Carlo Pacelli's Massei Trial Rebuttal on Behalf of Civil Party Patrick Diya Lumumba

From The Murder of Meredith Kercher
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GCM Giancarlo Massei Judge Presidente
CP Carlo Pacelli Lumumba civil lawyer Avvocato
GCM:
Bene, possiamo riprendere con le repliche, possiamo seguire anche l’ordine che le Parti Civili hanno avuto nella discussioni a meno che non preferiscano modificare, ricordo l’Avvocato Magnini che vedo... quindi l’Avvocato Magnini rinuncia a repliche, se c’è l’Avvocato Pacelli poi aveva per secondo... non so se ci sono repliche da parte dell’Avvocato Pacelli, ci sono repliche?
CP:
Sì signor Presidente.
GCM:
Prego.
CP:
Signor Presidente, Signori Giudici cercherò di contenere le mie repliche in tempi assolutamente ristretti certamente non supererò i 20, 25 minuti. Nel mondo sognante, poetico e magico di Amelie non c’è posto per la menzogna, per l’inganno, per la falsità e per il male, non c’è posto per la calunnia a Patrick Lumumba, nel mondo reale di Amanda c’è la bugia, il tradimento, il raggiro, il male, c’è posto per la calunnia a Patrick Dija Lumumba. Amanda mente e calunnia quando accusa Patrick, Amanda mente e calunnia quando accusa la Polizia, nel mondo reale di Amanda c’è Via della Pergola una villetta, una stanza, una studentessa inglese di 20 anni barbaramente sgozzata, una pozza di sangue e nel sangue una schiuma impura di libidine. Tre sono le pietre preziose che fanno brillare il suo essere e risplendere il suo orizzonte, l’hot sex, la droga e l’alcool, questa è l’Amanda così come risulta dalle carte processuali questa è l’Amanda del primo novembre 2007, questa è l’Amanda che dovrete giudicare. All’udienza del primo dicembre 2009 il valente collega Avvocato Dalla Vedova citando il Professor Caltagirone ha tentato di spiegarci che cosa sono le suggestioni e come questi in Amanda diventino certezza, l’Avvocato Ghirga nella sua ricostruzione appassionata, vibrante, tutto cuore nel momento in cui Amanda è in stato confusionale di stress dopo che ha appreso che Sollecito ha cambiato versione dice: “e da lì Amanda inizia il falso ricordo” ed allora spenderò due minuti per vedere e ripercorrere che cosa ci ha detto l’emerito Professor Caltagirone all’udienza del 25/9/’09 esperto in neurologia, a domanda di questo patrono dopo che c’era stato un momento piuttosto vivace io con insistenza gli chiedevo quali documenti aveva consultato per relazionare ed elaborare in ordine ad Amanda, pongo questo quesito: “chiedo scusa signor Presidente io ho chiesto espressamente al Professore quali atti di Amanda Knox aveva visionato per la sua relazione, per il suo elaborato e mi si dice che la Difesa di Amanda Knox gli ha fornito della documentazione, io sto tentando di capire e mi sembra molto inutilmente quali altri documenti relativi ad Amanda Knox il Professor Caltagirone ha consultato per elaborare la sua relazione” il Presidente sempre molto cortese e gentile “d’accordo d’accordo Avvocato comunque ci ha dato già una risposta non sa specificare i singoli atti” consulente Professor Caltagirone “non li so specificare”. Sempre in questa udienza sotto pressione affoliazioni 19 e 20, 27, 36, 38, 42, 43, 56, 58, 60, 62 “guardi io non sono in grado di entrare nel merito specifico della situazione senza entrare nel merito della situazione, la premessa è che io non ho letto gli atti del processo in dettaglio, informazioni in senso generale, i fatti specifici non li conosco. Sì non ho come dire una lettura approfondita, non sono a conoscenza dei fatti diretti, non sono entrato nel merito dei singoli verbali intanto questa è una trattazione generale dell’argomento non è una trattazione dei fatti specifici di cui si discute quindi è un argomento che non ha a che fare con i fatti in discussione, è una trattazione puramente teorica” e allora questo Difensore pone al Professor Caltagirone in senso generale la seguente domanda: “senta Professore se un soggetto