Daniele Moscatelli's Testimony

From The Murder of Meredith Kercher
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Summary of Daniele Moscatelli's Testimony

  • Deputy superintendent Daniele Moscatelli arrived in Perugia from Rome with Dr. Edgardo Gioboi late afternoon November 2. He spent the rest of the night helping with statements.
  • November 3rd Moscatelli went to Porto San Giorgio to verify the alibi of the boys who lived in the downstairs apartment of the cottage. The staged burglary indicated that the murder was committed by someone who had regular access to the cottage and one of the downstairs residents was dating Meredith. The boy's alibi was that they were away for the holiday so Moscatelli went to Porto San Giorgio to confirm the boys were there the night of the murder. They were so their alibi was confirmed. They could not have been involved
  • November 4th Moscatelli helped with statements.
  • November 5th Moscatelli assisted in the interrogation of Raffaele Sollecito. Moscatelli's testimony does not address the details of what Sollecito said but confirms that he was not mistreated or coerced. Moscatelli also recounts that a knife was confiscated from Raffaele's person. Sollecito again reiterated that he is a lover of guns and knives. At some point Raffaele crossed his legs and revealed the bottom of his running shoes. The running shoes had concentric circles like the bloody shoe prints at the cottage. The shoes were seized.
  • November 6th around 3:30am Moscatelli was done with Raffaele Sollecito and was now assisting the group of officers attempting to locate Patrick Lumumba. Amanda Knox had told police that Lumumba had raped and murdered Meredith and on her word the police set out to arrest Patrick. Lumumba was located at his residence and was brought to the police station.
  • November 6th 8am Raffaele Sollecito was arrested.
  • November 7th Moscatelli participated in recovering evidence from the cottage. Specifically the collection of the clothing that was in the washing machine. The clothing was bagged and brought to the police station where Filomena Romanelli assisted the police by indicating which items of clothing belonged to which girls.

Daniele Moscatelli's Testimony in Italian

This is a transcript of the original Italian testimony. See Daniele Moscatelli's Testimony (English) for an English language translation.
DEPOSIZIONE DEL TESTE – MOSCATELLI DANIELE
Key to abbreviations
GCM Giancarlo Massei Judge Presidente
GM Giuliano Mignini Prosecutor Pubblico Ministero
DM Daniele Moscatelli Witness being questioned Deputy Superintendent of the State Police
LM Luca Maori Sollecito defense lawyer Avvocato
GB Giulia Bongiorno Sollecito defense lawyer Avvocato
CDV Carlo Dalla Vedova Knox defense lawyer Avvocato
LG Luciano Ghirga Knox defense lawyer Avvocato
MC Manuela Comodi Prosecutor Pubblico Ministero
CP Carlo Pacelli Lumumba civil lawyer Avvocato
INT Intervention

IL TESTE, AMMONITO AI SENSI DELL'ART. 497 CODICE DI PROCEDURA PENALE, LEGGE LA FORMULA DI RITO.

GENERALITÀ: Vice Sovrintendente della Polizia di Stato Moscatelli Daniele, nato a Roma il 15 maggio 1972 e presto servizio presso il Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato.

PRESIDENTE – Prego Pubblico Ministero.

