Dr. Vincenza Liviero's Testimony

From The Murder of Meredith Kercher
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CONSULENTE - DR.SSA LIVIERO VINCENZA -
Key to abbreviations
GCM Giancarlo Massei Judge Presidente
MC Manuela Comodi Prosecutor Pubblico Ministero
VL Dr. Vincenza Liviero Witness being questioned Forensic medical consultant with Rome police.
LG Luciano Ghirga Knox defense lawyer Avvocato
CDV Carlo Dalla Vedova Knox defense lawyer Avvocato
DR Daniela Rocchi Defense Counsel for Raffaele Sollecito Avvocato
LM Luca Maori Sollecito defense lawyer Avvocato
FM Francesco Maresca Counsel for Kercher family (civil plaintiffs) Avvocato
GCM:
Lei è consulente, come consulente esporrà le valutazioni che riterrà sulla base delle sue conoscenze di poter esporre. Per quanto riguarda eventuali accertamenti, constatazioni oggettivamente espletate, su queste constatazioni è invitata a rendere la dichiarazione di impegno, dire le sue generalità.

IL TESTE, AMMONITO AI SENSI DELL'ART. 4 97 CODICE DI PROCEDURA PENALE, LEGGE LA FORMULA DI RITO

GENERALITA': Vincenza Liviero, nata a Roma il 25 novembre 1961 - Medico specialista in medicina legale delle assicurazioni. Dottore di ricerca incriminalistiche - Responsabile della sezione di medicina legale della Questura di Roma.

GCM:
Ecco la raccomandazione, mi fanno presente, parlare più vicino al microfono. Questo per la registrazione e poi per l'ascolto delle parti. Prego il Pubblico Ministero.

