Corrado Candia's Testimony

From The Murder of Meredith Kercher
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ESAME DEL TESTE DE CANDIA CORRADO
Key to abbreviations
GCM Giancarlo Massei Judge Presidente
DR Daniela Rocchi Defense Counsel for Raffaele Sollecito Avvocato
CC Corrado Candia Witness being questioned Raffaele Sollecito's friend from home
DD Donatella Donati Sollecito Defence lawyer Avvocato
PM Pubblico Ministero May refer to Comodi or Mignini
FM Francesco Maresca Counsel for Kercher family (civil plaintiffs) Avvocato

IL TESTE, AMMONITO AI SENSI DELL’ART. 497 CODICE DI PROCEDURA PENALE, LEGGE LA FORMULA DI RITO.


GENERALITÀ: De Candia Corrado, nato a Terlizzi il 21.2.84, residente a Giovinazzo, provincia di Bari.


GCM:
La difesa può procedere all’esame.
DR:
Avvocato Rocchi, difesa Sollecito. Lei che attività svolge?
CC:
Io sono laureato in ingegneria e sto prendendo la laurea magistrale sempre in ingegneria gestionale.
DR:
Dove ha studiato?
CC:
A Bari, al Politecnico di Bari.
DR:
Conosce Raffaele Sollecito?
CC:
Io conosco Raffaele Sollecito da diciotto anni, dalla prima elementare, quindi da quando avevo sei anni, ne ho venticinque, lo conosco da diciannove anni, una vita.
DR:
Che scuole avete fatto insieme?
CC:
Abbiamo fatto insieme le scuole elementari, perché poi io ho cambiato, non ho fatto la quinta elementare, ho fatto una specie di primina e sono andato avanti di un anno. Però comunque a Giovinazzo si usa stare in comitiva, quindi noi tutte le sere siamo sempre usciti insieme. Cioè, se si usciva, si usciva insieme, dai sei ai venticinque anni.
DR:
A sei anni però non uscivate la sera?
CC:
La sera fino alle dieci, anche.
DR:
Anche quando andavate all’elementari?
CC:
Sì, perché no, la domenica mattina, la domenica pomeriggio.
DR:
Lei quindi conosce anche Mariano De Martino e Saverio Binetti?
CC:
Sì, sì.
DR:
Fate parte della stessa comitiva?
CC:
Della stessa comitiva.
DR:
Ed eravate soliti uscire tutti insieme?
CC:
Sì, andare in vacanza insieme. Loro sono andati pure a scuola insieme, io sono andato allo stesso liceo di Raffaele, però, siccome ero un anno avanti, in una classe diversa.
DR:
Che cosa facevate quando uscivate?
CC:
Passeggiata al lungomare, partita di pallone, delle cose normalissime da ragazzi, mangiare la pizza il sabato, un venerdì.
DR:
C’erano quindi degli hobbies che vi accomunavano?
CC:
Degli?
DR:
Degli hobbies.
CC:
No, non tanto un hobby, proprio uno stare insieme. Si sta insieme da una parte, al mare per esempio, a mangiare la focaccia, a farci il bagno, cioè si vive proprio insieme.
DR:
Lei vive a Giovinazzo?
CC:
Sì, sì.
DR:
Quindi abita vicino a dove ha la casa Raffaele Sollecito?
CC:
Sì.
DR:
Quindi vi frequentavate anche per...
CC:
Sì, sono andato un sacco di volte a casa di Raffaele e anche Raffaele è venuto a casa a mangiare diverse volte.
DR:
Vi conoscete da sempre.
CC:
Da sempre.
DR:
Senta, ci può descrivere un po’ il comportamento di Raffaele quando uscivate, quando vi frequentavate? Che carattere ha? Come si comporta?
CC:
Ha un carattere tranquillissimo. Io non l’ho mai visto arrabbiarsi, non l’ho mai visto alterarsi. E’ sempre stato un ragazzo molto pacifico, molto tranquillo, molto disponibile, sempre pronto, lui aveva la macchina, a dare un passaggio se serviva.