riferisce circostanze particolari da nessuno conosciuti che poi risultano veri lei può parlare da questo punto di vista di falsi ricordi?” consulente “in generale è ovvio che se sono particolari non conosciuti da altri che corrispondono poi a una ricostruzione dei fatti sono tentato di dire anzi sono... penso che corrispondono a ricordi reali” io ho posto e non ho avuto risposta da nessuno della Difesa Knox un quesito, le denunce dell’1:45, 5:45 sono assolutamente circostanziate, ci sono particolari che in termini investigativi sono stati riscontrati come veri solo successivamente, cito un solo esempio per non ripetermi, le urla, come faceva Amanda Knox a sapere particolari che nessuno conosceva se non per il fatto che Amanda Knox la sera del primo novembre era sulla scena dell’omicidio al momento dell’omicidio, questi elementi circostanziali che si riveleranno poi investigativamente accertati potevano essere spesi come ricordo solo da chi lì era presente e li aveva visti, visti e vissuti. L’Avvocato Bongiorno che ho avuto l’onore di sentire la mattina della sua arringa con fare suadente e un’oratoria certamente impeccabile innanzi tutto ha posto una questione, “spenderò più tempo a difendere Amanda che non Sollecito” dunque a pieno titolo devo considerarla il terzo Avvocato aggiunto alla Difesa Knox ma avendo posto due quesiti da me non trattati ma che meritano risposta non mi sottrarrò al compito. Il primo la Polizia si sarebbe approfittata, la sera tra il 5 e il 6 di novembre della ragazzina fragile e ingenua, lo vedremo questo leone vestito e camuffato da agnello di che pasta solida è fatta, ci dice, ci dice per come è stata trattata l’ha abbindolata. Intercettazione telefonica del 3 novembre ’07 ore 16:54 tra Amanda e la cugina Dorothy Graff, dico questo e lo anticipo in maniera tale che non avrò motivo di trattare successivamente, la Difesa Knox ha insistito che Amanda è stata attenzionata esclusivamente in virtù degli aspetti psicosomatici, la piroetta, la giravolta, il ponte e quant’altro. No e ve ne do la prova, in questo colloquio che è del 3 novembre, piccolo passo indietro, la povera studentessa inglese viene scoperta come cadavere intorno alle 13:00 del giorno 2, Amanda viene portata in Questura unitamente a tutto il gruppo dei coinquilini, al gruppo delle inglesi e tutti, ripeto tutti, pernottano sino praticamente all’alba del 4 mattina... del 3 mattina chiedo scusa in Questura, ci sono tutta una serie di accertamenti e sommarie informazioni, vengono rilevate le impronte ripeto non solo ad Amanda ma anche a tutti... alle inglesi, tutti e quant’altro. Intercettazione telefonica, “gli hai chiesto se puoi andare via” dice Dorothy, Amanda “sì gli ho chiesto se potevo andare via e hanno detto di no, hanno detto che non posso andare via” siamo alle 16:54 del giorno 3 “volevo venire - Amanda - volevo venire in Germania e loro mi fanno <<non lasciare l’Italia non puoi lasciare l’Italia>>”. Il giorno 4 in Questura interviene un’intercettazione ambientale, questa intercettazione ambientale si svolge nell’arco del pomeriggio in due fasi, una prima fase va dalle ore 16:30 alle ore 18:00 dopodiché c’è un trasferimento in Via della Pergola dove c’è il crollo di Amanda, poi c’è ritorno in Questura dopo questo accertamento ispettivo che era riferito a una valutazione di coltelli mancanti o meno. Ciò che è assolutamente interessante ai fini del mio dire è quanto avviene prima di recarsi in Via della Pergola, un ufficiale di pubblica sicurezza fa entrare nella stanza due ragazze italiane, una delle due ragazze esordisce subito dicendo: “come stai Amanda?” Amanda: “non bene mi trattano come una criminale - puntini di sospensione - di non mentire”. Il 5 novembre ’07 alle ore 18:19 interviene un colloquio telefonico tra Amanda e Anny Fuller (fonetico) del seguente tenore: Amanda “ho passato tutto il giorno in Questura” l’interlocutrice: “santo cielo come ti hanno trattato?” Amanda: “ieri - quindi riferendosi