Contents

Pubblico Ministero

MC:
Dottoressa lei ci descriva i vari incarichi che lei ha ricevuto, quindi gli accertamenti che lei ha svolto, secondo... ecco vada avanti, descriva tutti questi accertamenti?
VL:
Dunque noi siamo stati nominati con formale decreto di nomina in udienza in sede di incidente probatorio, poi ciascuno di noi questa consulenza tecnica è a tripla firma, il professor Bacci, il professor Marchionni e mia, e ciascuno di noi è stato però nominato con atto di nomina individuale, credo per ragioni logistiche, perché uno a Firenze, uno a Perugia e uno a Roma. I quesiti l'ha già detto il professor Marchionni. Quindi noi abbiamo valutato tutto quanto erano insomma a nostra disposizione, quindi le foto, i video, la relazione di consulenza esperita dal dottor Lalli che ha eseguito l'autopsia, e la relazione di perizia che è stata depositata precedentemente, cioè prima della nostra. Non solo, abbiamo partecipato alle operazioni peritali svolte dai periti Cingolani, Aprile e Romani Ronchi, che si sono svolte presso all'Istituto di Medicina Legale della Sapienza di Roma, alla presenza dei consulenti... quali consulenti della parte. Insomma del Pubblico Ministero, e alla presenza di tutti gli altri consulenti nominati. Credo che poi la perizia è stata depositata intorno a metà giugno alla scadenza del termine, dal professor Bacci che previa autorizzazione, insomma Bacci era a Perugia, quindi lui ha formalmente deposito il materiale cartaceo, ma che era comunque congiunto insomma nelle conclusioni, ad opera di tutte e tre i consulenti.
MC:
Ecco ci descriva, prendendo come punto di riferimento in particolare l'ultima, la consulenza che avete redatto ex articolo 359.
VL:
Si.
MC:
E poi quindi descriva tutto quello che voi avete accertato, soffermandosi sulle varie... sulle considerazioni medico-legali.
VL:
Si.
MC:
E poi se necessario farò delle domande anche sulla attività che avete svolto in sede di incidente probatorio.
VL:
Sì. Io chiedo l'autorizzazione di poter visionare la mia relazione.
GCM:
Sì, sì, è autorizzata a consultare la sua relazione, gli atti.
VL:
E dunque nella relazione sono stati riportati alcuni tratti della relazione di consulenza che era un andato di Lalli, un dato imprescindibile, perché noi la consulenza è stata su base documentale, fotografica e video-fotografica. Sì sono esaminati...
GCM:
Scusi magari mettiamo le foto che servono per l'esposizione.
VOCI:
Questa?
VL:
Si. Mm... più in là, quelle con il collo poi pulito, cioè in sede già ripulita dell'imbrattamento ematico avevo chiesto. Dunque si sono esaminate quindi. da qui io non vedo, non la una visione così particolare, cioè la visione di insieme della Regione anteriore laterale del collo, va beh! Si è quindi presa viene del verbale di autopsia giudiziaria, delle dichiarazioni rese dalla Capezzali Nara e dalla Simoneschi Alessandra, e poi si sono svolte le nostre considerazioni in base anche e soprattutto a quanto è emerso dalla perizia redatta dai tre professori già citati e da quanto discusso in sede di operazioni peritali. Sì, sì, perfetto erano queste qui. Allora circa la causa di morte della ragazza ci siamo. a nostro avviso è stata determinata da un doppio meccanismo, un meccanismo asfittico ed un meccanismo di shock emorragico. Il meccanismo asfittico è bene evidente nella lesività esterna anche solamente guardando questa fotografia, se ne guardiamo sotto il mento, regione sottomentoniera sia a destra che a sinistra, ci sono tante ecchimosi rotondeggianti che sfigurano proprio delle impronte digitate, come da afferramento di mano da polpastrello. E sono evidentissime in questa foto che per fortuna ha un ottima qualità. Sotto a queste ecchimosi digitate e francamente suggestive per una azione di afferramento, più di una volta, perché sono sia a destra che a sinistra, quindi sono bilaterali, c'è... e se l'avvocato ha la bontà di farmi vedere l'interno del... No adesso mi serve la cavità orale e la mucosa labiale. Comunque nella mucosa labiale era altresì evidente la presenza di soffusioni emorragiche da impronta, cioè da ecchimosi da impronta che denunciavano assolutamente una compressione, quindi un tentativo di soffocamento e con la forza di una mano a pigiare la mucosa interna contro i denti. Tant'è che ha prodotto delle ecchimosi figurate all'interno della mucosa labiale. Quindi queste, ecco, c'è questa infiltrazione sia sul versante sinistro, destro c'era pure, a carico dell'arcata dentaria inferiore della mucosa che andava a battere contro l'arcata dentaria inferiore. Quindi queste sono patognomoniche per un tentativo di soffocamento mediante la pressione di una mano, di un cuscino, insomma di un...
GCM:
Scusi che la interrompo, ma mi dicono più vicino al microfono. Se è possibile più adagio, magari così facciamo... riusciamo meglio a seguirla, e più ad alta voce.
VL:
Dunque queste sono indicative per un'azione di pressione sull'ambo a chiudere l'orifizio orale, e quindi tentare di soffocare la vittima. Insomma di impedire lo scambio respiratorio, e analogamente le ecchimosi digitate che abbia le impronte digitate quelle che abbiamo visto prima in Regione mentoniera, stanno ad indicare un tentativo di strozzamento. Questo meccanismo di asfissia meccanica violenta esterna trova conforto non soltanto dalla lesività esterna che abbiamo visto e che l'avvocato stava ricercando, ma a conferma ulteriore anche da quanto è emerso dall'esame autoptico. L'esame autoptico infatti a carico dei polmoni il dottor Lalli descriveva la presenza di petecchie interscissurali bilateralmente. Le petecchie sono un indice patognomonico di una asfissia meccanica violenta. Quindi abbiamo una lesività francamente indicativa per questo tipo di lesività all'esame esterno, confermata da quanto emerso a carico degli organi dei visceri e quindi degli organi interni. Naturalmente a questo meccanismo, questo tentativo di soffocamento e di strozzamento, se aggiunto lo shock emorragico determinato da quella lesione ampia che noi vediamo, da quella... che è stata prodotta da un'arma bianca, nel dettaglio una arma da punta e taglio monotagliente. Quella è la più grande, se ne vedono, è quella più grande, quella che aveva un tramite che penetrava nei tessuti sottostanti recidendo un vaso, e quindi provocando un'emorragia. A quella però se, come si può vedere, ce né una subito in regione sottomentoniera lievemente sulla sinistra rispetto alla linea mediana e un'altra la vediamo lì sulla destra. E quelle sono strie escoriate, sono delle lesioni determinate con estrema verosimiglianza sempre dall'arma da punta e taglio, però come meccanismo di produzione qui il coltello non è penetrato, ma è stato usato solo con la punta, cioè come... sembrerebbero... cioè non sembrerebbero, non standoci tramite si può sostenere che il coltello... chi impugnava il coltello non ha prodotto la forza che serviva a penetrare, ma come a voler pungere soltanto o a minacciare insomma la ragazza. Questo lo possiamo dire perché in queste due visibili al momento non c'è penetrazione, non certamente nei tessuti sottostanti. Quindi questi due meccanismi in combinazione tra di loro, hanno determinato la morte della Kercher.
MC:
Ecco quindi c'è un altro elemento cui vorrei una risposta. Lei ha parlato... che avete accertato, che cosa è stato accertato dal punto di vista dell'osso ioide?
VL:
Sì mi era sfuggito. Dunque l'osso Ioide è apparso fratturato in un. non ricordo se il collo a sinistro. un attimo di pazienza, all'apertura il dottor Lalli aveva trovato una diffusa infiltrazione emorragica e degli strati muscolari superficiali e profondi. Ecco, "si rileva frattura dell'osso ioide in prossimità della mediana sinistra". Ora la frattura dell'osso ioide è anch'esso un indice patognomonico di una morte asfittica meccanica violenta esterna. In considerazione di questo anche durante le operazioni peritali svolti dai periti si è molto dibattuto. Noi abbiamo ricevuto anche gli esami radiografici di questo osso ioide d effettuate dai periti, perché l'osso ioide era stato prelevato, e viene descritto il margine della frattura come a margini netti. Quindi può essere compatibile la produzione della frattura in termini di produzione, sia con una mano, più mani che stringevano al collo, quindi determinano l'asfissia, sia con la recisione dello stesso cornetto da parte del coltello che è penetrato nei tessuti sottostanti.
MC:
Ecco sono solo queste le possibili cause di frattura dell'osso ioide che. cioè si trova in una posizione riparata, si trova in una posizione. cioè è possibile una frattura così per un fatto accidentale, puramente accidentale?
VL:
No, no, di solito si trova nell'asfissia meccanica violenta, si trova nelle morti asfittiche, non sempre peraltro, non è sempre presente neanche nelle morti asfittiche.
MC:
Ecco vada avanti seguendo proprio anche lo schema della violenza.
VL:
Ora oltre queste lesioni se n'erano evidenziate delle altre mi pare a carico della faccia laterale e degli arti superiori bilateralmente e delle cosce al terzo superiore anche delle cosce bilateralmente. Tutti segni che seppure indirettamente denotavano una azione... un'aggressione con meccanismi di natura contusiva, con mezzi di offesa anche naturali, quali mani e piedi. Cioè insomma c'è stata... la ragazza queste ecchimosi possono far pensare ad un tentativo chiaramente di reazione della ragazza e di afferramento per bloccarla e per tenerla ferma, insomma per costringerla.
MC:
Ecco vada avanti con... prima di andare avanti tenga conto di un'altra domanda. La direzione per quanto riguarda questa lesione, la più grande, la più importante quella che si vede qui.
VL:
La direzione l'ha descritta, le dimensioni le devo leggere perché proprio...
MC:
L'inclinazione e la direzione?
VL:
Allora... (legge fuori microfono)
DIF?:
Dottoressa che pagina sta leggendo?
VL:
Scusate, la pagina 5 della nostra relazione, che però riporta la relazione del dottor Lalli.
DIF?:
Più lentamente perché non riusciamo a seguirla, va molto veloce.
VL:
A pagina 5 della nostra relazione, però pagina nella quale è riportato il verbale di autopsia giudiziaria del dottor Lalli. La lesione che ho letto è questa: "I margini presentano minimo infarcimento emorragico prevalente ad una distanza di centimetri 3 dall'estremo laterale, ove si rileva piccola codette. Minimo orletto escoriato ed ecchimotico dell'ampiezza massima di centimetri 2 è presente a livello dell'estremo anteriore del margine superiore. A tale ferita fa seguito un tramite che sia profonda nei tessuti molli con apparente direzione obliqua dall'avanti all'indietro, da sinistra verso destra, e lievemente dal basso verso l'alto". Quindi il coltello è entrato in questa direzione da sinistra verso destra, dall'avanti all'indietro, e con lieve inclinazione dal basso, quindi dal collo, verso l'alto. Però lievemente c'è scritto qui. E poi descrivono quelle successive, quelle sovrastanti. Quindi il tramite ha avuto questa direzione.
MC:
Ecco quindi per quanto riguarda quindi la dinamica del... cioè il quadro contusivo è un quadro, diciamo da lesione da arma da punta e taglio. Ecco questi due fenomeni che ordine seguono secondo l'accertamento che voi avete, viene prima uno e poi l'altro o viceversa?
VL:
Allora nella nostra ricostruzione e in base all'esperienza di ciascuno di noi, si rileva compatibile come dinamica di produzione di queste lesioni, naturalmente prima quella di origine ecchimotica, quindi contusiva, afferramento e divincolamento, tentativo di soffocamento a chiudere gli orifizi respiratori, tentativo di strozzamento, come ci dimostrano le ecchimosi digitate, e come fattore terminale la produzione delle lesioni, ma soprattutto della lesione più grande che ha prodotto la recisione del vaso, ma come ultimo tentativo. Insomma nell'epoca di produzione di lesioni è anche intuitivo credere che quelle di natura ecchimotico escoriata contusive siano state prodotte prima e in finale la lesione che poi ha provocato lo shock emorragico e che il meccanismo con bicanato ha determinato la morte. Anche perché se fosse stata presente la lesione da taglio prima, il sangue avrebbe imbrattato... le fotografie rilevavano una cospicua quantità di sangue in sede di sopralluogo, insomma all'interno della casa, avrebbe imbrattato il collo come si vedeva pure dalle fotografie, le prime fotografie mostrate, insomma il collo era... e avrebbe reso... non è un termine proprio, viscida la regione, insomma noi crediamo molto più concreta l'ipotesi che si sia espressa prima la lesività con le mani. Quindi questa da tentativo di asfissia e poi quella con il coltello.
MC:
Ecco, poi torneremo sul punto. Ma per quanto riguarda il mezzo che ha prodotto la lesione da punta e da taglio.
VL:
Il mezzo è stato esaminato il coltello in giudiziale sequestro che mi pare che noi abbiamo anche riportato nella descrizione.
MC:
Se lo può mostrare.
VL:
La devo cercare, dovete vedere un attimo di pazienza.
MC:
E' il reperto 3 6 solito.
VL:
Sì sembra il coltello che abbiamo esaminato, credo che questo l'abbiano poi scattate. forse non da noi perché in sede... grazie, sì è questo il coltello, in sede di operazioni peritali i periti hanno chiesto di visionare il coltello è lo stesso è stato portato da personale della Polizia Scientifica, contestualmente in quella sede, ed è stato esaminato alla presenza di tutti noi. E noi in base alle caratteristiche di questa lesione a margini netti, così come descritta molto dettagliatamente dal dottor Lalli, abbiamo ritenuto nettamente compatibile il coltello in giudiziale sequestro con la lesione obiettivata a carico della vittima.
MC:
Ecco si ricorda che obiezioni sono state sollevate dai consulenti delle difese circa la compatibilità o meno di questo coltello?
VL:
Dunque non nel dettaglio Pubblico Ministero, ricordo però che quel coltello ha una lama mono tagliente che non era perfettamente liscia, in alcune parti presentava, era un po' rovinata, delle scalfitture. Loro dicevano che questi margini non erano così netti, quindi proprio per questo quella lama non poteva rappresentare quella che aveva prodotto il taglio. Per noi invece aveva la compatibilità, per noi e anche per i periti del giudice come poi per altro hanno scritto, ma anche chiarito in sede di deposito di perizia.
MC:
Si ricorda se hanno espresso un giudizio, che giudizio hanno espresso i periti in sede di incidente probatorio?
VL:
Dunque loro hanno espresso per iscritto, mi pare di ricordare, un giudizio di non incompatibilità con la produzione di questa lesione con il coltello in giudiziale sequestro, non hanno parlato, cioè hanno detto "non incompatibilità" che è la stessa cosa in italiano che per dire "compatibilità".
MC:
Voi che giudizio avete espresso, che giudizio esprime qui?
VL:
Di netta compatibilità, chiara, netta, non ricordo. Chiara va bene.
MC:
Ecco per quanto riguarda, non so se ricorda se vi è stata un'obiezione legata alla lunghezza della lama e alla lunghezza della lesione?
VL:
No, no non me lo ricordo.
MC:
Cioè se vi deve essere una assoluta corrispondenza tra la lunghezza della lama e il tramite, ecco.
VL:
Io non ricordo questa obiezione, ma assolutamente non c'è mai, quasi mai corrispondenza, soprattutto in questo distretto corporeo, che va a battere contro le strutture ossee che sono immediatamente sovrastanti, visto che era lievemente dal basso verso l'alto, non c'è sempre la... la lunghezza del tramite non corrisponde alla lunghezza della lama, se era questa l'obiezione sollevata dai consulenti delle parti.
