato il dottor Lalli. Il dottor Lalli usa il normogramma di Henssge non quello che normalmente si ritrova sui libri ma quello che si ottiene da un programma informatico di costante uso in ambito medico legale che prevede delle correzioni. Cosa e questa è la videata del programma che usa il dottor Lalli e che è accluso alla perizia del dottor Lalli e che come vedere ci sono dei dati di riferimento. Il primo torno un attimo indietro è l'input che il dottor Lalli da, temperatura ambientale inserisce 13 gradi correttamente, temperatura iniziale del corpo 37.2 gradi, è la temperatura che viene considerata standard e ovviamente siccome non c’era presupposto che il soggetto avesse la febbre il dottor Lalli mette come temperatura iniziale del cadavere 37.2 standard, la temperatura rettale inserisce 22 gradi e poi inserisce un fattore di correzione e lo inserisce in maniera corretta. Questo fattore di correzione è un fattore che consente di variare ovviamente l’output del computer in funzione di situazioni particolari, in questo caso noi eravamo in una situazione particolare. La salma era coperta da un piumone, la salma era in un micro ambiente protetto da un punto di vista termico e di conseguenza il dottor Lalli mette un fattore molto alto di correzione 1 e 7. Dopo di che il dottore per sapere bene, per poter considerare, per poter avere l’output del computer occorre inserire il peso del cadavere e il dottor Lalli inserisce 55 chili. Qual è l’output del computer, il computer con questi dati dà un output con una variabilità di 30 minuti stabilendo con una tolleranza del 95 per cento una epoca di morte alle ore 22.50. Che vuol dire tolleranza 95 per cento, vuol dire che su cento casi novantacinque casi il centro della curva gaussiana cade alle 22.50, c’è una dispersione sulle ali del cinque per cento che consente comunque di dire che il range della morte deve essere compreso tra le 21.30 e le 03.30 del giorno successivo. Tra le 21.30 e 30 ore, quindi c’è un range di morte che il computer stabilisce e noi abbiamo calcolato fra le 18.20 del 01 novembre e le 03.20 del 02 novembre che sono gli stremi massimi, ma al novantacinque per cento di tolleranza indica come epoca di morte con un lasso di mezz’ora che è molto, è tanto da un punto di vista medico legale le ore 22.50. Sembra tutto perfetto però c’è un piccolo problema, il problema è che il dottor Lalli non ha potuto pesare la salma. Non l’ha potuta pesare perché nell’istituto di medicina legale così come è stato detto in sede testimoniale dove è stata effettuata l’autopsia manca una stadiera pesa persone e perché l’indicazione del peso è stata fatta ad occhio. Ora noi abbiamo una ragazza che è alta uno e sessanta, una ragazza che è alta uno e sessanta secondo le tabelle del peso forma possiamo parlare ore su questo argomento prevede un peso leggermente maggiore dei 55 chili che sono stati indicati ad occhio dal dottor Lalli. Io volevo solo far notare come due chili in più o due chili in meno che normalmente sfuggono all’attenzione di una persona essendo penso prassi comune che ci possono essere delle variabilità anche legate a contingenti particolari che ci fanno prendere due chili e perdere due chili in poco tempo comunque avevo messo una fotografia della salma a faccia in giù dove si vede ed è una fotografia presente in atti la si può vedere in qualunque momento dove si vede che la ragazza Meredith Kercher non era una persona esile, astenica, era una ragazza normalmente normale, alta uno e sessanta. Io ho sviluppato ponendo invece che 55 così come indicato quattro pesi, 54-55-56 e 57 chili e abbiamo avuto gli esiti del risultato con le stesse variabili, se il dottor Lalli invece di dire 55 avesse indicato 57 ad occhio noi avremmo avuto l’epoca della morte con confidenza al 95 per cento alle ore 21.50, se avesse indicato 56 chili come peso del cadavere sempre come indicazione ad occhio avremmo ottenuto 22.20 del giorno 01 novembre. 55 il peso che ha indicato ad occhio abbiamo 22.50, se avesse indicato 54 avremmo indicato 23.20. Comunque la cosa che bisogna rimarcare secondo me in questo momento è che questo sicuramente ottima l’applicazione del normogramma di Henssge, secondo me importante questa indicazione tanatocronologica che deve essere rivista nell’ambito della opinabilità di una indicazione di peso fatta ad occhio che può oscillare di uno o di due chili in più e in meno ma che comunque pone alle 22.50 l’epoca della morte con confidenza al 95 per cento tenendo presente che se la salma avesse avuto solo due chili in più l’epoca della morte invece che delle 22.50 sarebbe slittata alle 21.50. Dopo di che il dato della temperatura non è stato mai considerato seriamente da nessuno dei consulenti o dei periti che finora sono stati sentiti anche perché pochi hanno rilevato che le indicazioni tanatocronologiche effettuate dal dottor Lalli utilizzavano il normogramma di Henssge che era posto soltanto nell’ultima pagina della perizia. Svuotamento gastrico e contenuto gastrico, è ovvio che il contenuto gastrico rappresenta un problema concreto, un problema concreto per il medico legale perché tantissime così come è stato detto più volte possono essere le variabilità soprattutto in occasione di eventi stressanti. Il contenuto gastrico io dico è la tomba del medico legale perché avventurarsi in un campo difficile come quello dell’analisi del contenuto gastrico rappresenta, implica delle conoscenze tecniche, fisiologiche abbastanza difficili e i risultati comunque sono sempre soggetti di una certa opinabilità. Io devo soltanto ricordare che in un altro caso che ho esaminato noi non abbiamo soltanto in due cadaveri mummificati di oltre un anno non abbiamo soltanto risolto il caso esaminando il contenuto gastrico residuo in questi cadaveri mummificati, contenuto gastrico che ormai era diventato contenuto intestinale ma per riuscire a definire esattamente...
LM:
Scusi professore si riferisce ai fatti di Gravina?
FI:
Sì, per poter riuscire a definire esattamente l’epoca della morte stando due pasti embricati fra loro molto simili che si differenziavano soltanto perché nel pasto serale si era mangiata della mortadella, noi abbiamo fatta l’analisi del Dna del contenuto gastrico avvolto al fine di stabilire in quale porzione del chimo intestinale in questi cadaveri mummificati che non era per niente semplice vi fosse il Dna della mortadella, che rappresentava la testa del transito dell’ultimo pasto. Solo così con una analisi a ritroso di confronto tra i due pasti imbricati siamo riusciti a stabilire correttamente l’epoca della morte. Queste sono delle immagini che voi non trovate nell’ambito della documentazione fotografica che sono ottenute dal filmato dell’autopsia, anche in questo caso lo stomaco non è pesato, il contenuto gastrico è definito a occhio e di questo contenuto vedete lo stomaco viene aperto inizialmente lungo la grande curvatura, il contenuto gastrico è questo marroncino che tende a spandersi, abbiamo una fuori uscita di questo contenuto gastrico che si spande tutto intorno sul tavolo, viene preso con il ramaiolo un 200 cc e messo nell’interno di questo coppino che sarà lo stesso coppino, sarà questo stesso contenitore che sarà dato ai periti del Gip che ne misureranno circa 200 grammi. Tutto il contenuto gastrico è misurato in circa a occhio, mai pesato 500 grammi. Cosa si rinviene in questo contenuto gastrico, si rinvengono variamente il consulente descrive dei frammenti amorfi di farinacei e mozzarella, i periti nello stesso contenuto descrivono un frammento masticato di mela. Questo è il contenuto che tende a spandersi sul tavolo, allora per poter stabilire l’importanza nella definizione dell’epoca della morte di un contenuto gastrico bisogna avere dei parametri di riferimento altrimenti tutto è possibile. Uno: quando è iniziato l’ultimo pasto, due: se lo stomaco ha patologie può avere una gastrite lo stomaco può ritardare i fenomeni di digestione, tre: se lo stomaco è tutto pieno o ha già iniziato a svuotarsi in quanto la fisiologia dello stomaco in soggetti normali è un evento noto. Allora noi dai dati testimoniati della composizione dell’ultimo pasto sappiamo che orientativamente alle ore 18.00 – 18.30 la Meredith ha iniziato a mangiare una pizza fatta in casa con condimenti vari, c’è chi dice formaggio, mozzarella, melanzane, forse anche della cipolla, cioè abbiamo questi condimenti che formano che è questa kitch e poi ci fu anche una domanda se c’erano funghi per caso la risposta è non ricordo, forse c’era anche del prosciutto dopo di che questa pizza home maid è stata intervallata dalla visione di un dvd, dopo di che si è mangiata una torta di mele con un gelato. Sicuramente il termine della assunzione di questo cibo è intorno alle 20.30, la ragazza Meredith Kercher con una amica, fu accompagnata parzialmente da una amica alla propria abitazione. Quindi noi abbiamo un range che abbiamo considerato dalle 18.30 alle 20.30, inizio dell’assunzione dell’ultimo pasto ore 18.30. Primo dato dati certi, secondo dato per altro vorrei dire che nel contenuto gastrico esaminato macroscopicamente dal dottor Lalli e dai periti del Gip è stato ritrovato una fetta di mele che ben si intona con la torta di mele e frammenti farinosi che sono stati rinvenuti verosimilmente riferibili sia alla torta che alla pizza. Svuotamento gastrico, non è opinabile, non sono opinabili o soggettivi i tempi di svuotamento gastrico, lo svuotamento gastrico in condizioni standard segue una sua logica. Si attua come potete vedere in questa tavola che non è mia, in circa tre ore e mezzo infatti tutti i consulenti che si sono succeduti hanno detto che lo svuotamento gastrico si realizza in tre quattro ore. Io vorrei solo sottolineare la parola svuotamento, svuotamento vuol dire che lo stomaco si svuota.


SI SOSPENDE IL PROCEDIMENTO.
IL PROCEDIMENTO RIPRENDE CON L’ESCUSSIONE DEL CONSULENTE INTRONA.


GCM:
Si riprende l’udienza con l’esame del consulente professor Introna, prego.


DIFESA – AVV. MAORI

LM:
Eravamo rimasti al concetto dello svuotamento del contenuto gastrico.
FI:
Sì, stavamo parlando dello svuotamento gastrico e proiettando questa diapositiva dove si vedono i tempi progressivi dello svuotamento gastrico fino a completo attuazione dello svuotamento si può comprendere come lo svuotamento totale avvenga indicativamente in tre ore e mezzo. Stavo dicendo che per svuotamento totale vogliamo dire che noi dobbiamo trovare lo stomaco vuoto, svuotamento, cioè una autopsia fatta dopo una morte avvenuta quattro ore dopo un pasto noto ci si aspetta di trovare lo stomaco vuoto perché si è completamente svuotato. In tre ore e mezza quattro ore da tutti i consulenti è stato indicato in tre quattro ore, range perfetto in tre quattro ore lo stomaco si svuota di un pasto normale. E’ ovvio che anche nei tempi di svuotamento c’è una opinabilità, nel senso che se il soggetto invece di mangiare un pasto normale mangia un pasto ricco di lipidi o di fritture lo svuotamento è tardivo, se mangia uno snack lo snack si svuota, esce completamente dallo stomaco prima delle tre ore e mezza previste per un pranzo standard medio leggero, a base di farinacei tanto per intenderci. Queste sono delle indicazioni generali, quindi noi conoscendo il pasto effettuato dalla Meredith Kercher iniziato alle ore 18.30 circa, conoscendo la presenza di un contenuto gastrico 500 cc nello stomaco, conoscendo dall’analisi autoptica delle pareti che la paziente non aveva che la defunta non aveva patologie gastriche di tipo gastrite o altre patologie che potessero rallentare lo svuotamento gastrico e soprattutto e qui il dottor Lalli è stato ottimo quando ha detto duodeno vuoto, vuol dire che lo stomaco non aveva neanche iniziato a svuotarsi, tutto il contenuto gastrico è tutto nello stomaco perché altrimenti come potete vedere in queste diapositive esplicative lo stomaco verso la terza ora inizia a svuotarsi, iniziano a fuori uscire queste pallottole di chimo che noi avremmo ritrovato nel duodeno. Invece il duodeno era vuoto, vuol dire che lo stomaco era tutto pieno, vuol dire che lo stomaco non aveva neanche iniziato a svuotarsi. Allora noi al massimo del range possibile abbiamo desunto l’epoca della morte come occorsa tre quattro ore dopo l’inizio dell’assunzione dell’ultimo pasto noto che è quello delle 18.30, quindi epoca di morte che deve restringersi tra le 21.30 e le 22.30, non oltre. Questo dato rientra a mo di centro di un bersaglio in tutti gli altri dati più ampi che possono essere forniti dall’analisi delle ipostasi, dall’analisi della rigidità, dall’analisi della temperatura con la grande opinabilità del peso del cadavere fornito ad occhio. Nell’ambito del contenuto gastrico quindi abbiamo potuto definire l’epoca di morte però e qui c’è un però noi sappiamo perfettamente che lo svuotamento gastrico si blocca o meglio può bloccarsi e noi lo abbiamo considerato bloccato quando occorre un traumatismo psichico violento. Noi abbiamo sentito di tutto su questo argomento dai vari consulenti che si sono succeduti, lo stress psicologico non abbiamo capito se era cronico o acuto, certo è che la scarica di adrenalina che normalmente avviene durante uno stress acuto qualunque esso sia da una lite, da un’aggressione, da un incidente di auto blocca la motilità gastrica, accelera la motilità intestinale e questo è un dato di comune riscontro. Allora noi abbiamo detto non dobbiamo parlare di epoca di morte tra le 21.30 e le 22.30 ma dobbiamo parlare di evento fortemente stressogeno che ha bloccato la digestione e quindi inizio dell’aggressione subita dalla Kercher. L’inizio dell’aggressione ha rappresentato un momento fortemente di stress per la Kercher che ne ha bloccato la funzionalità gastrica, l’ha arrestata, l’ha ingessata. Quindi noi abbiamo una indicazione precisa lo stress che la vittima ha subito è iniziato tra le 21.30 e le 22.30 massimo usando i parametri più lassi a nostra disposizione non usando quelli più convenienti e più utili, usando i più ampi che noi avevamo a disposizione. Quanto poi sia durato l’effetto stressante dal momento del suo inizio al momento della morte lo vedremo in un secondo momento, per ora puntiamo e facciamo mente locale che l’aggressione della Kercher è iniziata orientativamente tra le 21.30 e le 22.30 al massimo. Adesso esaminata l’epoca di morte io parlerei della lesione di tutte, dell’analisi delle lesioni che il cadavere presentava.
LM:
Professore mi scusi se la interrompo, prima di affrontare questo secondo argomento vediamo proprio di completare telegraficamente il primo e cioè sull’epoca della morte in relazione anche a quanto da lei indicato nella sua esposizione e quanto poi indicato anche nella sua relazione. Come può essere identificato con un orario preciso l’epoca della morte?
FI:
L’epoca della morte così come detto noi abbiamo indicato 21.30 – 22.30 assolutamente al massimo come possibilità dell’inizio dell’aggressione più tempo dell’aggressione, tempo che si è realizzato dal momento dell’aggressione al momento della morte che vedremo dopo in funzione delle lesività...
LM:
Lei ha considerato le testimonianze relative all’assunzione del pasto?
FI:
Sì e mi pare che erano presenti anche in diapositive, abbiamo considerato le testimonianze dell’assunzione dell’ultimo pasto.
LM:
Perché mi sembra che alcune testimonianze parlino delle 17.30 altri delle 18.30?
FI:
Sì, abbiamo considerato le testimonianze sia i riscontri in atti, adesso qui in questa diapositiva noi abbiamo le varie testimonianze che sono state considerate. E’ ovvio avvocato che noi abbiamo considerato la situazione mi consenta di dirla peggiore, più estrema perché sarebbe stato molto facile poter dire una persona ha detto che il pranzo è iniziato alle 17.30, lo svuotamento si completa entro tre quattro ore e allora se si completa in tre quattro ore e essendo lo stomaco pieno noi ne consideriamo due che sarebbe stato pure attendibile, però noi abbiamo cassato gli estremi diciamo restrittivi. Abbiamo voluto considerare gli estremi massimi, proprio perché con tre quattro ore ed inizio del pasto alle ore 18.30 noi arriviamo a 21.30 – 22.30.
LM:
Quindi l’ipotesi che possa essere considerata l’orario di morte intorno alle ore 21.00 tenuto conto anche delle testimonianze che ci sono state offerte, cioè che l’inizio del pasto sarebbe avvenuto per qualcuno intorno alle 17.30?
FI:
Certo facendo un ragionamento che non consideri gli estremi massimi ma che consideri gli estremi medi e anche volendo considerare le ore 18.30 noi abbiamo 18.30 più tre ore di svuotamento sono le 21.30, alle 21.30 massimo è dovuta iniziare l’aggressione.
LM:
Grazie.
FI:
Prego, esame delle lesioni, allora io vorrei soltanto che queste lesioni delle quali si è detto di tutto e di più, fossero obiettivate in maniera oggettiva. Queste lesioni sono le aree ecchimotico escoriate presenti in corrispondenza delle pinne nasali, praticamente niente. Piccolissime aree ecchimotiche escoriate modestissime, queste lesioni che voi vedete in corrispondenza delle labbra aperte sono le arie ecchimotiche che noi riscontriamo a livello di quello che si definisce vestibolo labiale. Cioè vi prego di notare questa è l’area ecchimotica, questo è il sangue, questa in corrispondenza della commissura labiale destra...
LM:
Professore chiedo scusa, Presidente io rinnoverei la richiesta di procedere a porte chiuse.
GCM:
Possiamo...
LM:
Non ho nessuna osservazione per la prosecuzione solo audio.
PM:
La Procura si associa.
FM:
Ci rimettiamo a quanto deciderà la Corte.
GCM:
Quindi in relazione alla esigenza evidenziata si dispone che vengano non consentite alla visione delle immagini al pubblico che quindi può accomodarsi nella sala posta e si dispone che il monitor venga spento, così da consentire di seguire l’esposizione senza la visione delle immagini.
LM:
Può rimanere il dottor Sollecito Francesco?
GCM:
Se non c’è opposizione, non c’è opposizione quindi i famigliari possono restare, solo i famigliari magari la mamma e il papà degli imputati se vogliono. Gli altri possono accomodarsi, grazie.
GCM:
Possiamo sospendere tanto è un capitolo ulteriore, quindi sospendiamo qualche minuto
FI:
Mi permettevo di indicare che in questa ipotesi di soffocamento le uniche lesioni riscontrate sono questa nuance ecchimotica in corrispondenza del vestibolo labiale inferiore e queste piccole aree ecchimotiche sul labbro superiore superficie vestibolare quasi in corrispondenza della commissura di destra ed in corrispondenza del prolabbio inferiore commissura di sinistra. Ho bisogno e sento la necessità di ricordare che la morte per soffocamento è una morte che implica un combattimento tremendo tra vittima e aggressore, nessuno si fa uccidere volentieri, nessuno si fa soffocare volentieri. Il soffocamento implica la occlusione delle vie respiratorie da parte di un aggressore forte in genere su una vittima inerte per tempi lunghi, cinque minuti, sei minuti, affinché il soggetto non respiri e quindi la morte per soffocamento e per occlusione delle vie respiratorie e che quindi possa indursi la morte. Questo combattimento tra vittima e aggressore si manifesta nelle autopsie che noi facciamo di soffocamento con un quadro lesivo enorme a livello delle labbra e dei prolabbi. Frattura e lacerazione del frenulo superiore che qui è integro, frattura e lacerazione del frenulo inferiore labiale sono due bandarelle di tessuto che appena uno fa una frizione laterale immediatamente si rompono. Frattura degli alveoli dentali con introproiezione dei denti, ferite lacero contuse sulla superficie vestibolare della mucosa labiale per la compressione dei denti sulle labbra. Non c’è niente di tutto questo, abbiamo soltanto quelle piccole escoriazioni intorno agli orifizi delle narici, questa piccola ecchimosi senza neanche la rottura del frenulo inferiore e queste due piccolissime aree ecchimotiche dei prolabbi. Noi non riteniamo sia occorso un soffocamento, noi riteniamo sia occorsa una occlusione delle vie aree superiori fugace verosimilmente per tacitare la vittima o non farla gridare. Non è quello riscontrato sul cadavere della Kercher un quadro idoneo al soffocamento. Poi abbiamo quello che è stato definito da taluni un quadro di strozzamento, lo strozzamento anch’esso è un evento complesso che implica di norma un aggressore più forte della vittima che prende al collo la vittima, ne occlude le vie respiratorie con la mano mediante un’azione di morsa latero laterale. E’ inutile dire che lo strozzamento può avvenire in centomila altre maniere da dietro per esempio con il cravattamento quello che viene definito check holding, ma ha dei quadri autoptici abbastanza chiari per poterlo riscontrare, in questo caso sul cadavere della Kercher non vedete per cortesia queste lesioni vedete solo quelle che sono cerchiate noi abbiamo tre piccole escoriazioni che possono essere tranquillamente come detto da tutti il frutto anche dell’azione traumatica di un’unghia dell’aggressore sul collo della vittima. Presidente se noi avessimo voluto fare la cosiddetta punta e chiodi di natura medico legale avremmo dovuto dire nessuna di queste escoriazioni ha la classica forma dell’unghiatura, però poco importa, sono delle escoriazioni, sono presenti al collo possono tranquillamente essere indotte dalla mano di un aggressore. E’ stato anche detto che le ecchimosi che voi trovate in questa lesione, in questa sede oltre queste unghiature ci sono delle nuance ecchimotiche. Che vuol dire nuance ecchimotiche che vi sono delle infiltrazioni di sangue nei tessuti sottostanti. Queste nuance ecchimotiche sono state considerate come parte integrante di una dinamica di strozzamento. Secondo noi queste nuance ecchimotiche che sono già state rilevate in sede di escussione dei precedenti consulenti sono poste quasi centralmente alle lesioni da taglio delle quali poi parleremo, potendo verosimilmente riferirsi ad emorragie secondarie alla lesione da taglio e non a manovre di strozzamento o afferramento al collo. Però questo poco importa perché, perché il quadro complessivo del soggetto che è caratterizzato da tre piccole unghiature e magari anche qualche nuance ecchimotica sicuramente indica un afferramento al collo del soggetto, ma fra afferramento al collo e morte per strozzamento ce ne passa. Il punto risolutivo che tutti hanno considerato come indicativo di uno strozzamento è la cosiddetta frattura dell’osso ioide. Ora io purtroppo ho bisogno di far perdere due minuti alla Corte, l’osso ioide è un osso molto delicato e molto piccolo, la forma dell’osso ioide è rappresentato in questa diapositiva e c’è un vecchio aforisma studentesco per fare capire com’è fatto l’osso ioide dove il corpo dell’osso ioide che è la porzione centrale sta alle sue corna uno e due così come la Basilica di San Pietro sta al suo colonnato, immaginate San Pietro quella è la forma del corpo dell’osso ioide e delle corna dell’osso ioide. Le corna dell’osso ioide due piccole si ossificano con la porzione centrale a 30 anni, fino a 30 anni sia nell’uomo che nella donna non sono ossificate e quindi hanno una certa compliance laterale. L’evento omicidiario per strozzamento implica una compressione a morsa latero laterale del collo della vittima esercitata da un aggressore, una vera e propria morsa che implica e afferra le porzioni centrali del collo. Quello che si frattura sono le corna dell’osso ioide nelle loro porzioni posteriori, mai, mai, mai il corpo dell’osso ioide che è anteriore e se volete lo potete palpare, è qua sotto, è l’unica struttura sessile, l’unico osso sessile o sospeso che noi abbiamo nel nostro organismo che rappresenta una specie di fulcro di bilancia per i movimenti della deglutizione e i movimenti della fonazione. Qua sotto estendete la testa, toccate, questo piccolo rilievo rigido questo è il corpo dell’osso ioide, questo corpo non si fratturerà mai per movimenti di compressione latero laterali che sono sicuramente più posteriori. Tant’è che nella letteratura medico legale per studenti di riferimento gli indici, le porzioni indicative di uno strozzamento sono frattura posteriore dei corni del gran corno dell’osso ioide è quello che può anche essere presente, la frattura del processo ioideo della cartilagine tiroidea mai il corpo. Nel caso in esame questo è il corpo dell’osso ioide del cadavere della Kercher c’è una netta frattura a sbieco delle porzioni centrali descritta come netta, con una obliquità che va dal di dietro in avanti, da sinistra a destra e dal basso in alto, è descritta dall’esame dei periti del Gip nella loro relazione, i margini sono netti. Di conseguenza noi abbiamo escluso che l’osso ioide potesse rientrare in un meccanismo di morte asfittica per strozzamento, vedremo cosa provoca quella frattura dell’osso ioide però riassumendo i segni oggettivi dello strozzamento questi possono essere indicati in tre escoriazioni nelle porzioni del collo e un paio di ecchimosi, soffusioni ecchimotiche del tutto modeste nelle porzioni laterali. Devo anche ricordare che la messa in opera di uno strozzamento non è un evento semplice, la vittima deve soggiacere per cinque minuti alla occlusione delle vie respiratorie che deve persistere da parte di un aggressore normalmente più forte, i segni che si riscontra sono maggiori, normalmente ci aspettiamo le fratture del corno dell’osso ioide, normalmente ci aspettiamo la frattura dei processi ioidei della cartilagine tiroidea che in questo caso non c’era, la frattura era da tutt’altra parte. Allora se non è uno strozzamento che cos’è? E’ una presa al collo, è una presa al collo, durante tutta una dinamica lesiva che vede occlusione delle vie respiratorie, presa al collo ed accoltellamento della vittima. Dopo di che io ho bisogno di parlare delle cinque ecchimosi presenti in regione sotto mandibolare. Queste cinque ecchimosi che qualche consulente ha detto provocate da dieci dita e mi chiedo come si può fare cinque ecchimosi essere provocate da dieci dita ma questo ha poco rilevanza, sono nella porzione alta, sotto il margine della mandibola. IL margine della mandibola ce lo possiamo palpare tutti questo, vedete sulla salma dove sono presenti e le ecchimosi sono esattamente in corrispondenza della struttura dell’osso. Queste ecchimosi sono state considerate facenti parte del momento lesivo dello strozzamento. Adesso io vi chiedo provate a strozzarvi mettendo cinque dita o tre due dita sotto il muscolo della deglutizione perché questo è il miloioideo e provate a strangolarvi, non ci riuscirete mai perché uno che vuole strangolare o strozzare occupa le porzioni centrali del collo dove passano le vie respiratorie, non le porzioni sotto mandibolari che hanno un’altra funzione eccezionale, quella di presa del soggetto così come vedremo successivamente, si tira la testa prendendo una vittima, è un ottimo punto di presa e un pessimo punto per determinare un insulto ipossico nella vittima stessa. Per altro vedete questo è il margine ribaltato come queste ecchimosi sono veramente modeste, tanto da essere addirittura scarsamente visibili. Due dal lato sinistro, tre dal lato destro, di queste ecchimosi e di queste escoriazioni più questa ferita da taglio ne parleremo, due le escoriazioni e le ecchimosi le abbiamo già viste della ferita da taglio ne parleremo dopo. Tre piccole ecchimosi digitate che rappresentano l’impronta stampo dei polpastrelli sul margine inferiore della mandibola a destra, due ecchimosi digitate che rappresentano le impronte dei polpastrelli sul margine inferiore della mandibola a sinistra. Parliamo, abbiamo quindi dei quadri che secondo noi non vanno bene né con il soffocamento né con lo strozzamento ma sono indicativi sicuramente di una presa fugace di occlusione delle vie respiratorie della vittima e di una presa al collo della stessa senza che questa presa al collo sia tucur o autonomamente indicativa di uno strozzamento dopo di che la vittima aveva delle lesioni da punta e taglio. Aveva è inutile che iniziamo a descriverle queste lesioni che sono note a tutti, abbiamo una grande lesione in corrispondenza della regione latero cervicale sinistra e sottostante un’altra piccola lesione da punta e taglio breve con il tramite che confluisce nel tramite maggiore. Il dottor Lalli descrive il tramite inclinato da sinistra a destra, dal basso in alto postero anteriormente, la stessa inclinazione che aveva la frattura del corpo dell’osso ioide. Lì termina il tramite e la lama in questa ferita entra tutta, entra tutta e lo vedremo perché e c’è una reiterazione lesiva come tutti hanno detto tra vittima e aggressore dovuta alla persistenza dell’aggressore con la lama nel collo e ai movimenti di svincolo che può aver fatto la vittima per uscire da questa lesione. Perché noi diciamo, ecco questa è una indicazione della vicinanza in questa immagine schematica si vede il rapporto topografico quasi millimetrico fra l’epiglottide e il corpo dell’osso ioide. L’epiglottide presenta due lesioni da taglio e siccome l’epiglottide è una struttura come voi potete vedere è quella che si vede, il velo tendulo tanto per intenderci, quando si mette lo specchietto dall’otorino si vede se l’epiglottide si muove è la prima cosa che si vede, l’epiglottide è piccolissima, è difficile che possa avere un tramite trapassante di una lama che entra e esca, è più semplice che le due lesioni siano frutto di due tramiti paralleli dei quali uno dei due ha interessato il corpo dell’osso ioide che come voi vedete vi sta immediatamente davanti. La seconda lesione da punta e taglio l’abbiamo detta molto piccola con tramite che confluisce nella lesione maggiore. Ma vi prego notate la testa, la porzione mediale della lesione da punta e taglio maggiore, vedete questa escoriazione, vedete quest’area rossastra, questa è una escoriazione ed è indicativa che in questa regione cutanea ha impattato il manico prossimale del coltello. Questo è il segno della penetrazione completa della lama, d’altra parte non ha assolutamente senso in una aggressione mortale dove c’è in gioco la vita di un soggetto nel bene o del male da parte dell’aggressore o da parte della vittima che la lama possa essere stata inferta come in un giochetto, soltanto per metà. Quando un aggressore colpisce per uccidere colpisce completamente con tutta la forza che ha a disposizione e questo è il segno, la lama è entrata tutta non solo vedendo questo segno che è posto medialmente ed inferiormente in questa diapositiva si vede meglio questa escoriazione addirittura figurata, quasi triangolare lo troviamo soltanto in corrispondenza del labbro inferiore che ci giustifica che a impattare contro la cute è stato il bordo inferiore prossimale del coltello, da dove esce la lama tanto per intenderci e che quindi il tramite così come descritto dal dottor Lalli non poteva avere che una inclinazione leggermente verso l’alto. Se la lama avesse impattato perpendicolarmente alla cute noi ci saremmo aspettati una escoriazione da una parte e una escoriazione dall’altra, invece solo sul margine inferiore c’è un tramite verso l’alto da parte della lama, tramite, riscontrato e documentato sia dal dottor Lalli che da tutti i periti quindi penetrazione completa della lama, quindi lama lunga al massimo 8-9 centimetri da questa lesione, dalla lesione maggiore. Se la lama fosse stata più lunga sarebbe fuoriuscita anteriormente dal collo, avremmo avuto un segno di uscita della lama davanti all’osso ioide, l’osso ioide non è una struttura per consistenza idonea ad arrestare il tramite di una lama, nel collo le uniche strutture che possono fermare una lama sono il rachide cervicale, l’osso ioide è talmente esile, talmente piccolo, talmente importante per quanto fragile che non è in grado di fermare il tramite di una lama o la punta di una lama. Quindi la lama si è arrestata sezionando l’osso ioide a quel livello e ci denota che l’impiego, questa ferita, la ferita maggiore in regione latero cervicale sinistra è stata provocata da un coltello che ha una lama 9 centimetri. E questo è il disegno schematico dove potete rendervi conto che da una qualunque infissione di lama per i movimenti reciproci tra vittima e aggressore si possono creare delle lesioni molto maggiori, non è l’entità della lesione che ci dice che rispecchia la grandezza della lama, è la lunghezza del tramite e il segno della sua infissione totale che ci fa indicare la lunghezza di una lama. E non abbiamo neanche considerato i lievissimi movimenti di lateralità e di compressione che possono essere a livello del collo perché in questo caso avremmo dovuto ipotizzare addirittura una lama più corta. Escoriazione presente in regione sotto mandibolare, è una escoriazione perfettamente in linea con la lesione maggiore, con le tre codette che sono in corrispondenza del dorso della lama e a nostro avviso è stata provocata dal dorso della lama dei momenti di interazione reciproca così come sostenuti da tutti i consulenti che si sono avvicendati tra vittima e aggressore. Ferita da punta e taglio presente in corrispondenza delle lesioni delle regioni latero cervicali di destra. Questa è una ferita piccola, una ferita di dimensioni molto modeste e soprattutto che ha un tramite molto piccolo, ma il tutto rileggendo e vedendo il filmato dell’autopsia è giustificato. Questa lesione ha una lunghezza di 4 centimetri ed la ampiezza di questa lesione è di 1,5 centimetri il che ovviamente ha fatto dire a tutti quanti correttamente che la lama utilizzata doveva avere l’altezza di 1,5 centimetri a 4 centimetri dalla punta. Perché questa lama è entrata solo per quattro centimetri e non per otto essendo possibilmente o verosimilmente una lama di otto centimetri, perché impattata come dice il dottor Lalli rileggendo il verbale dell’autopsia contro l’angolo mandibolare. Questo l’angolo della mandibola del soggetto è un osso che è in grado di fermare la proiezione e la progressione di una lama, è il tramite che si diparte da questa ferita in regione latero cervicale destra è anch’esso un tramite inclinato verso l’alto da sinistra a destra e antero posteriormente, una stessa inclinazione con lievi modifiche nei confronti perché ovviamente c’è una rotazione del capo perché interessa le regioni di destra nei confronti della regione latero cervicale di destra. Entra la lama e si arresta dopo quattro centimetri perché la punta impatta in corrispondenza dell’angolo della mandibola di destra così come descritto dal dottor Lalli dove dice che il tramite si arresta in corrispondenza dell’angolo mandibolare di destra. Altra piccola ferita, questa ferita è in corrispondenza della guancia di sinistra, è una ferita modestissima, è una ferita che può essere stata provocata dalla punta di un coltello, dalla pancia dalla lama di un coltello, è una ferita che nell’ambito delle nostre ipotesi ricostruttive forse è stata la prima a determinarsi che può essere stata provocata semplicemente per mettere sotto minaccia la vittima in un determinato momento dell’aggressione. Io adesso vorrei dopo che abbiamo esaminato le lesioni descritte come afferenti il soffocamento, che abbiamo visto essere una occlusione delle vie respiratorie per non far gridare la vittima a nostro avviso, le lesioni ritenute come secondarie a uno strozzamento che per noi sono secondarie a un momento di presa al collo nell’ambito della dinamica dell’aggressione, dinamica violenta dell’aggressione. Abbiamo visto le lesioni da punta e taglio che sono presenti a livello latero cervicale destra, adesso io vorrei soffermarmi un attimo a quelle che sono stati definiti da tutti a lesioni da contenzione della vittima o da afferramento della vittima. Dopo che tutti in consulenti medico legali, Presidente io vedo che la signora non sta molto bene...


