Francesco Camana's Testimony

From The Murder of Meredith Kercher
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ESAME DEL TESTE
CAMANA FRANCESCO

IL TESTE, AMMONITO AI SENSI DELL'ART. 497 DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE, LEGGE LA FORMULA DI RITO.

GENERALITÀ: Camana Francesco, nato il 29 febbraio 1976 a Belluno. Sono un direttore tecnico principale fisico della Polizia di Stato, lavoro presso il Gabinetto Interregionale di Polizia Scientifica di Padova, anche se attualmente sto seguendo un dottorato di ricerca presso l’università di Padova, appunto. All’epoca dei fatti ero funzionario responsabile della sezione di balistica presso il servizio Polizia Scientifica di Roma.

PRESIDENTE – Prego.

PUBBLICO MINISTERO – Dott.ssa Comodi

DOMANDA – Dottor Camana, premesso che quando vedo relazioni con delle formule matematiche mi sento male perché non capisco quasi niente, le faccio una domanda iniziale e poi parta lei con la descrizione del lavoro che ha fatto, e cioè quando ha preso l’incarico quali sono stati gli elementi che lei ha acquisito per svolgere questo lavoro, in che cosa è consistito questo lavoro, cioè che cos’è l’analisi delle tracce di sangue denominata BPA, se poi vorrà spiegare a noi comuni mortali anche il significato di questa sigla, e dopo aver spiegato qual è l’attendibilità scientifica, le modalità non cui appunto lei ha svolto… la metodologia con cui ha svolto il suo lavoro dirà anche, ovviamente, le conclusioni cui è giunto ed in ordine a che cosa, che poi è l’analisi delle tracce di sangue, quindi la posizione verosimile della vittima al momento in cui è stata colpita, è giusto, è così?

RISPOSTA – Sì. Dunque, io sono stato chiamato a svolgere dal mio ufficio un’attività di analisi delle tracce di sangue, è un’attività che si svolge non abitualmente sulla scena del crimine, anche perché è una tecnica che viene utilizzata solo negli ultimi 20 o 30 anni in maniera forte. L’analisi delle tracce di sangue nasce come tecnica ancora alla fine dell’800 quando dalle osservazioni dei medici legali circa la distribuzione e la produzione delle tracce sulla scena ci si accorse che potevano esserci delle indicazioni circa l’origine delle gocce stesse analizzando la morfologia delle tracce, la tecnica si chiama BPA, con questo nome inglese che sta per Bloodstain Pattern Analysis proprio perché è stata sviluppata in maniera forte negli ultimi 20 o 30 anni nel mondo anglosassone ed è stata introdotta da qualche anno anche nel nostro ordinamento tanto che proprio dopo il deposito della mia relazione nel luglio del 2008 è uscita una sentenza della Suprema Corte che ha riconosciuto la scientificità del metodo al di là di ogni ragionevole dubbio in quanto si appoggia a studi ed a leggi di tipo matematico, fisico, quindi universali. Diciamo che ci sono vari livelli di BPA, si può fare una BPA semplice, osservativa, descrittiva della traccia, di quello che si rinviene sulla scena, oppure si può fare un’analisi più approfondita su alcune tracce specifiche, e queste tracce in particolare sono le tracce proiettate, le tracce che sono prodotte per la proiezione di sangue, a partire di un oggetto intriso di sangue oppure da una ferita che emette una quantità di sangue notevole; questa tecnica si basa sul fatto che la goccia di sangue che lascia il punto diciamo di produzione si trasporta nell’aria a secondo delle leggi fisiche e matematiche ben precise, e nel momento in cui va a colpire la superficie d’impatto anche questo fenomeno di produzione della traccia sulla superficie è ben descritto da delle leggi matematiche e geometriche che non sono in discussione, è per esempio noto a tutti che se facciamo cadere una goccia di liquido o anche di acqua verticalmente, la traccia che viene prodotta sul pavimento è circolare, grossomodo, mentre se la stessa goccia incide con un certo angolo d’impatto diverso da 90° sulla superficie la forma della goccia e quindi della traccia che si viene a formare è via via più ellettica a seconda dell’angolo di impatto, e questa osservazione è alla base della BPA diciamo classica, che viene svolta, appunto, in maniera forte negli ultimi 20 – 30 anni e si basa su una formula di quelle che ho presentato nella relazione che accolgo come universalmente nota anche perché è presente in tutti i testi di Bloodstain Pattern Analysis, se eventualmente poi la si può discutere. Nel caso di specie si è pensato, valutato che alcune tracce presenti sulla scena del crimine, in particolare quelle adiacenti alla parete destra della stanza, ovvero sulle ante dell’armadio della camera della vittima fossero tracce di proiezione aventi un’origine comune e sulle quali quindi potesse essere applicato questo metodo per capire qual era la traiettoria delle singole gocce ed arrivare a determinare il punto di origine della traiettoria, cioè il punto nel quale queste gocce che hanno dato la produzione delle tracce hanno avuto origine, quindi in sostanza l’altezza della ferita della vittima al momento del ferimento. L’attività che viene svolta tipicamente in questo caso è inizialmente un’attività di esame delle tracce, cioè di valutazione di quelle tracce che per effetto della loro maggiore uniformità sono più utili per la ricostruzione della traiettoria, perché la BPA non è una scienza esatta, ha un margine di errore che ho notificato sempre nella relazione, alcune tracce sono talmente sporche diciamo, talmente rovinate che non sono utili per la ricostruzione della traiettoria. Quindi in sede di sopralluogo, io l’ho effettuato con i miei collaboratori il 18 di dicembre del 2007, ho evidenziato 25 tracce presenti sulle ante dell’armadio che potevano essere utili per la determinazione dell’angolo d’impatto e quindi poi della ricostruzione del punto di origine. Sarà chiaro da quello che eventualmente dirò dopo, comunque le ante non erano fissate nell’armadio nel momento in cui io ho effettuato il sopralluogo, ma sono state riposizionate con un certo margine di errore in base alle foto del sopralluogo originario, questo può avere creato un errore di 1 – 2, anche 3 centimetri volendo esagerare, però questo errore, come poi si vedrà, si propaga nei conti e comunque non dà nessun effetto alla fine, se non una discrepanza di 1 – 2 centimetri sul risultato finale quando poi vedremo che risultato…