PUBBLICO MINISTERO – DR. MIGNINI

GM:
Lei ha svolto indagini sulla morte di Meredith Kercher?
DM:
Sì.
GM:
Si ricorda quando è arrivato a Perugia e che attività ha svolto?
DM:
Sono arrivato a Perugia il 2 novembre, nel tardo pomeriggio, da Roma, unitamente al Vice Questore Aggiunto Giobbi, dottor Giobbi Edgardo, nel tardo pomeriggio. Arrivammo a Perugia e ci portammo in via Della Pergola, dove all’esterno della casa trovammo già presenti sul posto il signor Pubblico Ministero, la Squadra Mobile di Perugia e la Polizia Scientifica. Personalmente fui inviato, quasi nell’immediatezza, presso gli uffici della Squadra Mobile per svolgere attività di sommarie informazioni di eventuali testimoni che a mano a mano venivano inviati presso gli uffici della Squadra Mobile. Questo è avvenuto il giorno 2.
GM:
Lei è entrato nell’appartamento di via Della Pergola?
DM:
No, assolutamente no, io nell’immediatezza fui inviato... poi arrivano anche altri colleghi da Roma e fummo predisposti a questo tipo di attività.
GM:
Poi?
DM:
Il giorno successivo personalmente fui inviato nelle Marche, a Porto San Giorgio se non ricordo male, onde verificare le deposizioni, le testimonianze date dagli inquilini dell’appartamento che si trovava sotto all’appartamento dov’era avvenuto l’omicidio il giorno 3.
GM:
Il giorno successivo svolsi normale attività in ufficio, sempre testimonianze e cose varie, fino al giorno 5, con l’esattezza il giorno 5 a sera, quando sentimmo a sommarie informazioni il signor Sollecito.
GM:
Ci può dire... a che ora l’avete sentito?
DM:
La sera intorno alle dieci e mezza, dieci e quaranta di sera, le 22.30 – 22.40, anche perché mi ricordo che fu chiamato a telefono, non mi ricordo da chi, e lui disse che stava cenando per cui gli fu dato il tempo di cenare e poi di venire negli uffici della Squadra Mobile di Perugia.
GM:
A che ora avete completato il verbale?
DM:
Il verbale alle 3.30 – 3.40.
GM:
Sollecito vi ha chiesto di avere a disposizione un Avvocato, di interrompere il verbale?
DM:
Assolutamente no.
GM:
Quindi voi avete chiuso il verbale normalmente, tranquillamente e lui non ha chiesto nulla di tutto questo?
DM:
No, tutto quello che chiedeva, acqua o cose, fu messo a suo agio completamente, avevo tutto nella propria disponibilità.
GM:
Si ricorda che atteggiamento aveva?
DM:
L’atteggiamento era abbastanza confuso anche perché... il verbale poi durò tanto anche per questo motivo, le ripeto, fu messo a proprio agio quindi con pause lunghissime, in maniera molto, per quanto riguarda noi, in maniera molto tranquilla. In effetti lui aveva un atteggiamento abbastanza nervoso.
GM:
Finito il verbale sulla base delle sue dichiarazioni che cosa avete fatto voi?
DM:
Guardi, personalmente finito il verbale fui inviato dai miei superiori, dai miei funzionari e dai miei Ispettori, fui inviato unitamente a personale della Squadra Mobile di Perugia alla ricerca del signor Lumumba in quanto era emerso dalle dichiarazioni della signorina Knox la posizione del signor Lumumba. Quindi poi quando io rientrai in ufficio era di mattina, fui messo a conoscenza del fermo del signor Sollecito e sequestrai un paio di scarpe e un coltello che aveva con sé.
GM:
Coltello come?
DM:
Un coltello...
GM:
A serramanico?
DM:
Non ricordo se era a serramanico, comunque era un coltello abbastanza lungo, adesso i particolari tecnici del coltello non li ricordo.
GM:
Lo portava con sé?
DM:
Sì, sì, lo portava con sé. L’aveva in tasca e in virtù proprio di questo atteggiamento che lui aveva, anche dopo l’interrogatorio, mi ricordo che il Sostituto Commissario Napoleoni gli chiese se fosse armato o che cosa e lui ci diede questo coltello.
GM:
Gli avete chiesto per quale motivo lo portava?
DM:
Diceva che era un’amante delle armi, dei coltelli.
GM:
Poi che cosa ha fatto? Che cosa ricorda? Lei ha visto Amanda quella mattina?
DM:
L’ho vista dopo perché io personalmente mi sono occupato dell’attività su Sollecito, l’ho vista la mattina quando già era in stato di fermo.
GM:
Si ricorda che atteggiamento aveva?
DM:
Era molto confusa, molto provata credo, ma era provata soprattutto dal fatto delle sue dichiarazioni, però non aveva un atteggiamento rilevante rispetto chissà a che cosa.
GM:
Non ho altre domande.
GCM:
Le Parti Civili nessuna domanda; prego le difese degli imputati.