SI SOSPENDE IL PROCEDIMENTO.
IL PROCEDIMENTO RIPRENDE.


GCM:
Prego, possiamo riprendere.


DIFESA AVV. MAORI

LM:
Professore lei ha parlato sin d’ora diffusamente delle ferite che sono state inferte e della possibile arma che avrebbe provocato queste ferite. Allora lei ha avuto modo di conoscere e di sapere le misure del coltello sottoposto a sequestro da parte della polizia giudiziaria che sarebbe stato indicato da parte della Pubblica Accusa come il coltello che avrebbe provocato le ferite?
FI:
Allora io l’ho visto solo in una fotografia e con riproduzioni 1 a 1.
LM:
Allora si tratta di un coltello marca Marietti Stiles, lunghezza totale centimetri 31,2 con lama mostrante le caratteristiche mono taglienti. La lunghezza della lama rilevata lungo la costa e volume tagliente risultati rispettivamente di centimetri 17,5 e centimetri 18, giusto? Questo coltello esattamente con queste caratteristiche è stato da noi richiesto e mandato dalla Marietti coltelleria, cioè esattamente lo stesso coltello di Raffaele Sollecito sottoposto a sequestro. Posso, è il reperto 36...
GCM:
Questo è un coltello analogo?
LM:
Esattamente identico.
GCM:
Esattamente identico, non è il reperto 36 ma ha le sue caratteristiche.
LM:
Ho anche la bolla di accompagnamento della Marietti coltellerie che sulla base delle nostre indicazioni ci ha mandato il coltello esattamente uguale. Poi per fugare qualsiasi dubbio ho in ordine alle misure ho anche qui il centimetro in maniera tale che si possa poi effettuare...
GCM:
D’accordo, quindi vuole mostrare il coltello...
LM:
Sì, lo vorrei mostrare, allora la domanda professore è questa, secondo lei questo coltello è compatibile con le ferite?
FI:
Allora signor Presidente noi abbiamo detto che il tramite che si dipartiva dalle regioni latero cervicali di sinistra, la ferita da punta e taglio maggiore non poteva che essere lungo 8-9 centimetri. Perché c’era il segno dell’ingresso, dell’urto della porzione prossimale del manico contro la cute il che ci lasciava dire che la lama era entrata tutta e che quindi il tramite era l’immagine speculare della lunghezza della lama. Se questa lama dovesse entrare in regione latero cervicale sinistra dopo un tramite di otto centimetri uscirebbe dalle porzioni anteriori. Questa lama non solo non è compatibile con le lesioni che noi abbiamo riscontrato ma è impossibile che questo coltello abbia determinato la lesione in regione latero cervicale sinistra che invece è stata determinata da un coltello lungo 8-9 centimetri al massimo e largo 1,5 a 4 centimetri dalla punta con un dorso regolare ed omogeneo perché non abbiamo trovato in corrispondenza del dorso e ve lo faccio vedere, scusate se torno un attimo indietro. Questa è abbiamo detto questa escoriazione perilesiva è il segno del manico, questo segno del manico non ha delle irregolarità così come ce le hanno per esempio i coltelli da caccia che hanno in corrispondenza del dorso due uncini che sono gli estrattori delle cartucce. Il dorso di questo coltello che è stato utilizzato è regolare e lineare. Un coltello con lama di otto centimetri nove massimo, con dorso spessore della lama di 2-4 millimetri massimo. Impugnato in una maniera particolare vedremo perché, perché il dorso della lama corrisponde alle porzioni latero cervicali mediali della lesività, ma questo lo vedremo dopo. Io mi sono permesso di portare un coltello, non so se posso tirarlo fuori che non mi vengano sequestrati, questo coltello è un coltello di facilissimo reperimento. Questo coltello non è ancora compatibile perché a quattro centimetri dalla punta la lama è più larga di 1,5 centimetri, quattro centimetri la lama è 2 centimetri, questo coltello non avrebbe mai potuto dare la lesione in latero cervicale destro. Questo coltello acciaio puro, banale, facilmente ritrovabile in qualunque armeria o in qualunque cineseria è compatibile perché ha una lama lunga 8 centimetri e a quattro centimetri dalla punta presenta uno spessore di 1,5 centimetri. Noi dobbiamo immaginarci un coltello di questo genere. Anche questo coltello potrebbe essere un coltello simile a quello utilizzato, tutti lama 8 centimetri, per non parlare poi il facilissimo coltello svizzero di facilissimo reperimento che ha una lama lunga 7 centimetri scarsi, ha uno spessore più piccolo, ha uno spessore di 1 centimetro e 3, di un centimetro e 4 a distanza di 4 centimetri dalla punta però un coltello così svizzero utilizzato da un aggressore lascia, può lasciare sulle mani dell’aggressore dei segni in funzione di tutte le irregolarità che sono presenti in corrispondenza del dorso del coltello, cavatappi, seconda lama, forbicina che ne creano delle escrescenze e possono lasciare dei segni sulla mano dell’aggressore.
LM:
Quindi professore secondo lei di questi coltelli che ha portato con sé quale potrebbe essere il più compatibile con le ferite che sono state riscontrate sul corpo della povera Meredith?
FI:
In una visione univoca e monadica delle due lesioni, un coltello così è sufficiente a determinare sia le lesioni in regione latero cervicale sinistra, ovviamente parliamo delle lesioni da punta e taglio e sia le lesioni da punta e taglio riscontrate in regione latero cervicale destra presentando un semplice coltello vendibile in Italia, una lama di otto centimetri con una profondità di 1,5, un’altezza di 1,5 a 4 centimetri dalla punta, si tratta di un coltello banale.
LM:
Quindi potrebbe essere sia questo che quello?
FI:
Sì, esatto coltelli di facilissimo acquisto in Italia.
LM:
Va bene.
FI:
Continuando...
GCM:
No, le volevo chiedere visto che nell’esposizione ha fatto riferimento a questi vari coltellini, magari li ha rappresentati nella sua relazione graficamente?
FI:
No, no Presidente, non li ho rappresentati.
LM:
Potremo chiedere l’acquisizione di questi due coltelli.
GCM:
Va bene, prego possiamo proseguire.
FI:
Lesioni secondarie o accessorie, allora queste sono le lesioni che sono state descritte da tutti come da afferramento o da costrizione della vittima, tutti i consulenti fino al dottor Codispoti al quale è stato fatto notare che c’era un errore di fondo hanno preso queste due aree ecchimotiche presenti in corrispondenza del gomito sinistro come presenti al gomito destro. Penso che sia un dato acquisito dopo la testimonianza del dottor Lalli si è finalmente compreso che queste due aree ecchimotiche nummularie presenti in corrispondenza del gomito, il gomito non era il gomito destro ma come vedete il gomito sinistro della vittima, queste due lesioni sono le due lesioni che vedete sottostante. Perché questo è importante, perché tutti i consulenti hanno parlato di manovre di afferramento in quanto nell’avambraccio destro c’è una ecchimosi, nel gomito sinistro ci sono due lesioni e non è così, non è così. Rivedendo un attimo tutta questa lesività noi dobbiamo dire che in corrispondenza del gomito sinistro ci sono due piccole aree ecchimotiche in corrispondenza di una salienza ossea, sono qua sotto ce le possiamo toccare tutti e potrete rendervi conto come sotto sta l’epitroclea dell’omero, questa salienza ossea. Abbiamo queste due escoriazioni poi il dottor Codispoti ha parlato di un’altra area ecchimotica presente sempre a livello del braccio sinistro contro laterale, in viola in queste diapositive vedete le due aree ecchimotiche delle quali abbiamo parlato immediatamente addietro però stranamente in quest’area non c’è nulla essendo come potete vedere un’area ipostatica per i medici legali che hanno una certa competenza del cadavere è in funzione anche della posizione del cadavere, il braccio sinistro poggiava sulla superficie, queste nuance rossastre sono macchie ipostatiche ed il dottor Codispoti non ha fatto altro che mettere in perizia errando prendendo ipostasi per ecchimosi un’area ipostatica così come poi è stato anche ribadito da che medico legale è il professor Novelli che ha chiarito nell’ultima udienza che si trattava effettivamente di un’area ipostatica. Quindi anche questa ecchimosi riferibile ad afferramento non c’è. A livello dell’avambraccio destro abbiamo una sola piccola area ecchimotica in corrispondenza della superficie esterna, in corrispondenza del dorso. Può essere tutto, può essere una lesione a difesa il soggetto che si fa scudo con il braccio nel difendersi da un colpo, può essere un urto dell’avambraccio contro delle irregolarità dell’ambiente, superfici della scrivania, stipite del mobile, c’erano delle irregolarità. Certo è che il voler definire queste come lesioni da afferramento il passo è molto avanzato perché due aree ecchimotiche presenti soltanto in corrispondenza dell’avambraccio sinistro non rappresentano una sufficiente area di afferramento perché nessun aggressore bloccherebbe il braccio dall’avambraccio essendo il braccio altamente mobile se io lo fermo dal gomito e mancando il segno dell’opposizione anche del pollice. Uno che vuole bloccare ripeto un’aggressione non è un balletto, uno che vuole bloccare il braccio non ha niente da fare che ruotarlo e girarlo e retroporlo non tenerlo educatamente con due dita a livello del gomito. La lesione dell’avambraccio destro non è da afferramento, potrà essere chiamata lesione da difesa, potrà essere chiamata lesione contusiva per un urto, ma per posizione, localizzazione e univocità è difficile che possa essere considerata lesione da afferramento. Per non parlare poi delle lesioni a livello del bacino, la ragazza aveva delle nuance che sono state descritte soffusissime, lievissime proprio sfumate in corrispondenza delle creste iliache. In corrispondenza e qua si vede nella cresta iliaca sinistra, dal filmato perché in autopsia non c’è neanche la fotografia, non è stata degnata di fotografia si vede la cresta iliaca destra e scusate se riuscite a vedere una nuance ecchimotica io ve ne sarei grato, non sembra vedersi nulla ma indipendentemente da tutti sono state descritte queste nuance ecchimotiche e sono state descritte anche a livello delle cosce, tre nuance ecchimotiche sfumatissime sulla superficie esterna della coscia sinistra, una piccola nuance di colorito leggiamolo insieme marroncino violaceo in corrispondenza della gamba di sinistra. Queste lesioni non sono assolutamente coeve con le aree ecchimotiche che noi troviamo sul cadavere, hanno una differente aspetto cromatico e un fatto icto oculi, basta semplicemente vederle, non sono rossastre così come quelle prese al collo, non sono come quelle presenti nell’ambito della mandibola, queste lesioni sono vecchie, non sono ecchimosi recenti, non sono ecchimosi coeve con l’aggressione subita perché hanno un cromatismo visivamente, documentatamente e descritto dal dottor Lalli come sfumatissime diverso. Poi abbiamo questa infiltrazione ecchimotica in corrispondenza delle regioni occipitali del cuoio capelluto. Ultimo problema che io vorrei soltanto sottolineare è questa lesione che tutti hanno descritto come lesioni a difesa presente a livello della mano destra e della mano sinistra della vittima. Io ho fortissimi dubbi perché queste possono essere considerate lesioni della difesa, perché se fosse la difesa l’aggressore verosimilmente sarebbe stato armato di una limetta per unghie, le lesioni sono modestissime, diceva giustamente Codispoti che la lesione da difesa è una lesione istintiva dove a fronte di una coltellata che la vittima sta ricevendo la vittima prende con la mano, afferra la lama del coltello, l’aggressore gliela sfila e nel momento in cui gli sfila la lama l’aggressore ha enormi lesioni da taglio escludiamo l’enorme sul palmo e sulle dita della mano. Queste lesioni sono modestissime, nessuna di queste ha caratteristiche di lesioni da taglio belle marcate, lunghe, addirittura alcune di queste appaiono tanto superficiali da non essere infiltrate, alcune addirittura appaiono aree di soffusione ecchimotica, una piccola escoriazione viniale sul dito della mano sinistra. Allora io chiuderei definitivamente l’ipotesi che queste possono in ambito di medicina legale essere definite lesioni da difesa e che cosa possono essere? Abbiamo rivisto il filmato del sopralluogo e guardate cosa c’era sul pavimento alle ore 19.26 e 44 del filmato dalla polizia scientifica il 02 novembre, vetro. Possono essere delle lesioni che se la vittima si è provocata cadendo in posizione carponi così come il dottor Camana ha previsto nella sua terza ipotesi, quella da lui più suggellata trovando dei frammenti di vetro per terra. Da dove vengano questi frammenti e perché siano presenti in quell’ambiente io non so rispondere, certo è che in sede di sopralluogo il filmato della polizia scientifica accanto a una impronta di piede alle 19.26 del 02 novembre c’è un frammento di vetro. Della lesività ne abbiamo parlato, della compatibilità dell’arma ne abbiamo parlato, io mi soffermerei a questo punto...
LM:
Scusi professore, se può tornare indietro nella foto che ha mostrato con il vetro, possiamo dare indicazione del fatto che questa è la camera di Meredith?
FI:
Questa è la camera di Meredith, è il filmato fatto dalla polizia scientifica durante il sopralluogo con indicazione alle ore 19.26 e ripreso e suggellato nell’ambito della immagine fotografica del 02.11.2007.
LM:
Primo sopralluogo?
FI:
Primo sopralluogo con l’intento ovviamente della polizia scientifica di documentare l’impronta di scarpa che sta immediatamente vicino, documentando l’impronta di scarpa involontariamente ha documentato anche un frammento di vetro.
LM:
Grazie.
FI:
Violenza sessuale, facendo una summa di quello che è stato detto con particolare riferimento a quanto poi asserito dal professor Bacci e ampliando quanto ha detto il professor Bacci, il professor Bacci ha detto che secondo lui nell’ambito della prova testimoniale gli unici segni di una attività sessuale di Meredith Kercher erano rappresentati da escoriazioni presenti, sono tre piccole escoriazioni presenti in corrispondenza di ore 9.00 dell’ostio vaginale. L’ostio vaginale della Kercher è questo e immortalato in questa fotografia si legge come un quadrante di orologio, quindi quando noi diciamo ore 9.00 intendiamo la presenza di questi tre, uno due e tre piccole escoriazioni nummularie della grandezza di una piccola lenticchia di quelle che si usano a San Silvestro. Noi abbiamo aggiunto la presenza di un’area di ecchimosi, questa lesione che voi vedete ad ore 5.00 secondo noi è un’area di ecchimosi per caratteristiche, morfologia e caratteristiche cromatiche. Tutto il resto, tutto ciò che questa nuance rossastra che magari si vede meglio qui, ecco queste sono le aree escoriate ad ore 9.00, questa secondo noi è l’area ecchimotica più violacea che interessa non solo la mucosa del vestibolo ma si estende a livello delle grandi labbra, tutta quest’altra nuance che voi vedete abbastanza irregolare non è una ecchimosi ma è una ipostasi. Le caratteristiche sono proprio dovute al fatto che quando è stata stirata la mucosa questa appare caratterizzata da tante piccole crestoline avvicinate così come normalmente si ha nell’ambito delle ipostasi su mucosa. Ma questo non vuole dire niente perché indubbiamente due lesioni sono presenti, sono presenti escoriazioni a ore 9.00, ecchimosi ad ore 3.00 o 5.00, il resto ipostasi perché questo cadavere, la posizione posteriore dell’ostio vaginale è una posizione ipostatica. Immaginate un cadavere posto in posizione supina faccia all’aria la porzione posteriore perianale del vestibolo vaginale è posteriore, è declive e lì che tende a raccogliersi il sangue ipostatico. Per il vero non molto nell’ambito di questo cadavere comunque c’erano le ipostasi e su questa posizione è una posizione ipostatica, la morfologia ci lascia pensare di ipostasi, ma ripeto ci sono indubbiamente due lesioni, escoriazioni ed ecchimosi. Cosa può avere determinato queste lesioni, primo se la vittima fosse stata oggetto di una violenza sessuale propriamente detta in considerazione di un ostio vaginale piuttosto piccolo è del tutto verosimile che noi ci saremmo trovati altro. Ci saremmo trovati verosimilmente delle ferite lacere più o meno piccole in corrispondenza dell’ostio, è una ipotesi perché noi non sapremmo mai se questa vagina era o non era lubrificata, non sapremmo mai queste cose perché stiamo parlando su un cadavere e tutti i fenomeni cadaverici fanno perdere queste ipotesi di lubrificazione che molti hanno fatto. Certo è che noi abbiamo escoriazioni, un glande di un pene in erezione è una struttura dura elastica, se forza un ostio vaginale piccolo ma se lo forza è difficile che una struttura dura elastica dia un’escoriazione, potrà dare una ecchimosi ma l’escoriazione no. L’escoriazione ci indica che è stato utilizzato qualcosa che poteva escoriare, che poteva graffiare, non certo il glande duro elastico di un pene in erezione, un dito, due dita, con le unghie, uno strumento diverso dalle mani, comunque tutto è limitato al vestibolo della vagina, in vagina noi non abbiamo lesioni. La conclusione secondo il mio punto di vista è che nel caso in esame Meredith Kercher questa è stata fatta sicuramente oggetto di una ditilazione vaginale. Le escoriazioni ci indicano questa attività, quanto poi questa ditilazione vaginale sia stata lunga, protratta, non consenziente, non voluta, la lettura del cadavere non ci consente di dirlo. Certo è che avere una escoriazione ed avere una ecchimosi vuol dire che tutto sommato la persona del tutto verosimilmente non doveva essere tanto consenziente perché altrimenti non avremmo trovato né l’escoriazione né l’ecchimosi. Bisogna anche dire per il vero che ci possono essere delle penetrazioni violente in vittime che non presentano lesioni e questo è stato tranquillamente detto. Comunque i quadri lesivi vaginali o meglio esterni alla vagina, parliamo sempre del vestibolo vaginale di ciò che sta davanti alla vagina ci lasciano pensare non a una penetrazione di un pene su un soggetto non consenziente ma ci lasciano pensare a una azione violenta esercitata con le mani nelle porzioni anteriori del vestibolo, delle porzioni anteriori alla vagina in corrispondenza del vestibolo vaginale.
LM:
Professore abbiamo finito con le foto riguardanti il cadavere della povera vittima?
FI:
Sì.
LM:
Quindi a questo punto se ritiene Presidente di poter riprendere, forse potrebbe essere opportuno proseguire con il professore a porte aperte visto che non ci sono più delle foto della vittima.
GCM:
Quindi si procede in pubblica udienza salvo l’esigenza che dovesse presentarsi in contro esame. Prego.
LM:
Professore, siamo all’ultima parte ricostruttiva.
FI:
Allora Presidente noi a questo punto avevamo due possibilità che tutto il quadro lesivo potesse essere stato effettuato da più persone con manovre di afferramento, con manovre di coercizione, di costrizione oppure tutto quanto il quadro lesivo potesse essere stato indotto da una sola persona. Ho bisogno di ricordare quanto affermato dal dottor Camana nell’ambito della sua relazione al termine di un pregevolissimo studio sulla Blood Pattern Analysis cioè sulla morfologia e localizzazione delle macchie di sangue e di conseguenza in ragione delle lesioni riscontrate di tipo arterioso di dove poteva stare la fonte dell’emorragia. Il dottor Camana lancia tre ipotesi, una in posizione supina della vittima, due in posizione prona ed predilige la terza ipotesi quella ovvero dove la donna era posto in posizione carponi con il lato sinistro del collo prospiciente l’anta dell’armadio. Non so se ricordate la ricostruzione del dottor Camana, allora noi abbiamo anche visto delle stupefacenti immagini di ricostruzioni tridimensionali della (Watch Ivu) dove il dottor Codispoti ha messo nella camera dove è stato perpetrato l’omicidio una persona e tre persone facendo ovviamente capire che indipendentemente dallo studio delle analisi di contenzione e così via l’omicidio poteva essere stato tranquillamente efferato nell’ambito degli spazi o da uno o da tre persone. Allora Presidente, noi sappiamo che le misure della camera che è quella cerchiata in rosso sono state prese dalla polizia scientifica di Perugia. La polizia scientifica di Perugia ha dato delle indicazioni dimensionali della camera, io che sono fresco di ristrutturazioni vi leggo questa mappa, questo è un armadio, comodino, tappetino, letto, porta, scrivania, sedia, finestra, radiatore, mensola. Così come potete tranquillamente vedere nelle fotografie a disposizione del sopralluogo nel relativo filmato. Vi ricordo anche che in sede di fotografia l’armadio è fotografato con un cappotto appeso all’interno, esiste una fotografia di quel sopralluogo dove si vede l’anta leggermente aperta e appeso un cappotto. Quanto è spesso un cappotto armadio, 60 centimetri, per che serve per appendere gli abiti...
LM:
Vogliamo vedere professore con un centimetro?
FI:
