Carlo Dalla Vedova's Massei Trial Closing Arguments in Defense of Amanda Knox

From The Murder of Meredith Kercher
Jump to: navigation, search
Key to abbreviations
GCM Giancarlo Massei Judge Presidente
CDV Carlo Dalla Vedova Knox defense lawyer Avvocato
GCM:
Possiamo iniziare, l’odierna udienza fissata per la prosecuzione della discussione, previsto per oggi l’intervento della Difesa di Amanda Knox, chi vuole prendere la parola dei due Difensori è invitato a farlo, Avvocato Dalla Vedova, prego.
CDV:
Grazie Presidente e buongiorno a tutti. Signor Presidente e Giudice a Latere, Signori e Signore della Corte Giudici popolari, Pubblico Ministero, colleghi di Parte Civile e colleghi della Difesa Sollecito Signori e Signori, è con piacere che inizio questa presentazione quest’oggi, un piacere sincero che mi deriva dal fatto che questo accertamento è un processo particolare, ci ha coinvolto in maniera totale non solo per la materia importante per i rilievi che possono uscir fuori da questo processo ma soprattutto per l’attenzione che questo processo ha avuto, decisamente un processo anormale, questo Difensore unitamente al collega credo che possiamo dire di essere stati privilegiati e onorati di aver fatto parte di questo processo nel bene e nel male e davanti alle incertezze che si sono dimostrate durante la fase del dibattimento per quello che riguarda la posizione dell’Accusa che andremo ad analizzare nel dettaglio dal punto di vista tecnico giuridico ritengo anche in virtù di ciò che è stato detto nei giorni scorsi necessario fare una serie di premesse, cercherò di farle estremamente coincise perché non sono decisamente collegate, direttamente collegate con il tema della Difesa. Dicevo un processo che a modo di vedere di questa Difesa si è già svolto, un processo al di fuori di queste aule, è un processo che ha avuto una decisione veloce forse troppo veloce e soprattutto in una sede non appropriata, noi riteniamo che sedes materie è un principio cardine di qualsiasi attività della nostra società soprattutto quando si parla di giustizia, soprattutto quando si parla di (inc.), sedes materia vuol dire che c’è una sede per ogni materia e solo e soltanto i Tribunali sono delegati a discutere di questioni giudiziali. Abbiamo imparato a gestire questo problema, abbiamo avuto pressioni infinite come voi potete immaginare forse molto più di qualsiasi altra parte di questo processo in virtù del fatto che noi tra virgolette siamo la parte protagonista nostro malgrado e soprattutto siamo la parte internazionale. Questo deve essere secondo chi vi parla un invito a riflettere su quelli che sono gli atteggiamenti corretti che bisogna mantenere quando c’è un processo di questo tipo soprattutto davanti a elementi importanti come quelli del dolore e deve essere allo stesso tempo un monito perché non ci sia un imbarbarimento, un affievolimento, un inquinamento di quelli che sono i principi cardini del nostro processo, noi riteniamo soprattutto nelle fasi delle indagini che tutto questo sia stato in parte non corretto, non rispettato ma allo stesso tempo abbiamo affrontato con serenità questo processo sul presupposto che la verità è quella che alla fine trionfa nella giustizia e la veritas non quam perit, la si può nascondere la verità, la si può sottacere, la si può mettere da parte ma non quam perit prima o poi viene fuori e noi abbiamo aspettato con pazienza questo momento, Amanda Knox soprattutto in custodia cautelare, in attesa di una risoluzione del suo problema con grande coraggio e con grande determinazione nell’affrontare tutte quelle che sono state le posizioni che sono state negative riferite a lei in questo processo, un qualcosa che nessuno ha voluto, stupisce il riferimento del Pubblico Ministero agli attacchi e alla denigrazione del nostro sistema stato, dei continui acrimoniosi tentativi di denigrare il P.M., della Polizia, della Corte, Signori della Corte il P.M. è cascato in una trappola, ma voi avete idea di quanti questi tentativi noi abbiamo ricevuto, noi come Difensori della Knox e siamo stati lontani dall’accettare contraddittorio da persone che non erano competenti, da persone che avevano solo e soltanto l’interesse di ottenere un po’ di visibilità. Ma come facciamo a non vedere tutto questo oggi alla luce del dibattimento, vi invito a riflettere sull’importanza del processo, noi abbiamo iniziato il 16 gennaio del 2009, questo è l’oggetto della vostra analisi, tutto quello che è successo dal 16 gennaio e tutto quello che è successo prima fa parte di una precedente procedura, io ritengo che il tentativo di portare l’attenzione su argomenti esterni rispetto al processo soprattutto in fase conclusiva dimostra da una parte una incertezza da parte di chi ha proposto questi argomenti perché spostano il focus sul nostro problema, il nostro problema è accertare la responsabilità di Amanda Knox, noi dobbiamo difenderla, l’Accusa deve presentare gli argomenti a contrario e voi dovete decidere soltanto questo, cosa c’entrano i complotti, cosa c’entrano i clan e soprattutto davanti a una tragedia come quella che ha vissuto la famiglia di Meredith Kercher per la scomparsa della ragazza, un omicidio che rimarrà sempre inspiegabile nonostante i tentativi di dare delle ragioni, dei moventi, è un qualcosa che ha stravolto la vita di questa città, ha stravolto la vita di tutti quelli che hanno lavorato a questo processo e soprattutto ritengo un processo che è stato caratterizzato dal dolore, non ha portato nulla questo processo se non dolore a tutti, qualcuno forse pensa di aver ottenuto un guadagno per qualche copia di giornale venduto in più ma i protagonisti di questo processo hanno tutti a loro modo subito un grande dolore, non credo che il dolore abbia la possibilità di essere pesato è più dolore questo o più dolore quell’altro, nella vita ci passeremo tutti, ci passiamo, ci siamo già passati sappiamo cosa vuol dire, però bisogna avere rispetto per le persone che sono in questa posizione, le famiglie di entrambi gli imputati oggi sono state oggetto di... in questa fase finale dopo che siamo stati in attesa di giudizio, silenti, rispettosi delle regole, sono stati oggetto di riferimenti che ritengo abbiano aumentato questo dolore ingiustamente. In più una considerazione generale per chi ama la giustizia come il sottoscritto, io penso che non sono solo in questa stanza, ho avuto il privilegio di confrontarmi con gente di altissima qualità in questo processo lo dico con sincerità e ritengo che per il bene del nostro sistema, per il bene della giustizia non solo per quello che sta accadendo in questo processo sia assolutamente necessario che dall’esempio del processo di Perugia ci siano delle riflessioni. Il dolore comporta un atteggiamento per chi crede e per chi non crede e che comunque sicuramente è più giusto che si concentra in una definizione molto chiara, stendere un velo pietoso come è stato fatto su Gesù Cristo dopo la fustigazione sulla croce, stendere un velo pietoso, ma perché questo processo invece ha avuto un riflesso del tutto diverso e di nuovo per usare un’espressione molto precisa sono stati accesi le luci della ribalta, sono state accese le luci della ribalta, i fuochi di artificio, qualsiasi argomento diventava motivo di speculazione, io credo che oltre a non essere un atteggiamento rispettoso di tutti quelli che hanno subito il dolore in questo processo sia stata anche una distorsione del nostro sistema, un sistema quello della giustizia della quale io faccio parte come Avvocato e che voglio proteggere e difendere e che non voglio che si imbarbarisca, non mi riferisco all’esperienza solo di questo mi riferisco a quello che è successo negli ultimi 3 anni nei grossi processi in Italia, tutto quello che sta succedendo oggi contemporaneamente in altri importanti processi, bisogna che la funzione... mi rendo conto che sto affrontando un argomento un po’ generale ma in premessa me lo dovete concedere. La funzione della giustizia è quella di garantire che cosa? La spettacolarizzazione delle tragedie, di garantire l’accertamento della verità attraverso canali non ufficiali, la sostituzione dei poteri costituzionali che sono stati dati all’organo della Magistratura per quello che riguarda le indagini, per quello che riguarda la raccolta dei documenti, per quello che riguarda la ricerca delle prove, tutto questo deve essere fermamente combattuto per chi crede nel sistema democratico perché altrimenti andiamo ad intaccare uno dei cardini del nostro sistema stato e spetta a tutti noi farlo, ovviamente mi rivolgo più ai Giudici togati in questo momento. Io credo che su