Dr. Lorenzo Rinaldi's Testimony

From The Murder of Meredith Kercher
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This testimony is supported by the Rinaldi & Boemia Photo Appendix which contains 56 images referred to in this transcript and the transcript of Pietro Boemia who also testified on the subject of footprint identification.

In addition both expert's testimony is also supported by the Rinaldi & Boemia Technical Report.

Key to abbreviations
GCM Giancarlo Massei Judge Presidente
LR Dr. Lorenzo Rinaldi Technical Director in the police
MC Manuela Comodi Prosecutor Pubblico Ministero
GB Giulia Bongiorno Sollecito defense lawyer Avvocato
CDV Carlo Dalla Vedova Knox defense lawyer Avvocato
Viene introdotto il testimone Rinaldi Lorenzo
GCM:
Lei è stato citato come testimone, come testimone deve dire la verità, a questo obbligo è richiamato, deve rendere la dichiarazione di impegno che trova dinanzi a lei e dire le sue generalità.

Il testimone presta il giuramento di rito.

LR:
Il mio nome è Lorenzo Rinaldi, sono nato a Roma il 25 agosto 1973.
GCM:
Pubblico Ministero può procedere all'esame.
MC:
Grazie Presidente. Dottor Rinaldi, vuole specificare alla Corte quali sono le sue competenze e quale carico, o comunque funzione; ricopre all'interno della Polizia Scientifica di Roma?
LR:
La mia qualifica all'interno della Polizia di Stato è quella di Direttore tecnico principale ingegnere della Polizia di Stato, sono in forza al Servizio Polizia Scientifica, in particolare dirigo tre delle Sezioni della II Divisione, che è proprio la Divisione Identità, quindi quella competente a tutti gli accertamenti identificativi a carico dei soggetti, sia dattiloscopici che di altra natura.
MC:
Quali sono le attività che ha svolto nell'ambito di questo procedimento, in che qualità l'ha svolto, perché lei è consulente tecnico del Pubblico Ministero, giusto?
LR:
Sì. Allora in questo procedimento penale io collegialmente con il mio collega, Ispettore Capo Boemia, abbiamo effettuato due attività di consulenza tecnica, su incarico appunto della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Perugia; la prima attività di consulenza tecnica era volta alla comparazione dell'impronta di sangue di scarpa rilevata nella stanza dove è stata trovata la vittima e la seconda attività di consulenza tecnica successiva era rivolta all'accertamento di impronte di scarpe e di impronte di piedi nudi, sulla base di impronte plantari acquisite in sede di ispezione corporale ai tre imputati.
MC:
Visto che lei ha preparato delle immagini per spiegare meglio il suo lavoro, la lascio alla descrizione. Partiamo pure dalla impronta di scarpa che pure non riguardando direttamente gli odierni imputati, comunque è importante. Se vuole precisare, ovviamente se lo sa, se se lo ricorda, quale è stata la circostanza che ha reso necessario questo nuovo accertamento tenuto conto che c'era già stato un accertamento da parte del Dottor Ippolito, in merito a quella impronta di scarpa.
LR:
Sì, la circostanza per la quale si è reso necessario questo ulteriore accertamento poi è contenuta e sintetizzata in quello che è l'incarico che io ed il collega abbiamo avuto dalla Procura della Repubblica, ossia quella di effettivamente verificare se quella impronta di scarpa, segnatamente il rilievo SA, quindi una impronta di scarpa rilevata vicino al cadavere della vittima, fosse effettivamente attribuibile alle impronte delle scarpe sequestrate al signor Sollecito, ovviamente senza procedere ad alcun raschiamento della suola in maniera da non compromettere eventuali successivi accertamenti e poi, ovviamente, quanto altro utile, a fine di giustizia.
MC:
Quindi la devo chiamare Ingegnere, non Dottore Rinaldi, Ingegnere Rinaldi. Prego.
LR:
Guardi, io preciso, mi chiami Dottore perché io sono Dottore in fisica e la classe di concorso direttori tecnici e ingegneri è aperta ai dottori in fisica ed agli ingegneri in telecomunicazioni ed elettronici.
MC:
Prego.
LR:
Ovviamente per compiere questo incarico affidatoci dalla Procura della Repubblica, abbiamo avuto a disposizione una serie di reperti; i reperti che erano, le scarpe "Nike", modello "Air Force One" misura 9, sequestrate al signor Sollecito Raffaele, le scarpe "Skechers" misura 7, sequestrate alla signora Knox ed altre paia di scarpe, un paio di scarpe "Adidas", un paio di scarpe "Timberland" sequestrate al signor Guedè Rudy Hermann e la foto delle scarpe "Puma" rinvenute in sede di sopralluogo accanto al cadavere della vittima. Ovviamente poi, per quanto riguarda la nostra attività di consulenza, siamo andati a considerare anche l'impronta di una particolare scarpa, la "Nike", modello "Outbreak 2", misura 11, per una ragione che poi spiegherò nel seguito.
Con che cosa sono state confrontate queste suole di scarpe? Sono state confrontate, sintetizzo, con 30 impronte da calzatura rilevate nel corso dei sopralluoghi eseguiti nell'abitazione della vittima e con due impronte rilevate invece nel corso del sopralluogo eseguito a casa di Guedè Rudy Hermann. In particolare noi avevamo 17 impronte di sostanza ematica, qui sintetizzate in relazione al rilievo eseguito dalla Polizia Scientifica, quindi avevamo una serie di impronte di sostanza ematica, rinvenute nel soggiorno, insomma in quel disimpegno all'entrata, avevamo una serie di impronte nel corridoio, avevamo delle impronte nella stanza della vittima, in particolare il gruppo 5, quindi la 5 A, le 3 impronte della 5B e le 3 impronte della 5C e poi avevamo 2 impronte di sangue rilevate sulla federa del cuscino rinvenuto sotto il cadavere della vittima.
Oltre a queste impronte di sostanza ematica, esistevano 11 impronte invece di polvere di sporcizia rilevate su vario materiale cartaceo repertato all'interno dell'abitazione e 2 impronte, anche qui di polvere o di grasso, repertate nell'abitazione di Rudy Guedè.
MC:
Mi scusi, i numeri che vediamo, foto 16, 17, 21, si riferiscono a quale numerazione?
LR:
Allora la numerazione delle foto si riferisce alla nostra relazione di consulenza, il rilievo, viceversa, è quello preso dagli atti eseguiti nel corso dei sopralluoghi, dalle varie unità della Polizia Scientifica.
In particolare, per facilitare la comprensione, questa è la suola, che poi è la parte che a noi interessa, delle scarpe "Nike", modello "Air Force One", misura 9, sequestrate al signor Sollecito Raffaele; questa è la suola delle scarpe sequestrate alla signora Knox; e questa, a scopo esemplificativo, è una planimetria schematizzata dell'appartamento, in cui abbiamo tracciato, a scopo appunto esemplificativo, la posizione delle impronte di sostanza ematica e con la relativa attribuzione che vedremo nel corso di questa consulenza.
Quindi noi abbiamo che queste impronte sono collocate in questo modo: la SA, la SB e la 5C erano esattamente in corrispondenza dei piedi del cadavere, comunque di questa zona qui. Poi abbiamo due impronte nel corridoio, la numero 3 e la numero 2, in sequenza, uscendo dalla stanza della vittima; abbiamo una serie di impronte, di cui solo 2 noi abbiamo giudicato utili, la F e la H, nel soggiorno, così come indicato in questa planimetria, e poi i punti che vediamo sono le ulteriori impronte e sono state contrassegnate da punti, perché non le abbiamo ritenute utili per confronti. Quindi sono collocate li, però non è possibile dedurne nulla.
MC:
Ma queste che ci fa vedere adesso sono tutte di piedi nudi, oppure alcune di scarpe e alcune ...?
LR:
Queste che faccio vedere adesso sono impronte di scarpa, di sostanza ematica, visibili.
GCM:
Scusi un attimo, ai fini della verbalizzazione, diamo atto che è presente anche il perito che provvede alla documentazione dell'odierna udienza, sulla base dell'incarico affidato allo stesso nel corso dell'udienza dell'8 maggio. Prego.
LR:
Quindi questo per avere invece un riferimento diciamo logistico dì dove queste impronte di scarpa erano collocate al!'interno dell'appartamento. Per avere invece un riferimento reale, ho inserito in questa presentazione quelle che sono le foto del sopralluogo relativo a queste impronte. Allora qui vediamo la stanza della vittima con il gruppo 5. Questa è l'impronta 5A per la quale il quesito richiedeva la verifica con l'impronta di suola dì Sollecito, abbiamo la 5C, la 5B, poi abbiamo in sequenza la 3, subito all'uscita della porta, la 2 qui, e poi successivamente questo è il soggiorno visto dal corridoio, la F e le altre impronte qui di fronte al divano.
MC:
Quale direzione avevano le impronte di queste scarpe, o di questa scarpa?
LR:
Allora le impronte dì questa scarpa, anticipo una delle conclusioni dell'accertamento, sono quelle...
MC:
Disegnate.
LR:
Sono quelle qui indicate in questo schema, quindi erano in uscita dalla stanza e orientata diciamo in maniera orizzontale rispetto al!' asse camera Romanelli, carnera Mezzetti e diciamo verso il divano, questa qui di fronte al divano. Sono tutte impronte di scarpa sinistra.
MC:
Va bene.
LR:
Ovviamente la prima parte dell'incarico era sul chiaro confronto con le scarpe sequestrate al signor Sollecito e con l'impronta 5A di sangue, relativa nelle pertinenze, nelle adiacenze del cadavere.
MC:
Quella per la quale Ippolito aveva dato un giudizio di compatibilità inizialmente. Chiariamolo questo.
LR:
Sì, io tengo a precisare che proprio per la natura tecnica di questo accertamento, per non essere in nessun modo influenzato dalle conclusioni altrui, il lavoro precedente non è stato assolutamente considerato né da me, né dall'Ispettore Boemia, proprio perché questo è un confronto tecnico per il quale le conclusioni vanno viste in maniera analitica. Quindi che cosa vediamo in questa impronta? Vediamo una serie di elementi concentrici, ci sono elementi circolari e poi archi concentrici, vediamo un profilo, profilo che non manifesta particolari discontinuità; questo lo dico perché poi è uno degli elementi chiave nel corso del seguente accertamento.
MC:
Il profilo, che sarebbe, m termini , diciamo più poveri, il bordo dove finisce in pratica la suola.
LR:
Esatto, il bordo esterno della suola. Questa è una impronta di scarpa sinistra, il profilo, carne dicevo, è visibile, è visibile questo elemento circolare, è centrale, questa è la parte della pianta, è visibile anche in qualche modo, semplificando, la punta della calzatura. Bene, come si è proceduto? Si è proceduto con quella che è la tecnica richiesta poi dall'incarico senza raschiatura, quindi abbiamo eseguito una inchiostrazione con inchiostro tipografico della suola della scarpa di Raffaele Sollecito, che poi è stata successivamente acquisita su un supporto cartaceo bianco appoggiato su una superficie rigida e piana. Come vediamo, anche qui abbiamo un elemento circolare e poi abbiamo una serie di elementi concentrici, che però non manifestano la medesima ampiezza, quindi abbiamo una serie di elementi più fini, seguiti da elementi in qualche modo più ampi; e poi, per quanto riguarda il bordo, abbiamo una serie di tacchetti ortogonali, se vogliamo, orientati dal centro della ...., trasversali a quello che è il profilo; quindi non è un profilo continuo, ma sono presenti una serie di tacchetti nel bordo esterno della scarpa. Per questo io ho tenuto ad indicare che invece nell'impronta, questa chiamiamola tacchettatura, quindi continua interruzione del profilo esterno, non è assolutamente presente né visibile. Bene, ora non credo si veda molto dalla risoluzione di questo schermo, comunque è stata fatta una comparazione in qualche modo dal generale al particolare, quindi si vede che questa impronta è di dimensioni inferiori a quella della impronta di sangue lasciata nel pavimento della stanza della vittima; si vede che l'ampiezza di questo elemento circolare è inferiore, qui la misura che è riportata è 33 millimetri, qui è 36; si vede soprattutto che i tacchetti, chiamiamoli, di questa scarpa, presentano tutti le medesime dimensioni; viceversa in questa scarpa abbiamo dei tacchetti fini, alternati a tacchetti più ampi. Non solo, ma anche il numero dei tacchetti, non coincide tra le due impronte e da un punto di vista in qualche modo più analitico, se anche l'immagine proiettata non rende, in questa zona qui noi vediamo che gli elementi concentrici, quindi gli archi del!'impronta di sangue, vanno ad intersecare il bordo, cosa che non succede qui. Noi abbiamo degli elementi tangenti, ma non abbiamo queste chiare intercettazioni del bordo, quindi queste linee che vanno ad incrociarsi.
Quindi già da questa analisi sintetica che ho fatto, è possibile escludere che questa scarpa abbia prodotto questa impronta.
Per rafforzare in maniera appunto espositiva questa considerazione, abbiamo provveduto a tracciare il profilo della scarpa sequestrata a Raffaele Sollecito, per poi provare a sovrapporla con l'impronta di sangue, tenendo in considerazione che l'unico elemento che consente tale sovrapposizione è il centro dell'elemento circolare che, come abbiamo detto, era di dimensioni comunque diverse. Ebbene, provvedendo a questo tipo di analisi, ovviamente va orientata nella stessa maniera facendo coincidere l'asse, ebbene, questo sicuramente consente di escludere che questa scarpa abbia lasciato questa impronta, che è stata la prima conclusione del nostro accertamento, in funzione dell'incarico ricevuto.
A questo punto, considerando l'ampiezza dell'incarico, abbiamo fatto una serie di ulteriori accertamenti, quindi in questo è sintetizzato l'esito della nostra consulenza, relativamente all'esclusione che la scarpa sequestrata al signor Sollecito potesse essere la scarpa che avesse lasciato quella impronta.
A questo punto, dicevo, l'accertamento si è, in qualche modo, indirizzato in altra direzione; avendo a disposizione le immagini del sopralluogo eseguito in data 20 novembre nell'abitazione di Guedè Rudy Hermann, in una scaffalatura in cui un ripiano era di sua pertinenza fu trovata questa scatola di scarpe, dove qui vediamo un ingrandimento di quella che era la targhetta apposta sulla scatola, che faceva riferimento ad una scarpa marca "Nike", misura 11, del tipo "Outbreak 2 Mid".
La scatola, a giudicare dagli atti, era vuota.
A questo punto noi quindi avevamo a disposizione una indicazione di una ulteriore scarpa marca "Nike", che poteva in qualche modo rientrare in quelle da analizzare per compiere questo accertamento.
Siamo andati da un rivenditore ufficiale della ditta "Nike", abbiamo provveduto a reperire questa calzatura, ovviamente della stessa misura, l'abbiamo fotografata ed abbiamo, tramite un supporto adesivo apposito per l'acquisizione di impronte da calzature, in uso alla Polizia Scientifica, acquisito l'impronta della scarpa. Qui è per necessità di esposizione suddivisa in due zone. Quindi, come vediamo già qui, noi ritroviamo alcune di quelle che erano le caratteristiche di quella impronta che poi vedremo diffusamente. Quindi questi elementi concentrici rispetto alla pianta del piede, che vanno ad intersecare il bordo della scarpa, e, una forma, se vogliamo, a dimensioni maggiori rispetto a quella della scarpa del signor Sollecito, che ho fatto vedere in precedenza. Però diciamo che la nostra attività di indagine doveva essere in qualche modo completata da una prova tecnica che quella scatola di scarpe comunque contenesse delle scarpe che fossero state in uso al signor Guedè; pertanto prima di confrontarla con le scarpe nell'appartamento della vittima, abbiamo fatto una ulteriore attività, siamo andati a vedere, dagli atti della Polizia Scientifica, alcune impronte di scarpe che furono repertate al!'interno del bagno dell'appartamento del signor Guedè.
Ebbene, nel bagno dell'appartamento del signor Guedè, e questa è la collocazione della foto eseguita nei rilievi tecnici di sopralluogo, erano state repertate due impronte di scarpe, l'impronta 1, che poi vedremo meglio, e l'impronta 2.
Queste sono le due immagini relative alle impronte di scarpe repertate nel bagno del signor Guedè. Ora queste chiaramente non sono impronte lasciate da sostanze ematiche chiaramente visibili, sono comuni impronte di scarpe su una piastrella bianca, lasciate per sporcizia, polvere e grasso sul pavimento. Bene, già possiamo vedere, queste sono impronte relative alla zona del tacco, in qualche modo una distribuzione morfologica analoga a quella del tacco della scarpa "Nike" modello "Outbreak 2" misura 11.
Per fare le comparazioni ci siamo quindi indirizzati sull'impronta n.1, che abbiamo messo a confronto, ripeto, con il tacco di quella scarpa.
Ora, già qui sono evidenti tre elementi circolari ed una serie di archi, che ritroviamo anche nel tacco di quella scarpa; sono stati tracciati il profilo degli elementi concentrici, tre elementi concentrici, ed i quattro archi, sia sulla scarpa acquisita dal rivenditore, sia sulla impronta, e già da questa immagine vediamo una assoluta compatibilità, in termini di forma e dimensione.
Inoltre, oltre a questa compatibilità morfologica, siamo andati ad eseguire delle misurazioni accurate, sia del diametro dei tre elementi circolari, sia, diciamo, gli spazi, le dimensioni lineari degli spazi fra tacchetti; dimensioni che sono assolutamente e pienamente compatibili con quelle rilevate sulla impronta nel bagno di Guedè.
Questo ci consente di concludere che questa impronta qui, nel bagno di Rudy Guedè, effettivamente è stata lasciata da questa scarpa. Pertanto quelle scarpe sono state calzate all'interno dell'appartamento di Rudy Guedè.
La stessa cosa è stata fatta per l'altra impronta, anche qui si vedono i tre elementi circolari ed i quattro archi, quindi comunque già si vede una compatibilità morfologica tra le due impronte; siamo andati a tracciare i medesimi elementi sovrapponendoli all'impronta, così come è riportato nella relazione tecnica depositata, abbiamo provveduto ad effettuare le misurazioni dimensionali degli elementi, così come mostrati in precedenza, e le abbiamo comparate con quelle dell'impronta. Anche qui c'è la piena compatibilità dimensionale di forma e morfologica delle due impronte, pertanto si può assolutamente concludere che quelle due impronte sono state lasciate da questa scarpa, la scarpa "Nike", modello "Outbreak 2", misura 11; quindi quella scarpa è stata calzata all'interno dell'appartamento.
Avendo verificato questo, siamo tornati nell'appartamento della vittima ed abbiamo confrontato questo modello di scarpa e questa misura con l'impronta in precedenza attribuita al signor Sollecito. Quindi questa è l'impronta 5 A, di cui si parlava prima, e questa è la corrispondente porzione della scarpa "Nike Outbreak 2" misura 11. Bene, già si vede una decisa compatibilità sia in termini dimensionali, sia in termini di profilo ...
MC:
Quella specie di filo che si vede nell'impronta presa dal rivenditore?
LR:
Assolutamente, quell'elemento chiaramente è un elemento che era presente sulla scarpa dal rivenditore, o comunque si è frapposto al momento dell'acquisizione tra la scarpa e l'adesivo.
MC:
E' un pelo insomma, un filo ...
LR:
Credo che sia un pelo assolutamente; questa acquisizione è stata fatta dal rivenditore, quindi chiaramente dai rivenditori di scarpe sono presenti probabilmente fili, capelli comunque per terra, quindi chiaramente è un qualche cosa che si è sovrapposto tra la suola e l'adesivo al momento dell'acquisizione e non va considerato nel momento che si considerano le caratteristiche.
MC:
E comunque non altera le caratteristiche.
LR:
Assolutamente; non altera assolutamente, in nessun modo, quelle che sono le caratteristiche della scarpa; quindi già vediamo una coincidenza dimensionale e questi sono elementi importantissimi nella morfologia, quindi questi archi vanno ad intersecare il profilo esterno e soprattutto è assente qualsiasi tacchetto che invece era presente nella scarpa sequestrata al signor Sollecito. Anche per questo tipo di accertamento abbiamo tracciato gli elementi, che abbiamo sovrapposto, evidenziando una perfetta compatibilità tra gli elementi della scarpa "Nike Outbreak 2", misura 11 e quelli dell'impronta di sangue.
Anche qui sono state fatte delle misurazioni dimensionali che hanno permesso di concludere l'assoluta e piena compatibilità tra le due impronte. Per avvalorare questo, da un punto di vista grafico, abbiamo provveduto a sovrapporre la suola della scarpa con l'impronta. C'è l'assoluta e piena compatibilità fra i due termini, intesi come forma, dimensione, caratteristiche specifiche degli elementi circolari. E questo ci consente, in maniera assolutamente certa, di concludere che l'impronta 5 A è stata lasciata dalla scarpa "Nike" modello "Outbreak 2" misura 11.
Questa è la conclusione. Abbiamo escluso che fosse stata lasciata dalla "Nike" sequestrata al signor Sollecito ed abbiamo concluso che è stata lasciata da questa scarpa, analoga, stessa scarpa, di cui una scatola vuota è stata trovata a casa del signor Rudy Guedè.
Ovviamente, a questo punto, l'accertamento si è esteso a tutte le altre impronte di sangue di scarpa rinvenute nell'abitazione della vittima.
Dico subito che tutte le altre impronte, in questo caso, per solo scopo esemplificativo è stata riportata la SA, ma tutte le altre impronte presenti nell'appartamento della vittima e lasciate da scarpa per deposizione di sostanza ematica, sono state attribuite alla medesima scarpa, alla scarpa sinistra "Nike" modello "Outbreak 2".
Qui, in particolare, ci stiamo riferendo alla impronta 5 C. In particolare, come è descritto in relazione tecnica, questa è la traccia lasciata da tre impronte della medesima posizione; la prima ha questo andamento, la seconda ha questo andamento e la terza ha questo andamento.
Questa è una precisazione tecnica ...
MC:
Cioè tre battute.
LR:
Sono tre, sì, esatto, tre battute dello stesso tacco, tre sovrapposizioni, è assolutamente una precisazione tecnica ...
GM:
Scivolatura?
LR:
No, sono tre toccate. Adesso sulla dinamica, da un punto di vista tecnico di comparazione non diamo spiegazioni, comunque sia è una classica situazione che da un punto di vista dattiloscopico avviene molto spesso.
In questo caso, sempre a scopo esemplificativo, abbiamo tracciato gli elementi del tacco di questa scarpa messi e sovrapposti all'impronta, ed anche qui c'è la piena compatibilità dimensionale e morfologica. Sono state fatte anche le misurazioni riportate nella consulenza tecnica e pertanto è possibile concludere la piena compatibilità, quindi la piena attribuibilità di questa impronta, ripeto, la 5 C, rinvenuta accanto al cadavere ...
GM:
Scusi, ci può indicare anche la posizione di questa impronta?
LR:
Quindi, ricapitolando, questa è la 5 C, e ritornando al prospero sintetico della collocazione delle impronte sulla scena del crimine, la 5C è questa qui, è l'impronta più in alto del prospetto.
GCM:
Quindi nella stanza della vittima.
LR:
Nella stanza della vittima, subito accanto alla vittima. Il gruppo:...
GCM:
La parte del piede che si vedeva?
LR:
La parte del piede ....
MC:
No, come del piede? Della suola ...
GCM:
No, con riferimento alla vittima.
LR:
Il Presidente stava parlando della vittima. Presidente, preciso che io ed il collega abbiamo partecipato alle operazioni di sopralluogo proprio perché la nostra consulenza era una consulenza di comparazione; dalle immagini io le posso dire, tornando alle immagini, che questa impronta, la 5 C, è quella che sta praticamente a contatto con i jeans rinvenuti ...
MC:
Ed infatti se ne vede un piccolo lembo.
LR:
Si vede un pezzo di jeans, il lembo del jeans; chiaramente dalle immagini del sopralluogo è possibile definirlo, ed è collocata qua; praticamente è il bordo esterno del jeans che esce fuori dal piumino, dalle immagini. Quindi abbiamo la 5C qui, abbiamo la 5 B subito sotto, sempre accanto al jeans che esce fuori dal piumino, abbiamo la 5A, che era quella iniziale, per cui si riferiva l'incarico, che è a metà strada tra la vittima e l'uscita. Poi abbiamo in sequenza, perché a questo punto è possibile assolutamente dedurre che le impronte siano state lasciate in sequenza, la 3 subito all'uscita della stanza e la 2 un pochino più in basso nel corridoio. Poi abbiamo la F collocata nel soggiorno ed abbiamo l'H collocata di fronte al divano.
Tutte queste impronte sono state attribuite con certezza alla scarpa "Nike" modello "Outbreak 2" misura 11, analoga, come modello e dimensioni, all'etichetta della scatola vuota trovata a casa di Rudy Guedè.
Questa è la conclusione, ovviamente è un prospetto sintetico delle conclusioni riportate nel!' accertamento; la 5 A è stata ampiamente dimostrata, era quella che aveva ingenerato l'incarico; la 5 B, la 5 C, la 2, la 3, quindi tornando allo schema ...
GCM:
Scusi, come mai si scrive "identità probabile, malgrado tutte queste indicazioni di coincidenza?
LR:
Si scrive "identità probabile", questo è un concetto importante, perché per potere esprimersi in termini di identità certa, nel caso di una comparazione di calzature, bisogna che sulla scarpa non siano rilevabili solo ... - tomo a questa immagine dell'impronta acquisita nel negozio -; allora, per parlare di identità certa è assolutamente necessario che nei termini a confronto siano presenti non solo quelle che definiamo caratteristiche generali, ossia la forma, la dimensione, gli elementi, ma anche quelle che si possono definire caratteristiche particolari; così come nelle impronte digitali le caratteristiche particolari sono le minuzie, nelle impronte da calzatura le caratteristiche particolari sono particolari elementi, che possono essere rotture, deformazioni, abrasioni, diciamo eventuali difetti che possono venire dall'uso di quella scarpa.
In quel caso, laddove si riscontrino nella scarpa questi elementi e nell'impronta, l'identità diventa certa; ossia noi possiamo attribuire una impronta a quella scarpa, che non è più un modello ed una misura, ma è proprio quella scarpa a disposizione, scarpa, ad esempio, calzata da una persona.
MC:
Che poi, per altro, voi non avevate a disposizione.
LR:
Assolutamente ...
MC:
Le scarpe di Rudy voi non le avevate a disposizione.
LR:
Questa scarpa non è stata a nostra disposizione e l'accertamento è stato fatto su una scarpa nuova, che quindi non evidenzia nessuno di questi elementi, non evidenzia difetti, non evidenzia rotture. In questo caso non è possibile attribuire in maniera certa ad una particolare scarpa, se non riferirsi ad una classe di scarpe; pertanto non è possibile usare il termine identità, che va riferito ad un particolare oggetto, ma si parla, infatti, di una identità probabile con un modello e marca di scarpe.
Se avessimo avuto la scarpa a disposizione, probabilmente nella scarpa sarebbero emersi degli elementi particolari, così vengono definiti, come rotture e deformazioni, che se ritrovati nell'impronta, avrebbero potuto giustificare un giudizio di identità. Quindi la probabilità è associata a questo concetto.
MC:
Va bene. Passiamo adesso alle impronte dei piedi.
LR:
Certamente., ma volevo concludere sulla federa.
MC:
Sì, sì, giusto, giusto.
LR:
Quindi l'esito dell'accertamento è questo, quindi tutte le impronte giudicate utili, perché, come dicevo prima alcuni punti non sono stati giudicati utili, sono stati ritenuti completamente compatibili con questa scarpa, tali da giustificare un giudizio di identità probabile. Invece le impronte di scarpa, quelle rinvenute sul materiale cartaceo e non lasciate da sostanza ematica, non presentano alcuna analogia con le scarpe in verifica.