MC:
Non so se ricorda che era stata fatta una specie di esperimento con una spugna, un coltello su una spugna?
VL:
Ricordo si, ma non ero proprio... in quel momento non ero presente in aula, però ricordo che era stato fatto l'esperimento sulla spugna.
MC:
Senta quindi io volevo tornare sulle lesioni... sulle lesioni nella zona sotto mandibolare.
VL:
Mi permette solo di... dunque in relazione alla lunghezza, no perché in relazione alla lunghezza del tramite rispetto alla non compatibilità del coltello, quando un coltello, un'arma da punta e taglio entra totalmente, cioè quando la lama entra e si approfonda totalmente, quindi noi troviamo un tramite che può essere egualmente non della stessa lunghezza, perché i tessuti si ritraggono, di solito intorno ai margini, ai margini, insomma alla ferita, i margini della ferita, si trova anche un lieve alone ecchimotico. L'impronta ecchimotica è determinata dall'urto, cioè quando entra tutta la lama la parte dove la lama e inserita al manico, va a battere provocando una contusione dei tessuti e quindi quando entra tutto solitamente è possibile trovare anche un'area ecchimotica intorno, che in questo caso non c'era. Quindi è una conferma indiretta del fatto che poteva non essere entrato tutto.
MC:
Senta continui ad andare avanti...
VL:
Dunque...
MC:
...perché poi c'è l'orario della morte, per esempio.
VL:
Noi per quanto riguarda la causa di morte insomma ritengo di avere riassunto...
MC:
Le avevo fatto però prima la domanda sulle lesioni nella zona sotto mandibolare, da che cosa possono essere state provocate queste lesioni?
VL:
Queste rotonde... le ecchimosi rotondeggianti?
MC:
Si.
VL:
Da una o più mani che stringono al collo della ragazza... che tentato di strozzare la ragazza.
MC:
Senta e queste... secondo lei queste mani sono di un soggetto che si trova davanti o alle spalle della ragazza?
VL:
Guardi possono essere anche più di un soggetto, perché sono presenti sia a destra che a sinistra, la posizione tenuto conto che la lesività è ampiamente rappresentata, induce a ritenere che fossero presenti più persone e quindi magari le ecchimosi possono far riferimento anche a due mani, non so dirle... non so ricostruire con precisione la posizione dell'aggressore rispetto alla vittima.
MC:
Ci sono anche lesioni ai gomiti, si ricorda?
VL:
Scusi? Non ho.
MC:
Nell'area dei gomiti?
VL:
Si ci sono lesioni agli arti superiori da afferramento, c'era una piccola lesione a carico pure della regione palmare, non ricordo se di destra o di sinistra, come da tentativo di difesa della ragazza. C'era. non ricordo che mano fosse.
GCM:
Lei ha detto più persone e ha parlato di due mani.
VL:
Perché sono sia a destra che a sinistra.
GCM:
Sì però una persona ha due mani?
VL:
Si ma è difficile.
GCM:
Perché più persone due mani, cioè no, se può specificare meglio questo passaggio.
VL:
Perché due mani dovrebbe agire contemporaneamente, la ragazza era ancora in vita, certo un tentativo di fuga da una o due mani che ti soffocano, solitamente si tenta. Quindi per questo sembrerebbe, oppure la stessa mano che poi si è spostata, insomma la dinamica è difficile da ricostruire, anche perché né l'uno né l'altro. cioè né vittima né aggressori sono stati fermi nella stessa posizione durante l'intera durata dell'atto lesivo.
MC:
Poi c'è la mano che impugna il coltello?
VL:
E poi c'è un coltello pure dall'altra, insomma.
GCM:
Quindi sulla base di questo...
VL:
Si sulla base della diversa lesività. Perché Presidente noi non abbiamo trovato un tipo di lesività, ne abbiamo trovate diverse... di diversa produttività, cioè come mezzi produttori sono stati diversi e quindi questo ci fa pensare che insomma la durata sia strada... vede anche queste piccole lesioni sono tentativi di difesa della mano della vittima che cerca di difendersi e quindi una piccola ferita da taglio.
MC:
I palmi della mano... sul palmo della mano mi pare, ci tre aree...
VL:
C'erano proprio sul palmo si di una delle due mani.
MC:
Si ricorda comunque di averle viste?
VL:
Sì di averle lette non di averle viste no, non mi ricordo, cioè di averle viste in foto.
MC:
Di averle viste in foto?
VL:
Sì.
GCM:
Sì le foto magari sono queste, possiamo anche mostrare...
VL:
Allora al palmo della mano destra.
GCM:
Se non la troviamo.
VL:
In corrispondenza del terzo raggio superficiale ferita lineare trasversale della lunghezza di centimetri 06 .
GCM:
La relazione del dottor Lalli, ieri... è questa?
VL:
Sì, ma sono più di una, sono una palmo della mano di destra e le altre sono al polpastrello del primo dito, alla faccia olnare della prima falange del secondo dito della mano sinistra. Il primo dito era a destra, e poi c'è una area ecchimotica lineare longitudinale delle dimensioni di centimetri 2 per 03. Poi in corrispondenza del quarto raggio altra superficiale ferita delle dimensioni... quindi ce n'erano tre a destra e una a sinistra, piccole, ma rappresentative di un tentativo di difesa e quindi di una lesività auto... insomma prodottasi da difesa, sono classicamente diamante lesioni da difesa.
MC:
Di una minaccia che veniva dal di fronte alla...
VL:
Sì, sì.
MC:
Alla vittima ovviamente. Senta vada avanti sull'orario della morte.
VL:
Ecco circa...
MC:
Ecco che cosa avete accertato?
VL:
Circa l'epoca della morte che è il quesito più difficile al quale sono tenuti a rispondere i medici legali, più difficile è diventato in questo caso perché chi ha eseguito il sopralluogo per motivi di... cioè per lasciare spazio insomma ad altri tecnici, ha visto il cadavere, ha esaminato il cadavere a distanza di molto tempo. Il dottor Lalli mi pare che scrive che arriva alle 14.40 e tocca il cadavere... rilevava la temperatura corporea alle 0.40 o 0.30 un momento che tutti i dati non me li ricordo, però lo scrive proprio lui. Ecco alle ore 14.40 si portava... è lui che parla... parla il dottor Lalli e poi dice: I dati dell'ispezione esterna in corso di sopralluogo avvenuto alle 0.30 del 3/11, sollevato il coltrone, si tratta di cadavere.... Dunque intanto il cadavere era rivestito due magliette e basta e ricoperto da questo coltone, un piumone insomma, totalmente ricoperto. Questo già è un fattore estrinseco da valutare nella valutazione poi dell'epoca della morte. Alle ore 0.50 erano rilevati da Lalli rigor valido in tutti i distretti muscolari, ipostasi impallidenti alla pressione digitale, una temperatura rettale di 22 gradi con una temperatura ambientale di tredici gradi centigradi. Ripete le misurazioni a distanza di circa undici ore, undici ore e dieci, perché le ripeto, alle ore 12 del 3/11, ma le ripete presso l'obitorio. Quindi il cadavere da quell'ambiente è stato trasportato in obitorio, e qui rileva rigor valido ad eccezione dell'atto superiore e inferiore destro ove era stato risolto per consentire il trasporto. Chiaramente hanno dovuto in qualche modo prendere il cadavere. Temperatura rettale di 19 gradi, temperatura ambientale di 18 gradi e poi basta, delle ipostasi non parla. si, "ipostasi declivi della posizione supina alla faccia laterale delle cosce e della gamba destra, parzialmente impallidenti alla digitopressione". Mentre poi nell'esame esterno si legge: rigidità cadaverica ipovalida obiquitariamente, temperatura rettale omogenea a quella ambientale, ipostasi rappresentante da macchie di colore rosso vinoso e di limitata estensione localizzata e declivi nella posizione supina e alla faccia laterale della coscia della gamba fisse alla di digitopressione. Ora in base a questo. poi viene descritto anche il contenuto gastrico, eppure questo è stato oggetto per lui di una. cioè per determinare l'epoca della morte. Il contenuto gastrico non l'abbiamo riportato noi. Quindi sta solo sulla. noi non l'abbiamo riportato nella nostra relazione di consulenza.
MC:
Si ricorda se erano stati, se il dottor Lalli parla del rinvenimento di frammenti di fungo?
VL:
Mi pare di si parla di un frammento. parla di materiale in cui si riconosce del vegetale e tra parentesi mi pare che scriva "frammento di fungo". Sembra apparentemente un frammento di fungo, ora qui vado a memoria, però mi pare che lui scriva proprio così.
MC:
Si ricorda se i periti, tanto qui comunque c'è la perizia, hanno escluso il fungo, la presenza del fungo dal pasto che noi conosciamo di Meredith la sera del primo novembre?
VL:
Mi pare che l'abbia escluso dalla presenza del... lei parla dei periti del...
MC:
Sì, sì.
VL:
Mi pare che l'abbiano escluso.
MC:
Ecco contini sull'orario della morte.
VL:
E allora in base a tutti questi rilievi fatti, ripeto, non in prossimità del rinvenimento del cadavere e in base a quanto stato anche calcolato dai periti del Giudice, tenuto conto che la ragazza era ricoperta da questo piumone che poteva ritardare la dispersione termica, ma allo stesso modo una emorragia come quella che è stata prodotta in seguito alla lesione da arma da punta e taglio, la poteva invece accelerava, tenuto conto di tutto questo, noi pensiamo che la morte sia avvenuta nell'atto, nelle ultime ore del giorno, naturalmente del giorno 1.
MC:
Del primo novembre?
VL:
Certo dell'1.11.2007.
MC:
Quindi le ultime ore, quindi 23, 24.
VL:
Sì noi lo restringiamo insomma entro... prima delle 24, entro... diamo come termine ultimo le 24.
MC:
Il dottor Lalli usa... individua un ranger più ampio si ricorda?
VL:
Sì mi pare che lui parla di 20 - 30 ore, ma non mi ricordo a partire da dove. Dunque parla di 20 - 30 ore forse dal rilievo effettuato in sede d'esame esterno.
MC:
Si ricorda comunque se il dottor Lalli fece anche un accertamento immediatamente... appena arrivato sul piede, sulla rigidità del piede?
VL:
Sì mi pare sia del piede e della caviglia, dicendo... o solo del piede, intorno alle 14, appena arrivato sì gli unici distretti corporei che lui toccò fu "dita del piede sinistro e della caviglia" e dichiarò che c'era una rigidità cadaverica presente e valida, le dita del piede sinistro e della caviglia. Cioè lui accettava solo quello al momento dell'arrivo, poi dopo l'esame esterno e il rilievo dei dati tanacronodiagnostici li fece più tardi, e quindi noi ecco l'avremmo... anche per lo svuotamento gastrico, lo svuotamento gastrico è ampiamente discusso stato, sia nella perizia di Lalli, sia nella consulenza di Lalli, sia nella perizia dei periti poi, dei tre periti. Ma è influenzato non solo dal tipo di pasto effettuato, cioè un pasto a base di vegetale e carne ad esempio lasciano lo stomaco molto più velocemente di un pasto a base di farinacei. Ma non solo, anche la paura, lo stress, rappresenta un fattore di rallentamento della progressione del contenuto gastrico. Certamente la vittima è stata sottoposta ad un intensissimo stress psichico prima della morte.
MC:
Ecco vi è stata, si può dire che vi è stata una progressione di violenze. Quindi prima l'azione contusiva, poi quella da punta e taglio.
VL:
Si può dire che sicuramente l'azione è iniziata come da noi ha tentato di ricostruire con la lesività di natura contusiva ecchimotica e poi quella a tentare di soffocare e poi di strozzare la donna e poi alla fine c'è stata una lesività da coltello. Quindi è stato un crescendo di azioni violente sempre più potenzialmente pericolose.
MC:
Senta per quanto riguarda la violenza sessuale lei ha... voi avete firmato... avete redatto la consulenza quindi ha sentito anche quello che ha dichiarato il professor Marchionni. Ecco ci può dire qualcosa ulteriormente rispetto a questa ipotesi della violenza sessuale, per esempio sul discorso delle ecchimosi, delle...
VL:
Dunque le due aree ecchimotiche che si vedeva in regione bulbare a destra e a sinistra come ampiamente poi sicuramente meglio di me descritto dal professor Marchionni, erano le ore 7 e alle ore 9. Dunque questo può essere stato prodotto da un'azione di tipo offensivo, di tipo violento, ma forse l'unica cosa che non si può dire con certezza se sia stato un pene o un dito a produrre quella lesività che prima era evidente, insomma, che è stata evidenziata. Era comunque una lesività di produzione recente, sicuramente recente, assolutamente compatibile con un rapporto carnale violento, tenuto conto che la vittima era comunque in uno stato di sopraffazione, aveva anche un'arma puntata contro di sé, quindi insomma a me sembra che le caratteristiche della violenza ci siano pur mancando è vero alcuni segni extra genitali patognomonici, siccome la presenza. ad esempio a volte è possibile evidenziare all'interno delle cosce. alla faccia interna di coscia al terzo superiore, delle ecchimosi prodotte dallo sfregamento violento. Ma ce ne stanno però di contro altre da afferramento, sia a carico degli arti inferiori che a carico degli arti superiori. Quindi insomma si ritiene compatibile.
MC:
Quindi lei ha fatto, ha detto che a suo avviso l'azione è stata posta in essere da una pluralità di persone. Ecco chiarisca bene questo concetto.
VL:
Sembra troppo diversa la lesività e troppo rappresentata in più parti del corpo, è chiaro che quella che ha prodotto la morte indicativa esclusivamente a carico degli organi del collo, però è rappresentata in ragione orale è rappresentata come natura ecchimotica agli arti superiori, agli arti inferiori, quindi sembrerebbe prodotta insomma da più persone, non solo da una.
MC:
Senta nelle condizioni in cui si è trovata Meredith avrebbe verosimilmente gridato, avrebbe avuto la possibilità di gridare e se sì in quale momento?
VL:
La possibilità di gridare finchè è stata in vita...
MC:
Lei ha preso cognizione delle dichiarazioni di Capezzali Nara?
VL:
Si.
MC:
Ecco l'urlo del tipo di quello descritto dalla Capezzali, un urlo come quello Meredith l'avrebbe potuto porre in essere, e se sì in quale momento particolare, cioè poco prima... in connessione con l'azione del tagliente o precedentemente?
VL:
Io immagino subito prima dell'azione del tagliente perché una volta che il coltello, consideri insomma già c'era stata la lesività, quindi i tentativi di soffocamento e di strozzamento, secondo me immediatamente prima dell'azione del tagliente.
MC:
Ecco secondo lei in questa... tenuto presente tutti questi elementi che voi avete tenuto in considerazione, quando è sopraggiunta la morte, cioè quanto c'è stata una morte improvvisa oppure c'è stata un'agonia, una...
VL:
No la morte non è stato senz'altro improvvisa, assolutamente e la morte è stata della durata... insomma di una durata, la produzione della morte è stata di considerevole durata in relazione a tutta quella lezione, cioè tutta la dinamica dell'evento è durato un po', e la stessa morte... cioè la ragazza non è morta per una asfissia meccanica Franca, perché è stato un meccanismo combinato, in più la lesione dell'arteria aveva provocato... c'era a livello polmonare, come se la ragazza avesse inalato il suo sangue, quindi c'è stato un quadro di sommersione tra virgolette, la morte non è stata immediata, assolutamente.
MC:
Al momento dell'azione del tagliente mi riferisco, da quel momento quando è sopraggiunta la morte?
VL:
E' durato qualche minuto, perché insomma i polmoni erano pieni di sangue.
MC:
Per ora non ho altre domande.
GCM:
La consulente è solo indicato dal Pubblico Ministero e anche dalla parte civile Kercher.
FM:
Non ho domande per adesso.