DOMANDA – Cioè l’errore si spalma a tal punto da perdere consistenza, questo vuol dire?

RISPOSTA – Sì, diciamo di sì, in sostanza poi l’errore che viene dall’analisi delle singole tracce è ben più grande dell’errore che anche macroscopico si potrebbe compiere nel posizionamento delle ante, perché poi il risultato finale è, se ricordo bene, un 7 centimetri di errore nel punto di origine della traiettoria e quindi una variazione di qualche centimetro non cambierebbe nulla. Quindi sono state evidenziate queste 25 tracce, fotografate, analizzate una ad una secondo il metodo ed il dettame della BPA più classica. Ci sono due fasi, una fase più semplice che è la fase della determinazione dell’area di convergenza delle tracce, è una fase geometrica che si basa sulla trigonometria che si fa anche al liceo, quindi non ci vuole niente di straordinario, implica quindi la valutazione dell’angolo di impatto per ogni singola goccia e la costruzione del cono di errore per ciascuna di queste tracce. Forse è meglio se faccio vedere a questo punto un’immagine in modo tale che…

DOMANDA – Più che altro se prima… cioè se lo ricorda, se potesse elencare quali sono le 25 tracce che lei ha preso in considerazione.

RISPOSTA – Sì. Questa è la scena fotografata al momento del primo sopralluogo, qui vediamo che sull’anta, non so se si riesce a vedere con la luce, comunque qui sull’anta dell’armadio sono presenti delle tracce in numero consistente, dell’ordine di qualche centinaio, che sono distribuite secondo un disegno, un pattern di tipo parabolico, questo già anche ad un medico legale dà un sacco di informazioni per quanto riguarda l’origine, in realtà questa BPA che io ho svolto in maniera così precisa arrivando a determinare l’errore si poteva fare anche in maniera più grossolana, però in quel caso non si sarebbe avuta nessuna informazione circa il margine di errore di quello che si stava facendo, comunque questa è l’anta l’armadio interessata, questa è quella diciamo a fianco, queste sono le tracce sul pavimento e questa è l’attività che abbiamo fatto di analisi delle singole tracce, come vedete sono state evidenziate queste per le quali sono stati posizionati dei cartelli segnaletici, vanno da 1 a 25, ed il filo a piombo serve per effettuare delle fotografie tali per cui anche l’angolo d’impatto sulla parete si possa visualizzare in maniera precisa, perché l’operatore che effettua la fotografia può avere anche un margine di errore nell’orientamento della fotocamera. Quindi le tracce sono queste qui, ora descriverle una ad una… sono presenti sulle schede che sono allegate alla mia relazione tecnica e ciascuna di quelle tracce è individuata da due coordinate, la distanza dal muro e la distanza da terra, quindi tutte queste tracce sono misurate in un ambiente tridimensionale, tra l’altro sono state misurate con uno strumento eccessivamente anche potente, perché abbiamo utilizzato una stazione totale, che è uno strumento diciamo che si usa più che altro per sopralluoghi molto specialistici, anche di balistica, quindi molto preciso, in realtà come ho detto prima la precisione se anche non l’avessimo avuta non sarebbe importante perché in BPA l’errore che poi si ottiene alla fine coi conti è molto grande, quindi andare a vedere le coordinate di ogni singola goccia con un errore al di sotto del millimetro in realtà è anche qualcosa di esagerato, però, comunque, abbiamo scelto questo metodo perché era il più veloce per poi riportare tutto in un ambiente tridimensionale, perché poi come si vedrà ho fatto un modello 3D della scena.