DIFESA – AVV. MAORI

LM:
Avvocato Maori difesa Sollecito. Lei Sovrintendente ha detto prima, a domanda del Pubblico Ministero, che avete effettuato il sequestro del coltello e delle scarpe.
DM:
Sì.
LM:
Per quale motivo sono state sequestrate queste scarpe? C’era qualcosa che vi faceva ricondurre al delitto queste scarpe? Erano insanguinate, c’era qualche elemento?
DM:
A vista non erano insanguinate assolutamente, però le scarpe furono sequestrate in quanto furono viste, in una posizione che assunse il Sollecito, seduto con le gambe incrociate, in una posizione molto naturale, e furono notati dei cerchi concentrici sotto la suola di queste scarpe che a livello investigativo potevano ricondurci ad un qualcosa. Nella fattispecie era stato repertato dalla Polizia Scientifica un impronta con questi cerchi concentrici, quindi furono sequestrate per questo motivo.
LM:
A che ora furono sequestrate queste scarpe?
DM:
La mattina.
LM:
Sovrintendente lei il 7 novembre ha partecipato al sequestro del computer di Meredith e dei panni che si trovavano all’interno della lavatrice?
DM:
Sì, dei panni che erano all’interno della lavatrice.
LM:
Fu fatta in quell’occasione anche una perquisizione o solo...
DM:
No, no, io su disposizione andai nel bagno, nel primo bagno di destra nella casa, calzando sempre guanti e calzari, andai lì e presi i panni indicati dalla signora Filomena Romanelli, dentro la lavatrice e li portai in ufficio.
LM:
Ci può spiegare il percorso, con chi era e che cosa ha fatto?
DM:
Entrai nella casa, indossai i guanti e i calzari...
LM:
Innanzitutto ha tolto i sigilli?
DM:
Non li ho tolti io personalmente, con me c’era il Vice Questore Profazio ed il Vice Questore Giobbi.
LM:
Eravate in tre quindi? RISPOSTA – Eravamo in quattro se non ricordo male, c’era anche il Sovrintendente Gentili del mio ufficio.
LM:
Prego.
DM:
Entrammo, andai nel primo bagno di destra con guanti e calzari calzati, aprimmo la lavatrice, pesi i panni con i guanti, li mettemmo dentro una busta e li portammo negli uffici della Squadra Mobile.
LM:
Lei ha detto: “andai ed aprimmo”, cioè andaste?
DM:
Andammo io ed il Sovrintendente Gentili nel bagno.
LM:
E questi panni dove furono collocati?
DM:
In una busta, in un bustone.
LM:
E questa busta dov’è stata presa?
DM:
La busta?
LM:
Questa busta da dove veniva?
DM:
Dagli uffici della Squadra Mobile.
LM:
Che tipo di busta era?
DM:
Era una busta nera, tant’è che poi i panni tra l’altro erano centrifugati e lavati, comunque noi adottammo tutte le precauzioni. Poi mi ricordo che negli uffici della Squadra Mobile furono suddivisi a seconda se la signorina Romanelli li riconosceva come suoi o appartenenti alla vittima o ad altre inquiline della casa.
LM:
Questa busta nera è una busta della spazzatura tanto per intendersi?
DM:
Sì, tipo busta della spazzatura.
LM:
Che lei ha trovato...
DM:
No.
LM:
È andato nella casa del delitto portandosi dietro questa busta?
DM:
Avevamo la busta.
LM:
Che aveva trovato dove?
DM:
Negli uffici della Squadra Mobile.
LM:
In un cassetto? Era una busta ad hoc per questo tipo di operazione oppure l’avete trovata lì ed avete pensato che...
DM:
No, non abbiamo trovato lì, era una busta che non era mai stata usata, come tutte le cose che ci venivano fornite, e dove sono stati inseriti i panni centrifugati e lavati dentro la lavatrice.
LM:
Lei prima di quella data, il 7 novembre, era mai entrato in via Della Pergola?
DM:
No, no.
LM:
Lei era presente all’esecuzione del verbale di fermo naturalmente.
DM:
Sì.
LM:
È stato firmato questo verbale fermo da 36 appartenenti alla Questura di Perugia.
DM:
Sì.
LM:
Erano tutti presenti?
DM:
Sì. Come erano tutti presenti Avvocato?
LM:
Tutti coloro appartenenti alla Questura di Perugia, partendo dal Vice Questore fino all’Assistente, quindi erano 36 persone che hanno firmato il verbale di fermo, erano tutti presenti?
DM:
Io non li ho contati, ma sicuramente erano tutti presenti, non è che io mi sono messo a contare se c’erano 36 persone.
LM:
Anche perché non c’entravano nella stanza. Grazie.