queste premesse bisogna analizzare la cronologia di questo processo innanzi tutto, un processo che è iniziato secondo noi su un elemento fallace cioè l’idea che il 5 e il 6 fosse successo un qualcosa di risolutivo, si parte dal presupposto che questo processo era finito la mattina del 6, caso chiuso vi ricordate il clamore che è stato dato a questo, la grande riconoscenza che è stata fatta a tutti coloro che avevano finalmente in tempi brevi dato una risposta forte a un caso forte. Oggi sono passati due anni, due anni e un mese dalla morte, primo dicembre oggi, ma vi sembra ancora possibile considerare quella posizione come un caso chiuso, come un caso risolto, noi su questo batteremo, abbiamo battuto in dibattimento per noi questo processo è stato costruito su delle fondamenta che erano deboli, delle fondamenta che sono state forse costruite anche con motivi a giustificazione e lo vedremo più in là e quindi non è un tentativo di denigrare, di criminalizzare chi ha preso certe decisioni, noi siamo ben lontani da tutto questo personalismo Signori Giudici, noi riteniamo che il processo sia fra persone indipendenti e autonome, non abbiamo mai fatto riferimento mi è dispiaciuto sentire alcune considerazioni nei confronti dei consulenti, ritengo che ognuno sia libero di pensarla come vuole però davanti a un Giudice quando si fa... o meglio si celebra un giudizio bisogna che tutti abbiano un rispetto formale di quelli che sono i ruoli e se non si è d’accordo con le conclusioni di una persona, di un consulente, di un tecnico basta dirlo non c’è bisogno di attaccare la persona. Noi in particolare ritengo siamo stati assistiti in maniera perfetta dai nostri consulenti i quali con molta capacità conoscitiva della materia e modestia sono venuti qui da voi a cercare di fare cosa? A cercare di contrastare, contrastare cosa? L’Accusa, questo è quello che facciamo noi, non è una gara a chi vince qualche cosa, non è una rissa dove si fa a botte e chi rimane in piedi ha vinto o è il più forte qui c’è di mezzo la giustizia, la coscienza che una persona ha nel prendere una decisione che quella è la cosa giusta e noi questo riteniamo oggi sia vicino alla dirittura di arrivo, questo è un processo ripeto iniziato in maniera veloce, apparentemente concluso ma che poi ha avuto un’evoluzione nel tempo, sono cambiate le cose, quel prospetto, quella grande accusa così presentata piano piano è caduta, sono spariti i super testimoni, sono entrati fuori elementi scientifici che sembrano veri non veri, poi lo analizzeremo, sono arrivati testimoni successivi che sono andati a coprire dei vuoti, dei buchi nell’impianto accusatorio tutto fatto con un filo bianco quasi a dover seguire per forza quella prospettiva. Io credo che non sia corretto tutto questo, credo che si possa citare... ho trovato due frasi che mi sembrano appropriate e calzanti, una è di uno scrittore del 700 Nicola Stenchanfort (o simile) questo è un processo che è iniziato in una certa direzione e ha continuato per forza in quella direzione, non si poteva cambiare bisognava andare avanti, no è un concorso loro c’erano, il festino sessuale, adesso l’odio, però non si può cambiare, non si può pensare a un’altra soluzione quella è la soluzione, questo scrittore mi sembra appropriato dice “che spesso si lascia in pace chi ha appiccato l’incendio e si castiga chi ne ha dato l’allarme” Amanda Knox e Sollecito erano tutti e due lì quella mattina, hanno dato l’allarme e sappiamo chi ha appiccato l’incendio, c’è una Sentenza di questo Stato che ha condannato una persona per questo reato, io non voglio se non portare alla vostra attenzione i dati oggettivi, cercherò di evitare i commenti se non quando appunto strettamente necessari, ma questo è un dato oggettivo oggi a distanza nel novembre 2007 nel 2009 esiste una situazione diversa, esiste una situazione che ci permette di rivedere la posizione degli attuali imputati e soprattutto di entrare in quello che è il travaglio come dicevamo ieri, lo abbiamo sentito, che credo sia utile per tutti non solo in fase di una importante decisione come questa ma nella vita in genere che è il dubbio, non si può vivere senza dubbi, oggi c’è un dubbio su questo processo, ci sono una serie di dubbi su quello che è stato presentato e c’è una ragazza giovane che è in attesa di giudizio. Questo tentativo di mantenere per forza una prospettiva presentata su presupposti fallaci perché quello che è successo il 5 e 6 è stato analizzato nei dettagli, per noi è fallace lo dico e lo ripeto, lo ripeterò fino all’infinito, è un po’ quello che anche Frederick Nietzsche ha analizzato, ha detto “che in certe situazioni quando si è davanti alla obiettività e ad elementi certi la più perversa maniera di nuocere a una causa è difenderla con argomenti errati a bell’apposta” questo è un po’ l’impressione di questo processo, voglio aggiungere che è incredibile per chi è in diritto, chi agisce in questo settore non vedere l’incredibile evoluzione dei fatti che hanno portato al fermo di Amanda Knox, non li voglio ripetere Presidente li abbiamo analizzati, li abbiamo visti anche gli ultimi giorni però una cosa è successa quel giorno e una specie di partita è stata, una specie di gara che bisognava trovare una soluzione, bisognava investigare, bisognava sentire Amanda perché la mattina dopo arrivava la madre, poi diventava tardi, erano già state fatte una serie di attività e si arriva a che cosa? Un atto incredibile che è la notifica del fermo, una partita è stata quella secondo me in quel momento in parte giustificata c’era l’euforia, c’era la necessità, c’era la stanchezza da parte di chi agisce, c’è... una partita dicevo però che è finita immediatamente, si è conclusa immediatamente, il risultato sapete qual era? 36 a 1, 36 firme ci sono sull’atto di fermo, dall’altra parte c’è Amanda da sola. Oggi noi siamo qua, siamo onorati come dicevo cercheremo signori di darvi il massimo conforto su quella che è la nostra posizione poi lasceremo ovviamente che voi prendiate la vostra decisione. Voglio anche riportare un pensiero su come in certe situazioni sempre riferendomi alla nostra interpretazione dell’origine di questo processo, i giorni 2, 3, 4, 5 e 6 Alberoni che è un noto sociologo che da anni scrive su un noto giornale riporta secondo me delle riflessioni importanti e parla della sensazione collettiva in parte l’abbiamo ascoltata anche da Caltagirone che ci ha spiegato come in certe situazioni ci sono le suggestioni, di come una persona che esprime un’idea riesce poi ad avallarla anche se è completamente sbagliata per il sol fatto che c’è una persona accanto che te la conferma e se poi la persona accanto è tua moglie o la persona amica, un tuo collega e poi se ce n’è una seconda, se poi ce n’è una terza, ce n’è una quarta diventa la certezza tutti sono convinti, è così hai ragione vai avanti non può essere altrimenti hai ragione, il buddismo dice: “evitate i giudizi” nell’equivalente praticamente ai nostri comandamenti, penso che sia saggio evitare i giudizi, evitare i giudizi perché il luogo è fallace e non bisogna neanche aver paura di ammettere i propri errori e sbagliare fa parte dell’ordine normale delle cose, evitare i giudizi perché il giudizio è personale si interiorizza e se è sbagliato io a un certo punto sono straconvinto che invece è così, davanti... non riesco a vedere l’oggettività delle cose e il giudizio personale è quando come dice Alberoni diventa una sensazione collettiva e si riporta in maniera molto generale a situazioni di odio, di pensiero politico, di pensiero religioso, diventa una aggressività dice nei confronti di che cosa? Dell’idea che uno si fa, la devi perseguire a tutti i costi, si sono fatte le rivoluzioni, una aggressività che viene alimentata e orientata dal gruppo, dal fatto che c’è un gruppo che pensa così. Noi riteniamo odioso un nemico, un politico, un religioso, uno sportivo pensate agli stadi, perché senza rendercene conto veniamo continuamente influenzati dai discorsi degli amici, dai giornali dalla televisione e da tutto quello che guardiamo, guardate come è calzante anche questa riflessione applicata al nostro processo, l’influenza che abbiamo tutti noi avuto, noi abbiamo cercato di opporla da ciò che è stato detto, è stato fatto, è stato scritto, è stato visto in televisione soprattutto. Io ritengo che questi sono apertura delle legittime riflessioni che devono aprire la mente a quello che è il compito che siete chiamati voi Giudici oggi, a quel compito che è di rivedere gli elementi giuridico tecnici che sono stati portati, noi alla fine fatta questa premessa di carattere generale