Difesa - AVV. Ghirga

LG:
Lei ha precisato che è una consulenza, se posso dire a tripla firma, i quesiti sono... gli incarichi sono stati separati ma il quesito era unico, è così ho capito bene?
VL:
Si.
LG:
Ognuno si è occupato delle sue situazioni. Tanto che ognuno si è preoccupato dei suoi settori, oppure è stata composta, depositata col... se ce lo vuole chiarire.
VL:
No allora da questo punto di vista ognuno si è occupato dei suoi settori non è preciso, perché quando si fa, si deposita una consulenza e si firma tutti insieme se si è d'accordo, altrimenti avremmo potuto depositare delle consulenze separate. È chiaro che il professor Marchionni essendo ginecologo si è occupato nello specifico della parte relativa alla violenza sessuale, ma comunque ha partecipato... è stato insieme a noi durante sia la stesura delle prime considerazioni che poi dell'elaborato finale. Ci sono stati incontri se non fisici, ci sono stati incontri telefonici e per email.
LG:
Sì ma io volevo saperlo da lei, così siamo più.... Le volevo chiedere dell'episodio del coltello, lei ha detto, ha ricordato una data, una riunione tra periti a Roma o consulenti per l'incidente probatorio, io le dico 26 febbraio, perché dagli atti. L'episodio di questo coltello che viene dalla Scientifica, alla pagina 7 del verbale 19 aprile 2008 di chiusura dell'incidente probatorio, sembra che parlano i tre periti del G.I.P. Cingolani, Romani Ronchi e Anna Aprile, scrivono, sembra in fondo la pagina dottoressa che..
VL:
Non ce l'ho io.
LG:
Che, e qui lo dico pubblicamente, grazie alla collaborazione di uno dei consulenti del Pubblico Ministero, cioè la dottoressa Liviero, che è lei, ci venne recapitato il coltello in sequestro su cui erano stati già eseguiti indagini tipo genetico. È lei che l'ha portato o come ha detto lei gliel'ha portato qualcuno?
VL:
No io non ho portato, dunque nacque il problema, i periti non avevano pensato a chiedere preventivamente, erano autorizzati a vedere i corpi di reato, ma non avevano pensato, venendo. tranne Umani Ronchi venendo gli altri da fuori, a farsi. ad acquisire il coltello per poterlo visionare insieme alle parti. Allora siccome io sono un funzionario medico di Polizia, è stato per me è molto più facile telefonare al direttore del servizio di Polizia Scientifica nella persona del dottor Lentini e chiedere la cortesia. per altro cortesia effettuata ma insomma con delle riserve circa l'urgenza, perché noi gliel'abbiamo chiesto lì per lì, e lui ce l'ha fatto portare, il coltello è stato maneggiato esclusivamente da personale della Scientifica che addirittura indossava, oltre i guanti anche la mascherina, ed è stato da noi comunque visionato e fotografato.
LG:
Conoscevate quindi in quell'occasione i risultati dell'accertamento genetico su quel coltello DNA di.
VL:
Io per quel che mi riguarda io li sconoscevo. Non so gli altri.
LG:
Lei non lo ricorda?
VL:
No. Io li sconoscevo, non so se gli altri li...
LG:
Lei li conosceva?
VL:
Non li conoscevo i risultati.
LG:
Le faccio una domanda. Dal contesto di questo, di questo verbale di chiusura, questo dato di un accertamento genetico su questo coltello, che è poi quello del quale parliamo, era patrimonio di tutti quelli che parteciparono alla riunione del 26 febbraio, era un patrimonio che c'era stato l'accertamento genetico o sapevate anche i risultati dell'accertamento genetico?
VL:
Guardi Avvocato io non li sapevo, forse erano in corso gli accertamenti... sapevamo che...
LG:
Perché adesso la pagina non la ricordo, ma deve essere 38, il professor Romani Ronchi dice: Lo dovevamo toccare come un oracolo, guardarlo perché...
VL:
Ma non l'abbiamo toccato proprio Avvocato, non c'è stato consentito di toccarlo.
LG:
Quindi non conoscevate a quel momento tutti i risultati...
VL:
No però per quanto noi non abbiamo avuto neanche i periti, noi va beh, eravamo i consulenti delle parti, ma non hanno avuto proprio la possibilità di toccare il coltello se non dentro una... cioè il coltello è stato preso poi da loro in mano, ma non fuori della busta e il coltello era ancora dentro la busta.
LG:
Perfetto. Ma la domanda mia era successiva e lei ha detto che non lo conosceva il risultato?
VL:
No.
LG:
Allora vado avanti. A parte che correggo, parlo del... quando descrive la ferita lei a pagina... c'è un errore materiale, se me lo conferma, alla pagina 15 della vostra consulenza.
VL:
Della nostra?
LG:
Sì c'è scritto dall'atto, cioè dall'alto, a metà della pagina, dall'alto verso... la più importante di essa è centimetri 8, dall'alto verso il basso è esattamente l'opposto, è così? Esattamente l'opposto dal basso verso l'alto...
VL:
È dal basso verso l'alto.
LG:
Di cui ha detto il dottor la Lalli, è così?
VL:
Se riferita al cadavere.
LG:
A parte dall'atto, dall'alto certo.
VL:
Aspetti mi faccia rileggere...
LG:
15 a metà pagina.
VL:
Mi faccia rileggere quello che ha detto il Dottor Lalli.
LG:
L'abbiamo copiato.
VL:
No per carità, però prima di dire che è l'opposto, io devo vedere quello che ha scritto.
VL:
"Dall'avanti all'indietro, da sinistra verso destra, lievemente dal basso verso l'alto". Allora noi abbiamo scritto.... Va bene sì c'è un errore materiale, si capisce.
GCM:
Sì anche oggi, poco fa, rispondendo ad altra esposizione nel senso dal basso leggermente verso l'alto.
VL:
Sì, sì è un errore materiale proprio. Quindi a pagina 15 c'è un nostro errore.
LG:
Abbiamo provveduto ad un errore materiale.
LG:
Senta adesso vengo al coltello del quale ha detto di averlo visto quel giorno, lei ha detto che la superficie non era liscia era imperfetta, a noi risulta esattamente il contrario. Può chiarire meglio questa sua percezione, questo ricordo?
VL:
"Lungo la lama da ambi i lati si osservavano piccole zigrinature in continuità con la punta e fino a 2,2 centimetri di distanza di 11,4...". Si io ricordo che la lama non era perfettamente conservata, questo però è un ricordo Avvocato.
GCM:
Scusate perché i coltelli comunque sono due, qui stiamo parlando. c'è un coltello a serramanico e il coltello...
LG:
No, no Presidente per tutta schiettezza parliamo del reperto 36. Parliamo del reperto. quella foto sbiadita che gira sempre, qui stiamo parlando. c'è tutto a colori, diamo una foto.
GCM:
No, no, era solo per chiarire, ecco stiamo parlando sempre di quel coltello.
LG:
Con tutta schiettezza della compatibilità o non compatibilità del reperto 36, quindi della presunta arma del delitto.
GCM:
Che non era a serramanico, è questo?
LG:
È quella foto che io, per attenuare un po' di tempo. Quindi parliamo di.
GCM:
Sì, sì, è questo.
GM:
È questo il coltello.
GCM:
E lei dottoressa ha esaminato solo questo coltello?
VL:
Solo questo coltello, sì.
LG:
Ha fatto bene a chiarire la ringrazio, ma stiamo parlando del reparto 36 di questo coltello. Relativamente al giudizio espresso e scritto da loro sulla questa cosiddetta chiara compatibilità. Le obiezioni al quale lei ha fatto riferimento a domanda del Pubblico Ministero, erano sulla lunghezza della lama e sulla lunghezza del tramite o ferita. Allora le chiedo: Quant'era lungo questo coltello? Se lo ricorda o quanto era lunga la lama?
VL:
No, però lo possiamo leggere.
LG:
La domanda è precisa, se ricorda le dimensioni complessive di questo coltello o se comunque ricorda la lunghezza della lama?
VL:
No, io non le ricordo, però le leggo. Lunghezza complessiva del coltello centimetri 31,2, manico lungo 6,6, lama monotagliente lunga 17,5.
LG:
Va bene grazie. La lunghezza del tramite, cioè la profondità della ferita la ricorda?
VL:
8 centimetri mi pare.
LG:
Allora una discussione nell'ambito dell'incidente probatorio era come mai una lama di 17 non è penetrata interamente perché otto è la approfondita? Lei ha detto, ha parlato di strutture ossee, ce le può dire quali sono in quel tratto di corpo?
VL:
Adesso ne ha parlato, oggi. Allora se va lievemente dal basso verso l'alto può andare a urtare anche contro la regione ossea mandibolare. Ma otto centimetri rispetto a 17,5, c'è anche una zona di clivaggi, non può essere entrato tutto.
LG:
Le sto chiedendo quali sono le strutture ossee?
VL:
Le ho risposto Avvocato.
LG:
No ha risposto che non l'ha urtata, quella altre strutture ossee, che si... che avrebbero potuto urtare... impedire la lama di penetrare internamente. Lei ne ha detta una che non è stata urtata, ce ne sono altre di strutture ossee?
VL:
Lì no, se per 8 centimetri da approfondamento no.
LG:
Posso? Può essere stato il movimento della ragazza di qualche cosa di muscoli a impedire l'intera penetrazione della lama? No, perché noi sosteniamo che c'è difformità. Quindi strutture ossee, niente. Quindi queste le obiezioni erano queste portate dalla difesa, per esempio noi, dai nostri consulenti, dice: questo coltello non ci sembra possibile, neppure una incompatibilità, perché c'è una diversità tra lunghezza della lama e lunghezza della ferita. La ricorda se questa era un'obiezione?
VL:
No, non me lo ricordo.
LG:
Perché noi non abbiamo mai obiettato della superficie liscia, quando lei era presente.
VL:
Io ricordo questo, sarà un'erroneo ricordo avvocato, però io ho questo ricordo.
LG:
Ho ripetuto, non ci sono nel verbale obiezioni sulla superficie liscia, ci sono a verbali obiezioni sul perché una lama 17 entra solo per 8.
GCM:
Abbiamo sentito la risposta.
VL:
Proprio non ne ho ricordo.
GCM:
Prego Avvocato.
LG:
Dinamica omicidiaria uno o più soggetti, lo detrae, uno o più persone, lo detrae da elementi scientifici. Se ce li vuole ridire quali sono gli elementi obiettivi, scientifici, medico legali da cui lei può ipotizzare la presenza di più persone.
VL:
Allora scientifici le devo rispondere che non ce ne sono, perché le ecchimosi digitate possono essere prodotte dalla stessa mano, certamente anche se io ne conto circa una decina. Quindi sicuramente sono due mani. Egualmente lo stesso può aver sospeso un soggetto, intendendo un soggetto, un unico aggressore. Può aver sospeso l'attività con le mani, quindi questa di strozzamento, aver preso il coltello e ferito la ragazza, prima ancora aver prodotto le lesioni a carico ecchimotica a carico di entrambi gli arti superiori e degli arti inferiori. Appare anche intuitiva ma senza scientificamente, l'esperienza serve pure al medico legale, l'intuito e l'esperienza lo dovrebbero guidare oltre gli elementi tecnici. Appare difficilmente sostenibile che questo quadro lesivo così importante sia stata prodotta da un'unica persona, ma se lei dichiara quali sono gli elementi scientifici, gli elementi scientifici non ci sono.
LG:
Senta sull'esperienza ha mai visto lei uno strozzamento compiuto da più di una persona? Uno strozzamento compiuto da più di una persona? Ha un caso statistico, lei ha esperienza, sappiamo... me l'hanno suggerita i miei consulenti.
VL:
Ricordo, a ricordo no, però lo dovrei andare a cercare, non sono., non sono in tantissimi, ma non sono neanche pochi i casi. Però non ricordo ad esperienza un caso di strozzamento a due persone, no.
LG:
No, perché mi riferivo al modo con cui ha descritto una delle possibilità delle frattura dell'osso ioide, o la mamma che attraversa, oppure la compressione di due mani.
VL:
Proprio per l'onestà intellettiva non possiamo dire se è stato l'uno o l'altro.
LG:
Proprio perché una persona sola può averlo compiuto. Senta le dico questo, se fosse una sola mano che agisce in tempi diversi.
GCM:
Una sola? Scusi avvocato.
LG:
Parliamo sempre di dinamica omicidiario, ha premesso che la accertata dinamica è una delle cose più difficili. Una sola mano, una sola persona con due mani che agisce in tempi diversi, può aver provocato in qualche lasso di tempo quei effetti che abbiamo visto, può escluderlo?
VL:
Non lo posso né affermare né escludere avvocato, perché non ho esperienza di soffocamento opera di due persone, ma ho esperienza di diversi omicidi messo in opera da più persone con un quadro plurilesivo sovrapponibile a quello in esame.
LG:
Perdonerà la domanda anche il Presidente e la Corte, proprio per chiudere questo argomento, se fosse stato uno solo che lesione avrebbe lasciato particolari per dire "è uno solo", non ci sarebbe stato.
VL:
Un solo aggressore?
LG:
Mm...
VL:
Allora a mio avviso sarebbero state rappresentate esclusivamente da un lato del collo, se il soggetto e a secondo dell'arto dominante del soggetto, perché l'altro sarebbe stato necessariamente... l'altro atto dell'aggressore, non della vittima, necessariamente, utilizzato per contenere... per cercare di contenere e di mobilitare la stessa.
LG:
Ma lei... va bene. Parlo dell'orario della morte. Lei ricorda il quesito che ha dato il Pubblico Ministero, cioè insieme a tutto il dato medico - legale, incidente probatorio etc. etc., le hanno date le dichiarazioni che lei ha ricordato di Capezzale Nara e anche di una certa Simoneschi. Lei le ricorda queste due... su questo urlo nella notte, lei le ricorda queste due dichiarazioni?
VL:
Ne ricordo no, ma le leggo, ci stanno scritte, non me le posso... Avvocato è passando tanto tempo.
LG:
Dica intanto se le ricorda, poi le domande gliele preciso.
VL:
No le sto guardando. Allora ricordo in sostanza, certo non ricordo nel dettaglio parola per parola. Allora la Nara Capezzale diceva che la notte era si alzata per andare in bagno, ha attraversando la salettina ed è andata in bagno.
LG:
Sì a che ora?
VL:
Un attimo, "avevo sentito un urlo, un urlo, un urlo sterzante di una donna. Lei è in grado di...". Lei non ricorda, qui non so perché non l'abbiamo scritto, non l'abbiamo scritto sulla consulenza. Lei non ricorda... ricordo che la signora non ricordasse esattamente l'ora in cui si era alzata, però aveva detto che era dopo le 11. Questo però è un ricordo avvocato, se lei ce l'ha scritto mi aiuterebbe.
LG:
Dottoressa io devo fare delle domande.
VL:
Per carità.
LG:
Se il Presidente lo ammette.
GCM:
Sì, sì ecco l'importante è che non interrompiamo. Prego.
LG:
Guardi che io non interrompo nessuno, per favore perché io non interrompo. Lei dice: avvocato lei vuole. Io dico: ricorda le dichiarazioni? Sono nel quesito. Ha detto: non l'abbiamo scritto nelle risposte, però ricordo che diceva "intorno alle undici". Ricorda che cosa diceva la signora Simoneschi? Che orario riportava?
VL:
Più tardi.
LG:
Più tardi, quando più tardi?
VL:
No più tardi delle undici sicuramente. ma notevolmente più... mi ricordo che era già il giorno dopo, insomma era già scattato il giorno...
LG:
Notevolmente più tardi. Allora la domanda è questa: per stabilire la vostra ora della morte che avete fissato dalle 21.30 alle 24.00 del primo novembre, oltre alla rigidità rettale, oltre alla temperatura rettale, all'ipostasi, all'accertamento del cibo, l'ultimo pasto, avete aggiunto questi due orari? Hanno concorso a determinare l'ora della morte che voi avete precisato?
VL:
No avvocato, altrimenti sarebbe stata molto più... cioè non è un dato scientifico, come tali nel quesito era obbligo di questi consulenti tenerne conto perché era nel quesito dell'ufficio. Ma sicuramente secondo scienza e coscienza, non se ne poteva tener conto in una risposta scientifica ai quesiti.
LG:
Chiedo scusa devo retrocedere ad una telegrafica domanda. Nella parte dell'incarico... dei quesiti dati... l'incarico conferito. C'era anche di confermare la violenza sessuale già confermata dai periti. L'ha esibito l'Avvocato Maresca. Senta lei ricorda le conclusioni dei periti del G.I.P. sulla violenza sessuale?
VL:
Quelle che hanno scritto nella perizia no, ricordo la discussione che avvenne in aula durante il deposito di perizia.
LG:
Grazie. Allora posso leggere le conclusioni. sono una riga e mezza dei periti?
GCM:
Sì, prego, prego, avvocato.
LG:
"Non è possibile sulla base dei soli dati di competenza tecnico-biologica definirsi se si trattava di attività sessuale consenziente o meno". Le sembra che questo. la ricorda questa conclusione?
VL:
Si
LG:
Le faccio, prima abbiamo sentito il professor Marchionni, lei era presente, per quello che riguarda la violenza sessuale completo, ha riservato a lei credo un commento sull'esame istologico, su quella questione? Che cosa ha detto che aveva fatto la dottoressa?
VL:
Lui non ha riservato a me la risposta perché io ho fatto, ha riserva a me la risposta perché eravamo tutti presenti, il pezzo anatomico era, e questo glielo possono confermare anche i suoi consulenti, il pezzo anatomico era di uniforme colore grigiastro, quindi era assolutamente un tentativo a random, a caso, i prelievi per l'esame istologico sono stati fatti orientativamente nella zona che doveva corrispondere alle lesioni ecchimotiche che si vedevano bene evidentemente nelle fotografie. Ma il colore del pezzo anatomico retratto e già fissato in formalina non consentiva macroscopicamente di andare a prelevare proprio quello.
LG:
Doveva completare questo, avevamo demandato a lei. Quindi si poteva parlare ancora di lesioni di tipo ecchimotico o di ipostasi dopo...
VL:
No di ipostasi mi sento di escluderlo con la massima certezza, quelle non sono ipostasi, assolutamente. Non sono in ragione declinee, non hanno una colorazione ipostatica.
LG:
Non hanno colorazione ipostatica?
VL:
No assolutamente no.
LG:
Io ho finito il mio controesame.