DIFESA – AVV. BONGIORNO

GB:
Raffaele Sollecito quando è che è stato arrestato?
DM:
La mattina del 6 novembre, alle ore otto passate credo, fu disposto dal Pubblico Ministero il fermo e poi alle successive dodici credo che gli fu notificato.
GB:
Dal momento in cui è stato chiuso il verbale al momento in cui è stato arrestato furono compiute altre attività investigative?
DM:
Avvocato per quanto mi riguarda già ho spiegato alla Corte, io chiuso il verbale fui inviato alla ricerca dell’altro indagato.
GB:
Mentre comunque...
DM:
Quindi fisicamente non ero lì.
GB:
Allora le faccio solo domande finché lei era presente. Quando lei era presente le risulta che tra voi poliziotti vi scambiavate informazioni circa ciò che accadeva nella stanza in cui si sentiva la Knox e ciò che accadeva nella stanza in cui si sentiva Sollecito?
DM:
Personalmente no.
GB:
Senza “personalmente” dicevo, vi risulta che qualcuno dicesse qualcosa scambiando informazioni dall’una all’altra stanza?
DM:
Beh forse quando la signorina Knox fece le sue dichiarazioni finali non mi ricordo se qualcuno uscì dalla stanza, per questo le dico personalmente perché parlo per me.
GB:
No, infatti le sto chiedendo se questi due atti furono fatti in modo tale che le persone erano blindate in due stanze oppure se tra voi c’era uno scambio di informazioni, qualcuno diceva: “sta andando così Sollecito, sta andando così la Knox”?
DM:
Ci saranno anche stati, ma non...
GB:
Se lei lo sa mi dice sì sennò no.
GCM:
Se lo ricorda con precisione.
DM:
Con precisione non me lo ricordo.
GB:
Ricorda se qualcuno disse: “stanno emergendo delle contraddizioni”?
DM:
Rispetto a che cosa, scusi?
GB:
Queste dichiarazioni che venivano rese.
DM:
No, non mi ricordo, non mi sembra.
GB:
Non se lo ricorda, non... che vuole dire su questo?
DM:
Voglio dire che non me lo ricordo in quanto io ero concentrato sull’attività che stavo svolgendo in quel momento.
GB:
L’attività che lei stava svolgendo era assumere a sommarie informazioni Sollecito, non era estraneo all’attività se qualcuno diceva: “c’è un contrasto con quello che accade nell’altra stanza”, ecco perché glielo chiedo.
DM:
Non me lo ricordo.
GCM:
Lei non ricorda se durante quest’attività che lei stava compiendo nei confronti di Raffaele Sollecito qualcuno viene, le dice: “ma stanno...”?
DM:
Mi ricordo verso la fine, quando ci furono le dichiarazioni della signorina Knox, qualcuno venne ma non disse a me questa cosa perché io continuai a prendere a sommarie informazioni Sollecito.
GCM:
Ma lei le sentì?
DM:
No, non le sentii perché dentro la stanza eravamo solo...
GB:
Non ho capito bene allora, questa persona entra, dice questa cosa e a chi la dice?
DM:
No, non è entrato nessuno, semmai è uscito qualcuno Avvocato. Forse sarà uscito il Sostituto Commissario Napoleoni adesso non me lo ricordo.
GB:
Nell’ambito di tutto il verbale di Sollecito furono fatte delle contestazioni a Sollecito?
DM:
Contestazioni di che genere?
GB:
Di incongruenze, di qualcosa che non andava.
DM:
No, ma era lui che ci diceva a noi...
GB:
Furono fatte delle contestazioni o no?
DM:
No.
GB:
Fu detto: “guarda che questa cosa non è così”?
DM:
No, “guarda che questa cosa non è così” non è stato mai detto, assolutamente. Era lui che diceva a noi: “no, mi sto sbagliando, ho detto così, ho detto in un altro modo”.
GB:
Quando lui ha detto una cosa del genere a verbale voi avete ritenuto di interrompere il verbale?
DM:
No, no, mai.
GB:
Non c’erano gli estremi per chiamare un Avvocato?
DM:
Non c’erano in quel momento gli estremi per interrompere il verbale.
GB:
Quando è che sono sopravvenuti gli estremi indizianti a carico di Sollecito?
DM:
Gli estremi indizianti a carico di Sollecito sono stati dati da tutta l’attività investigativa, non è che sono stati dati soltanto dal verbale di sommarie informazioni, tant’è vero che il verbale di sommarie informazioni fu aperto e chiuso regolarmente.
GB:
No, infatti che risulta aperto e chiuso normalmente è pacifico. Le chiedevo perché nell’ambito del verbale non fu interrotto visto che poi fu fatto il fermo.
DM:
Perché evidentemente in quel momento alla chiusura del verbale non erano emersi gli elementi per poter comunicare...
GCM:
Ha già risposto su questo.
GB:
Va bene.