Per quanto riguarda poi l'ultima parte dell'accertamento, siamo andati a considerare quelle che erano le impronte di scarpe presenti sulla federa del cuscino rinvenuto sotto il cadavere della vittima.
Questa è una federa del cuscino, indico qui, e questa è una immagine appunto di quelle del sopralluogo, si vede, poi lo vedremo in maniera più estesa, sono presenti due impronte di scarpe, la prima in questa zona , qui credo che con la distanza si noti semplicemente una macchia, ma poi la vedremo ingrandita, e qui ce ne è un'altra, proprio vicino a questa gora. Questa è la prima impronta, quella che ho evidenziato all'inizio. Questa impronta, già da questa foto si vede che evidenzia analoghe caratteristiche presenti nella scarpa "Nike" modello "Outbreak 2", perché abbiamo il profilo non interrotto, abbiamo gli elementi circolari.
L'unica differenza è che questa è relativa a scarpa destra, tutte le altre erano scarpe sinistre, questa impronta, come si vede, l'elemento circolare questa volta è in alto a sinistra, quindi si tratta di scarpa destra, è presente sulla federa.
Analogamente a prima, abbiamo provveduto alla comparazione con la scarpa destra acquisita dal rivenditore ufficiale "Nike", vediamo la coincidenza degli elementi circolari, che anche in questo caso sono stati tracciati; sono state fatte misure dimensionali, che evidenziano la piena compatibilità dei segni lasciati dai tacchetti con quelli della scarpa nuova acquisita dal rivenditore ufficiale e pertanto anche per questa impronta sulla federa noi possiamo concludere che è stata lasciata dalla scarpa "Nike" modello "Outbreak 2" misura 11; però l'unica differenza è che questa è la scarpa destra.
Sulla federa è stata evidenziata anche questa altra impronta, impronta molto più piccola rispetto alla precedente, misura una distanza di circa 4 centimetri, ha una serie di elementi ad arco; sono 9 se si contano in maniera particolare; questa è scarpa sinistra, perché la scarpa è orientata in questo senso; questo è il tacco, questa è la pianta; quindi questa è scarpa sinistra, è una scarpa di dimensioni assolutamente più piccole, dimensioni che, da un punto di vista metrico sono riconducibili ad una scarpa compresa tra il 36 ed il 38, probabilmente riconducibili.
Comunque è una scarpa assolutamente più piccola rispetto alla precedente e diversa. Questa scarpa qui non presenta alcuna analogia con le scarpe in verifica.
Questo è il lavoro della prima consulenza.
MC:
Come siete arrivati, scusi, forse mi è sfuggito qualche passaggio, a dire che quella scarpa ..., va bene, che sia più piccola e più stretta mi pare che sia abbastanza evidente ...
LR:
Assolutamente.
MC:
..ma che sia di un numero compreso tra il 36 ed il 38?
LR:
Allora questo è stato fatto con una comparazione dimensionale di..., innanzitutto è una scarpa che presenta una dimensione molto più piccola, normalmente se consideriamo le scarpe che avevamo acquisito erano scarpe, per esempio la "Nike" sequestrata al signor Sollecito, misura 9, aveva un tacco di circa 71 millimetri.
MC:
Di larghezza.
LR:
Esatto. Dalle analisi, in particolare effettuate dal mio collega, che può riferire compiutamente, comunque dimensionali, eseguite con solette di scarpe professionali, con la comparazione con scarpe da ginnastica, misurate all'interno di negozi, la dimensione di un tacco di 4 centimetri è attribuibile ad un arco di variabilità di scarpa dal 36 al 38.
MC:
E anche questa era una impronta di sangue.
LR:
Questa era una impronta di sostanza ematica rilevata sulla federa del cuscino presente sotto la vittima.
MC:
Va bene.
LR:
Questa è la prima attività di consulenza di cui parlavo. Successivamente a questa, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Perugia, ha affidato a me e all'Ispettore Capo Boemia, una ulteriore attività di consulenza. Ulteriore attività di consulenza finalizzata a che cosa? Finalizzata a verificare se l'impronta di scarpa presente sulla federa, quella non attribuita, di cui si parlava nell'ultima parte della consulenza precedente, ossia quella della scarpa più piccola, con elementi circolari, il cui tacco era largo 4 centimetri, fosse stata lasciata dalle 22 paia di scarpe che sono state sequestrate dalla squadra mobile di Perugia il 23 aprile 2008, mediante due sequestri effettuati nella casa della vittima e nell'appartamento del signor Sollecito. Quindi ci sono state consegnate 22 paia di scarpe e c'è stato chiesto di confrontarle in particolare con quella di sangue non identificata, presente sulla federa e con le altre impronte presenti sul materiale cartaceo, ma non lasciate da sostanza ematica repertata all'interno della casa Inoltre, dal momento che erano emerse altre impronte, in particolare di piede nudo, evidenziate con illumino! nel corso del secondo sopralluogo ed era stata evidenziata una impronta di sangue di piede nudo lasciata sul tappetino del bagno, sotto, nel bagno adiacente alla stanza della vittima, c'è stato chiesto di confrontare le impronte plantari assunte agli imputati con queste impronte di piede nudo; quindi, a questo punto la consulenza si è spostata verso i confronti di piede nudo.
Che cosa avevamo a disposizione? Ripeto, ci sono state consegnate 22 paia di scarpe e sono naturalmente descritte in consulenza tecnica. Sono state così suddivise: 12 paia furono repertate nella stanza della vittima, 4 paia nella stanza della signora Knox, in particolare 3 paia complete, 1 scarpa di tipo free climbing nella stanza e la corrispondente scarpa, questa era la sinistra, questa destra nel corridoio, dentro una valigia e 6 paia di scarpe nell'appartamento del signor Sollecito.
Ovviamente avevamo a disposizione le 11 impronte di calzature, di cui 1 di sostanza ematica sulla federa e 10 invece su materiale cartaceo, utilizzate nella consulenza precedente, 1 impronta plantare di sangue lasciata sul tappetino del bagno, 4 foto di impronte di piede nudo rilevate attraverso il luminol, nel corridoio e nella stanza in uso alla signora Knox e le impronte plantari assunte in sede di ispezione corporale ai tre imputati.
Per ricapitolare, questa è la foto che abbiamo visto in precedenza, con il particolare del tappetino.
Qui c'è la stanza della vittima, questo è il bagno adiacente, su questo tappetino era presente 1 impronta di piede nudo lasciata dalla sostanza ematica.
Questo è il particolare del tappetino fotografato io laboratorio, l'impronta è questa. Si vede distintamente un piede nudo; questo è il particolare del piede, l'alluce, il metatarso, l'arco plantare e la zona del metatarso sottodigitale, chiamiamolo.
Oltre a questo, nel corso del secondo sopralluogo, tramite il luminol, sono state evidenziate 4 impronte al luminol, positive, di cui 3 raffigurano piedi nudi.
Questa, il rilievo 1, è una impronta, questa è la parte superiore del piede, di piede nudo rilevata, tramite luminol nella stanza in uso alla signora Knox.
Queste due impronte sono due piedi destri, sono state rilevate nel corridoio dell'appartamento; questa è una impronta per noi non utile, lasciata da una scarpa, ma giudicata non utile per confronti; questa è una ulteriore impronta di piede, evidenziata nel corridoio di fronte alla camera della vittima, orientata verso la camera.
Da un punto di vista sintetico, sulla pianta precedente, noi abbiamo riportato m maniera assolutamente esemplificativa le impronte.
Abbiamo il rilievo 1, nella camera della signora Knox, orientato verso l'uscita; abbiamo il rilievo 2 nel corridoio, orientato verso l'uscita, i due piedi; abbiamo quella impronta di scarpa in questa posizione, ma è una impronta che non è utile per confronti ed abbiamo l'ultima impronta di piede in questa posizione, orientata verso l'ingresso della stanza. Queste impronte sono state comparate con le impronte acquisite in sede di ispezione corporale il 12 maggio 2008 presso il carcere di Perugia e di Terni ai tre imputati. Come sono state acquisite? Sono state acquisite con la tecnica assolutamente diffusa, sia in letteratura, ma nella prassi, della inchiostrazione con inchiostro tipografico e dell'acquisizione su supporto cartaceo in posizione piana.
Queste sono le impronte dei tre imputati, l'impronta del piede di Guedè, l'impronta del piede di Sollecito e l'impronta del piede della signorina Knox; destre, perché, ripeto, i tre piedi evidenziati con il lumino! ed il piede di sangue presente sul tappetino, fanno riferimento a piedi destri.
Andiamo a concentrarci con l'impronta presente sul tappetino.
Come abbiamo approcciato questo tipo di discorso? E' stata fatta una analisi dimensionale, che ha permesso di verificare delle compatibilità dimensionali e morfologiche tra le due impronte. Questa è l'impronta del tappetino del bagno e questa è la parte superiore dell'impronta di piede destro acquisita al signor Sollecito. Come vediamo, una caratteristica di questa impronta, che troviamo assolutamente nell'impronta presente sul tappetino, è una rilevante dimensione in larghezza dell'alluce; rilevante intendo rispetto agli altri due imputati, quindi al signor Guedè ed alla signora Knox. Qui abbiamo un alluce la cui dimensione in larghezza è pari a 3 centimetri. Anche qui nel!'impronta di sangue troviamo una dimensione in larghezza nell'alone di sangue, pari a 3 centimetri, 30 millimetri. Dopodiché abbiamo un metatarso la cui ampiezza è 99 millimetri, ed anche qui ritroviamo 99 millimetri. Abbiamo misurato anche l'ampiezza, che qui nella impronta del tappetino è inferiore, ma questo è assolutamente spiegabile con la quantità di sangue presente sotto il piede; pertanto questi due elementi sono assolutamente da ritenere compatibili.
L'analisi è stata ovviamente estesa agli altri due. Questo è il confronto tra la parte superiore dell'impronta destra del signor Guedè Rudy Hermann con quella della impronta del tappetino.
Che cosa notiamo? Ed è il parametro che più differenzia i due piedi, notiamo che l'alluce del signor Guedè è assolutamente più stretto di quello del signor Sollecito, ci sono 7 millimetri di differenza. 7 millimetri di differenza su una impronta di un alluce è una grandezza assolutamente rilevante da un punto di vista di confronto metrico tra le due impronte; qui, ripeto, era 30. Abbiamo un metatarso di 93 millimetri in questa misurazione ed una grandezza di 56 millimetri, comparabile questa con l'impronta rilevata sul tappetino. Comunque, ripeto, la differenza fondamentale, che poi ritroveremo anche nelle altre impronte, è l'alluce. Questo alluce assolutamente più ampio, relativo al signor Sollecito, permette di concludere sulla compatibilità di queste due impronte.
MC:
Anche la pianta, mi pare, 93 e 99.
LR:
Assolutamente. Ecco, un'altra differenza che poi emergerà e che poi appunto si vedrà meglio, è questo discorso qui; la differenza di questi due piedi, quelli del signor Guedè e quelli del signor Sollecito -tomo qui -è relativa alla grandezza dell'arco plantare, che per il signor Guedè è molto più stretto di quanto non sia per il signor Sollecito, ed alla ampiezza del tallone; oltre che al metatarso, anche all'ampiezza del tallone, guardate la differenza, questo è un piede molto più stretto rispetto a questo.
Quindi questi tre parametri, l'alluce, l'ampiezza del metatarso, l'ampiezza dell'arco plantare e l'ampiezza del tallone permettono differenze in maniera sensibile, queste due impronte plantari.
Ritornando, la medesima analisi è stata ovviamente effettuata anche con il piede della signora Knox, evidenziando palesi incompatibilità dimensionali e morfologiche, perché il piede della signora Knox è largo 76 millimetri, viceversa questa impronta, nella parte del metatarso è larga 99, quindi si tratta di una impronta assolutamente più stretta e quindi è assolutamente possibile escludere la signora Knox dall'avere lasciato questa impronta.
Quindi questa analisi dimensionale ci ha permesso di concludere circa la compatibilità, proprio in: particolare l'analisi della dimensione dell'alluce, di questa impronta con l'impronta del piede destro del signor Sollecito.
Per avvalorare questo tipo di conclusione, abbiamo eseguito un approfondimento metrico circa le misure, che ha in qualche modo assolutamente aumentato la sicurezza di questo tipo di identificazione, perché, ripetiamo, questi sono i termini a confronto, abbiamo il piede destro del signor Sollecito e l'impronta di sangue.
Come ampiamente documentato nella letteratura scientifica di settore, abbiamo sovrapposto, proprio per evidenziare in maniera visibile le analogie tra le due impronte, all'impronta sul tappetino del bagno ed alla impronta del signor Sollecito, una griglia centimetrata, orientata in maniera tale che l'asse verticale della griglia coincidesse con il profilo destro del piede e l'asse orizzontale fosse in corrispondenza con il vertice superiore dell'alluce. Questo perché consente innanzitutto di visualizzare subito le analogie presenti tra le due impronte e di permettere un orientamento omogeneo dei termini a confronto.
A questo punto, avendo posizionato la griglia, è stata fatta una analisi del tracciato volta a contrassegnare - seguendo la scala cromatica, in verde ..., insomma è una scala cromatica differente, in particolare su questa sono stati contrassegnati i punti caratteristici da un punto di vista morfologico, anche qui seguendo quelle che sono le indicazioni presenti in letteratura scientifica. Quindi siamo andati a contrassegnare i punti del profilo esterno, i punti dell'alluce - forse con il mouse si vede meglio -, in verde sono state contrassegnate le analogie, che ritroviamo anche qui, in questo punto che è assolutamente ben definito; siamo andati a contrassegnare queste protuberanze, che in termine tecnico vengono dette gobbe, che sono altamente ..individualizzanti nell'impronta; siamo andati a contrassegnare il profilo e, come dicevo, la larghezza dell'arco plantare, che è uno degli elementi che più differenziano i due piedi.
Sulla base di questa contrassegnatura dei punti, abbiamo eseguito le misure, mettendo in rilievo le analogie tra le impronte. Abbiamo una assoluta analogia, considerando una assoluta analogia dal punto di vista di tutti i punti che abbiamo preso in considerazione, rilevanti da un punto di vista morfologico. Quindi abbiamo il profilo esterno del piede, abbiamo l'arco plantare assolutamente 40 e 39, abbiamo tutti i punti relativi all'arco plantare, che differenziano i due piedi da quello di Guedè, assolutamente coincidenti.
Questo assolutamente ci porta a concludere che questa impronta è compatibile con il piede destro del signor Sollecito.
MC:
Mi scusi, Dottor Rinaldi, chiedo scusa, nella griglia, quindi nella immagine precedente, c'era un punto, quello indicato con il rosso; quello è non coincidente?
LR:
Chiaramente nell'analisi del tracciato noi abbiamo, da un punto di vista tecnico evidenziato i punti analoghi ed i punti che non coincidono. In quel punto contrassegnato con I, ovviamente così come sono state evidenziate le analogie, sono state evidenziate quelle che sono le difformità metriche relative. Questo era il punto di origine e siamo andati a misurare queste distanze e sono 57-51, 65-60, 62-68. Ecco, questa difformità però è assolutamente spiegabile dal fatto che questa impronta lasciata con il sangue è ovviamente lasciata laddove il sangue è presente; quindi chiaramente è impossibile pensare di ritrovare due impronte identiche, una acquisita con l'inchiostro tipografico e l'altra lasciata, per deposizione di sostanza ematica, sul tappetino del bagno. Ripeto, il parametro fondamentale che discrimina i due piedi è l'ampiezza dell'alluce e questa forma del metatarso.
Ovviamente lo stesso tipo di analisi, per arrivare alla conclusione che ho anticipato, ossia che l'impronta è compatibile con il piede destro del signor Sollecito, è stata fatta anche sulla impronta di Rudy Guedè, con la stessa modalità, appunto desunta dalla lettura scientifica.
Questi sono gli elementi a confronto, abbiamo posizionato la griglia nella stessa maniera, asse verticale profilo destro, asse orizzontale vertice dell'alluce e siamo andati a tracciare i· punti caratteristici, in rosso evidenziando le differenze, ed in verde evidenziando le analogie.
Ovviamente la cosa che spicca di più ed è subito visibile, le particolari differenze relative all'ampiezza dell'alluce, al profilo esterno, qui ha una definizione molto più curva rispetto a quella del signor Guedè, ali' ampiezza dell'arco plantare, che è molto più ristretta sull'impronta del signor Guedè rispetto a quella della impronta sul tappetino, sia in questo punto che nei punti successivi, e, come ho già detto prima, alle gobbe, punti molto identificativi dal punto di vista del piede.
Il numero e la forma di queste gobbe è assolutamente individualizzante da un punto di vista dell'analisi del piede.
Anche qui sono sfate evidenziate dapprima le analogie, che sono dimensionali relativamente a questo punto alla distanza con l'alluce; ma, ripeto, questo punto nell'impronta è un punto in cui è spiegabile con la mancanza di sangue in quel punto e sono state assolutamente evidenziate le difformità.
Difformità che risaltano all'occhio, sono difformità per quanto riguarda l'ampiezza dell'alluce, per quanto riguarda l'ampiezza del metatarso, per quanto riguarda l'ampiezza dell'arco plantare e della parte iniziale del tallone e anche del profilo, perché queste difformità ci fanno assolutamente concludere circa la compatibilità dell'impronta con il piede di Raffaele Sollecito e quindi la non compatibilità con il piede del signor Guedè.
Inoltre, abbiamo evidenziato ulteriori elementi; ho già detto che un elemento particolarmente individualizzante è il profilo e l'altezza di quelle gobbe. Bene, se noi posizioniamo una linea, queste sono orientate così come erano messe in precedenza, con la griglia che consente un allineamento omogeneo tra i due termini di paragone; siamo andati a tracciare l'altezza delle gobbe tra l'impronta del tappetino e quella del signor Sollecito e questa coincide assolutamente in termini di altezza; la stessa cosa, con il medesimo orientamento, è stata fatta per l'impronta del signor Guedè e qui vediamo non solo una forma diversa, ma anche una altezza diversa, di 4 millimetri superiore, relativa all'impronta di Rudy Guedè.
Inoltre, come dicevo prima, prendendo come riferimento le gobbe, abbiamo tracciato il profilo. Questo è il medesimo profilo; quindi abbiamo tracciato, sulla impronta del tappetino il profilo esterno e l'altezza delle gobbe e l'abbiamo sovrapposto all'impronta del signor Sollecito ed all'impronta del signor Guedè. Questo evidenzia chiaramente la piena compatibilità con questo profilo e la difformità con questo, che va a sovrapporsi alla parte della falange dell'alluce.
Questo ci permette di concludere che l'impronta di sangue sul tappetino è compatibile con il piede destro del signor Sollecito e quindi relativamente all'insieme delle persone analizzate, che quindi è un insieme di tre persone, stante l'esclusione della signora Knox e del signor Guedè, questo consente un giudizio di probabile identità a carico del signor Sollecito. Lo stesso tipo di procedura è stata applicata per le impronte evidenziate con il lumino!, però ovviamente premettendo a questa analisi un discorso di riferimento metrico sulle impronte di luminal, perché a differenza della impronta di tappetino, che è fatta alla luce del giorno, con striscetta metrica, in condizioni di luce visibile, la caratteristica di impronte fotografate con il lumino! è dovuta al fatto che viene fatta in condizioni di buio assoluto e quindi in mancanza di riferimento metrico. Per fare questo però abbiamo utilizzato i rilievi tecnici effettuati dalla Polizia Scientifica, che ha fatto su questa stessa immagine, in tempi successivi, una serie di foto in diverse condizioni di illuminazione; per cui dal rilevo 2 c'è stato poi un rilievo 4 e c'è stato un rilievo 5. Il rilievo 5 è stato fatto in condizioni di assoluta illuminazione e nelle medesime condizioni di inquadratura. Questo ci ha permesso di andare a ritrovare nel rilievo 5 degli elementi metrici certi, con cui poi tarare l'impronta rilevata con il luminol.
Quali sono questi elementi? Se noi vediamo in questa foto e vedendo bene, perché purtroppo la presentazione proiettata non dà merito all'immagine, nell'impronta di luminol si vede chiaramente la mattonella. Questa linea qui è la mattonella, questa mattonella qui, perché questi contrassegni bianchi, posizionati dalla Polizia Scientifica, stanno proprio a delimitare le impronte. Vede, questa impronta qui e qui; questa impronta qui è questa posizione, e in entrambi i rilievi è visibile la mattonella. Quindi, utilizzando questo rilievo, che è stato fatto con striscette metriche, siamo andati a misurare, ovviamente riferendoci alla striscetta metrica, l'ampiezza di questa mattonella, quindi di questo elemento visibile ed il medesimo elemento in entrambe le foto, quindi non un'altra mattonella, ma quella mattonella, visibile in entrambe le foto, l'abbiamo misurata e ha dato una altezza pari a 169,3 millimetri; bene, questa distanza è stata riportata nella stessa mattonella relativa al rilievo in condizioni di buio assoluto. Questo ci ha permesso quindi di riportare questa impronta a dimensioni metriche note e certe. Anche in questo caso è stata fatta una analisi dimensionale in modo tale da evidenziare le eventuali analogie o differenze delle impronte a confronto.
Questa è l'impronta di luminol, questo è il profilo del piede e questa è l'impronta del piede destro del signor Sollecito; anche qui notiamo subito l'assoluta corrispondenza dall'ampiezza dell'alluce, che è l'elemento discriminante, oltre al metatarso ed oltre al tallone, che invece, in questa impronta è assolutamente visibile. Ricordo che il tallone del signor Guede è molto più stretto di quello del signor Sollecito. Quindi noi in questa situazione abbiamo una misurazione di 57 nella impronta inchiostrata, 59 millimetri in quella evidenziata con il luminal, abbiamo un alluce di 29,8, 3 centimetri qui ed abbiamo un alluce di 3 centimetri nell'impronta di Sollecito; abbiamo una ampiezza del metatarso di 99 e di 99 stessa sull'impronta di lumino!, abbiamo una altezza di 66 millimetri contro una altezza di 65 millimetri. Questo giustifica ampiamente la ·compatibilità tra le due impronte.
GM:
Scusi, questo è il rilievo numero?
LR:
Questo è un particolare del rilievo numero 2
GM:
Che direzione ha?
LR:
E' presente sul corridoio in direzione verso l'uscita. Chiaramente, per finalità tecnica, la stessa comparazione diretta è stata fatta con l'impronta del signor Guedè, che evidenzia, come detto, una larghezza di 23 millimetri, una ampiezza del metatarso di 95, una ampiezza del tallone di 52, comparata con una immagine in cui l'alluce è 30 millimetri, 3 centimetri, 99 millimetri di larghezza, 65 di ampiezza, contro i 72 del signor Guedè, 59 di larghezza, contro i 52 del signor Guedè. Quindi questa considerazione, l'alluce ed il tallone, ci permettono assolutamente di concludere circa la compatibilità di questa impronta con il piede del signor Sollecito.
Ovviamente è stata fatta la medesima attività con il piede della signora Knox, che presenta dimensioni talmente discordanti, posso leggerle, 76 di ampiezza, contro i 99, 22 dell'alluce, contro i 30 e 43 contro i 59, che ci permette di escludere completamente il piede della signora Knox dal!' avere lasciato questa impronta.
Come abbiamo fatto prima, abbiamo dimostrato, mediante una modalità utilizzata in letteratura scientifica, questo tipo di affermazione.
Questi sono i termini a confronto. Abbiamo posizionato la griglia centimetrata di riferimento, orientata come descritto m precedenza, quindi orientando omogeneamente le due impronte, abbiamo posizionato i termini facendo l'analisi del tracciato, usando una scala cromatica differente; quindi anche qui si vede in verde l'analogia del tallone, si vede in verde l'analogia del metatarso, si vede in verde l'analogia della dimensione dell'alluce.
Ripeto, quei punti che sono stati presi sono dei punti di chiaro interesse morfologico del piede.
Fatto ciò, siamo andati a misurare l'impronta e in questa dimostrazione quindi sono stati indicati i termini di compatibilità, quindi i termini analoghi, 57 per quanto riguarda il tallone, 59 per quanto riguarda questa impronta, 96 per quanto riguarda il metatarso, 98 per quanto riguarda il metatarso sull'impronta di lumino!, 30 millimetri per l'alluce, di ampiezza, 30 millimetri per l'alluce, di ampiezza. E sono stati tecnicamente evidenziati anche i valori dissimili tra le due impronte. Lo stesso tipo di attività è stata effettuata, ripeto, per l'impronta plantare acquisita al signor Guedè, anche qui il rilievo 2; in particolare, sempre orientato verso l'uscita, quello precedente, è stata posizionata la griglia, sono stati tracciati i punti.
Si nota subito la difformità dell'alluce, si nota la difformità del metatarso e si nota soprattutto la difformità del tallone intesa come larghezza e lunghezza, proprio per non modificare e non coprire l'immagine i punti sono stati fatti con piccole dimensioni; questi sono i punti corrispondenti.
La griglia permette questa valutazione immediata da un punto di vista metrico e morfologico delle due impronte, sono state misurate quindi le analogie evidenziando, come in maniera precedente, le difformità. Difformità relative ai parametri che differenziano più il piede: la lunghezza dell'alluce, il metatarso, il tallone.
L'accertamento di tale difformità permette assolutamente di concludere la compatibilità del piede di Sollecito con questo tipo di impronta e di escludere la compatibilità con il signor Guedè; quella di Amanda era stata esclusa in precedenza. Anche qui pertanto possiamo concludere, in considerazione dell'insieme di tre persone, l'identità probabile di quella impronta con il piede destro del signor Sollecito.
MC:
Dottor Rinaldi, a questo punto le vorrei fare una domanda, se vuole spiegare bene alla Corte perché i valori dissimili rilevati per Guedè, tanto per intenderci, li ha ritenuti dirimenti per escludere che quell'orma fosse di Guedè e invece i valori dissimili di Sollecito non li ha ritenuti dirimenti?
LR:
Certamente. Allora come abbiamo visto nelle due impronte che metto a confronto, esistono dei valori simili in relazione ai parametri che più differenziano i piedi, quindi l'alluce, il metatarso, il tallone ed esistono dei valori dissimili tra l'impronta cl,i lumino! e l'impronta del piede di Sollecito, il particolare 4, così come ne esistono per l'impronta di lumino! e quella del signor Guedè. Ora c'è da fare una considerazione, innanzitutto le analogie con il piede di Sollecito si trovano proprio in quelle che sono le caratteristiche specifiche del piede del signor.
Sollecito, quindi l'alluce particolarmente esteso, il metatarso particolarmente esteso ed il tallone particolarmente grande rispetto a quello di Guedè e quindi comunque queste dissomiglianze le troviamo tra l'impronta di lumino] e quelle di Guedè.
Poi c'è da fare un discorso assolutamente importante relativo alla modalità con cui è stata acquisita la fotografia del sopralluogo, - tomo a questo rilievo qui -; nella nostra attività di consulenza il principale obiettivo che ci siamo posti era quello, in maniera assoluta, di non eseguire elaborazioni relativamente alle immagini a disposizione.