siamo qui per analizzare gli articoli della legge, gli articoli della procedura, abbiamo certamente senza fuor dubbio fatto un giusto processo in contraddittorio davanti a voi, avete ascoltato un processo vasto 100 testimoni, 45 udienze, decisamente esaustivo e pertanto oggi abbiamo tutti gli elementi per arrivare a una decisione ma la decisione deve essere scevra, deve essere lontana mille miglia da tutto quello che è stato detto e fatto e che sarà ancora detto e fatto forse anche questa sera, deve essere soltanto sui documenti, sugli atti che sono stati prodotti qui dentro e la vostra convinzione deve essere principalmente in accordo con i principi di legge. Devo pertanto fare riferimento soprattutto per i Giudici togati quelli che sono i principi che dovete applicare nel valutare gli elementi, questi Difensori hanno assunto la Difesa della imputata Amanda Knox nella piena convinzione esaurita l’assunzione delle prove della innocenza della stessa e confidiamo che tale persuasione venga confermata da questa Eccellentissima Corte. Il professo che ci ha occupato non poteva, non poteva e non ha quindi prodotto obiettivi di scontri a sostegno dell’impianto accusatorio, ricordiamo l’importanza di che cos’è l’impianto accusatorio e di come deve essere correlato con quelle che sono le prove o gli indizi, questo è certamente un processo indiziario. Sapete qual è la differenza tra il processo indiziario e prova diretta e la correlazione fra questo? Lo devo dire perché siamo davanti a una giuria popolare, non me ne vogliano coloro che conoscono la materia anche meglio di me, questa Difesa non ha nessuna pretesa dottrinaria conoscendo soprattutto la professionalità e la competenza di questa Corte, tuttavia è necessario sottolineare la natura di questo processo e le conclusioni assolutamente assolutorie a cui è pervenuta, si ritiene che la funzione del processo debba rimanere almeno come obiettivo ispiratore nei limiti dell’umanamente e legittimamente possibile la ricerca della verità, una verità che è difficile da accertare e spesso impossibile, la ricerca... una verità che è spesso impossibile. Tale principio ci appare necessario oltre per i valori di fondo di cui si ispira per mantenere un criterio di valutazione e di giudizio sulla efficacia delle norme processuali e sulla giustizia della decisione, la funzione della prova è la verifica del fatto contestato, l’onere è dell’Accusa per delega costituzionale in via esclusiva, si deve proseguire attraverso un’analisi della fattispecie per valutare gli elementi, c’è la formulazione dell’ipotesi accusatoria relativa al possibile svolgimento dei fatti di causa e c’è un controllo, un controllo dell’ipotesi accusatoria in modo da risolvere le incertezze circa i fatti e soprattutto la corrispondenza con una possibile verità. Tale controllo è a posteriori rispetto al dibattimento e viene effettuato alla luce delle prove, questo controllo lo fate voi in camera di consiglio quando vi riunite, un controllo su quello che è stato fatto per controllare i documenti, gli atti e gli elementi a vostra disposizione possono portarvi all’accertamento della verità oppure no, il principio fondamentale sul quale si basa il processo penale è che la pronuncia del Giudice debba fondarsi su prove cioè su evidenze di fatti riscontrati sia soggettivamente che obiettivamente ciò porta il giudicante dopo lo svolgimento di un equo e giusto processo a pervenire a conclusioni di assoluzione o di condanna al di là di ogni ragionevole dubbio. La dottrina interpreta in maniera diversa la forza probatoria degli elementi, attenzione questa è una parola fondamentale, la forza probatoria che va correlata con quelli che sono la cosiddetta prova diretta e quella indiziaria, c’è dottrina che dice che il processo si può fare solo quando c’è una prova diretta, è la regola generale, la regola subordinata è il processo indiziario, noi siamo in un processo indiziario perché Signori Giudice per avere una condanna ne basta una di prova, ne basta una e farò un esempio, non vi è differenza qualitativa tra i vari elementi di prova che servono a convalidare o negare la veridicità di un’ipotesi, mentre rimane essenziale che tutti i singoli elementi vengano assunti e autorizzati seguendo rigorosamente le procedure previste per la loro validità dal punto di vista del ragionamento probatorio quindi dovete collegare quello... il disposto di legge per arrivare a un ragionamento probatorio che vi può aiutare nella decisione. Nelle fasi di indagini cioè prima del 16 gennaio tutto quello che è successo concluso con il 415 bis nel giugno del 2008, l’indizio cioè che il segno di un qualcosa che può portarvi in relazione ad Amanda Knox, alla responsabilità che le viene contestata ha un valore diverso rispetto adesso, ha ragione la Difesa Sollecito che ha fatto riferimento a questo stesso argomento, a riportarlo a galla, lo so che è ben noto ma un valore orientativo delle investigazioni in quella fase e in questo senso mentre spesso non presenta alcune delle caratteristiche indicate dall’articolo 192 Codice di Procedura Penale comma 2 ha invece vitale importanza per il lavoro e la professionalità del P.M. nella fase delle indagini. Successivamente nel dibattimento gli elementi indiziari potranno avere una serie di sviluppi, gli elementi indiziari del dibattimento, pensiamo all’incredibile storia della scarpa attribuita a Sollecito e invece chiaramente oggi attribuita al Guede la out break numero 2, quello era un indizio fondamentale che in quella fase poteva essere giustificato, non mi si fraintenda quando io faccio questi riferimenti non voglio aizzare nessuno, non voglio in questa fase alimentare polemiche che proprio non hanno mai appartenuto, voglio però essere obiettivo e oggettivo, voglio dirvi quello che questa Difesa ha rilevato e quindi l’indizio poteva avere un valore nella fase precedente ma adesso diversa. Cosa può succedere in dibattimento? Può succedere che questi elementi indiziari perdano qualsiasi valore all’esito dell’analisi degli elementi oggettivi e soggettivi oppure ne potranno acquistare un diverso, del tutto diverso e inaspettato oppure potranno ancora mantenere una notevole importanza ma sempre e solo come strumento orientativo di ulteriori indagini mentre non si riuscirà mai ad acquisire nel processo sufficienti prove né di tipo diretto né di tipo indiziario che servono a convalidarne il significato ipotizzato. La vicenda giudiziaria che abbiamo vissuto ci porta a ritenere che questo processo è regolato dall’articolo 192 secondo comma e a parere di questa Difesa l’Accusa in dibattimento ha fondato le sue richieste procedurali o persino sostanziali su materiale che pur dotato di un’apparente valore indiziante, apparente/probabile, quante volte l’abbiamo sentita questa parola probabile, ma non è una parola che può trovar spazio dentro un processo ai fini di una condanna, probabile identità, probabile attribuzione, probabile sostanza ematica, è questo quello che dice la legge, il 192 leggetelo bene, questo apparente valore indiziante nel senso che questo termine è nella sua fase nelle (inc.) riferibili non ha un vero valore probatorio in dibattimento, la può avere nella fase indiziaria ma non qui. La predetta disposizione stabilisce una gradualità che deve essere tenuta presente da voi Signori della Corte per una corretta metodologia esecutiva, le disposizioni contenute nell’articolo 192 stabiliscono un vero e proprio divieto probatorio laddove come principio generale si nega che l’esistenza di un fatto possa essere desunta da indizi. Il processo in via generale deve assistito da prove, soltanto questo è il processo che vi può aiutare a una decisione di condanna, ci vogliono le prove, vuol dire cioè i riscontri obiettivi che comprovano la certezza del fatto e le sue modalità. La stessa disposizione legislativa non solo indica la prova piena come perno del processo penale ma altresì esclude in via generale l’utilizzazione di verificazione del fatto con indizi, l’esistenza di un fatto non può essere desunta da indizi a meno che non ne rivestano le tre pregnanti qualificazioni e arriviamo al nocciolo di questa presentazione. Gravità, precisione, concordanza, questo non lo dice l’Avvocato Dalla Vedova lo dice il Codice, lo dice la legge dobbiamo... voi dovete analizzare se tutto quello portato alla vostra attenzione rientra in questa descrizione legislativa, la gravità, la pertinenza con il tema decidendum... probandum, capacità dimostrativa dell’indizio, quell’elemento è veramente grave, è importante, in questo processo abbiamo avuto un’attività enorme, fatta in maniera