al 4 - è stato molto difficile perché quando sono andata in Questura mi hanno fatto delle domande e quando rispondevano mi dicevano <<stai mentendo, sei sicura che non stai mentendo perché se stai mentendo ti cacci nei guai>>” dunque Amanda da subito viene attenzionata non tanto per le sue qualità psicosomatiche ma perché Amanda insieme a Raffaele innanzi tutto viene ritrovata sul luogo del delitto ed inizia sin da subito a riportare una serie di contraddizioni se non menzogne, porta aperta, chiusa, Meredith e in ordine alle varie modalità omicidiarie sulle quali sorvolo, per cui Amanda sente sul collo il fiato degli inquirenti, è da qui che nasce la paura di Amanda, la paura di Amanda non è la paura di restare sola a casa è la paura di essere scoperta, è la paura di essere smascherata e quindi cova nel suo seno uno stress e una tensione indicibile che la rendono in termini comportamentali ad assumere atteggiamenti del tutto diversi e difformi da tutte ad esempio le ragazze inglesi, da tutti gli altri soggetti che comunque stavano collaborando con la Polizia. Perché questo dato è rilevante? Perché intanto è sempre stato negato che Amanda fosse restata in Italia per sua libera... perché costretta, invece è vero, è la Polizia che non l’ha fatta muovere e non perché lei se n’è restata per sua libera scelta in Italia, se fosse stato per lei se ne sarebbe andata immediatamente in Germania. Ma l’altro aspetto rilevante è che allor quando il 18 ottobre va in udienza preliminare di fronte al Dottor Micheli insiste su questo concetto su dichiarazioni spontanee della paura, “io avevo paura” questo dato della paura è il dato che interiormente sta massacrando la coscienza di Amanda, se non si ha nulla da temere non si ha paura ma quando si ha da temere allora non solo si ha paura ma ce n’è tanta di paura rispetto a quello di cui si deve temere e quindi Amanda spontaneamente, questo è un dato su cui non si può assolutamente discutere, la sera del 5 se ne va in Questura, ne ho parlato, ne abbiamo parlato, addirittura viene invitata ad andarsene altro che approfittamento dal dirigente della squadra mobile Dottor Profazio e l’Ispettrice Ficarra le dicono: “ma che cosa stai a fare qui vattene a casa, vai a riposarti” vista l’insistenza, vista l’insistenza Amanda resta e arriviamo a quel fatidico momento delle prime dichiarazioni che sono e credo di averlo dimostrato e su cui non intendo trattenermi di nuovo, dichiarazioni spontanee che portano a quello che portano. Ma come lo fa Amanda? Lo fa creando con la sua gestualità, con urla, prendendo la testa fra le mani, vociando contro Patrick con un coinvolgimento emotivo di tutta la Polizia che dice e afferma: “beh per quanto era credibile le abbiamo creduto” è Amanda che inganna la Polizia ma questa stessa tecnica da attrice consumata da messe in scene per le quali occorrono doti naturali che certamente Amanda ha viene ripetuta alle 5:45 e qui affronto un tema che non avevo affrontato e che la collega Bongiorno ha acutamente obiettato ed osservato, ed infatti che cosa dice la collega Bongiorno? L’assassina in sostanza riassumo torna sulla scena del delitto, questo dato sgretola l’imputazione di calunnia ed allora Signor Presidente con questo funambolico gioco di parole usando termine assassina non Amanda pone una delicata questione ma vediamo invece che cosa Amanda dice alle 5:45, vediamo se Amanda ci si colloca come all’assassina. Quello che posso dire è che Patrick e Meredith si sono appartati nella camera di Meredith mentre io mi pare sono rimasta nella cucina, non riesco a ricordare quanto tempo siano rimasti insieme nella camera ma posso solo dire che ad un certo punto ho sentito delle grida di Meredith ed io spaventata mi sono tappata le orecchie” questo passo fa di Amanda una teste, userei dire una teste oculare e per fortuna che da questo punto di vista coloro che stavano indagando non si sono fatti abbindolare. Quale problema doppio risolve Amanda con questa