Ora però se noi vediamo questo rilievo, che è il rilievo 5, ossia il rilievo effettuato nella stessa posizione di inquadratura, semplicemente accendendo la luce, rispetto a quello in cui invece sono presenti i due piedi con il lumino!, ci accorgiamo che questa foto non è stata fatta in condizioni di perpendicolarità rispetto al pavimento, nel senso che questa foto non è stata fatta a 90 gradi rispetto al pavimento e quindi ovviamente in questa foto sono evidenti quelle che sono le caratteristiche prospettiche presenti in qualunque descrizione della realtà su un piano a due dimensioni; quindi nella prospettiva qui ci sono i due fuochi, se seguiamo le linee delle mattonelle ci accorgiamo che qui c'è un fuoco e qui ce ne è un altro, proprio perché, per evitare questo effetto, io avrei dovuto fare fotografie a novanta gradi rispetto al pavimento. Quindi che cosa succede, succede che questo è un fenomeno chiaramente spiegabile da un punto di vista ottico, succede che le dimensioni in questo asse tendono ad essere più corte delle dimensioni invece misurate su una immagine che fosse più verso il basso rispetto a questa foto. Quindi laddove noi riscontriamo una differenza in merito alla lunghezza del piede o ad altri parametri, va assolutamente considerato che questa foto con il lumino!, tornando a questa foto, sono immagini che lungo questo asse hanno subito una contrazione rispetto alla reale dimensione. Pertanto quella differenza tra le distanze è assolutamente spiegabile da un punto di vista prospettico. Inoltre, proprio per avvalorare questo tipo di conclusione, io ho preparato uno studio ulteriore, un approfondimento, proprio perché nella consulenza si è ovviamente tenuto conto di quella differenza andando a giustificare il giudizio di compatibilità e di identità probabile a carico del signor Sollecito, però non si è in nessun modo provato ad elaborare le immagini presenti. A questo punto, per spiegare questo fenomeno, abbiamo effettuato, insieme al collega, una dimostrazione di correzione della prospettiva. Allora che cosa succede? L'immagine che abbiamo visto prima è una immagine chiaramente effettuata non a 90 gradi ....
GB:
Scusi Presidente, devo interrompere perché ci troviamo di fronte al solito fenomeno, evidentemente c'è una nuova attività, fatta su richiesta della Procura, non depositata a noi, da questo momento in poi.
MC:
No, no, non c'è nessuna nuova attività, è un approfondimento scientifico che porta alle stesse conclusioni; non c'è nessuna relazione depositata.
GB:
Allora io credo che - è il discorso che facevo ieri - se si vuole mettere, e credo che sia doveroso a prescindere dalla volontà - la difesa in condizione di replicare, di fare i controesami, contrastare elementi tecnici, noi dobbiamo essere in condizione, possibilmente prima del processo, più che prima delle singole udienze, però con !'attività integrativa si può fare anche in corso di processo, comunque dobbiamo essere in condizione di verificare, di volta in volta, quelle che sono le consulenze tecniche e tutto ciò al quale farà riferimento l'accusa al momento del suo esame. Fino ad ora il consulente aveva fatto riferimento effettivamente a delle consulenze depositate agli atti, sulle quali siamo in grado di fare domande, perché ovviamente le abbiamo studiate; adesso ci sta dicendo il consulente: ho ritenuto di fare un approfondimento; questo approfondimento avrebbe dovuto essere depositato ...
MC:
E perché? E' consulente, non è ...
GB:
Posso finire comunque quello che volevo dire?
GCM:
Prego.
GB:
Questo approfondimento io non credo che il consulente di propria iniziativa o per spirito persecutorio nei confronti degli imputati lo faccia ...
GCM:
Magari, preliminarmente, questo approfondimento lei l'ha'fatto di sua iniziativa?
LR:
Assolutamente di nostra iniziativa, considerando che la...
GCM:
Proprio in preparazione di questa ....
LR:
In preparazione di questa udienza.
GCM:
...di questa udienza.
GB:
Va bene, Presidente, comunque se non è in questo caso un mancato deposito ...
GCM:
No, no, è un approfondimento proprio m preparazione di questa udienza, ci sta dicendo il consulente.
GB:
Cioè che di sua iniziativa questo consulente decide di fare un approfondimento e non viene depositato agli atti del PM e noi non lo possiamo vedere?
MC:
Ma lo sta vedendo adesso, quale è il problema? Io non riesco a capire.
LR:
Questo approfondimento è un approfondimento che io ed il mio collega abbiamo deciso di fare a scopo esemplificativo per giustificare la conclusione che noi stessi abbiamo ...
GCM:
Ma gli elementi che voi avete considerato nell'ambito di questo approfondimento, erano già presenti?
LR:
Certo, erano già presenti dal momento che giustificavano la conclusione, presenti sulla relazione, sulla compatibilità.
GCM:
Possiamo procedere.
GB:
Va bene, io sentirò, e poi eventualmente comunque devo fare un rilievo in udienza, perché secondo me è la tipica udienza che poi è nulla per mancato contraddittorio, se ci sono elementi nuovi.
GCM:
Sono delle valutazioni che il consulente fa, sono delle valutazioni.
LR:
Sono delle valutazioni che giustificano la conclusione già depositata.
CDV:
Presidente?
GCM:
Prego.
CDV:
Anche io vorrei esprimermi sul punto, perché mi sembra che fino a che è una valutazione del consulente, a completamento di una relazione già presentata, è comprensibili e la potremo accettare, ma in questo caso stiamo vedendo delle diapositive di fotografie ed elementi documentali che sono a noi ignoti, poiché stiamo parlando, signor Presidente, di millimetri tra un piede ed un altro, noi non possiamo oggi analizzare nè controesaminare un consulente senza che abbiamo avuto la possibilità di vedere questi documenti; perché se il consulente si fosse limitato ad elaborare verbalmente ciò che era già agli atti, ma vista l'importanza dell'oggetto della consulenza, che praticamente è documentale e si discute sui millimetri, noi non possiamo accettare oggi di venire a conoscenza di queste diapositive fatte con tutto lo spirito collaborativo del consulente, che noi comprendiamo, ma che è necessario che noi, e soprattutto i nostri consulenti, ne prendano visione. Quindi contestiamo.
GCM:
Però io leggo che questi rilievi sono del 18.12.2007.
LR:
Sono sempre le solite.
MC:
Posso rispondere, Presidente?
FM:
Poi vorrei anche io interloquire.
GCM:
Prego.
MC:
E' lo stesso discorso dello Sferon, questa è la presentazione, ad uso e consumo dibattimentale, quindi per una migliore comprensione da parte della Corte e per un migliore lavoro espositivo da parte del nostro consulente, di tutte le fotografie, elementi che già sono agli atti da quando sono state fatte; non c'è niente di nuovo, assolutamente niente, tant'è che appunto ci sono anche r riferimenti temporali ben precisi. Quindi io sinceramente questa volta l'eccezione non la capisco davvero.
CDV:
Presidente, chiedo scusa ...
GCM:
Però evitiamo le repliche, abbiamo sentito le eccezioni, sentiamo che tutti possano interloquire sulle stesse e poi ci sarà la decisione. Prego.
FM:
Nell'esaminare la richiesta della difesa, ancora una volta, dobbiamo apprezzare il tentativo di modificare le regole processuali; il consulente che abbiamo davanti è un consulente del Pubblico Ministero, sta illustrando alla Corte la sua consulenza, che poi provvederà a depositare anche mediante supporto, immagino, altrimenti, se noi accettiamo la richiesta della difesa, noi chiediamo immediatamente il deposito si tutte le consulenze di tutti i consulenti delle due difese, in modo tale che le potremo apprezzare anche noi prima; sappiamo, il Codice ce lo insegna, che il consulente esprime la sua valutazione e poi presenta le sue conclusioni. Per altro questo consulente sta lavorando su un materiale arcinoto agli atti, quindi è veramente priva di ogni motivazione la richiesta di entrambe le difese.
GCM:
Non sono consentite repliche.
CDV:
Soltanto una specifica, Presidente, perché ciò che ha appena detto il Pubblico Ministero sul fatto che questi sono documenti a noi noti è vero in parte, noi queste fotografie le abbiamo viste, ma non così comparate, quindi per me questo è un documento nuovo; adesso stiamo facendo una questione di cavilli; è chiaro che alcune di queste foto sono nella relazione, ma il fatto che oggi vengano comparate, fra l'altro è una dichiarazione del consulente che sono documenti nuovi questi, lui li ha comparati, sono fotografie messe insieme oggi, per la prima volta
GCM:
Scusi, ma questi documenti erano già in atti?
LR:
Sì, assolutamente, le fotografie sono depositate, sono fotografie del sopralluogo.
GCM:
Scusate, però la prova si forma in dibattimento.
MC:
Appunto.
GCM:
Il consulente viene ad esporre, come poi esporranno gli altri consulenti.
In relazione a quanto il consulente espone, in particolare modo con riferimento alla circostanza per la quale non si avvale di elementi oggettivi documentali successivamente acquisiti, ma di valutazioni sulla base di elementi documentali già a disposizione di tutte le parti, l'eccezione, la deduzione non si accoglie e si dispone, condividendosi quanto sul punto evidenziato dall'ufficio del Pubblico Ministero e dalla difesa, Avvocato Maresca, di parte civile, procedersi oltre.
GCM:
Stava dicendo?
LR:
Stavo dicendo che la differenza in lunghezza tra l'impronta utile, perché relativamente a questo rilievo, come abbiamo ampiamente discusso in relazione tecnica, la sola impronta di destra è ritenuta utile per confronti; viceversa l'impronta sinistra non lo è, perché non presenta la chiarezza dei caratteri generali. Relativamente a questo rilievo, proprio per spiegare, cosa intrinseca nella nostra conclusione, la compatibilità con il piede destro del signor Sollecito, anche a fronte cli quella differenza in lunghezza, è stata fatta, a finalità espositiva, una considerazione prospettica su questa foto. Questo è il particolare della foto. In questo caso, quindi, come vediamo, questa mattonella che naturalmente ha una forma rettangolare, nella foto invece viene ad assumere una forma trapezoidale, diciamo, proprio in considerazione della naturale prospettiva di una immagine che viene ripresa su carta fotografica, quindi bidimensionale.
Questa è stata in particolare allargata ed è stato tracciato il profilo della mattonella, profilo della mattonella presente, come dicevo prima, e visibile anche in queste immagini. Da come ci accorgiamo, questo profilo della mattonella non è, per una naturale finalità prospettica, rettangolare, quindi, quale è l'operazione concettuale? L'operazione concettuale è quella di rendere questa mattonella alla naturale forma rettangolare. Quindi, in questo senso provvedere a rendere il trapezio un rettangolo. Questo è assolutamente possibile ed in questo caso è stato visualizzato, con un software specifico e professionale di analisi di immagini e quindi riportando alla forma rettangolare, attenzione, non alle dimensioni, perché la prospettiva influenza dapprima gli angoli, si arriva a questo, a questo punto, utilizzando i riferimenti metrici appositamente collocati dalla Polizia Scientifica sul pavimento, si misura l'immagine, le dimensioni della mattonella che viene ad essere 162 millimetri in altezza, 336 millimetri sulla base. Ora per verificare l'attendibilità, sempre m riferimento ai rilievi che avevamo a disposizione, che sono stati evidenziati m precedenza, siamo andati a vedere se questa misura è assolutamente attendibile con un rilievo fatto in condizioni di perfetta ortogonalità, ed era quello relativo alle impronte di scarpe di cui abbiamo parlato poc'anzi, quindi un rilievo fatto a 90 gradi, ed effettivamente l'altezza della mattonella è verificabile essere 162 millimetri. A questo punto, facendo questa considerazione, quindi l'impronta di luminal resa quindi in prospettiva con la risoluzione prospettica, acquisisce questa forma, che va in qualche modo ad allungare in dimensione reale la grandezza secondo questo asse, del piede. Questo è il particolare, ovviamente posizionato in posizione verticale. Abbiamo fatto lo stesso tipo di analisi, quindi la griglia, i punti, con la scala cromatica in cui il verde rappresenta le analogie, ripeto, l'alluce, il metatarso, il tallone, il profilo del metatarso, il profilo sinistro e questo ci consente di rendere quello che era implicito nella conclusione, ossia la differenza in lunghezza. In questa diapositiva si vede l'assoluta compatibilità di tutti i termini presi in considerazione con le impronte del signor Sollecito, quindi andando a risolvere, proprio per la correzione prospettica, quella differenza nella lunghezza che era semplicemente dovuta alla modalità con cui era stato effettuato il rilievo. Ovviamente, per finalità tecniche, lo stesso tipo di lavoro è stato fatto con l'impronta del signor Guedè, quindi è stata posizionata la griglia, sono stati analizzati il tracciato, andando ad indicare in rosso i punti dissimili, alluce, metatarso, tallone ...
MC:
E le difformità del Guedè rimangono.
LR:
Esatto, e le difformità per Guedè rimangono, relativamente però ai parametri che già in premessa si è detto essere quelli che in più, diciamo in maniera maggiore differenziano i due piedi, quindi l'alluce, il metatarso ed il tallone. Quindi questo è il ragionamento implicito nella conclusione del fatto che il piede relativo al rilievo 2, l'impronta lumino] positiva relativa al rilievo 2 è assolutamente compatibile con l'impronta del signor Sollecito, viceversa non lo è con quella di Rudy Guedè e tanto meno con quello della signora Knox.
A conclusione dell'accertamento, sono state analizzate le altre due impronte lumino] positive, in particolare quella del rilievo 1, evidenziata nella stanza della signora Knox, diretta verso l'uscita e qui, in base all'analisi dimensionale, invece ritroviamo dei parametri assolutamente diversi dalle impronte precedenti, parametri che sono assolutamente compatibili con quelli del profilo del piede della signora Knox; per cui abbiamo, faccio presente sinteticamente, una larghezza dell'alluce di 22 millimetri, che si ritrova perfettamente nell'alluce, abbiamo una larghezza del metatarso di 76,7 millimetri e di 76,6 millimetri in questa impronta, abbiamo una altezza di 47,6 a fronte di una altezza di 48,8, che ha permesso, così come nella consulenza, di andare ad attribuire questa impronta alla signora Knox, in particolare, ovviamente, Io stesso tipo di analisi è stata fatta comparando le dimensioni del signor Sollecito, che evidenziano visibili difformità, su cui non mi dilungherei, quindi sulla larghezza dell'alluce e del metatarso, oltre che all'ampiezza del metatarso, con il signor Guedè, in particolare la larghezza del metatarso, ripeto, questo è 96 millimetri, questo è 76; pertanto, avvalorando l'identificazione, è stato fatto il lavoro ampiamente descritto, quindi è stata posizionata la griglia, sono state orientate in maniera omogenea, sono state tracciate le analogie, qui sono state messe in rosso semplicemente perché si vedono bene e per il fatto che è l'unico piede che evidenzia compatibilità con questa impronta; quindi già questo di per sé permette la conclusione a cui arriverò; quindi queste sono tutte analogie, c'è una assoluta analogia del profilo, dell'altezza del metatarso in questa zona dell'arco, nell'alluce e questo permette di arrivare a questa analisi dimensionale che rappresenta esclusivamente le analogie tra queste due impronte; che quindi permette di concludere che l'impronta è compatibile con il piede della signora Knox e quindi dare, a fronte dell'esclusione certa degli altri due, i giudizi di identità probabile.
L'ultimo rilievo preso in considerazione era questo, il rilievo 7, del sopralluogo del 18 gennaio, nel rilievo 7 il piede era posizionato di fronte alla stanza della vittima, verso la stanza della vittima, del 18 dicembre.
MC:
L'altro invece era dentro la carnera della Knox?
LR:
Questo qui è del 18 dicembre, come ho scritto; questa precedente era dentro la camera della Knox, orientato verso l'uscita della camera stessa, quindi verso il corridoio. Questo piede era di fronte alla stanza della vittima, abbiamo fatto ovviamente lo stesso tipo di approccio procedurale e scientifico, quindi una analisi dimensionale, che ci permette di evidenziare come la larghezza dell'alluce sia 22 millimetri per il piede della signora Knox, 22 millimetri per l'impronta di luminal, la larghezza del metatarso è 76,7, come ho detto prima, a fronte di 78 millimetri misurati, la larghezza del tallone è 43 in entrambe le immagini e confronto; ovviamente per necessità di esclusione scientifica è stata fatta con Raffaele Sollecito, ed è evidente la differenza, sia dell'alluce, 30 contro 22, sia del metatarso, 99 contro 78 e sia nella larghezza 57 a fronte di 43, e con Rudy Guedè, per cui vale lo stesso discorso di un metatarso assolutamente di 2 centimetri più lungo di questo, oltre che un tallone largo 52 millimetri, contro i 43 dell'impronta di luminal, ed è stata fatta la stessa procedura; quindi ai due elementi a confronto è stata posizionata la griglia, è stata fatta l'analisi del tracciato, che evidenzia le analogie; gli stessi punti sono sta.ti tracciati sulla griglia relativa al luminol e sono state effettuate le misurazioni. Misurazioni che hanno permesso di concludere sulla compatibilità di questi due piedi - qui è il profilo del piede - e che hanno permesso di concludere circa la compatibilità di questa impronta di luminal, rilievo 7, con il piede della signora Knox e quindi, a fronte dell'esclusione con gli altri tre, di concludere sul giudizio di identità probabile a carico della signora Knox in relazione a questa impronta di luminol.
Per concludere l'accertamento invece tutte le altre impronte di scarpa, lasciate non per sostanza ematica, ma quindi con la polvere, e quella presente sulla federa del cuscino, l'ulteriore, non presentano analogie con tutte le scarpe sequestrate dalla Squadra Mobile di Perugia il 23 aprile 2008.
MC:
Abbiamo qualcos'altro? No, non credo. Per il momento nessuna altra domanda, Presidente.
GCM:
Le parti civili hanno domande?
FM:
Per ora nessuna domanda, Presidente.
GCM:
Prego, la difesa dell'imputato, nell'ordine che riterranno.
GB:
Buongiorno, sono l'Avvocato Bongiorno.
LR:
Buongiorno.
GB:
Come prima cosa torniamo molto rapidamente sul problema scarpa. Se torniamo sulle diapositive nelle quali lei faceva vedere il posto in cui è stata trovata la scarpa, l'impronta della scarpa.
LR:
Sì, vuole la foto del sopralluogo?
GB:
Ecco, sì. Quella a sinistra è la stanza in cui è stata...
LR:
Della vittima.
GB:
Sì. In che data è stata scattata questa foto?
LR:
Guardi, come ho detto, io e il mio collega non abbiamo partecipato al sopralluogo, abbiamo avuto a disposizione, giusta delega della Procura, tutti gli atti, per cui abbiamo acquisito il CD con tutte le foto del sopralluogo, sulla data in cui è stata effettuata non ha rilevato per la nostra attività di consulenza tecnica.
GB:
Va bene. Senta, quindi è corretto quello che diceva prima, che le impronte di scarpe che sono state trovate erano tutte scarpe sinistre, salvo scarpa destra sul cuscino? Ho capito bene?
LR:
Allora le impronte di scarpe di sangue, le impronte di scarpe lasciate per sostanza ematica, quindi segnatamente queste, la 3, la 2, quelle nel soggiorno e ritenute utili ovviamente, perché ce ne erano alcune non utili, sono state lasciate da!Ia scarpa sinistra, dalla medesima scarpa sinistra, modello marca "Nike modello Outbreak 2", misura 11; tranne quella sulla federa che è destra.
GB:
Quindi, secondo il vostro giudizio, sulla federa destro, tutte le altre piede sinistro sono della stessa scarpa?
LR:
Sì, quella sulla federa è destra, come ho dimostrato, tutte le altre utili, di sangue, sono relative alla scarpa sinistra, "Nike" modello "Outbreak 2", quella sulla foto è la scarpa destra.
GB:
Nessuna di queste impronte, come lei ci ha detto, è stata attribuita a Sollecito. Lei era a conoscenza però del fatto che inizialmente era stata attribuita a Raffaele Sollecito, quando le è stato dato questo incarico?
LR:
Allora, preciso, chiaramente non si può attribuire una impronta di scarpa ad una persona; una impronta di scarpa è attribuibile ad una scarpa; chiaramente ne ero a conoscenza perché l'incarico chiedeva proprio di analizzare la scarpa in precedenza attribuita a Sollecito.
GB:
Allora adesso vorrei invece passare al problema delle impronte. Oggi lei ci ha dato il giudizio finale, che è quello che in effetti troviamo a pagina 46 e parla di questa probabile identità.
LR:
Sì.
GB:
Nell'ambito della consulenza, che è fatta ovviamente a sezioni, lei utilizza però, salvo che nell'ultima pagina, in cui parla di questa probabile identità, in realtà esprime un altro concetto, che vorrei che lei dicesse alla Corte. Analizzando queste impronte lei dice: attenzione, queste impronte, e parla specificamente delle impronte di Sollecito, sia quella del tappetino, sia·quella rilevata dal luminol, sono non utili per i confronti positivi, ma utili per i confronti negativi. Volevo sapere perché fino ad ora non ha fatto questo tipo di premessa, che credo che sia essenziale e se ci esprime bene questo concetto.
LR:
Certo. Il concetto è esattamente questo, da un punto di vista di identità, ripeto, che poi è il lavoro che faccio tutti i giorni, il concetto di utilità è un concetto che mi permette, laddove espresso, di arrivare ad una identificazione certa, come diceva il Presidente. Quindi se io definisco che un qualche cosa sia utile per confronti significa che io poi con quel quale cosa lo posso certamente attribuire ad un elemento e solo a quello, in questo senso. Quindi la parola dire: "non utili per confronti positivi" significa che io comunque non potrò arrivare ad una identità certa nei confronti positivi, mentre "utile per i confronti negativi" significa che io posso arrivare ad una esclusione certa; che è quello che è stato fatto. Quindi la parola "utile" per i confronti specificati nel seguito, significa dove io la utilizzo, così come per le impronte digitali, quella impronta mi permette di arrivare ad una identificazione certa; laddove io non possa arrivare ad una identificazione certa, è chiaro che non posso usare la parola "utile". Quindi "non utile per confronti positivi" significa che nel senso positivo non arrivo ad una identificazione certa, ma posso esprimere una probabile, una possibile, una compatibilità; nel senso negativo arrivo all'esclusione certa. Infatti noi abbiamo escluso certamente le scarpe degli altri, così come i piedi degli altri.
GB:
Però ecco, giusto poi per capirci, quando noi diciamo "utile" significa vi do la certezza e lei ci può fornire ...
LR:
Vi posso dare la certezza.
GB:
Vi posso dare la certezza o vi do la certezza, quale è la differenza?
LR:
Nel senso che faccio questa considerazione: quando dal punto di vista dattiloscopico l'impronta è utile significa dire: io quell'impronta la posso utilizzare per identificare una persona; non è detto che io quella persona l'abbia a disposizione. Quindi in quel senso dico, se io dico utile ...
GB:
Va bene.
GCM:
Sì, è chiaro.
GB:
Era chiaro questo. Allora, perché è importante per capire, perché non siamo tutti tecnici, quindi la differenza tra compatibilità, utilità, ecc, va proprio spiegata, se no non si capisce nulla. Allora cominciamo a dire che quando lei parla per quanto concerne le due impronte di Raffaele Sollecito, plantari, e per quanto concerne le comparazioni che sono state fatte con quelle che sono state trovate in casa; per ora parliamo di queste e non di Amanda o di altri. D'accordo?
LR:
Sì.
GB:
Parliamo di Raffaele Sollecito. Allora è corretto dire che con riferimento alle impronte che sono state rinvenute dentro la casa, quella rilevata con il lumino! e quella rilevata sul tappetino, non sono utili per i confronti positivi?
LR:
Certo, perché io non arrivo ad una identità, arrivo ad una compatibilità, da cui deduco una identità probabile.
GB:
A lei è stato dato ed al suo collega uu elenco di soggetti e delle impronte, questo elenco da quante persone era composto?
LR:
Questo elenco è stato composto, così come da incarico, dalle impronte plantari acquisite, quindi ai tre imputati del processo, il signor Guede, il signor Sollecito e la signora Knox.
GB:
Perché ieri, con riferimento invece alle impronte papillari, ci facevano presente che era stato dato un elenco di soggetti molto più numeroso.
LR:
Certamente.
GB:
Quello che le chiedo è questo: il tipo di giudizio che viene dato, visto che parliamo di confronti non utili per i confronti positivi, perché diciamo che non sono utili? Se vogliamo spiegare questo concetto, perché non è utile?
LR:
Non è utile per confronti positivi nel senso che con quella impronta non potrò mai dare una identificazione certa, perché per poter dare una identificazione certa alla stregua di quanto si era detto per le scarpe, è necessario poter visualizzare sull'impronta plantare determinate caratteristiche, ad esempio, le creste papillari, quindi delle caratteristiche che giustificano una identificazione certa; viceversa però le caratteristiche di forma e dimensioni morfologiche consentono, come poi è stato fatto, una compatibilità e quindi una probabile identità a carico del soggetto.
GB:
Poi torniamo su questo, ma per ora mi interessa parlare del tracciato papillare. Cosa è il tracciato papillare?
LR:
Il tracciato papillare è quella caratteristica della epidermide e del derma, quindi i congerie della pelle, presente su tre zone del corpo umano, il palmo delle mani, quindi il palmo, le dita, e sulle piante dei piedi; tale distinzione fa sì che noi possiamo in generale parlare di impronte digitali, ampiamente note, impronte palmari ed impronte plantari, che sono state quelle acquisite. Quindi il tracciato papillare non è niente altro che quelle creste che sono visibili ad occhio nudo in controluce, basta guardare ]a superficie delle dita, che sono presenti ed hanno delle finalità specifiche dal punto di vista biologico, su cui non mi soffermo, ma che consentono poi, nel 'loro 'andamento generale, e nelle loro singolarità presenti, quelle che da un punto di vista dattiloscopico si chiamano minuzie, l'identificazione certa dei soggetti, così come viene normalmente fatto da un punto di vista dattiloscopico.
GB:
Quindi se lei avesse la mia pianta del piede nudo, con le creste papillari, è come se io lasciassi la mia mano con le minuzie.
LR:
Beh, bisogna vedere le immagini, quindi se lei lascia...
GB:
Lo dico per spiegare che cosa sono queste creste.
LR:
Le creste papillari tra l'altro in una impronta che non sia per deposizione di sostanze ematiche o di altre sostanze, vengono lasciate dall'essudato, quindi dal sudore presente sulle creste papillari dove sono i pori sudoriferi; quindi se l'impronta che lei ]asciasse per terra, a piede nudo, fosse tale, innanzitutto una impronta va giudicata, quindi lo stesso giudizio che abbiamo fatto per queste immagini va fatto per le impronte. Quindi se l'impronta plantare che lei lasciasse venisse giudicata utile per i confronti dattiloscopici, che significa che nel tracciato papillare sono rilevabili almeno 16 o 17 punti di identità, questo fa sì che quell'impronta sarebbe utile per confronti dattiloscopici.
GB:
Ma sarebbe utile per il confronto oppure li lei veramente si potrebbe esprimere per un giudizio di identità?
LR:
Sarebbe utile per confronti, che è il presupposto per un successivo giudizio di identità, se io avessi disponibile ]a sua impronta plantare. Il giudizio di identità è successivo ad un confronto, il giudizio di utilità è successivo ali'analisi di una impronta, quindi io ho una impronta ...
GB:
Quindi è corretto dire che per l'identificazione dattiloscopia le creste papillari sono un elemento assolutamente decisivo?
LR:
Le minuzie presenti sulle creste papillari un elemento assolutamente decisivo; quindi le minuzie sono le singolarità, i punti caratteristici delle creste; questo è corretto dire, 16-17 punti di identità.
GB:
Allora mi diceva che sono decisive per l'identità le minuzie ...
LR:
L'identità dattiloscopica.
GB:
Allora per l'identità dattiloscopica ciò che è essenziale sono le minuzie sulle creste papillari.
LR:
Sì, per la dimostrazione di identità dattiloscopica, così come poi ampiamente tracciato dalla giurisprudenza di Cassazione, è necessario che io nei due termini di paragone, perché, ripeto, l'identità si dà da un confronto, non è possibile parlare di un oggetto, l'oggetto è identico a se stesso, ma l'identità con due termini di paragone si dà con un confronto; quindi laddove fossero presenti, da un punto di vista dattiloscopico, 16 o 17 punti di identità, uguali per forma e dimensioni tra le due impronte, è chiaro che il dattiloscopista può esprimersi con giudizio di identità
GB:
E come si esprimerebbe, dicendo identità o probabile identità?