precisa, puntuale da persone di altissimo livello però ci sono elementi che non si capiscono più oggi, cosa c’entrava la testimonianza del responsabile della lavanderia, lo abbiamo ascoltato vi ricordate? Il testimone che ha riferito che il Sollecito ha portato una camicia a lavare, cosa è successo allo Scotto di Rinaldo il testimone titolare del negozio di indumenti intimi che era così stato clamorosamente pubblicizzato nella fase degli indizi, in quella fase era grave in quel momento quell’elemento vi ricordate, “me metto in mutande facciamo hot sex” facciamo sesso sfrenato, poi ritratta qui quasi, dice che non è stato lui a dirlo, che glielo hanno detto fuori, imbarazzante quasi eppure che peso che ha avuto quell’indizio in quella fase e oggi? Dicevo prima oggi quella circostanza è sparita e così quante tante altre, piano piano arriveremo a quelle più importanti. Gravità, precisione e concordanza, i primi due elementi sono riferiti al singolo indizio, il terzo è un elemento che verrà portato al complesso degli indizi, prima ci vuole la gravità, poi la certezza che quell’indizio ha raggiunto e poi ci vuole una concordanza, una correlazione. C’è molta giurisprudenza su questo è inutile che mi rifaccio però voglio soltanto precisare le definizioni che mi sembrano applicabili o comunque le più chiare e l’articolo 192 impone una serie di valutazioni e vorrei brevemente riassumerle ricordo che in latino signom, indizio, signom così come lo ricordavano i romani vuol dire principio di indicazione dell’esistenza di un fatto, non l’esistenza di un fatto è il principio dell’indicazione dell’esistenza, se non c’è poi questa analisi dei tre requisiti non diventa mai una certezza rimane un principio. Per gravità è un concetto preciso possono essere compresi solo quelli che fanno parte, gli elementi del tema probandum perché è ovvio che certi fatti possono rappresentare un grave preciso indizio dell’esistenza di un determinato vento ed essere invece del tutto generico e poco significativo rispetto a un altro e quanti elementi ci sono in questo processo che sono invece del tutto generici, che sono frutto di suggestive rappresentazioni che non sono supportate da elementi, il criterio di gravità può essere compreso facendo riferimento al linguaggio comune, “ho avuto un incidente grave, ho una malattia grave non è un raffreddore ho un tumore, ho fatto un incidente grave, mi sono cappottato con la macchina no né un tamponamento” gravità, gravità. Precisione è il requisito complementare a quello della gravità e facendo ricorso prima di tutto anche in questo caso al significato usuale del termine precisione fa riferimento alla capacità dell’elemento probatorio in esame di indirizzare univocamente verso un fatto da provare, si parla di precisione quando ci si riferisce a una traiettoria ben orientata verso un bersaglio oppure a un pezzo di una costruzione che si adatta bene al posto assegnatogli nell’insieme di questa od anche quando si descrivono persone o meccanismi capaci di eseguire un’operazione con grande esattezza ed affidabilità, in sostanza il concetto di precisione fa riferimento a qualcosa che rispetta con esattezza il suo compito e per quanto qui ci interessa collega quello di indizio e afferma che questo deve essere non generico, certezza non generico, il DNA, i risultati del low copy number, l’accertamento del too low rientrano in questa definizione di non generico, risultati che non devono essere suscettibili di diversa interpretazione altrettanto o anche più verosimili e perciò non equivoco, Sentenza Cassazione 92 24 giugno, non suscettibile di diversa interpretazione. Credo che abbiamo avuto 13 consulenti tra le varie parti ma sull’attacco frontale o sull’attacco posteriore c’è una diversa interpretazione agli atti, è stato raggiunto quello è l’elemento della precisione su quel punto, è tutto discutibile, la compatibilità dell’arma reperto 36 anche su questo vi sentite voi di poter affermare oggi che quello è un elemento preciso oppure come ci impone la legge non lo dice l’Avvocato Dalla Vedova, voi dovete stare attenti che se c’è una diversa interpretazione quello non ha valore è un indizio, rimane quello che era prima un signom, un elemento iniziale, non è maturato, non ha raggiunto la forza di prova, bisogna non considerarlo. L’inizio per essere preciso non deve essere idoneo a prestarsi a interpretazione diversa da quella della prova del fatto ignoto da dedurre, Sentenza del ’93 Cassazione sezione quarta, il terzo requisito gravita, precisione, concordanza, quante sono le prove che sono state portate qui in processo, abbiamo sentito 100 testimoni forse, alcuni un po’ ripetitivi mi riferisco in particolare alle sette ragazze inglesi che sono apparse ripetitive perché hanno tutte riferito circostanze quasi un po’ indotte, mi riferisco soprattutto alla Sofie che è arrivata qui con un atteggiamento impostato, tipico fra l’altro dei paesi anglosassoni quando si trova in una situazione di testimonianze e quindi non è la moltitudine che fa il risultato, ci vuole la concordanza perché un indizio deve essere collegato, deve essere logicamente relazionato a quello successivo e uno più uno diventa due altrimenti l’indizio che vale zero insieme a un altro indizio che vale zero insieme ad altri cento indizi che valgono zero riportano sempre un risultato zero. La concordanza viene spesso distinta rispetto agli altri due requisiti perché mentre i primi fanno riferimento alle caratteristiche interne che ciascun indizio deve possedere la concordanza rappresenta una relazione tra una pluralità di indizi ed è anzi la prova che solo la molteplicità di indizi tra loro concordanti può portare alla conclusione positiva del ragionamento probatorio. Il requisito della concordanza sottolinea poi che la prova può dirsi raggiunta solo quando i due o più indizi convergono tutti verso un unico obiettivo che di per se ignorato diventa visibile, visibile agli occhi di tutti oggi. Qual è questa concordanza quando abbiamo addirittura sentito in fase di conclusione da parte dell’Illustrissimo Pubblico Ministero delle novità incredibili, mi riferisco al movente e mi riferisco al fatto che è Amanda che ha organizzato l’incontro fra i due ragazzi, perché il movente era diventato ormai non più plausibile quello del festino con scopo sessuale tragicamente finito in morte, diventa un movente di vendetta per odio, un tentativo che solo per il fatto che arriva alla fine del processo che non è stato introdotto nel dibattimento, che non è stato supportato in maniera logica durante il dibattimento diventa che cosa? Un elemento di debolezza dell’Accusa, non me ne voglia il Pubblico Ministero non cerco la critica, non voglio lo scontro su questi argomenti, voglio parlare a voi di queste circostanze, oggi si cambia il movente e poi la falla più grossa nell’impianto accusatorio già ribadita dal G.U.P., il G.U.P. è ottobre 2008 siamo a dicembre 2009 è un anno che non è successo niente eppure ne abbiamo fatto di udienze, eppure la ricerca di questa verità è stata fatta, già il G.U.P. aveva detto che uno degli elementi deficitarii nell’impianto accusatorio era la mancanza della prova dei due ragazzi, il Guede e il Sollecito e allora si cerca di giustificarlo con questa incredibile storia che Amanda esce da casa il pomeriggio, va in Via Ulisse Rocchi, incontra il Guede, si organizza, poi successivamente sa che il Sollecito ha cambiato il suo programma perché il Sollecito aveva un impegno con la Popovic quella sera e allora si organizza li mette in concorrenza, ma come in concorrenza si conoscevano da una settimana, lo affronteremo dopo, voglio finire sul punto di carattere legale e generale, voglio concludere anche. È evidente Signori Giudici la delicatezza del procedimento e l’attenzione che voi dovete usare nell’applicare la legge, un’attenzione massima perché siamo davanti ad un omicidio, siamo davanti a una richiesta di carcere a vita, la più severa richiesta prevista dal nostro ordinamento, è stata abolita la pena di morte in Italia, peggio della richiesta fatta dal Pubblico Ministero non esiste. Bisogna che questo procedimento sia fatto con grande serenità come è stato giustamente ieri, è assolutamente necessario, dovete seguire la legge non tutte le influenze o i vostri personalismi oppure ciò che vi viene riferito de relato, ciò che dice la legge. Gravità certezza e concordanza. Solo se c’è questa attenzione si può arrivare alle conclusioni poiché deve essere... sempre rimanere vero il procedimento logico di attenzione, per rispettare la norma e anche... ancora prima i principi della logica argomentativa che