DOMANDA – Cioè, quindi gli schizzi di sangue erano concentrati nelle zone che lei ha appena indicato?

RISPOSTA – Sì, vedo di… ecco, forse questa fotografia è abbastanza chiara.

DOMANDA – È sempre l’anta?

RISPOSTA – Sì, sempre le ante dell’armadio, per esempio una delle tracce sta qui su questa anta ed alcune delle tracce stanno addirittura sulla base dell’armadio, tra l’altro queste varie tracce ci hanno aiutato a posizionare le ante in maniera tale che l’errore sia veramente basso. Ecco, queste singole tracce sono state fotografate, una ad una, con una macrofotografia in modo tale da poter misurare quali fossero le migliori stime per le dimensioni dell’ellisse di ciascuna traccia, e questo è utile per costruire l’angolo d’impatto. Allora, dicevo, una prima fase dell’analisi consiste nel ricostruire l’angolo d’impatto, quindi nel misurare le tracce, come è illustrato anche nelle schede allegate alla relazione, e di costruire per ciascuna di esse l’angolo con cui la goccia è andata ad impattare sulla superficie. Il risultato è quello qui rappresentato, dove questi rossi sono 25 coni, uno per ciascuna traccia, che rappresentano l’angolo d’impatto con il relativo errore, relativo errore che è misurato in senso statistico come una sigma, noi sappiamo che tutti i dati statistici per il teorema del limite centrale sono distribuiti secondo una gaussiana, questa gaussiana ha un’ampiezza che è definita dalla sigma, la varianza…

DOMANDA – Io non so che cosa sia la gaussiana, sinceramente.

RISPOSTA – Comunque possiamo dire questo: quando abbiamo una serie di dati noi di questi dati possiamo fare la media per vedere qual è il punto centrale di questa serie di dati e poi possiamo calcolare una cosa che si chiama varianza o deviazione standard, a seconda, che ci dice quanto sono distribuiti intorno alla media questi dati, perché un conto è avere i dati tutti vicini al valore 10, per esempio 9, 10, 11, ed un conto è averli sparpagliati da 1 a 100 che fanno comunque media 10 però sono molto più sparpagliati.

DOMANDA – Ho capito.

RISPOSTA – Quanto i dati sono sparpagliati ci viene dato dalla varianza, che quindi è una misura dell’incertezza della misura fisica. In questo caso…

DOMANDA – Ma quando lei dice che questi coni rappresentano diciamo la… come ha detto? La traiettoria…

RISPOSTA – L’angolo d’impatto di ogni singola goccia con il relativo errore.

DOMANDA – Ed anche il margine d’errore dove lo leggo là?

RISPOSTA – Il margine d’errore ci viene dato dall’ampiezza del cono, quanto più il cono è ampio tanto maggiore è l’incertezza, perché significa che la traiettoria seguita dalla goccia di sangue può stare in qualunque dei volumi contenuti all’interno del singolo cono, quindi se il cono è ampio la traiettoria è molto incerta, se il cono è stretto…

DOMANDA – Sì, sì, ho capito perfettamente adesso.