LR:
Dicendo identità, perché l'impronta consente l'identificazione certa con quel soggetto.
GB:
E quindi sarebbe il modo per attribuirla ad un singolo soggetto.
LR:
E' il modo per attribuirla al singolo soggetto, usato m maniera numerosissima in tutte le aule di giudizi.
GB:
Esatto, giusto per capire. Quindi se si hanno creste papillari e minuzie si attribuisce al soggetto x.
LR:
Esatto, se ci fossero ...
GB:
Per ora vediamo se questo è corretto ...
LR:
Presidente, posso finire?
GCM:
Certo.
LR:
Se ci fossero creste papillari e minuzie, in particolare le minuzie che sono sulle creste papillari, in numero idoneo, l'impronta sarebbe utile per con.fronti.
GB:
E poi, prendendo il termine di confronto, potremmo dire: è identica e sarebbe attribuibile solo ad un soggetto.
LR:
La parola "identica" sulle impronte non è una parola che è usata in dattiloscopia.
GB:
Identità.
LR:
Si dice: dimostrazione di identità.
GB:
Dimostrazione di identità sarebbe possibile.
LR:
Sì.
GB:
E si potrebbe attribuire ad un solo soggetto. Giusto?
LR:
Sì, da un punto di vista dattiloscopico sì.
GB:
Da un punto di vista dattiloscopico, va bene. Se invece di avere le mie creste papillari e le mie minuzie, lei avesse una impronta palmare con caratteri generali, che tipo di impronta avrebbe? Quali sono i caratteri generali dell'impronta ed i caratteri particolari? Se ce Io può spiegare, sono scritti nella sua consulenza.
LR:
Certamente, allora, ripeto, da un punto di vista dattiloscopico si distinguono tre aree: le impronte digitali, le impronte palmari e le impronte plantari. Per entrambi valgono gli stessi criteri, nel senso che a prescindere dalla nomenclatura che si ha nelle impronte palmari, che, ad esempio da questa parte è chiamata sottodigitale, questa parte è chiamata ipotenare e la parte del pollice ...
GCM:
Con riferimento alla mano che lei mostra?
LR:
Con riferimento alla mia mano, faccio riferimento alla mia mano. Quindi la parte delle falangi, sotto le falangi è chiamata sottodigitale, ma, ripeto, la nomenclatura non è poi fondamentale a questo riguardo; comunque sia la parte del pollice è chiamata parte tenare e la parte invece sotto al mignolo è chiamata ipotenare, con riferimento a questo, le caratteristiche generali dell'impronta sono di una impronta palmare da un punto di vista dattiloscopico, sono chiaramente la forma, la dimens ...
GB:
Però più che altro è meglio parlare di piede, visto che...
LR:
Sì, certamente.
GCM:
Venendo quindi alle impronte plantari che questo chiedeva. Prego.
GB:
Mi interessa cosa si intende per caratteri generali di impronte plantari.
LR:
Allora dipende dal contesto in cui ci muoviamo, da un punto di vista della nostra analisi la parola generale si riferisce alla forma e dimensione dell'impronta da un punto di vista morfologico.
GB:
Forma e dimensioni; invece particolari?
LR:
Da un punto di vista particolari, nel caso di una analisi di una impronta plantare, mutuando quello che vale per la dattiloscopia, dovrebbero essere evidenti le minuzie presenti sulle creste papillari.
GB:
Perfetto, quindi per caratteristiche particolari si intende quello che ha detto prima, le creste papillari.
LR:
Le minuzie presenti sulle creste papillari.
GB:
Le minuzie presenti, perfetto. Abbiamo fatto questa distinzione di carattere generale, ora passiamo ad un qualche cosa di più particolare. In assenza di minuzie e di creste papillari, ci troviamo in presenza di Una impronta che ha solo caratteri generali. Questa impronta che ha caratteri generali e che quindi ci fornisce delle indicazioni di forma e dimensione, è attribuibile ad un singolo soggetto, o comunque ad un numero, ad una categoria, ad un gruppo di soggetti aventi la stessa forma e dimensione?
LR:
Allora, se in una impronta non sono evidenti, così come è il caso delle impronte rilevate nel sopralluogo, le caratteristiche particolari, noi abbiamo delle caratteristiche di forma e dimensione. Quindi per forma intendiamo anche delle caratteristiche morfologiche. Lei consideri che chiaramente le caratteristiche morfologiche innanzitutto per quanto riguarda i piedi, le caratteristiche morfologiche sono quelle che abbiamo evidenziato nel nostro lavoro, sono molto individualizzanti, nel senso che, e questo è documentato in letteratura, la larghezza dell'alluce, la forma delle gobbe, il profilo esterno, piuttosto che il tallone, sono degli indici dimensionali e morfologici ampiamente utilizzati in letteratura. Questo significa che comunque hanno un valore individualizzante molto forte. Relativamente al discorso della probabile identità a carico dei tre, noi abbiamo una compatibilità con un soggetto, l'esclusione dimostrata degli altri due e quindi discerne un giudizio di identità probabile a carico di un soggetto.
GB:
Sì e questo l'ho capito, però io la pregherei di rispondere alla mia domanda, è corretto dire che in assenza di minuzie e di creste papillari, e in presenza solo di caratteri generali, l'impronta non è attribuibile ad un singolo soggetto, ma ad una categoria di soggetti che possono avere la stessa forma e dimensione dell'impronta di piede?
LR:
Io da un punto di vista tecnico le dico che non è attribuibile un termine di identità certa ed è un giudizio che infatti noi non abbiamo espresso in consulenza, abbiamo detto una identità probabile. Sul discorso generale ....
GCM:
Scusi, questa identità probabile può riguardare comunque più soggetti?
LR:
Non è possibile escludere che una persona che abbia le medesime dimensioni e caratteristiche morfologiche, ripeto, piuttosto individualizzanti, come è descritto in tutti gli articoli di settore, possa lasciare la stessa impronta; quindi non è possibile escluderlo.
GCM:
Questo si, però là abbiamo visto delle misurazioni dell'alluce, del plantare ed altre misurazioni, queste misurazioni possono riguardare più soggetti, questi caratteri generali.
LR:
Laddove questi soggetti presentassero le medesime dimensioni, certamente.
GCM:
Quindi è possibile che più soggetti possano presentare le stesse dimensioni sia pure ...
LR:
Sì.
GB:
Se lei ci dà almeno una risposta su questo ...
LR:
Quello che volevo dire è quello che...
GB:
...un soggetto ché arriva con la stessa ...
GCM:
Scusate, parliamo uno alla volta.
LR:
Quella che è stata presa in considerazione è una combinazione di elementi, è chiaro che sul singolo valore numerico non è possibile escludere che un soggetto che abbia quella grandezza del metatarso possa lasciare la medesima grandezza del metatarso nell'impronta. Quello che emerge assolutamente dai lavori scientifici, è che per avere un altro soggetto che potesse lasciare la medesima impronta bisognerebbe creare un soggetto che ha la stessa combinazione di valori, quindi non solo quel metatarso a 99 millimetri, ma il metatarso a 99 millimetri, l'alluce a 30 millimetri, il tallone a 59 millimetri in combinazione. Ecco, laddove fosse trovato un altro soggetto che abbia tutti questi valori, o intesa anche la forma delle gobbe, il profilo esterno, l'alluce così grosso appunto, l'arco plantare molto stretto in combinazioni identiche, non potrebbe escludersi; sicuramente si possono escludere gli altri due.
GB:
A me che si escludano gli altri due non mi interessa, per ora mi interessa capire questi caratteri generali che certezze danno, in particolare perché, da quello che abbiamo visto oggi in realtà lei ha fatto una correzione della iniziale misurazione della mattonella, che è la novità che è venuta fuori oggi, anche se non viene definita novità. E' vero che nella sua consulenza tecnica la misura che veniva indicata ...; allora perché è importante innanzitutto misurare la mattonella? Perché ovviamente la misurazione della mattonella permette poi di stabilire le misure dell'orma. Mi dice, per favore, che tipo di misura era stata attribuita alla mattonella?
LR:
La prendo, se posso vederla.
GCM:
Prego.
GB:
Pagina 45 della sua consulenza.
LR:
La misura della mattonella effettuata su questo rilievo fotografico ...
GB:
E quindi nella consulenza tecnica ...
GCM:
Rilievo 5.
LR:
Rilievo 5, utilizzando, qui si tratta di immagini digitali, quindi bisogna sempre utilizzare il riferimento metrico ivi presente per riscalare, il riferimento metrico appoggiato proprio all'altezza della dimensione misurata, è stato rilevato pari a 169,3 millimetri, che è la dimensione del rilievo.
GB:
Allora noi avevamo, visto che lei ci sta facendo queste precisazioni, una prima misurazione che per voi era stata un punto di riferimento e che avete attestato nella consulenza a pagina 45, di 169,3 millimetri ed in base a questo dato e da questo dato eravate arrivati al giudizio di compatibilità o di probabile identità dell'impronta di Sollecito; dopodiché i nostri consulenti della difesa hanno rilevato e depositato agli atti la contestazione di questa misura e credo per questo sia stata fatta questa novità. Ma come è possibile che si modifichino questi millimetri e si arrivi a questo risultato?
LR:
Allora io ripeto ...
GCM:
Prego, risponda pure, anche perché l'avvocato ha dato delle premesse; magari se queste coincidono con le risposte.
LR:
Allora il discorso procedurale che risponde al fatto che già le misurazioni precedenti, così come espresse nella consulenza tecnica, consolidino l'attribuzione di compatibilità dell'impronta di luminal al signor Sollecito sono queste qui. Lei consideri che abbiamo misurato una ampiezza, la chiamo altezza, questa è la base, questa è l'altezza di un rettangolo, così non ci sono fraintendimenti, quindi abbiamo misurato, in questo rilievo, in questa posizione questa distanza, utilizzando questa striscetta metrica. Questa misurazione, la stessa, è stata riportata nella stessa posizione nel rilievo, non in una mattonella generica, trovata da un'altra parte, ma in quella mattonella lì, utilizzando lo stesso rilievo, effettuato con la stessa inquadratura, che presenta la stessa, se vogliamo, prospettiva. Questo significa che io sto sovrapponendo una dimensione in questa posizione ad una dimensione nella medesima posizione, quindi sto, in qualche modo tarando l'immagine nello stesso modo, non la sto riportando in un'altra ..., e sarebbe scorretto riportarla su un'altra immagine dal!' altra parte, è corretto posizionarla.
GB:
Scusi Dottore, giusto per capire, tutto questo che ha detto ora, che ci troviamo poi in trascrizione, si riferisce al suo primo lavoro o al secondo?
LR:
Al primo lavoro, certo, 169,3.
GB:
Allora per primo lavoro, quello che abbiamo in consulenza, lei che misurazione aveva fatto? Prima della correzione di oggi, che lavoro aveva fatto?
LR:
Nella consulenza, volevo chiarire che la presentazione evidenziata questa mattina, quella sulla correzione della prospettiva, era semplicemente atta a spiegare in maniera semplice, a giustificare le differenze, perché il discorso è questo, da un punto di vista tecnico, bisogna sapere motivare delle eventuali differenze in relazione a fenomeni oggettivi. Quindi il valore utilizzato nelle comparazioni ....
GCM:
Scusi, magari anche per consentirci di capire, allora le differenze innanzitutto l'Avvocato fa riferimento ad una misurazione.
LR:
Esatto, alla misurazione.
GCM:
Rispetto a questa misurazione c'è stata una differenza?
LR:
No, assolutamente no. Quello che voglio dire ...
GCM:
C'è stata quindi correzione.
GB:
Scusi, è vero o no, perché se no abbiamo sentito male adesso, che nella consulenza ...
LR:
Il valore è 169,3.
GB:
Scusi, posso parlare un momento? Allora nella consulenza a pagina 45 noi abbiamo letto e ce l'ho qui, la consulenza 169,3 millimetri.
LR:
Sì.
GB:
Oggi, facendo riferimento ad una prospettiva che ora ci spiegherà, di questa fotografia che diceva, non so, è stata ortogonale, ecc.
GCM:
Sì.
GB:
Ha fatto riferimento ad un altro valore; questa cosa è successa o no?
LR:
Il riferimento all'altro valore nella ...
GB:
Innanzitutto è vero o no che abbiamo sentito così?
LR:
Allora nella consulenza, la misurazione della mattonella che ha permesso tutte le valutazioni dimensionali ed il giudizio conclusivo è quella riportata anche in questa slide, di 169,3 millimetri, misurata proprio allo scopo di non modificare in alcun modo i rilievi della Scientifica su quelle immagini con quel riferimento metrico; tale grandezza è stata riportata. L'esposizione odierna è finalizzata a spiegare e rendere comprensibili, da questa misurazione discende una piccola differenza in quella che era la lunghezza del piede, intesa come distanza alluce-tallone. Lunghezze del piede divergente, che ha comunque permesso ...
GCM:
Ma questa lunghezza di quanto divergeva?
LR:
Volevo finire.
GCM:
Prego.
LR:
Lunghezza del piede che ha comunque giustificato il nostro giudizio. Proprio allo scopo di rendere chiaro, perché a fronte di una misurazione metrica leggermente divergente, potesse essere giustificato un giudizio di compatibilità, abbiamo elaborato quello per spiegare ...
GB:
Ecco, prima di andare avanti, su questo stesso, prima che ci spiega la novità, allora è corretto dire che noi avevamo una consulenza tecnica in cui c'era questo valore, 169,3, e si poneva un problema, nel senso che comunque c'era questa impronta che risultava leggermente più lunga; nonostante questo, avevate detto giudizio di probabilità. Fino ad ora ho ricostruito correttamente, che c'era questa diversità di misure?
LR:
Ritengo che non sia un problema, nel senso che...
GB:
Sì, ma mi può rispondere solo se è corretto come sto ricostruendo, e poi mi dice perché l'ha superato? E' corretta la mia esposizione?
LR:
Non è corretto nel senso che non è un problema, è una ...
GB:
Presidente, però perché non mi risponde il teste?
GCM:
E' un consulente e come consulente espone le sue valutazioni, che magari potranno essere oggetto di contestazione da parte dei consulenti della difesa o di altri consulenti ...
GB:
Questo è un dato storico che chiedevo, se è vero che c'era una misura 169, un dato storico, per ora.
GCM:
D'accordo, però il consulente magari esprime, non già con un sì o con un no, ma esprime con una motivazione e penso che questo dobbiamo lasciarglielo fare, proprio perché non è un testimone che, dice: hai visto, non hai visto, ma è un consulente che espone delle valutazioni e nell'ambito di queste ..., che poi mi pare che anche nelle premesse là si parte dal presupposto che ci siano state delle correzioni, il consulente pare invece che dica che non si è trattato di correzioni, quanto cli una esplicazione a motivare quella che poteva apparire una diversa misurazione. Questo mi pare di avere capito, però certo il consulente io capisco che magari non dà risposte così come si chiederebbero e che forse magari sarebbe per tutti forse anche più facile nella comprensione, quindi sarebbe una semplificazione, non solo per la difesa, ma anche per tutti no, però essendo proprio consulente e che quindi espone delle valutazioni particolarmente tecniche, penso che non lo si possa costringere in quelle che vorremmo che siano le risposte. Da parte nostra, come anche da parte della difesa, perché sarebbe per tutti più semplice un sì o un no, 169, 172, però questo è e a questo stiamo. Prego.
GB:
La mia domanda è questa: se è vero che in una consulenza tecnica da voi firmata si faceva riferimento ad una misura 169,3 millimetri a pagina 45 e che questo dato, sempre nella stessa consulenza, si diceva, si ammetteva che comunque era un po' problematico per quanto concerneva l'impronta plantare e che ora successivamente sta dando una novità su questi temi.
GCM:
Questo è il posizionamento del problema m questi termini.
LR:
Non posso rispondere in termini sintetici sì o no. Il dato 169,3, che tra l'altro è assolutamente fissato in questo schermo, è il dato che compare in consulenza ed io posso anche ripetere come è stato misurato.
GCM:
Questo lo abbiamo inteso.
LR:
E' il dato presente in consulenza depositata ed è il dato che permette di giustificare il giudizio di identità da parte di esperti quali io ed il mio collega, quindi il dato non si è assolutamente corretto, è stato dato conto alla Corte del motivo di un fenomeno ottico assolutamente presente in qualunque tipo di foto, in maniera tale da interpretare i risultati metrici. Quindi non è una problematica, perché il dato è comunque questo quello in consulenza, ed è stato misurato sul rilievo fissato dalla Polizia Scientifica.
GB:
Può prendere la diapositiva in cui parlava di correzione di misure?
LR:
In realtà parlavo di correzione prospettica.
GB:
Vediamo un attimo questa correzione prospettica.
LR:
Certo. Come vede il termine "correggere" è semplicemente ....
GB:
Correzione prospettica. Allora?
LR:
Esatto, correzione prospettica. La motivazione di questa presentazione è quella assolutamente di rendere fruibile a tutti il concetto di risoluzione della prospettiva di una immagine.
GCM:
Magari possiamo leggerlo: "rilievo 2, correzione prospettiva".
LR:
Sì.
GB:
Andiamo avanti alla prossima slide che lei diceva.
LR:
Quindi questa è la mattonella del rilievo.
GB:
Sì, andiamo avanti.
LR:
Che è la stessa dei piedi, quindi la stessa cosa influenza entrambi ...; io quello che voglio dire è che in una comparazione si tengono sempre a confronto due termini di paragone; in questi casi la mattonella era la medesima, quindi non un'altra mattonella, la medesima sulla quale era presente l'impronta, quindi per renderla fruibile è stata corretta questa prospettiva ed è questa distorsione.
GB:
Alt, ci fermiamo un momento?
LR:
Certo.
GB:
Avendo riportato la mattonella alla corretta forma rettangolare, ne sono state calcolate le dimensioni effettive.
LR:
Sì.
GB:
336 millimetri.
LR:
Sì.
GB:
Questo tipo di misura, mi scusi, è la stessa che lei aveva messo nella precedente consulenza?
LR:
Allora la misura della precedente consulenza, da cui è partito questo studio, era ovviamente 169,3, ed era la stessa misura messa sulle impronte. Questa spiegazione ...
GB:
Però scusi Presidente, allora avevo ragione ...
GCM:
Scusiamo, però diamo possibilità al consulente di esprimersi. Prego.
LR:
Quello che è a questo punto necessario chiarire è che questa dimensione va ad influenzare, come ...
GCM:
Questa dimensione, cioè quale?
LR:
L'altezza della mattonella, che nella consulenza depositata, e nel lavoro depositato che permette la conclusione , è 169,3 millimetri, proprio perché la premessa è non si modificano i rilievi della Scientifica, questa misurazione e questa dimensione dell'altezza ....
GCM:
Scusi, quella misurazione ve l'ha fornita la Scientifica?
LR:
No, la misurazione l'abbiamo fatta noi sul rilievo della Scientifica ovviamente, come consulenti. Ora, questa altezza della mattonella ..., la mattonella è stata riportata alla forma, perché la cosa corretta è parlare di forma rettangolare, non di dimensioni, di forma, perché sono gli angoli che conservano una determinata figura. Quindi la mattonella è chiaramente rettangolare. Quindi quello che si dice, e che si è cercato di spiegare con questo studio è questo, è questa piccola variazione, perché consideriamo che sono 7 millimetri, va ad influenzare 7 millimetri, quindi non la differenza abissale che c'è per quanto riguarda altre dimensioni; questa variazione va ad influenzare questo asse, quindi va ....
GB:
Cosa vuole dire? Cosa è questo asse?
LR:
Come cosa vuol dire? Influenzare un asse significa che la correzione prospettica di questa mattonella, che ha questa forma tradizionale, va a rendere rettangolare questa forma. Che cosa significa? Significa che ...
GB:
No, non ...
LR:
Aspetti, chiedo scusa, cerco di finire. Questa che cosa fa? E' necessario passare da un trapezio ad un rettangolo, quindi, in qualche modo, mi si passi il termine comprensivo, raddrizzare queste linee. Raddrizzando queste linee, la figura che è qui presente, l'impronta di lumino!, qui è stata tracciata la mattonella, è poco visibile in queste condizioni di illuminazione, va ad influenzare questa dimensione, proprio la dimensione che nel rilievo presente in consulenza è risultata dissimile.
GB:
E' risultata?
LR:
Risultava non coincidente a fronte delle altre analogie.
GB:
Scusi, aspettiamo un attimo il Presidente.
GCM:
Se c'è una necessità possiamo anche fare 5 minuti di sospensione.
GB:
No, no, io avevo sospeso perché avevo visto che lei era ...
GCM:
Sì, infatti l'imputata chiedeva di uscire un attimo, 5 minuti.
GB:
Va bene, non avevo capito.
GCM:
Scusi Avvocato, non era per interrompere alcuno, ma anche per consentire una migliore attenzione.

L'udienza è sospesa.

L'udienza riprende.

GCM:
Possiamo riprendere l'udienza. Prego.
GB:
Allora, Dottore, se possiamo riprendere la slide relativa alla correzione di prospettiva. La domanda è questa, riprendendo il discorso di prima, nell'ambito della prima consulenza si faceva riferimento ad una misurazione e si arrivava comunque alla conclusione, lei diceva, del giudizio di probabilità, di identità, quello che ha spiegato, la definizione tanto sta agli atti, rispetto a quel tipo di valutazione che era stata fatta, il piede di Raffaele Sollecito risultava sotto dimensionato?
LR:
No, allora innanzitutto nell'ambito della seconda consulenza, la prima consulenza era quella delle scarpe. Assolutamente no, chiarisco, questa esposizione è finalizzata diciamo a condividere in maniera grafica, con la Corte, il perché è possibile dare una compatibilità anche a fronte di quella differenza dimensionale lungo quella dimensione del piede.
GB:
Ecco, quale era questa differenza dimensionale. Se ce la dice, così [a chiariamo.
LR:
La differenza dimensionale l'abbiamo vista.
GB:
Se ce la fa vedere, così chiariamo di cosa stiamo parlando. Per differenza dimensionale cosa si intende? Vediamo quale è la differenza, per ora.
LR:
Allora questa è l'immagine proiettata, avevamo dato conto della griglia trasparente centimetrata, posizionata sopra l'immagine che ne consentiva un corretto orientamento omogeneo tra i due termini di paragone, avevamo contrassegnato i punti caratteristici, dopodiché eravamo andati a farne le dimensioni. Ecco, da questa analisi appunto, che comunque consente a noi consulenti di giudicare compatibile il piede con quello di Sollecito, si evidenzia, e del resto è stato evidenziato chiaramente in giallo, questa differenza dimensionale lungo l'asse tallone-alluce.
GB:
Ce la spiega bene cosa si intende differenza dimensionale tallone-alluce?
LR:
Certamente. Differenza dimensionale significa che i valori metrici rilevabili in millimetri tra la punta dell'alluce e la base del tallone, che è una distanza assolutamente utilizzata in letteratura scientifica per valutare la lunghezza di un piede, non risultano simili, in valori numerici. Quindi noi abbiamo sull'impronta di Sollecito, su questa distanza che ho definito, un valore di 244 millimetri, sulla impronta di luminol. ..
GB:
244 lo vediamo nella figura sinistra, che è l'impronta di Sollecito, e c'è 244. Poi?
LR:
Cercavo il puntatore, chiedo scusa.
GCM:
Sì, ma lo vediamo.
GB:
Va bene, non si preoccupi.
GCM:
Invece nell'altra impronta vediamo 227.
LR:
Invece l'altra impronta, misurata su questo rilievo, che è quello utilizzato nella consulenza, il valore dimensionale è 227 millimetri; chiaramente dissimile.
GB:
Ecco, su questo, quindi quando io le ho fatto la domanda se c'era un sottodimensionamento, cioè una diversità di misura, mi riferivo a questo; quindi effettivamente su questo in uno leggo 244 ed in uno 227.
LR:
Io parlerei di differenza di misura, assolutamente spiegabile con la considerazione oggettiva del rilievo prospettico utilizzato per le comparazioni.
GB:
Prima di farci le correzioni le volevo dire: una differenza tra queste due misure, è una differenza di quanti millimetri?
LR:
Beh, la differenza tra questa misura, ripeto, quando si parla di misure si deve fare riferimento a quale misura si sta considerando ...
GB:
A quel 244.
LR:
Si sta considerando la misura alluce-tallone, quindi la differenza è data dalla sottrazione algebrica tra 244 e 227.
GB:
Cioè?
LR:
Quindi poco meno di 2 centimetri, credo.
GB:
2 centimetri ...
LR:
Bisogna fare ...
GB:
Va bene, poco meno di 2 centimetri. lvii dica una cosa, ma nel cambio di una misura di scarpa 42-43 ...
LR:
Sono 17 millimetri di differenza.
GB:
E cioè quanti centimetri?
LR:
17 millimetri sono 1,7 centimetri.
GB:
Quindi questo tipo di differenza è una differenza che può incidere praticamente su un numero di scarpa diverso.
LR:
No, questa differenza non incide sul giudizio in quanto se ne può dare conto relativamente ad una dimostrazione oggettiva della modalità con cui è eseguito il. ..
GB:
Io però avevo fatto una domanda, Presidente.
LR:
Io le rispondo in questo senso: che non si può ...; oggettivamente, quando si fa un confronto, si parla di termini omogenei e quindi comparabili, quindi non si può comparare una distanza metrica, relativa ad un parametro del piede, quindi alluce-tallone, con un numero di scarpa. Le scarpe sono una classe di oggetti, i piedi sono un'altra classe di oggetti; quindi non è possibile fare una commistione tra i due.
GCM:
D'accordo, prendiamo questa risposta.
GB:
Sì, prendiamo atto di questa risposta.
GCM:
Questa era la domanda. Prego.
GB:
Comunque la differenza di millimetri, qui è di quanti millimetri?
LR:
La differenza di quel diametro ...
GCM:
17 abbiamo detto, no?
LR:
....è 17 millimetri.
GB:
Perfetto. Le risulta, a prescindere se si può comparare o meno, la differenza tra un paio di scarpe 42 o 43 di quanti millimetri è, o non lo sa?
LR:
Non lo so, non risulta, qui io parlo di dimensione metrica.
GB:
Di piede.
GCM:
Su questo già ha risposto. Prego.
GB:
Allora andiamo avanti, quindi c'era questo tipo di sottodimensionamento, c'era questa differenza.
LR:
C'è questa differenza dimensionale.
GCM:
Scusi, malgrado questa differenza, le conclusioni sono rimaste inalterate.
LR:
Assolutamente, ma le conclusioni sono ...
GB:
No, no, lui ha detto che nonostante questa differenza, lui aveva ritenuto ugualmente di esprimersi. Io volevo fare rilevare appunto questo. Allora questa differenza si basava su una misurazione di una mattonella, dandole la misura del 169,3?
LR:
Certamente, perché è espresso in relazione tecnica, queste misure sono frutto del dimensionamento di questa immagine con la dimensione evidenziata prima, quindi 169,3; su questo si è basato il convincimento, mio e del collega, che hanno attribuito a questa prospettiva dell'immagine questo valore discordante, quindi avevano consentito il giudizio.
GB:
Ora invece vediamo perché non ne dobbiamo tenere conto; comunque ove tenessimo conto di una mattonella 169,3 millimetri, che è quella della consulenza tecnica, le misurazioni dei piedi sarebbero queste con questa differenza.
LR:
Rispondo, ove ne tenessimo conto m quella posizione, perché la premessa ...
GB:
In quella posizione, giustissimo.
LR:
....del lavoro è che io metto quella dimensione nella medesima posizione, non un'altra mattonella da un'altra parte, in quella medesima posizione.