Difesa - AVV. Dalla Vedova

CDV:
Senta dottoressa tornando a quanto lei ha affermato circa lo strozzamento e in particolare l'osso ioide, lei ha indicato due possibilità relative alla rottura dell'osso ioide che è stata riscontrata. Esattamente lei ha detto potrebbe essere compatibile con una mano oppure conseguenza del coltello, anche perché il taglio è netto. Io le chiedo l'osso ioide mi si dice è un osso particolare, ed è un osso definito molle. Lei mi può spiegare bene che cosa vuol dire un osso molle?
VL:
Non lo so perché io non l'ho mai definito un osso molle, se lo faccia spiegare da chi glielo ha detto.
GCM:
Scusi magari lei come lo descrive questo osso ioide e la posizione. Poi ecco questa è la domanda.
VL:
L'osso molle non so, veramente non intendo... cioè non comprendo che cosa si intende.
CDV:
Immagino un osso si può allargare e restringere rispetto a un femore, per esempio, che lo definirei un osso duro. Le risulta una definizione di questo tipo?
VL:
No, diciamo che forse è di consistenza più elastica ma non molle.
CDV:
Va bene, molle uguale consistenza più elastica.
VL:
No, no, non è uguale Avvocato.
GCM:
No, no, scusi, osso ioide uguale. che ha una consistenza più elastiche rispetto ad altri...
CDV:
Osso Ioide è uguale osso con consistenza elastica.
GCM:
Ecco quell'espressione chi è che l'ha usata? Osso molle, cioè consulenti. non lo dice la consulente.
CDV:
È stato detto anche in sede di incidente probatorio, quindi io mi ricordavo questa definizione.
GCM:
Comunque il consulente.
CDV:
Comunque abbiamo chiarito, la consulente mi ha spiegato che è un osso particolare.
GCM:
Il consulente prende le distanze da questa definizione, è così?
VL:
Da Osso molle si.
CDV:
Quindi lei come lo definirebbe dal punto vista scientifico un osso ioide.
VL:
Non.
CDV:
Ma ha una consistenza elastica, come ha detto lei?
VL:
Se vogliamo dargli una consistenza, io non lo definisco un osso, un osso è tessuto osseo, l'osso ioide sarà più elastico rispetto al femore che è un osso, le hanno fatto un paragone con il femore che è l'osso più lungo che noi. più rappresentato che noi abbiamo, quindi in sommala consistenza. il paragone mi pare improponibile.
GCM:
Scusi ecco per chiarire questo punto, le ossa sono tutte di uguale elasticità, oppure si può differenziare.
VL:
No ma dipende anche dall'età, l'osso c'ha una sua evoluzione, il femore sorregge il carico, quindi è un osso che deve avere ma non la consistenza, che è fatto apposta. L'osso ioide è situato in una posizione tale che è naturalmente molto più piccolo, è curvilinea, ha una conformazione atta ad essere allocato dove sta.
GCM:
Comunque è sempre un osso insomma?
VL:
Si.
CDV:
Accertato che è un osso particolare, volevo capire quando lei dice "compatibile con lo strozzamento di una mano", voglio capire la forza necessaria, lei ci può indicare. Soprattutto in considerazione del fatto che lei ha appena detto che l'osso ioide dipende dall'età, cioè cosa vuol dire? In una persona più giovane...
VL:
No, no l'osso ioide...
CDV:
Lei ha detto la consistenza dell'osso ioide...
GCM:
In genere delle ossa?
VL:
No, no, io ho detto il tessuto osseo ha un'evoluz ione.
CDV:
Allora la domanda è questa, io cerco di seguire sempre una logica, pensavo che... la domanda è questa: in una persona giovane come la vittima l'osso ioide ha una consistenza più elastica rispetto ad una persona più anziana?
VL:
Ai fini della frattura?
CDV:
Ai fini di tutto, cioè in generale un giovane ha un osso ioide più elastico rispetto alla persona di 80 anni?
VL:
Guardi non lo so, presumo... non le so rispondere.
CDV:
Dottoressa lei ha appena detto che con l'età la consistenza delle ossa cambia?
VL:
Si.
CDV:
Mi può spiegare che cosa intende questo?
VL:
Ma non so nello specifico quella dell'osso ioide, non lo so avvocato, non posso rispondere.
CDV:
Allora quale posso secondo lei cambia con l'età in virtù della consistenza, mi faccia capire la dichiarazione sua?
VL:
Dunque ci sono le cartilagini di ossificazione. Dico quelle di crescita tutti. Poi oltre 18 - 20 anni non cambiano più perché l'osso è formato.
CDV:
Quindi tornando all'osso ioide lei non rileva una diversa consistenza dell'osso ioide a secondo dell'età della persona.
VL:
Credo di no, ma le ho risposto: Non lo so, non ho detto non rileva. Ho detto: non lo so.
CDV:
Scusi dottoressa ma lei è una dottoressa medico legale?
VL:
Sì ma non ho mai effettuato studi su l'evolutività delle (inc.) con le osse del collo...
CDV:
Ma allora come fa ad affermare che una mano può spezzare un osso ioide se non ha mai visto un osso ioide, non ha mai fatto nessuno studio sul settore?
VL:
No, no, no...
GCM:
Però scusate...
VL:
Io non ho mai detto di non aver mai visto un osso ioide...
GCM:
Però scusate, però anche per procedere, stiamo sempre alle risposte che il consulente fornisce. Cioè il consulente, la dottoressa ha dato una descrizione dell'osso ioide, ha detto un po' com'è e quindi ha dato per presupposto che l'ha visto. Quindi non diciamo... nelle domande stiamo a quello che ci risponde. E allora.
VL:
Io di osso non ne ho visto uno Presidente, abbia pazienza.
GCM:
Sì, sì mi ha dato descrizione, quindi noi abbiamo...
VL:
Abbiamo visto anche questo con le radiografie, io ho detto che la frattura del collo dell'osso ioide è una lesione che può rappresentare e essere del corto dell'osso ioide, è una lesione patognomonica nelle morte asfittiche, io questo ho detto Avvocato.
CDV:
Quindi io voglio capire la sua conclusione. Quando lei dice che una mano può aver rotto l'osso ioide, io capisco così.
VL:
Il collo dell'osso ioide certo.
CDV:
Ecco il collo dell'osso ioide, oppure è frutto questa lesione che lei ha visto in radiografia...
VL:
Sì l'abbiamo vista radiograficamente, e poi sono descritte anche nel verbale.
CDV:
Ma l'osso ioide non è stato conservato? Non l'avete visto visivamente l'osso ioide?
VL:
No l'abbiamo visto. sono state effettuate anche radiografie, è stato si conservato, certo è stato conservato, c'era insieme. abbia pazienza, c'era insieme agli altri pezzi prelevati per istologia, però poi ricordo perfettamente che il professor Cingolani ha eseguito in doppia proiezione le radiografie e ce l'ha inviata a tutti per e-mail.
CDV:
Lei l'osso ioide che è stato conservato, non so il termine tecnico, l'ha mai visto?
VL:
Questo del caso in esame? Io non ricordo se lo guardammo durante le operazioni peritali, non me lo ricordo.
GCM:
Le radiografie ha detto che l'ha visto?
VL:
Si ce l'ho anche.
GCM:
Ha visto cioè l'esito della radiografia o la radiografia.
VL:
Proprio. ci sono stati inviati i radiogrammi per email, sì tutte e due.
GCM:
Prego, avvocato.
CDV:
Senta in conclusione, vorrei capire queste due ipotesi che lei ha presentato compatibilità con una mano e taglio dal coltello. Quale, secondo la sua esperienza, oppure in base ad elementi oggettivi che lei può farci notare è predominante secondo lei? Avendo dato due possibilità.
GCM:
Preferibile ecco.
CDV:
Preferibile scusi, lei dice più probabile.
VL:
Beh viene descritta come una frattura a becco di flauto con margini netti, però da noi non è stata... bene, vede avvocato espletare una consulenza ai in base all'esame delle fotografie non è per tutti roba semplice, quindi io direi che l'uno non vada ad avvolare l'altro, potrebbero essere, come scritto per altro in consulenza, entrambi i meccanismi produttivi compatibili.
GCM:
Quindi al 50%?
VL:
Si.
CDV:
Senta invece in relazione al coltello, reperto 36 stiamo parlando, cioè il coltello da cucina ha trovato.
VL:
Io ho visto solo quello che è fotografato qui.
CDV:
Lei nella relazione a pagina 16 lo ha definito con "punta acuminata e lama ben tagliente anche se non perfettamente liscia"...
VL:
A pagina 16...
CDV:
Si della vostra relazione sì nella parte alta, terza riga. Punta acuminata e lama ben tagliente anche se non perfettamente liscia. Esattamente può indicare che cosa intende per non perfettamente liscia? E quale parte del coltello, secondo lei non era liscia.
VL:
L'ho detto poc'anzi. Dunque nella descrizione del coltello c'è lungo la lama si osservano piccole zigrinature in continuità con la punta e fino a due centimetri e due di distanza di 11 e 4. Ecco perché era non perfettamente liscia, ci riferivamo a questo.
CDV:
Quindi lei la riprende dalla consulenza Lalli? Lei sta leggendo un estratto della consulenza.
VL:
Da chi ha descritto... si è virgolettato Avvocato, si.
CDV:
Lei non lo ha notato quando ha visto il coltello dall'esame diretto?
VL:
No l'abbiamo visto anche direttamente, visivamente, certo.
CDV:
Quindi mi può indicare su quella fotografia dove erano queste...
VL:
Non è visibile dalla fotografia avvocato. Perché erano delle piccole, noi le abbiamo indicate come zigrinature, ma erano piccole scalfitture, come se non fosse perfetta... come... cioè lei non deve pensare che avesse delle incisure profonde, è un coltello usato... tutti i coltelli usati presentano una anche lievissima alterazione della lama, si fanno delle piccole scalfitture.
GCM:
Sì ma lei precisa che queste piccole alterazioni riguardavano la lama o riguardavano la parte non...
VL:
Il filo tagliente... il filo della lama, sì, sì.
CDV:
Senta sto rivedendo la dichiarazione che ha fatto il dottor Luca Lalli pagina 58 nella sua relazione.
VL:
Io non ce l'ho qui la relazione. Me la dovrebbe leggere.
CDV:
È agli atti, dove però io leggo che la caratteristica dell'arma quale per esempio la lunghezza e la larghezza potendo indicare di profilo tagliente non era dotato di particolari asperità o tra virgolette, grossolane seghettature, scusi tra parentesi no tra virgolette. "asperità o grossolane seghettature", che differenza c'è con la vostra dichiarazione?
VL:
Lei mi rilegge per intero, grazie.
CDV:
Dice: Il profilo tagliente non era dotato di particolare asperità o grossolane seghettature. Facendo riferimento alla ferita evidentemente?
VL:
No facendo riferimento al coltello avvocato, sto descrivendo il coltello no la ferita.
GCM:
Il profilo tagliente, sì.
VL:
Sto descrivendo la lama non la ferita.
CDV:
Lalli non l'ha mai visto il coltello?
CDV:
Lalli è il primo consulente che ha fatto l'autopsia nell'immediatezza.
VL:
Ma quella è la descrizione che m'ha detto che è la descrizione di un coltello avvocato.
CDV:
No il profilo tagliente della ferita?
VL:
No non c'è un profilo tagliente. non esiste un profilo tagliente in una ferita da punta e taglio, profilo tagliente.
CDV:
Io non lo so, ma il professor Lalli non ha mai visto il coltello.
VL:
Posso vedere scusi? A che pagina?
CDV:
Quella in giallino.
VL:
E no avvocato, a mio avviso in italiano la frase recita così, "non è possibile stante le caratteristiche della regione anatomica attinta esprimere giudizi in merito ad altre più specifiche caratteristiche dell'arma quali ad esempio la lunghezza e la larghezza, potendosi unicamente indicare che, parere del sottoscritto, il profilo tagliente non era dotato di particolari asperità (o grossolano seghettature)". Dunque questa è una valutazione soggettiva che il consulente che ha fatto l'autopsia esprime in assenza di visione di qualsivoglia lama, e lui dice solo, con questo concordiamo tutti credo, che in base alle caratteristiche di questa lesione il profilo tagliente, non aveva particolari asperità, grossolane seghettature come per l'appunto quella in giudiziale sequestro.
CDV:
Ho capito, certo è una valutazione soggettiva. Senta sulla invece presenza, lei ha indicato la possibilità che ci fossero più persone, questo è l'argomento che mi interessa analizzare. Io le chiedo quali sono gli elementi oggettivi per il quale lei può dichiarare che secondo lei, secondo la sua esperienza, così ho capito. Lei ritiene che ci fossero più di una aggressore?
VL:
Mi ripeto per la terza volta, è la stessa domanda...
GCM:
Magari ha già fatto oggetto di domanda. Il consulente ha risposto per la diversità, la diversa natura riferita alla causa efficiente delle riscontrate lesioni.
CDV:
Allora la domanda...
GCM:
Anche la diffusione delle stesse, ecco su questo. Magari su questa domanda può approfondire se vuole sotto altri profili, però facendo domande specifiche.
CDV:
Ecco, in relazione alle lesioni che sono stati riscontrati sugli arti e sul tronco.
VL:
Si.
CDV:
Lei può escludere che queste siano state causate da una sola persona? Lei si ricorda innanzitutto le lesioni sull'arti e sul tronco?
VL:
Le lesioni sugli arti superiori, quelle sul tronco no, adesso le vado a vedere.
CDV:
Lei dottoressa ha avuto modo di vedere la consulenza di questa difesa del 13 settembre del 2007?
VL:
No.
CDV:
Io ho qui uno schema riassuntivo non so se...
GCM:
Sì però facciamo vedere, magari ha visto le foto della relazione del dottor Lalli.
VL:
Noi non la riportiamo il tronco, quindi se mi può ripetere la domanda cercherò di risponderle pur senza ricordandole lesioni del tronco.
GCM:
Sì magari posso mettere a disposizione le foto che pure queste. Ecco le foto della relazione del dottor Lalli sulle cartine, tenendo conto.
CDV:
A questo punto la prima domanda è se lei si ricorda di aver accertato delle lesioni sull'arti e sul tronco?
VL:
Certo, l'abbiamo letto nella consulenza del dottor Lalli è logico, noi questa l'abbiamo fatta nostra tutti per forza, era l'unico verbale di autopsia che c'era, noi a questa abbiamo dovuto fare riferimento, il cadavere della donna l'ha visto solo ed esclusivamente Luca Lalli, e noi su questo abbiamo elaborato tutte le nostre consulenze e perizie che dir si voglia.
CDV:
Allora lei si ricorda dottoressa quali sono queste lesioni?
VL:
Le andiamo a leggere.
GCM:
Sì tanto quella l'ha avuta a disposizione.
VL:
Tanto lui l'ha descritte, sicuramente lui l'ha descritte. Esame esterno del cadavere. Capo, volto. Narici, labbro inferiore, labbro superiore, guancia, collo, regione sottomandibolare, collo, collo. Parte superiore: "Alla faccia postero laterale del gomito destro numero due aree ecchimotiche rotondeggianti del diametro massimo di centimetri 1 e 2 per 1. Poi alla postero laterale del terzo medio dell'avambraccio, altra area ecchimotica lievemente avallata a maggiorasse longitudinale delle dimensioni di 1 e 8 per 1 e 4. Poi a carico della mano l'ho già letto prima nella mano destra, e qui sono riportate le fotografie. Torace, non lesioni traumatiche". Lei mi parlava di tronco, ma al torace non. infatti io non me le ricordavo, non ci stanno.
GCM:
Quindi presa visione e fatta questa puntualizzazione sulle lesioni tenute in considerazione.
VL:
Io non ne avevo ricordo, però sa è passato pure del tempo, no, no, non c'è, cioè non le descrive, quindi non ci sono, lo specifica che non ci sono.
CDV:
Senta invece l'ecchimosi sulla nuca lei la ricorda?
VL:
Sulla nuca, intende la faccia interna, la faccia esterna del cuoio capelluto? Che cosa intendiamo per un.
CDV:
Lei lo ricorda che c'era nell'accertamento Lalli c'era ancora un riferimento a queste.
VL:
C'era un riferimento alla lesione alla nuca.
GCM:
Sì, sì, qualcosa, forse era indicato.
VL:
Lo vado subito a vedere. Ma è stata fotografata questa lesione sulla nuca?
GCM:
No foto non mi pare che ce ne sia.
CDV:
Pagina 37 della relazione Lalli.
VL:
Anzi descrive un infarcimento emorragico della faccia profonda del cuoio capelluto, che lo possiamo vedere? Si c'è, eccola qui. C'è un infarcimento emorragico della faccia interna del cuoio capelluto.
CDV:
Grazie. Senta lei ad un certo punto questa mattina nel raccontare la situazione del volto ha anche fatto un'affermazione dicendo che c'era una diversa produttività delle lesioni sul volto con mezzi diversi, può essere più precisa, in che senso mezzi diversi?
VL:
Non mi pare di essermi espressa in questi termini. Io ho detto, ho detto che la lesività presente è rappresentativa di due tipi di mezzi usati, uno un'arma da punta e taglio e l'altra un tentativo di soffocamento e di strozzamento.
CDV:
Cosa intende per diversa produttività?
VL:
Che uno è operato con le mani e l'altro un un coltello.
CDV:
Ho capito. Senta sull'altra questione in realtà è già stato analizzato, quindi penso di aver finito l'esame. Grazie.