DR:
Non avete mai litigato?
CC:
Mai.
DR:
Non c’è stato mai un motivo di discussione?
CC:
No, assolutamente. Potevamo discutere durante una partita di calcetto, ma realmente mai.
DR:
Ha mai visto episodi di violenza o di ira di Raffaele nei confronti di altri?
CC:
Mai, mai visto nessun atteggiamento... nessuno, nessuno, mai.
DR:
Il rapporto di Raffaele con le ragazze? Ne è a conoscenza?
CC:
Sì, certo. E’ un rapporto molto tranquillo, l’ho visto sempre molto pacato con le ragazze, molto disponibile, se usciva con qualche ragazza non le ha mai fatto mancare niente. Molto tranquillo.
DR:
Le raccontava qualcosa?
CC:
Sì, abbiamo raccontato, come si fa tra amici, dopo che si è uscito con una ragazza, come è passata la serata, ma... cioè, poteva andare a mangiare, niente di più.
DR:
Le ha raccontato sempre cose normali, niente di particolare?
CC:
No, assolutamente, assolutamente.
DR:
Lei sa se Raffaele si doveva laureare?
CC:
Raffaele si doveva laureare intorno al 15 novembre. Io sono andato in vacanza con lui quell’anno a Lisbona, a metà a agosto, e quindi...
DR:
Nel 2007 siete andati a Lisbona?
CC:
Sì.
DR:
Ad agosto?
CC:
Sì, sì.
DR:
Per quanti giorni?
CC:
Sette giorni.
DR:
Siete andati come turisti per visitare la città?
CC:
Certo, sì. Quindi ne abbiamo parlato la notte, quando ci si ritira, lui mi diceva che stava studiando e che era pronto per laurearsi, dove fare la tesi soltanto. Poi abbiamo Messenger, quindi ci sentivamo anche via internet con Messenger, quindi io ero aggiornato su tutto quello che riguardava la tesi e la vita di Raffaele.
DR:
Senta, questo viaggio a quando risale? Agosto, che giorni?
CC:
I giorni adesso non glieli so dire di preciso, onestamente.
GCM:
Più a voce alta.
CC:
Onestamente i giorni di preciso non me li ricordo, è stata la seconda settimana di agosto.
DR:
In quanti siete partiti?
CC:
In sei.
DR:
In sei?
CC:
Sì, sì.
DR:
E che cosa avete fatto?
CC:
Abbiamo affittato una casa e siamo stati sei giorni al mare o in giro per Lisbona.
DR:
E poi, quando siete tornati, Raffaele si sarebbe dovuto...
CC:
E’ rimasto ancora un po’ di tempo a Giovinazzo. Poi, credo, fine agosto inizio settembre se n’è riandato a Perugia che doveva finire la tesi.
DR:
Lei è mai andato a Perugia a trovare Raffaele?
CC:
A Perugia no, perché io gioco in una squadra di pallavolo e quindi ho degli impegni cadenzati ogni settimana, non posso allontanarmi da Giovinazzo per tre giorni o quattro giorni.
DR:
E con quale assiduità Raffaele tornava?
CC:
Tornava sicuramente alle vacanze e si stava tanto, Natale e l’estate stava mesi. Poi tornava a novembre e tornava quando aveva la possibilità, sicuramente in relazione agli esami che svolgeva.
DR:
Quando tornava vi vedevate?
CC:
Sì, sì, senza...
DR:
E, quando invece non tornava, vi sentivate?
CC:
Ci sentivamo su Messenger.
DR:
Con quale frequenza?
CC:
Una volta ogni due giorni, ogni tre giorni, dipendeva, perché né io e né lui stiamo sempre davanti al computer. Quindi, se capitava che nello stesso momento eravamo in contemporanea davanti al computer, si parlava.
DR:
E di che cosa parlavate?
CC:
Parlavamo di come andava la sua carriera universitaria, la mia, il mio sport, le ragazze, cose normali da ragazzi.
DR:
Le aveva raccontato di Amanda, di aver conosciuto Amanda?