dichiarazione perché pressata Amanda siccome capisce che con tutto il suo dire non può... lei ha un problema, sta cercando di salvare se stessa, sta cercando di sfuggire alle sue responsabilità e dunque adotta una tecnica che è un classico quando non si vuole essere scoperti si dà in pasto alla giustizia un falso colpevole Patrick e che cosa dice Amanda intanto che erano in tre, lei, Meredith e Patrick e che Patrick e Meredith se ne vanno in camera, problema: e perché non Amanda? Erano in tre, il problema in maniera perfida lo aveva già risolto all’1:45 perché Patrick era invaghito di Meredith e dunque se Patrick era invaghito di Meredith che bisogno c’era di Amanda da questo punto di vista. Ma il problema più rilevante è che essendo lei teste oculare del delitto cerca un ponte con gli inquirenti tanto che lei reputa di doversene tornare a casa ma siccome a casa non ci ritorna e viene spedita in Piazza Partigiani lei capisce, Amanda capisce che il suo disegno è fallito. Ciò che ha determinato la confusione di Amanda è che rispetto alle dichiarazioni dell’1:45 nel mentre le stava facendo apprende che Sollecito Raffaele che in Questura era sentito in altra stanza non le dava più l’alibi, aveva cambiato versione e aveva affermato che lei era uscita di casa, allora questo disegno che non riesce a chiuderlo Amanda fa sì che in carcere lo rifletta e lei capisce a questo punto che deve rivedere il proprio progetto, il vero problema non è Signor Presidente e Signori della Corte il 9 di novembre, sì è anche il 9, il 10, l’11 ma il vero problema nasce l’8 perché l’8 c’è l’udienza di convalida, dunque se fosse stato un colossale fraintendimento, se fosse stato un gigantesco qui pro quo ma quale migliore occasione di chiarire di fronte al Giudice alla Dottoressa Matteini la situazione e invece Amanda si avvale legittimamente sia chiaro della facoltà di non rispondere, non chiarisce, questo è un dato decisivo perché Amanda non può chiarire? Perché ovviamente deve parlare della nottata tra il 5 e il 6 ma lei non sa esattamente che cosa a quel punto Raffaele ha modificato nella sua versione, con quali modalità si è espresso, in che termini ha rettificato le precedenti versioni e dunque dovendo rivedere la propria posizione visto che non è riuscita a convincere gli inquirenti, ad accreditarla come teste deve guadagnare tempo, ha bisogno di tempo, ha bisogno di capire che cosa è successo e che cosa è stato detto, il suo dire va rettificato, va limato, va riveduto, va corretto, va rivisto e da qui nasce la scelta difensiva, legittima sia chiaro, di non parlare, altro che il diritto al silenzio certo questo garantisce questa scelta difensiva, ci sono quattro soggetti che dal 10 novembre sanno perfettamente che c’è un uomo sposato, padre di un figlio, con una moglie piangente a casa, innocente in carcere e non viene mosso un dito, diconsi un dito per scagionarlo, se fosse stato per questi quattro soggetti Patrick Dija Lumumba sarebbe potuto marcire in carcere, mesi, anni altro chiacchiere, questa è la radice di una necessitata scelta difensiva. Non si può parlare perché questo determinerebbe automaticamente... implicherebbe la necessità di doversi esporre alle proprie responsabilità. Io Signor Presidente sto quasi per concludere ma in qualche processo difficile, indiziario di Corte di Assise anch’io spesso mi sono avvalso di illustri penalisti, in particolare lo voglio dire per una mia riconoscenza personale, ho sempre apprezzato gli insegnamenti dei penalisti napoletani e mi permetto di ricordare a me stesso un insegnamento che è sempre stato fulgido nella stella delle Corti di Assise, la parola di Leopoldo Tarantini, di Enrico Pessina, di Gaetano Manfredi, di Giovanni Porzio, di Alfredo di Marsico, di tutta la scuola penalistica napoletana vedo una stella polare, una bussola e un faro che si traduceva in una regola aurea per la comprensione dei fatti, sappiate Giudici che fra le ipotesi quella che tutto spiega è la