60 centimetri è lo spazio necessario di profondità di un armadio soltanto per poter appendere un cappotto, una giacca, altrimenti non c’entrerebbero, non sarebbe più un guarda roba e la polizia scientifica di Perugia indica questo armadio alto 1,95 profondo 60 centimetri. Però Presidente nella ricostruzione tridimensionale del (Watch Ivu) l’armadio è profondo 38 centimetri non 60 centimetri, mancano 22 centimetri a questo armadio il che mi si consenta ma dilata gli spazi a disposizione delle supposte tre persone nell’espletamento dell’omicidio. Al pari di questa mensola c’è una bellissima fotografia in sede di sopralluogo fatto da un membro della polizia scientifica che fotografa la mensola, si vede la sua immagine che fotografa e si vede benissimo questa mensola che ha una struttura tonda tipo crema per le mani Glisolid e dietro una boccetta verosimilmente di shampoo, lasciando pensare come tutte le mensole che possa avere una profondità minima di almeno venti centimetri, però anche in questo caso questa mensola non è di 20 centimetri ma è di 12 centimetri, è stata sbagliata. Questo ridimensionamento o rimpicciolimento delle dimensioni delle strutture di questa camera ha ampliato gli spazi a disposizione. Infatti anche nella ricostruzione dello (Watch Ivu) la mensola è di 12 centimetri e la profondità dell’armadio è pari a quella del comodino uguale 38/40 centimetri. Noi abbiamo ottenuto quindi gli spazi che lo (Watch Ivu) ha utilizzato per inserire quattro persone, tre aggressori più una vittima e gli spazi a disposizione erano di ben tre metri quadri e zero due, rimpicciolendo l’armadio e ridimensionando la mensola gli spazi si aumentavano ed arrivavano a tre metri e zero due. Noi ci siamo molto meravigliati onestamente di questo rimpicciolimento dell’armadio e abbiamo riportato l’armadio a dimensioni normali tramite un banalissimo programma di auto cad con un ingegnere strutturista di nostra competenza. Abbiamo riportato l’armadio profondo 60, l’abbiamo portato di un metro al pari della scrivania che era ugualmente profonda 60, abbiamo dimensionato la mensola al minimo venti e non venticinque centimetri così come di norma e abbiamo visto che gli spazi a disposizione si sono ridotti di zero settantacinque metri quadri che potrà sembrare poco, banale, però tra tre metri quadri e due metri quadri e venticinque negli spazi ridotti iniziamo a parlare di spazi particolarmente ridotti. Dopo di che forti della documentazione fotografica presente in atti abbiamo dimensionato la mattonella pavimentale e abbiamo dimensionato anche le fughe della mattonella pavimentale, abbiamo contato le mattonelle sempre tramite programma Autocad, non abbiamo fatto niente noi di particolare, abbiamo ridato le dimensioni delle mattonelle e la profondità della camera invece di essere 291 come descritto dalla polizia scientifica di Perugia è venuta 281, dieci centimetri in meno il che vuol dire che ridimensionando gli spazi alle dimensioni oggettive, guardi Presidente abbiamo anche tolto una sedia l’abbiamo messa sotto la scrivania così come non aveva fatto la (Watch Ivu) abbiamo ottenuto il massimo degli spazi possibili che sono due metri e zero otto, sono due metri quadri e zero otto che è pochissimo. Tramite programma Autocad dove le persone sono dimensionate agli ambienti, serve per fare la progettazione abbiamo messo quattro persone in questo spazio e le abbiamo messe nell’unica maniera possibile come seduti a tavola, vis a vis ognuno sa che il posto a tavola è da 60 a 80 a tavola altrimenti non ci si riesce a stare a tavola e voi vedete come quattro persone in questi spazi l’unica cosa che possono stare è stare immobili perché non hanno nessuna possibilità di movimento. Comunque indipendentemente da tutto abbiamo dimostrato sempre con programma Autocad le dimensioni e poi abbiamo preso questa tavola che è stata proiettata dalla (Watch Ivu) e abbiamo effettivamente visto come questa ipotesi è possibile soltanto se la donna stesa è stesa con un armadio profondo 38 centimetri perché se l’armadio fosse stato di 60 centimetri, 60 centimetri di armadio più 160 la vittima senza considerare le scarpe, più 60 centimetri la scrivania non volendo neanche considerare lo spessore delle ante, i battiscopa e tutto questo la donna stesa in questa posizione non ci sarebbe potuta andare mai. Abbiamo preso infine per curiosità quanto doveva essere alto l’aggressore perché queste sono delle immagini che ci giungono dallo (Watch ivu) abbiamo preso il punto noto 1.95 proiezione, l’altezza dell’aggressore piegato, piegato in questa posizione flessa in avanti la proiezione dal vertice a terra è di 127 centimetri, un soggetto piegato la cui testa dista da terra 127 centimetri. Poi ne abbiamo presi quattro così come prospettati dal (Watch Ivu), fermo restando che dell’aggressore posto sull’estrema destra non si vede la gamba, probabilmente stava efferando l’omicidio saltellando su una sola gamba ma anche gli altri sono posti in una posizione assolutamente in posizione impossibili e in spazi decisamente errati. Di conseguenza fisicamente non c’era la possibilità che tre aggressori compissero quell’omicidio. In sintesi lesioni epoca di morte 21.30 – 22.30 al massimo, causa di morte soggetto che viene afferrato al collo, afferrato alla bocca con chiusura degli orifizi respiratori, afferrato al collo, pugnalato e muore per emorragia dovuta alla fuoriuscita del sangue con una componente asfittica che è dovuta alla inalazione del suo stesso sangue ed a quello che nessuno ha considerato la rottura del corpo dell’osso ioide apre a libro la laringe. La laringe non funziona più, il soggetto così come riportato nei testi per studenti di otorino laringoiatria la rottura del corpo dell’osso ioide determina disfonia e disfagia e dispnea che vuol dire, il soggetto non può più ingoiare, non può più parlare, non può più respirare. La duplice componente asfittica è rappresentata dal crollo della funzione laringea e dall’inalazione dello stesso sangue del soggetto. Inalazione che come tutti hanno detto è durata parecchio, è durata dieci minuti perché noi a livello alveolare abbiamo trovato istologicamente una concentrazione di cellule particolari che ci dicono che il soggetto non è morto subito dall’inalazione del sangue, è morto in una decina quindicina di minuti il che va bene con la lesione dell’osso ioide, l’agonia della persona dal momento della coltellata è durata quindici minuti massimo e poi si è verificata l’exitus. Quindi meccanismi di morte così come descritti afferramento al collo e accoltellamento e poi morte per questo meccanismo combinato. Non ci sono lesioni da afferramento da più persone, le lesioni descritte sono delle banali lesioni contusive aspecifiche e non etichettabili, spazi a disposizione degli aggressori errati, segni di violenza sessuale io toglierei la violenza segni di un’attività sessuale che è presente come comunque possa essere stata indotta a mio avviso su soggetto non consenziente, verosimilmente in seguito ad una violenta ditilazione vaginale. Sulla scorta di tutti questi dati noi ci siamo permessi di creare una ricostruzione dinamica degli eventi che vedono in azione un solo aggressore e una sola persona e non li abbiamo riportati dinamicamente. Se però io posso permettermi di spiegarmi o qualcuno mi vuole aiutare nell’ambito della spiegazione dinamica...
LM:
Spiego alla Corte, allora avevo due persone che sono della stessa altezza più o meno della vittima ed è l’avvocato Donati e la dottoressa Corrado che è circa un metro e settantuno settantadue e potrebbe essere il soggetto, l’aggressore di cui dopo vedremo. Queste persone se vogliamo farle venire qui davanti e il professore potrà dare una indicazione più precisa di come la dinamica dell’evento è successo. Nel frattempo prima di arrivare a questa ricostruzione le faccio un’ultima domanda, lei ha avuto modo di poter vedere attraverso filmati diapositivato le mani di Rudy Guede?
FI:
Ho visto le fotografie che sono state inviate dalla polizia tedesca se non vado errato delle mani di Rudy Guede.
LM:
E le mani di Rudy Guede avevano delle escoriazioni compatibili con una eventuale presa e apprensione...
FI:
Eccole qua, le mani di Rudy Guede presentavano dei segni in avanzatissima fase di riepitilizzazione guarigione di piccolissime escoriazioni che erano presenti in corrispondenza del mignolo della mano destra, della seconda falange del medio della mano destra, seconda falange del dito medio della mano destra e palmo della mano destra, tutte lesioni che potevano essere state causate dalla irregolarità che sono presenti sui bordi di un coltello tipo questo, non questo tipo questo, con una lama leggermente più ampia, un coltello multiuso non per forza di tipo svizzero che presentasse delle irregolarità su un margine e sull’altro perché nel momento in cui veniva sferrato nella maniera impugnata dall’aggressore il colpo è ovvio che l’aggressore il coltello lo serra e serrandolo può anche provocarsi delle piccole escoriazioni proprio in corrispondenza del palmo della mano destra dell’aggressore.
LM:
Quindi compatibilità di queste escoriazioni e piccole ferite ritrovate sulla mano di Rudy Guede con...
FI:
Con un coltello multiuso poco più grande di questo, esistono, con un dorso regolare non tipo caccia. Un banalissimo coltello svizzero multi uso, si trova ovunque in qualunque armeria.
LM:
Mi scusi professore per completare l’argomento, quale mano lo dice in tedesco?
FI:
Mano destra.
LM:
Possiamo effettuare la ricostruzione...
GCM:
Dunque per quanto riguarda la ricostruzione trattasi di un esperimento giudiziale?
LM:
Sì, per fare vedere alla Corte come...
GCM:
Sì, però essendo un riferimento giudiziale per lo stesso anche ai fini della utilizzabilità per la valutazione in sede successiva di discussione e di decisione successiva sarebbe necessaria una documentazione dell’esperimento stesso a mezzo di ripresa fotografica o a mezzo di ripresa video. Per questo non è che c’era stato preavvisato, mettiamo in condizione ora di poterlo effettuare.
FI:
Presidente io posso descriverlo.
GCM:
Sì, però la rappresentazione.
FI:
No, può essere solo mimato durante la descrizione se lei vuole in maniera da renderlo più comprensibile.
LM:
E’ esattamente questo, il professore può descrivere e i soggetti figuranti nel momento in cui descrive...
GCM:
Caso mai ci aggiorniamo, lo possiamo fare questo esperimento perché mi sembra che vada qualificato come esperimento giudiziale.
LM:
Per dare una...
GCM:
Quando un fatto possa essere avvenuto in un determinato modo, riproduzione per quanto possibile della situazione di cui il fatto si afferma o si ritiene essere avvenuto e nella ripetizione delle modalità di svolgimento. Ci vuole quindi l’ordinanza e anche una documentazione dell’attività.
LM:
Se ritiene noi abbiamo i mezzi tecnici per poterlo riprendere.
FM:
Presidente scusi apprendiamo solo oggi che il professor Introna ci sta relazionando non solamente su una consulenza medico legale ma anche su parametri completamente diversi e ne prendiamo atto e vedremo poi in sede di contro esame del professore quali sono ovviamente le specifiche preparazioni. A mio avviso la proposta e la richiesta di questo esperimento fa parte ed è un mezzo di prova completamente diverso evidentemente rispetto a quella che è il parere medico legale di un consulente di parte. Tutte le parti a questo punto devono essere messe in grado comunque di contestare o sviluppare un autonomo esperimento in teoria per cui io mi oppongo alla formazione di una relazione medico legale perché per questo oggi il professor Introna è qui davanti alla Corte evidentemente e quindi mi oppongo sia all’esperimento e comunque in ipotesi che la Corte voglia procedere si deve permettere a tutte le parti ovviamente in base a quello che è l’interesse essere presenti con propri consulenti specifici o meno ma questa è una valutazione di parte.
LM:
Vorrei solo far presente alla parte civile che al numero 76 pagina 12 della nostra lista testimoniale allorquando abbiamo indicato l’esame del professor Introna la circostanza era ricostruirà la dinamica dell’evento descritto nei capi di imputazione.
GCM:
Il Pubblico Ministero su questo se vuole dedurre oppure le altre parti...
DR:
Posso aggiungere soltanto una cosa, naturalmente per la ricostruzione della dinamica dell’evento non si può prescindere dal dato biologico quindi noi contestiamo chi ha fatto una ricostruzione della dinamica dell’evento senza avere le necessarie competenze medico legali.
LG:
Le esigenze dell’esperimento giudiziale sono previste dal 218 e 19 è un atto tipico dell’udienza però mi rendo conto che c’è una esigenza del contradditorio, quindi per quel che riguarda la richiesta che si può qualificare esperimento giudiziale ci sono le norme, il Presidente garantirà il contradditorio e quindi va bene. Non capisco le eccezioni che entri la consulenza del professor Introna all’esito delle sue deposizioni, anche se contiene questa parte è consulenza di parte e può avere libero ingresso. Cioè quello che riguarda le modalità tipiche dell’udienza l’esperimento giudiziale anche al di fuori dell’aula di udienza ma insomma ci rimettiamo ovviamente alla tutela del contradditorio.
PM:
Il Pubblico Ministero è essenzialmente remissivo nel senso che non si oppone a questa rappresentazione che anzi che essere filmata e come dire sul campo come una specie di rappresentazione teatrale, sicuramente appunto come dice il termine stesso sarebbe o sarà più teatrale ma non c’è nessun pregiudizio e nessuna opposizione. Mi sento però di rispondere alle osservazioni relative alle competenze specifiche che la ricostruzione della dinamica anche qui lo dice la parola stessa per la ricostruzione della dinamica occorrono, è vero che si parte da valutazioni biologiche che hanno fatto i medici legali che il corpo l’hanno visto ma poi occorrono specifiche competenze di fisica e di balistica che mi sembra che il professore non abbia e non possa avere. Comunque prendiamo atto.
GCM:
Quindi la Corte si ritira in camera di consiglio per valutare questo aspetto inerente alla esposizione circa la ricostruzione ipotizzata e che si chiede di poter raffigurare con delle persone figuranti.


LA CORTE SI RITIRA IN CAMERA DI CONSIGLIO.
LA CORTE RIENTRA IN AULA DI UDIENZA E IL PRESIDENTE DA’ LETTURA DELL’ORDINANZA ALLEGATA AGLI ATTI


ORDINANZA

La Corte di Assise sulla istanza avanzata dalla difesa di Raffaele Sollecito e relativa alla possibilità di richiedere al consulente professor Introna di dare rappresentazione ed evidenziazione con l’ausilio di persone sue collaboratrici delle modalità in cui il fatto potrebbe essersi verificato, visti gli articoli 218 e 219 codice di procedura penale, sentite le altre parti accoglie l’istanza e dispone la prosecuzione dell’udienza con la rappresentazione delle modalità in cui il fatto secondo il consulente della difesa Sollecito Raffaele potrebbe essersi verificato. Fissa per tale attività la data odierna ore 13.00 disponendo la registrazione audio video e nomina a tale scopo il signor Bracarda, a tale scopo notiziato e dispone per la prosecuzione dell’udienza sugli altri aspetti per i quali il consulente potrà o rispondere alla parte che l’ha indicato come proprio consulente se ancora non ha esaurito ovvero rispondere alle domande in sede di contro esame. Mi sembra che la difesa avesse esaurito, poi accantoniamo questo aspetto e quindi verso le ore 13.00 possiamo proseguire ovviamente nel rispetto della esigenza rappresentata dall’articolo 219 quindi nel determinare le modalità dell’esperimento occorre evitare che vengano offesi sentimenti di coscienza e non esporre a pericolo l’incolumità delle persone e la sicurezza. Prego, per il contro esame.


PUBBLICO MINISTERO – DOTTOR MIGNINI

GM:
Ecco, lei come ha effettuato le misurazioni di questi mobili?
FI:
Le misurazioni non le ho effettuate io, mi giungono dall’analisi e delle dimensioni fornite dalla polizia scientifica di Perugia. Mi pare che in atti sia presente un verbale che ci dice le dimensioni dei mobili e dell’ambiente fatte dalla polizia scientifica. Il fascicolo è del Ministero degli Interni, fascicoli di rilievi descrittivi omicidio di Kercher Meredith Susanna Cara Perugia 02.11.2007, c’è il numero di protocollo, indice dei rilievi descrittivi e qui da pagina 10 di 17 c’è la descrizione della camera con le indicazioni delle dimensioni della stessa e delle forniture presenti.
GM:
Senta, quindi lei ha detto che in pratica in quella stanza se ho ben capito, mi chiarisca perché non ho ben capito, in quella stanza quattro persone ci stanno in condizioni di agibilità molto limitate o non ci stanno?
FI:
Allora io mi sono permesso di ricostruire le dimensioni, non ho voluto e questo è un passaggio che ho omesso, non ho voluto attenermi alle dimensioni pavimentali che pure mi restringevano di più la camera. Io ho fatto fede alle dimensioni di Perugia, ho ricostruito gli ambienti sulle dimensioni date dalla polizia scientifica di Perugia e mi sono reso conto che gli spazi a disposizione di quattro persone sono veramente angusti dove possono essere rappresentati vis a vis quasi a contatto spalla a spalla.
GM:
Cioè praticamente quattro persone in quella stanza stanno a contatto fisico in pratica?
FI:
Quasi spalla a spalla.
GM:
Senta ma lei ha visto, è mai stato nella stanza di Meredith?
FI:
No.
GM:
Lei sa che la Corte ha ispezionato la casa?
FI:
Certo.
GM:
Ecco lei ha visto i sopralluoghi della scientifica?
FI:
Sì.
GM:
Si ricorda quante persone ha visto in quella stanza?
FI:
Tre quattro.
GM:
E come si muovevano quelle persone?
FI:
A stento.
GM:
Si ricorda i momenti, si ricorda in particolare se avevano le tute di protezione, che cosa stavano facendo?
FI:
Allora io ricordo anche in aula di avere visto parte di questo filmato nel momento in cui c’era l’udienza in cui è stata acquisita la consulenza di Codispoti dove uno dei firmatari della stessa consulenza non faceva vedere che immagini di sopralluogo dove erano presenti in quella camera tre persone e onestamente se si dovesse rivedere ci si accorge che si muovevano a stento tra di loro. Avevano le tute bianche e le protezioni.
GM:
C’erano anche degli strumenti per riprendere all’interno della stanza che restringevano ulteriormente lo spazio?
FI:
Non ricordo.
GM:
Senta, lei ha parlato prima di un tavolinetto sulla destra, un mobile sulla destra...
FI:
La scrivania.
GM:
La scrivania, questa scrivania lei ha considerato la larghezza del piano superiore...
FI:
Certo.
GM:
Ecco, questa scrivania era vuota sotto questo piano o era piena?
FI:
Era vuota.
GM:
Quindi l’ingombro in pratica sotto questo tavolinetto non esisteva?
FI:
Era parzialmente occupato dalla sedia.
GM:
C’era una sedia sì ma voglio dire lei ha considerato il limite fissato dal piano superiore, non ha considerato il vuoto sottostante?
FI:
Certo.
GM:
Quindi il vuoto sottostante permetteva per esempio invece al corpo messo in quella posizione di distendere le gambe?
FI:
Mi pare però comunque un po’ difficile che uno possa essere aggredito in spazi così limitati, per altro con il corpo della vittima posto sotto una scrivania che comunque era vuota non è la posizione ideale, ecco.
GM:
Senta, che spazio lei ha calcolato come spazio massimo libero?
FI:
Io ho fatto due determinazioni, il primo sulla scorta delle dimensioni, un attimo che apriamo le immagini. Un primo sulla scorta delle indicazioni metriche fornite dalla polizia scientifica di Perugia che è quello che poi abbiamo considerato sempre 2 metri quadri e 25 e ripeto abbiamo anche voluto mettere la sedia così come l’abbiamo vista nelle immagini di sopralluogo che invece come lei vede le immagini del (Watch Ivu) poneva in posizione diversa. Comunque noi abbiamo cercato di avere tutto lo spazio possibile, due metri e venticinque, se avessimo voluto ma non lo abbiamo fatto perché ci sembrava onestamente una forzatura, calcolare le dimensioni dei pavimenti e quindi essere un po’ esasperati avremmo ottenuto due metri quadri.
GM:
Due metri quadri come spazio continuo perché poi c’erano...
FI:
Come spazio a disposizione.
GM:
Spazio continuo perché poi c’è lo spazio qui a destra che è vuoto tra i due mobili...
FI:
Sì, c’è il comodino e c’è il letto.
GM:
Va bene, lei ha calcolato, è mai stato in questi ascensori qui del palazzo?
FI:
Sì, mi pare di averlo preso una volta.
GM:
Che superficie hanno?
FI:
Dottore le devo dire con grande sincerità, non sono mai stato convocato tante volte da Perugia, una volta l’avrò preso una volta quell’ascensore.
GM:
Quindi non l’ha mai preso questi ascensori...
FI:
Ma io qui il calcolo l’ho preso.
GM:
Ascolti le faccio questa domanda, sa quante persone portano questi ascensori?
FI:
No.
GCM:
Magari possiamo dire un metro e mezzo per un metro e mezzo quante persone?
FI:
Sarà un metro e mezzo per un metro verosimilmente, orientativamente.
GCM:
Questi ascensori in genere con misure standard...
GM:
Contengono un cinque persone, quindi sono più grandi o più piccoli di questo spazio?
FI:
Guardi dottore sinceramente non mi occupo di ascensori comunque verosimilmente potremmo anche essere un po’ più piccoli gli ascensori, se portano cinque persone potranno essere un metro per un metro e mezzo, penso è una indicazione indicativa.
GM:
Non ho altre domande