CC:
No, io ho saputo che stava con... cioè, che aveva conosciuto Amanda perché l’aveva detto a un altro amico mio, sempre tramite Messenger, però direttamente in quei giorni non lo sapevo.
DR:
A quale amico l’aveva detto?
CC:
Come?
DR:
Quale amico gliel’ha riferito?
CC:
Se non sbaglio a Francesco Marrano, lui me l’ha detto che si sentivano con ancora più frequenza e mi aveva detto, quando ci siamo visti: “Raffaele sta con una ragazza americana”.
DR:
Senta, lei conosce l’abitudine di Raffaele di portare con sé un coltellino?
CC:
Sì.
DR:
Ci riferisce al riguardo?
CC:
Certo.
DR:
Allora, io le posso dire che il coltellino per Raffaele era come un anello o una collana, lui lo portava come ornamento. Per esempio mi ricordo che capitava che lo abbinasse alla cinta o piuttosto all’anello, cioè era un ornamento come io posso portare un anello o una collana. Solo quello. Lui a me non l’ha mai fatto toccare, anche se qualche volta gliel’ho chiesto di farmelo vedere non me l’ha mai fatto prendere in mano perché mi diceva che era pericoloso, che solo chi ce l’aveva e quindi chi ce l’aveva da tempo poteva usarlo senza farsi male. Onestamente gliel’ho visto aperto... in tanto tempo l’ho visto aperto duetre volte e delle duetre volte l’ho visto tagliare il panino o intagliare un albero, niente... Cioè, a me non l’ha mai fatto prendere in mano per esempio, proprio per questa sua paura che noi ci potessimo far male.
DR:
E quanti coltelli ha visto?
CC:
Due, se non ricordo male, perché li cambiava in abbinamento per esempio alla cinta, come ho detto, o alle scarpe. Però onestamente io non l’ho mai preso in mano, quindi dovrebbe essere due, però non...
DR:
Senta, sapeva che Raffaele aveva un’auto e se era nuova?
CC:
Sì, si è comprato una A3... anzi, io mi sono proprio comprato la macchina che lui aveva prima della A3, che è una Golf decappottabile.
DR:
Cioè, lei ha comprato la macchina di Raffaele?
CC:
Sì, a fine agosto ho comprato la macchina di Raffaele, la sua vecchia.
DR:
Fine agosto del?
CC:
2007, subito dopo la vacanza, diciamo.
DR:
Quando le ha venduto la macchina, lui aveva già comprato o gli era stata regalata oppure ancora...
CC:
La stava comprando, adesso non ricordo esattamente, sono passati... però la stava comprando, perché mi ricordo che mi parlava della A3 e poi l’ho visto dopo un paio di settimane, che mi ha fatto fare un giro per provare la macchina.
DR:
Senta, non so se già gliel’ho chiesto com’era il rapporto con le ragazze, me l’ha detto, vero?
CC:
Sì, sì, molto tranquillo e pacato. Io non ho mai visto nessun atto da sbruffone.
DR:
Lei è andato a scuola solo alle elementari con Raffaele?
CC:
Alle elementari, però al liceo... andavamo nello stesso liceo, quindi prendevamo il pullman insieme per andare...
DR:
Liceo Einstein?
CC:
Einstein a Molfetta, sì.
DR:
Sa di episodi di violenza che sono avvenuti all’interno del liceo?
CC:
Mai.
DR:
Ci sono stati? Ne è a conoscenza?
CC:
Assolutamente, io ci sono stato cinque anni, non ho mai sentito niente.
DR:
Va bene, grazie.
GCM:
Prego, avvocato.
DD:
Avvocato Donati. Lei quindi abita anche vicino casa di Raffaele?
CC:
Sì, Giovinazzo è un piccolo paese, quindi siamo tutti vicini.
DD:
Lei ha detto: “Più volte sono andato a casa di Raffaele”.
CC:
Sì, sì, anche...
DD:
Senta, Raffaele con chi viveva?