RISPOSTA – Questi coni sono coni retti, nel senso che sono coni dritti, non sono coni piegati, in realtà le traiettorie delle gocce di sangue non sono delle linee rette ma per effetto della forza di gravità sappiamo che compiono una traiettoria di tipo parabolico, insomma approssimabile come una parabola, sono disegnati in modo rettilineo in questo caso per definire e far capire bene qual è l’area di convergenza, perché se noi guardiamo una traiettoria di una goccia o di un qualunque corpo dall’alto noi vediamo che il corpo non fa delle curve, la goccia si muove sempre in modo rettilineo, quindi anche se c’è la forza di gravità questa influisce solo sul piano verticale, sul piano orizzontale la traiettoria è sempre una retta, ecco che quindi guardando questi coni dall’alto ci si rende conto che convergono tutti sul pavimento, la loro proiezione, in quest’area gialla che è disegnata qui sul pavimento, quindi quest’area gialla sul pavimento non è altro che la proiezione a terra dell’intersezione di tutti i coni, cioè la più semplice diciamo, perché poi andando all’infinito comunque si può allargare ancora di più, comunque il punto di convergenza di queste 25 traiettorie il più vicino è in quell’area lì, che si trova a 33 centimetri dall’armadio, a 30 centimetri dalla parete della stanza, con un errore, che viene definito dalla grandezza di questo disco giallo che ho disegnato a terra, che è di più o meno 7 centimetri, quindi l’incertezza è una incertezza irrilevante rispetto alle dimensioni della stanza, è una incertezza notevole in generale per una misura di tipo geometrico, però questo discende dal fatto che le gocce sono sempre molto imprecise, hanno delle colature, non sono delle ellissi perfette e questo fatto poi si ripercuote all’indietro, a definire un’area via via sempre più grande. Quindi quest’area gialla sul pavimento possiamo anche dire, quindi, che è la proiezione a terra del punto in cui la vittima è stata colpita, quindi del punto in cui la vittima ha subito la ferita che ha prodotto la proiezione delle tracce. Questa diciamo è la parte più semplice dal punto di vista analitico, perché semplicemente si tratta di costruire questi coni con la formuletta universale, di disegnarli e di vedere dove vanno a concentrarsi.

PRESIDENTE – Scusi, è possibile vedere quel punto rapportato alla stanza?

RISPOSTA – Non lo so se ho fatto…

PRESIDENTE – Per vedere…

RISPOSTA – Ho fatto varie prospettive, però, diciamo, la ricostruzione della stanza l’ho fatta solo relativamente a quest’angolo, a quest’angolo qui.

PUBBLICO MINISTERO – Dott.ssa Comodi - Perché poi, Presidente, la fase successiva di ricostruzione della scena del crimine a seconda delle indicazioni date dal dottor Camana è stata fatta da Colispoti, Sbardella e Politi che verranno la prossima volta.

PRESIDENTE – Quindi ora ci fermiamo a questo dato quale immagine a disposizione vostra.

RISPOSTA – Sì. Dunque, abbiamo individuato a terra…

DOMANDA – Quindi proiezione a terra… punto di convergenza, proiezione a terra del punto di convergenza non significa che la vittima è stata colpita mentre era sdraiata per terra. RISPOSTA – A terra, no, vuol dire in un cilindro che ha per base quel disco.

DOMANDA – Perfetto.

PRESIDENTE – Quel disco giallo?

RISPOSTA – Esatto.

PRESIDENTE – Quel disco giallo è posizionato rispetto alla parete… (incomprensibile perché fuori microfono).

RISPOSTA – Sì, a 30 centimetri come dicevo dalla parete e 33 dall’armadio, con un errore di 7 centimetri, e questa è sempre una sigma che in statistica ci individua un margine di errore ridotto al 35%, se volessimo una misura più precisa dovremmo raddoppiare o aumentare le dimensioni di quel disco giallo, per esempio facendo di raggio 14 centimetri invece che 10 ed avremmo il 95% di probabilità, però è una probabilità troppo elevata diciamo per questo…

DOMANDA – Scusi per soddisfare la richiesta del Presidente ce l’ha una fotografia della stanza per indicare, anche se a questo punto approssimativamente, dov’è il punto del cerchio giallo?

RISPOSTA – Ecco, approssimativamente possiamo dire che è qui così, diciamo qui in quest’angolo dove c’è questa zona qui, dove c’è questa zona d’ombra diciamo di tracce, qui dove c’è questo angolo, approssimativamente in questo punto qui.