PUBBLICO MINISTERO – DOTTORESSA COMODI

MC:
Per finire questo argomento poi ritorniamo indietro diciamo in ordine alle argomentazioni che le sono più proprie diciamo. Lei ha premesso che le misurazioni della scientifica sono errate, giusto?
FI:
Io ho calcolato tutto in funzione, forse sono stato frainteso in funzione delle misurazione della polizia scientifica fatte a Perugia. Quindi quelle misurazioni della polizia scientifica di Perugia noi le diamo per vero anche se per un certo tratto possiamo ritenere che non siano perfette perché la misurazione pavimentale non consente una corrispondenza di dieci centimetri.
MC:
Allora forse non ho capito bene io quando parlava delle dimensioni della mensola e della profondità dell’armadio.
FI:
Posso ripetere?
MC:
Grazie.
FI:
La polizia scientifica di Perugia di cui abbiamo il verbale a pagina 11 afferma:”Oltre è un ambiente rettangolare trasversale delle dimensioni di 291 per 336 che produce luce da destra e una finestra a due imposte. Anteriormente un armadio a due ante scorrevoli che misura un metro di larghezza, uno e novantacinque di altezza, zero sessanta di profondità”, queste sono le misure della camera e dell’armadio ivi presente nella camera della Kercher e questa è la planimetria della camera fornita, effettuata sulle misurazioni della polizia scientifica di Perugia dal (Watch Ivu) Unità anti crimine violento di Roma. Meglio questa è la nostra elaborazione.
MC:
Allora le chiedo chi ha attribuito una profondità inferiore?
FI:
L’unità anti crimine violento di Roma.
MC:
Se cortesemente mi dice dove è la pagina?
FI:
No, dottoressa l’ha solo rappresentata graficamente, non c’è nessuna pagina e nessuna relazione, questa è la planimetria della direzione lo può vedere direzione centrale servizio polizia (Watch Ivu) che io ho in completo della planimetria della casa dell’omicidio.
MC:
Ce la fa vedere?
FI:
Non ce l’ho qua con me perché è un rotolone di carta che non ho portato, vi potrà essere fornito nella prossima udienza.
MC:
E’ agli atti e quindi anche cartaceo?
FI:
E’ cartaceo.
MC:
A me non risulta che sul cartaceo e da nessun’altra parte (Watch Ivu) abbia preso una misurazione diversa. Scusi mi fa vedere quella foto che lei ha, una foto a colori dove c’erano delle targhette, centimetri 38, questa è una foto del (Watch Ivu)?
FI:
La foto del (Watch Ivu) ma le misurazioni sono mie, mie con un ingegnere che le ha fatte.
MC:
Quindi centimetri 38 si riferisce?
FI:
Allo spessore rappresentato dell’armadio dal (Watch Ivu), io vorrei forse mi rendo conto che è un po’ difficile..
MC:
No no, non è affatto difficile.
FI:
No, perché sono io che non riesco a spiegarmi dottoressa.
MC:
No no, lei si è spiegato benissimo solo che io non ho trovato in nessuno degli atti del (Watch Ivu) questa misurazione...
FI:
Posso spiegare?
MC:
Allora lo dobbiamo aprire perché se la (Watch Ivu) avesse fatto un errore così macroscopico...
FI:
Vorrei dire io ho a Bari e penso che è in atti perché ce l’ho anch’io la planimetria completa della casa, la planimetria completa della casa...
MC:
La planimetria ovviamente non comprende anche i mobili professore.
FI:
No no, questa è la planimetria che è stata fornita, questa è la camera di Meredith e parte della planimetria realizzata dalla (Watch Ivu) su misurazioni fornite dalla polizia scientifica di Perugia.
MC:
Ma lei si riferisce a Fr 3038?
FI:
No, non li ho considerate proprio quelle sono misurazioni o input che sono state date dalla...
MC:
No, perché quello è frammento appunto.
FI:
No, quelle non le ho considerate proprio.
MC:
Da questa tavola non si evince che (Watch Ivu) abbia preso come misurazione centimetri 38.
FI:
No, però guardi...
MC:
E allora se mi dice da dove si evince.
GCM:
Questa è la tavola che lei ha consultato, la possiamo mettere a disposizione.
MC:
No, io l’ho vista tanto le misure non ci sono, sicché io voglio capire dove (Watch Ivu) ha detto che l’armadio è profondo 38 centimetri.
FI:
Dottoressa l’unità anti crimine violento non ha mai detto che l’armadio è 38 però lo ha rappresentato, guardi dottoressa questo è un comodino, questo è 60 centimetri la profondità della scrivania. Secondo lei mi scusi se le ribatto la domanda ma l’armadio è profondo quanto la scrivania? No, questo armadio che è documentato essere 60 centimetri dalla polizia scientifica di Perugia è stato rappresentato come profondo 38, secondo i nostri calcoli.
MC:
Allora ci faccia vedere i calcoli perché sono calcoli matematici no?
FI:
No, dottoressa basta semplicemente riportare con un programma informatico il Cad...
GCM:
Scusate, però magari lasciamo che ciascuno termini l’esposizione altrimenti non riusciamo più a seguire in modo congruo.
FI:
Allora...
MC:
No, scusi anzi lei ha detto il (Watch ivu) non ha mai affermato che l’armadio è stretto 36 centimetri, invece poi secondo i suoi calcoli ovvero facendo praticamente la sottrazione tra la larghezza complessiva della camera, lo spessore della scrivania e lo spessore dell’armadio risulta uno spazio diverso da quello calcolato da lei, è così?
FI:
Dottoressa non è una competenza mia specifica, però mi permetto di spiegare in termini semplici. Un programma tipo il Cad che serve per fare progettazioni di ambienti, nel momento in cui viene fornita una dimensione certa che in questo caso è stata 291 la larghezza della camera della quale si ha certezza polizia scientifica di Perugia, ha proporzionato tutti gli spessori degli ambienti a 291 ottenendo 38 centimetri, 70 centimetri, un metro e 92 per il letto, 38-40 centimetri per il comodino.
MC:
No, 60 la scrivania è larga 60 centimetri.
FI:
Guardi li abbiamo riportati, 60 centimetri, 192 per il letto...
MC:
Va bene, ritorni ai suoi io non ho capito di chi sono queste misurazioni...
FI:
Mie.
MC:
Quindi ritorni alle sue misurazioni reali, quindi armadio 60...
FI:
Ecco le misurazioni reali, in questo momento noi abbiamo ridisegnato l’ambiente con le misurazioni reali dell’ingombro dell’armadio.
MC:
Sì.
FI:
Che è stato riportato come lei vede lasciando integro il letto e il comodino che ha una profondità di 40 centimetri, abbiamo riportato la profondità dell’armadio a 60 al pari della scrivania.
MC:
E un corpo prono in ginocchio di una ragazza che è alta come me, cioè bassa direi come me, 160 quanto spazio occupa?
FI:
Ci va dottoressa ci va, il problema non è la presenza di un corpo prono e magari di un aggressore, è la presenza di tre aggressori che combattono e cercano di sopraffare questa vittima...
MC:
Che combattono lo dice lei, lei ha detto che non ci sono segni di combattimento.
FI:
Un’aggressione è sempre un’aggressione.
MC:
Ma lei ha detto che non ci sono segni di combattimento che poi è una teoria che combacia con quella dello (Watch Ivu) con quella dei medici legali, non c’è stato combattimento perché Meredith non ha avuto possibilità di combattere.
FI:
Questa è una tesi effettivamente ho detto che non ci sono segni di afferramento e non ci sono segni di pressione da parte della vittima, bisogna immaginare la presenza di tre persone nell’ambito di questo ambiente. Noi abbiamo chiesto...
MC:
Noi ce lo siamo immaginati il fatto.
FI:
Esatto, immagini di avere degli ospiti a tavola...
MC:
Ma lasci perdere...
GCM:
Guardi per favore, lasciamo terminare.
FI:
Immaginiamo di avere uno spazio di uno e trenta per un metro e sessanta gli spazi sono molto limitati.
MC:
Io non la voglio né interrompere contraddire senz’altro sì ma interrompere no, ma dico come mai anzi che attraverso queste dimensioni che lei ritiene essere le reali non ha fatto anzichè il disegno di quattro persone a tavola perché non mi pare che abbiano consumato un pasto in questa stanza, non abbia riprodotto la stessa scena del crimine?
FI:
Perché il programma che usano alla (Watch Ivu) è solo suo, io non posso adire a quel programma.
MC:
Con questi disegni analoghi voglio dire, questo non lo ha fatto perché appunto probabilmente Meredith prona in ginocchio ci entrava?
FI:
Sì sì, d’altra parte lo ha detto anche il dottor Camana, nessuno nega che questa immagine sia possibile, io dico soltanto che questa immagine hanno raffigurato un nano.
MC:
Un nano?
FI:
Certo perché un soggetto alto un metro e ventisette piegato in questa maniera deve essere un po’ bassino.
MC:
Un metro e ventisette piegato.
FI:
Piegato, io sono alto uno e ottanta se mi piego devo quasi mettermi in ginocchio...
MC:
Ma Rudy è bassino, lei è molto alto, cioè gli imputati non sono altissimi.
GCM:
Scusate evitiamo magari questo, magari fa le domande...
MC:
Le risulta l’altezza di Raffaele Sollecito?
FI:
Mi pare che sia su un metro e settanta.
MC:
E Amanda Knox?
FI:
Amanda Knox non lo so, non lo so.
MC:
Sicuramente non più alta però.
FI:
Non credo.
MC:
Quindi insomma non siamo tra giganti, non parliamo di giganti.
FI:
Questa posizione noi anche rilevando che è un po’ bassino e che forse sarebbe stato limitato sulla spalla dalla mensola ma è possibile, è possibile spostare vittima e aggressore più verso il letto, ci sono spazi a sufficienza, ci sono spazi a sufficienza, è questa immagine che noi riteniamo difficile.
MC:
Ma l’altra immagine?
FI:
Questa immagine che noi riteniamo difficile.
MC:
Difficile o impossibile perché la definisce impossibile.
FI:
Io definisco l’immagine impossibile, io non realizzo la possibilità di corpi piegati, flessi in avanti che occupano più spazi di una persona che normalmente in piedi come in piedi in ascensore dritta vis a vis e né sono in posizione di trenino impilati uno sull’altro...
MC:
Ma questo non è lo spazio di un ascensore, è molto più ampio...
FI:
No, però sicuramente questo è uno spazio più ampio del reale dove le persone che sono state messe sono bassine tant’è che la mensola che è a 110 da terra è più alta della testa del soggetto. Secondo me per...
MC:
A che altezza è la mensola?
FI:
120 centimetri da terra, perché 80 centimetri è il termosifone, quattro persone interagiscono in questa posizione...
MC:
No, tre persone interagiscono, la quarta non interagisce.
FI:
Pur ammettendo che non stia lì come vittima sacrificale diciamo, quattro persone io poi tra l’altro vede dottoressa lei non so se riesce a vedere dove sta l’altro piede di questo soggetto, forse contro il muro perché io non lo vedo. Non credo che ci siano in questi venti centimetri di spazio la possibilità di mettere un piede. Secondo le dimensioni a disposizione di quell’ambiente due metri e venticinque è difficile...
MC:
No, risponda alle domande, quanto è largo il piede di un soggetto non so anche taglia 44 di scarpe, più largo di 20 centimetri?
FI:
Dottoressa non è l’ingombro del piede, è l’ingombro dell’anca, del fianco, della gamba, il soggetto è flesso.
MC:
Lei ha detto che non vede il piede professore.
GCM:
Scusi Pubblico Ministero lasciamo che termini.
FI:
Non vedo dove quel soggetto possa aver messo l’altro piede visto che è quasi a contatto con il muro.
MC:
Va bene, prendiamo atto. Allora torniamo indietro, torniamo alle cose di sua competenza, mi può dire in base a quei diagrammi quale sarebbe l’ora della morte, in base a quel diagramma di quel soggetto impronunciabile.
FI:
Un attimo, questo.
MC:
Benissimo ecco, lei ha fatto vedere una immagine in base alla quale a seconda del peso che Meredith aveva se Meredith avesse pesato 52 chilogrammi l’ora della morte a quando risalirebbe secondo questo diagramma?
FI:
Lo possiamo fare, 52 chilogrammi visto che il lasso di tempo è 30 minuti se fosse stato di 52 chili sarebbe stato le 24.20.
MC:
E 53 chili?
FI:
Sono sempre andato male in matematica, 23.20 più 30 minuti equivale a 23.50.
MC:
Lei mi conferma di non sapere quanto pesasse Meredith, vero?
FI:
No, noi non abbiamo proiettato una immagine dove si vede il cadavere posto in posizione prona, ora noi sappiamo...
MC:
Ritorna alla domanda precedente?
FI:
No, mi fermo non dico niente.
GCM:
Riguarda l’ora o il peso?
FI:
Riguarda il peso del cadavere.
GCM:
Può proseguire.
FI:
Posso, questa immagine noi non l’abbiamo proiettata perché ovviamente ma è una immagine dove si vede una donna che sicuramente non è magra...
MC:
Ma è più magra di me che peso 58.
FI:
Dottoressa io non so, non posso dire e non posso esprimermi.
MC:
E’ decisamente più magra di me, glielo posso assicurare.
GCM:
Prego il consulente il professore può proseguire, allora a vedere questa immagine?
FI:
A vedere quella immagine è difficile dare un peso a una salma a occhio, esistono le bilance non è stata misurata, non poteva essere misurata...
MC:
Lo chiederemo ai genitori.
FI:
L’indicazione del peso della salma noi l’abbiamo considerata indicativa e abbiamo considerato vedendo la salma due chili di più, perché ad occhio così come a occhio l’ha visionata Lalli noi abbiamo ritenuto che potesse essere leggermente più pesante.
GCM:
Quindi che peso?
FI:
57 chili, però a onere del vero noi abbiamo messo anche 54 chili perché l’oppinabilità...
MC:
Pesava 51 chili Meredith noi sappiamo.
GCM:
Lasciamo che il consulente esponga poi magari...
FI:
Quindi dico l’oppinabilità del valutatore l’abbiamo considerata come un range fornendo pesi che vanno dal 54 al 57. Il dottor Lalli ha considerato in sede di valutazione 55 poi abbiamo accettato questa valutazione perché non abbiamo visto fisicamente la salma, vedendo le fotografie e vedendo i pesi forma delle ragazze a cui tanto ci tengono abbiamo visto che il peso forma di una ragazza è leggermente di più, il peso forma di una ragazza di uno e sessanta considerato 58 chili, secondo le formule che abbiamo riportato in consulenza. Ma neanche questo abbiamo voluto considerare perché è tutto molto oppinabile, abbiamo lasciato un range...
MC:
Sono formule anti anoressia quelle...
GCM:
Facciamo solo le domande, sentiamo magari le valutazioni che il consulente offre e saranno oggetto di valutazioni in seguito.
MC:
Va bene, quindi tenuto conto che lei comunque non conosce il peso di Meredith, quindi il peso del cadavere o di Meredith in vita ritiene che sia scientificamente sbagliato che tutti i consulenti e i periti abbiano offerto un range maggiore di questa specifica indicazione che può essere fatta solo e poi con questo diagramma che non credo che sia la Bibbia in assoluto solo attraverso la conoscenza del peso esatto?
FI:
Tutti i consulenti come dice lei la temperatura non l’hanno considerata, hanno immediatamente cancellato la possibilità di considerare lo svuotamento gastrico. Tutti i consulenti tristemente invece di svolgere quello che è un compito preciso medico legale, restringere a mò di cipolla l’epoca della morte si sono lanciati soltanto nella valutazione degli strati più estremi valutando rigidità ed ipostasi.
MC:
Certo ma c’era una ragione per cui la temperatura è stata non non considerata almeno da quello che mi risulta non è così, non è che non sia stata considerata ma le risulta correttamente cioè scientificamente scorretto avanzare diciamo delle riserve in relazione alla temperatura per le mille variabili che anche lei oggi ha rappresentato?
FI:
Dottoressa mi pare proprio di avere iniziato dicendo che il rilievo della temperatura è suscettibile di tante variabili e mi pare anche di aver detto se sbaglio la prego di correggermi che la salma era sotto un piumone e che noi non sappiamo quante volte questo piumone è stato ribaltato dalla salma oppure se a domande precise in sede di tipo testimoniale la polizia scientifica ha detto che prima dell’intervento del dottor Lalli alle 00.50 nessuno si è mai sognato di sollevare il piumone e di fotografare la salma. Questo è anche attestato perché nella sequenza iconografica numerica delle fotografie non si vede una fotografia della salma scoperta nella sequenza delle immagini del sopralluogo. Quindi è attendibile che la salma dal piumone non sia mai stata scoperta neanche per curiosità. Sulla scorta di questi dati noi abbiamo detto che il dottor Lalli ha fatto bene, ha usato questo normogramma che gli altri medici legali non hanno considerato e l’ha usato non nella maniera rappresentato nel libro di Henssge dove non considera le variabili ma ha considerato il programma computerizzato mettendo una variabile che è 1 e 7. Questa variabile va da zero a uno e otto se non vado errato, ha usato il massimo possibile perché la salma è rappresentata in una di quelle situazioni previste coperte in un micro ambiente su un pavimento ed è stranamente la stessa situazione prevista in questa situazione. Lalli ha fatto bene, ha usato correttamente questo normogramma, è stato bravo, l’unico dato che non va è la imposizione di un peso a occhio, se avesse pesato la salma...
MC:
Come ha fatto lei?
FI:
Come ho fatto io, purtroppo però io non sono stato quello che ha fatto l’autopsia, se avesse pesato la salma su questo normogramma nessuno avrebbe potuto dire niente. La mia sensazione è che gli altri consulenti visto che si è considerato il normogramma di Henssge forse come non si sono resi conto di tante altre piccole sfumature, non si sono resi conto che Lalli ha usato una variabile in funzione della situazione contingente che la prevedeva cadavere nudo su mattonelle coperto da coltri. Quindi hanno detto essendo coperto da coltri chissà quali variabili ci potevano essere e quindi questo non vale, non è vero Lalli lo aveva considerato nel metodo che prevede di poterlo fare.
MC:
Ma al di là della coltre se il pavimento è freddo o caldo, la temperatura del corpo cambia?
FI:
Allora il pavimento è sicuramente più freddo dell’ambiente e il raffreddamento del cadavere è un raffreddamento progressivo. Noi dobbiamo comunque immaginare un pavimento che è presente in un ambiente che ha 13 gradi in ambiente quindi sicuramente non è un pavimento gelato, è un pavimento che ha un decremento termico di qualche grado ma ripeto il fattore di correzione 1 e 7 è un fattore previsto, massimo, di più non si può usare 1 e 8 è il massimo per una situazione cadavere nudo sul pavimento.
MC:
Cioè fattore di correzione che quindi comporta un allungamento dei tempi di raffreddamento o un accorciamento questo fattore di correzione?
FI:
Il fattore di correzione così come utilizzato dal computer porta un aumento del raffreddamento perché il cadavere è sotto coltre in un ambiente micro protetto, non è esposto all’aria, alla temperatura ambiente reale che è di 13 gradi.
MC:
E quindi si raffredda?
FI:
Il raffreddamento del cadavere si rallenta.
MC:
Ma sempre su questo argomento il fatto che prima sia entrata la scientifica, che siano state aperte le porte che quindi era notte, era novembre era molto freddo fuori può avere condizionato la temperatura del corpo sia pur coperto da quella coltre il fatto che i termosifoni fossero o aperti o spenti perché forse erano spenti secondo le ultime emergenze istruttorie ma comunque dico può aver condizionato, può rientrare tutto in quel fattore di correzione di Lalli?
FI:
Dottoressa in maniera molto proporzionale, questo è uno spaccato, nel senso noi la curva di Henssge che è l’unico metodo reale per poter misurare la temperatura altrimenti dobbiamo andare in maniere medioevali inapplicabili, questo metodo tiene in considerazione le correzioni. Certo, lei mi dice fuori faceva molto freddo però nel’interno della camera comunque hanno rilevato 13 gradi, fuori ce ne potevano stare anche meno 13, nell’interno ce n’erano 13. La porta può essere stata aperta o chiusa, certo non sappiamo a che temperatura fosse nel momento in cui hanno rilevato alle 14.00 la salma, forse era di più, forse era di meno.
MC:
Tra le 14.00 e le 00.50...
FI:
Certo però io devo anche dire che c’è stata una interazione umana nell’ambito della camera, quindi la camera può essersi riscaldata, ma sono tutti fattori variabili. Noi per certo immagini di avere un ambiente micro protetto, una specie di piccola caverna nella quale c’è questa salma, tutte le variazioni che avvengono fuori uomini che entrano, porte, si ripercuotono ma tutto in maniera lentamente proporzionale, molto più soft.
MC:
Certo, comunque lei ritiene che sia sbagliato quel range indicato praticamente da tutti Lalli compreso?
FI:
Poteva essere ristretto, Lalli ci dà una epoca di morte al 95 per cento, intorno alle 22.50 del giorno 01.11.2007. Questo range con tutti i limiti dovuti al peso, a quello che ha detto lei al micro ripercuotersi sotto le coltri sul cadavere del raffreddamento esterno è un range che deve essere preso al 95 per cento di tolleranza, molto alto. Allora noi possiamo discutere sul peso, possiamo dire che è un peso di due chili di più, due chili di meno lo avrebbero aumentato, lo avrebbero ridotto perché il peso non è stato preso e andiamo a occhio anche noi, lei dice che era più leggera io mi permetto di dire che forse aveva qualche chiletto di più però una cosa è certa che fino ad ora lasciando perdere le ipostasi e la rigidità che veramente lasciano il tempo che trovano, la temperatura è il primo metodo certo, preso correttamente, correttamente utilizzato dal dottor Lalli con l’unico punto neo che è il peso fornito ad occhio. Se a questo noi aggiungiamo il contenuto gastrico togliamo un altro strato alla cipolla utile per concentrare così come il compito del medico legale dovrebbe fare l’epoca della morte.
MC:
Ecco appunto a proposito del contenuto gastrico lei ha preso sempre come parametro per utilizzare insomma ai fini dell’individuazione dell’ora della morte ha preso come parametro l’inizio del pasto e mai la fine, perché?
FI:
Perché dall’inizio del pasto il primo bolo viene a essere messo nell’ambito dello stomaco, inizia a essere attaccato dal chimo dai succhi gastrici e sarà il primo chimo che uscirà dal piloro e si porterà in duodeno. Lo stomaco non è che aspetta l’ultimo boccone per iniziare a digerire, lo stomaco inizia la sua azione digestiva gastrica già dal primo boccone.
MC:
E quindi non aveva iniziato a digerire secondo lei sempre quando è stata aggredita abbiamo detto, lei ha fatto l’ipotesi dello shock giusto?
FI:
Sì, non abbiamo secondo i dati riportati dal dottor Lalli duodeno vuoto, stomaco con 500 cc, noi ci siamo permessi di dire che lo stomaco al momento dell’aggressione presentava tutto il contenuto gastrico ancora presente e non aveva iniziato a svuotarsi.
MC:
Bene, adesso passiamo alla ferita, alla ferita principale.
GCM:
Possiamo riprocedere visto che dobbiamo vedere le immagini a porte chiuse consentendo unicamente l’ascolto che consente anche di vedere chi prende la parola, sottratte quindi le immagini, possiamo toglierle. Si invitano tutti coloro che non devono essere per motivi di ufficio e di servizio essere presenti ad uscire. Prego professore, quindi stiamo parlando delle ferite...
MC:
Della ferita più grande.
GCM:
Sì, prego.
FI:
Va bene questa?
MC:
Questa perfetto, allora lei ha parlato diffusamente di quella area escoriata che secondo lei sarebbe il segno dell’inizio del manico del coltello in sostanza, giusto?
FI:
Dell’impatto della porzione prossimale del manico sulla cute.
MC:
Sulla cute, la ferita invece sottostante?
FI:
E’ un’altra ferita da cui si diparte un tramite di due centimetri che confluisce con il tramite maggiore della ferita sovrastante.
MC:
Che vuol dire confluisce scusi?
FI:
Si fonde, entra.
MC:
Ah, attraverso i due tramiti si incontrano?
FI:
I due tramiti si fondano dopo due centimetri.
MC:
Però sono due ferite diverse?
FI:
Sono due ferite diverse.
MC:
Inferte con la stessa lama secondo lei?
FI:
Inferte con la stessa lama.
MC:
E come fa a dire che è la stessa lama?
FI:
Perché è compatibile, una lama di questo genere che dovrebbe essere una lama molto simile a quella utilizzata ha uno spessore di due centimetri e quella lesione anche se piccola e anche inferiore dal margine del manico, dalla superficie del dorso della lama che è anzi ve la indico con il puntatore che è meglio che è questa qua, alla superficie tagliente della lama che è qui ha una dimensione superiore ai 2,5 centimetri.
MC:
E quanto è profonda quella ferita?
FI:
Il tramite era profondo due tre centimetri se non vado errato.
GCM:
Scusi professore il tramite se può dare anche nozione per tutti noi...
MC:
Il percorso della lama.
FI:
Esatto, quando la lama entra nell’ambito della cute determina un tramite, il tramite può essere misurato ed è la distanza che parte dalla superficie cutanea fino alla punta della lama il tramite intra corporeo. E’ molto importante lo studio del tramite, lo studio della morfologia esterna sulla cute per poter risalire al coltello utilizzato che è il vero target che si chiede al medico legale in determinate circostanze.
GCM:
Quindi è il percorso che la lama fa entrando...
FI:
Nel corpo.
MC:
No, dicevo le ho fatto la domanda relativa a questa altra piccola ferita che lei non aveva prima esaminato in quanto nella descrizione del dottor Lalli, nella relazione che lei mi pare abbia preso in forte considerazione insomma che tutto sommato condivide l’area escoriata Lalli diciamo la associa non alla ferita più grande ma a quella più piccola.
FI:
Certo.
MC:
Tant’è che dice a pagina 28 area escoriata immediatamente al di sotto della quale si rileva altra ferita a margini netti obliqua verso il basso con tramite dal basso verso l’alto che poi è lo stesso tramite più o meno della ferita più grande.
FI:
Sì dottoressa è proprio come dice lei, ma associare una escoriazione a una lesione non vuol dire renderla secondaria nel senso verosimilmente Lalli avrà ritenuto di descrivere l’una vicino all’altra, la prassi medico legale per cui qui c’è tanti maestri illustri mi avrebbero detto di descrivere la prima lesione, l’area escoriata e la seconda lesione separatamente.
MC:
No.
FI:
Sì sì dottoressa, Lalli descrive l’escoriazione e al di sotto dell’escoriazione questa ferita da punta e taglio.
MC:
Cioè lei ha associato l’escoriazione alla ferita superiore?
FI:
Maggiore certo.
MC:
Come l’impronta del manico di quel fantomatico coltello che secondo lei è compatibile, Lalli invece lo associa alla ferita di sotto.
GCM:
Scusate, il coltello compatibile quale sarebbe, quello piccolino?
MC:
Quello che ha portato il professore.
GCM:
Quello piccolino, sì prego.
FI:
Dottoressa io mi permetto di rispondere, lei ha perfettamente ragione però è stata verosimilmente associata in sede descrittiva, non so perché lo ha fatto, forse perché non ha compreso perché altrimenti lo avrebbe descritto che quello poteva essere il dorso della lama. Certo è che guardando la lesione cerchiata in viola forse appare morfologicamente indipendentemente quanto descritto da Lalli come questa escoriazione che è curvilinea, tonda, tondeggiante, appartenga più alla lesione di sopra che non alla lesione di sotto ove c’è soltanto un piccolo contatto.
MC:
Senta, il tramite della ferita più grande, questa credo che sia la penultima domanda, il tramite della ferita più grande all’entrata diciamo è lungo 8 centimetri, giusto?
FI:
E’ descritto il tramite come lungo 8 centimetri.
MC:
In profondità invece come prosegue il tramite?
FI:
Il tramite è in profondità.
MC:
No, la lunghezza allora superficiale chiedo scusa...
FI:
La lunghezza della lesione...
MC:
La lunghezza della lesione ecco praticamente quella che si vede in superficie, quanto è lunga?
FI:
Questa qui, questa 8 centimetri. Allora dottoressa nell’ambito del nostro elaborato noi abbiamo una lunghezza della lesione da punta e taglio che è 8 centimetri, da questa lunghezza si diparte un tramite in profondità che anche esso è descritto di 8 centimetri.
MC:
Lungo 8 centimetri, largo?
FI:
Largo nessuno lo ha mai considerato però mi consenta di dire noi abbiamo detto che questo tramite lungo 8 centimetri è il frutto di più tramiti che si sono sommati e associati rendendo un unico tramite semplice un grande sbreco perché questo sbreco cutaneo che parte da questa ferita da punta e taglio superficiale interessa le porzioni laterali della laringe, l’aditus laringeo, l’ipofaringe, la cartilagine epiglottide con due lesioni fra loro parallele, secondo noi il corpo dell’osso ioide e secondo non l’ho mai detto ma secondo il verbale, secondo il film dell’autopsia ci sono anche due lesioni a livello della ipofaringe in tutta prossimità con l’inizio dell’esofago.
MC:
Quindi lei in sostanza dice che l’aggressore avrebbe affondato quel coltellino più e più volte?
FI:
Io ho detto che c’è una reiterazione della lesività frutto sia della reiterazione dell’aggressore ma sia anche della volontà di fuggire.
MC:
Quanto è larga quella lama di quel coltello?
FI:
Due centimetri e mezzo.
MC:
Due centimetri a fronte di una lunghezza di otto...
FI:
Larga.
MC:
Larga, larga, a fronte di una larghezza di otto centimetri.
FI:
Sì, dottoressa così larga.
MC:
Così come, non capisco?
FI:
Scusi in questa diapositiva c’è la lama che entra dopo di che c’è un movimento dell’aggressore che può essere così...
MC:
Appunto...
FI:
Esatto, reiterazione lesiva dell’aggressore...
GCM:
Scusi professore, quando dice reiterazione lesiva significa che la lama entrata viene con movimento ondulatorio?
FI:
Viene mantenuta in sede dall’aggressore nei confronti di un soggetto...
GCM:
Però quindi non tirata fuori?
FI:
Verosimilmente è stata tirata una sola volta fuori quando è stata reinfissa nella lesione immediatamente sottostante.
MC:
Scusi professore, me lo può impugnare come lo ha impugnato sul disegno quel coltello?
FI:
E’ il contrario di come è stato impugnato dall’aggressore, l’aggressore impugnava il coltello in questa maniera.
MC:
E così lei sta coprendo tutto il manico quindi quella ecchimosi non si sarebbe potuta produrre.
FI:
Dottoressa lei ha ragione ma io non ho detto che il coltello è questo, io ho detto...
MC:
No, ha detto che non è quello in sequestro quindi...
GCM:
Però lasciamo che finisca, prego professore.
FI:
Io ho detto che il coltello ha una lama di otto centimetri più o meno anzi un po’ più lunga di questa con un’altezza della lama molto simile a questa di questo coltello in acciaio che sto mostrando in questo momento che è di uno e mezzo. Immaginiamoci un coltello leggermente diverso, l’aggressore può averlo impugnato nella maniera come noi riteniamo che abbia fatto a mò di pugnale con la lama che fuori esce dal mignolo della mano destra, la lama rivolta verso l’alto non verso il palmo, ma verso il mignolo in questa maniera, reiterando i colpi sulla vittima come forse avremmo opportunità di dire.
MC:
Reiterando i colpi ma non uscendo mai completamente dal tramite?
FI:
Forse una sola volta dottoressa perché si ebbe questa seconda lesione, la lesione che noi descriviamo come numero 2 è in rapida successione nei confronti, i tramiti confluiscono, l’arma era impugnata nella stessa maniera...
MC:
L’orientamento sì è lo stesso.
FI:
E la vittima aveva la stessa posizione altrimenti i tramiti non sarebbero stati confluenti e sono in rapida successione.
MC:
Invece il coltello in sequestro secondo lei non è compatibile solo per la presenza di quella ecchimosi, di quella escoriazione chiedo scusa?
FI:
No dottoressa, il coltello non è compatibile perché nel momento in cui forse è entrato nella superficie, l’immagine del dorso in questa maniera, nel momento in cui entrava in corrispondenza del collo avendo interessato l’aditus laringeo, avendo interessato l’epiglottide e il corpo ioide sarebbe uscito per almeno dieci centimetri o nove centimetri dal davanti del collo.
MC:
Cioè è impossibile che l’autore lo abbia ritratto prima come è stato detto, è impossibile?
FI:
Dottoressa a mio avviso no per due motivi, uno abbiamo il segno dell’ingresso completo della lama e questo ce lo avrebbe fatta...
MC:
Secondo la sua interpretazione.
FI:
Secondo la mia interpretazione ce l’avrebbe fatta uscire davanti, due io ritengo così come mi è stato insegnato che un’aggressione con fidi omicidiari non sia un balletto e se l’aggressore vuole colpire colpisce con tutta la sua veemenza.
MC:
E se non è un’aggressione con fini omicidiari?
FI:
E’ difficile che uno gli tenga la lama per mezzo collo per otto centimetri io direi che è quasi impossibile che gli tiene la lama infissa a metà nel collo per otto centimetri reiterando i colpi, perché i colpi sono reiterati.
MC:
Ma con quel coltello anche sarebbe stato necessario reiterarli i colpi?
FI:
Certo, perchè abbiamo due lesioni...
MC:
Ma scusi quanto è larga?
FI:
No dottoressa non riesco a spiegarmi, i colpi, la reiterazione dei colpi non è data dalla lunghezza in sulla superficie cutanea dell’arma ma dal numero di tramiti che noi troviamo. Ci sta una piccolissima cartilagine che si chiama cartilagine epiglottide che ha due lesioni tra loro parallele che ci indicano che il coltello è entrato due volte il che vuol dire che ci sono due tramiti, questa è la reiterazione non la lunghezza dell’arma.
MC:
E quelle due lesioncine non potrebbero essere determinate dal movimento della vittima?
FI:
Dottoressa noi asseriamo che questo coltello sia incompatibile.
MC:
Sì ma dica sì o no, è possibile o no che sia stato determinato dal movimento della vittima?
FI:
L’arma è stata parzialmente estratta e c’è quella che Bacci ha detto giustamente un cincischiamento visivo dell’arma nel collo del soggetto per i movimenti aggressivi dell’aggressore e per i movimenti di fuga, di disimpegno della vittima. Questa interazione ha creato i tre minimo i tre tramiti che noi diciamo che hanno creato quello sbreco lesivo che si diparte...
MC:
Il terzo qual’è mi scusi, mi è sfuggito il terzo tramite.
FI:
Il terzo è quello che è anche dovuto dalla confluenza della lesione minore in quella maggiore che è a parte, confluisce...
MC:
Va bene quella è un’altra cosa, quindi i tramiti sono due che dico potrebbe cioè penso che basti un movimento della vittima così per produrre il secondo tramite?
FI:
Noi abbiamo descritto come minimo due tramiti infatti, due sono i segni sull’epiglottide, uno prende l’osso ioide, due sono i segni sull’ipofaringe, poi abbiamo il terzo tramite che ovviamente si diparte dalla lesione inferiore che confluisce però in quelle maggiori.
MC:
Ultima domanda quel pezzetto di vetro che io purtroppo non sono riuscita a ritrovare perché il mio computer i potenti mezzi del Ministero della Giustizia non ha il programma per aprirlo, allora se cortesemente tenuto conto del fatto cioè mi corregga se sbaglio, quella credo che sia la impronta poi attribuita alla scarpa di Rudy Guede, è quella?
FI:
Penso di sì, non ho elementi di certezza perché non mi sono occupato di impronte.
MC:
Lo so, appunto non abbiamo neanche noi elementi di certezza ma quel pezzetto di vetro dove era posizionato?
FI:
Era posizionato vicino alla lettera numero A nel filmato.
MC:
Questo è pacifico perché la lettera la vediamo anche noi ma rispetto al corpo di Meredith?
FI:
Non vorrei dire fesserie mi pare che fosse spostato lateralmente alla sinistra della vittima.
MC:
In fondo?
FI:
Verso i piedi.
MC:
L’impronta era sicuramente al di là dei piedi di Meredith e quale sarebbe stata la meccanica a parte che non si riesce a vedere se è tagliente o meno quel pezzetto di vetro e mi pare che non abbia tracce di sangue particolari...
FI:
Anche la vittima non aveva sanguinato dalle mani.
MC:
Come si sarebbe prodotta, cioè la meccanica attraverso la quale Meredith si sarebbe prodotta quelle ferite sulle mani con questo pezzetto?
FI:
Glielo volevo dimostrare fisicamente con le due persone, nel momento in cui la vittima assume la posizione...
MC:
Sì, intanto ce lo descriva a parole poi...
FI:
Sì, allora dottoressa lei sicuramente ricorda la terza immagine della relazione Camana dove la vittima è posta in posizione carponi, poggia con le mani per terra?
MC:
Sì, davanti all’armadio.
FI:
In quella posizione.
MC:
Davanti all’armadio?
FI:
Certo, ora se quel frammento fosse davanti all’armadio, fosse non davanti all’armadio, fosse lateralmente a sinistra in una dinamica lesiva è difficile che proprio lì...
MC:
Ma un pezzo di vetro non avrebbe prodotto perdita di sangue, lei ha detto che non c’è stata perdita di sangue.
FI:
Dottoressa io mi sono permesso di dire una cosa, mi sono permesso di dire secondo me, secondo la mia esperienza quelle piccole lesioni alle mani non sono lesioni da difesa qualche altra genesi devono averla.
MC:
Va bene, così è una teoria assolutamente...
FI:
Ho detto stranamente nell’ambiente dove il soggetto assume una posizione carponi poggiando le mani per terra c’è del vetro, punto.
MC:
Va bene, grazie, nessun’altra domanda.