GB:
Ecco, per ora parliamo di questo, infatti poi le volevo parlare della dimensione. Allora con una mattonella 169,3 millimetri avremmo questa differenza tra il piede di Raffaele e l'impronta trovata in quella direzione. Dopodiché che cosa avete fatto?
LR:
Dopodiché, in base a questi valori, abbiamo concluso circa la compatibilità di quella impronta con il piede di Sollecito e l'esclusione degli altri due.
GB:
Dopodiché oggi ci diceva che avete fatto poi una sorta di correzione prospettica.
LR:
No, non è esatto il mio intendimento; considerando che questa esposizione è necessaria alla formazione di questa prova, le differenze che sono valutate dai consulenti, in base alla conoscenza specifica dell'argomento, io ed il collega abbiamo deciso di renderle fruibili, perché comunque questa considerazione era implicita nel fatto ...
GB:
D'accordo, nel renderle fruibili ha fatto ...
GCM:
Scusi, però facciamo terminare.
LR:
Nel rendere fruibili, nel senso che la conclusione ..., su questa immagine io ed il collega abbiamo concluso che quel piede è compatibile con quello destro di Raffaele Sollecito, sulla base di questa immagine; per rendere fruibile questo discorso, perché chiaramente è lasciato alla competenza professionale del consulente, abbiamo deciso di fare vedere perché noi riteniamo che è compatibile a fronte di quella discordanza dimensionale su quel parametro specifico.
GB:
E allora?
LR:
Per questo motivo abbiamo espresso graficamente questo convincimento, nel senso che la risposta è: proprio per la distorsione prospettica.
GB:
Allora se prendiamo ..., così lo spieghiamo meglio ...
LR:
Concludo, la spiegazione, a mio avviso, va data su questa immagine, non sul!' altra; la spiegazione è questa, tra l'altro l'abbiamo evidenziata, quindi proprio nella specificità di rendere fruibile questo ragionamento; noi da questa immagine, con questi parametri, con questi parametri anche discordanti, abbiamo comunque concluso, fondamentalmente perché i parametri caratteristici del piede in questione rispetto a quello di Guedè sono il tallone, il metatarso e l'alluce, circa la compatibilità. Per spiegare questa conclusione, abbiamo addirittura evidenziato il valore discordante. Quindi perché è così discordante? Abbiamo detto: è discordante, la soluzione è discordante perché l'immagine è stata presa in prospettiva.
GB:
Allora mi fa vedere, per favore, la slide? Allora quando dicevo se avevate fatto una correzione della distorsione non è che andavo lontano, perché c'è scritto, no?
LR:
La correzione della distorsione è il ragionamento concettuale che fa il consulente per arrivare a quella conclusione e giustificare la conclusione depositata in relazione tecnica.
GB:
Allora vediamo se abbiamo capito, per chiarezza, in base a questa correzione della distorsione, che ora capiremo che cosa è, magari ora ce lo spiegherà, intanto diciamo quali sono i risultati, che voi correggendo questa distorsione, chiarite perché c'era quel sottodimensionamento; quindi servirebbe a colmare quel problema che abbiamo visto prima; è corretto in astratto questo?
LR:
Allora la spiegazione della distorsione ..., il termine distorsione fa sì che qualche cosa che è ortogonale non lo sia più; infatti ....
GB:
Scusi, mi può prima rispondere sul!' obiettivo finale vostro di questa correzione della distorsione?
LR:
L'obiettivo di questa presentazione è quello di fare vedere come la prospettiva incida nella dimensione del piede, non di correggere il valore della relazione tecnica; è quello di fare capire, appunto, come in generale, ma in qualunque rilievo .fotografico, la prospettiva sia un parametro da tenere in considerazione.
GB:
Quindi la prospettiva è un parametro che addirittura può fare cambiare le misure; è corretto questo?
LR:
Per cambiare le misure bisogna prendere il riferimento; chiedo scusa, una misura è associata ad un sistema di riferimento; quindi tenendo un sistema di riferimento prospettico, le misure sono quelle che ho usato in relazione tecnica, ossia 169,3, modificando il sistema di riferimento in termini ortogonali, la misurazione diventa 169.
GB:
Quindi mi risponde? E'corretto dire che una prospettiva può modificare le misure?
GCM:
Abbiamo sentito la risposta. Prego.
LR:
Preciso, Presidente, cambiare la prospettiva significa cambiare il sistema di riferimento, ogni misurazione è associata ad un sistema di riferimento.
GB:
Quando lei scrive, o voi avete scritto in questa slide: "avendo riportato la mattonella alla corretta forma rettangolare ne sono state calcolate le dimensioni effettive", ed indica queste dimensioni effettive 336, c'è o no una differenza rispetto a quanto scritto nella consulenza tecnica in cui si parlava di una misurazione che aveva consentito di rilevare un valore pari a 169?
MC:
Ma 336 è la lunghezza, non è l'altezza.
GCM:
Sì, sì, ma è chiaro, stiamo guardando.
GB:
Si, sì, infatti. Prego.
LR:
Ripeto, la differenza è associata in maniera inscindibile, non esiste una differenza senza il termine di paragone; il termine di paragone è il sistema di riferimento, quindi io ho cambiato per fare comprendere il sistema di riferimento con lo scopo di fare capire quale è l'esperienza di un consulente. L'esperienza di un consulente è conoscere queste tipologie di argomentazioni sulle immagini e quindi tenerne conto nel giudizio; giudizio che è rimasto immutato. Ecco, io questo tengo a ribadire.
GB:
Allora voglio capire una cosa, ma se io cambio ancora la prospettiva o cambio la direzione, se io, anziché mettere il piede come l'aveva messo prima nella figura alla quale lei attribuisce molta importanza come direzione del piede, se io muto la direzione?
LR:
Se lei muta la direzione sta modificando il termine di paragone, quindi è necessario un ulteriore accertamento; l'oggetto è fissato in quel rilievo, quindi mutare la direzione significa avere altri termini di paragone, per cui per un confronto diretto è necessaria una analisi dimensionale, una griglia di confronto, l'analisi del tracciato e le conclusioni.
GB:
Il luminal che viene messo per evidenziare una impronta, consente di stabilire quando quella impronta è stata apposta?
LR:
Scusi, consente di stabilire ...? Se mi può ...
GB:
Se io cammino qui e poi voi venite e vedete, tra un mese o tra dieci giorni la mia impronta, voi potete dire a quando risale?
LR:
Guardi, io non sono un esperto di lumino!, non rientra nelle mie competenze, non le so rispondere.
GCM:
Comunque chiede l'Avvocato è possibile sapere l'impronta quando è stata impressa?
GB:
La data.
GCM:
La data, se è possibile.
LR:
Io questo non Io so.
GCM:
Non sa rispondere.
LR:
Non so rispondere, mai utilizzata alcuna ipotesi sulla datazione ...
GCM:
Era una domanda che è stata posta.
GB:
Era una semplice domanda.
LR:
Non so rispondere.
GB:
Magari lei mi poteva dire si sa o non si sa.
GCM:
Non si può certo dire che la domanda sia irrilevante, ma ...
LR:
Non abbiamo mai fatto riferimento alla durata.
GCM:
Prego.
GB:
Un'altra cosa, il luminal sa quando è stato messo e quando sono state evidenziate queste impronte?
LR:
Le impronte dagli atti a cui ero stato autorizzato ad accedere, queste impronte sono state rilevate nel sopralluogo del 18 dicembre 2007.
GCM:
Sì, in una delle slides mi sembra che c'era questa data.
GB:
Sì, infatti lo aveva scritto, era per farglielo dire, per non dirglielo io. Comunque è pacifico il dato.
GCM:
Prego.
LR:
18 dicembre 2007.
GB:
Sempre se su questo mi sa rispondere, se no lo chiederemo ad un altro, il fatto che siano state evidenziate queste impronte e poi da voi verificate, a distanza di tempo e comunque con un eventuale passaggio di persona prima sul luminal, può avere inciso oppure comunque non c'è nessun tipo di incidenza?
LR:
Guardi, non sono esperto di lumino], ma considerando che ho fatto le conclusioni sulle impronte, faccio presente che dal punto di vista della nostra attività di consulenza l'impronta presenta i caratteri del piede assolutamente definiti, quindi questo fa sì che noi abbiamo potuto fare l'analisi che ho mostrato e pervenire al giudizio. Quindi, .anche se non sia un esperto di luminal come analisi di immagini dico che i contorni del piede sono definiti e questo ha consentito la conclusione a cui siamo pervenuti.
GB:
Senta i piedi nudi che avete trovato erano tutti destri o tutti sinistri?
LR:
I piedi nudi, tre piedi, erano tutti piedi destri, tutti piedi destri.
GB:
Mentre le scarpe avevamo visto ...
GCM:
Magari ci può ricordare dove Ii avete trovati?
LR:
Preciso, Presidente, sono stati rilevati dalla Polizia Scientifica perché noi non siamo mai andati nel sopralluogo, comunque dalla lettura degli atti, al solo scopo esemplificativo, abbiamo posizionato, per fare meglio comprendere a tutti, i rilievi. I rilievi sono posti così: queste sono le scarpe di cui si è parlato nella prima consulenza, tutte scarpe sinistre, tutte scarpe attribuite alla "Nike Outbreak 2", misura 11, la cui scatola vuota è stata trovata a casa di Guedè. I piedi invece, evidenziati con il lumino!, questi in rosso, sono relativi a piedi destri, questo qui, a seguito della mia esposizione, è attribuito alla signora Knox, anche questo alla signora Knox, solo uno di questi due, visto che l'altro, quello a sinistra, è stato giudicato non utile, è stato attribuito al piede destro del signor Sollecito.
GB:
Senta, nell'impronta ...
GCM:
E poi sul tappetino anche c'era ....
LR:
Sul tappetino del bagno sì.
GB:
Adesso stiamo entrando su quello.
GCM:
Scusi, prego Avvocato.
GB:
Fino ad ora abbiamo parlato del luminal con lui, no?
GCM:
Sì, allora prego, le domande dell'Avvocato.
GB:
Adesso passiamo all'altra impronta. Possiamo prendere l'immagine dell'impronta sul tappetino?
LR:
Questa qui?
GB:
Sì, io direi questa.
LR:
Va bene.
GB:
Avete fatto una analisi sulla superficie sulla quale è stata apposta questa impronta?
LR:
La consulenza, come è scritto in premessa, è stata relativa ad una analisi di immagini prese, quindi noi abbiamo ricevuto queste immagini ed abbiamo verificato la coincidenza dei termini di paragone. Il reperto è a disposizione del Servizio della Polizia Scientifica, credo.
GB:
Come può vedere lei in queste immagini, in realtà, a differenza poi della mia impronta che potrei lasciare qui su un piano duro, qui si tratta di una impronta che viene lasciata comunque su un tappetino; l'eventuale spessore di questo tappetino, le eventuali caratteristiche di questo tappetino, cioè con delle frange, se è morbido o non è morbido, se io metto un piede su un tappetino, e in qualche modo devo lasciare una impronta, in qualche modo la superficie, secondo lei, può incidere o no sulle dimensioni dell'impronta?
LR:
Allora io faccio una valutazione sull'immagine, dico che eventuali difformità di reazione diciamo delle due parti del tessuto, quindi quello delle frange e quello della trama, sarebbero evidenti se ci fosse una discontinuità tra la traccia lasciata dal sangue. Questa discontinuità non si rileva da]]'impronta, vedete, l'impronta è continua. Quindi, in questo caso, io ritengo assolutamente impossibile che ci sia stata una deformazione, perché considerando la differente natura, qui è una trama e qui è un tessuto fibre di cotone, fibre comunque sia, se ci fosse stata una differenza di comportamento, io alla frontiera, quindi alla congiunzione tra le due superfici, avrei avuto una discontinuità, perché chiaramente i due tessuti si sarebbero comportati diversamente. Viceversa io non rilevo alcuna discontinuità, pertanto ritengo assolutamente certo che non ci sia stata una differenza di dimensione rispetto all'impronta.
GB:
Ma per fare questo tipo di valutazione sulle frange, il peso, ad esempio, di una persona, o quando si sta su un piede, se io lascio una impronta stando con tutto il corpo su un piede, o se contemporaneamente il mio peso è diviso su due piedi, tutto questo incide o no sulla morfologia?
LR:
Ripeto, io non sono un medico, la nostra attività è assolutamente di confronto di immagini, come termini omogenei, quindi non so rispondere in considerazioni dimensionali di distribuzione di pesi tra le due ...
GB:
Le spiego la mia domanda, poi eventualmente la chiediamo ad un'altra persona. Se ho sotto una superficie dura è diverso il discorso, ma se ho sotto una superficie morbida, soprattutto se non ho fatto una analisi, mi chiedo se incide, se lo sa, se no poi lo chiediamo, non lo so se ci saranno dei biologi, sulla dimensione se io sto su due piedi o su un piede.
LR:
Non le so rispondere, il tappetino era poggiato su una superficie dura che era il pavimento.
GB:
Quanto era spesso il tappetino?
LR:
Le dico, mentre quello che le ho detto, che il tappetino era poggiato su una superficie dura, che era il pavimento, lo desumo dalle foto, unici elementi su cui ho lavorato; sullo spessore del tappetino non so rispondere perché noi abbiamo lavorato sulle immagini.
GB:
Le mostrerei una foto, magari la facciamo vedere poi anche alla Corte, comunque forse addirittura è tra quelle che lei ha proiettato.
GCM:
E' una foto tratta dalla relazione?
LR:
Dalla loro relazione, sì.
GB:
Però è ingrandita, forse.
GCM:
Sì, sì, per sapere.
LR:
Dica.
GCM:
Se magari la possiamo trovare così possiamo tutti seguire.
GB:
Se lei ce l'ha anche lì la facciamo vedere a tutti.
LR:
In realtà, quello che probabilmente è tratto dalla nostra relazione è semplicemente la parte della foto non modificata, perché poi, come leggo, l'immagine è stata invertita. Questa è una elaborazione delle foto singolarmente presenti nella nostra relazione, però posso trovare ...
GCM:
Forse non ce l'ha nell'insieme.
LR:
Posso trovare una foto simile, sì, chiedo scusa, scorro velocemente.
GB:
Ecco, ce ne era prima una ...
LR:
Ecco, va bene questa.
GB:
No, no, questi sono i piedi degli altri, che non mi interessano.
LR:
o, questo è il piede del signor Sollecito.
GB:
Sì, però ce ne era un'altra, se va due foto prima.
MC:
Che era solo Sollecito.
GB:
Esatto. Ecco, questa, questa.
LR:
Perfetto.
GB:
Allora quello che io le chiedo è questo: a sinistra abbiamo l'alluce di Sollecito; a destra l'impronta.
LR:
Sì.
GB:
Le sembra o no che l'alluce di Sollecito sia assolutamente diretto verso sinistra, e che invece analoga direzione a sinistra non ha l'alluce della foto a destra, cioè quella dell'impronta?
LR:
A mio avviso questo non è possibile desumerlo da questa impronta, in considerazione del fatto che i due termini sono stati acquisiti con..., questa è una impronta acquisita con inchiostro tipografico, l'altro non lo è. Quindi non riesco a...
GCM:
Stiamo guardando la foto, particolare delle gobbe, cioè il numero 31.
LR:
Esatto.
GB:
Per il verbale stiamo parlando della foto 31 e appunto la mia domanda è questa: si nota o no che 1'alluce di Sollecito è rivolto un po' a sinistra o no? Quello di Sollecito.
LR:
Io non farei - non abbiamo fatto, quindi non condivido - considerazioni assiali delle dita rispetto alla pianta. Perché non le ho fatte? Non le ho fatte perché non sono un ortopedico, quindi l'esperienza mi dice che le dita dei piedi, metatarso ...
GCM:
Scusate, per favore, evitiamo commenti perché ci rende difficile sentire anche l'esposizione e le domande. Prego.
LR:
Dicevo: le dita metatarsali, il tessuto del piede ha una sua mobilità, che io comunque, da esperto della Polizia Scientifica, non sono in grado di valutare; quindi non ho mai fatto, proprio in virtù di questa mobilità delle dita dei piedi, considerazioni assiali circa l'asse che potrebbe essere quello sotteso dalla falange del dito, proprio perché non conosco quella che è la mobilità del piede; abbiamo fatto esclusivamente considerazioni dimensionali; quindi non le so rispondere.
GB:
Però io le dicevo questo, lei poco fa quando mi aveva descritto, in premessa, un po' il metodo mi diceva: guardi, Avvocato, noi non siamo potuti arrivare al giudizio di identità perché ci manca la pianta del piede, le creste papillari; quindi gli unici dati che avevamo davanti, erano quelle delle dimensioni e della forma e quindi della morfologia; per morfologia si intende anche, ovviamente, il disegno del piede; secondo me questo disegno dovevate anche considerarlo.
LR:
Ripeto, l'alluce è stato ampiamente considerato, anche perché poi è uno dei parametri che più differisce i due piedi; nelle considerazioni morfologiche noi abbiamo fatto riferimento ai punti caratteristici del tracciato in griglia, evitando, per approccio, considerazioni assiali circa l'orientamento relativo delle ossa metatarsali rispetto a quelle delle dita.
GB:
Ma se in un giudizio di identità che devo fare ...
LR:
Probabile.
GB:
Di probabile identità che devo fare su due piedi scelgo dei punti di riferimento per stabilire la corrispondenza, e non considero un punto che, a nostro avviso, è di evidente differenza, è chiaro che ometto una considerazione.
GM:
Presidente, ma cosa sono queste, domande?
GB:
E' la mia richiesta e lui mi dirà perché non lo ha considerato.
GM:
Ma sono valutazioni.
GCM:
Poi magari sono delle considerazioni, sì, per carità, però il teste ci ha risposto.
GB:
Io intendo dire questo: siccome si dice non c'erano le creste, abbiamo guardato la forma...
GCM:
Sono delle considerazioni, per carità, però il teste-consulente ci ha già detto quali sono i punti caratteristici.
GB:
Sì, e mi chiedo perché non ha preso in considerazione questa caratteristica.
LR:
Non abbiamo preso in considerazione questa caratteristica perché non abbiamo voluto valutare le considerazioni assiali, in considerazione di parametri che non conosciamo come materia, ossia legati alla mobilità delle dita rispetto alla pianta.
GCM:
Magari questa caratteristica è l'orientamento dell'alluce; sostanzialmente è questa la caratteristica.
GB:
E' l'orientamento dell'alluce, però questo orientamento dell'alluce a voi risultava dalla fotografia. Cioè in questa fotografia si vede o no?
GM:
Cioè ma quale è questo orientamento?
GCM:
Scusate, comunque ci ha già detto che non ha preso in considerazione questo aspetto, che è l'orientamento dell'alluce, ha considerato solo la misura, l'estremità dell'alluce rispetto al tallone. Poi sarà oggetto ..., è una consulenza. Prego, Avvocato.
GB:
Una seconda cosa, sempre nel piede a sinistra, quindi nell'impronta di Raffaele Sollecito, notiamo che il secondo dito, di cui onestamente non conosco il nome, perché ognuno mi ha detto un nome diverso, il secondo dito, illice credo si chiami, è invece orientato a destra; questo orientamento è stato preso in considerazione?
LR:
Preciso che questo che si vede dalla foto non è il secondo dito, bensì il terzo, perché nell'impronta acquisita al signor Sollecito è assente, cosa che è possibile nell'acquisizione delle impronte, il secondo dito. Qui il secondo dito non si vede, questo è il terzo, quarto e quinto.
GCM:
Comunque la direzione non la considerate neanche nelle altre dita. ·
LR:
Assolutamente, ma appunto il secondo dito non è presente nell'impronta cli Sollecito acquisita.
GB:
Allora facciamo questa precisazione, quello era il terzo dito.
LR:
Quello è il terzo dito.
GB:
E la direzione del terzo dito non è stata considerata.
LR:
Non è stata considerata per i motivi di cui sopra, per la mobilità delle dita rispetto alla pianta; quindi noi non ci siamo espressi.
GB:
Il fatto che mancasse un dito nell'impronta ...
GCM:
Nell'impronta di cui alla foto 31.
GB:
Siccome adesso mi sta dicendo il consulente che correttamente manca un dito, volevo sapere se nell'ambito di questa valutazione, visto che è una valutazione fatta solo sulla morfologia, ecc, se ha inciso la mancanza di questo dito.
LR:
Assolutamente, non abbiamo mm tenuto in considerazione ....
GCM:
Cioè assolutamente no?
LR:
Assolutamente no; no, non abbiamo mm tenuto m considerazione la posizione delle dita.
GB:
Quindi questo giudizio che voi avete messo non ha tenuto in considerazione la posizione delle dita, la posizione assiale, le creste papillari e se il soggetto era posizionato su due gambe o su una.
LR:
Faccio presente che il motivo per il quale non sono state prese in considerazione le dita deriva dal fatto che per effettuare un confronto è necessario mettere a confronto termini omogenei; come vediamo in questa immagine, nell'impronta del tappetino non sono visibili le dita, quindi non posso tenerne conto all'atto di un confronto perché, per tenerne conto le dovrei avere in entrambe le immagini. Invece non essendo presenti non è possibile ...
GCM:
Però scusi, sul tappetino la direzione dell'alluce era individuabile?
LR:
Ripeto, noi non l'abbiamo considerata, né riteniamo che per competenza fosse· individuabile, perché ritengo necessiti di conoscenze ortopediche ...
GCM:
Ha già risposto su questo.
GB:
Grazie.
GCM:
Prego, senza fare le stesse domande, ovviamente.
LR:
Certamente, soltanto delle piccole precisazioni.
GCM:
Prego.
LM:
Avvocato Maori. Buongiorno Dottore.
LR:
Buongiorno.
LR:
Che a lei risulti, durante la fase di esaltazione con il lumino!, effettuato dai suoi colleghi il 18 dicembre 2007, è stata apposta, vicino all'orma, una striscetta metrica fluorescente?
LR:
No, è evidente dal ..., per questo abbiamo utilizzato il rilievo in condizioni di illuminazione e quello in condizioni di buio assoluto.
LM:
Quindi la misurazione dell'impronta come è avvenuta?
LR:
La misurazione dell'impronta è avvenuta così come ho descritto, utilizzando la dimensione della mattonella, della stessa mattonella, nel rilievo con la luce.
LR:
Quindi tutto il suo lavoro precedente si è basato ed è avvenuto tutto quanto con la misurazione della mattonella.
LR:
Il lavoro su questo piede assolutamente con la dimensione della mattonella; la stessa mattonella, nello stesso rilievo, con la stessa inquadratura.
GCM:
Stiamo guardando la foto 36, rilievi 5, 4 e 2. Prego.
LR:
Ogni misurazione è avvenuta con il raffronto con la mattonella.
LR:
Sì.
LR:
Lei non è un biologo, lo ha detto prima, però le faccio questa domanda, mi risponderà sì, no o non lo so, lei sa se il luminal esalta, oltre al sangue, anche altre sostanze?
LR:
Non sono un biologo, il luminol reagisce positivamente anche con altre sostanze oltre al sangue.
LR:
Quindi se ci fossero state, vicino a questa impronta, sull'impronta esaltata con il luminal, delle sostanze ..., ci fossero state altre sostanze reagenti al luminol, l'impronta che poi è stata individuata poteva essere commista fra impronta di sangue ed impronta anche di altre sostanze?
LR:
Io a questa domanda non so rispondere, nel senso che non sono un biologo, so che il luminol reagisce anche con altre sostanze.
GCM:
Quali sono queste altre sostanze? Se lo sa.
LR:
Per mia conoscenza, non specifica sull'argomento, ci sono altre sostanze quali la clorofilla, quali alcuni succhi, alcune ...
GCM:
Succhi di che cosa?
LR:
Succhi di frutta, la ruggine, perché il luminal è una reazione che interessa un gruppo del ferro e qui mi fermo; consideri che però ecco, la natura della sostanza di cui è composta l'impronta visibile nel rilievo 2, per la quale è stata utilizzata la mattonella, non rileva nell'ambito della nostra consulenza, nel senso che noi la conclusione è sulla dimensione e compatibilità del!'impronta.
LM:
Quindi se ci fosse stato comunque un succo di frutta, o residui di succhi di frutta, o di altre sostanze, che reagisce al lumino!, questo sarebbe stata naturalmente evidenziato nell'apposizione del lumino!.
GCM:
Scusi, però purché l'impronta si fosse appoggiata su questa superficie .
LM:
E non solo, e non solo, ci poteva essere anche ...
GCM:
Sì, d'accordo.
MC:
Su una bella chiazza di ruggine.
GCM:
Prego Avvocato.
LM:
Lei prima, Dottore, ha fatto riferimento a due classi non omogenee fra loro, piedi e scarpe, quando è stata fatta la domanda dall'Avvocato Bongiomo in relazione alla misurazione, quindi alla possibilità che fossero diverse le scarpe rispetto al piede. E quindi ha detto: non posso rispondere, non posso dire se effettivamente con quella misurazione ...
LR:
Scusi...
LR:
Lei ha detto: non posso rispondere, non posso dire se, con la prospettazione diversa che era stata effettuata, poteva essere ricompresa quell'orma da una scarpa di misura inferiore.
LR:
Non è possibile dirlo, perché i termini di paragone devono essere della stessa natura; quindi non è proprio possibile pensare di comparare dimensioni metriche di parametri del piede con dimensioni di scarpe generiche.
LR:
Quindi diciamo che sono due classi completamente diverse.
LR:
Assolutamente.
LR:
Allora come mai lei ha detto prima, rispondendo alle domande mi sembra del Pubblico Ministero, che in riferimento ali'orma trovata sulla federa del cuscino nella stanza di Meredith, poteva corrispondere una scarpa 36-38?
LR:
Perché, ripeto, quella intanto ...
MC:
Perché quella è un scarpa.
LR:
...quella è una scarpa.
GB:
Ma fate rispondere.
GCM:
Scusate, però evitiamo magari queste ..., scusi Avvocato, il consulente è qua.
LR:
Dovrebbe dire: "scusi PM", perché in effetti è il PM che ....
GCM:
No, mi scusi Avvocato per questa interruzione che ha subito, ecco, in questo senso.
LR:
Certo.
GCM:
Prego.
LR:
Allora, relativamente all'impronta di scarpa lasciata da sostanza ematica presente sulla federa, essendo una impronta da scarpa, si passa da dimensioni di scarpa ad una valutazione possibile su quelle che sono le misure di scarpa, ma siamo nel!' ambito della stessa classe. Quella era una consulenza sulle impronte da calzatura, in cui anche le impronte, quelle attribuite a Guedè, sono state valutate da un punto di vista metrico, ma usando ....
GCM:
Sì, era chiaro, ma comunque è stata necessaria questa ulteriore chiarificazione e l'abbiamo accolta. Prego, se ci sono delle domande, teniamo conto di tutte quelle già fatte ovviamente. Prego Avvocato.
CDV:
Sono l'Avvocato Dalla Vedova per la Knox.
LR:
Buongiorno.
CDV:
Senta, volevo solo un chiarimento, lei ha fatto, insieme al suo collega, due relazioni, esattamente il 9 aprile ed il 31 maggio 2008, la seconda relazione è stata motivata perché? Lo ha forse detto, ma volevo un chiarimento.
GCM:
Scusi Avvocato se può ripetere la domanda.
CDV:
Volevo soltanto sapere perché è stata fatta una prima ed una seconda relazione, una il 9 aprile, l'altra il 31 maggio del 2008 ed il motivo, perché.