PRESIDENTE – Sulla seconda mattonella…

RISPOSTA – Sì, sì, grossomodo sulla seconda mattonella, sull’angolo superiore della seconda mattonella.

DOMANDA – Quella è la proiezione a terra dell’origine delle gocce di sangue?

RISPOSTA – Esatto, il che significa che la vittima non è stata colpita a terra, adesso andando avanti con l’analisi si può anche cercare di capire a quale quota del pavimento c’è maggiore probabilità che questo…

DOMANDA – Sia avvenuto, insomma.

RISPOSTA – Esatto, che questo sia avvenuto. Per fare questo, i calcoli adesso diventano più difficili, lascio perdere perché comunque stanno nella relazione, dico solo questo che una volta che è stato determinato l’angolo d’impatto, cioè l’angolo con cui la goccia è arrivata a colpire la superficie varie traiettorie sono in linea di principio possibili, perché una goccia molto veloce segue una traiettoria quasi rettilinea, pensiamo ad un proiettile segue quasi la direzione della tangente, mentre una goccia molto lenta, come può essere per esempio una di quelle gocce che schizziamo noi sullo specchio del bagno quando ci siamo fatti la doccia si muove con una parabola molto stretta e quindi l’angolo d’impatto è sempre lo stesso ma la traiettoria diventa molto parabolica immediatamente, per cui in linea di principio se avessimo una goccia sola sarebbe impossibile stabilire il punto di origine degli schizzi, in questo caso, però, siccome abbiamo 25 gocce tutte di presunta origine comune, quindi tutte con una velocità iniziale grossomodo simile, perché hanno avuto origine dallo stesso fenomeno, e lo si può capire sia dalla distribuzione sull’anta, sia dalle dimensioni che hanno queste gocce, che sono più o meno tutte della stessa dimensione, allora è possibile cercare quel punto nello spazio che rende più simili le velocità per tutte le gocce, in questo modo se anche il problema per ogni singola goccia non è risolvibile, per 25 gocce il problema può essere ricondotto ad un problema di minimo, cioè minimizzare la variazione di tutte le velocità in modo tale da capire qual è il punto dove c’è la massima probabilità di produzione, è una cosa che si fa nella maniera più semplice, studiando le equazioni del moto, qui ci vuole un minimo di fisica di livello un attimo… almeno il primo anno di università, ed anche qui va propagato l’errore nei conti secondo sempre i metodi che vengono definiti dalla statistica e le formule che ho presentato qui, che poi sono formule universalmente riscontrabili in qualunque testo di analisi degli errori. Il risultato qual è? Testando le velocità iniziali congiunte di tutte le 25 gocce a varie quote dal pavimento, la quota che risulta più probabile, quindi che minimizza la differenza tra tutte queste velocità è quella di 40 centimetri, quote superiori a 60 centimetri non sono proprio ammissibili perché le inclinazioni dei coni d’impatto sono tali per cui per alcuni di questi coni non si potrebbero risolvere le equazioni, perché i coni sono molto bassi mentre la traiettoria sarebbe più alta, e quindi non si capisce come la traiettoria potrebbe poi avere questo angolo d’impatto partendo da sopra, quindi deve partire sempre la traiettoria sotto il cono, perché deve arrivare tangente nel punto d’impatto, e questo fatto quindi esclude in maniera forte tutti i punti di origine al di sopra dei 60 centimetri da terra, mentre i punti a 0 centimetri da terra, quindi ferita della vittima patita a terra o a 20 centimetri danno una distribuzione della velocità molto ampia, quindi anche qui improbabile. Quindi la probabilità massima è intorno ai 40 centimetri, con un margine d’errore che è grossomodo lo stesso di quello per la convergence area, quindi sempre 7 centimetri grossomodo, o poco più. Quindi possiamo dire che questo secondo tipo di analisi ci ha permesso di capire qual era la più probabile quota rispetto al pavimento, sempre quindi la più probabile intesa come 65% almeno di probabilità, ed è a 40 centimetri dal pavimento. Ho delle immagini che rappresentano quest’area, eccola qua, questa palla gialla che si chiama in termini tecnici BPA origin in volume, cioè il volume di origine delle tracce, è rappresentata qui con i coni molto più piccoli perché così vengono rappresentate le traiettorie vere e non quelle fittizie, come nel caso della convergence area, e la palla si trova a 40 centimetri di altezza dal pavimento, a 33 dall’armadio ed a 30 dal muro della stanza, questo è il punto che nel suo volume, che ha raggio dicevo di 7 centimetri, contiene il 65% di probabilità che la vittima sia stata colpita, se volessimo raddoppiare il diametro di questa palla arriveremo ad un diametro di 28 centimetri, avremo il 95%, cambierebbe poco in realtà perché il punto insomma sarebbe sempre quello.