PUBBLICO MINISTERO – DOTTOR MIGNINI

GM:
Senta, vorrei tornare al meccanismo della digestione, lei ha sentito parlare dei funghi, lei ha letto la perizia in sede di incidente probatorio nella perizia se non sbaglio si dice che nel pasto consumato insieme alle amiche non ci sono funghi che invece ci sono nel sistema digerente della vittima?
FI:
Certo.
GM:
Che cosa, lei prima ha detto non sappiamo se c’erano funghi o meno, un frammento di fungo c’è.
FI:
Posso perdere due minuti sul fungo?
GM:
Sì.
FI:
Siamo a porte chiuse?
GCM:
Sì, siamo a porte chiuse.
FI:
Allora signor Pubblico Ministero io mi sono permesso di rivedere il filmato perché di questo benedetto fungo non c’è documentazione in atti. Il dottor Lalli in sede di autopsia e in corrispondenza dell’esofago che non è lo stomaco reperì un frammento. Il frammento lo si può vedere qua, è questo frammento che repertò immediatamente l’assistente del dottor Lalli e disse:”Toh, sembra vedere un fungo” e questo frammento è stato repertato in un boccaccio del quale però non abbiamo saputo più niente.
GM:
In?
FI:
In un boccaccio né se è stato analizzato né se non è stato analizzato, per certo è repertato da qualche parte. Nell’ambiente in cui la vittima è stata trovata non ci sono segni di vomito quindi verosimilmente questo frammento doveva fare parte del contenuto gastrico, le ipotesi sono due o non è frammento di fungo perché nessuno ha mai fatto un’analisi merceologica su questi frammenti che pur si può fare, bastava chiamare i Nas che avrebbero fatto l’esame istologico e avrebbero visto se fungo era o se fungo non fosse stato. I periti del Gip trovano un frammento di mela masticata che sostanzialmente aveva delle caratteristiche grigio verdastre molto simili, se questo è un frammento di fungo sicuramente non è un fungo sott’olio di tipo champignon, di quelli che si usano a fettine ma sembra un frammento di fungo fresco penso che sia se è un frammento di fungo. Allora le ipotesi sono due o la vittima ha mangiato dopo o c’è un’altra ipotesi. Ipotesi numero 1 la vittima rientrata a casa ha digerito completamente la pizza e ha mangiato altro a base di funghi però stranamente di fungo ce ne sta uno solo e stranamente nello stomaco ci sono ancora le mele che fanno capo al primo pasto della vittima. Per altro vorrei anche dire un fungo è difficile che si possa prevedere un pasto a base di funghi quando nessuno riscontra più funghi nello stomaco e segni di vomito non ci sono, per altro doveva essere mangiato con qualche cosa, con pasta, con carne, una tagliata con i funghi ma non c’è, non c’è né la carne, ci sono frammenti di farinacei che possono in presenza di mele essere riferiti al pasto della pizza e del dolce. Quindi penso che si svuoti l’idea che il soggetto abbia potuto mangiare dopo qualcos’altro, ovvero verso le undici perché tutto il primo cibo si sarebbe dovuto svuotare però il duodeno è vuoto, cioè lo stomaco non si è svuotato del primo pasto, il primo pasto sta ancora nello stomaco perché nel primo pasto hanno trovato ancora le mele che fanno capo al primo pasto assunto. Poi volevo soltanto dire io ho fatto una indagine merceologica, il fungo, un fungo è normalmente presente in tutti i condimenti che si usano per le pizze. Cioè un banalissimo condimento usato per studenti sott’olio che viene messo ha presenza di peperoni, funghi cipolline, ce ne sarà uno due quindi io non escludo che un fungo che non fa primavera come pasto a base di funghi possa essere stato utilizzato con un semplice condipasta dove ci sta.
GM:
Sta di fatto che nella perizia si dice che non consumarono funghi?
FI:
Certo, certo, certo signor Pubblico Ministero.
GM:
Un’altra domanda, lei prima a proposito delle dimensioni degli spazi lei prima ha isolato questo spazio continuo, questo famoso spazio continuo di due metri e zero otto, poi ha cercando di dimostrare la scarsità dello spazio ha messo quattro persone attorno a un tavolo. Quindi lei in pratica mi faccia capire professore ha inserito un tavolo in mezzo a quello spazio, che dimensioni aveva questo tavolo?
FI:
Dottore io non ho inserito il tavolo io chiedo scusa forse sono stato molto infelice nell’ambito della descrizione però abbiamo immaginato uno spazio che è di due metri quadri e zero otto che misura 130 per 160 come spazio, dopo di che in questo spazio non abbiamo inserito un tavolo, abbiamo inserite quattro persone proporzionate agli ambienti.
GM:
Lei ha fatto presente prima, lei ha parlato prima di un tavolo, quindi in pratica io l’ho sentito prima nel disegno che ha fatto ci sono quattro persone che stanno attorno e dice l’unico modo per cui quattro persone sarebbero state lì in quelle condizioni. Quindi lei ha inserito un tavolo in mezzo a quello spazio, mi dica se è vero o non è vero, che dimensioni aveva questo tavolo?
FI:
Mi sono espresso male io, sicuramente non sono stato comprensibile, vorrei ripetere per chiarire le mie inesattezze. Noi abbiamo ottenuto uno spazio di due metri quadri e zero otto, uno spazio che riteniamo lo spazio utilizzabile dall’aggressore, sbarra aggressori nel momento in cui fu efferato l’omicidio. Abbiamo anche utilizzato un programma che si usa in ingegneria dove le persone vengono poste proporzionate agli ambienti, le dico perché, perché se lo spazio fosse stato più ampio le persone sarebbero rappresentate più piccole, questo programma serve per capire se gli spazi a disposizione nella progettazione degli ambienti sono utili, faccio un esempio lo spazio laterale del bidet, del water, se ci entra una persona o no in quell’ambiente e quindi in questo spazio così determinato noi abbiamo posto quattro persone non intorno a un tavolo, le abbiamo poste come se fossero vis a vis perché escludendo le ipotesi del trenino che ci pareva sconsigliabile le abbiamo messe una di fronte all’altra e spalla nei confronti di spalla ed è l’unica maniera in cui queste persone potessero rientrare in questi ambienti come se fossero seduti intorno a un tavolo ove lascia almeno 80 centimetri di ingombro del singolo soggetto ma non che ho messo un tavolo.
GM:
Lei prima ha parlato di tavolo, ma non può ipotizzare una diversa posizione di queste quattro persone scusi, fra l’altro io vorrei sottolineare il fatto che questo è lo spazio continuo che lei ha considerato ma ci sono degli spazi molto ampi...
FI:
Certo.
GM:
Quindi noi non sappiamo qual’era la posizione in ipotesi della pluralità delle persone, può darsi anche che si siano alternati nei movimenti, qualcuno stava qui a sinistra dove c’è un vuoto, qualcun altro poteva stare a fianco del tavolino eccetera e via via, quindi è una descrizione che non tiene conto...
FI:
Dottore, io mi sono permesso di fare un ragionamento logico, quattro persone di cui così come l’ipotesi tra virgolette accusatoria una delle ipotesi prevede su una vittima prevede una interazione delle stesse. E’ ovvio che delle quattro persone una poteva stare schiacciata contro il muro, l’altra poteva stare anche in piedi sul letto e la terza poteva stare sull’ingresso della porta, nessuno vieta ma lo abbiamo visto dai filmati della polizia scientifica che ci entravano quattro persone, è difficile immaginare una interazione su una vittima reattiva di tre persone.
GM:
C’è anche la possibilità guardando così in astratto che alla metà, nella metà di quella specie di immaginario tavolo ci possa essere un’altra persona perché è vuoto?
FI:
Certo.
GM:
Adesso ci siamo capiti, non ho altre domande.


PARTE CIVILE – AVV. PERNA

SP:
Io Presidente farò solo due domande e poi credo che ce ne sia alcune che farà l’avvocato Maresca. Nel determinare l’orario della morte in generale in tutti i casi ovviamente vi trovate a affrontare questo argomento, qual è la cosiddetta triade classica, cioè gli elementi classici che considerate?
FI:
Allora gli elementi classici per determinare l’epoca della morte sono tutto ciò che si ha a disposizione, è ovvio che si è dei neofiti medico legali ci saranno soltanto le ipostasi e la rigidità fornendo dei range di epoca di morte inattaccabili perché comunque l’evento si è realizzato in un ambito di tempo di 36 ore che il medico legale inesperto può fornire. La bravura del medico legale sta ad utilizzare quello che ha a disposizione, allora noi utilizziamo sicuramente ipostasi e rigidità del cadavere, se abbiamo il contenuto gastrico e lo possiamo utilizzare lo utilizziamo, se abbiamo possibilità di utilizzare in maniera più precisa il raffreddamento del cadavere lo utilizziamo, in maniera corretta pesando la salma e utilizzando i programmi più avanzati per le epoche, se abbiamo le larve di cadavere, sulle larve di ditteri cadaverici utilizziamo anche quelle per l’epoca della morte, qui non c’erano. Se il soggetto è morto da poco da poche ore utilizziamo l’umor vitreo e la tanato chimica dell’occhio, cioè non esistono dei controlli si che simpliciter adottabili, ma esiste una modularità del bravo medico legale nell’adattarsi a quello che ha per fornire al magistrato range sempre più stretti.
SP:
Quindi in sostanza comunque le cose normali chiamiamole così che usate sono la temperatura, le macchie ipostatiche quello che diceva lei prima e il peso della ragazza.
GM:
Ipostasi, rigidità, temperatura, umor vitreo, contenuto gastrico, ditteri cadaverici.
SP:
Bene, un’altra cosa in relazione alla violenza sessuale solo se avevo capito bene la sua risposta finale, stante le ecchimosi che lei comunque ha ravvisato all’interno della vagina della ragazza e anche quella che lei ha definito se non sbaglio una escoriazione sull’altro lato, il rapporto che Meredith avrebbe avuto è un rapporto sessuale di tipo consenziente o non consenziente secondo ovviamente lei?
FI:
Questa è una domanda alla quale avvocato io non posso dare risposta con certezza ma posso dare risposta soltanto ad impressione soggettiva.
SP:
Certo.
FI:
Perché io non posso dire se la ragazza fosse o non fosse consenziente in quanto tutte le ipotesi di lubrificazione, non lubrificazione, dilatazione dell’osteo, dilatazione della vagina durante un intercorso sessuale io sul cadavere non lo vedo più ovviamente. Però ho escoriazioni a livello di ore 9 dell’osteo vaginale e un ecchimosi a ore 7. Io non so neanche se la signora adesso cadendo un po’ in basso, non so neanche se la Meredith usasse assorbenti, non usasse assorbenti, da quanto tempo perché l’assorbente è un’altra lesione che può determinare escoriazioni. Però indipendentemente da tutto, escoriazioni tre piccole ad ore 9 ed ecchimosi non mi lasciano pensare ad un rapporto con penetrazione su donna non consenziente, mi lasciano pensare a un tentativo frusto e rapido di digitazione vaginale espletata sulla vittima da una persona.
SP:
Ma consenziente o non consenziente?
FI:
Non glielo posso dire.
SP:
Perché prima mi sembrava che lei avesse risposto a domanda fatta dall’avvocato...
FI:
La mia sensazione è non consenziente altrimenti non avremmo trovato le ecchimosi.
SP:
Bene, grazie non ho altre domande.