LR:
Io sono un consulente della Procura per cui il motivo lo deduco dall'incarico che la Procura ha voluto assegnarci. In relazione al primo incarico era una verifica dell'impronta ..., se l'impronta di sangue da calzatura trovata vicino al cadavere fosse riconducibile alla scarpa sequestrata al signor Sollecito ed eventuali altri confronti di scarpa; l'incarico del 12 maggio, che poi si è concluso il 31 maggio, come dice l'Avvocato, era relativo a questo, quindi, a seguito di un sequestro effettuato il 23 aprile 2008, di 22 paia di scarpe, si chiedeva di analizzare queste 22 paia di scarpe per vedere se l'impronta di scarpa presente sulla federa del cuscino fosse attribuibile a queste, e poi si chiedeva la comparazione, a seguito dell'acquisizione delle impronte plantari il 12 maggio, ai tre imputati, delle impronte di lumino! e di quella sul tappetino.
CDV:
Senta, le 22 scarpe che sono state sequestrate appartenevano ai tre imputati o anche ad altre persone?
LR:
Allora, sempre dalla lettura degli atti, perché io ed il collega non abbiamo, come detto, partecipato né ai sopralluoghi, né ai sequestri, ma gli atti sono documentati, negli atti noi troviamo questo: le 22 paia di scarpe erano così distribuite: 12 paia sono state repertate nella stanza della vittima, 4 paia nella stanza della signora Knox e 6 paia nell'abitazione di Sollecito. Di chi fosse la proprietà di queste scarpe io non posso desumerla.
CDV:
Invece l'accertamento sulle orme rilevate con il lumino! lei l'ha fatto solo sui due imputati e su Guedè, o anche su altre persone? In particolare, riferendomi ad Amanda Knox, se avete considerato anche le altre ragazze che vivevano nella casa.
LR:
Il confronto sulle impronte di lumino! è stato effettuato, proprio come da incarico della Procura, sulle uniche impronte plantari che erano state assunte in sede di ispezione corporale ai tre imputati. Quindi leggo testualmente: "assunte ai tre, all'epoca indagati, Knox, Sollecito e Guedè".
CDV:
Quindi andando adesso alle conclusioni della vostra indagine in relazione alle orme della Knox, ci può riassumere, o Io faccio io, ma se lei me lo può confermare, le orme sono state trovate davanti al bagnetto ed in camera della Knox.
LR:
Sì, le due impronte attribuite alla signora Knox sono state trovate all'interno della camera della signora Knox, in questa posizione, diretta verso l'uscita ed il rilievo 7, di fronte alla camera della vittima, orientate in questo senso.
CDV:
Queste orme sono state quindi mai confrontate con altre impronte, per esempio, di nuovo delle due coinquiline, della Mezzetti e della Romanelli, lei me lo conferma?
LR:
Le ho risposto, perché proprio da incarico sono state confrontate con le impronte acquisite in sede di ispezione corporale, alla Knox, al signor Sollecito ...
CDV:
E quindi mi conferma che non sono state confrontate con quelle della Romanelli e della Mezzetti?
LR:
Le confermo ciò che è detto dall'incarico.
CDV:
Grazie. Senta, tornando al discorso del luminal, ci può spiegare, lo so che non lo ha fatto lei, ma dalle sue conoscenze, visto che lavora in stretta collaborazione, il lumino! esattamente come funziona nella rilevazione delle impronte? E' una sostanza che si spruzza, si fa con un pennello? Lo sa?
LR:
Guardi, io lavoro sul!'identità, non faccio sopralluoghi, non lo so.
CDV:
A lei risulta che il lumino!, una volta posizionato, dilata? Ha un effetto che dilata l'orma, che si allarga?
LR:
Io non so rispondere perché implica delle conoscenze di natura chimica che non conosco; l'impronta giudicata utile è una impronta in cui il profilo del piede è chiaramente visibile e noi abbiamo l'attribuito alle persone ...
CDV:
Ma se lei mi prende, ad esempio, le diapositive dove fa un confronto tra i piedi di Sollecito e Guedè, uno qualsiasi, volevo capire, non questa qui, quella del luminal. ..
LR:
Ci sto arrivando.
CDV:
Volevo capire, è possibile che questa sulla destra sia un po' dilatata rispetto ad una reale dimensione, proprio perché c'è un effetto luminol che a me risulta essere una sostanza chimica che diluisce ed allarga un po'?
LR:
Io sul discorso che sia una sostanza chimica che diluisca non so rispondere, però da esperto di impronte le faccio presente ...
CDV:
Ma lei lo può escludere che ci sia questo effetto?'
LR:
Non sono in grado di rispondere.
GCM:
Scusi, però magari quella immagine era tutta omogenea nel suo disegno? Aveva il perimetro ben marcato, o, viceversa, presentava caratteristiche morfologiche, proprio in relazione a questa domanda del difensore, tali da fare pensare che possa essersi verificata una dilatazione dei confini?
LR:
Allora dalle immagini, che poi è questa proiettata, si vede chiaramente la continuità e definizione del profilo, dalle cui dimensioni abbiamo rilevato la compatibilità accertata metricamente con il piede di Sollecito; quindi da queste dimensioni, quelle che abbiamo utilizzato noi, non è possibile dedurre una deformazione dell'immagine, proprio per il tipo di misurazione che abbiamo effettuato.
GCM:
Non è possibile desumerla, ma è possibile escluderla? Oppure non è possibile nemmeno questo?
LR:
Beh, è possibile escluderla perché comunque, da un punto di vista dell'immagine è chiaramente definibile il profilo del piede.
GCM:
Prego Avvocato.
CDV:
Sì, è chiaramente definibile, però se noi ammettiamo, anche in ipotesi, che ci sia stata una dilatazione per effetto del lumino!, a seguito della fotografia, è evidente che questa fotografia risulta essere un po' più grande rispetto a quella che è l'orma normale. Si può ipotizzare una cosa del genere?
LR:
Io....
FM:
Presidente, c'è opposizione.
CDV:
Non lo sa.
LR:
Non lo so.
GCM:
Stiamo alle risposte che il teste ci dà, poi quella è una considerazione, per carità ...
CDV:
Io faccio queste domande perché vedo che stiamo discutendo dei millimetri, quindi mi sembra importante accertare l'attendibilità delle fotografie.
GCM:
Certo, ma infatti [e domande hanno trovato accesso, però teniamo conto delle risposte. Prego.
CDV:
Tornando per esempio, al tappetino, lei, per la sua valutazione, dovendo analizzare le dimensioni, lei ha parlato di forma e dimensioni, ohe sono gli aspetti generali, non ha ritenuto necessaria una visione diretta del tappetino?
LR:
Guardi, proprio per ...
CDV:
Ed invece lei ha fatto solo una visione delle fotografie, vero?
LR:
Assolutamente sì. Questo discorso è legato al fatto che ribadisco, non si rilevano disomogeneità di reazione, quindi di comportamento, alla congiunzione delle due tipologie ...
CDV:
No, non era questa la domanda, io le ho chiesto: non ha ritenuto mai, quando lei ha avuto l'incarico, di dire, visto che il tappetino è sequestrato, quindi è disponibile, lo vado a vedere per controllare esattamente le misure? Non lo ha ritenuto necessario?
LR:
Guardi, noi abbiamo dei rilievi fotografici fatti in laboratorio con il corretto orientamento della macchina fotografica e la striscetta metrica, questo consente adeguati ridimensionamenti dell' immagine, per cui non è stata necessaria la visione del tappetino.
GCM:
Non è stato ritenuto necessario.
LR:
Non è stato ritenuto necessario, avendo osservato la non discontinuità di questi caratteri, che quindi hanno permesso di escludere il fatto che ci fossero state diversità di comportamento in relazione alla deposizione di queste impronte.
CDV:
Però scusi, sulla correttezza della fotografia, lei qui ha detto: noi qui abbiamo controllato che è stata fatta perpendicolare.
LR:
Sì.
CDV:
Esattamente come ha fatto a controllarlo?
LR:
Questa fotografia è stata fatta su un apparato specifico della Polizia Scientifica, che permette l'acquisizione, in maniera stabile, della foto fissa, io non sono un fotografo, però questa è la procedura standard della Polizia Scientifica, questa è fatta in laboratorio. La differenza delle due immagini io l'avevo chiarita questa mattina, in questo senso: questa è fatta per capire la posizione del tappetino, dopodiché questa è una impronta rilevata e fotografata nella modalità in uso alla Polizia Scientifica ...
GCM:
Perpendicolare, lei dice.
LR:
Perpendicolare.
GCM:
La foto n.7?
LR:
La foto che in questa presentazione compare sulla pagina n.7 e quindi dà le garanzie di qualunque tipo di altra attività della Polizia Scientifica.
GCM:
Viceversa il tappetino che vedevamo nell'ambiente bagno ha un orientamento non perpendicolare, insomma.
LR:
Questa è una foto che è fatta semplicemente a scopo di descrizione generica.
CDV:
Però, mi scusi, Dottor Rinaldi, lei quando invece ha fatto la valutazione sulla mattonella, abbiamo appena sentito che ha fatto una rettifica, proprio perché ha ritenuto che ci fosse una fotografia che fosse stata presa non perpendicolare, che differenza c'è tra la fotografia della mattonella e la fotografia di questo?
LR:
Allora, ripeto, non è una rettifica, era una spiegazione del ragionamento concettuale che ha portato al giudizio ...
GCM:
Non ci torniamo, stiamo solo a questa domanda.
CDV:
Però è interessante ...
MC:
Ha detto che si è corretto, ma in realtà non si è corretto, ha detto ...
GCM:
Sì, appunto, lo ha già spiegato.
MC:
Se continueranno a sbagliare nelle domande, lui continuerà a precisare nelle risposte.
GCM:
Scusate, no, no, chiedeva solo l'Avvocato: a lei risulta se la mattonella fu fotografata perpendicolarmente, così come questo tappeto è stato fotografato, o viceversa c'era solo ...?
LR:
Come ho fatto vedere, sulla mattonella c'era solo quel rilievo lì.
GCM:
Ecco, solo quel rilievo; questo mi sembra che chiedeva l'Avvocato. Prego.
CDV:
E quindi, in quella occasione, in quella fotografia lei ha rilevato che non era fatta perpendicolarmente e quindi avete fatto altre valutazioni.
LR:
Abbiamo fatto concettualmente una esplicazione ad uso di oggi, per spiegare. quelle che erano le valutazioni già contenute, quindi sulla compatibilità con il piede del signor Sollecito.
CDV:
Senta, lei fa una differenza tra orma ed impronta?
LR:
Io ritengo che una differenza vada fatta in quanto non sono due termini equivalenti dal mio punto di vista, per la mia professionalità, perché la modalità con cui vengono lasciate le impronte è triplice, l'impronta viene lasciata per deposizione ...
CDV:
No, scusi, Dottore, io le chiederei di concentrarsi sulle mie domande. Io le ho fatto una richiesta, se lei ritiene che ci sia...
GM:
Lo lasci rispondere, stava rispondendo.
CDV:
No, stava facendo un discorso di impronte, le impronte che si distinguono ...
GCM:
Sì, ma ...
CDV:
...Questo sta nella relazione, lo abbiamo conosciuto.
GCM:
Scusate, però visto che la domanda era sulla differenza tra orma ed impronta ...
CDV:
Tra orma ed impronta, ma io lo so come si lasciano le impronte, quindi non vorrei tediare ...
GCM:
Forse il consulente stava parlando delle impronte per arrivare alle orme e quindi fare, se c'è la differenza, e rispondere alla domanda; mi sembra questo. Prego.
LR:
Allora la differenza è questa, in pochissimo tempo, l'impronta si lascia per deposizione di sostanza, quindi l'essudato, il sangue su una superficie, per asportazione di sostanza, quindi se immaginiamo, ad esempio, questo tavolo coperto di polvere, io toccandolo asporto la sostanza, o per, in qualche modo, vorrei usare il termine corretto, se posso controllarlo ...
GCM:
Certo, è autorizzato a consultare la sua relazione.
LR:
Comunque e uso il termine corretto, il concetto è evidente da quello che sto per dire, per spostamento di sostanza, quindi, per esempio, l'impronta di un piede sulla sabbia bagnata lascia un'orma, perché il supporto che riceve l'impronta si sposta lasciando l'orma; ecco, nel nostro lavoro l'orma, così come scritto in consulenza, è relativo alle impronte lasciate per spostamento di sostanza; quindi laddove io ho un substrato morbido, che si deformi, sposti la sostanza e lasci un'orma sul terreno, io parlo di orma; negli altri casi parlo di impronta.
GCM:
Però si può verificare un caso in cui c'è e l'orma e l'impronta; magari sulla sabbia si può lasciare anche una impronta. E' così?
LR:
Io sono più preciso ....
GCM:
Oppure sul cuscino magari, abbiamo visto il cuscino.
LR:
L'impronta sulla sabbia, in termini di nomenclatura, è un'orma. Quindi è questa la definizione, l'impronta sulla sabbia normalmente viene definita orma, nel nostro lavoro.
CDV:
Senta, per fare un esempio, lei stamattina ha accennato della federa del cuscino e ha detto che vi erano due, lei le chiama impronte, io le chiamo orme, una più grande ed una più piccola. Quella più piccola, che lei ha analizzato a pagina 20 della sua relazione, risulta essere di dimensioni pari a 77 millimetri, oppure se ce lo vuole dire lei, a pagina 20 della sua relazione.
GCM:
Ha parlato di impronta sul cuscino; chiede l'Avvocato ...
CDV:
E se c'è anche una fotografia, magari ...
GCM:
Può considerarsi anche orma quella immagine lasciata?
LR:
Ripeto, l'orma, a mio avviso, e questa è una mera questione di nomenclatura, è una impronta lasciata su un terreno cedevole; quindi la federa di un cuscino, in sé come è fotografata ....
GCM:
Cioè non è la federa ma è un cuscino.
LR:
E' la federa, dopodiché però il tessuto non è ..., quindi non ho spostato la sostanza comunque, il discorso è....
GCM:
E' chiaro, è chiaro. Quindi lei parla di impronta anche con riferimento a questo cuscino.
LR:
Esatto.
GCM:
Poi cosa chiedeva Avvocato?
CDV:
Volevo appunto analizzare la pagina 25.
LR:
Questa impronta?
CDV:
Esatto, ci può dire esattamente le dimensioni?
LR:
Allora le dimensioni rilevate dalla foto sono, come detto in relazione tecnica, pari ad una ampiezza del tacco di circa 39 millimetri. Posso prenderla?
GCM:
Sì, sì, anzi, ci aiuta. L'ampiezza del tacco 39 che significa, la larghezza, la lunghezza? Cosa è?
LR:
Glielo faccio vedere sulle immagini.
GCM:
Sì.
LR:
Dicevo che questa è l'impronta di cui si parla, quindi è una scarpa piccola, di dimensioni ridotte ...
CDV:
Non ha una copia a colori?
LR:
No, non ho una immagine a colori, però abbiamo utilizzato l'immagine in bianco e nero perché comunque è...
CDV:
Io ce l'ho a colori, forse è più chiara. Se la vuole vedere.
LR:
Le caratteristiche non credo che Siano più evidenti, comunque la dimensione 39 è relativa a questa distanza, l'ampiezza del tallone, perché l'impronta è così costituita: questo è il tacco, poi si va ad allargare, fino ad arrivare ad una ampiezza di circa 46 millimetri in questa zona che rappresenta la pianta.
CDV:
Questa per lei è una impronta di una scarpa?
LR:
Assolutamente, questa è una impronta di una scarpa ...
CDV:
Quando lei definisce ....
LR:
...e questi sono gli elementi che costituiscono la suola, guardi, sono 9, se li·contiamo dal primo, sono 9 elementi concentrici ed arcuati, con la convessità in direzione del tallone.
CDV:
Io leggo qui, dalla sua consulenza, che le dimensioni sono pari a 77 millimetri di lunghezza e 46 millimetri circa di larghezza. Mi può indicare quale è questa impronta, o orma, io continuo a chiamarla così, che secondo lei ha queste dimensioni: 77 millimetri e 46 millimetri?
LR:
Allora i 46 millimetri sono relativi ad un'ampiezza in questa zona, perché comunque ...
CDV:
Mi può indicare quale è il segno che lei ritiene essere di 7,7 millimetri e 4,6 millimetri di larghezza? Come ha fatto ad identificarlo?
LR:
Allora a questo punto ritorno a quanto detto questa mattina, l'accertamento sui punti di riferimento nella misurazione di questa impronta, come ho detto questa mattina, è stato eseguito dal mio collega, che può rispondere compiutamente. Il discorso delle dimensioni a scopo della valutazione della grandezza di questa impronta sono indicative alla zona del tacco ed alla zona della pianta; quale sia il punto esatto, lei me lo sta chiedendo, Avvocato, da cui è stata tracciata ...
CDV:
Non lo sa.
LR:
Non lo so, ma c'è un motivo per cui ...
CDV:
Allora ...
LR:
...c'è un motivo; lo posso dire, Presidente?
GCM:
Prego.
LR:
C'è un motivo per cui questa attività è stata effettuata dal mio collega Boemia, il quale è un dattiloscopista di provata esperienza, con trenta anni di esperienza ..,
CDV:
Lo possiamo chiedere anche a lui.
LR:
...quindi la definizione dei punti sull'immagine per questo è in bianco e nero, perché l'immagine in bianco e nero consente, alla stregua delle impronte ...
GCM:
Quindi possiamo chiederlo al suo collega.
CDV:
Chiedo di potere fare vedere la stessa fotografia a colori al teste per vedere se da questa rileva, magari, elementi più chiari che non quelli della diapositiva. E se magari in quella fotografia mi può indicare quale è la parte del tacco che lei definisce 39 millimetri ed invece la parte di questa presunta scarpa di 77 millimetri di lunghezza e 46 di larghezza. Io ho portato anche un righello, se lei magari vuole fare un calcolo.
LR:
Io rimanderei ..., la parte del tacco la identifico chiaramente, è questa ...
GCM:
Quindi non sa però dare delle specificazioni.
LR:
Sui punti di riferimento dai quali sono stati tratti questi valori è una attività...
GCM:
Quindi ne prendiamo atto, magari sarà oggetto di apposita domanda al prossimo teste-consulente.
CDV:
Però Presidente questa è una consulenza congiunta.
GCM:
Però sono le stesse difese che non hanno accolto l'istanza richiesta del :pubblico Ministero a che fossero stati sentiti in modo congiunto, appunto.
CDV:
D'accordo, però voglio anche capire che le conclusioni qui sono state sposate dall'attuale teste, quindi se lui ha firmato il documento, deve essere convinto di quello che ha fatto; io sto chiedendo a lui se conosce, lui dice che non conosce, non riesce neanche a rivedere l'orma; poi lo chiederò anche all'altro, però voglio capirlo.
GCM:
Scusi Avvocato, stiamo alle risposte che il teste ci dice, è un aspetto, è una consulenza, una relazione congiunta, il Pubblico Ministero ha chiesto di sentire congiuntamente i due consulenti testi, per esigenza difensiva palesata, si è proceduto nella maniera in cui stiamo procedendo, la domanda che lei faceva era una domanda molto specifica, cioè i punti precisi, non già un aspetto che pur lavorando in modo congiunto, l'uno può controllare l'operato dell'altro; un aspetto così preciso il consulente ci ha precisato che non è in grado di fornirlo, quindi anziché accogliere una risposta non esatta, meglio è, nell'interesse di tutti, prendere atto di questa risposta e demandare ...
CDV:
La faremo all'ulteriore teste.
GCM:
Prego.
CDV:
Però tornando sempre al discorso delle onne e delle impronte, lei considera questa una impronta o una orma, in base a quello che ha detto prima, anche in considerazione che la federa è morbida? Lei ha fatto l'esempio della spiaggia, della sabbia.
LR:
Allora io considero questa una impronta, perché l'orma la considero, e ripeto, è una semplice questione di nomenclatura, non cambia assolutamente i risultati, stiamo parlando del nome di un oggetto.
GCM:
Su questo ha già risposto, non c'è spostamento di materiale.
LR:
Non c'è spostamento della sostanza con cui viene formata ...
GCM:
Come nella sabbia.
LR:
...Come è formata l'orma.
CDV:
Invece dal punto di vista proprio tecnico-scientifico, la definizione di compatibilità, ci può dire esattamente come sono previste dai protocolli, dalla scienza sulla materia, le definizioni finali? Perché lei ha parlato anche di piena compatibilità riferendosi alla scarpa "Nike".
LR:
Sì.
CDV:
Ci può dare anche una gradazione delle varie definizioni?
LR:
Una definizione ...
GCM:
Scusi, questo come riferimento all'impronta lasciata dalla scarpa' o dai piede ...?
CDV:
No, come domanda proprio generale, voi quando fate le analisi, che scala di valori avete tra incompatibile e piena compatibilità, che mi sembrano i due estremi? Poi ho visto che ci sono definizioni diverse anche.
LR:
Credo che nel termine italiano a mia conoscenza non esista una definizione specifica, se non da dizionario, del termine compatibilità.
GCM:
Però magari possiamo anche farla così la domanda: per l'attribuibilità delle impronte digitali magari è necessaria la coincidenza di un tot numero di punti.
LR:
Esatto.
GCM:
E' stata elaborata una analoga elaborazione, una indicazione per altro tipo di impronte plantari e da scarpa?
LR:
Parlando del nostro operato, in questo giudizio è stata effettuata la medesima attività che si fa nel campo delle impronte, considerando che nelle impronte poi. si fa una attività specifica, quindi la ricerca dei I 7 punti di identità. Quindi è stato dato un giudizio, il giudizio di compatibilità è un giudizio che tiene conto della presenza, in entrambi i termini di paragone, degli elementi in confronto e dell'assenza degli elementi discordanti, in questo senso, quindi laddove io ho parlato della piena compatibilità di queste impronte, in relazione alle dimensioni, ad esempio, c'è una piena compatibilità del disegno con quella che è la traccia lasciata ...
CDV:
Stiamo parlando di quale impronta? Piena compatibilità? ·
LR:
Parlavamo di questa impronta di scarpa.
CDV:
Quindi la scarpa di? Di che tipo?
LR:
Dell'impronta di scarpa che sto proiettando abbiamo l'impronta della scarpa destra, rilevata sulla federa del cuscino, di sostanza ematica, in comparazione con l'impronta della scarpa "Nike" modello "Outbreak 2", taglia 11, acquisita presso il rivenditore ufficiale.
CDV:
E su questo elemento lei ha dato un giudizio di pena compatibilità.
LR:
Certo, perché i termini di paragone che troviamo in entrambi sono riscontrabili in entrambi i termini di paragone, non esistono elementi dissimili e quindi comunque c'è anche un discorso dimensionale da tenere in considerazione; queste sono misurazioni in millimetri e quindi la coincidenza di tutti questi elementi permette di definire una compatibilità, in questo caso piena, perché non esistono dubbi sull'attribuzione, come identità probabile, perché sono assenti, come dicevo, elementi particolari, quali rotture, abrasioni, deformazioni, ecc.
CDV:
Però le chiedo nuovamente, ci sono delle scale, dai protocolli, dalla scienza, dagli studiosi, che hanno identificato le varie possibilità, dando anche dei chiarimenti?
GM:
Ha già spiegato, ha spiegato abbondantemente in precedenza
GCM:
Se lei ne è a conoscenza.
LR:
Non sono a conoscenza di scale sulla parola compatibilità.
CDV:
Quindi la differenza tra dire piena compatibilità e probabile compatibilità è una distinzione non dovuta ad una scienza, ma ad un giudizio.
GM:
Ma lui ha parlato di probabile identità, la compatibilità ....
GCM:
Scusi, lei ha parlato di probabile compatibilità?
LR:
Mai, non ho mai parlato di probabile compatibilità.
GCM:
Quindi stiamo magari a quello che abbiamo ...
CDV:
Allora, rifaccio la domanda, lei quando fa una dichiarazione di probabile identità, come ha fatto nei .reperti riferiti alla nostra cliente, e invece piena identità, sta utilizzando dei criteri scientifici, che rileva appunto da una scala di valori, oppure sono delle parole, in letterale, che sono frutto di un giudizio?
LR:
Rispondo, però non condivido la domanda in questi termini, l'Avvocato ha parlato di probabile identità e poi ha parlato di piena compatibilità, sono due classi di termini assolutamente distinte; da una analisi della compatibilità discende un giudizio di probabile identità, sulla base delle caratteristiche evidenziate, dell'analisi metrica e morfologica. Quindi noi abbiamo utilizzato in consulenza il termine probabile identità per le ragioni che ho già espresso in precedenza, ed abbiamo utilizzato il discorso di compatibilità in relazione al confronto degli elementi morfologici e metrici.
CDV:
Sì, ma scusi, la differenza tra identità possibile, probabile e certa, io vedo tutte queste definizioni che mi sembrano rilevanti, volevo sapere se ...
GM:
Ma lo ha spiegato! Ma non è possibile!
CDV:
...se è frutto di un giudizio o se risulta da qualche parte, come una definizione scientifica di ogni singola definizione.
LR:
Allora innanzitutto questi sono giudizi che risultano da qualunque tipo di attività di identità dattiloscopica, laddove, come abbiamo chiarito, un oggetto, un elemento sia definito utile per confronti da questo discende una risposta in termini di identità. Sono, diciamo, classi di risultati assolutamente utilizzati in questo tipo di analisi.
GCM:
D'accordo, comunque è un consulente e quindi sono valutazioni che espone. Prego.
CDV:
Io devo insistere perché ....
GCM:
No, se ci sono altre domande, su questo punto abbiamo ...
CDV:
Io volevo allora soltanto che lui mi desse un chiarimento, perché lui dice, a pagina 8 della vostra relazione, che: "è possibile quindi, per analisi comparative tra impronte da scarpa, ottenere l'impronta o un frammento di impronta, reperiate nella seguente scala valutativa". Lei parla di una scala valutativa.
LR:
Certo.
CDV:
Quindi io voglio sapere ma questa scala è un suo giudizio o risulta da qualche parte? Lei parla di: utile, non utile per confronti positivi, ma utile per confronti negativi e poi non utile ...
LR:
Allora ...
CDV:
....stabilito questo si fa un discorso di identità, però mi sembra che il ragionamento è lo stesso, io voglio capire le definizioni lei le prende da un giudizio suo, personale, o risultano da delle scale di valore e da dei protocolli in materia?
GCM:
Scusi, un chiarimento su questa scala valutativa.
LR:
Allora innanzitutto si fa riferimento alla premessa, poi alcuni di quei termini - questa è una premessa che copre tutte le casistiche - non sono stati mai utilizzati in relazione tecnica. n discorso è questo, ed è quello che se leggiamo la parte subito prima della frase letta dal!'Avvocato si dice: una traccia - sto generalizzando - può essere definita utile, e quindi identità certa, non utile per confronti positivi, ma utile per confronti negativi e quindi esclusione certa laddove ci sia una difformità e non è possibile dare una identità certa nei confronti positivi e non è mai stata data, si è parlato di probabile identità e invece non utile, in quel caso non è possibile dare alcun giudizio tecnico sul discorso. Laddove ci sia una non utilità per confronti positivi, però in base a considerazioni di professionalità e di esperienza, è possibile esprimersi in termini di probabile identità, laddove fossero presenti gli elementi tali da fare ritenere questa identità probabile. Certo che se una impronta, come è il caso di tutte quelle utilizzate, non è utile per confronti positivi, non sarà mai possibile dare un giudizio di identità certa; ma mai è stato dato in questa consulenza.
CDV:
Quindi andando a ciò che mi interessa, e cioè le conclusioni delle due orme ritrovate davanti al bagno con il luminal, sto parlando delle orme rilevate con il luminal, davanti al bagno e in carnera della Knox, lei conclude dicendo che, in base alle caratteristiche generali, non ci sono quelle particolari perché appunto abbiamo analizzato l'importanza delle creste papillari, lei conclude dicendo che sono non utili per confronti positivi, ma utili per confronti negativi e quindi esprime, di conseguenza, un giudizio di probabile identità. Lei ha appena detto che questo è frutto della sua esperienza e della sua capacità, non di una valutazione scientifica.