Difesa - AVV. Rocchi

DR:
Allora senta lei ci ha riferito che ha lavorato soltanto sulla documentazione già formata e quindi su sulle foto e su perizie o consulenze già elaborate da altri.
VL:
Non è esatto. Sulla documentazione fotografica sulla relazione di consulenza del dottor Lalli in corso d'opera insieme come tempi con la perizia disposta dal G.I.P..
DR:
Ha anche visionato il filmato dell'autopsia?
VL:
Guardi lo vidi mezza volta... no, credo quello dell'autopsia no, solo quello del sopralluogo. Ma c'è una ragione ben precisa, perché tutte le fotografie sono state estrapolate da quel filmato e quindi non ho ritenuto necessario e né opportuno, visto che la qualità delle immani è ottima.
DR:
Quindi il video non l'ha visionato né ascoltato?
VL:
No.
DR:
Allora guardi a pagina 16 della vostra consulenza, alla fine, si fa riferimento a due ferite superficiali da taglio alla Regione scapolare destra ben descritto dal consulente tecnico del Pubblico Ministero dottor Lalli, che mi sa dire di queste ferite?
VL:
A pagina 16.
DR:
16 sì.
VL:
Dove scusi?
DR:
In fondo.
VL:
Ah, sì, okay. Tornando alle lesioni erano anche presenti al collo diverse escoriazioni lineari e superficiali in forma regolari, due ferite superficiali da taglio alla regione scapolare destra, ben descritte dal C.T..
DR:
Quindi che cosa mi dice di queste due ferite, lei l'ha viste in qualche fotografia? Sa come sono state...
VL:
Come sono state prodotte sicuramente sì, con un'arma da taglio, perché abbiamo una...
DR:
Da chi sono state prodotte?
VL:
Da chi sono state prodotte?
DR:
C'è un motivo Presidente? Semplicemente che nell'audio dell'autopsia il dottor Lalli dà atto di essere lui l'autore di queste ferite nel mentre sta effettuando le operazioni.
VL:
Delle due ferite superficiali da taglio?
DR:
Sì certo, di queste due ferite, queste a sui sto facendo riferimento.
VL:
No, no, questo non lo sapevo, ma non credo che rilevi... cioè hanno sposta assolutamente.
DR:
Non è semplice...
VL:
Un momento, nel senso che queste per noi sono state inserite solo in una riga e non sono stati rilevanti nè nella ricostruzione della dinamica dell'evento, né tantomeno in quelle causative del decesso.
DR:
Benissimo. Però nella consulenza è dato atto che ci sono queste due ferite, non è spiegato né da chi sono state prodotte no come. Pertanto io chiedo anche...
VL:
Certo anche se non abbiamo visto il video.
GCM:
Scusi, scusi, lei ne prende atto ora?
VL:
Ora.
GCM:
Lei non lo sapeva in precedenza?
DR:
Il video però era disponibile, lo potevate...
VL:
Gli ho già spiegato avvocato che non abbiamo ritenuto necessario visionarlo perché c'erano le foto.
DR:
Io ne chiedo l'acquisizione di questo video dell'autopsia.
GCM:
L'autopsia del dottor Lalli, sì.
DR:
Esatto del dottor Lalli.
GCM:
Che abbiamo già.
DR:
Senta dottoressa scusi, dopo aver sottoscritto questa consulenza lei ha avuto modo di ricontrollarla e rileggerla?
VL:
L'ho riletta quando l'abbiamo depositata e l'ho riletta in questi giorni.
DR:
Allora guardi volevo solo chiedere come fa a... come mi spiega allora che a pagina 9 si parla del 13 novembre 2007. È corretto questo dato?
VL:
Un momento non lo so.
DR:
Pagina 9 terzultimo rigo.
VL:
No quello è un errore sicuramente di battitura Avvocato , come c'è un errore di battitura...
GCM:
Quindi da intendersi?
VL:
3 novembre 2007.
DR:
Benissimo. Voglio solo prenderne atto.
VL:
La mattina del giorno 3, è chiaro che quando si scrive... questo è un errore che è stata una nostra inesattezza, per carità, però c'è scritto.
DR:
Allora scusi a pagina 10...
VL:
"Nel caso di Meredith Kercher la mattina del giorno 13/11/2007 il corpo veniva trasferito dopo i rilievi presso l'obitorio alle ore due". È chiaro che invece di scrivere 3 abbiamo scritto 13, come all'inizio c'è un errore anche alla prima riga c'è un inizio, 24 aprile 2007, invece era 24 aprile 2008.
DR:
Non era il 23?
VL:
Il decreto di nomina.
DR:
Si il decreto di nomina.
VL:
Sarà stato il 23 Avvocato.
DR:
Quindi anche quello è un errore?
VL:
È un altro errore, siamo pieni di errori in questa consulenza.
DR:
Ho capito. Nella pagina 10 al primo rigo c'è un altro dato, pagina 10, primo rigo.
GCM:
Siamo solo agli errori che rileviamo.
DR:
Sì, semplicemente.
VL:
Pagina 10?
DR:
Primo rigo, anche qui si parla del giorno 14 novembre, è corretto questo dato?
VL:
Credo assolutamente di no.
DR:
Anche qui quindi è un errore. Senta a pagina 13 a il penultimo periodo. Lei conferma che i ranger della morte, dove deve collocarsi la morte è quello tra le 21 e 30 e le 24?
VL:
Io confermo integralmente quanto c'è scritto in questa relazione di consulenza.
DR:
Allora guardi in questa relazione. cioè per giungere a questo dato...
VL:
Anche gli errori.
DR:
D'accordo. Per giungere a questo dato immediatamente precedente a questo rigo, si fa riferimento al materiale alimentare rinvenuto nello stomaco della Kercher, e si ritiene che l'ultimo pasto sia avvenuto tre - quattro ore prima della morte, questo è contenuto nella consulenza. Viene dato atto inoltre che dai dati testimoniali l'ultimo pasto è stato consumato in maniera discontinua tra le 18 e le 20. Il ranger della morte quindi com'è stato calcolato?
VL:
In base al rilievo della...
GCM:
Scusi più ad alta voce, noi sentiamo a malapena ma chi sta in fondo.
VL:
Mi sembra d'aver già risposto prima però Presidente in base alla temperatura e in base alla diffusione ipostatica e alla fase di migrabilità e alla rigidità cadaverica. Nonché tenuto conto di quanto evidenziato a carico del contenuto gastrico e dalla presenza o meno del...
DR:
Io volevo, scusi, volevo soltanto far emergere questo dato, cioè a dire che lei scrive che l'ultimo pasto è avvenuto tre - quattro ore prima della morte e che questo... dai dati testimoniali sarebbe dalle 18 alle 20. Quindi se noi aggiungiamo tre - quattro ore a questi dati, in realtà avviene tra le 21 e le 24. Quindi non si comprende perché viene indicato il 21.30?
VL:
No veramente viene tra le 20 e le 24, se facciamo il suo calcolo.
DR:
Tra le 21 e le 24, se sono tre-quattro ore, tre ore, tra le diciotto e tre ore dalle 20.
VL:
Perché dalle 18?
DR:
Tre ore.
VL:
No, no, scusate, l'abbiamo scritto noi quindi si reputa che la morte possa essere avvenuta tre - quattro ore a distanza dell'ultimo pasto che dalle 18 era consumato in modo discontinuo, sino alle ore 20.
DR:
Quindi lei ha aggiunto tre ore, alle 18, che fanno ventuno.
VL:
No alle 20.
DR:
Tre ore alle 20 che fanno?
VL:
23.
DR:
Allora perché mi dice 21.30 - 24?.
VL:
Perché la determinazione dell'epoca della morte non va fatta in base ad un parametro esclusivo che poi è assolutamente non provato e non provabile come quello dell'assunzione dell'ultimo pasto, ma va fatto in relazione ad una serie di fattori intrinseci e estrinseci che mi pecco di dire che ho già descritto prima.
DR:
Quindi questo dato non è il risultato di questo mero calcolo matematico, tra questi due?
VL:
Assolutamente no, assolutamente no.
DR:
Quindi non è un dato oggettivo basato su questi due parametri?
VL:
Le ho già risposto, l'epoca della morte si basa sulla fusione di più parametri rilevabili.
DR:
Semplicemente che questo periodo è la conclusione di quello precedente dove vengono indicati questi due dati oggettivi.
VL:
E certo perché lo dovevamo pur da qualche parte scrivere, cioè doveva avere una collocazione.
DR:
Anche qui c'è un'inesattezza. A pagina 11 abbiamo indicato l'orario, cioè viene indicato l'orario di mezzanotte e 50 del 3 novembre 2007, le faccio semplicemente una domanda. Quando Lalli rileva, testuali parole riportate nella consulenza, "ipostasi ai declivi della posizione supina e alla faccia laterale della coscia e della gamba destra, parzialmente impallidenti alla digito pressione". Si precisa poi successivamente. chiedo scusa. Allora il periodo è secondo periodo di pagina 11 preciso.
GCM:
Nella relazione redatta.
DR:
Nella relazione sempre a firma della dottoressa Liviero. Il secondo periodo viene indicato l'orario di mezzanotte e 50 del 3 novembre quando vi è una ipostasi, viene riscontrata dal dottor Lalli l'ipostasi di colorito vinoso impallidente alla pressione digitale. Successivamente si fa riferimento alle ore 12 quando era rilevato, ecc. ecc. fase ancora in atto dopo sette ore. Perché si parla di sette ore tra mezzanotte e 50 e le 12 intercorrono all'incirca undici ore e 10 minuti?
VL:
Scusi mi sono distratta, non ho capito la domanda.
DR:
Chiedo scusa ripeto, il secondo periodo di questa pagina 11 si fa riferimento all'orario di mezzanotte e 50 del 3 novembre per rilevare quello che è stato riscontrato dal dottor Lalli. Successivamente lo stesso dato viene rilevato alle ore 12.
VL:
Lei ha detto che c'è una discrepanza tra le ore?
DR:
Sì c'è una...
VL:
Noi scriviamo alle ore 10 del 4/11/07, cioè a 29 ore dalla prima verifica. Perché non... perché?
DR:
Non semplicemente perché c'è un inciso dove è scritto "fase ancora in atto dopo sette ore". Ora tra mezzanotte e 50 e le 12 intercorrono 11 ore e 10 minuti. L'inciso è immediatamente precedente alle 12 del 3/11/2007. Volevo semplicemente capire perché ha indicato queste sette ore.
VL:
Mi pare di ricordare che Lalli rilevò anche intorno alle 4 di quella mattina i dati delle ipostasi, ecco perché ci stanno scritte 7 ore, mi pare di rilevare da qualche parte che c'è scritto che lui l'ha ricontrollata alle ore 04 punto 00.
DR:
Però da questa frase non è dato atto di questo dato.
VL:
No, no, non è dato atto, avremmo dovuto scrivere: fase ancora in atto dopo 11 ore.
DR:
Sì certo, ho voluto dei chiarimenti per capire se si trattava di un mero errore o se c'erano altri dati che non vengono riferiti.
VL:
Mi sembra di ricordarlo comunque lì se non è... se il mio ricordo non è giusto, allora avremmo dovuto scrivere dopo oltre 11 ore.
DR:
Ho capito grazie. A pagina 18 sempre della sua consulenza, il primo periodo che comincia, all'inizio del primo periodo, si parla di strangolamento. Che cosa si intende con tale termine? Appena inizia il periodo dopo il punto. Dopo il primo punto.
VL:
La loro valutazione di insieme.
DR:
Sì che la vittima subì tentativi di soffocamento e di strangolamento.
VL:
Strozzamento. Veramente ci sono molti errori.
DR:
Ho capito, quindi un ennesimo errore.
VL:
Mi pare che questo sia stato spiegato ampiamente nelle pagine precedenti o successive, lo strangolamento è un altro tipo da asfissia meccanica violenta.
DR:
Assolutamente, sto semplicemente facendo rilevare se ci sono degli errori o delle incongruenze sulla consulenza, niente di più.
VL:
Le incongruenze no, ci sono degli errori, non delle incongruenze.
DR:
Da questi errori possono...
VL:
No perché li sto chiarendo, siamo qua apposta.
DR:
Derivare delle incongruenze, quindi è giusto chiarirli.
VL:
Sono qui per questo.
DR:
Allora senta nella consulenza del dottor Lalli da voi autorizzata anche per determinare l'epoca della morte, sono indicati 500 cc nello stomaco della vittima e nessun materiale alimentare nel duodeno. Lei può dire se lo stomaco si era svuotato in base a questi elementi?
VL:
No se descrive ancora il contento gastrico no, evidentemente non si era svuotato.
DR:
Senta le lesioni ecchimotiche scompaiono nei pezzi fissati in formalina?
VL:
Assolutamente no.
DR:
Senta lei prima ha fatto riferimento al fatto che i periti hanno effettuato un prelievo dove capitava a livello vulvare.
VL:
Prego?
DR:
A livello vulvare, lei ha fatto.
VL:
Non dove capitava, cercando di avvicinarci il più possibile alla sede dove erano presenti le lesioni ecchimotiche. Ma visivamente non era più possibile vederle, quindi non dove capitava, alle ore 7 e alle ore 9, ma senza la visione diretta delle lesioni.
DR:
Lei però aveva.
VL:
Quindi bastava mezzo centimetro o 0,2 millimetri di differenza che la lesione ecchimotica non si è presa, come infatti è stato.
DR:
Lei però ha visto. ha fatto, ha consultato e studiato e analizzato la perizia dei consulenti del Giudice dell'Udienza Preliminare, a pagina 24 si fa riferimento proprio a questo prelievo ad ore 7 ad ore 5, me lo conferma?
VL:
Gliel'ho appena detto, sì glielo confermo.
DR:
Dove erano presenti questi arrossamenti, queste lesioni.
VL:
Dove dovevano essere presenti, ma poiché, lo confermeranno sicuramente anche i consulenti delle parti, il colorito era uniformemente grigiastro, bastava spostarsi di pochissimo per non andare a rilevare la zona sede di lesione in maniera precisa.
DR:
Senta su un cadavere supino le regioni posteriori del vestibolo sono regioni ipostatiche?
VL:
Io non ho mai visto ipostasi in regioni vestibolari nella vagina e nel vestiboli.
DR:
Ma la domanda è: le regioni posteriori del vestibolo sono regioni ipostatiche in un cadavere supino?
VL:
In linea teorica sì, ma non. io ne ho fatte di autopsie guardando la vagina, al contrario del professor Marchionni che invece fa il ginecologo sul clinico, e non ho mai trovato lesioni ipostatiche a quei livelli, mai.
DR:
Però si possono qualificare come regioni... come regioni ipostatiche...
VL:
No, no, lei mi ha posto la domanda in altri termini, se è possibile riscontrarceli, ma assolutamente non possiamo definirle zone di raccolta prostatica, no.
DR:
In un cadavere supino?
VL:
In un cadavere supino.
DR:
Per quanto riguarda l'osso ioide solo una precisazione, quindi lei non conosce a quale età si completa l'ossificazione fra corni e corpi dell'osso ioide?
VL:
No.
DR:
La frattura dell'osso ioide può aver contribuito autonomamente nel perpetrarsi del meccanismo asfittico nel determinismo della morte?
VL:
La frattura prodotta si come?
DR:
Quella che è stata rilevata sul cadavere.
VL:
Eh ma come? Cioè prodottasi... se l'ha perpetrato, se prodotta con il meccanismo asfittico.
DR:
Quella che lei ha visionato?
VL:
Sì se prodotta con la dinamica asfittica può aver perpetrato il meccanismo asfittico.
GCM:
Scusi avvocato, diceva contribuito in modo autonomo?
DR:
Ha contribuito autonomamente.
VL:
Sì, direi di sì.
GCM:
O ha determinato in modo autonomo o ha contribuito con altro ragazzo, ecco insomma. Prego.
DR:
Quindi lei dice che ha contribuito, non autonomamente ma ha contribuito.
VL:
Io dico che se è prodotta in relazione al meccanismo asfittico, potrebbe aver contribuito a determinare la morte.
DR:
D'accordo, grazie.