PARTE CIVILE – AVV. MARESCA

FM:
Sono l’avvocato Maresca professore buongiorno.
FI:
Lo so bene avvocato.
FM:
Io ho qualche dubbio ma mio su alcune sue valutazioni e quindi le chiederò maggiori spiegazioni perché probabilmente non ho capito io e magari tutti gli altri hanno capito. Rimango e parto dal fondo come spesso faccio, dunque rimango colpito da due sue espressioni, lei ha parlato più volte del compito specifico del medico legale. Allora la prima domanda che le faccio è questa, lei ha specializzazione per offrirci quella uso un suo termine ridisegnazione dell’ambiente che ha fatto, sì o no? Completo la domanda così mi risponde tutto assieme, è suo uso quando svolge una consulenza medico legale ricostruire e ridisegnare l’ambiente come ha fatto in questa sua consulenza?
FI:
Bene, io non sono un ingegnere, non so usare il Cad...
FM:
Non so usare?
FI:
Il Cad l’autocad, questo programma che è stato utilizzato. Ho semplicemente avuto un dubbio vedendo la piantina della casa della camera di Meredith così come proposta dalla (Watch Ivu), siccome il medico legale come lei ben sa vive di dubbi e di risposte ai propri dubbi...
FM:
Tutti noi viviamo di dubbi.
FI:
Perfetto, ho semplicemente proposto questa piantina a chi la sa leggere, un mio ingegnere, l’ingegnere Bergamasco di Bari, un ingegnere progettista.
FM:
Ingegnere progettista o ingegnere meccanico edile?
FI:
No no no, edile progettista di ambienti.
FM:
Quindi noi parliamo di un ingegnere edile che si è occupato di questo?
FI:
Certo, la rivisitazione con l’auto cad ha rivelato i miei sospetti, che l’armadio era stato sotto dimensionato. Io non sono in grado di usare il programma però sono in grado di leggere le piantine così come penso sia in grado anche lei e chiunque, basta con un centimetro rileggere la piantina, non ci vuole molto. La mia competenza specifica è quella di rispondere ai quesiti che mi vengono offerti, fra i tanti quesiti io mi occupo di identificazione di rapinatori di banca è quella di ricreare gli ambienti e le dinamiche che si svolsero durante la rapina. Quindi una certa confidenza con gli ambienti e la ristrutturazione degli ambienti, la ricreazione e la rilettura delle mappe ce l’ho. Fermo restando che comunque ho svolto azioni di didattica in sede di un corso di criminalistica che comunque mi può dare qualche competenza.
FM:
Dunque sempre su questo aspetto, voi ridisegnate l’ambiente se ho capito bene perché ritenete che ci sia stato un errore nella misurazione, è giusto?
FI:
Noi rileviamo prima un errore della misurazione e poi ridisegniamo l’ambiente alla luce delle corrette misurazioni.
FM:
Perfetto, se ho capito bene l’errore avviene in sede di verbale di sopralluogo da parte della scientifica?
FI:
No, l’errore è un errore di trasmissione dei dati o di errata lettura da parte dello (Watch Ivu) nei confronti di una misurazione che noi abbiamo pur sostanzialmente criticandola un po’ ma abbiamo ritenuto reale che è stata fornita dalla polizia scientifica di Perugia.
FM:
La polizia scientifica di Perugia che rilievo le offre come misurazione dell’armadio?
FI:
60 centimetri di profondità.
FM:
Ecco, allora io dovrei capire perché questo non l’ho capito davvero come mai quei 60 centimetri diventano 38.
FI:
Non lo deve chiedere a me dottore.
FM:
A chi lo devo chiedere?
FI:
Al responsabile dello (Watch Ivu).
FM:
Glielo chiederemo se il Presidente vorrà poi risentirlo ma dico nello stesso ambito noi o lei meglio può escludere che il difetto di misurazione riguardi la scrivania proporzionalmente posta davanti o il comodino proporzionalmente posto accanto?
FI:
La polizia scientifica non ha fornito nessun dato relativo al comodino però avvocato se lei stasera torna e si misura il suo comodino ed è un comodino tradizionale di quelle forniture che si comprano per studenti si accorgerà che è profondo 40. La scrivania invece è misurata dalla polizia scientifica come profondità 60 larghezza un metro.
FM:
Ma anche l’armadio davanti viene misurato?
FI:
Esatto avvocato, ma guardi la tavola, guardi questa è la scrivania corretta 60 per un metro, perfettamente proporzionata all’ambiente fornito dalla polizia scientifica di Perugia. Guardi l’armadio, secondo lei ha la stessa profondità della scrivania?
FM:
No, senz’altro.
FI:
Perfetto, è più corto.
FM:
Escludiamo che il difetto riguardi la scrivania se di difetto dobbiamo parlare perché per adesso è una ipotesi...
FI:
Perché mi pare di aver risposto alla dottoressa a questo quesito in questo programma Autocad basta fornire una misura e dire questa misura da questo punto a questo punto sono 291 centimetri. Il programma Autocad ricalcola tutte le dimensioni in funzione della prima misura data, di conseguenza viene che questo effettivamente è stato disegnato di un metro, che la profondità della scrivania è stata fatta di 60, che la lunghezza dell’armadio è stata effettivamente di un metro, che il letto è stato disegnato di un metro e novantadue e con profondità novanta centimetri e che però stranamente la profondità dell’armadio è stata fatta di 38 centimetri così come la mensola è stata disegnata profonda 13 centimetri.
FM:
Ma i 38 centimetri è il risultato che le dà quel programma?
FI:
Sì.
FM:
Quindi lei lo applica poi alla piantina che offre la scientifica?
FI:
Che offre il (Watch Ivu).
FM:
Quindi il (Watch ivu) non le dà 38 centimetri?
FI:
Lo (Watch Ivu) non ha mai detto che l’armadio è profondo 38.
FM:
Perfetto, quindi sono ancora io che non capisco, qual è il parametro diverso che offre lo (Watch ivu rispetto alla scientifica che prende invece le misure?
FI:
Che ne sbaglia due di misurazioni.
FM:
Ovverosia quella dell’armadio?
FI:
La profondità dell’armadio e la profondità della mensola.
FM:
Cambio argomento professore, lei poi ha utilizzato una espressione, la posizione ideale per l’aggressione parlando degli spazi, a domanda del Pubblico Ministero del fatto che la scrivania fosse vuota sotto quindi permettesse l’utilizzo del volume lei ha detto sicuramente non è la posizione ideale per l’aggressione. Qual è per lei la posizione ideale per un’aggressione?
FI:
Da tergo.
FM:
Da tergo?
FI:
Da tergo nei confronti della vittima.
FM:
Nei confronti della vittima e siccome parliamo di ferite da taglio in che modo?
FI:
Da tergo, inferte da un aggressore posto posteriormente alla vittima.
FM:
Bene, allora vado più nello specifico, il professor Novelli nella sua consulenza che lei mi sembra che sia d’accordo, ha esaminato l’assenza di una serie di elementi che fanno ritenere la presenza di più persone fra cui in particolare la mancanza di lesioni da difesa sulle mani di Meredith Kercher. Le ha chiamate lesioni da allontanamento più che da difesa, lei è d’accordo su questo punto?
FI:
No, non sono d’accordo su questo punto per due motivi, uno il professor Novelli ha parlato di lesioni effettivamente ha detto che è attendibile, ripeto un attimo quello che ha detto il professor Novelli che è qui e se dovessi dire delle inesattezze la prego di correggermi. Lui disse non vi sono segni scientifici che possono ammettere la presenza di uno o più persone comunque ritengo che indipendentemente dal fatto che non ci sono segni scientifici le lesioni da afferramento e la modestia delle lesioni a livello delle mani ci fanno pensare che la vittima fu trattenuta da più persone e così possa essere stato espletato l’omicidio, se non vado errato è così. Allora noi abbiamo detto che le lesioni da afferramento non esistono, le due lesioni in corrispondenza del gomito sinistro in ragione della loro presenza non possono essere considerate lesioni da afferramento, stanno in corrispondenza di una salienza ossea, l’epitrocleo basta toccarsela, l’epitroclea del gomito questa lesione si provoca semplicemente cadendo. Se fosse stata una lesione da afferramento sarebbe stata maggiore oltre le due ecchimosi che abbiamo trovato ne avremmo dovute trovare delle altre almeno in sede opponente perché è difficile bloccare un braccio con sue sole dita e terzo abbiamo detto se uno volesse veramente bloccare il braccio non lo blocca in corrispondenza del gomito perché come lei vede l’avambraccio bloccato il gomito ha una motilità incredibile, uno che vuole bloccare il braccio lo piega e lo gira semplicemente e ha immobilizzato pure la vittima, non lo blocca dal gomito. Le lesioni in corrispondenza dell’avambraccio una ecchimosi a livello dell’avambraccio sinistro non possono essere considerate delle lesioni da afferramento perché è una sola, le lesioni alle cosce sono delle lesioni vecchie perché hanno discromatismi che vuol dire che hanno un colorito diverso da quelle che sono state create immediatamente nell’aggressione. Due in realtà se ne vede una sola, comunque due alle spine eliache, tre alla coscia superficie anteriore di sinistra, una in corrispondenza della gamba di destra. Nessuna di queste lesioni può essere considerata di afferramento, la vittima era ampiamente reattiva.
FM:
Dunque il professor Novelli ha riferito l’afferramento a quelle sul bacino di cui lei ha parlato adesso e a quelle sul collo di cui lei prima però riteneva ci ha detto prima che anche per lei fossero da afferramento...
FI:
Certo, quelle sono da afferramento al collo, una cosa è l’afferramento al collo che vedremo che può essere espletato da una sola persona, una cosa è un afferramento di due braccia così come si sosteneva in maniera errata supponendo che ci fossero ecchimosi a destra e sinistra quando poi a destra non si è trovato più una ecchimosi e si sono spostati a sinistra e quelle di destra sono risultate ipostasi. Comprende, non ci sono i segni di afferramento delle braccia da nessuno.
FM:
Ma delle braccia il professor Novelli non ne ha parlato.
FI:
No no, abbiamo parlato proprio delle due ecchimosi, abbiamo sempre parlato di lesione da contenzione comunque...
FM:
Rispetto alle anche e rispetto al collo.
FI:
Al collo sono manovre da afferramento al collo, non ci piove su quello che è diverso da strozzamento.
FM:
Infatti la domanda successiva era il suo concetto di afferramento e strozzamento sul collo e ha già risposto. Dunque dopo lei ha rispondendo al Pubblico Ministero ha detto che la temperatura del corpo non è stata considerata come parametro dal collegio peritale del Gip o del Gup che dir si voglia mentre viceversa pagina 42-43 della relazione poi in sede di incidente probatorio i periti dicono qualcos’altro, allora vorrei un suo maggior dettaglio su questo aspetto cioè lo valutano ampiamente, dedicano grande parte della loro perizia e poi per tutta una serie di motivazioni lo ritengono uno dei parametri non importante ai fini dell’accertamento dell’ora della morte però lo valutano.
FI:
Lo considerano non lo valutano.
FM:
Scusi lo considerano, prego.
FI:
Allora sicuramente i periti del Gip considerano quanto riportato da Lalli, dal dottor Lalli però non considerano i fattori di correzione che sono stati riportati ed soprattutto in sede di incidente probatorio affermano che il parametro della temperatura è fortemente oppinabile in quanto non si era certi della temperatura, non si era certi di quanto tempo effettivamente il cadavere fosse stato sotto il coltrone, addirittura ci sono dei colleghi che dicono non sappiamo se la porta fosse stata aperta o chiusa, quante volte e così via. Sono tutti parametri oppinabili però dopo l’incidente probatorio noi abbiamo avuto qualche certezza di più, abbiamo innanzitutto saputo che il coltrone non era mai stato rimosso certo continua a essere oppinabile il fatto che sia stata aperta e chiusa la porta ma così come erano 13 gradi nella camera della Meredith è verosimile che 13 gradi fossero in tutto l’ambiente perché pare che il riscaldamento fosse centralizzato e funzionasse contemporaneamente se non vado errato. Quindi quella che è stata rilevata nella camera forse addirittura poteva essere più alta della temperatura della camera perché c’erano intervenute delle persone però il peso a rilievo termico non è mai stato considerato preponderante. Questo io è quello che volevo dirle neanche dai periti del Gip, l’hanno considerato ma non lo hanno valutato per una ritenuta interazione di variabili inesplicabili.
FM:
Un’altra domanda sui vari parametri, lei non ha parlato della rigidità o comunque ne ha parlato in modo appena accennato, come mai questo parametro non è da lei stato discusso oggi?
FI:
No, allora innanzitutto io l’ho considerato, ipostasi e rigidità, sa quale non ho considerata quella rilevata alle ore 14.10 al primo intervento del dottor Lalli e sa perché non l’ho considerata? Perché è ridicolo parlare della rigidità di un avampiede senza vedere la rigidità del cadavere. Cioè sì il medico legale magari vede che il piede è semi rigido ma quant’era effettivamente la rigidità su tutto il cadavere? Non gli fu consentito per motivi inesplicabili glielo dico con grande sincerità, quello è il momento in cui bisognava fare gli accertamenti le 14.00 non le 00.50 ma non gli fu consentito al dottor Lalli e parlò di una rigidità dell’avampiede l’unico che poteva vedere, ridicola non considerabile. Noi abbiamo tre rilievi, 00.50 rigidità valida, il giorno 03 alle ore 12.00 esame esterno ancora rigidità valida, se questa non fosse stata entro 12 ore noi qua l’avremmo trovata già risolta, giorno 4 ore 10.00 esame di autopsia rigidità di sorta, questa rigidità è superiore a 30 ore. Però la rigidità è il peggior parametro a disposizione, il peggiore è quello più vago, è quello suscettibile di una oppinabilità incredibile, perciò noi lo abbiamo considerato però considerando i rilievi della rigidità siamo arrivati a una retrodatazione dell’epoca della morte nel momento in cui il cadavere fu rinvenuto, quindi in un momento in cui il cadavere era sicuramente già cadavere, inutile.
FM:
Torniamo un attimo alla tabella con il peso professore, innanzitutto un chiarimento sul range dove si legge 30.30 è da intendersi 03.30 eccetera cioè sono invertiti i numeri giusto? Parliamo di range come ora o come orario?
FI:
Allora quello è il range al 5 per cento di tollerabilità, nel senso noi questo programma che è un programma buono per chi lo sa usare ed è suscettibile di una immissione di un fattore di correzione difficile che bisogna implica lo studio di tutto ciò che Henssge ha detto, dà un orario che è 95 per cento di tollerabilità, lei immagini una curva gausiana e poi le due code che rappresentano il 5 per cento dell’ipotesi di realizzazione dell’evento, il 5 per cento sono comunque comprese tra 21 e 30 ore. Tra 21 e 30 e 30 ore e 30, tra 22 ore e 31 ore e quindi noi abbiamo questo è il range massimo, noi abbiamo analizzato ovviamente il 95 per cento di tolleranza comunque abbiamo considerato eccolo il range, il range di Lalli ci dice che sulla scorta delle sue misurazioni l’epoca di morte ha una tolleranza del 95 per cento con tutte le riserve per aver misurato ad occhio il peso, al 95 per cento alle 22.50, cioè nel 95 per cento dei casi in quelle condizioni e immaginando che il peso fosse reale lì’epoca di morte si sarebbe realizzata alle 22.50. Nel restante 5 per cento il range deve essere considerato compreso tra le 21.30 e le 00.30 dal rilievo della temperatura, scusi e quindi è compresa tra le 18.20 del 01.11 epoca di morte in cui la Kercher era ancora viva e le 03.20 del 02.11.2007. Questi sono i range forniti dal programma.
FM:
Torniamo alla tabella professore, se ho capito bene lei ha detto che ha fatto queste valutazioni in chili in modo diciamo soggettivo nel senso che ha ritenuto che Meredith Kercher fosse di peso maggiore rispetto a quello indicato da Lalli, è così?
FI:
Sì, guardi avvocato io non ho mai visto il cadavere, non ho mai fatto l’autopsia, però voglio soltanto farglielo vedere ecco qua...
FM:
E lo abbiamo visto, varie volte.
FI:
Perfetto, io non so se una donna di un metro e sessanta possa pesare 51 chili, anoressica non è?
FM:
No, senz’altro.
FI:
Perfetto, grazie. Lalli l’ha considerata di 55 chili...
FM:
No di 50 professore.
FI:
In sede di autopsia, quando è andato a implementare i dati nel normogramma di Henssge e glielo faccio vedere l’ha considerata di 55 chili.
FM:
Sì i calcoli sono stati fatti sui 55 chili da Lalli.
FI:
Però in sede di autopsia scrive 50 e in sede di normogramma di Henssge scrive 55 chili.
FM:
Insomma il parametro precedente non so se permetteva di inserire qualunque peso o no?
FI:
Sì sì, certo come no, certo. Non mi chieda perché e se mi deve chiedere cosa ne penso io vedendo quel cadavere a me sembra 55 come peso minimo.
GCM:
Scusi comunque per la determinazione dell’ora della morte il dottor Lalli ha considerato 55 chili?
FI:
55 chili Presidente è indicato qua.
GCM:
Sì sì sì, bene, prego.
FM:
Un’altra domanda professore, la presenza delle petecchie congiuntivali come le giustifica?
FI:
Sicuramente con una morte asfittica.
FM:
E questa morte asfittica a suo parere da che cosa dipende?
FI:
Avvocato mi pare di averlo detto prima e voglio ripetermi, noi abbiamo secondo il mio meccanismo lesivo una presa al collo, una presa con occlusione degli orifizi respiratori che non è soffocamento, è occlusione delle vie respiratorie per non far gridare la vittima presa al collo che non è strozzamento, è una presa al collo nel vero senso della parola. Dopo di che abbiamo l’accoltellamento della vittima, magari dopo la messa in opera dei tentativi di digitazione vaginale, accoltellamento della vittima, l’accoltellamento della vittima dato in rapida successione a destra e a sinistra determina la rottura del corpo dell’osso ioide e determina quello di destra la lesione dell’arteria tiroidea superiore. Abbiamo una emorragia arteriosa prima causa di morte, inalazione del proprio sangue che in medicina legale con un termine che spesso confonde si dice annegamento interno però è inalazione del proprio sangue protratta tant’è che l’entità dei macrofagi a livello degli alveoli ripieni di sangue è notevole così come hanno fatto notare i periti...
FM:
Non risultano intasate le vie aeree se non sbaglio?
FI:
No, ci sono sangue negli alveoli, visto istologicamente Cingolani nell’ambito della deposizione peritale fa una bellissima descrizione sulla entità e quantificazione dei macrofagi a livello alveolare dicendo che l’entità dei macrofagi a livello alveolare dicendo che l’entità dei macrofagi giustifica un tempo agonico lungo, lui spesso dice orientativamente dieci minuti. Quindi inalazione del proprio sangue come meccanismo asfittico e soprattutto grande difficoltà a respirare. Se io dovessi avere la rottura del mio osso ioide la mia laringe si apre, io ho una chiusura dell’aditus laringeo, una chiusura degli spazi respiratori, io ho disfonia non posso più parlare, le mie corde vocali non sono più in tensione, non posso più gridare, non posso più respirare o meglio respiro con difficoltà perché respiro solo attraverso lo spazio morto laringeo e muoio lentamente asfittico.
FM:
Professore vado all’esame delle lesioni da parte del coltello da taglio, se vuol prendere quella foto dove lei indica se ho capito bene il segno del manico, è giusto?
FI:
Certo.
FM:
Allora, ho bisogno di capire questo, dunque lei quello cerchiato lo individua come segno del manico del coltello, giusto?
FI:
Sì.
FM:
Ovverosia il punto di innesto della lama nel manico che viene inferto sulla cute per la pressione?
FI:
Certo.
FM:
Mi corregga sbaglio, è questo segno laterale al segno della lama?
FI:
E’ inferiore, se dovessimo descriverlo è posto inferiormente.
FM:
Perfetto, ma anche con tutti i coltelli che lei ha usato dico la lama è perpendicolare alla sua impugnatura, mi spiego uso un puntatore, ecco dico noi questo segno che lei individua come segno del manico del coltello non lo avremmo dovuto avere qui?
FI:
Certo.
FM:
In fondo al segno lasciato dalla lama, non so se sono stato chiaro?
FI:
Dipende da coltello a coltello, se nel caso specifico fosse stato usato un coltello da caccia che ha gli estrattori e il professor Novelli sa perfettamente da grande collezionista di coltelli...
FM:
Sono laterali però...
FI:
Sono anteriori, in corrispondenza di dove esce la lama, gli estrattori sono anteriori, allora noi avremmo trovato un segno diverso. Lei immagini la cute glielo faccio vedere perché lei la veda, se io ho una infissione del coltello perpendicolare alla cute io ho un tramite perpendicolare al corpo e ho un contatto sia in corrispondenza delle porzioni inferiori dove noi lo troviamo e me lo aspetto anche in corrispondenza delle porzioni superiori. La lettura corretta di queste escoriazioni ci fa dire il tramite è entrato, la lama è entrata perpendicolarmente tant’è che il manico ha lasciato impronta sia sopra che sotto.
FM:
Perfetto, che non abbiamo qui.
FI:
No, in questo caso la lama non è entrata perpendicolarmente, è entrata obliqua.
FM:
Ovverosia?
FI:
Entrando obliqua qual è la parte che tocca, la parte inferiore tant’è che il tramite è diretto verso l’alto posteriormente e verso destra che ci giustifica l’ingresso inclinato della lama.
FM:
Allora Lalli ci dice carte 27 della sua consulenza che il tramite come lei ha detto è dal basso verso l’alto, però lei per tutta la sua deposizione ha mimato l’azione di un aggressore dall’alto verso il basso...
FI:
No, io non ho mimato nulla avvocato.
FM:
Sì, ha mimato...
FI:
Il tramite è che mi sono auto sgozzato, nel senso che se avessi un manichino...
FM:
Guardi glielo presto.
FI:
Il coltello è entrato così.
FM:
Lei ora lo ha tenuto diverso da come lo ha tenuto prima però...
FI:
Avvocato mi auto...
FM:
Scelga però una strada.
GCM:
Scusi così sembra quasi perpendicolare?
FI:
No, perché il tramite va dal basso verso l’alto dal postero anteriore e da sinistra a destra, questo è il primo tramite, il secondo tramite è con un altro coltello è questo, stesso dorso...
FM:
Naturalmente è un esempio che lei fa con due coltelli diversi?
FI:
Certo io non ho duplicità di coltello, uso due coltelli molto simili. Il secondo tramite va sempre dall’alto verso il basso, da sinistra verso destra e da davanti all’indietro.
GCM:
Magari professore visto che abbiamo anche disposto questo esperimento e questa è una rappresentazione che forse ci porta in quel momento, magari possiamo anche accantonare e lo riprenderemo c’è anche il tecnico e quindi faremo anche le riprese sì da consentire l’utilizzabilità.
FM:
Sì, io volevo sapere dal professore se questo è quello che lui ha detto la posizione ideale per un aggressione da parte di un operatore destroccio oppure no?
FI:
Mi pare di avere risposto, la situazione migliore per aggredire sessualmente una vittima è da tergo e noi riteniamo che l’aggressore destrimane che abbia aggredito l’unico aggressore destrimane che abbia aggredito Meredith Kercher abbia svolto tutta l’aggressione da dietro.
FM:
E quindi la lesione a sinistra come la giustifica?
FI:
Quale lesione a sinistra?
FM:
Del collo.
FI:
La giustifico con un meccanismo di presa della vittima da parte dell’aggressore destrimane e con lesione da arma bianca...
FM:
Quindi con il blocco del viso sul proprio petto?
FI:
Con il blocco delle vie respiratorie come le dicevo, blocco delle vie respiratorie in prima battuta per non far gridare la vittima, azione di compressione della lama sulla guancia per intimidirla e non farla muovere, rasserenamento tra virgolette della vittima che non doveva più gridare, sempre sotto minaccia del coltello ditilazione vaginale la vittima si muove e grida, viene spinta in avanti posta in posizione carponi, cade in avanti e con le mani appoggia per terra...
FM:
No aspetti, poi ci spostiamo nell’esperimento...
FI:
Questa era la descrizione dell’aggressione.
FM:
Lei ha girato il volto verso sinistra per la coltellata...
FI:
La coltellata verosimilmente è venuta con la vittima già carponi.
FM:
Mentre quella di destra?
FI:
Una dietro l’altra.
FM:
Quindi il viso è stato trattenuto?
FI:
La vittima ha tentato ed è riuscita verosimilmente a divincolarsi.
FM:
Lei ha visto che né Lalli né il collegio peritale parla di questa indicazione?
FI:
No, Lalli la descrive ma non la considera.
FM:
Ma non la valuta come l’ha valutata lei oggi?
FI:
No.
FM:
Un’ultima domanda professore, abbiamo parlato lei ha parlato tutti i consulenti hanno parlato dell’effetto stressante sulla vittima tal che la digestione potrebbe essersi bloccata, no?
FI:
Non la digestione lo svuotamento gastrico.
FM:
Sì, chiedo scusa lo svuotamento, questo effetto stressante è qualcosa di scientifico e di valutabile ovverosia tutte le persone rispondono allo stesso modo e interviene sicuramente o qualcuno né è scevro nel senso che non ha perché è particolarmente anche di fronte alla morte, cioè come possiamo comprenderlo?
FI:
Avvocato io la ringrazio tantissimo di questa domanda che mi consente di puntualizzare una cosa che non avevo fatto ancora. Noi abbiamo voluto esaminare i parametri estremi a noi sfavorevoli, sia nell’epoca della morte perché altrimenti avremmo ristretto il range molto più prossimo alle 21.00, abbiamo voluto considerare lo svuotamento gastrico inibito dall’azione violenta di un’azione stressante. Nella letteratura non è assolutamente detto che ad evento stressante corrisponda il blocco dello svuotamento gastrico, può corrispondere niente, un lieve ritardo di svuotamento, il blocco dello svuotamento. Ipotizzando l’ipotesi a noi più favorevole che non si sia mai inibito lo svuotamento gastrico allora voleva dire che l’epoca della morte deve essere considerata al momento in cui lo stomaco noi lo abbiamo ritrovato. Cioè noi abbiamo detto lo stomaco è tutto pieno, immaginiamo che lo svuotamento si sia bloccato per lo stress, dal momento del pranzo al momento dello stress sono intercorse due tre ore e quindi lo stress acuto si è verificato intorno alle 21.30 – 22.30. Se lo stress acuto non si è verificato e lo svuotamento gastrico era normale allora vuol dire che non è che lo stress acuto si è verificato tra le 21.30 e le 22.30 ma è la morte che si è verificata tra le 21.30 e le 22.30. Non se riesco...
FM:
Sì, quindi il termine dell’aggressione calcolando anche...
FI:
Se non avessimo considerato come nessuno ha fatto, io devo dire che nessuno dei consulenti dei periti è venuto a ragionare così come io mi sarei aspettato in termini di blocco di svuotamento da stress. Hanno detto che esiste questo stress che influisce, nell’ipotesi peggiore lì dove lo stress ha bloccato la digestione allora l’evento stressante si è verificato tra le 21.30 e le 22.30, ma se quel soggetto non avesse avuto nessuna influenza da uno stress comunque occorso e lo stomaco sarebbe andato avanti normalmente per i fatti suoi senza essere bloccato allora fra le 21.30 e le 22.30 deve essere puntualizzata la morte del soggetto non l’aggressione.
FM:
Tutto questo sempre sul presupposto della conoscenza dell’ultimo pasto come lei ha detto?
FI:
Sempre sul presupposto della conoscenza dell’ultimo pasto.
FM:
Un’ultima professore ho terminato, il filo della lama nelle due foto quella in alto e quella in basso come viene indicato da lei?
FI:
Allora il filo della lama in tutte e due le lesioni è posto lateralmente in quanto in corrispondenza del dorso della lama ci sono tre piccole incisure, ce ne sono tre che tutti quanti considerano me compreso come il segno del dorso della lama. Anche a quella inferiore come se ci fosse usando un termine non proprio per il quale sarò criticato ma un’inversione di codette, questo è lo strisciamento della punta e poi abbiamo la penetrazione della lama. Tutti quanti considerano periti e altri consulenti come dorso della lama in corrispondenza delle porzioni mediali e come filo della lama in corrispondenza delle porzioni posteriori e laterali.
FM:
Bene, grazie professore ho terminato


PARTE CIVILE – AVV. PACELLI

SP:
Buongiorno professore, senta io volevo un chiarimento su un’affermazione che lei aveva fatto in merito alla mancanza di lesioni da difesa che mi sembra comunque era già emerso il fatto che comunque se di dimensioni da difesa si trattasse sarebbero comunque minimali. Io volevo sapere da lei come spiega l’assenza delle lesioni da difesa.
FI:
Perché la vittima non ha mai fronteggiato l’aggressore, io le lesioni me le aspetto...
GCM:
Essendo le ore 14.15 magari possiamo fare una sospensione e riprendiamo subito, possiamo procedere con il contro esame e lasciamo alla fine l’esperimento. Si dà atto che il tecnico è presente e lo si invita verso le due e tre quarti, quindi si sospende fino alle 14.30 poi si riprende proseguendo.