DIFESA – AVV. DALLA VEDOVA

CDV:
Volevo chiedere quando lei è sopraggiunto a via Della Pergola ha notato la porta d’ingresso dell’abitazione?
DM:
Il 2 novembre lei dice?
CDV:
Sì.
DM:
No, non l’ho notata, ci siamo incontrati lì fuori con il signor Pubblico Ministero e con i funzionari e colleghi della Squadra Mobile, lì c’è stato un breve briefing, io poi fui inviato nell’immediatezza presso gli uffici della Squadra Mobile, non sono rimasto lì sul posto e non l’ho notata.
CDV:
Successivamente ha detto che si è recato a Porto San Giorgio?
DM:
Sì, a Porto San Giorgio il giorno dopo.
CDV:
Ci può riferire di più su quest’indagine?
DM:
Cioè? Sull’attività a Porto San Giorgio?
CDV:
Sì, che attività investigativa avete fatto.
DM:
Andammo a verificare gli alibi che erano stati dati durante le informazioni testimoniali degli inquilini della casa di sotto che dicevano che erano presenti la sera, la notte dell’omicidio a Porto San Giorgio, e furono verificati questi alibi con altri testi.
CDV:
Quindi avete verificato gli alibi dei ragazzi che abitavano sotto?
DM:
Sì.
CDV:
Attraverso delle attività di indagini sempre con testimoni?
DM:
Sempre con testimoni, verbale di sommarie informazioni.
CDV:
Controlli dei tabulati telefonici?
DM:
No, io personalmente non ho svolto attività sui tabulati.
CDV:
Sa se sono state fatte attività di questo tipo nei confronti dei ragazzi?
DM:
Lì ognuno aveva dei compiti diversi, io mi occupavo del mio considerando che c’erano due funzionari, tra cui uno del Servizio Centrale Operativo, uno della Squadra Mobile, altri colleghi.
CDV:
Chi è che coordinava le indagini in quel momento?
DM:
Le indagini furono coordinate dai funzionari, dal Vice Questore Aggiunto Profazio, dal Vice Questore Aggiunto Giobbi e dal Vice Questore Aggiunto Chiacchiera, i funzionari logicamente con il Pubblico Ministero.
CDV:
Lei è a conoscenza se sono stati fatti accertamenti sui tabulati telefonici dei ragazzi del piano di sotto?
DM:
Avvocato, mi rifà la sta domanda.
CDV:
No, la domanda è se lei è a conoscenza se sono stati fatti.
DM:
Non ne sono a conoscenza.
GCM:
Lei ha già risposto, lei non li ha fatti.
DM:
Io non li ho fatti.
GCM:
Però l’Avvocato chiedeva se è a conoscenza...
CDV:
Io ho chiesto se qualcun altro li ha fatti.
DM:
Io non ne sono a conoscenza, io mi sono limitato alle disposizioni che mi venivano date.
CDV:
Ovviamente l’indagine a Porto San Giorgio che cosa hanno confermato circa gli alibi di questi ragazzi?
DM:
Che i ragazzi erano presenti nella notte, tra l’1 e il 2, a Porto San Giorgio.
CDV:
Può essere più preciso? Qual è stato l’elemento che vi ha garantito questa presenza?
DM:
L’informazione testimoniale e l’attività investigativa.
GCM:
L’informazione testimoniale è una cosa, l’attività investigativa è la stessa cosa o è un’altra?
DM:
No, l’informazione testimoniale nel senso che erano stati, una volta sentiti personaggi totalmente estranei alla vicenda confermavano la presenza dei ragazzi a Porto...
GCM:
Quindi questa indagine?
DM:
Sì, l’attività investigativa l’avevo collocata a questo logicamente, a questo tipo di attività.
CDV:
Per quest’attività avete fatto un verbale, ci sono dei documenti?
DM:
Ci sono i verbali di sommarie informazioni.
CDV:
Perché non sono in atti, quindi chiedevo...
GM:
I verbali delle dichiarazioni dei ragazzi come non ci sono?!
GCM:
No, scusate, chiedeva l’Avvocato le sommarie informazioni delle persone che avrebbero confermato...
MC:
Anche queste sono agli atti.
CDV:
Prendo atto che il Pubblico Ministero dice che sono in atti. Volevo chiedere invece un chiarimento la sera del 5, lei ha detto che alle 3.30 circa del 6 oramai ha interrotto l’esame del Sollecito e ha fatto un’altra attività investigativa.
DM:
No, non ho interrotto l’attività del Sollecito, una volta chiuso il verbale poi fui inviato, su disposizione dei miei superiori.
CDV:
A me interessava l’attività immediatamente successiva, che cosa avete fatto come attività investigativa?
DM:
Glielo sto dicendo Avvocato.
CDV:
Le chiedo di rispondere.
DM:
Sì, siamo andati alla ricerca dell’altro personaggio che era emerso dalle dichiarazioni.
CDV:
L’altro personaggio è Patrick Lumumba?
DM:
Sì.
CDV:
Esattamente che attività avete espletato?
DM:
L’abbiamo cercato con i colleghi di Perugia, abbiamo dato supporto ai colleghi di Perugia.
CDV:
E l’avete trovato?
DM:
L’abbiamo trovato sì.
CDV:
Verso che ora?
DM:
Non me lo ricordo precisamente, però era passato...
GCM:
Quanto tempo dopo? Quanto ci avete impiegato?
DM:
Era passato un po’, sicuramente due ore, due ore e mezza buone.
CDV:
Quindi dalle tre e mezza circa due ore e mezza dopo voi avete trovato Patrick Lumumba?
DM:
A casa.
GB:
Scusate, Presidente mi scusi, a me dispiace intervenire ma purtroppo si verifica in aula, e non è la prima volta, che arrivano suggerimenti laggiù in fondo, verso il testimone, onestamente questo non mi piace!
GCM:
Scusate...
CDV:
Non me ne ero accorto e la trovo una cosa gravissima!
GCM:
Si coglie comunque l’occasione per invitare, sinceramente io stavo guardando il teste...
GB:
Anche perché mi chiedo poi loro c’è la possibilità che vengano risentiti?
GCM:
Tutte le parti, tutti i soggetti... diamo un’indicazione generale che possa per sempre valere...
CDV:
Forse Presidente, ai fini pratici, se potessimo spostare la cattedra e la sedia dall’altra parte così il teste...
GCM:
Scusate, tutti sono pregati di evitare qualsiasi commento, sia con la voce e sia con la mimica nei confronti del teste il quale deve rimanere assolutamente immune da qualsiasi input che dall’esterno possa venire, lo si dice ora ma vale per sempre, per tutto il dibattimento. Se magari ci sono queste perplessità il teste e anche i successivi testi verranno invitati a guardare unicamente verso la Corte.
DM:
Presidente solo per rispetto guardo lei.
GCM:
Infatti sto guardando continuamente il teste, però se le parti hanno notato questo che può essere sfuggito a chi ora parla.
CDV:
Possiamo modificare la posizione del teste.
GCM:
Sì, possiamo modificare la posizione del teste, si giri pure con la seggiola e le parti sono comunque pregati, indipendentemente dal posizionamento...
GB:
Non indicavo il Pubblico Ministero.
GCM:
No, ma vale per chiunque.
CP:
Allora ci dica l’Avvocato Bongiorno chi è.
MC:
(Incomprensibile – sovrapposizione di voci).
CDV:
Visto che è stato fatto il nome della Napoleoni mi sembra molto possibile che ci sia un incrocio visuale.
GCM:
Scusate, evitiamo il di più e stiamo solo a quello che serve. Possiamo proseguire, guardi continuamente noi, le parti non se ne avranno se mentre parlano non sono guardate, lei continui a guardare verso qua.
CDV:
Comunque Sovrintendente Moscatelli vorrei tornare alle mie domande. Vorrei capire meglio, esattamente il momento successivo alle tre e mezza, voi vi siete recati alla ricerca del Patrick Lumumba e l’avete trovato.
DM:
Sì.
CDV:
Esattamente dove l’avete trovato?
DM:
Dentro casa.
CDV:
Che cosa stava facendo?
DM:
Credo dormisse perché era in abiti...
CDV:
In pigiama?
DM:
No, non mi ricordo se fosse in pigiama o no, comunque era in abiti sicuramente non da prima sera.
CDV:
Chi era altro c’era quella mattina con lui in casa?
DM:
C’era la moglie e la bambina.
CDV:
Voi avete fatto accertamenti investigativi su Patrick Lumumba prima di recarvi a casa, circa il telefono o accertamenti di altro tipo?
DM:
Personalmente no.
CDV:
Sa se qualcun altro ha fatto questo tipo di accertamenti?
GCM:
Altri accertamenti chiede l’Avvocato, poi se lei sa se sono stati fatti magari...
DM:
Credo che qualcuno li abbia fatti.
GCM:
Che tipo di altri accertamenti sono stati fatti?
DM:
Credo accertamenti sul numero telefonico o qualcosa del genere, però Presidente è molto settoriale in un’attività di indagine così complessa, quindi io posso rispondere con precisione su quello che ho fatto io.
CDV:
Sovrintendente Moscatelli chi altro era presente con lei nel momento in cui vi siete recati a casa di Patrick Lumumba?
DM:
Erano presenti con me, io mi ricordo i colleghi del mio ufficio, ma erano presenti altri colleghi della Squadra Mobile di Perugia, però non mi chieda i nomi perché non me li ricordo.
CDV:
Successivamente che cos’è successo? Avete preso Patrick Lumumba e che cos’è successo? Da casa sua dove siete andati?
DM:
Presso gli uffici della Squadra Mobile.
CDV:
E avete poi notificato il fermo?
DM:
No, il fermo fu notificato più tardi, c’era il Pubblico Ministero sul posto, quindi tutta l’attività è stata poi coordinata e decisa dal signor Pubblico Ministero.
CDV:
Questo stiamo parlando della mattina del 6?
DM:
Sì, la mattina del 6.
CDV:
Lei era presente al fermo di Amanda Knox?
DM:
Al fermo...
CDV:
Alla notifica del fermo?
DM:
Alla notifica del fermo, io ho firmato il fermo in una stanza, eravamo tutte queste persone, quindi alla notifica ero presente perché ero lì nell’ufficio della Squadra Mobile.
CDV:
Si ricorda a che ora? Vagamente se lo ricorda?
GCM:
Può consultare gli atti, il verbale visto che ha partecipato.
DM:
Chiedo di poter consultare gli atti.
CDV:
Era a mezzogiorno il verbale, è stato fatto a mezzogiorno...
DM:
Intorno a mezzogiorno.
CDV:
Questa è una domanda sempre in relazione a Patrick Lumumba; ha fornito delle giustificazioni quando voi avete provveduto a portarlo via da casa?
DM:
No, no. Assolutamente.
CDV:
Che tipo di reazione ha avuto?
DM:
Normale.
CDV:
Normale per una persona che viene arrestata?
DM:
Normale per una persona che viene arrestata... cioè normale non che fosse contento.
GCM:
Stava dormendo ha detto.
DM:
No, lui aprì la porta e logicamente si vedeva che stava dormendo, poi gli fu detto che doveva seguirci in Questura, si vestì e venne con noi in Questura.
GCM:
Senza dare manifestazioni particolari che lei sappia?
DM:
No, questo volevo dire, non dette grosse...
CDV:
In conclusione, qual è stato l’elemento di indizio o di prova che vi ha portato a casa del Lumumba e alla ricerca del Lumumba sulla quale voi avete operato, e se ce n’è più di una quali sono?
DM:
Sicuramente le dichiarazioni della signorina Knox.
CDV:
E poi?
DM:
Quello in assoluto, poi non so se c’erano stati anche...
GCM:
Se lei lo sa chiede l’Avvocato, se lei sa se c’erano anche altri elementi.
DM:
Per quanto mi riguarda mi sono attenuto alle disposizioni ricevute e al fatto che la signorina Knox avesse dato degli elementi utili all’identificazione del Lumumba.
CDV:
E questo elemento è stato riferimento a Lumumba nell’immediatezza quando l’avete arrestato?
DM:
Io no. Io non glielo ho riferito.
CDV:
Si ricorda se qualcuno lo ha riferito?
DM:
Non me lo ricordo Avvocato.
CDV:
Nessuno dei suoi colleghi, non si ricorda se nessuna delle persone presenti?
DM:
Non lo so Avvocato, io per quanto... io no, poi ripeto posso rispondere per l’operato che ho effettuato io.
CDV:
Comunque lei non si ricorda se qualcuno ha fatto una contestazione?
DM:
No, non me lo ricordo perché eravamo varie persone, sicuramente c’era...
CDV:
Per sua esperienza quando si fa un arresto si fa una contestazione?
INT:
C’è opposizione Presidente! Facesse domande su fatti!
GCM:
Scusate, per favore... Consentiamo che la domanda venga posta.
MC:
Non con premesse sbagliate!
CDV:
No, non sono premesse sbagliate!
GCM:
Prego Avvocato.
CDV:
C’è una volontà di rispondere in maniera molto vaga per questo sono costretto ad indagare, è chiaro che risulta tutto agli atti, però la domanda era precisa, mi sembra strano che viene arrestata una persona senza che nessuno gli dica il perché.
INT:
Ha risposto!
CDV:
Visto che ho chiesto al teste se questa informazione era stata portata all’attenzione dell’arrestato.
GCM:
Non sovrapporsi alle voci però evitiamo anche le valutazioni, “mi sembra strano”, ecco lo “strano” togliamolo, stiamo alle domande nude e crude.
CDV:
Bene, la domanda era se si ricorda se qualcuno le ha contestato il motivo per il quale erano andati ad arrestarlo.
DM:
La risposta è: io non l’ho fatto, qualcuno lo avrà fatto sicuramente.
CDV:
Non ho altre domande.