DOMANDA – Senta la palla gialla possiamo dire che rappresenta il punto in cui si trovava… diciamo la parte del collo attinto dalla ferita?

RISPOSTA – Sì, è proprio questo quello che è risultato.

DOMANDA – Allora quei coni che stanno sopra come fanno ad essere compatibili con quell’altezza e quella posizione?

RISPOSTA – Perché, appunto, le traiettorie delle gocce di sangue nel momento in cui lasciano la ferita sono paraboliche anche verso l’alto, cioè se la ferita è orientata verso l’alto, comunque c’è una certa mobilità del capo, qui entrano fenomeni molto più complessi, comunque ci può essere una distribuzione anche a varie altezze, l’importante è che poi sia possibile sempre risolvere l’equazione del moto, per cui si abbia una traiettoria che era una velocità compatibile con tutte le altre.

DOMANDA – L’equazione del moto.

RISPOSTA – Sì, l’equazione del moto è praticamente la legge che governa come la goccia si muove nello spazio.

PRESIDENTE – Scusi, ma a che altezza è quella sfera gialla?

RISPOSTA – A 40 centimetri dal pavimento.

PRESIDENTE – 40 centimetri, questo rappresenta il…

RISPOSTA – Rappresenta il punto…

PUBBLICO MINISTERO – Dott.ssa Comodi – È il punto della ferita, in cui poi si è poi prodotta la ferita.

PRESIDENTE – Il punto della ferita, 40 centimetri.

RISPOSTA – Ho fatto anche delle ipotesi…

DOMANDA – Quindi per capirci la testa è sopra quella palla, c’è la palla e poi la testa.

RISPOSTA – Ecco, se vogliamo un’ipotesi, questa è solo un’ipotesi ed il manichino lo rappresenta, qui semplicemente si è giusto apposto un manichino dell’altezza della vittima nel punto in cui i calcoli ci dicono che hanno avuto origine le gocce, in questa posizione per esempio la vittima sta rivolta verso l’alto, però è solo un’ipotesi, è solo un’ipotesi, possiamo vederne delle altre, devo un attimo visualizzarle meglio. Ecco, vediamo per esempio una stessa prospettiva della stessa ipotesi, cioè la vittima rivolta verso l’alto con i gomiti che in questo caso appoggiano a terra, perché 40 centimetri non è una quota né troppo alta, né troppo bassa, cioè la vittima non stava sdraiata a terra e nemmeno stava in ginocchio o in piedi, ma in una posizione… ad esempio poteva essere questa, oppure, altra ipotesi, più forse verosimile, ma questa è una considerazione diciamo che non è scientifica come quelle che invece ho fatto precedentemente, è questa qui in cui la vittima fronteggiava l’armadio invece di dargli le spalle, con le ginocchia e il busto a terra, questa, ecco, è un’altra prospettiva della stessa scena, sempre 40 centimetri il punto della ferita, e questa è un’altra ipotesi ancora con la vittima che sempre a 40 centimetri si trovava, sempre a fronteggiare l’armadio, però stava con le ginocchia a terra ed il busto in piedi. Sono tutte ipotesi compatibili, ce ne sarebbero forse delle altre, insomma queste sono quelle che più mi sembravano verosimili, ecco. Però come ho rappresentato nella relazione questi disegni sono solo delle ipotesi che possono essere variate sia nella posizione del corpo della vittima che le mani, etc., quel che conta è il 65% di probabilità di origine concentrato in quella palla gialla, che è l’origin in volume.

PUBBLICO MINISTERO – Dott. Mignini

DOMANDA – Senta, scusi, vorrei che risultasse, è chiaro vedendo l’immagine ma qui si deve capire leggendo dal verbale, cioè la posizione della vittima, cioè del punto in cui la vittima è stata colpita se noi guardiamo l’armadio di fronte, la larghezza dell’armadio è all’interno di questa larghezza dell’armadio, no?