SI SOSPENDE IL PROCEDIMENTO ALLE ORE 14.15.
IL PROCEDIMENTO RIPRENDE ALLE ORE 14.55 IN PUBBLICA UDIENZA

GCM:
Non ci sono domande, quindi si procede all’esperimento, all’esito dell’esperimento si faranno domande anche da parte della Corte. Si nomina come tecnico al fine dell’espletamento dell’incarico il signor Luciano Bracarda il quale è stato già in ausilio alla Corte durante il sopralluogo che è stato disposto, non ci sono comunque non se ne ravvisano ma se le parti ne hanno da evidenziare possono farlo situazioni di incompatibilità e incapacità a prestare questo incarico che consiste nel documentare questo esperimento giudiziale che è stato ammesso e che dovrebbe riguardare la ricostruzione del fatto secondo quanto il consulente dell’imputato Sollecito Raffaele ritiene di poter offrire alle parti. In merito a questo esperimento c’era anche una richiesta di ripresa da parte di emittenti o di altri ma mi pare che la posizione delle parti è la stessa, le parti si erano opposte a queste riprese e quindi si rimane pubblica è l’udienza, quindi il pubblico può assistere e può guardare le immagini, assistere anche in aula ma non sono consentite le riprese audio video. Quindi accetta l’incarico al solo scopo di far conoscere la verità ma è attività di mera documentazione e quindi viene invitato a effettuare le riprese sia audio che video di questa attività.


DIFESA – AVV. MAORI

LM:
Allora i figuranti sono l’avvocato Donati e la dottoressa Corrado, prego.
FI:
Due piccoli precisazioni iniziali, è un tentativo, un tentativo di spiegare la dinamica degli eventi che a noi ravvisa forse la maggiore attendibilità ma comunque pur sempre un tentativo di ricostruzione. Le due colleghe che svolgeranno la parte dell’aggressore e la parte della vittima non sono preparate, quindi passo passo seguiranno le mie indicazioni con il beneficio di inventario di comprensione, la dottoressa Corrado è più alta, tutte e due calzano scarpe con tacchi analoghi, la dottoressa Corrado è alta 1,71 centimetri, l’avvocato Donati è alto 1,60 centimetri. L’avvocato Donati è alto tanto quanto era alta la vittima, la dottoressa Corrado è alta sostanzialmente quanto era alto il sospetto, quello che noi riteniamo essere l’aggressore. Il primo momento la vittima sta di spalle nella propria abitazione e si spoglia, la vittima non ha i pantaloni che sono stati ritrovati piegati sul letto anche se poi sporchi di sangue perché, perché in una violenza sessuale l’aggressore non sfila i pantaloni jeans ma li abbassa, è molto più comodo fare una violenza sessuale con i jeans abbassati che bloccano le gambe piuttosto che gentilmente ed educatamente sfilarli al pari delle mutandine, si è già tolta le mutandine, si è già tolta le calze, si è già tolta le scarpe, è nuda dal bacino in giù ed è di spalle, praticamente faccia alla mensola secondo noi. L’aggressore arriva calmo da dietro già armato, noi usiamo un coltello chiuso in maniera da non creare lesioni, armato con la mano destra. Con la lama faccio vedere impugnata a mò di pugnale con il filo della lama che esce verso l’alto dal mignolo della mano destra, impugnato in questa maniera come normalmente si impugna il pugnale. Lo chiudiamo per non creare traumi o lesioni, mettiamo la sicura, il primo momento è attacco da dietro, occlusione delle vie respiratorie, blocco della testa, minaccia del coltello sulla guancia. La vittima non è afferrata, è bloccata con le vie respiratorie che ci giustifica le minime escoriazioni trovate a livello del naso e le minime ecchimosi trovate a livello della bocca comunque presente dei prolabbi inferiori e l’aggressore tranquillizza la vittima verosimilmente in questo momento dicendo:”Statti ferma non ti faccio del male” una cosa di questo genere. Blocca le vie respiratorie per non farla gridare, la vittima avrebbe gridato dall’aggressione non voluta, dopo di che sempre sotto minaccia del coltello libera o passa a un aggressione al collo bloccandola in questa maniera, in questa maniera noi abbiamo le ecchimosi e le escoriazioni presenti sul collo sempre sotto minaccia del coltello, terzo momento libera la mano destra, cerca di digitarla perché è senza mutandine e la getta giù in posizione carponi. La vittima a questo punto è sopraffatta e lui passa all’azione lesiva, estende la testa della vittima prendendola dal margine mandibolare, le tre ecchimosi che noi riscontriamo sotto la mandibola le stira la testa e la pugnala a sinistra. La vittima reagisce perché il colpo che ha avuto è serio ma non è istantaneamente mortale, si muove abbiamo la reiterazione della lesione, la testa sfugge altra presa sotto la mandibola due ecchimosi contro laterali, seconda pugnalata il tramite si ferma come si vede qui contro l’angolo della mandibola. A questo punto noi abbiamo la lesione dell’osso ioide, la vittima non può più parlare, non può più gridare, sanguina da una ferita arteriosa, non respira più e cade. Come cade? Sbatte la testa in sede occipitale girata automaticamente dall’aggressore che la teneva verso destra. In questa maniera noi abbiamo ricreato tutte le lesioni che abbiamo descritte comprese quelle alle mani ovviamente ipotizzando che dove era in sede di appoggio ci fosse del vetro.
GCM:
Su questa ricostruzione che è in contraddittorio ecco scusi un attimo magari il Pubblico Ministero nell’ordine prima l’esame poi il contro esame da parte di chi non ha chiesto, la documentazione quale disposta si dichiara cessata a meno che non si chiedano ripetizioni, quindi il tecnico può rimanere ma intanto non c’è necessità di ripresa. Si procede della documentazione dell’udienza quale normalmente in atto, quindi la difesa che ha chiesto l’esame se vuole fare delle domande può porle dopo di che per il contro esame.
LM:
Nessuna domanda.
GCM:
Prego il Pubblico Ministero.


PUBBLICO MINISTERO – DOTTORESSA COMODI

MC:
Sì, volevo solo fare una domanda con riguardo diciamo alla prima immagine diciamo alla prima fase della rappresentazione. Quindi l’aggressore viene da dietro, Meredith si è spogliata di tutto punto dalla cintola in giù mentre tiene ancora la felpa e perché mai non muoverebbe le mani e le braccia che sono assolutamente libere secondo la sua rappresentazione per liberarsi dall’aggressore?
FI:
E’ difficile colpire un aggressore standogli davanti e vorrei solo ricordare che nelle mani di Meredith sono stati trovati dei capelli che nessuno ha mai analizzato. La vittima può essersi attaccata ai capelli...
MC:
Quindi la rappresentazione è parziale, cioè la vittima si è divincolata o è stata immobile così come è stato rappresentato?
FI:
No no no, noi abbiamo rappresentato soltanto dei modelli non abbiamo rappresentato il film dell’aggressione che ovviamente ha tante possibilità di variabilità. La risposta della vittima per esempio alla lesione in latero cervicale sinistra denota una interazione pesante e lunga fra vittima ed aggressore. Personalmente ritengo che nel primo momento, dopo il primo momento di spavento la vittima probabilmente allora che liberata dall’occlusione delle vie respiratorie che sicuramente a nostro avviso in considerazione della scarsissima entità lesiva è stato il primo momento perché l’aggressore aveva la testa bloccata della vittima contro il proprio torace, non le consentiva proprio di muovere sotto la minaccia del coltello, una volta liberata questa presa la vittima può avere tentato delle manovre ma cosa fare? Uno scalciare all’indietro, due dare delle gomitate all’indietro, tre attaccarsi ai capelli dell’aggressore se riesce a prenderlo e nelle mani della vittima stavano dei capelli.


PUBBLICO MINISTERO – DOTTOR MIGNINI

GM:
Senta professore, in questa ricostruzione mi è parso lei ha detto in una prima fase viene bloccata, le viene bloccato il capo e viene bloccata anche nella bocca e in questa ricostruzione mi dica se sbaglio, se interpreto fedelmente il suo pensiero non c’è spazio per un grido della vittima, per grida della vittima? Noi sappiamo di un fatto circostanziale che a lei interessa relativamente ma di questo grido straziante che è stato udito da una vicina di casa, in un orario abbastanza significativo. In questa ricostruzione però non c’è spazio per un grido.
FI:
Ho bisogno di dire due cose signor Pubblico Ministero se mi è consentito, il grido non ha nome nel senso un grido è un grido primo, secondo comunque la vittima dopo essere stata liberata dalla presa occlusiva delle vie respiratorie fino al momento della pugnalata in regione latero cervicale sinistra, quella maggiore dove c’è stata una interazione tra vittima e aggressore poteva tranquillamente parlare, gridare e respirare.
GM:
Senta e la rottura, il taglio di frammento di reggiseno e la forzatura del gancetto quando si sarebbe verificato?
FI:
Ci abbiamo pensato...
GM:
Un’altra cosa poi, la felpa è stato detto prima io non c’ero, la felpa non è indossata dalla vittima in questa ricostruzione, sbaglio?
FI:
La felpa se non vado errato è stata trovata accanto alla vittima con segni di presenza sul corpo della vittima quando ci sono state le lesioni da arma bianca. Noi abbiamo pensato intensamente sia al reggiseno sia alla felpa, per il vero alla felpa un po’ meno. Il reggiseno voglio solo ricordare che teneva sulla coppa esterna dei segni, delle gocciolature ematiche, però anche il seno nudo della vittima aveva delle gocciolature ematiche. Allora per vero il reggiseno è stato tagliato alla vittima dopo che la vittima ha riportato una lesione altrimenti sulla coppa esterna del reggiseno non avremmo avuto sangue. Quando può essere occorsa la prima lesione, la prima lesione secondo noi è la lesione da taglio al volto che si ha nel momento in cui la vittima si muove e cerca di divincolarsi mentre stava per essere o era in occorso una ditilazione forzosa della stessa. Il soggetto teneva sempre un coltello puntato sulla guancia e c’è la prima lesione, una lesione molto piccola, però una lesione che comunque sanguina, la ragazza viene gettata a posizioni carponi per terra spinta perché magari si voleva tentare una violenza sessuale seria, l’unica maniera per violentare una donna è da dietro, è impensabile una violenza frontale, violenza vera, in questo momento l’aggressore ha tirato la fascia del reggiseno e sa perché l’ha tirata perché se avesse infilzato il coltello sotto la fascia avremmo trovato delle lesioni da taglio in corrispondenza della fascia del reggiseno invece lo ha tirato. Questa azione forzosa ha anche determinato quella deformazione del gancetto, ha inserito il coltello e l’ha tagliato al pari delle bretelline, tagliate non strappate perché? Le bretelline del reggiseno per chi ha una certa esperienza sono durissime, provate a strappare un reggiseno dalle bretelline, vi troverete le ecchimosi a livello delle regioni delle spalle, le bretelline sono state tagliate vicino alla fascia e il reggiseno è stato tolto quando il cadavere stava ormai per terra a faccia in giù.
GM:
Un’altra cosa, mi può spiegare seguendo questa dinamica quando e come si sarebbe verificata la rottura dell’osso ioide?
FI:
La rottura dell’osso ioide si ha nel momento in cui la vittima è in posizioni carponi per terra, abbiamo la vittima già ferita al volto, il soggetto le ha tagliato il reggiseno da dietro, ci sono dei momenti che si sfuggono che può essere il riconoscimento dell’aggressore, parole dette ci sfuggono, l’aggressore passa dal tentativo di violenza all’omicidio ed accoltella con il coltello impugnato a mo di pugnale la vittima che ormai è per terra. Le alza la testa, ecchimosi sotto la mandibola, le estende il collo e la pugnala in questa maniera. Questa è la lesione maggiore, c’è un movimento di interazione fra vittima e aggressore, il dorso della lama è anteriore come tutti hanno detto, il margine della lama il tagliente della lama è posteriore, in questo momento c’è il tramite che interessa la faringe, la laringe, la cartilagine l’epiglottide e il corpo dell’osso ioide che si frattura. Il soggetto reagisce e viene bloccato sempre contro il torace della vittima che lo sovrasta e viene accoltellato sempre con il coltello impugnato nella stessa maniera perché il dorso della lama corrisponde con un tramite che va indietro verso da destra verso sinistra e si ferma in corrispondenza dell’angolo mandibolare a destra. Un tramite piccolo e breve che recide l’arteria tiroidea superiore. A questo punto la vittima non può più respirare, è inerme, è stata già attinta secondi prima nell’osso ioide, il soggetto si alza, la vittima cade e urta la testa in occipitale come noi poi la ritroviamo pure se spostata.
GM:
Quando urterebbe i gomiti, lei ha parlato prima...
FI:
Certo, io i gomiti ritengo che possano essere urtati o in fase di caduta, in fase di quando appoggia il braccio il gomito in corrispondenza oppure nella dinamica della prima fase perché ricordiamoci che gli spazi erano abbastanza angusti, c’era un mobile, c’era una mensola, c’era una scrivania. E’ possibile soprattutto che la lesione in corrispondenza dell’avambraccio destro sia frutto di un urto contro un qualche cosa di rigido come può essere il piano di una scrivania.
GM:
Nella ricostruzione l’urto del gomito non è stato...
FI:
Noi abbiamo cercato di ricostruire le fasi salienti dell’aggressione che ci possano giustificare non tanto la lesività accessoria che può essere quella del gomito da caduta o quella dell’avambraccio destro da urto, ma soprattutto le lesioni che sono state considerate da strozzamento quando invece sono da afferramento e da estensione della testa. Le lesioni da presa al collo e la lesione da occlusione delle vie respiratorie, volevo dire un’ultima cosa se l’arma fosse stata l’arma in giudiziale sequestro impugnata così come sarebbe dovuta essere impugnata, se io infiggo quest’arma così come è entrata l’arma non mi voglio uccidere ma fuoriesce dalle porzioni anteriori dopo 8 centimetri e non è successo.
GM:
Senta e la felpa?
FI:
Dottore della felpa io so che deve essere stata sfilata alla vittima prima che alcune gocce cadessero sul dorso della mano perché altrimenti avremmo trovato delle strisciature ematiche e non avremmo trovate delle gocce ben conformate. Quando la felpa sia stata sfilata non glielo so dire e non voglio lanciarmi in ipotesi, non lo so.
GM:
Perché nella ricostruzione io forse ero uscito un attimo ma non ho capito...
FI:
Si era tolta gli indumenti inferiori.


PUBBLICO MINISTERO – DOTTORESSA COMODI

MC:
Senta professore, in questa ricostruzione mi è parso lei ha detto in una prima fase viene bloccata, le viene bloccato il capo e viene bloccata anche nella bocca e in questa ricostruzione mi dica se sbaglio, se interpreto fedelmente il suo pensiero non c’è spazio per un grido della vittima, per grida della vittima? Noi sappiamo di un fatto circostanziale che a lei interessa relativamente ma di questo grido straziante che è stato udito da una vicina di casa, in un orario abbastanza significativo. In questa ricostruzione però non c’è spazio per un grido.
FI:
Ho bisogno di dire due cose signor Pubblico Ministero se mi è consentito, il grido non ha nome nel senso un grido è un grido primo, secondo comunque la vittima dopo essere stata liberata dalla presa occlusiva delle vie respiratorie fino al momento della pugnalata in regione latero cervicale sinistra, quella maggiore dove c’è stata una interazione tra vittima e aggressore poteva tranquillamente parlare, gridare e respirare.
MC:
Senta e la rottura, il taglio di frammento di reggiseno e la forzatura del gancetto quando si sarebbe verificato?
FI:
Ci abbiamo pensato...
MC:
Un’altra cosa poi, la felpa è stato detto prima io non c’ero, la felpa non è indossata dalla vittima in questa ricostruzione, sbaglio?
FI:
La felpa se non vado errato è stata trovata accanto alla vittima con segni di presenza sul corpo della vittima quando ci sono state le lesioni da arma bianca. Noi abbiamo pensato intensamente sia al reggiseno sia alla felpa, per il vero alla felpa un po’ meno. Il reggiseno voglio solo ricordare che teneva sulla coppa esterna dei segni, delle gocciolature ematiche, però anche il seno nudo della vittima aveva delle gocciolature ematiche. Allora per vero il reggiseno è stato tagliato alla vittima dopo che la vittima ha riportato una lesione altrimenti sulla coppa esterna del reggiseno non avremmo avuto sangue. Quando può essere occorsa la prima lesione, la prima lesione secondo noi è la lesione da taglio al volto che si ha nel momento in cui la vittima si muove e cerca di divincolarsi mentre stava per essere o era in occorso una ditilazione forzosa della stessa. Il soggetto teneva sempre un coltello puntato sulla guancia e c’è la prima lesione, una lesione molto piccola, però una lesione che comunque sanguina, la ragazza viene gettata a posizioni carponi per terra spinta perché magari si voleva tentare una violenza sessuale seria, l’unica maniera per violentare una donna è da dietro, è impensabile una violenza frontale, violenza vera, in questo momento l’aggressore ha tirato la fascia del reggiseno e sa perché l’ha tirata perché se avesse infilzato il coltello sotto la fascia avremmo trovato delle lesioni da taglio in corrispondenza della fascia del reggiseno invece lo ha tirato. Questa azione forzosa ha anche determinato quella deformazione del gancetto, ha inserito il coltello e l’ha tagliato al pari delle bretelline, tagliate non strappate perché? Le bretelline del reggiseno per chi ha una certa esperienza sono durissime, provate a strappare un reggiseno dalle bretelline, vi troverete le ecchimosi a livello delle regioni delle spalle, le bretelline sono state tagliate vicino alla fascia e il reggiseno è stato tolto quando il cadavere stava ormai per terra a faccia in giù.
MC:
Un’altra cosa, mi può spiegare seguendo questa dinamica quando e come si sarebbe verificata la rottura dell’osso ioide?
FI:
La rottura dell’osso ioide si ha nel momento in cui la vittima è in posizioni carponi per terra, abbiamo la vittima già ferita al volto, il soggetto le ha tagliato il reggiseno da dietro, ci sono dei momenti che si sfuggono che può essere il riconoscimento dell’aggressore, parole dette ci sfuggono, l’aggressore passa dal tentativo di violenza all’omicidio ed accoltella con il coltello impugnato a mo di pugnale la vittima che ormai è per terra. Le alza la testa, ecchimosi sotto la mandibola, le estende il collo e la pugnala in questa maniera. Questa è la lesione maggiore, c’è un movimento di interazione fra vittima e aggressore, il dorso della lama è anteriore come tutti hanno detto, il margine della lama il tagliente della lama è posteriore, in questo momento c’è il tramite che interessa la faringe, la laringe, la cartilagine l’epiglottide e il corpo dell’osso ioide che si frattura. Il soggetto reagisce e viene bloccato sempre contro il torace della vittima che lo sovrasta e viene accoltellato sempre con il coltello impugnato nella stessa maniera perché il dorso della lama corrisponde con un tramite che va indietro verso da destra verso sinistra e si ferma in corrispondenza dell’angolo mandibolare a destra. Un tramite piccolo e breve che recide l’arteria tiroidea superiore. A questo punto la vittima non può più respirare, è inerme, è stata già attinta secondi prima nell’osso ioide, il soggetto si alza, la vittima cade e urta la testa in occipitale come noi poi la ritroviamo pure se spostata.
MC:
Quando urterebbe i gomiti, lei ha parlato prima...
FI:
Certo, io i gomiti ritengo che possano essere urtati o in fase di caduta, in fase di quando appoggia il braccio il gomito in corrispondenza oppure nella dinamica della prima fase perché ricordiamoci che gli spazi erano abbastanza angusti, c’era un mobile, c’era una mensola, c’era una scrivania. E’ possibile soprattutto che la lesione in corrispondenza dell’avambraccio destro sia frutto di un urto contro un qualche cosa di rigido come può essere il piano di una scrivania.
MC:
Nella ricostruzione l’urto del gomito non è stato...
FI:
Noi abbiamo cercato di ricostruire le fasi salienti dell’aggressione che ci possano giustificare non tanto la lesività accessoria che può essere quella del gomito da caduta o quella dell’avambraccio destro da urto, ma soprattutto le lesioni che sono state considerate da strozzamento quando invece sono da afferramento e da estensione della testa. Le lesioni da presa al collo e la lesione da occlusione delle vie respiratorie, volevo dire un’ultima cosa se l’arma fosse stata l’arma in giudiziale sequestro impugnata così come sarebbe dovuta essere impugnata, se io infiggo quest’arma così come è entrata l’arma non mi voglio uccidere ma fuoriesce dalle porzioni anteriori dopo 8 centimetri e non è successo.
MC:
Senta e la felpa?
FI:
Dottore della felpa io so che deve essere stata sfilata alla vittima prima che alcune gocce cadessero sul dorso della mano perché altrimenti avremmo trovato delle strisciature ematiche e non avremmo trovate delle gocce ben conformate. Quando la felpa sia stata sfilata non glielo so dire e non voglio lanciarmi in ipotesi, non lo so.
MC:
Perché nella ricostruzione io forse ero uscito un attimo ma non ho capito...
FI:
Si era tolta gli indumenti inferiori.