CC:
Raffaele viveva con la mamma fino a quando è vissuta e la nonna, se non ricordo male, abitava al piano di sopra o comunque insieme, adesso non ricordo. E’ capitato che anche diverse siamo stati a casa sua a mangiare la pizza, una volta siamo andati a vedere i mondiali mi ricordo.
DD:
Va bene, comunque lui abitava con la mamma, al piano sopra abitava la nonna.
CC:
Sì.
DD:
Questo fino a che la mamma non è morta.
CC:
Certamente.
DD:
Dopo Raffaele con chi viveva lì a casa?
CC:
Da solo.
DD:
Da solo, con la nonna sopra.
CC:
Sì.
DD:
Senta, prima, rispondendo alla collega, lei diceva che i rapporti con le donne, con le ragazze erano rapporti tranquilli.
CC:
Sì.
DD:
Entrando un po’ più nel merito di questi rapporti, io le chiedo questo: lei sa che tipo di rapporti aveva Raffaele con le ragazze? In particolare le chiedo, lei sa se Raffaele, per quanto è a sua conoscenza, fino a quando lei l’ha frequentato, aveva avuto rapporti sessuali con ragazze?
CC:
No, forse c’è stata una ragazza, quando lui è stato Perugia, che ha frequentato e comunque ha avuto dei rapporti sessuali. Ha avuto dei rapporti con questa ragazza. Poi so che ha avuto questa storia con Amanda.
DD:
Allora, aspetti, a quanto è a sua conoscenza lui ha avuto questo rapporto sessuale con una ragazza a Perugia, quindi quando già stava a Perugia all’università.
CC:
Sì, sì.
DD:
Lei sa chi è questa ragazza?
CC:
Se non ricordo male, era una ragazza di Brindisi, però adesso chi è non... mi chiede troppo.
DD:
Per caso si chiama Fabiana?
CC:
No, guardi, non...
DD:
Fabiola, scusi.
CC:
Può essere, però non me lo ricordo. Io mi ricordo che lui una volta mi parlò che scese giù a Giovinazzo e doveva andarla a trovare, però adesso nel dettaglio il nome... sono passati tanti anni.
DD:
A quanto è a sua conoscenza, questo è stato il primo rapporto sessuale che Raffaele ha avuto?
CC:
Sì.
DD:
Direttamente lui gliel’ha riferito?
CC:
Sì.
DD:
Senta, ritornando alla domanda di prima che le facevo, dove abitava Raffaele, quindi lei ha detto che abitava con la mamma. Il papà di Raffaele lei sa dove abitava?
CC:
Ha abitato per un periodo a Giovinazzo e poi si è trasferito a Bisceglie, però io lo conosco dalle scuole elementari, quando abitava ancora con Raffaele. Io me lo ricordo a una festa di compleanno a casa di Raffaele.
DD:
Quindi lei ricorda quando ancora abitavano insieme, quindi la mamma e il papà abitavano insieme.
CC:
Sì, sì.
DD:
Lei sa se il papà e la mamma di Raffaele a un certo punto si sono separati?
CC:
Sì.
DD:
Quando? A quando risale questo fatto?
CC:
Circa... adesso sono passati tanti anni, però dovrebbe essere intorno al ’92.
DD:
’92.
CC:
Sì, più o meno sì.
DD:
Prima parlava del viaggio a Lisbona e quindi ha detto: “Siamo stati sette giorni”.
CC:
Sì.
DD:
Lei ricorda se, in relazione a questo viaggio, a un certo punto Raffaele ebbe la necessità di non rimanere, quindi di ritornare e, se lo ricorda, qual è la motivazione?
CC:
Sì, io mi ricordo che ci fu un problema con i biglietti e lui aveva la possibilità di... lei sta parlando di ritornare a Giovinazzo?
DD:
Ritornare, sì, da questi sette giorni.