RISPOSTA – Sì, sì.

DOMANDA – Vorrei che fosse chiaro questo punto.

RISPOSTA – Certo, sì. Forse, ecco, da questa immagine si vede…

DOMANDA – Cioè nell’ambito dello specchio dell’armadio?

RISPOSTA – Sì. Si può vedere chiaramente da questa immagine.

DOMANDA – Vorrei che lo dicesse perché…

RISPOSTA – Da questa immagine si vede che proprio la convergence area, quindi di conseguenza anche l’origin in volume sta proprio di fronte all’anta dell’armadio e non potrebbe essere diversamente data anche… questo anche un medico legale lo può…

DOMANDA – È all’interno della larghezza dell’armadio, cioè dello specchio dell’armadio?

RISPOSTA – Certamente, sì, proprio di fronte all’anta addirittura.

PUBBLICO MINISTERO – Dott. Mignini – Non ho altre domande.

PUBBLICO MINISTERO – Dott.ssa Comodi – Presidente, nessun’altra domanda.

PRESIDENTE – La difesa della Parte Civile.

PARTE CIVILE – Avv. Maresca – Nessuna per adesso, Presidente.

DIFESA – Avv. Dalla Vedova

DOMANDA – Queste raffigurazioni ritengo computerizzate sono frutto di un software, ci può spiegare esattamente come ha ricostruito sia questi coni e sia appunto la grandezza dei coni ed anche il manico, c’è un sistema informatico per mettere insieme tutti questi dati e per arrivare a queste rappresentazioni? Solo questo chiarimento.

RISPOSTA – Ci sono varie fasi, la prima fase è quella di ricostruzione dell’ambiente o la parte di scena che ci interessa, in questo caso era ricostruire l’armadio e la posizione delle tracce, e questo lo si è fatto con quello strumento che dicevo prima che è la stazione totale che ci fornisce dei dati in 3D che sono facilmente importabili in un programma di grafica, e quindi il disegno dell’armadio e della posizione delle tracce è stato fatto in questo modo. Per quanto riguarda i coni, i coni sono stati posizionati con il loro vertice nel punto in cui appunto stavano le gocce che sono state individuate in questo modo e la loro larghezza è stata calcolata secondo la formula standard del calcolo dell’errore, che è riportata nella mia relazione tecnica, e con la quale diciamo ho potuto fare molte prove avendo a disposizione anche un software, che si chiama Andragos, che è un software per la analisi delle traiettorie delle gocce di sangue che io stesso ho scritto, basato su questa formula e che calcola in maniera immediata il margine di errore e mi presenta la traiettoria in maniera semplice. Questo per quanto riguarda i coni. Poi per la determinazione della convergence area e del volume si è vista proprio da un lato l’intersezione, come dicevo prima, dei coni a terra, come si può avere anche abbastanza chiaramente da questa immagine, tutti i coni convergono a terra in quest’area gialla, lo si può vedere anche in altre prospettive, non so se le ho rappresentate qui, comunque è presente a pagina 19 della mia relazione tecnica dove si vede proprio l’area di convergence di tutti i coni. Per quanto riguarda il volume di origine invece si è calcolato come dicevo prima e le dimensioni del manichino… si è preso un manichino standard e lo si è riscalato fino ad avere l’altezza compatibile con quella della vittima.

DOMANDA – Ma tutto questo lei l’ha fatto con questo software Andragos?

RISPOSTA – No, il software serve per fare i calcoli, la rappresentazione è stata fatta con il software Maya che è a disposizione del servizio Polizia Scientifica, è un software per la grafica 3D con il quale si possono fare e facciamo abitualmente tutte le ricostruzioni.

DOMANDA – Lei ha detto che il software Andragos è un suo software, cioè lei è l’autore di questo software?

RISPOSTA – Sì, sì, sì.

DOMANDA – Ma è un software in commercio?

RISPOSTA – No, è un software in dotazione agli operatori di Polizia Scientifica, sostanzialmente è una…

DOMANDA – Quindi non è in commercio?

RISPOSTA – È una calcolatrice, applica questa formula che io…

DOMANDA – Ma io lo posso comprare questo software?