DIFESA

LM:
Due chiarimenti, professore mi scusi se non ho capito male e se mi può ripetere, gli schizzi di sangue che quindi secondo lei si trovano sul reggiseno e parzialmente sul seno della ragazza, non ho capito da cosa sarebbero stati causati?
FI:
Gli schizzi di sangue sulla coppa estrema del reggiseno che poi non sono schizzi ma sono gocciolature tondeggianti, è verosimile, è verosimile con tutte le riserve del fatto io non sono un ematologo, con tutte queste riserve ma che pur sempre faccio il medico legale possono essere dovuti dalla lesione che il soggetto si era provocata al volto.
LM:
Quindi solo dalla lesione alla guancia?
FI:
E’ una lesione comunque sanguinante, d’altra parte gli schizzi sulla coppa esterna non sono neanche eccezionali.
LM:
No, però ci sono, si vedono bene quindi volevo capire se era solo per la lesione...
FI:
Non era stata ancora accoltellata dopo di che noi abbiamo il taglio del reggiseno, dopo di che abbiamo l’accoltellamento...
LM:
Perfetto.
FI:
L’accoltellamento in corrispondenza delle regioni cervicali sinistre può aver favorito, non gli hanno ancora tolto il reggiseno alla donna, la donna non è ancora caduta per terra, questa lesione può aver favorito la gocciolatura ematica a livello della coppa del reggiseno sinistro dove è maggiormente rappresentata nei confronti di quella destra. La donna viene accoltellata a sinistra e a destra, cade ruotando la testa, le viene sfilato il reggiseno da terra perché con il taglio delle bretelline e con il taglio della fascia basta prenderlo e sfilarlo da sotto, la donna ha una lesione enorme delle arterie, sta inalando il suo sangue, gorgoglia sangue dalla bocca, schizza sangue dall’arteria latero cervicale sinistra, queste lesioni possono aver determinato l’imbrattamento ematico presente sul seno dopo che il reggiseno gli è stato sfilato.
LM:
Poi un’altra cosa, quando lei ha parlato del taglio del reggiseno se non ho capito male l’aggressore aveva in una mano il coltello e con l’altra tirava il reggiseno?
FI:
No, l’aggressore non ha mai mollato il coltello dalla mano destra in questa mia ricostruzione.
LM:
Perfetto, quindi con l’altro secondo...
FI:
La donna carponi...
LM:
Sì...
FI:
Ovvero faccia in giù, posizione carponi l’aggressore che verosimilmente voleva tentare una aggressione sessuale perfetta con penetrazione vaginale avendola posta in quella posizione ha iniziato a tirarle il reggiseno e tagliare il reggiseno. Se non fosse stato così noi sulla cute della donna avremmo trovato delle lesioni da urto della lama.
LM:
Quindi l’aggressore c’è stato un momento in cui aveva entrambe le mani impegnate con il reggiseno?
FI:
No, una sola.
LM:
Con una tirava e con l’altra tagliava...
FI:
Certo sì.
LM:
Quindi le due mani erano impegnate dell’aggressore?
FI:
Certo...
LM:
E la vittima quindi secondo lei in quel momento era lì ferma, tranquilla senza battere ciglio?
FI:
L’aggressore sormontava la vittima, la vittima era bloccata dall’aggressore dalle gambe dell’aggressore...
LM:
Sì ma dico tutto il corpo della vittima non ha fatto nulla, non ha segni qui perché se l’aggressore la teneva...
FI:
Stava a terra...
LM:
Come scusi?
FI:
Stava a terra la vittima.
LM:
Sì, carponi come ha detto lei fino a ora.
FI:
Scusate posso far rivedere questa dinamica?
LM:
No no ma io la dinamica l’ho vista chiaramente, voglio solo capire...
FI:
L’aggressore sormontava la vittima, scusate...
GCM:
Possiamo anche ripetere.
FI:
Sopra, se tu stai, avvocato io l’ho bloccata lei non può fare niente...
LM:
Sì dico ma le mani della vittima comunque le può muovere...
FI:
Sta faccia per terra...
LM:
Ho capito ma comunque le può muovere, avrebbe provato a difendersi.
FI:
Certo, è liberissima di cadere di faccia per terra...
LM:
E’ liberissima di fare diverse cose non solo di stare lì ferma in ginocchio.
GCM:
Scusate, riprendiamo con il contro esame della parte civile, prego.


PARTE CIVILE – AVV. MARESCA

LM:
Due chiarimenti, professore mi scusi se non ho capito male e se mi può ripetere, gli schizzi di sangue che quindi secondo lei si trovano sul reggiseno e parzialmente sul seno della ragazza, non ho capito da cosa sarebbero stati causati?
FI:
Gli schizzi di sangue sulla coppa estrema del reggiseno che poi non sono schizzi ma sono gocciolature tondeggianti, è verosimile, è verosimile con tutte le riserve del fatto io non sono un ematologo, con tutte queste riserve ma che pur sempre faccio il medico legale possono essere dovuti dalla lesione che il soggetto si era provocata al volto.
LM:
Quindi solo dalla lesione alla guancia?
FI:
E’ una lesione comunque sanguinante, d’altra parte gli schizzi sulla coppa esterna non sono neanche eccezionali.
LM:
No, però ci sono, si vedono bene quindi volevo capire se era solo per la lesione...
FI:
Non era stata ancora accoltellata dopo di che noi abbiamo il taglio del reggiseno, dopo di che abbiamo l’accoltellamento...
LM:
Perfetto.
FI:
L’accoltellamento in corrispondenza delle regioni cervicali sinistre può aver favorito, non gli hanno ancora tolto il reggiseno alla donna, la donna non è ancora caduta per terra, questa lesione può aver favorito la gocciolatura ematica a livello della coppa del reggiseno sinistro dove è maggiormente rappresentata nei confronti di quella destra. La donna viene accoltellata a sinistra e a destra, cade ruotando la testa, le viene sfilato il reggiseno da terra perché con il taglio delle bretelline e con il taglio della fascia basta prenderlo e sfilarlo da sotto, la donna ha una lesione enorme delle arterie, sta inalando il suo sangue, gorgoglia sangue dalla bocca, schizza sangue dall’arteria latero cervicale sinistra, queste lesioni possono aver determinato l’imbrattamento ematico presente sul seno dopo che il reggiseno gli è stato sfilato.
LM:
Poi un’altra cosa, quando lei ha parlato del taglio del reggiseno se non ho capito male l’aggressore aveva in una mano il coltello e con l’altra tirava il reggiseno?
FI:
No, l’aggressore non ha mai mollato il coltello dalla mano destra in questa mia ricostruzione.
LM:
Perfetto, quindi con l’altro secondo...
FI:
La donna carponi...
LM:
Sì...
FI:
Ovvero faccia in giù, posizione carponi l’aggressore che verosimilmente voleva tentare una aggressione sessuale perfetta con penetrazione vaginale avendola posta in quella posizione ha iniziato a tirarle il reggiseno e tagliare il reggiseno. Se non fosse stato così noi sulla cute della donna avremmo trovato delle lesioni da urto della lama.
LM:
Quindi l’aggressore c’è stato un momento in cui aveva entrambe le mani impegnate con il reggiseno?
FI:
No, una sola.
LM:
Con una tirava e con l’altra tagliava...
FI:
Certo sì.
LM:
Quindi le due mani erano impegnate dell’aggressore?
FI:
Certo...
LM:
E la vittima quindi secondo lei in quel momento era lì ferma, tranquilla senza battere ciglio?
FI:
L’aggressore sormontava la vittima, la vittima era bloccata dall’aggressore dalle gambe dell’aggressore...
LM:
Sì ma dico tutto il corpo della vittima non ha fatto nulla, non ha segni qui perché se l’aggressore la teneva...
FI:
Stava a terra...
LM:
Come scusi?
FI:
Stava a terra la vittima.
LM:
Sì, carponi come ha detto lei fino a ora.
FI:
Scusate posso far rivedere questa dinamica?
LM:
No no ma io la dinamica l’ho vista chiaramente, voglio solo capire...
FI:
L’aggressore sormontava la vittima, scusate...
GCM:
Possiamo anche ripetere.
FI:
Sopra, se tu stai, avvocato io l’ho bloccata lei non può fare niente...
LM:
Sì dico ma le mani della vittima comunque le può muovere...
FI:
Sta faccia per terra...
LM:
Ho capito ma comunque le può muovere, avrebbe provato a difendersi.
FI:
Certo, è liberissima di cadere di faccia per terra...
LM:
E’ liberissima di fare diverse cose non solo di stare lì ferma in ginocchio.
GCM:
Scusate, riprendiamo con il contro esame della parte civile, prego.


PRESIDENTE

GCM:
Scusi le volevo solo chiedere alcune cose sia nell’esposizione originaria che in questa ricostruzione ricordo che uno dei consulenti aveva parlato di lesioni bilaterali dell’anca delle spine iliache sia anteriori che posteriori. In questa ricostruzione è possibile dare spiegazione della causa di queste lesioni?
FI:
Presidente, noi le abbiamo considerate, vorrei fargliele rivedere.
GCM:
Anteriori...
FI:
Innanzitutto le lesioni delle spine iliache sono spine iliache sono spine iliache anteriori e sono bilateralmente presenti nelle porzioni anteriori del tronco, qua sono le spine iliache. In corrispondenza di queste spine iliache Lalli ha descritto una sfumatissima mi pare di usare lo stesso termine soffusione ecchimotica. Un attimo che le troviamo...
GCM:
Se dobbiamo mostrare le foto possiamo procedere a porte chiuse.
FI:
Sono foto soltanto non fanno vedere nulla, eccole qua, ecco queste sono le due spine iliache, questa è la regione genitale, queste sono le due spine iliache. Delle due spine iliache una sola e la prego di osservare ha questa nuance sfumatissima che viene considerata una ecchimosi. Queste due aree ecchimotiche non trovano riscontro nella dinamica che noi abbiamo detto così come non trovano riscontro anche le lesioni che vengono descritte come sfumatissime ecchimosi sulla coscia che sono assolutamente modestissime e soprattutto cromaticamente diverse dalle ecchimosi che noi ritroviamo al collo della donna.
GCM:
Le volevo anche chiedere nel dare ricostruzione della ipotizzata dinamica del fatto a un certo punto ha dato rappresentazione di una costrizione alle gambe?
FI:
Una costrizione sui fianchi dalle gambe dell’aggressore.
GCM:
Mi era sembrato di vedere che le gambe venivano compresse?
FI:
Sì.
GCM:
Questa azione avrebbe dovuto lasciare tanto più che lei ci ha spiegato che i jeans erano già stati tolti...
FI:
Sì.
GCM:
Il corpo quindi esposto, dovevano lasciare un qualche segno in questa ricostruzione da tergo?
FI:
Presidente io non credo che si possano usare dei criteri di certezza però qual è il punto migliore per bloccare una vittima posta in posizione carponi? Sicuramente non i fianchi perché essendo i fianchi la parte più larga del bacino la donna ha facilità di uscire in avanti, bisogna bloccare la donna al di sotto delle coste e sopra il costato, in corrispondenza dei fianchi. Se io stringo le gambe a tenaglia su una donna carponi cingendole a tenaglia la regione dei fianchi immediatamente sopra le ossa iliache e immediatamente sotto le coste la donna in posizione carponi non può andare né avanti e né dietro. In avanti non può andare perché è bloccata dal bacino che io serro, indietro non può andare perché bloccata.
GCM:
Diceva della idoneità, quanto dei segni che avrebbe avuto...
FI:
Esatto, io ho dovuto fare questa premessa perché in questa regione noi non abbiamo strutture ossee, sono tutte strutture molli e muscolari e per altro una pressione esercitata dalle gambe che sono superfici ampie è difficile che possono lasciare delle ecchimosi che in genere implicano localizzate delle pressioni puntuali, puntiformi, polpastrelli morfologia, un’azione di compressione a tenaglia ampia, difficile riscontrare lesioni ecchimotiche ai fianchi.
GCM:
Sì, poi su altri aspetti c’è una domanda anche sull’ora della morte, le volevo chiedere il fatto che lei diceva il corpo si trovava nudo sul pavimento direttamente a contatto del pavimento, questo dato cioè il fatto che se fosse stato sotto una superficie che avesse mantenuto il calore del corpo un po’ di più rispetto al nudo pavimento questo determinerebbe quale effetto sull’ora della morte, la sposta in avanti o indietro poniamo invece delle dieci se tra il corpo e il pavimento c’è un qualche cosa andiamo a parlare un po’ prima o dopo?
FI:
Allora Presidente...
GCM:
Le dico subito siccome a me pare di ricordare che tra il corpo e il pavimento c’era il cuscino e non mi sembra che di questo dato sia stato tenuto conto, lei ha esposto come se fosse sul pavimento nudo, le volevo chiedere se è un dato di rilievo oppure no?
FI:
Però a riguardo devo anche ricordare che il dottor Lalli non ha usato il parametro massimo che è 1 e 8, ha usato 1 e 7, se avesse usato 1 e 8 noi avremmo trovato l’epoca della morte alle 21.30 orientativamente. Ha usato un parametro di 1 e 7 verosimilmente perché c’era questo ambiente micro protetto dove la salma giaceva coperta dal piumone e il contatto del pavimento verosimilmente non era totale. Perciò non ha usato il parametro massimo.
GCM:
Quindi è un dato già considerato, le ferite da taglio mi può dire così, sicuramente lo ha già esposto ma ci consente anche di tornare per puntualizzazioni che forse si ritengono necessarie, quante erano?
FI:
Da taglio?
GCM:
Da taglio sì.
FI:
Le ferite da taglio verosimilmente una sola, quella in corrispondenza della guancia, le altre ferite sono tutte da punta e taglio.
GCM:
Grazie, intendevo punta e taglio.
FI:
Le lesioni da punta e taglio sono tre una ampia in regione latero cervicale sinistra che nell’ambito della nostra relazione abbiamo descritto come lesione numero 1...
GCM:
Ci dà anche le dimensioni magari di tutte e tre, la lunghezza...
FI:
Presidente io ho paura di sbagliare perché la mia memoria non è eccezionale, comunque mi pare che la lesione maggiore avesse una lunghezza di otto centimetri da questa lesione si dipartiva un tramite descritto come lungo otto centimetri. Dopo di che noi avevamo una lesione che abbiamo descritto come lesione numero 2 sottostante a quella precedente che aveva una lunghezza di un centimetro, il dottor Lalli descrive una ferita di dimensioni di 1,4 centimetri per zero tre come larghezza dalla quale si diparte un tramite che entra e si fonde immediatamente con il tramite maggiore che era stato determinato dalla ferita sovrastante. Poi abbiamo una terza lesione che è in corrispondenza della regione latero cervicale destra che è descritta di 1,5 centimetri e di 0,4 centimetri che è quella lesione dalla quale si diparte un tramite lungo 4 centimetri che si arresta in corrispondenza dell’angolo mandibolare omo laterale.
GCM:
Quindi queste due ferite, prendendo in esame queste due ferite una determina una lunghezza in superficie della ferita di centimetri 8?
FI:
Sì.
GCM:
Un’altra di centimetri 1,5?
FI:
Sì.
GCM:
E’ possibile ritenere che siano state inferte con uno stesso coltello?
FI:
Presidente mi rifaccio a questa diapositiva, non è la altezza della lama intesa come distanza dal dorso al tagliente che è o può darci o ci deve dare indicazione sulla entità della lesione. Come lei vede un semplice coltello per un’azione di progressione vuoi dovuta alle manualità dell’aggressore, vuoi dovuta alla interazione tra vittima e aggressore può determinare delle lacerazioni, degli sbrechi cutanei molto ampi pur essendo dovuti a una lama piccola.
GCM:
Quindi una lama che determina una ferita orizzontale di 1,5 centimetri lunga può anche determinare una ferita sempre in orizzontale di otto centimetri a causa di questo movimentarsi della stessa sul corpo della vittima, è così?
FI:
Presidente sì perché consideri che noi abbiamo definito...
GCM:
No, mi serviva solo questo, le volevo anche chiedere ma se così è le chiedevo lei ha detto che questa arma che ha determinato la ferita più grave, più profonda lei sostiene ha esposto che tutta la lama sarebbe entrata, no?
FI:
Sì.
GCM:
Il fatto che tutta la lama sarebbe entrata così come in questa immagine possiamo guardare, questo movimento del manico che sta a contatto con la superficie del corpo non avrebbe dovuto creare non quella piccola ferita che si vedeva e che avevamo apprezzato con quel tondo cerchiato in celeste ma una ferita da manico del coltello con tutta la lama inserita molto più estesa?
FI:
Ho capito perfettamente Presidente, ho bisogno soltanto di trovare una immagine, mi consenta. Eccola, la cute di un soggetto vivente non è cartone, nel momento in cui viene inferto il colpo e la lama entra per fenomeni anche elastici dopo che c’è stato l’urto del manico e la lama inizia a scivolare dentro la cute si divarica. Per altro ho detto che c’è stata così come tutti una interazione tra vittima e aggressore, nel senso che ci sono stati dei movimenti forse ci saremmo potuti aspettare un’altra lesività da manico contro la cute della vittima perilesiva ma è molto più probabile che la cute si sia già divaricata e il soggetto infliggesse il coltello su una cute già aperta, esistono le fibre elastiche che determinano una dilatazione dei margini.
GCM:
Altre due piccole domande, cioè lei mi è sembrato di aver capito che collega il fatto che tutta la lama sia penetrata nel corpo della vittima in relazione all’intento omicidiario che lei ha ravvisato nell’aggressore e quindi non c’era motivo per frenare il colpo che veniva inferto sì da evitare che tutta la lama non fosse entrata nel corpo della vittima stessa. Però le vorrei chiedere queste due, cioè sottoporre queste due perplessità, la prima ci sono anche altre ferite le quali hanno caratteristiche di profondità, di lesività diverse per cui o sono più i coltelli usati o se è uno stesso coltello l’azione lesiva deve essere stata mimata e caratterizzata comunque da qualità diverse. In secondo luogo non è possibile ritenere che la vittima mentre viene colpita cerca allontanando la testa dal proprio aggressore e quindi dall’arma che la colpisce, allontanarsi e quindi in questo modo far sì che non tutta la lama entri proprio perché c’è uno scatto, c’è una distanza presa dalla vittima e quindi la lama rimane non tutta che entra ma solo in parte per questa azione della vittima stessa che si scansa e magari a questo si potrebbe anche collegare la lesione alla testa se si può ipotizzare una ricostruzione siffatta. Cioè si scansa e urta qualche ostacolo proprio in questo tentativo, cioè queste due perplessità la prima la diversità delle lesioni tutte da arma da taglio e quindi ci deve far pensare a più armi o viceversa a un intento omicidiario che non è stato sempre uguale o se c’è stato.
FI:
Allora, io penso che non sia possibile ammettere nell’ipotesi più consona a nostro avviso un’aggressione frontale. L’aggressione frontale è stata sostanzialmente anche esclusa da altri colleghi nell’ambito delle udienze precedenti e dalla perizia della consulenza effettuata dal dottor Camana in funzione della Blood Pattern Analysis. Per tanti motivi, lei giustamente dice che ci sono lesioni di diversa ampiezza, una è ampia sette centimetri sulla cute l’altra è ampia un centimetro e mezzo e la terza a destra anch’essa è amplia di un centimetro e mezzo. L’ampiezza di un centimetro e mezzo ci dice che la lama quando è entrata era entrata secondo noi tutta aveva un’altezza di un centimetro e mezzo, di più non poteva determinare una lesione a meno che non si immaginasse questa reiterazione lesiva così come per la lesione maggiore a sinistra. Perché la lesione in latero cervicale destra è lunga solo quattro centimetri, perché la punta del coltello è stata frenata dal margine della mandibola, non poteva entrare di più, bloccata dal margine della mandibola, quattro centimetri di tramite...
GCM:
Non per interromperla però vista questa attività continua sul manico tanto che determina una ferita lunga di otto centimetri se quello era l’intento fin dall’inizio, l’intento di uccidere avrebbe potuto trovare uno spazio libero, non so se è possibile...
FI:
Presidente parliamo dell’altra parte.
GCM:
Quindi lo ha cercato nell’altra parte?
FI:
Esatto noi della sinistra, allora torniamo un attimo sulla sinistra non vorrei fare confusione, la lesione che ha determinato, il coltello che ha determinato le due lesioni a sinistra è un coltello che ha una lama di otto centimetri non c’è niente che poteva arrestare l’ingresso o la penetrazione intracervicale del coltello. L’osso ioide non è in grado di arrestare nulla, è stato interessato dal tramite ma non ha arrestato il tramite. Il coltello è entrato tutto e ci dice che la lama del coltello è di otto centimetri, lo stesso coltello ha determinato dall’altra parte la lesione che è lunga un centimetro e mezzo e che rispecchia l’altezza della lama dal dorso tagliente che è di un centimetro e mezzo, guarda caso come la piccola lesione che sta sotto quella maggiore che è anch’essa lunga un centimetro e mezzo. Solo che la lesione a destra si è arrestata perché la progressione del coltello sia stata bloccata dall’unica struttura valida in grado di arrestare un colpo, il margine della mandibola. Perciò noi riteniamo che tutto sia compatibile in una visione univoca con l’impiego di un solo coltello, da un punto di vista dinamico se dovessimo ipotizzare l’uso di un coltello come quello in giudiziale sequestro solo per determinare la lesione maggiore delle regioni latero cervicali di sinistra io non riuscirei a capire perché non è uscito dalle regioni anteriori, perché c’è il segno della penetrazione totale e perché mai l’aggressore abbia dovuto cincischiare con la lama soltanto per otto centimetri senza infliggerla totalmente tenendola essendo ben attento di infliggerla soltanto per un terzo come se stesse attento a non infliggerla tutta.
GCM:
Il movimento della ragazza che cerca di...
FI:
Il movimento della ragazza è seguito anche dal movimento dell’aggressore, d’altra parte Presidente la lama comunque a un certo punto viene sfilata e viene reinferta.
GCM:
Sì, le volevo anche chiedere un’ultima cosa, cioè lei ha rappresentato questo crimine come animato da un intendimento a sfondo sessuale. Ha detto la ragazza già si trovava quasi senza più abiti e l’aggressore da dietro le aveva compresso la bocca e ci ha rappresentato anche le lesioni conseguenti sì da evitare che la stessa potesse aver gridato, aveva in mano un coltello con il quale la minacciava e anche dalla rappresentazione delle lesioni da difesa sostanzialmente poca cosa della ragazza dà una rappresentazione per la quale in fondo la ragazza era in balia, sottoposta, soggiogata dalla forza e dalla violenza del suo aggressore. In questa situazione perché queste ferite mortali o volutamente mortali tanto che lei dice che anche l’altra meno grave era animata da questo intendimento, da questa finalità omicidiaria, per quale motivo, cioè se può dare una interpretazione.
FI:
Non lo so, non lo so qual è stato e mi pare di averlo detto prima il Trigger che ha scaturito, che ha fatto scatenare la volontà omicidiaria nell’ambito dell’aggressore. Volevo solo precisare una cosa se fosse possibile Presidente, noi abbiamo anche escluso la posizione frontale proprio per l’assenza di lesioni da difesa, perché una vittima che fronteggia un aggressore armato istintivamente ne blocca il coltello. Una vittima che viene presa da dietro e che si trova il coltello puntato al volto a livello di minaccia ha difficoltà ad afferrarlo con la mano, l’assenza di serie lesioni da difesa o di lesioni da difesa come noi sosteniamo è indicativo e corrobora la nostra ipotesi che l’aggressione è avvenuta da tergo.
GCM:
Scusi cronologicamente le ecchimosi al collo non da arma da punta e da taglio precedono o seguono le ferite?
FI:
Precedono.
GCM:
Solo su queste domande le parti possono interloquire, prego nell’ordine...


PUBBLICO MINISTERO – DOTTORESSA COMODI

MC:
A proposito delle ferite sul volto volevo solo ritornare un attimo se posso...
GCM:
Sì, se fanno parte delle domande che la Corte ha fatto.
MC:
Ha visualizzato per un attimo quell’immagine che poi è stata richiusa della ferita sulla guancia che sarebbe secondo lei quella che avrebbe provocato gli schizzi...
GCM:
No, solo su domande che sono state fatte dal Presidente per la Corte.
FI:
Veramente ho risposto anche all’avvocato Maresca al riguardo.
GCM:
No, solo su queste ultime domande.
MC:
No perché avevo visto la foto ed ero convinta...
GCM:
No, però la foto era stata...
MC:
Va bene, allora nessun’altra domanda.


PARTE CIVILE – AVV. MARESCA

FM:
Una sola Presidente, professore un chiarimento sulla ferita sulla destra lei dice che l’ingresso del coltello ha risposto al Presidente è stato probabilmente bloccato dall’osso mandibolare, è giusto?
FI:
Dall’angolo mandibolare.
FM:
Dall’angolo mandibolare.
FI:
Sì, non lo dico io avvocato lo dice il dottor Lalli.
FM:
Il dottor Lalli nella sua consulenza?
FI:
Nella perizia autoptica dove dice che il tramite si arresta a livello dell’angolo mandibolare omo laterale.
FM:
Sì sì sì, okay, a livello sì ma dico lei ha dato una causale come se fosse stato bloccato l’ingresso se ho capito bene dalla mandibola?
FI:
L’ulteriore tramite, l’ulteriore ingresso oltre un primo tramite di 4 centimetri è stato bloccato dall’impatto contro una struttura ossea.
FM:
Allora la domanda è si sarebbe dovuto rilevare qualche cosa, qualche segno sull’osso mandibolare?
FI:
Certo.
FM:
E’ stato rilevato questo?
FI:
No, ma perché non è stato esaminato, nessuno ha scarnificato la mandibola.
FM:
Nessuno ha scarnificato la mandibola, va bene grazie.
GCM:
Non ci sono altre domande, il consulente viene congedato.

Non ci sono altre domande, il teste viene licenziato.


ORDINANZA

Si acquisisce la relazione ai fini della utilizzabilità che viene messa a disposizione dalla difesa, si rinvia all’udienza già indicata del 23.06.2009 ore 9.30.