Difesa - AVV. Maori

LM:
Buongiorno. Non mi voglio, capisco che è stanca delle varie domande che si sono ripetute più volte. Quindi non mi voglio dilungare in dissertazione scientifiche, primo perché non sono in grado di farlo. Solo 2 - 3 domande che si basano su elementi di comune esperienza per noi, per lo meno per me che non sono dentro nella materia medica - legale. Lei prima ha detto alle varie domande che le sono state poste, che non può dire in maniera scientifica se effettivamente vi siano stati uno o più aggressori, o più soggetti che abbiano contribuito all'aggressione nei confronti della vittima. Ha basato questa sua convinzione della pluralità di soggetti, perché sarebbero state riscontrate lesioni in più parti del collo. Giusto?
VL:
In più parti del corpo, non del collo.
GCM:
E di diversa causa.
VL:
Causa produttiva, si.
LM:
Allora lei ha detto che non ha visto il CD relativo all'autopsia, non l'ha visionato?
VL:
Questo lo sta dicendo lei avvocato, io non ho visto il filmato dell'autopsia, mai il cd solo su quella abbiamo lavorato, sui CD, su questi.
LM:
Ma il filmato è esattamente la stessa cosa?
VL:
No, non ho visto il filmato, ho visto i CD, le foto.
LM:
Le foto ha visto, io il CD intendo come filmato naturalmente, quindi lei non ha visto il filmato. Ha visto altri filmati relativi al sopralluogo all'interno dell'abitazione.
VL:
No.
LM:
Ha visto le foto?
VL:
Del sopralluogo?
LM:
Le foto del sopralluogo?
VL:
Si.
LM:
Per caso lei ha notato anche le foto all'interno della stanza della vittima, le ha visionate?
VL:
Si.
LM:
Ha visto.
VL:
La stanza dove è stato rinvenuto il cadavere si.
LM:
Si la stanza di Meredith. Per caso ha notato se vi era l'impronta di un coltello sul coprimaterasso?
VL:
No.
LM:
Quindi lei non l'ha vista o non è stata valutata da voi?
VL:
No non l'ho notata, non l'ho valutata, ho valutato il cadavere e la presenza di sangue.
GCM:
Non l'ha vista?
VL:
No, non l'ho neanche ricercata Presidente.
LM:
Allora in relazione al coltello. Allora non le chiedo gli elementi oggettivi è una domande che mi è stata scritta dai consulenti, perché lei già ha risposto ampiamente. Le volevo però chiedere questo secondo la domanda che mi è stata indicata. Con quale lesione è stata considerata la compatibilità dell'arma in esame?
VL:
Con la lesione maggiore, quella in.
LM:
E cioè?
VL:
In sede latero cervicale sinistra.
LM:
Esclusivamente con quella?
VL:
Per quanto riguarda il filo tagliente della lama, le altre potremmo farle in termini di mezzo produttore far ricondurre all'azione di un'arma da punta e taglio, ma solo come ho detto prima con l'azione della punta e non con quella della penetrazione. Quindi peraltro è compatibile anche le altre lesioni sono compatibili sempre col coltello di cui mi è stata mostrata la fotografia prima.
LM:
Va bene grazie.

Pubblico Ministero

GM:
Senta lei ha parlato prima della sua esperienza di medico - legale. Ecco volevo sapere si è trovata di fronte a casi che in qualche modo presentano delle analogie con questo, o addirittura sono sovrapponibili con questo, lei ha usato prima questo termine.
VL:
Beh diverso, sì.
GM:
Che casi... di che casi si trattava, cioè erano...
VL:
Erano...
GM:
Non entriamo in dettaglio, ma insomma per avere l'epoca e se erano più... se erano omicidi derivanti dall'azione di più persone o di una sola, con quali mezzi, ecco.
VL:
Beh sicuramente erano omicidi sovrapponibili al caso in esame come modalità omicidiaria, frequentemente erano coinvolte più persone e spessissimo c'era un quadro di pluri... di lesività diversa poli distrettuale.
GM:
E di diversa natura anche.
VL:
Sì, sì di diversa natura, diversa nel senso di natura diversa come mezzo di produzione.
GM:
Grossomodo di situazioni del genere quante ne ha viste di quelle che lei ha descritto in questo momento?
VL:
Il numero preciso non lo so, diverse.
GM:
Diverse.
VL:
Diverse insomma tante, però il numero non glielo so proprio dire.
GM:
Non ho altre domande.
GCM:
Prego l'altro Pubblico Ministero.