GM:
Presidente, c'è opposizione perché la domanda è anche offensiva.
GCM:
Scusi Avvocato, però evitiamo magari ...
GM:
E' inammissibile ed offensiva.
MC:
E' laureato in fisica, Presidente.
GCM:
...."non frutto di una valutazione scientifica ...", cioè si dà per scontato che tutto quello che si è detto prima è diverso.
CDV:
Allora rettifico.
GCM:
Quindi stiamo alle domande. Prego Avvocato. Può rispondere, ha inteso la domanda, evitiamo la seconda conclusione.
LR:
Io faccio presente che la conclusione è esattamente quella che razionalmente discende dal giudizio su quell'impronta; quell'impronta è stata, parlo di quella a destra, definita non utile per confronti positivi, ma utile per confronti negativi
GCM:
D'accordo.
LR:
Questo mi consente di escludere Rudy Guedè ed il signor Sollecito e la compatibilità relativa all'impronta della signora Knox mi permette di dare l'identità probabile ...
GCM:
Sulle indicazioni che già ci ha fornito, dalle quali si può dissentire, ma insomma, queste ci ha fornito.
CDV:
Quindi questa valutazione di non utile per confronti positivi, ma utile per confronti negativi, la rileva anche perché aveva un confronto a tre? Se lei avesse avuto solo un confronto ad uno, avrebbe avuto la stessa conclusione?
LR:
La valutazione, proceduralmente, nell'ambito di qualunque confronto che viene fatto diciamo in sede di valutazione di identità, la valutazione sul giudizio di utilità, si chiama, sull'impronta; quindi il fatto che non sia utile per confronti positivi, ma che sia utile per confronti negativi viene data preliminarmente i senza considerare gli altri. E questo è il cardine dell'indagine scientifica. Il giudizio di utilità si dà senza considerare i termini di paragone, solo sull'impronta del lumino!, dopodiché si vanno a considerare i termini di paragone.
GCM:
D'accordo.
CDV:
Comunque, in questo caso lei invece aveva tre confronti e quindi in relazione ad ogni singolo confronto ha tratto delle conclusioni, diverse.
MC:
Ma non sull'utilità.
GCM:
Scusate, però ha già dato spiegazione del modo di procedere e di come è arrivato alle conclusioni.
CDV:
Senta, ma non si può dire che in realtà un giudizio di probabile identità debba per forza essere rilevato da un confronto positivo, non negativo? Come si fa a dire che da un confronto negativo arrivo poi a dire che c'è una probabile identità? Sembra illogico, sembra una contraddizione.
FM:
Presidente, c'è opposizione.
GCM:
Prego.
FM:
Allora siccome il difensore ha un proprio consulente ed evidentemente la difesa mostra di non avere capito questo concetto, forse sarebbe bene che il consulente ce lo spiegasse.
CDV:
Grazie per questo commento!
GCM:
Per favore.
CDV:
Ringrazio il collega per questo commento!
GCM:
Scusate, evitiamo, poi facciamo un momento di sospensione. La domanda è stata posta e magari ...
CDV:
Se vuole, per garanzia del collega, la ripropongo.
GCM:
Sì, ma anche per la nostra stessa attenzione, perché forse questa interruzione ... ; prego.
CDV:
Allora anche in virtù del commento che noi abbiamo ricevuto dai nostri consulenti sulla materia, a noi sembra che la conclusione del giudizio di probabile identità delle due orme nei confronti del piede della Knox abbia, ab origine, un motivo di illogicità, perché deriva da un confronto negativo, da una possibilità di utilizzarla per confronto negativo.
GCM:
Quindi questa è la perplessità che la difesa manifesta e la fa come domanda.
CDV:
Ci può spiegare?
GCM:
Se vuole, su questo .... ; prego.
LR:
Ripeto il concetto. Allora, chiarendo quelle che sono le fasi di una analisi di un confronto diretto: la prima fase del confronto diretto che si fa non tenendo conto delle impronte con cui dopo va fatto il confronto e quindi, nello specifico, non tenendo conto dell'impronta del piede della Knox, di Sollecito e di Guedè, è sul giudizio sulla impronta che vediamo, per esempio, a destra. Questo giudizio, che viene fatto appunto senza considerare queste impronte, è di non utilità per confronti positivi, dove il termine utilità significa che laddove è usato il termine utilità, si possa arrivare ad un risultato certo; su questa impronta, proprio perché mancano le minuzie, di cui si parlava prima, non si può arrivare ad un risultato certo, ma di utilità per confronti negativi; il che significa che io, con certezza, posso escludere qualcuno. Dall'analisi io ho quindi escluso il piede del signor Sollecito, il piede del signor Guedè, quindi ho utilizzato appieno la facoltà che mi concedeva l'utilità per confronti negativi.
Relativamente alla facoltà che mi concede il giudizio di non utilità per confronti positivi, che significa che io non posso arrivare alla identificazione certa, ma che chiaramente posso dare dei risultati in termini di compatibilità, l'accertamento delle analogie che sto mostrando fanno sì che permettono di evidenziare la compatibilità di quell'impronta con il piede destro della signora Knox e quindi di dare, in considerazione del.. .
GCM:
Sì, è chiaro; prego Avvocato.
CDV:
Senta, lei non ha fatto le valutazioni circa le sostanze che sono state messe in evidenza con il lumino!, è vero?
LR:
Per l'esito della consulenza non è stato ...
GCM:
Sul lumino! già ci ha detto.
CDV:
Lei ha fatto solo la consulenza sulle dimensioni, sulle impronte.
LR:
Sulla comparazione delle impronte.
CDV:
Senta, tornando invece al discorso di metodologia, e riferito ali' impronta lasciata sul tappetino, volevo capire meglio, lei ha comparato, e lo ha fatto vedere anche prima, su un foglio millimetrato le due impronte, o meglio, le due più probabili, quella del Sollecito .. ., ecco, esattamente su questo foglio; la mia domanda è questa: poiché la fotografia di destra è comunque una fotografia che è stata fatta su un materiale ben diverso dal materiale invece utilizzato sulla fotografia di sinistra, che è, mi sembra di capire, un foglio di carta, come ha detto lei stamattina, e quindi rigido, piano e probabilmente anche poroso, non so, e comunque di una sostanza particolare, invece il tappetino è una sostanza ben diversa, perché è assorbente, è anche direi morbido e quindi l'impronta può magari non essere così precisa come su un foglio di carta. Le chiedo: è possibile fare un confronto per valutare gli elementi omogenei, come lei l'ha definito, in una situazione di origine così diversa, cioè su un materiale così diverso? Come si fa a dire che gli elementi ....
GCM:
Sì, è chiara la domanda. Prego.
LR:
Le rispondo, è possibile, e non solo, ma è la modalità ampiamente utilizzata in letteratura scientifica sulle impronte di piede. Dagli anni '60 in poi, le impronte di piede da comparare, quindi le impronte plantari, quella di sinistra, con eventuali tracce trovate sulla scena del crimine, e quelle di sangue sono comunque una parte rilevante delle tracce di piede trovate sulla scena del crimine, si utilizza l'acquisizione, con inchiostrazione, dell'impronta della persona; considerando che l'acquisizione con inchiostrazione va sottoposta ali' occhio dell'esperto, chiaramente, perché questa è la modalità. Sulla modalità procedurale siamo nei canoni di qualunque tipo di attività di comparazione di impronte plantari che si trova in letteratura scientifica, a finalità forense. Quindi la risposta è: sì, è possibile compararle ed è chiaramente la modalità che viene utilizzata in tutti questi tipi di comparazione.
GCM:
Però, per completare anche la domanda e, se possibile, la sua risposta,; si tiene conto del diverso materiale su cui l'impronta è stata impressa nell'effettuare la comparazione? Quindi si apportano dei correttivi? Non so in che termini se ne tiene conto.
LR:
Se ne tiene conto proprio nell'eventuale giustificazione delle piccole dissomiglianze, perché chiaramente una impronta ... , perché essendo ..., specifico meglio, come quel discorso fatto poc'anzi, è ali' occhio del!' esperto, in particolare del!' esperto di impronte, quello di sapere giustificare delle eventuali dissomiglianze, quindi le eventuali dissomiglianze possono essere attribuite al diverso materiale, ma che sia questa ... , insomma che sia l'acquisizione cartacea con inchiostro tipografico l'unica e scientifica modalità di acquisizione delle impronte plantari, per comparazione forense ... , consideri anche che di questo se ne tiene conto sempre in dattiloscopia quando si confrontano frammenti sulla scena del crimine e cartellini .
GCM:
Prego.
CDV:
Senta, ma gli elementi che lei ritiene ... , cioè quelli oggettivi, lei li rileva differenti, per esempio, in questo confronto? E possono essere attribuiti al fatto che l'impronta sulla carta ovviamente è più precisa, è più grande, è completa, mentre l'altra potrebbe sembrare, a mio avviso, forse provvisoria, perché manca anche la larghezza? Può essere una conseguenza del materiale sotto e che quindi la dimensione non sia oggettivamente comparabile con quella della carta?
LR:
Oggettivamente comparabile per dimensioni è una parola che non condivido, le dimensioni sono oggettivamente comparabili, dopodiché ...
CDV:
Lei ha una fotografia di tutta l'impronta?
LR:
Parla del tappetino?
CDV:
Sì, anche della lunghezza.
LR:
L'impronta del tappetino l'abbiamo vista.
CDV:
Sempre con la carta millimetrata.
LR:
Questa è l'impronta completa del tappetino, perché dice: tutta l'impronta?
CDV:
Quella con la carta millimetrata, per vedere ...
LR:
La carta centimetrata è stata .. ., la griglia centimetrata, che poi è una modalità che' in letteratura è definita la "griglia di Robbins", dove la Robbins era la principale studiosa delle impronte plantari, è una modalità assolutamente utilizzata per questo tipo di confronti; quindi la carta, la chiamo carta, la griglia centimetrata è stata sovrapposta alle tracce in maniera completa, questa è tutta l'impronta del tappetino.
CDV:
Scusi, è stata sovrapposta, per quello che riguarda la parte destra, sulla fotografia di una traccia.
LR:
Assolutamente, questa è una sovrapposizione.
GCM:
Sì, ha già detto che ha lavorato sulle foto.
CDV:
No, ma era solo un chiarimento perché ha detto traccia.
GCM:
Prego.
CDV:
Però lei non ha una fotografia intera della lunghezza del piede, con i millimetri.
LR:
Non capisco....
CDV:
Sulla carta; lei ha detto che per fare l'analisi avete usato la carta centimetrata.
LR:
Sì, una griglia centimetrata, ecco, questa.
GCM:
Quindi foto 45.
LR:
Questa è la sovrapposizione di una griglia centimetrata all'impronta completa del piede, in particolare del signor Sollecito, in questa immagine.
CDV:
E queste due comparazioni hanno elementi oggettivi, per esempio sulla lunghezza del piede?
LR:
Gli elementi oggettivi ...
CDV:
Che le hanno permesso che cosa, le hanno permesso una individuazione della lunghezza?
LR:
Hanno permesso, assolutamente, perché la griglia centimetrata, sovrapposta alle immagini, consente delle valutazioni metriche immediate, proprio per la natura del supporto, in relazione a due termini di paragone. Quindi è praticamente una scala sovrapposta, che consente delle facili misurazioni; ed è questo l'utilizzo che se ne fa nell'ambito dell'accertamento.
CDV:
Innanzitutto questa è quella del luminal, non è quella del tappetino.
LR:
Sì, perché lei mi ha chiesto ...
CDV:
A me risulta che con il luminal c'è anche una dilatazione, quindi era per capire ...
GCM:
Ma siccome chiedeva se c'era l'impronta intera del piede, quindi ha mostrato l'immagine che la riporta.
CDV:
Io volevo quella del tappetino, infatti.
LR:
Questa è quella del tappetino.
GCM:
Sì, intera chiedeva il Difensore, se lei ...
LR:
Intera non è stata messa in presentazione perché per confrontare due termini dovrei avere termini omogenei.
GCM:
Quindi non è stata resa in presentazione nella relazione, d'accordo. Prego.
CDV:
Però le dimensioni allora ce le può riassumere? Sia quelle di Guedè, che del Sollecito? Per esempio la lunghezza. Ce l'ha una diapositiva che possa ... ?
MC:
Ma non era intera sul tappetino, giusto? Che stava dicendo?
LR:
Lo scopo di questa analisi ... ., lo scopo del confronto è quello di mettere a confronto due termini omogenei, essendo l'impronta del tappetino, sulla destra, una impronta che non prevede, perché qui il tappetino finisce, la parte inferiore del piede, è chiaro che viene messa in confronto con l'analoga parte del piede.
CDV:
Scusi, Dottore allora possiamo dire che effettivamente manca un elemento omogeneo, perché il tallone, in una delle fotografie non c'è, quindi lei non ha potuto valutare la lunghezza del piede? Quindi da una parte manca un elemento omogeneo, mentre dall'altra ce l'ha. Quindi questa corrispondenza degli elementi si può dire che in questa ipotesi manchi?
LR:
Ripeto, "manca" è un termine che non può essere utilizzato, io devo confrontare due termini omogenei, quindi se l'impronta di partenza, che è l'oggetto della mia comparazione ai sensi dell'incarico, è una impronta sulla quale non è stato acquisito o deposto il tallone, è chiaro che io devo confrontarla, non ha senso tecnico aggiungere qui la parte del tallone ...
GCM:
Sì, è chiaro.
CDV:
Quindi lei, ho capito perfettamente, ha valutato soltanto quegli elementi omogenei che ha trovato nelle due fotografie.
GCM:
Certo, che ha trovato nell'impronta e quindi ha utilizzato il raffronto come elemento omogeneo dell'impronta stessa.
CDV:
Allora le posso chiedere se lei ha fatto un calcolo della misura del piede?
LR:
Io qui torno a quanto ho detto prima, non è possibile, da una comparazione di ...
GCM:
Sì, abbiamo capito, certo, è stato all'impronta che aveva e su questa base, alla parte di impronta che aveva, se sul tappetino non c'era tutta l'impronta, quindi ha valutato l'impronta che c'era; però è inutile tornarci ...
CDV:
Sì, ma io stavo facendo una valutazione degli elementi oggettivi ...
GCM:
D'accordo, ce li ha spiegati.
CDV:
E quindi l'elemento della lunghezza del piede lei non l'ha potuto considerare, perché non c'era nella fotografia. Sto dicendo questo.
GCM:
Cioè no, non c'era sul tappeto.
CDV:
Non c'era nella fotografia del tappeto; stiamo parlando di due fotografie, Presidente.
GCM:
D'accordo.
CDV:
Non confondiamoci troppo, sono tutte valutazioni di fotografie, anche se il tappetino è sequestrato e quindi si poteva analizzare, però abbiamo sentito che le fotografie sono sufficienti. Io allora chiedo, a conclusione di questo argomento ...
GCM:
No, su questo argomento abbiamo terminato, se ci sono altre ...
LR:
La foto del tappetino rappresenta l'impronta senza il tallone perché non c'è il tallone sul tappetino, l'impronta.
CDV:
Grazie di questa specificazione, infatti è esattamente quello che volevo chiedere al consulente.
GCM:
Sì, ma già ce l'aveva, credo, evidenziato.
GM:
Ma ce l'ha già detto cento volte!
GCM:
Se possiamo passare ad altre domande, se ce ne sono, per evitare anche ripetizioni.
CDV:
Allora la domanda consequenziale è: lei ha rilevato una probabile identità dell'impronta sul tappeto con il Sollecito, la mia domanda è: lei non ha valutato la grandezza del piede, perché non aveva un elemento, nella fotografia del tappetino, a sua disposizione. E' vero?
LR:
Sono stati valutati tutti gli elementi disponibili, così come sul frammento di impronta ...
CDV:
Perché non mi risponde? Io le ho chiesto se ha valutato ...
MC:
Perché non ha senso la risposta!
GCM:
Scusate, per favore, per favore, è un consulente, quindi non è che lo si possa costringere nelle risposte: sì, no ...
CDV:
Però è sintomatica anche la precisazione perché ci sono tanti modi ...
GCM:
Scusate, se è sintomatico in sede di discussione, di valutazione si potrà ...
CDV:
Ma è per questo che io insisto cento volte perché vedo che c'è una certa difficoltà ad avere la risposta.
GCM:
Sì, ma acquisiamo semplicemente le risposte, poi le valutazioni...
CDV:
Allora facciamola al positivo, lei mi può indicare quali sono gli elementi obiettivi che lei ha riscontrato, cioè l'alluce ..., lo ha già detto oggi, ma quanti sono, 5, 10? Quanti sono gli elementi che si possono, così come sulle impronte digitali, ad esempio, Presidente, so che è giurisprudenza, ce ne vogliono 16 o 17.
GCM:
Infatti prima si ricordava ...
CDV:
Su questo lei esattamente quanti elementi ha trovato validi per questa comparazione?
GCM:
Però magari se possiamo evitare di tornare su domande già poste, perché ...
MC:
Ha già detto tutti, tranne una che ha spiegato il motivo per cui.
GCM:
Il consulente ci ha mostrato diapositive con le misurazioni e ci ha lumeggiato un po' su quelli ...
CDV:
E quindi, in conclusione, quali sono gli elementi, l'alluce ... ?
LR:
Gli elementi che più distinguono .. ., gli elementi utilizzati per questo confronto, che hanno una valenza morfologica acclarata in letteratura scientifica, sono quelli indicati da questi punti sul tracciato e per quanto riguarda le differenziazioni ...
CDV:
Quali sono i punti sul tracciato, c'è una definizione tecnica? Oltre all'alluce, che ho capito, gli altri quali sono i punti?
LR:
I punti sul tracciato ...
MC:
Legga tutte le coordinate.
CDV:
No, mi scusi PM, io ...
LR:
... .I punti sul tracciato chiaramente evidenziati ...
CDV:
No, io vorrei capire, lui parla di elementi oggettivi, gli elementi oggettivi l'alluce è evidente, la pianta è un altro, il mignolo è un altro?
GCM:
Scusate, per favore, già ci ha dato esposizione dei vari elementi ravvisati, non so, chiede la ripetizione di quella risposta? Già ce l'ha fatta vedere la misurazione dal! 'alluce, la larghezza, insomma altri aspetti. ...
CDV:
Ma quali sono gli elementi, l'alluce?
LR:
In questo caso gli elementi considerati sono i punti che sono stati tracciati, quindi il vertice dell'alluce ...
CDV:
Quali sono questi punti?
FM:
Ma facciamolo rispondere, li sta dicendo.
LR:
Il vertice dell'alluce, questo punto qui che in griglia è indicato con il punto L 1, questi punti del profilo esterno del piede, questi tre punti, che sono assolutamente visibili in questa porzione dell'impronta, così come questo punto qui, le gobbe, perché hanno un alto valore identificativo; dopodiché siamo andati sul profilo esterno del piede, questo punto qui, questo punto qui, relativo al!' arco plantare, ancora questo punto qui dell'arco plantare, questo punto qui dell'ampiezza ...
GCM:
Cioè i punti in verde.
LR:
I punti in verde, sì.
GCM:
Cioè quando lei dice: questo punto qui, evidenzia ....
LR:
Esatto, ed ovviamente anche il punto rosso sulla griglia; i punti emersi dall'analisi del tracciato, avvalendosi di questa griglia centimetrata.
CDV:
Ho capito. Quindi praticamente si può dire questo, che lei ha riscontrato gli stessi elementi oggettivi nel piede di Sollecito e nel piede del Guedè e nell'impronta del tappetino, ma di diverse dimensioni?
LR:
Sì, però vorrei rispondere in maniera diversa. Noi abbiamo verificato, perché così è la procedura di un confronto, i medesimi elementi oggettivi nei due termini di paragone, quindi nell'impronta del signor Sollecito e nell'impronta del tappetino; dopodiché sull'impronta del Guedè abbiamo preso questi punti e li abbiamo ...
CDV:
Ma non gli stessi ...
LR:
....gli stessi punti da un punto di vista morfologico, quindi le gobbe, vede, gli stessi punti che hanno una valenza morfologica; è chiaro che, proprio perché la conclusione dell'accertamento è stato il fatto che l'impronta ...
CDV:
Per esempio, l'arco plantare ....
MC:
Ma lo facciamo rispondere!
GCM:
Scusate, sta esponendo. Prego, evitiamo di interrompere.
CDV:
Prego, scusi Presidente.
LR:
L'accertamento ha poi permesso di concludere che questi punti, importanti dal punto di vista della morfologia dell'impronta, non coincidono le due impronte, quindi questi punti, da un punto di vista procedurale, sono gli stessi punti che ho ricercato prima, ovviamente si troveranno in posizioni diverse nel piede del Guedè, perché dall'accertamento è emersa la non compatibilità dell'impronta sul tappetino con l'impronta del Guedè; quindi non si può dire che sono i medesimi punti oggettivi, perché è la ricerca degli stessi punti morfologici; quindi le gobbe del Guedè sono assolutamente in posizione diversa rispetto alle gobbe presenti sull'impronta, che invece sono nella stessa posizione delle gobbe presenti sull'impronta del Sollecito.
CDV:
Senta, sempre prendendo l'arco plantare, che è un elemento oggettivo che ritroviamo in tutti e tre gli elementi di paragone, nel Guedè, nel Sollecito e nell'impronta, è lo stesso elemento che lei ha valutato; quindi oggettivamente nel piede immagino, non sono un ortopedico, ma l'arco plantare è definito in una certa dimensione. Cioè lei ha fatto vedere quel punto prima; volevo quindi chiederle la sua valutazione finale è stata fatta soltanto sulla valutazione degli stessi elementi che sono risultati di dimensioni diverse; è così?
LR:
Dimensioni e forma diversa, perché io ho fatto anche vedere, a parte le difformità, guardate qui, questi punti che lei mi diceva: come sono stati scelti? Sono stati scelti sul profilo esterno visibile sia nell'impronta che nell'impronta plantare, ed evidenziano un andamento diverso; andamento diverso quindi anche evidenziato in questo tipo di analisi, quindi sulla base dei punti e sulla base di dissomiglianza dei profili si è arrivati alla conclusione.
CDV:
E' chiaro. Senta, un ultimo chiarimento, un piede nudo bagnato lascia una impronta diversa rispetto ad un piede asciutto? Mi riferisco ovviamente alle due impronte riferite alla Knox, una davanti al bagno e l'altra in camera?
LR:
Su questo non posso rispondere perché la valutazione che abbiamo fatto è sempre tra termini fissati, quindi una ipotesi sul grado di fluidità dell'acqua non sono in grado di darlo.
CDV:
Però scusi, termini fissati?
LR:
Nel senso con elementi fissati, quindi in questo caso rilievo 2 della Polizia Scientifica del 18 dicembre 2007 e rilievo 5; quindi ipotesi su quale sia la presunta impronta lasciata da un piede in condizioni di umidità io non so rispondere.
CDV:
Grazie.
GCM:
Prego Avvocato.
LG:
Avvocato Ghirga per Amanda Knox. Tomo, suo malgrado, al lumino!, velocissimamente, ha fatto l'esempio dei succhi di frutta, ma se le chiedo se il luminol reagisce ai detersivi, ai saponi, lei è in grado di rispondere sì o no?
LR:
Io per conoscenze non specifiche so che il lumino! reagisce positivamente anche con candeggina, però ecco, sul grado di reazione ...
LG:
Sì, ma le chiedevo questo perché lei scrive sempre nella sua consulenza fatta con l'Ispettore Boemia: "... sostanza ematica". La domanda è questa: sarebbe più corretto scrivere: presunta sostanza ematica?
LR:
Allora, preciso ...
LG:
Riferito alle impronte evidenziate con il luminol il 18 dicembre, è evidente.
LR:
Preciso, il lumino! reagisce .. ., la nozione corretta sarebbe lumino! positive ...
LG:
Sì, va bene, ma...
LR:
Preciso, lei mi ha chiesto il discorso della ...
LG:
Io le ho fatto una domanda, lei scrive sempre: sostanza ematica; i biologi dicono: presunta ... ; ma la domanda è questa, siccome reagisce anche ad altre sostanze, abbiamo chiarito, il lumino!, sarebbe corretto, scientificamente corretto dire presunta, o sotto il profilo dell'indagine tecnica ...?
LR:
Il discorso dell'indagine ...
LG:
Perché lei dice sostanza e non presunta se ....?
GCM:
Sì, è chiara la domanda, prego.
LR:
Allora preciso la domanda. La definizione corretta è: luminol positiva; è stato scritto, in relazione, nella parte descrittiva, sostanza ematica in considerazione ragionevole della circostanza, però questo tipo di descrizione era relativa semplicemente all'impronta e poi non è stata assolutamente presa in considerazione, né è l'oggetto della consulenza il discrimine sulla sostanza; perché la consulenza era chiaramente di analisi di immagine.
LG:
Ho capito, tanto abbiamo la biologa, quindi abbiamo tutto l'altro settore.
Termino sul passaggio che lei fa da compatibilità a probabile identità. Io, se non ho capito male, ho sintetizzato due cose, che anche per Amanda Knox, parliamo del secondo accesso, quello del 18 dicembre, parliamo quindi delle orme sul corridoio e sulla camera, sono utili per i confronti negativi soltanto e quindi c'è un giudizio di compatibilità morfologicamente generale, alluce, metatarso, ecc, ecc, e quindi deriva un giudizio di probabile identità. A meno che, a domanda sempre del difensore, che ci siano delle minuzie, che si aggiungono ai caratteri oggettivi, dai quali dedurre una identità. Ecco, lei l'ha detto prima, ma sfuggendo, ci fa qualche esempio di minuzia relativamente alle orme?
LR:
Nella fase descrittiva ...
LG:
In generale, non nel caso di specie, ad esempio un piede piatto, un dito fratturato. Chiedo a lei quali siano le minuzie, un esempio, anche per capire tutti quanti quali sono le minuzie.
LR:
Allora nella fase descrittiva delle impronte rilevate sulla scena del crimine, da cui è disceso il giudizio di non utilità per confronti positivi e di utilità per confronti negativi, è stato scritto che non sono presenti minuzie.
LG:
Ma io le chiedo quali sono.
LR:
Le minuzie, da un punto di vista dattiloscopico sono le singolarità presenti sulle tracce papillari.
LG:
Sì, ma io le ho detto: una frattura, un piede piatto, un piede valgo. Le chiedo questo. Lei ha fatto tre nomi prima, ma non li ho segnati.
GCM:
Qualche esempio di queste minuzie quali potrebbero essere? Per le calzature ci ha detto, sono orme.
LR:
Forse chiarisco, per le calzature ...
GCM:
Lo ha detto, è chiaro.
LR:
Per quanto riguarda le impronte plantari le minuzie sono esclusivamente le singolarità del tracciato papillare ...
LG:
Ma lei ha fatto tre nomi prima, abrasioni, mi pare di avere capito ...
GCM:
Per le scarpe.
LG:
Le vuole ripetere?
GCM:
Però per le scarpe.
LG:
Allora ho fatto bene a fare la domanda, allora ho fatto bene a rifarla, allora un esempio o due, pratico.
GCM:
L'ha detto.
LG:
Quale?
LR:
Le minuzie per le impronte di piede .. ., per le impronte plantari sono chiaramente le minuzie dattiloscopiche, quindi le singolarità delle creste papillari.
LG:
Ma quali sono? Non c'è una cosa che ... ?
GB:
Creste papillari.
GCM:
Sì, sì, questo.
MC:
L'ha detto.
GCM:
Il teste era comune solo alla parte civile?
FM:
Non lo so, a noi sì.
GCM:
Prego il Pubblico Ministero per esaurire l'esame.
GB:
No, è comune anche a noi.
GCM:
Io non l'ho segnato, ma potrebbe essermi sfuggito.