il singolo indizio deve essere un’autonoma consistenza e che solo basandosi su singoli indizi comunque gravi precisi si può poi passare all’apprezzamento unitario poiché questo costituisce un’operazione logica che presuppone la previa valutazione dell’elemento singolarmente. Si deve in sostanza evitare come è stato detto il rischio di fare una somma di più zeri, che mai, mai possono fare un’unità. Devo anche fare un riferimento brevissimo alla valutazione della prova che è stata fatta in dibattimento, la valutazione della prova è una importante distinzione all’interno del dibattimento perché permette di togliere tutti i petali, tutto ciò che è superfluo ed andare a vedere il cuore del fiore, il cuore del problema, quando si parla di un elemento probatorio bisogna stare attenti che sia effettivamente il centrale, che porti a un qualcosa di positivo, che sia un valore aggiunto all’esercizio del processo e allora vi voglio ricordare che nel dibattimento ci sono tanti elementi, troppi, alcuni suggestivi e indotti purtroppo dalla inusuale e irrituale attenzione degli osservatori di questo processo, un processo mediatico è stato definito, ma che ci stiamo a fare qua allora noi? E come mai non riusciamo a difenderci anche da queste ingerenze avvenuto a latere di questo processo giudiziale e a carico soprattutto della nostra assistita, la protagonista suo malgrado di questo, una contraddizione questo se mi permetto rispetto alle presunte ingerenze e ai complotti, ma quali complotti americani, ma quale clan americano, la famiglia Knox è schierata qui, è sempre stata presente ma la vittima è stata la Knox, che interesse avevamo noi ad alimentare questo processo mediatico, noi lo abbiamo subito più di tutti, l’hanno subito in prima persona lei che è stata oggetto di calunnie, è stata oggetto di diffamazioni, è stata oggetto di ingerenze sulla sua vita privata, l’hanno subita i genitori, noi siamo le vittime di tutto questo signori. Quale complotto, un argomento suggestivo decisamente ma contraddittorio, un processo questo mediatico purtroppo però che è inevitabile, succede dappertutto, è cominciato con O.J. Simpson in America, io faccio diritto internazionale, mi sono occupato di varie questioni anche... ho avuto la stessa esperienza in altri processi e succede in continuazione qui in Italia, guardate i giornali di oggi, guardate i giornali del 2009 non c’è un processo che non abbia un tam tam mediatico esterno e quanto certe volte tutto questo fa un danno irreversibile. Ricordo che il processo viola, il processo mediatico, il processo delegato viola degli elementi fondamentali della Costituzione, gli articoli 102 e 112 che hanno previsto una delega esclusiva alla Magistratura per l’esercizio del potere giudicante, una delega esclusiva, è come il diritto di proprietà Signori Giudici, io sono proprietario di un terreno ma se non ci metto il recinto intorno e non lo proteggo non mi posso lamentare se poi mi ci passano sopra i cacciatori, se mi trovo la persona a raccogliere il fungo, io ho un diritto esclusivo, è mia la proprietà è indiscussa, ma poi autorizzo altre persone a passare sul mio terreno perché non la proteggo e la stessa cosa la Magistratura, il processo si fa sedes materie qua dentro, la materia giudiziale si discute solo qui e noi avremmo dovuto far di più in questo processo per evitare le intromissioni, un diritto dicevo esclusivo al pare della proprietà e su questo elaborato. Pensiamo per esempio alla sostituzione dell’attività degli organi di stampa a quelli del Pubblico Ministero nella ricerca degli elementi probatori, ci sono stati testimoni che hanno detto chiaramente “io non sarei neanche venuto, ma ci sono venuto perché questo giornalista mi ha contattato” sono testimoni tardivi che sono arrivati dopo un anno, sono testimoni che sono stati scovati, le parole sono queste, stanno scritte sui giornali, sono state riportate nelle trasmissioni dove rappresentanti e osservatori si sono vantati di essere stati loro ad aver incalzato il testimone, questo non è un elemento, è un elemento viziato ab origine, una prova che ha questi elementi di entrata in un processo è pericolosa perché bisogna valutare l’attendibilità di quello che viene portato, non possiamo fidarci di tutto e di tutto e soprattutto dobbiamo proteggere la delega esclusiva, soltanto gli organi preposti possono ricercare i testimoni. La suggestione esterna che un testimone riceve da un’attenzione mediatica come quella del nostro processo crea in persone deboli e semplici circostanze che possono non corrispondere al vero, penso persone semplici la Capezzali una persona onesta ma anche lì il dubbio dell’attendibilità, lei dice che è la casa degli orrori a un certo punto, un’espressione che mi ha fatto tremare. Ma come un testimone terzo che viene in maniera tranquilla a presentare una sua ipotesi, una sua testimonianza, il fatto che era presente, che ha sentito un urlo poi conclude dicendo che era la casa degli orrori, l’ha letto sui giornali? Non si può non pensare che ha avuto un minimo di suggestione e questi sono elementi che vi devono prima di tutto, prima di valutare il contenuto della dichiarazione vi devono aiutare a capire l’attendibilità della persona, lo si insegna all’Università, prima del... in tutti i testimoni bisogna prima valutarne l’attendibilità, in questo processo c’è stata una grande influenza e l’attendibilità è un grosso lavoro che dovete fare voi. Molti di questi... Gioffredi per esempio, non si può non pensare che abbiano anche cercato un momento di visibilità, di notorietà, un processo talmente grosso, il piacere di andare in televisione, di essere fermato per strada da persone che magari appunto non avevano nulla, il Gioffredi a quel momento era disoccupato eppure a distanza di un anno anche lui si presenta e si ricorda, lo vedremo dopo il Gioffredi però in questa fase voglio essere anche preciso, voglio cercare di riportarvi su quelli che sono gli argomenti oltre ai principi generali. Purtroppo dicevo che tutto questo è tristemente accaduto in questo processo con una sorprendente tolleranza, sorprendente tolleranza da chi invece avrebbe dovuto difendere i ruoli costituzionali, noi lo abbiamo fatto nel nostro piccolo e credo unitamente al collega Ghirga si può dire che lo abbiamo fatto nella maniera che ancora oggi riteniamo la più giusto, è quello della totale indifferenza, noi abbiamo pagato tutti, tutti quelli che ci hanno contattato e voi vi potete immaginare quanta gente abbiamo avuto, esperti, consulenti, altro che scrittori, blogghisti o giornalisti, io ho avuto Avvocati, ho avuto uomini politici italiani stranieri, ho avuto gente dell’Australia, ho avuto consulenti del DNA da tutto il mondo che mi hanno scritto e noi abbiamo pagato tutti, al niente si risponde col niente, l’indifferenza, attenzione a cadere nelle trappole, ti chiamano, ti invitano, tu ci vai è finito, crei un qualche cosa che non è corretto nel processo, il processo è qua. Io oggi mi sento di parlare in libertà e lo dico con tutta franchezza perché finalmente mi sento libero da qualsiasi vincolo, oggi io qui sto facendo il mio mestiere e in più sto rispondendo al mandato che mi ha dato questa ragazza, un mandato che mi vincola al segreto, che mi vincola ai comportamenti deontologici con i rapporti con la stampa, con i rapporti con i colleghi, tutti principi che chi vi parla ritiene essere fondamentali e che ci ha permesso di arrivare in questa situazione con una grande serenità, una serenità d’animo nonostante questo maremoto nel quale siamo stati coinvolti. In realtà Signor Giudice è stato... Signori Giudici è stato un maremoto che piano piano si è acquietato secondo me, nel fare un esempio ritengo che ci sia stata un’onda anomala il giorno 5 e 6, un’onda anomala che ha travolto una ragazza acqua e sapone, non ho difficoltà Amanda è una ragazza acqua e sapone io la conosco da due anni, abbiamo visto i suoi scritti, ho visto la sua famiglia, è stata travolta da questa onda anomala, da una burrasca, tsunami, oggi dov’è quindi tsunami, io mi sento sereno, mi sento tranquillo dopo questo processo, è successo un... quello che ci aspettavamo, pezzo per pezzo sono caduti tutti gli elementi dell’Accusa, in più volevo ricordare un altro principio generale e cercherò di finire al più presto. Un cardine del nostro sistema legale, della nostra legge, un cardine che va indietro niente meno che al digesto, digesto fa parte del corpo juris civili, del 15 dicembre del ’53, 15 dicembre 533 promulgato dall’Imperatore Giustiniano il principio del dubbio in dubbio pro reo, è una locuzione latina usata in ambito