RISPOSTA – No. No, no, è semplicemente la costruzione della formula che è presente nel libro in maniera tale che chi non sa fare i conti, perché gli operatori magari di Polizia Scientifica sul territorio non è che debbano sapere per forza la trigonometria, possono utilizzare questo software e…

DIFESA – Avv. Dalla Vedova – Grazie, non ho nessun’altra domanda.

PRESIDENTE – Ci sono altre domande?

PARTE CIVILE – Avv. Maresca – Una, Presidente, grazie.

PRESIDENTE – La Parte Civile che ha indicato il teste.

PARTE CIVILE – Avv. Maresca

DOMANDA – Dottore un chiarimento, rispetto alla sua ricostruzione abbiamo detto che è da escludere comunque che la proiezione delle gocce, se ho capito bene, provenga da altezza superiore ai 60 centimetri.

RISPOSTA – Sì. È da escludere superiore ai 60, la massima probabilità è intorno ai 40, sì.

DOMANDA – Quindi sicuramente sotto i 60.

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Lei poi ha detto che delle tre ipotesi quella che le sembra più prospettabile è la terza con la vittima inginocchiata, è giusto?

RISPOSTA – Sì, considerazioni un po’ euristiche, quasi medico - legali che mi portano a dire questo.

DOMANDA – Appoggiata o meno, seconda – terza ipotesi, sui gomiti.

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Giusto?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – In entrambe queste ipotesi, ma penso anche nella prima, mi corregga se sbaglio, in ogni modo lo spazio diciamo maggiore rispetto al volume della stanza è comunque tutto a sinistra della vittima?

RISPOSTA – Rispetto… sì, tutto a sinistra della vittima, perché a destra c’è il muro.

DOMANDA – Bene, a destra c’è il muro, lei ha detto che è a circa 37 centimetri.

RISPOSTA – 30 più o meno 7, sì.

DOMANDA – E quindi, mi corregga se sbaglio, lei ha visto poi ovviamente le foto, il cadavere, etc., quindi il maggior volume che noi troviamo rispetto alla vittima è dalla parte della ferita principale, è giusto, sul collo?

RISPOSTA – Sì.

PARTE CIVILE – Avv. Maresca – Ho terminato, Presidente, grazie.

PRESIDENTE – Nelle sue ipotesi la vittima è rovesciata o è… (incomprensibile perché fuori microfono).

RISPOSTA – Diciamo questa ipotesi che ho voluto rappresentare per rendere un po’ più chiara… poteva guardare o il soffitto o il pavimento, io dico che secondo me, secondo la mia esperienza perché avendo lavorato al U.A.C.V. ho visto molti casi di Bloodstain Pattern negli ultimi anni, è più probabile una posizione rivolta verso il pavimento, come in questo caso, che invece quella rivolta verso il soffitto, forse perché le tracce che troviamo a terra non presentano una grande ombra… si possono vedere qui, in questa immagine, vedete oltre a quelle che troviamo nell’armadio c’è anche una serie molto abbondante di tracce a terra che sono riconducibili allo stesso evento, quindi alla stessa ferita prodotta quindi nello stesso istante, siccome non c’è una zona d’ombra, se non questa, che presumibilmente era ricoperta da un libro o da un foglio di carta, devo dire che la posizione con la vittima rivolta verso l’alto probabilmente avrebbe prodotto un cono d’ombra, quindi un vuoto di tracce più abbondante, però qui, probabilmente, un medico legale potrebbe essere più chiaro di me, io…

PRESIDENTE – Però… (incomprensibile perché fuori microfono) rivolta verso l’alto o verso il soffitto è stata colpita rispetto a chi la colpisce o a destra o a sinistra.

RISPOSTA – Sì, ha ragione.

PRESIDENTE – E quindi le macchie di sangue sull’anta rilevata possono essere…

RISPOSTA – Ha ragione, sì, mi sono forse spiegato male.

PRESIDENTE – (Incomprensibile perché fuori microfono).

RISPOSTA – Sì, esattamente sarebbero… io do inconsciamente più valore a questa ipotesi con la vittima rivolta verso l’armadio, quindi verso terra, per cui inconsciamente ho detto che il volume maggiore… però se fosse rivolta dall’altra parte, cosa che io ritengo più improbabile ma comunque è compatibile sempre con la distribuzione, allora sarebbe il contrario.

PRESIDENTE – Non ci sono altre domande, si congeda il teste. Si acquisisce la relazione?

PUBBLICO MINISTERO – Dott.ssa Comodi – Sì.