vera. Ed ora Signor Presidente vado a trattare l’ultimo degli aspetti ai quali debbo replicare, mancato risarcimento del danno e scuse, forse per stanchezza, forse dopo quell’arringa da maratoneta il collega Dalla Vedova si è spericolato nel dire che il mio assistito aveva ricevuto il (inc.) risarcimento del danno dallo Stato, allora io ho necessità, capisco che questa è la parte veramente alla quale comunque non mi posso sottrarre Signor Presidente perché siamo costituiti Parte Civile e quindi devo semplicemente fare una illustrazione di un minuto, l’esercizio dell’azione civile nel processo penale ha natura fondamente finalità differenti rispetto all’istituto della riparazione per ingiusta detenzione regolato e disciplinato dall’articolo 314 Codice di Procedura Penale legittimato a costituirsi Parte Civile nel processo penale e ai sensi dell’articolo 74 c.p.p. il soggetto al quale il reato ha recato danno ciò significa che la Parte Civile ha il diritto di conseguire e di integrare il risarcimento di tutti i danni derivanti dal reato mentre l’autore del reato è obbligato a esercitare il risarcimento degli stessi quali conseguenze del suo illecito agire, viceversa in base all’articolo 314 c.p.p. chi è stato prosciolto con Sentenza irrevocabile per non aver commesso il fatto ha diritto ad un’equa riparazione per la custodia cautelare subita qualora non vi abbia dato o concorso (inc.) per dolo o colpa grave. Sono titoli causali del tutto diversi, l’indennizzo per detenzione per ingiusta detenzione nulla ha a che vedere con il titolo della causale del risarcimento del danno per essersi costituito Parte Civile rispetto all’imputazione di calunnia quale persona offesa dal reato e ci tengo e ho fatto questa precisazione semplicemente per sottolineare un dato, Signor Presidente Patrick ad oggi non ha avuto alcun ristorio, non ha avuto alcun indennizzo, alcun risarcimento, per quanto riguarda il provvedimento emesso dalla Corte di Appello che lo ha riconosciuto titolare di questa aspettativa ma nella quale Patrick non ha condiviso il merito dell’indennizzo Patrick ha proposto ricorso in Cassazione e siamo in attesa che il Supremo Collegio definisca la vicenda, per quanto riguarda questo aspetto che nulla ha a che vedere con il ristorio risarcimento che oggi qui pretende e reclama, scuse, le scuse... Presidente le scuse... vede le scuse Signor Presidente sono un dato che incide ed è fondamentale, ed allora io quando ho chiesto su quello scranno alla signorina Amanda se aveva fatto le scuse a Patrick Amanda ha detto: “no” non ha fatto le scuse, ad oggi non ci sono scuse da parte di Amanda nei confronti di Patrick Dija Lumumba e in questi termini si è espressa anche la madre Edda Mellas, sentita sul punto non ha mai parlato con Patrick, sono ben 45 udienze che ci vediamo qua dentro Signor Presidente, certo agli occhi di Amanda e di sua madre Edda Mellas questa vittima designata questo agnello sacrificale, questo capro espiatoria che si chiama Patrick Dija Lumumba non è stato degno di uno sguardo, di una parola che segnassero pentimento, rimorso e ravvedimento per l’infamia che ha sporcato la sua vita, Patrick Dija Lumumba e con lui questa Difesa urla con forza tutta la sua indignazione, vergogna, e vado veramente a concludere Presidente prendendo da voi commiato rinunzio ad ogni artifizio oratorio, ad ogni vivacità di immagini, ad ogni citazione perché io qui rappresento l’Accusa privata e la parola dell’accusatore deve essere semplice e austera portando nello sguardo l’intensità di tutto lo strazio sofferto, di tutto il dolore patito Patrick Dija Lumumba vi addita la calunniatrice e vi dice: “rendete giustizia” e voi giustizia renderete ne sono certo e dovrete capire implacabilmente perché implacabilmente Amanda Knox ha calunniato. Grazie Signor Presidente ho finito.
GCM:
La Parte Civile nell’ordine dei familiari di Meredith Kercher, prego l’Avvocato Perna.



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