CC:
Sì, mi ricordo che ci fu un problema con i biglietti e lui aveva la possibilità anche di rimanere, invece comprammo degli altri biglietti per tornare, perché aveva degli impegni a casa. Adesso io non ricordo, credo che avesse da fare degli aggiusti all’appartamento, però non ricordo, e poi doveva studiare perché a novembre si doveva laureare. Mi ricordo che in quel periodo mi parlava sempre che si doveva laureare, della tesi, che doveva scrivere la tesi. Quindi se ne tornò con noi, anche se aveva la possibilità di rimanere ancora qualche giorno.
DD:
Ho capito. Senta, a lei personalmente Raffaele Sollecito ha telefonato successivamente al 2 novembre?
CC:
No.
DD:
A lei no.
CC:
No.
DD:
Mi pare che, rispondendo alla collega, ha detto che...
CC:
Francesco.
DD:
Ha chiamato questo ragazzo, Francesco.
CC:
Sì.
DD:
Lei sa quando l’ha chiamato?
CC:
No, onestamente il giorno preciso non glielo so dire.
DD:
Quante volte?
CC:
Io mi ricordo che Francesco mi ha parlato di una o due telefonate, adesso onestamente non saprei dettagliatamente dirle quante, perché poi non le ho ricevute nemmeno io in prima persona, però un paio. Mi ricordo che disse che era successo... cioè, Francesco mi riferì che era successa questa cosa.
DD:
Ho capito. Va bene, nessun’altra domanda, grazie.
GCM:
Ci sono domande?
PM:
Senta, quando stavate insieme, vi capitava di assumere sostanze stupefacenti?
CC:
E’ capitato qualche sporadica volta.
PM:
Che sostanze?
CC:
Hascisc, marijuana.
PM:
Facevate un uso in gruppo di questa...
CC:
Sì, ma, come le ripeto, sporadicamente.
PM:
Quando è iniziata questa abitudine?
CC:
Sarà stato gli ultimi anni di liceo, quindi il 2002.
PM:
Fino a quando, che lei ricordi?
CC:
Fino... cioè, non c’è una data di fine.
PM:
Senta, telefonate del 2 novembre, si ricorda... Marrano si chiama? Francesco Marrano, se ho ben capito?
CC:
Sì, Marrano
PM:
O Marzano?
CC:
Francesco Marrano.
PM:
Quindi lui lo chiamò un paio di volte.
CC:
Adesso non ricordo se una o due, mi dispiace, ma...
PM:
Ma che cosa gli disse Raffaele? Gli dette la notizia del fatto, lei ha detto.
CC:
Sì.
PM:
Gli disse qualche altra cosa?
CC:
No, onestamente non mi ricordo. Mi ricordo che disse che era scioccato perché avevano trovato... ma non lui, cioè aprendo la porta, la polizia postale aveva trovato questa cosa. Io le riferisco cose che mi hanno riferito, non le parlo in prima persona.
PM:
Ho capito. Non ho altre domande.
GCM:
La parte civile.
FM:
Sì, alcuni chiarimenti. Lei ha riferito che Sollecito le disse di questa relazione e di questo rapporto sessuale che ebbe con questa ragazza di Brindisi...
CC:
Sì.
FM:
...che si trovava a Perugia, giusto?
CC:
Credo, sì, sì.
FM:
In che periodo siamo?
CC:
Primo o secondo anno di università di Raffaele, adesso gli anni saranno stati tra il 2003 e il 2004.
FM:
Va bene, in generale.
CC:
Onestamente, o 2005, non è facilissimo...
FM:
Circa trequattro anni prima del fatto per cui siamo qui oggi.
CC:
Sì, lui sicuramente era a Perugia come studente già, non era ancora a Giovinazzo. Adesso l’anno preciso...
FM:
Per sua conoscenza, quindi, questo fu il primo rapporto che ebbe...
CC:
Sì, che io sappia sì.
FM:
...Sollecito con una ragazza?
CC:
Sì.
FM:
E circa il rapporto che aveva, nei giorni immediatamente precedenti all’omicidio, con Amanda Knox le disse qualcosa in quei giorni telefonicamente?