PRESIDENTE

GCM:
Le volevo chiedere ad un certo punto lei nel rispondere ha detto che a Raffaele Sollecito furono tolte le scarpe.
DM:
Sì.
GCM:
Le chiedo, le scarpe che indossava?
DM:
Certo.
GCM:
Poi lui rimase... come rimase? Gli furono messe a disposizione altre scarpe? Rimase scalzo?
DM:
Nell’immediatezza rimase scalzo, ma credo che poi furono date delle scarpe.
GCM:
Lei lo sa che furono date delle scarpe a che distanza, per quanto tempo rimase senza?
DM:
Se rimase senza rimase senza per poco perché tra l’altro il sequestro fu fatto di mattina, poi lui fu accompagnato per gli atti successivi e quindi se è rimasto scalzo è rimasto scalzo per poco.
GCM:
Poco che significa?
DM:
Il tempo poi di andare a recuperare un paio di scarpe.
GCM:
Lei da solo interrogava Raffaele Sollecito o c’era qualcun altro insieme a lei?
DM:
No, no, c’erano altri colleghi, i miei superiori e sabato ordinati.
GCM:
Risulta dal verbale relativo?
DM:
Certo, risulta dal verbale relativo.
GCM:
Va bene.


DIFESA – AVV. BONGIORNO

GB:
Sovrintendente quindi avete preso delle scarpe vostre, avete preso scarpe esterne o addirittura avete aspettato un sopralluogo a casa Sollecito e poi gli avete dato le scarpe sue prese a casa?
DM:
No, questo no, non ho aspettato nessun sopralluogo, io mi sono rimesso al sequestro delle scarpe.
GB:
Scusi, mi sono spiegata male. Avete levato le scarpe a Sollecito e quindi è rimasto senza scarpe, il Presidente le ha detto: “avete procurato altre scarpe, avete aspettato, che cosa avete fatto?” e lei ha detto: “credo, non so dopo quanto, comunque gli abbiamo procurato altre scarpe”.
DM:
Sì.
GB:
Le chiedo queste altre scarpe le avete recuperate perché in Questura c’erano, le avete acquistate etc. o in realtà lui è rimasto scalzo finché non c’è stato un sopralluogo a casa sua?
DM:
Questo non me lo ricordo.
GB:
Grazie.


PRESIDENTE

GCM:
Lei è a conoscenza del sequestro del coltello che fu effettuato, anzi di due coltelli, nell’abitazione che in quei primi giorni di novembre occupava Sollecito Raffaele a Perugia. Se lei sa, in quell’occasione Sollecito Raffaele accompagnò gli operanti che si recavano ad effettuare, gli operanti che erano il dottor Chiacchiera e Finzia?
DM:
Non lo so Presidente.
GCM:
Va bene, può andare.

La Corte sospende l’udienza.

La Corte riprende l’udienza.

GCM:
Alle ore 12 riprende l’udienza, si invitano tutti i presenti ad evitare di fare rumore, di parlare, per consentire la regolare e tranquilla ripresa dell’udienza.
GB:
Presidente una brevissima dichiarazione.
GCM:
Va bene, ci sono delle dichiarazioni spontanee da parte di Raffaele Sollecito.