legale che è stata ripresa da tutti i nostri principi di legge e la troviamo in vari articoli ma è un principio che vuol dire che nel dubbio giudica a favore del sospettato, nel dubbio giudica a favore del sospettato, questa frase indica che è meglio che è meglio che il Giudice quando non vi è certezza di colpevolezza in presenza di dubbi e assenza di certezza richieda circa la richiesta di condanna accetti il rischio di assolvere un sospettato piuttosto che condannare un innocente, questo è un principio di diritto romano anno 533. Signori della Corte di nuovo in relazione alle interferenze di coloro che hanno cercato di spostare il processo, intervenire a livello di Stato, di criticare la legge italiana questa è la migliore risposta, i nostri principi vanno indietro nell’anno 533 non c’è bisogno di dire altro la nostra storia parla da sola. Inoltre altro principio importante è quello previsto dall’articolo 533 Codice di Procedura Penale, il processo indiziario può avere mille soluzioni e comunque la decisione non può andare... deve essere deliberata al di là di ogni ragionevole dubbio, la giurisprudenza cita che la formula dell’al di là di ogni ragionevole dubbio impone di valutare tutte le situazioni in maniera obiettiva e soggettiva durante il processo e di valutarle nell’ordine naturale delle cose e della normale razionalità umana, guardate la grandezza di queste parole normale razionalità umana, la prova scientifica che è stata portata apparentemente rilevante lo dice il G.U.P. a un certo punto, in questo processo la prova scientifica è prevalente, adesso sono le circostanze... gli elementi circostanziali invece, la prova scientifica ne parleremo anche dopo ha uno spazio limitato all’interno di un processo secondo me e secondo tanti altri esperti del diritto e soprattutto secondo tanti altri sistemi giuridici e legislativi che forse in tema di utilizzo della prova scientifica hanno maggiore esperienza dell’Italia, mi riferisco all’Inghilterra e all’America e quindi hanno già affrontato la valenza della prova scientifica e il valore probatorio, il peso che questa prova può avere all’interno di un processo, lo dice la Cassazione maggio 2009 che tutto questo deve essere correlazionato all’ordine naturale delle cose e alla normale razionalità umana. I concetti di indeterminatezza, di probabilità, di possibile attribuzione sono tutti definizioni che stanno strette in un processo, ma come l’articolo 192 ci parla di gravità e certezza e poi noi ascoltiamo che è probabile che sia un’impronta, è probabile l’attribuzione, ma come costa questo deve essere tutto collegato all’ordine naturale delle cose e alla normale razionalità umana. Questa regola dell’articolo 533 impone che in condizione di condanna perché ci sono le condizioni per la condanna e qualora invece... no l’articolo 533 impone che l’imputato venga assolto quando c’è una situazione di insufficienza o contraddittorietà della prova perché c’è un ragionevole dubbio, un principio di nuovo che abbiamo internazionalizzato perché anche questo è un principio che si trova in tanti altri sistemi giuridici. In sostanza per affermare la responsabilità al di là di ogni ragionevole dubbio deve esserci la oggettiva insussistenza di dubbi soprattutto quando la prova è indiziaria e voglio ricordare di nuovo la distinzione tra la prova diretta e l’indizio, mi sembra calzante quello che ancora oggi è il maestro Carnelutti un giurista fine che fa un esempio molto chiaro, l’esempio di Carnelutti per spiegare perché l’indizio potesse ritenersi grave preciso e concordante è questo Signori della Corte, siamo nella ipotesi di un furto e viene fermato un uomo con un sacco sulle spalle che viene visto uscire da una casa dove è appena avvenuto un furto, questo è un primo indizio e viene trovata la refurtiva nel sacco, questo è un secondo indizio, è certo grave è successo un furto c’è un signore con un sacco e successivamente nel sacco si trova la refurtiva, un indizio grave preciso e concordate pertanto lui in quel caso è il responsabile del furto. La differenza con la prova diretta si avrebbe quando invece il ladro viene colto con la mano sull’argenteria dentro il salone di casa, quella è una prova diretta, anche in quel caso si deve condannare perché si è raggiunta la prova in giudizio. Io voglio anche ricordare un aspetto che è stato a cuore di questa Difesa fin dall’inizio e lo abbiamo discusso con grande supporto in fase di Cassazione e cioè il fatto che la plurietà degli indizi può riguardare sia aspetti positivi che aspetti negativi soprattutto nella fase delle indagini, cioè il Giudice ha l’obbligo di considerare anche gli elementi favorevoli rispetto alla persona che in quel momento viene sospettata, noi riteniamo che a tal proposito questa Difesa anche in questa sede deve reiterare la omissione di attività di indagine da parte del Pubblico Ministero che non ha valutato gli elementi a favore di Amanda Knox, non ne ha controllato uno, lo sapete che siamo stati noi a produrre un certificato di assenza di pendenze in Tribunale americano, non avevano neanche controllato se Amanda fosse... se avesse precedenti penali, lo abbiamo fatto noi, non c’è stata una parola sul fatto della apertura, sugli scritti, sull’onestà che traspare da tutto questo, c’è stato un indirizzo univoco e questo riteniamo è una violazione dell’obbligo che invece ha il P.M. di svolgere accertamenti su fatti e circostanze anche a favore della persona sottoposta all’indagine, un elemento che mi salta in mente in questo momento è il fatto che Amanda è rimasta a Perugia, era intercettata loro lo sapevano, non c’era affatto il pericolo di fuga, la zia lo sentiremo forse o lo leggeremo a un certo punto gli dice: “ma vuoi venire in Germania” lei era da sola, è il 4, lo dice anche il 5 e lei dice: “no io voglio rimanere qua” il 5 mattina prima che venisse fermata la notte lei è andata all’Università, lei ci teneva a Perugia lo ha scritto nel diario in carcere che lei non ha mai pensato, tutti questi elementi sono un’omissione secondo me perché la legge impone al Pubblico Ministero di fare una bilancia elementi positivi e le fonti negativi a favore e sfavore, non ce n’è uno a favore di Amanda Knox. Invece tutte queste... anche un’altra valutazione che dovete fare una volta identificati gli elementi indiziari o comunque le prove che voi ritenete importanti è quello di valutare esattamente il dato quantitativo in confronto al dato qualitativo, attenzione a non cadere nell’errore di sopravvalutare il dato quantitativo mortificando quello che è il qualitativo in quanto sovente addizionale come abbiamo detto cento debolezze probatorie non comporta un indizio certo, il risultato rimane sempre zero. La ricerca della causale del movente è un elemento fondamentale dell’omicidio, attenzione su questo accertamento, il movente qual è oggi, è cambiato troppe volte nei processi indiziari è indispensabile sul giusto e prevalente rilievo alla causale come circostanza indiziante che certa e provata potrebbe essere solo essere da sola sufficiente a giustificare una condanna, il movente, è questa la situazione oggi vi chiedo con onestà e con serenità. C’è giurisprudenza su questo punto una volta che c’è un movente chiaro si può arrivare addirittura a un elemento fondamentale appunto che si dà una specie di prevalenza ma oggi il movente è addirittura cambiato all’ultimo momento, in conclusione su questo punto Signori Giudici mi permetto di riportare una massima che mi proviene dal maestro del mio maestro un note e fine giurista che è appartenuto alla scuola partenopea, era professore all’Università di Napoli è stato autore di grandi testi di processuale e di penale, un illustre giurista, si chiama Giovanni Leone è stato il nostro Presidente della Repubblica che prima di entrare in politica è stato un noto penalista il quale ancora oggi nei suoi trattati è di una puntualità sulla importanza della prova che è attuale e la voglio leggere, mi sembra un rilievo importante che investe il costume e la civiltà, lui dice “che il Giudice deve ispirarsi a un profondo senso di umiltà di fronte all’ignoto e perciò non deve restar vittima della suggestione di voler conquistare ad ogni costo quello che egli reputa la verità specie quando sono forzati gli inesorabili limiti posti dalla conoscenza umana, occorre Signor Giudice avere il coraggio di riconoscere la povertà degli strumenti che la natura ci offre per accertare la verità rifiutando ogni criterio di approssimazione che sarebbe veramente deplorevole” specie in questo caso. Voglio iniziare purtroppo una lunga discussione ma mi rendo conto che salterò