Pubblico Ministero - Dottoressa Comodi

MC:
Più che domande delle precisazioni. A proposito dell'esame istologico della mucosa vaginale, voi avete commentato nella vostra relazione e avete in qualche modo spiegato e giustificato la negatività dell'esame istologico. Lo vuole ripetere alla Corte.
VL:
Allora in relazione all'esame istologico, lo cerco, noi abbiamo scritto testualmente "scarsa significatività riveste l'esito negativo per la ricerca di emorragie degli esami istologici effettuati dai periti in zona vulvare sul preparato anatomico genito anale conservato in formalina, tale esame ha infatti trovato limite oggettivo nella colorazione uniforme assunta dal preparato stesso che non ha verosimilmente consentito di individuare la zona corrispondente alle lesioni evidenziate nella documentazione fotografica". Però posso fare un passo indietro, adesso sfogliando e cercando per rispondere al quesito del Pubblico Ministero, c'è un esame obiettivo ginecologico effettuato in... insomma nell'immediatezza del decesso, in cui viene....
MC:
In costanza di autopsia.
VL:
Nell'immediatezza del decesso.
MC:
Di ispezione cadaverica.
VL:
In cui viene con dovizia di particolari descritto quello che vedono visivamente e loro vedono. Diverse... allora minute ecchimosi violacee sulla parte posteriore dell'anello, qui parlano dello sfintere anale, macchie violacee di tipo ecchimotico. Quindi non sono, cioè noi è vero abbiamo avuto dei limiti tutti noi perché in base solo all'esame delle fotografie e della documentazione. Ma Lalli l'ha viste e l'ha descritte, oltre che...
MC:
Insieme Epicoco.
VL:
Oltre che visivamente. Certo era molto più semplice descriverle nel contesto dell'autopsia che in un pezzo fissato tutto grigio retratto, insomma era molto più facile vederle in sede autoptica.
MC:
Poi parliamo un attimo delle. torniamo un attimo alle ecchimosi digitali presenti sul collo, sul collo, sulla regione della mandibola, eccetera. Le chiedo possono essere compatibili queste ecchimosi con un'azione di contenimento e di immobilizzazione della vittima? Cioè lei ha parlato di tentativo di soffocamento e di tentativo di strozzamento, giusto?
VL:
Si.
MC:
Ma ha parlato di questo tentativo di soffocamento e strozzamento ipotizzando diciamo la volontà dell'agente o perché le tracce visibili sono caratterizzanti, oppure possono essere alternativamente compatibili con la semplice volontà di un contenere, immobilizzare oppure chiude la bocca per non fare urlare la vittima, è chiara la domanda? Scusi.
VL:
Se ho ben capito lei mi dice se noi abbiamo scritto che erano tentativi di soffocamento e di strozzamento in base alla volontà. cioè entrando nella.
MC:
Esatto.
VL:
Assolutamente non entriamo. Sì cerca per quanto possibile di essere il più scientifico - tecnici.
MC:
Quindi ha descritto un effetto.
VL:
Ma noi non entriamo nella volontà, descriviamo le lesioni e l'effetto che le stesse determinano, cioè i medici legali non entrano nell'animo ledenti insomma.
MC:
Quindi sulla base di questa premessa che lei ha appena fatto, quell'ecchimosi sono compatibili con una azione volta a trattenere, a immobilizzare e a far star zitta la vittima, oppure no?
VL:
Si.
MC:
Grazie. Allora, veniamo adesso al taglio principale, alla ferita che non possiamo considerare mortale. Lei ha parlato in relazione anche alla compatibilità e al giudizio che voi avete espresso di compatibilità del coltello sottoposto a sequestro con l'arma del delitto, del fatto che non ci siano ecchimosi sul bordo della ferita, ecchimosi diciamo da contatto con il manico, giusto?
VL:
Si.
MC:
Esatto. I consulenti di parte invece mi pare di aver letto nel verbale, ma sicuramente è così, nel verbale dell'udienza relativa all'incidente probatorio, sostengono invece di poter vedere delle ecchimosi...
VL:
Loro lo possono sostenere, io però in base anche alla visione diretta vedo un ecchimosi...
MC:
Alfine di sostenere ovviamente la compatibilità di un'arma con lama molto più corta.
VL:
Non c'è ecchimosi intorno ai margini, c'è una ecchimosi sotto, certamente sì, ma quella è determinata dal meccanismo da afferramento, non c'è ecchimosi intorno ai margini da urto del manico contro il margine stesso.
MC:
Mi scusi l'ecchimosi...?
VL:
È quella sotto che si vede qui, nella quale è scritta una area escoriata è un'ecchimosi prodotta certamente dall'afferramento di cui sopra, dal tentativo o di immobilizzazione o di soffocamento o di strozzamento. No di soffocamento, di strozzamento.
MC:
Diciamo che va messa logicamente insieme alle altre che si vedono ancora più a sinistra.
VL:
Sì guardi come rappresentare un po' il posto che un aggressore sta davanti, il pollice che va a mettersi su quella, su quella lesione che noi vediamo centrale, non dove sta la freccetta quella, e le altre mani che formano le altre impronte digitate poi sulla sinistra.
MC:
Okay grazie. Dunque lei ha detto che ha riferito il vostro giudizio di compatibilità diciamo essenzialmente alla ferita maggiore, anche se poi gli ha spiegato che quell'arma è compatibile anche con... sul giudizio di compatibilità, ha appena spiegato che è compatibile anche quell'arma con le ferite minori, ovviamente con un'azione diversa, con un utilizzo diverso insomma della stessa arma. Lei si ricorda per caso sulla base di che cosa i periti del GIP hanno espresso questo giudizio di non incompatibilità? Che peraltro lei ha già detto che per lei equivale a giudizio di compatibilità, perché in italiano in effetti due negazioni affermano, mi ha rubato una battuta che avrei voluto utilizzare in requisitoria. In italiano due negazioni affermano?
VL:
Non lo ricordo.
MC:
Lei se lo ricorda, se la ricorda la discussione?
VL:
In aula no, cioè mi ricordo che ci fu, però alla fine in aula loro non parlarono di non incompatibilità.
MC:
Esatto, per quanto riguarda la ferita maggiore soprattutto vero? Il dubbio era... me lo conferma che i dubbi casomai erano sulle ferite...
VL:
Assolutamente solo sulla ferita maggiore, i dubbi sulle altre non sono stati mai sollevati immagino.
MC:
Senta, quando lei e i suoi colleghi avete redatto la consulenza di cui abbiamo parlato fino adesso. E prima ancora quando avete assistito alle operazioni peritali, avete partecipato all'udienza relativa all'incidente probatorio dinanzi al G.I.P., conoscevate i risultati delle analisi biologiche della Polizia Scientifica sul DNA?
VL:
Questo, io in sede di operazioni peritali no, non... io non ne ero a conoscenza. Insomma ritengo che avrei rammentato un particolare così importante.
MC:
Ecco se lei avesse avuto già conoscenza del fatto che almeno sulla base dei dati della Polizia scientifica che poi è tutta ancora da discutere, comunque se lei avesse conosciuto i dati della Polizia Scientifica e segnatamente i dati forniti dalla dottoressa Stefanoni che in base alle analisi biologiche ha detto che dentro la vagina di Meredith è stato trovato il DNA di Rudy Guedè. ma questo lo sapevate forse, questo è l'unico dato che forse sapevate.
VL:
Si io in relazione al dato sul coltelle non sapevo, sì quello c'è stato detto direttamente dai consulenti delle parti, quindi si sapeva.
MC:
Perfetto. Quindi il DNA di Rudy lo conoscevate?
VL:
Si.
MC:
Perfetto. Se aveste saputo anche che sul coltello, almeno secondo le analisi svolte dalla dottoressa Stefanoni, sulla lama del coltello, sulla punta è stato ritrovato il DNA di Meredith e sul bordo vicino al manico il DNA di Amanda Knox e sul gancetto del reggiseno che indossava Meredith al momento del delitto, è stato ritrovato il DNA di Raffaele Sollecito. Lei avrebbe potuto sostenere che vi erano anche elementi scientifici a sostegno della pluralità di persone sul luogo del delitto, oppure sono dati indifferenti? INTERVENTO - Fuori microfono -
MC:
Perché è un consulente medico legale.
GCM:
Nell'ipotesi in cui questi elementi... Prego, prego, scusate. Prego.
VL:
Nell'ipotesi in cui avessi avuto conoscenza che sul coltello ci fosse stato. c'era un DNA, questo. la domanda è se questo assetto avrebbe confermato l'ipotesi di ricostruttiva.
MC:
No se avesse supportato o modificato le sue conclusioni in ordine alla presenza di più persone.
VL:
No non me l'avrebbe, no non sarebbe stato questo fine è assolutamente irrilevante.
MC:
Quindi la sua convinzione è indipendente, diciamo anche dall'esito degli esami biologici, la sua convinzione che già ha già espresso della verosimiglianza, della presenza di più persone?
VL:
Si.
MC:
Grazie.
GCM:
La parte civile ha chiesto...

Parte Civile - AVV. Maresca

FM:
Le esibisco un fax del dottor Fazio del 24 aprile 2008 con il quale invia a lei dottoressa Vincenzo Liviero la nomina del consulente tecnico, dei consulenti tecnici effettuata il giorno prima, il 23 aprile, in cui venite nominati professor Bacci, Professor Marchionni e dottoressa Liviero dal Pubblico Ministero dottor Mignini. Se si ricorda questo fax, se mi conferma di averlo ricevuto, e se quello era l'incarico. Si ricorda il fax del dottor Fazio del giorno successivo, l'allegato conferimento di incarichi a tutti e tre. Poi le esibisco il verbale successivo in cui lei va.
VL:
Quindi solo una precisazione.
FM:
Prego.
VL:
Il decreto di nomina quindi a me è arrivata in data 24 aprile 2008, non 2007, ma non c'era l'errore anche nella data, insomma almeno un errore l'abbiamo stornato.
GCM:
Stiamo solo alle domande, poi si terrà conto di tutti gli elementi che vengono progressivamente acquisiti, prego.
FM:
Le esibisco poi dottoressa.
VL:
Sì ascolto Avvocato.
FM:
Il verbale di conferimento di incarico che lei riceve di fronte al dottor Mignini dell'8 maggio 2008, se riconosce la sua firma con cui assume l'incarico previsto da quel...
VL:
E' la mia firma.
FM:
Bene, chiedo l'acquisizione di questi atti Presidente. Ecco dottoressa, lei sa se i consulenti... no della consulenza, della sua consulenza no.
VL:
La mia consulenza c'è l'ho qui.
FM:
Benissimo. Lei sa se i consulenti della difesa Knox e Sollecito hanno partecipato all'autopsia svolta dal dottor Lalli?
VL:
No non lo so, non credo, non so se ne viene dato atto... di solito...
GCM:
Se lei lo sa o non lo sa, ecco.
VL:
No, io non lo so. Ma nel verbale di autopsia tutti noi medici legali scriviamo chi è presente.
FM:
Lei l'ha letto il verbale dell'autopsia.
VL:
Si direi più volte.
FM:
Erano presenti i consulenti delle Difese, sì o no?
GCM:
Ce l'ha a disposizione questo verbale?
VL:
No, se me lo passa. Io non c'ero. Qui si dà atto che il 3/11/2007 alle ore 12 quando si prosegue con le operazioni peritali, c'era Giorgio Epicoco e il dottor Lalli e la dottoressa Stefanoni, si desume perché...
FM:
Quindi erano presenti i consulenti della difesa dottoressa...
VL:
No, no.
FM:
Quindi per l'espletamento delle loro consulenze dottoressa, su che cosa si sono basati i consulenti delle Difese?
VL:
Presumo sulle stesse nostre immagini, sui video, sulle perizie, sulle relazioni di consulenza, sulle trascrizioni dell'udienza, immagino sulle stesse cose che abbiamo usato noi.
FM:
La ringrazio. Dunque lei ha risposto prima alla difesa, che in linea teorica è possibile che ad agire sia stata una sola persona e a provocare questa diversità di lesioni, anche se il suo parere è che siano state più persone, proprio per la molteplicità della diversa casualità delle lesioni, giusto?
VL:
Si.
FM:
Lei ha risposto alla Corte proprio dicendo che in linea teorica si può prima soffocare poi stringere e poi usare il coltello. Secondo lei, vista la sua esperienza, è possibile un'azione contestuale nello stesso identico momento con queste tre reazioni diverse da parte di una stessa persona?
VL:
Da una stessa persona?
FM:
Si?
VL:
No.
FM:
Quindi la domanda è se fosse stata un'unica persona ad agire le fasi erano successive giusto?
VL:
E si certo.
FM:
E non contemporaneo.
VL:
No.
FM:
Lei si ricorda dottoressa le conclusioni sul punto della violenza sessuale dell'incidente probatorio, mi riferisco all'udienza dell'incidente probatorio, abbiamo letto prima la perizia, si ricorda invece come concludono all'esito proprio ultimissime righe del verbale delle trascrizioni.
VL:
Ecco io quello non l'ho letto, ma ero presente in udienza, mi ricordo che la professoressa Aprile in maniera molto energica affermò che insomma il quadro poteva essere compatibile con una violenza.
FM:
Evito la lettura perché ha già riferito in modo chiaro la dottoressa. Ecco ci specifica la differenza, siccome lei ha detto che a carte 18 della sua consulenza, della vostra consulenza c'è stato un errore di indicazione, qual è la differenza tra strangolamento e strozzamento?
VL:
Lo strozzamento è messo in opera e possono essere per azioni delle mani, lo strangolamento per l'uso di mezzi quali può essere, soffici, morbidi, una corda, un fazzoletto, un foulard, delle calze o il lenzuolo, un filo di nylon, un filo elettrico.
FM:
Quindi nel caso che ci occupa, parliamo di strozzamento.
VL:
Strozzamento quello a pagina 11... insomma alla pagina che per me è proprio un errore.
FM:
Ha già detto. Un'ultima domanda e ho terminato Dottoressa. Lepiccole ferite che lei ci ha evidenziato sulle mani di Meredith Kercher, lo specifica anche nella consulenza, sono sintomo di un'attività di difesa, giusto?
VL:
Sono patognomoniche per una attività di difesa.
FM:
Come?
VL:
Si sono proprio indicative di un estremo tentativo di difesa da parte della vittima.
FM:
Va bene la ringrazio.

Presidente

GCM:
Le volevo solo chiedere questa azione ritiene che si sia svolta con la vittima in piedi, con la vittima adagiata in terra, appoggiata su una parete, oppure se è possibile...
VL:
L'azione quella con il mezzo tagliente o tutta?
GCM:
L'azione di violenza condotta, ecco se ci sono varie fasi distinguibili.
VL:
Sembrerebbe più... anche per la distribuzione delle lesioni messa... posta in essere con la vittima sdraiata, non in posizione retta ma sdraiata.
GCM:
Quindi tutta l'azione di violenza lei ritiene che si sia svolta con la vittima sdraiata.
VL:
Poi chiaramente durante l'evento lesivo la vittima, il corpo della vittima ha subito, ancora in vita, ha subito spostamenti, quindi insomma magari per qualche momento ha pure cambiato posizione, però sembrerebbe più in posizione.
GCM:
Ecco lei magari prima nel riferire la sua opinione circa l'opinione preferibile a che l'azione di violenza sia stata condotta da più persone, ha fatto riferimento alle lesioni riportate dalla vittima, la molteplicità delle stesse, la diversità di causa delle lesioni stesse. Non ha fatto riferimento anche alle lesioni subite dalla vittima come in fase difensiva. Tenendo conto anche della presenza di queste lesioni, della quantità delle stesse, può dare una valutazione... la sua valutazione rimane ecco.
VL:
No rimane analoga, perché le lesioni da difesa potrebbero essere state prodotte in seguito alla difesa ma verso uno o verso più persone no.
GCM:
Però le chiedo se fosse stata una sola persona a portare in atto quella attività lesiva, le lesioni da difesa sarebbero state di più, di meno, le stesse oppure è un dato neutro.
VL:
Non le so rispondere, secondo me sarebbe... è più... sarebbe stata meno rappresentata la lesività sul corpo della vittima con una persona sola.
GCM:
Quindi rimane quella.
VL:
Si.
GCM:
Non ci sono altre domande; la consulente viene congedata. Viene prodotta la consulenza. Quindi si produce la consulenza, si acquisiscono anche i documenti di cui è stata chiesta l'acquisizione.