GB:
Dopo io ho un'altra domanda.
GCM:
E' comune anche a voi?
GB:
Sì.
GCM:
Prego. Quindi il Pubblico Ministero e le parti che hanno indicato il teste.
MC:
Solo una domanda, se nella sua esperienza ha mai trovato ed analizzato tracce, quindi in questo caso impronte, perché abbiamo capito chiaramente quale è la differenza tra impronta ed orma, rilevate con il lumino! o lasciate da sostanza ematica che evidenziassero creste o minuzie.
LR:
No, nella sostanza ematica il lumino! non consente l'evidenziazione del tracciato papillare, quindi tanto meno delle minuzie, ]a sostanza ematica a volte lo permette, a volte è possibile che una impronta rilevata per sostanza ematica possa presentare, su un supporto con determinate caratteristiche, le minuzie; in questo caso comunque non erano rilevabili.
MC:
E con il lumino! mi ha detto che non le è mai capitato?
LR:
Con il lumino! mai.
MC:
Vogliamo ripetere, in assenza cli queste minuzie ci sono però degli elementi individualizzanti delle impronte?
LR:
In assenza delle minuzie, quindi delle caratteristiche particolari, esistono assolutamente nelle impronte plantari degli elementi individualizzanti, che sono appunto delle caratteristiche morfologiche, in particolare i punti che sono stati indicati ed utilizzati in questo tipo di analisi.
MC:
Ma ci sono degli studi? Cioè, voglio dire, è una sua opinione personale? Chiariamo, perché sembra che qui parliamo dì opinioni sue personali, così, create tra questa notte e questa mattina. Ci sono degli studi che confortano questa sua affermazione o è una invenzione sua, Dottor Rinaldi, laureato in fisica?
LR:
Ci sono assolutamente degli studi, anzi tutti gli studi di identificazione forense di impronte di piedi dimostrano questo, che le impronte di piedi, anche laddove non sia evidente il tracciato papillare, e questo è il caso in questione, sono fortemente individualizzabili tramite queste caratteristiche morfologiche indicate in questo tipo di lavoro. Posso citare alcuni autori, in particolare la Robbins, che ho citato prima, esistono degli autori che hanno pubblicato su riviste scientifiche, di cui tra l'altro io ho qui alcune duplicazioni, che sono Camra (fonetico), poi c'è Krishan, uno studioso canadese che si chiama Robert Kennedy, il quale ha pubblicato parecchi lavori circa l'identificazione delle impronte plantari sulla scena del crimine facendo riferimento esclusivamente ad impronte dove non sia presente il tracciato papillare, come stava dicendo lei, perché laddove fosse presente l'identificazione sarebbe dattiloscopica.
GCM:
In relazione a questo, lei ha tenuto conto di questa elaborazione nella sua relazione?
LR:
Di questo tipo di approccio assolutamente ...
GCM:
Era per completare, prego.
LR:
Io semplicemente ...
GCM:
Ne ha tenuto conto.
LR:
Ne ho tenuto conto ed ho addirittura preso delle immagini da queste riviste, che ho qui.
GCM:
Sì, era solo per completare.
MC:
Le facciamo vedere le immagini, Presidente.
GCM:
Prego.
LR:
Da queste riviste che ho qui, ho qui gli articoli scientifici con i riferimenti, sono tutte pubblicazioni di carattere scientifico forense e, ripeto, le metodiche utilizzate sono assolutamente diffusissime in tutti i lavori scientifici finalizzati all'identificazione ....
MC:
Questa è la famosa griglia della Robbins?
LR:
Esatto, questa è la famosa griglia utilizzata della Robbins, la Robbins veramente è una antropologa forense che ha lavorato sulle impronte da sempre e la propone in questo lavoro del 1978 e la ribadisce in quello che è un libro fondamentale, che è il libro del 1985 "Footprints", ed è appunto la metodica con la quale si approccia, diciamo ci si relaziona con una impronta plantare; quindi anche qui l'impronta è acquisita con l'inchiostrazione, come dicevamo, e poi gli viene sovrapposta una griglia. Per quanto riguarda i punti, vede, questo in un lavoro della Robbins è quello che sono i punti di interesse morfologico e dimensionale, che sono stati evidenziati, laddove visibili, nelle impronte.
Queste sono le gobbe. Ecco, in questo lavoro del Krishan, pubblicato nel 2007, quindi un lavoro recentissimo, c'è tutto uno studio sul valore individualizzante di questi punti. Chiaramente gli studi sono rivolti ad impronte dove non è presente il tracciato papillare ...
MC:
Certo, perché altrimenti ...
LR:
... altrimenti l'identificazione dattiloscopica soccorrerebbe subito; quindi abbiamo questi punti e poi, come facevo vedere prima, la distanza alluce-centro del tallone, nonché l'ampiezza del tallone e l'ampiezza del metatarso. Ecco, questa è, in assoluta sintesi, quello che è l'approccio metodologico che è stato utilizzato in questo lavoro.
MC:
Le impronte che sono state acquisite per le comparazioni, le impronte di Amanda Knox e di Rudy Guedè, hanno le stesse caratteristiche generali dell'impronta di Sollecito?
LR:
No.
MC:
Parliamo di caratteristiche generali perché abbiamo escluso di poter usufruire, quindi di avere disponibili le caratteristiche particolari.
LR:
No, le impronte, i tre piedi, proprio perché in tutti i lavori scientifici che ho citato viene considerato che viene sottolineata l'assoluta valenza di un esame morfologico e dimensionale sulle impronte plantari, anche quando non c'è il tracciato papillare, quindi i piedi hanno anche tra loro, anche addirittura tra gemelli omozigoti, delle differenze morfologiche e dimensionali apprezzabili. Quindi comunque queste sono le impronte plantari acquisite il 12 maggio ai tre imputati e comunque quindi l'impronta, anche come morfologia, plantare è assolutamente diversa da persona a persona. Esistono proprio degli studi appositi sull'argomento, in particolare io posso fare vedere uno studio sull'argomento, proprio finalizzato all'evidenziazione, che poi è stato il frutto su cui è stata concettualmente utilizzata per arrivare a queste conclusioni, sulla differenziazione di questi tre piedi. Ovviamente, per differenziare i piedi, in letteratura sono presenti delle modalità scientifiche che permettono, in qualche modo la costruzione di quantità che permetta la differenziazione tra i piedi. In questo caso abbiamo utilizzato un lavoro pubblicato, quindi di dominio pubblico in letteratura, sul "Forensic Science International", che si basa sulla costruzione di parametri dimensionali che permettono di tenere conto delle variazioni tra un piede e l'altro. Questa analisi adesso qui è veramente l'estratto dell'articolo che ho qui con me, in questo lavoro il Camra (fonetico), che è uno studioso indiano, va a definire quelli che sono gli indici adimensionali; adimensionali significa che non ·hanno dimensioni, che sono indicativi in questo caso della caratteristica del piede, non ho tradotto perché il lavoro è stato lasciato in questa immagine in inglese; questo è il rapporto tra l'arco plantare e la lunghezza, "ball" è la pianta del piede, il metatarso, rispetto alla lunghezza, ecc.
Quindi ovviamente nel lavoro dice anche come calcolare questi valori, perché se no è lasciato alla discrezionalità. Quindi c'è scritto chiaramente quali sono le lunghezze da tenere in considerazione, l'ampiezza dell'alluce ...
MC:
Cioè l'alluce è sempre, diciamo, preso in considerazione, vedo, in tutti i lavori, giusto?
LR:
L'alluce viene sempre preso in considerazione in tutti i lavori perché è molto caratteristico nella individualizzazione delle persone, in particolare qui viene detto come misurarlo, viene misurato trasversalmente a questa grandezza, che è la dimensione della punta del!' alluce alla base del metatarso, poi c'è la lunghezza del piede, il tallone, ecc. A questo punto, partendo dalle impronte plantari, abbiamo calcolato quelli: che sono questi valori dimensionali sui tre piedi, quindi in particolare la lunghezza del piede, questi sono con riferimento agli indici che ho fatto vedere prima e questi sono ancora i valori in millimetri. Già questi sono i valori in millimetri rilevati dalle impronte plantari assunte ai tre imputati in sede di acquisizione e di ispezione corporale; però il lavoro non si esaurisce nell'analisi metrica, quanto al calcolo di questi indici di camera, che permettono di valutare le differenza fra i piedi. Ecco, questi indici sono finalizzati a quello, a valutare le differenze tra i piedi, quindi non alle identificazioni, ma quanto a valutarle. Qui vediamo che i piedi del signor Guedè e del signor Sollecito poi presentano delle differenze in valori percentuali. Ad esempio, noi vediamo, ed ho evidenziato in grigio quelle che sono le principali differenze. Abbiamo una differenza nel tallone, come abbiamo detto, nelle comparazioni, guardate c'è questa differenza da 67 a 78, abbiamo la differenza dell'alluce, assoluta differenza. Infatti la caratteristica fondamentale è l'alluce. Noi abbiamo, per Guedè, il 55,8 e per Sollecito 83,8; sono 28 punti percentuali differenti ed il rapporto tra l'alluce ed il metatarso, che è l'altra grandezza considerata. In questo frangente, per quanto possibile, siamo andati a misurare, come prova, gli stessi indici, abbiamo provato a misurarli anche sul tappetino. Chiaramente andando oltre quello che era lo scopo di Carnra (fonetico), ossia quello di classificare le caratteristiche dei piedi. Su quella impronta del tappetino, ad esempio, alcuni parametri tra quelli utilizzati sono misurabili; tra cui la larghezza dell'alluce, il metatarso e l'altra caratteristica la lunghezza dell'alluce.
Quindi, a solo scopo orientativo, abbiamo avvicinato queste dimensioni a quelle misurabili sul tappetino. Semplicemente le uniche misurabili, perché sulle impronte del tappetino non è presente il tallone. Quindi abbiamo una larghezza massima di 99, secondo le modalità proposte in letteratura, una lunghezza dell'alluce di 41, una larghezza dell'alluce di 30.
A questo punto, per fare la verifica, abbiamo calcolato gli indici. E gli unici indici calcolabili sul tappetino sono quelli dell'alluce e quelli del rapporto alluce metatarso. Ed abbiamo dei valori che si avvicinano molto di più al piede di Raffaele Sollecito rispetto a quello del Guedè. Quindi, in questo caso, utilizzando gli indici a scopo di confronto ci rendiamo conto che gli indici dell'impronta di sangue si avvicinano molto a quelli del signor Sollecito.
Inoltre, allo scopo di affinare l'analisi, abbiamo fatto una ulteriore misurazione, perché siamo andati a misurare un altro valore del!' alluce, creando un parametro analogo a quello del Carnra (fonetico), ossia un ulteriore parametro dell'alluce, cioè siamo andati a misurare; sfruttando la griglia, l'alluce ad I centimetro dalla punta; questo al solo scopo orientativo. Facendo questo, l'alluce ad l centimetro dal vertice, viene largo, per i tre elementi a confronto, 21, 25 e 28; quindi produce degli indici ancora una volta molto più simili al piede del signor Sollecito rispetto a quello del signor Guedè.
Questo è stato l'approccio teorico alla comparazione.
MC:
Una ultimissima domanda, le foto, quando lei ba fatto vedere la correzione prospettica e le foto precedenti alla correzione prospettica, l'impronta di riferimento, e intendo per impronta di riferimento quelle ovviamente prese agli imputati, era in asse, era perpendicolare sempre?
LR:
Certo, così come le impronte prese agli imputati, proprio perché è la modalità in sede di ispezione corporale, proprio perché è la modalità assolutamente diffusa in tutta la letteratura scientifica, ma anche nella prassi ordinaria quando si acquisisce l'impronta plantare, viene fatta con l'inchiostrazione e l'acquisizione, così come il cartellino segnaletico, che è fatto esattamente nella modalità assolutamente rigorosa della Polizia Scientifica.
MC:
Nessuna altra domanda.
GCM:
La parte civile se ha domande. Anche la parte civile aveva indicato il teste. Prego.
FM:
Dottore, sono l'Avvocato Maresca per la parte civile. Lei ci ha chiarito, in modo perfetto, la differenza e le categorie di impronte e la differenza con il concetto di orma; se non mi sbaglio impronta è per deposizione di materia o per asportazione di materia, giusto?
LR:
Sì.
FM:
Ecco, parlando nel dettaglio dell'impronta sul tappetino, in quale di queste due categorie lei, a suo giudizio, come consulente la fa rientrare?
LR:
Questa è una impronta per deposizione di sostanza ematica, sostanza ematica che era presente sul piede della persona che l'ha lasciata e viene deposta sul tappetino.
FM:
Si può parlare di un effetto timbro, o qualche cosa di simile?
LR:
Sì, si può in questi termini parlare, nel senso che chiaramente se io ho una sostanza che imbratta un piede io questo caso, chiaramente, lasciandolo e poggiandomi su una superficie, lascio, come potrebbe fare un timbro, l'impronta sulla superficie.
FM:
Non ho altre domande.
GCM:
Prego la difesa.
GB:
Soltanto come chiarimento, Dottore, da quello che ho capito, anche adesso che faceva riferimento a tutte queste misure dicendo: vedete, più che Rudy Guedè mi sembra Raffaele Sollecito, abbiamo fatto continui paragoni tra queste tre impronte.
LR:
Sì.
GB:
Ma allora quando lei emette questo giudizio di probabile identità, è un giudizio che dice tra queste tre quella che è più probabile, più identica è questa?
LR:
Allora avendo definito l'impronta come, ripeto, non utile per confronti positivi, ma utile per confronti negativi, l'utile per confronti negativi mi permette di escludere certamente Rudy Guedè e Amanda Knox; la non utilità per confronti positivi mi permette, laddove io verifico la compatibilità con l'impronta, in questo caso, del Sollecito, di esprimere circa la probabile identità relativamente del Sollecito.
GB:
Però quello che intendevo dire io, giusto' per capire, è una probabile identità rispetto ai tre, o è una probabile identità a prescindere dagli altri? Perché io ho visto che lei continua, anche dalle tabelle ...
LR:
Vorrei chiarire "gli altri", che intende.
GB:
Gli altri due.
LR:
Gli altri due sono esclusi in virtù dell'utilità per confronti negativi; quindi, a fronte delle differenze rilevate, io escludo certamente gli altri due. In più, con 1'unico rimasto, verifico la compatibilità e quindi, non potendo dare l'identità, perché mancano le caratteristiche particolari, mi esprimo in termini di probabile identità.
GB:
Intendo dire questo, la domanda alla quale lei ha risposto era: tra questi tre chi è quello che ha maggiore identità o probabilità?
MC:
No maggiore, perché lui l'ha esclusa, ha detto ...
LR:
L'ho esclusa ...
GB:
Scusi, ma devono rispondere loro oppure ... ?
MC:
No, Avvocato ...
GCM:
Scusate, scusate, però ...
GB:
Presidente, non si è mai sentito dire che il Pubblico Ministero .... , se mai si oppongono ma non è che rispondono !
GCM:
Facciamo prima finire la domanda.
MC:
Mi oppongo perché è una domanda alla quale ha già risposto quattro volte.
GCM:
D'accordo, però facciamo finire la domanda e poi se c'è l'opposizione la sentiamo. Prego, scusi Avvocato.
GB:
A me non piace quando ...
GCM:
Prego.
GB:
Io faccio delle domande evidentemente perché ritengo che siano rilevanti, se sbaglio o sono irrilevanti, mi dite questo ...
GCM:
Prego, prego, per favore.
GB:
Allora, le chiedevo, atteso che nel corso delle ultime domande fatte al Pubblico Ministero le ha continuato a fare riferimento ad una serie di dati dicendo: non è di Rudy, ecc, quindi la più vicina è quella di Raffaele Sollecito, volevo capire quanto ha pesato questo fatto che la valutazione era fatta anche con riferimento ad altre due persone?
GCM:
Intanto nella premessa: "la più vicina è ...", non so se questa premessa è corrispondete alle sue risposte.
LR:
Non è corrispondente alle mie risposte perché l'esclusione di Guedè e della signora Knox è una esclusione certa in virtù del fatto ché l'impronta è utile per confronti negativi.
GCM:
Per il resto si riporta a quanto ha già risposto.
GB:
Quando ha fatto riferimento alla letteratura, parlava di Robbins, riprendiamo quella scheda.
LR:
Sì, ho anche l'articolo.
GB:
Se la prendiamo.
LR:
Va bene?
GB:
Sì, forse era questo, tra l'altro l'ha detto anche prima. Uno degli elementi comunque che tutta la letteratura ritiene essenziale è l'alluce, è corretto questo?
LR:
Uno degli elementi assolutamente importanti ed individualizzanti è l'alluce.
GB:
Siccome lei, rispondendo a me mi aveva detto che invece non aveva preso in considerazione quella direzione che aveva l'alluce di Sollecito, per questo le chiedevo.
LR:
Preciso, non abbiamo preso in considerazione l'asse.
GCM:
Stiamo però alle risposte che il teste-consulente ci dà, dice 1' alluce, ma la direzione è già una cosa diversa, quindi stiamo solo alle risposte.
GB:
L'alluce di Sollecito.
GCM:
Sì, però stiamo alle risposte che fornisce.
LR:
Uno degli elementi assolutamente importanti in letteratura sono la dimensione, come facevo vedere per gli indici del Camra (fonetico), la dimensione dell'alluce, appunto quella è la dimensione dell'alluce intesa come larghezza e lunghezza. Quello che non abbiamo considerato, per quello che le dicevo prima, per il fatto che comunque non siamo ortopedici, quindi considerazioni ortopediche circa l'orientamento in relazione alla mobilità dell'alluce, non ne abbiamo tenuto conto perché appunto non disponiamo di conoscenze sulla mobilità relativa dei piedi.
GB:
Visto che tra gli elementi presi in considerazione dalla dottrina che ha citato adesso, c'è sempre la misura partendo dall'alluce e finendo al tallone, si può dare una misura ad un piede in assenza del tallone?
LR:
Allora innanzitutto, ovviamente, per confrontare due elementi devo avere degli elementi comparabili, per tutte le impronte, per le impronte di lumino!, quindi in particolare il rilievo 2, dove era visibile il tallone, chiaramente quel parametro è stato ...
GB:
No, io le sto chiedendo si può stabilire quanto è lunga una impronta, visto che un criterio di misurazione è alluce e tallone, se io non ho il tallone, posso dire quanto è lunga una impronta?
LR:
Se lei non ha il tallone e quindi la confronta con un'altra impronta, stiamo tornando a quello che diceva prima l'avvocato, io confronto termini omogenei, quindi riel confrontare il tappetino ho tolto, diciamo razionalmente, il tallone dalle impronte a confronto, perché non posso confrontare ...
GB:
Ma le chiedo si può dare una misura senza tallone?
LR:
Si può dare assolutamente un giudizio di individualità dell'impronta sulla base degli altri parametri morfologici a disposizione.
GB:
Allora quanto era lunga l'impronta sul tappetino?
LR:
L'impronta sul tappetino, se parliamo di lunghezza, dobbiamo sempre definire il punto di partenza ed il punto finale, se lei mi dice il punto di partenza, la distanza alluce-tallone sul tappetino non è rilevabile.
GCM:
Ecco, questo chiedeva. Non ci sono altre domande. Scusi, lei ha detto che sul cuscino c'era l'impronta di una calzatura.
LR:
Sì.
GCM:
E' possibile stabilire non la misura, ma che tipo di scarpa era, che misura era la scarpa di quella calzatura?
LR:
Noi ci siamo espressi con termine di probabile, perché non disponiamo...
GCM:
Sì, forse lo aveva detto, ma che numero era?
LR:
Abbiamo dato una probabilità dal 36 al 38.
GM:
Sono due le impronte.
LR:
Sì, sul cuscino c'è l'impronta della scarpa destra della scarpa "Nike" "Outbreak 2", misura l 1.
GCM:
Quella attribuita a Rudy Guedè non interessa, l'altra più piccola.
LR:
Sulla base della dimensione del tallone, sia nella parte finale che nella parte subito prima della pianta, abbiamo dato una valutazione fatta per confronti di mercato dal 3 6 al 3 8.
GCM:
Dal?
LR:
Fatta sulla base di considerazioni delle scarpe presenti sul mercato.
GCM:
Dal 36 al 38?
LR:
Dal 36 al 38. Non è possibile la dimensione completa perché l'impronta non è parziale, quindi tecnicamente non ci si può esprimere su una certezza di dimensione dell'impronta.
GCM:
Scusi Amanda Knox che numero di scarpe aveva, avete controllato?
LR:
Guardi, ripeto, abbiamo lavorato ...
GCM:
Se avevate delle scarpe di confronto.
LR:
Abbiamo una scarpa di Amanda Knox, da quelle in sequestro, per cui dagli atti, dalla documentazione a disposizione, la scarpa "Skechers", misura 7, equivalente al 37, sequestrata a Knox Amanda. Questa è la scarpa che ci è stata consegnata. Solo questo posso dire.
CDV:
Presidente, mi scusi, lei mi ha riportato sull'argomento che volevo analizzare prima, quindi sulla sua domanda.
GCM:
Solo su queste domande dell'impronta sul cuscino.
CDV:
Senta, sulla caratteristica di questa orma, lei la definisce impronta ...
GCM:
In termini di impronta, quindi stiamo al consulente. Prego.
CDV:
Quale è l'elemento oggettivo che la porta a definire la grandezza della scarpa, della calzatura?
LR:
Ribadisco, l'analisi di questa specifica l'ha fatta il collega che meglio può rispondere, è stata fatta dal collega proceduralmente una analisi di mercato sulla base delle caratteristiche rilevate, quindi la dimensione finale del tacco e la dimensione visibile della pianta dove l'impronta scompare nella gora di sangue. E sulla base di quella dimensione il collega ha fatto una ricerca, da cui si dà un probabile range dal 36 al 38.
GCM:
Scusi, la pianta che significa?
LR:
La pianta è la parte della scarpa ...
GCM:
Anche la punta, oppure la pianta... ?
LR:
No, la punta non è visibile, Presidente.
GCM:
Solo la pianta che cosa si intende?
CDV:
Forse se prendiamo la foto grafia.
LR:
Prendo subito la fotografia. La pianta di una scarpa è la parte corrispondente a quella che è la pianta del piede, quindi se vogliamo la zona del metatarso.
GCM:
La corrispondente alla pianta del piede, quindi tolte le dita.
LR:
Sì, tolte le dita. Quindi qui vediamo questo, noi ovviamente ci dobbiamo riferire al rilievo che abbiamo, quindi non si può ricostruire, abbiamo questo tipo di andamento, questo è il tallone della scarpa, qui la scarpa si va ad allargare.
CDV:
Quale è il tallone della scarpa?
LR:
Il tallone della scarpa è questa zona, perché intanto si parla di ...
GCM:
Nella foto 42, la parte a sinistra ci sta evidenziando.
LR:
Vede, questo è il profilo, il profilo qui si vede che va a chiudersi, quindi la convessità, si chiude e poi riparte e qui si riallarga. Quindi questa è la zona del tallone, dove sono presenti questi 9 elementi arcuati e poi si va ad allargare, poi l'impronta si perde nella gora. Quindi il fatto che qui sia 40 e qui sia una dimensione maggiore si desume che la scarpa che .. ., si passi dalla zona del tallone alla zona della pianta. Sulla base di queste misurazioni, la ricerca di mercato ci ha dato quei valori pre8unti dal 36 al 38, come tacco.
CDV:
lvii scusi, lei, per esempio, mi può definire la distanza tra la pianta e il tacco? In questa fotografia. Innanzitutto me la può fare vedere quale è la macchia, l'impronta, l'orma che lei ritiene, per esempio, il tacco?
LR:
Il tacco, se lei segue, innanzitutto !'attitudine a guardare le impronte fa sì che determinate caratteristiche si vedano. Vede, questo? Questo è il bordo, in bianco e nero si evidenzia bene, certo, qui finisce, e quindi ...
CDV:
Il bordo di cosa, scusi? Della scarpa?
LR:
Il bordo della scarpa, il profilo esterno della scarpa ...
CDV:
E il tacco quale è, mi scusi? Mi scusi se le faccio questa domanda, ma io ritengo che da ricerca di mercato è facile cosa è una misura, si prendono una serie di scarpe e si misurano; ma l'impronta, quali seno gli elementi che lei ha misurato, quindi immagino che sia il tacco...
LR:
Esatto, i punti di riferimento intesi come punto di origine e punto di arrivo della misurazione specifica è stata effettuata dal mio collega, che poi è presente ...
GCM:
Quindi possiamo porre la domanda...
CDV:
Solo per chiarimento, lei in questa fotografia vede un tacco ed una pianta.
LR:
Io in questa fotografia vedo che l'impronta di cui si tratta si riferisce, da come è scritto, alla parte impressa dal tacco, quindi alla zona del tacco ed alla zona della pianta'. In base a considerazioni dimensionali, che fanno sì che la scarpa si stringa e poi si riallarghi, cosa assolutamente caratteristica della parte finale di una impronta da calzatura, che tende a stringersi sulla parte del tacco ed allargarsi verso la pianta del piede.
GCM:
Su questo magari già ci ha detto che se ne è occupato il collega.
CDV:
Presidente, io ho delle difficoltà nel riscontrare in questa fotografia in bianco e nero ciò che il consulente ha appena detto, cioè quando mi dice: questo è il tacco, questa è la pianta. Io volevo chiedere, con il suo permesso, se su questa fotografia il consulente mi può, con una matita, fare il disegno di questa...
GCM:
Se è in grado.
LG:
Foto 104 di Giunta-Francaviglia.
LR:
Come ho detto ...
LG:
Foto 104.
GCM:
Scusate, facciamo rispondere.
LR:
Come ho detto questo accertamento in particolare sulle dimensioni e quindi sulla definizione del punto di origine e del punto di arrivo della traccia dimensionale è stata compiuta dal collega.
GCM:
Ne prendiamo atto e magari lo chiederemo ...
CDV:
Ma io non le ho chiesto le dimensioni, ho chiesto solo di indicarmi ciò che lui vede in quella fotografia. Lui dice: io vedo il tacco e la pianta, se me la fa vedere anche a me, perché io ho difficoltà a vederla.
GCM:
Scusi, Avvocato, abbiamo sottoposto ali'attenzione del consulente la foto, il consulente ci ha risposto nei termini che abbiamo sentito, ci ha mostrato con il cursore sulla immagine 42, seconda impronta di scarpa quello che ritiene il tacco; si è poi rimesso al!' attività espletata dal consulente Boemia. Quindi di questo teniamo conto e quindi non ci sono altre domande. Quindi il consulente viene licenziato.
LG:
La consulenza è agli atti, quella dell'aprile 2008?
GCM:
No, la dobbiamo acquisire.
MC:
Posso parlare?
GCM:
Scusate, acquisiamo la consulenza sentito l'altro consulente.
MC:
Sì, la consulenza sì, però volevo anticipare la produzione non solo della consulenza e poi non solo in forma cartacea, ma anzi non so neanche se in forma cartacea riuscirò a ritrovarla, però sotto forma di dischetto, che ci ha portato gentilmente il Dottor Boemia, e poi anche copia cartacea informatica delle slides che sono state visualizzate oggi.
GCM:
L'Avvocato voleva ... ?
LG:
Volevo sapere se era agli atti o la produrrà qualcuno, la prima consulenza che riguarda il discorso dell'impronta sulla federa, sul cuscino.
MC:
Ovviamente no, la devo produrre adesso.
GCM:
La produrrà sentito l'altro teste, no?
LG:
Si riporterà ovviamente a quelle conclusioni lei, Dottore.
MC:
Certo.
GCM:
Certo, perché l'hanno fatta insieme. L'udienza è sospesa fino alle ore 14.50, si invitano le parti a ripresentarsi senza altra comunicazione.