alcuni argomenti o cercherò comunque di riassumerli perché è un processo anche nella fase conclusiva e mi sembra molto elaborato e voglio analizzare quelli che sono gli elementi circostanziali che oggi sembrano essere la prova più importante, l’ufficio della Procura afferma che gli elementi cosiddetti circostanziali siano da soli sufficienti ad affermare la penale responsabilità di Amanda Knox e Raffaele Sollecito, che tali elementi circostanziali siano stati confermati nel corso di questi anni da plurimi provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria chiamata a pronunciarsi sul caso. Su questo apro una parentesi e accetto la provocazione dell’illustre collega di Parte Civile Kercher quando dice “sono intervenuti dieci Giudici che hanno già valutato” questo Signor Giudice non vi fate suggestionare da questo perché non è corretto, i dieci Giudici sono intervenuti in una fase diversa, noi stiamo facendo il processo e solo il processo è mirato all’accertamento della verità, le fasi preliminari sono diverse e poi rispondo a questa provocazione con un’altra provocazione, ricordo che di questi cinque Giudici ben cinque e se vogliamo comprendere anche il Procuratore Generale della Suprema Corte di Cassazione sezione prima con la Sentenza relatore Dottoressa Cassano primo aprile 2008, dico ben cinque di questi dieci hanno bacchettato sulle mani la Procura per quello che è stato fatto il 5 e 6, violazione del diritto di difesa, dichiarazione di inutilizzabilità dei documenti parziale o totale, una bacchettatura sulle mani nonostante poi abbiano confermato il provvedimento de libertate che è un altro discorso, la valutazione della gravità degli indizi è diversa dalla fase attuale quindi ritengo necessario aver risposto a questa provocazione anche se forse superflua. È necessario anzi tutto evidenziare come nessuno degli elementi circostanziali siano in grado di collocare Amanda e Raffaele in Via della Pergola quella notte e di comprovare la scenica dinamica del delitto descritta anche attraverso il cartone animato del Pubblico Ministero né tanto meno gli elementi circostanziali sono idonei a fondare in quelle argomentazioni di odio e di compiacimento sessuale le motivazione... movente elemento fondamentale dell’omicidio di cui ci stiamo occupando, si tratta di un punto fondamentale nella valutazione delle circostanze emerse nel corso di questo dibattimento, si avrà modo di dimostrare nel dettaglio quali sono gli elementi circostanziali che ritengono... la Procura ritiene importante. Sotto altro profilo è necessario precisare che la responsabilità dei due imputati ha trovato sì conferma nelle precedenti pronunce ma limitatamente alla misura cautelare non è stata dichiarata la responsabilità e questo deve essere molto chiaro per sgombrare il campo da qualsiasi dubbio e anche qui c’è stata una provocazione sempre dall’illustre simpatico collega di parte Kercher, Parte Civile Kercher quando dice che non è stata appellata il diniego della revoca dell’Ordinanza di custodia cautelare presentata ripeto in fase di riesame, in fase di Cassazione, davanti al G.I.P., davanti al G.U.P. in maniera strumentale perché la ritengo un’osservazione suggestiva, priva di valore giuridico e soprattutto che non trova spazio, ha detto che noi non abbiamo appellato quasi a sottolineare un qualche motivo recondito, il motivo è che per appellare, per cambiare un qualcosa ci vogliono dei motivi nuovi e sapete nell’ottobre del 2008 qual era il motivo nuovo? Stava iniziando il processo, noi a ottobre del 2008 la prima udienza di questo processo era fissata a dicembre 2008 vi ricorderete c’è stato uno spostamento, noi con serenità, non c’erano motivi nuovi abbiamo aspettato il processo nel rispetto di quello che è il sistema legale e processuale. Oggi riteniamo che il quadro così come presentato soprattutto dalla Suprema Corte e dal G.U.P. che ha recepito e cristallizzato gli elementi a date anteriori al processo, parliamo di aprile, parliamo di date precedenti, parliamo di ottobre 2008, parliamo di aprile 2008 quindi è la situazione a quel momento, oggi è un quadro sicuramente cambiato e il processo è servito proprio a questo e non possiamo paragonare la pronuncia interlocutoria a una Sentenza di condanna, attenzione sono due cose completamente diverse, se... la Procura ha fornito diversi letture degli elementi a disposizione a conferma che si tratti di dati privi di certezza, sono dati opinabili suscettibili di più diverse interpretazioni e perché ci sono tutte queste diverse letture? Questa è una domanda che bisogna porsi, perché gli elementi circostanziali cosiddetti gravi indizi sui quali è stato costruito questo processo, sul quale si è verificata l’onda anomala oggi non ci sono più, sono innumerevoli gli esempi, sono veramente tanti, noi abbiamo preparato una cartella per ogni singolo argomento non voglio spaventarvi né andrò io a leggerli tutti perché credo che comunque questo sia un processo che si sta concludendo, c’è una copertura, voglio parlare di argomenti in via generale. L’aspetto più eclatante può sicuramente definirsi nell’impronta rinvenuta nella camera da letto e che per lunghissimi mesi è stata attribuita a Raffaele Sollecito, un errore madornale, tecnicamente un errore madornale, la circostanza che non si trovasse la felpa indossata di Amanda quella sera è stata utilizzata contro Amanda, la compatibilità di questo famoso reperto 36 il coltello che oggi sembra essere in bilico, non da ultimo il comportamento di Amanda, un elemento fondamentale. Nella motivazione dell’Ordinanza del Riesame veniva annoverata tra gli indizi e ricordo il negoziante che aveva detto che i ragazzi facevano sesso selvaggio e questo serviva a mantenere l’ipotesi di un festino sessuale finito male, festino sessuale un’espressione che non sa di nulla, chiamiamola orgia perché non è stato fatto fin dall’inizio in quel momento, i due ragazzi in dibattimento il testimone Scotto di Rinaldi nell’esame del 3 aprile è venuto in realtà a smentire queste circostanze, è tuttavia necessario ripercorrere quelle che sono state l’inizio delle indagini perché ci sono degli elementi di grande rilievo, abbiamo ascoltato infatti tutti coloro che sono stati coinvolti nelle indagini e abbiamo appreso come Amanda sulla quale sono stati ingiustamente concentrati l’attenzione quale presunta protagonista di questa vicenda, è stata immediatamente dopo il delitto attenzionata, questa è la parola che troviamo nell’esame di Giobbi pagina 185 trascrizione 29 maggio 2009, attenzionata, sono andati a cercare lei e perché? Adesso lo vediamo, ce lo spiega lui, un percorso investigativo che è poi concluso, si è concluso con il decreto di fermo, 6 novembre ore mezzogiorno, si legge nella trascrizione “c’è stata tutta diciamo... io la chiamo un’indagine cognitivo comportamentale cioè un’indagine basata molto a questo punto sull’osservazione di tutti i soggetti sulle reazioni psicosomatiche che questi soggetti hanno potuto avere nell’incedere investigativo - pagina 185 - fin dalla sera stessa mi era stato comunicato una serie di atteggiamenti diversi che potevano avere... mi pare che si chiamassero Mezzetti e Laura Romanelli e invece un atteggiamento molto più moderato insomma rispetto a quello che invece ebbero all’interno della Questura il Sollecito insieme ad Amanda che sembravano un po’ meno colpiti dall’episodio, ma ripeto questo poi io ritenevo che dipendesse molto dal tipo di carattere” questi ragazzi che per forza di cose sono legati a un destino comune e quindi anche con la Difesa Sollecito abbiamo avuto tante di quelle cooperazioni, di scambio di posizioni comuni che anche in conclusione dobbiamo argomentare nei confronti di entrambi su alcune fattispecie e quindi lo farò anch’io quest’oggi quando mi riferisco al Sollecito lo faccio solo per questo motivo e quindi un’indagine partita su un’analisi del carattere per fare una valutazione comportamentale in relazione a reazioni psicosomatiche, questo è stato il motivo scatenante e vediamo di capire ma qual è questa reazione psicosomatica, poi Giobbi dice stesso “io non sono uno psicologo non conosco la materia però ho esperienza - e la vedremo e lui dice - tuttavia è una cosa che mi rimase veramente impressa per me fu importante e quando Amanda mi guardò e fece la mossa, la famosa mossa ancheggiando il bacino - esame Giobbi pagina 186 - io dico che questo tipo di atteggiamento mi consente di avere un’intuizione investigativa” la mossa l’intuizione investigativa, di andare ad attenzionare particolarmente Amanda Knox senza valutare che era una giovane straniera incensurata