CC:
No, allora, io ho saputo la notizia che era insieme a una ragazza americana non direttamente, ma sempre tramite amici che avevano parlato con lui e a cui lui aveva raccontato quest’aneddoto. Io l’ho sentito qualche giorno prima dell’evento, cioè capitava che ci sentivamo su Messenger, però in quei giorni molto di sfuggita perché lui era impegnato con la tesi e quindi capitava un saluto e niente più.
FM:
Quindi lui direttamente non le riferì nulla circa la sua relazione con Amanda Knox?
CC:
No, assolutamente, anche perché durava da poco.
FM:
Mentre gli amici che le hanno riferito di questo fatto, quando gliel’hanno riferito all’incirca? Se lo ricorda?
CC:
Fine ottobre o dopo il caso, non ricordo. Onestamente la sera precisa in cui me l’hanno detto non è possibile ricordarselo.
FM:
Comunque qualche giorno prima dell’omicidio di...
CC:
Nell’immediatezza, sicuramente sì.
FM:
Le ha mai riferito Sollecito di aver fatto uso o comunque dell’uso in generale di cocaina?
CC:
Mai.
FM:
Grazie, Presidente.
GCM:
Ci sono domande per esaurire l’esame? Prego.
DD:
In relazione a questa ultima domanda, penultima domanda che le ha fatto l’avvocato di parte civile, lei ha detto che colloca questo primo rapporto sessuale che Raffaele avrebbe avuto con questa ragazza di Brindisi intorno al?
CC:
Allora, tra il 2004 e il 2005 credo, perché lui era già a Perugia. Io mi sono iscritto all’università un anno prima di lui, quindi nel 2002/2003, quindi tra il 2004 e il 2006, onestamente...
DD:
Quindi lei ricorda 2004/2005?
CC:
Perché Raffaele si è iscritto un anno dopo di me, lui si è iscritto nel 2003/2004 all’università. Quindi o è stato il primo o il secondo anno di università suo, quindi o il 2004 o il 2005, o inizio 2006. Cioè, non ricordo esattamente.
DD:
Perché addirittura lui mi riferisce gennaio 2007.
CC:
Gennaio 2007? Può essere, non lo so, cioè onestamente...
DD:
Non è sicuro di questo lei?
CC:
No.
DD:
Va bene, grazie.
GCM:
Ci sono altre domande? Scusi, solo sue piccole circostanze.
CC:
Prego.
GCM:
Lei ricorda se, durante la frequentazione delle scuole superiori, ci fu un episodio nei confronti di una ragazza che in qualche modo...
CC:
Ma, guardi, io non ho mai sentito...
GCM:
Con delle forbici, no?
CC:
Niente.
GCM:
Non ci fu nessun episodio.
CC:
Guardi, non esiste proprio.
GCM:
Poi lei ha detto che il coltellino che portava con sé era pericoloso a usarlo senza farsi male per chi non sapeva bene usarlo.
CC:
No, era lui che temeva questo e non ce lo faceva toccare.
GCM:
Mi può dare descrizione di questi coltellini?
CC:
Erano uno o due coltellini a serramanico che si aprivano o con uno scatto o con l’uso delle mani. Però io le ho detto, lui non me li ha mai fatti prendere...
GCM:
Lei li ha visti comunque?
CC:
Sì.
GCM:
Può darne descrizione?
CC:
Sono dei coltellini a serramanico.
GCM:
Sì, ma la lama quanto era lunga, quanto era larga, se finiva a punta, se finiva non a punta?
CC:
Allora, la lama sarà stata tre dita, credo, circa e non era molto larga, sarà stata la misura del mio mignolo, niente di... un centimetro, non lo so, meno di un centimetro la larghezza.
GCM:
La larghezza un centimetro, e la lunghezza?
CC:
La lunghezza, saranno stati seisette centimetri.
GCM:
Finiva a punta, finiva ricurvo? Se lo ricorda?
CC:
Questo è più difficile.
GCM:
I coltellini che lei ha visto.
CC:
Ma sono passati anni, cioè...
GCM:
Va bene. Se non ci sono altre domande, il teste viene congedato. Può andare.

Non ci sono altre domande; il teste viene licenziato.