di vent’anni che non capiva l’italiano, che era da sola, senza genitori con una tragedia alla quale lei aveva partecipato, aveva non solo partecipato perché ha aiutato a trovarla ma ha partecipato perché era lì nell’immediatezza del ritrovamento del corpo, una tragedia, abbiamo sentito subito da Mezzetti e Filomena di come l’Amanda nel macchina appena subito dopo il ritrovamento piangesse, era disperata, il giorno dopo forse per le sue peculiari caratteristiche, una ragazza stravagante, intelligente, sincera, aperta non c’è dubbio su questo, non continuiamo con le streghe, lei forse ha avuto qualche atteggiamento stravagante ma questo atteggiamento stravagante della mossa diventa l’oggetto di indagine da parte di chi? Un’indagine psicosomatica, un’indagine di carattere... basata su atteggiamenti caratteriali, io dico “Amanda ha avuto sempre un atteggiamento che io non so come definirlo perché comunque non sono uno psicologo - Giobbi - però mi sembra un atteggiamento fuori luogo, cioè un atteggiamento (inc.) fuori luogo all’interno del fatto secondo me in altre occasioni era sbarazzina” sbarazzina, la mossa, sbarazzina, in altre occasioni, guardate qui la contraddizione il secondo elemento la certezza del 192 su questo elemento indiziario di valutazione caratteriale è stata attenzionata e guardate la contraddizione, lui a un certo punto dice: “però in altre occasioni ecco tipo un interrogatorio era disperata” Amanda lo dice il Giobbi ma sempre sensazioni particolari, la cosa che mi colpì terribilmente fu sicuramente l’episodio della mossa, dopo poi continua pagina 192, esame pagina 188, dice più volte che nei limiti di questo “era necessario soffermarsi sull’attività investigativa” e l’attività... questa correttamente è una risposta a una domanda presidenziale il quale Giobbi risponde che nei limiti di questo per quanto riguarda la sensazione che lui aveva provato, soprattutto le emozioni di attività investigativa, magari se può soffermarsi sull’attività investigativa risponde: “questa è attività investigativa, l’analisi caratteriale psicosomatica di una persona in difficoltà che allo stesso tempo risulta essere disperata, è questo l’elemento che ha iniziato l’attenzione nei confronti di Amanda” l’elemento indiziario sul quale si è detto: “vediamo se è lei la responsabile”. Occorre secondo noi che voi valutate la pericolosità di questo atteggiamento, di nuovo sono scevro, sono lontano da qualsiasi personalizzazione, non conosco il signor Giobbi, non conosco nessuno degli operanti e non è mia intenzione sollevare lo ripeto nuovamente nessuno tipo di polemica, facciamo gli Avvocati, facciamo i Giuristi siamo davanti alla Corte di Assise, occorre però che voi Signori Giudici facciate una valutazione di questo atteggiamento, è una pericolosità questa affermazione, si è realizzata un’indagine psicologica senza l’ausilio di esperti ma ciò che è più grave è che si sono raggiunte conclusioni senza considerare che si trattava di una ragazzina, non è vero, non è necessario ricorrere in questo momento a quella gran parte dell’istruttoria dibattimentale nel corso del quale si è parlato soltanto dell’atteggiamento e dei comportamenti di Amanda soprattutto in relazione alle effusioni che si scambiava con Raffaele, si erano conosciuti una settimana fa questo è un dato certo, una settimana prima, erano soli entrambi lontani da casa, Amanda lontana da casa ma lontana veramente da Seattle, andate a vedere dove sta Seattle, prendete un dizionario, se avete un computer andate su questi programmi mettete il nome Seattle c’è il mondo che fa così Google Heart questo programma che abbiamo utilizzato anche nel cartone animato, l’ho usato io, mettete Seattle il mondo fa così, sta dall’altra parte del mondo, più di dà del mondo ci sta la Nuova Zelanda, una ragazza che era da sola lontano da qualsiasi affetto, si trova davanti all’omicidio della sua compagna di casa e ha una reazione, questa reazione è stata mal interpretata. Scambia effusioni con Raffaele altro elemento che è stato considerato particolare ma soprattutto fa la ruota, a un certo punto si dice: “ma questa è l’assassina” su questi elementi, eppure... ma perché non sono stati considerati invece gli elementi a favore quando per esempio Altieri, Grande riportano con precisione che la ragazza piangesse, Altieri lo fa nel verbale del 7 febbraio, la Grande lo fa nel verbale del 7 febbraio sempre, la Romanelli dice che voleva sforzarsi di starle vicino, le amiche inglesi dice che certe volte era arrabbiata Amanda, la stessa scrive sul proprio quaderno le sue emozioni e le devo leggere, è un atto che sta... le sue emozioni contemporanee alla presenza e valutazione di Giobbi, parliamo del 2 novembre è una nota scritta in inglese estratta da un quaderno che è stata tradotta dall’interprete, è agli atti, lei in quel momento presso la Questura scrive il pomeriggio del 2 dopo poco: “io sono presso la Questura in questo momento dopo un lungo giorno di ricordi su come io sono stata la prima persona che ho trovato la casa con la mia inquilina morta e in questo momento vorrei scrivere una canzone su questo episodio, è la prima canzone che mi viene in mente di scrivere e il fatto che lo devo scrivere su una circostanza di qualcuno che è morto orribilmente senza ragione è strano quanto è torbido tutto questo - questi sono i pensieri di Amanda in quel momento, era confusa, era scioccata, pensa a scrivere una canzone e fa queste riflessioni - sto morendo di fame, sto aspettando e potrei uccidere per avere una pizza ma non mi sembra affatto una cosa precisa, Laura e Filomena sono abbastanza scocciate -fact top in inglese una parola un po’ più forte forse scocciato - e pure Raffaele io sono arrabbiata” io sono arrabbiata e qui arriva il punto, Giobbi dice che faceva la mossa, lei dice scritto comportamento A criminale, nessun criminale che commette un omicidio si mette a scrivere documenti in una fase di questo tipo, “prima avevo paura, poi ero triste, poi sono stata confusa, poi arrabbiata e ora non so, non sono in grado veramente di mettere in ordine ciò che è intorno alla mia mente”, guardate quanto sono precise e quanto sono calzanti tutte queste affermazioni con l’occhio di adesso, con l’occhio della chiusura del dibattimento e la raccolta delle prove in relazione a quanto detto Caltagirone la falsa confessione, in relazione a quello che è successo, in relazione al famoso memoriale del 6 che scrive dopo... qualche giorno dopo, lei dice: “sono confusa, non sono in grado veramente di mettere in ordine ciò che ho intorno alla mia mente, io ho visto... non ho visto il suo corpo, non ho visto il suo sangue nella stanza appena accanto alla mi - lo vedete come è colpita, una ragazza che pensa tutte queste cose in quel momento - il sangue era nel bagno, oggi io ho usato la doccia, la porta della mia casa era aperta con il vento e ora io sono senza casa e per sempre sono senza una persona che è parte della mia vita Meredith” l’odio, oggi odio, 2 novembre scrive questo “e sono sempre senza una persona che è parte della mia vita e io non so che cosa fare, non so che cosa pensare” queste le riflessioni per iscritto dell’imputata quando era attenzionata. Dicevo che queste valutazioni psicologiche conducono poi a sospettare dei ragazzi che vengono subito sottoposti a intercettazione telefonica e ambientale, non corrisponde al vero che questa circostanza è stata adottata per le altre, i ragazzi del piano di sotto e le ragazze inglesi, la metà delle ragazze inglesi delle sette sono tornate a casa il 3, sono tornate in Inghilterra il 3, i ragazzi sono stati ascoltati ma non sono stati intercettati non c’è prova di questo, c’è stata una precisa indicazione da parte di chi coordinava di andare in quella direzione, legittima ripeto, potrebbe essere stata un frutto di lavoro di gruppo come detto prima Alberoni, un gruppo che ti fomenta, che ti porta a fare delle decisioni in buona fede ma sbagliate per quello che riguarda l’accertamento della verità. Le intercettazioni sono state disposte dal primo giorno nei confronti di Amanda e Raffaele e vengono sottoposti a lunghe ore di interrogatorio, abbiamo anche una rappresentazione di questo. Le intercettazioni telefoniche ed ambientali non porteranno a niente, si protrarranno anche durante il periodo della custodia, Amanda viene intercettata nell’immediatezza, viene intercettata dopo il fermo e viene intercettata in carcere per ore e ore due volte a settimana un’ora a testa con il padre e con la madre, un lavoro enorme nella speranza di trovare qualcosa, che necessità c’era di intercettarla in carcere durante i colloqui, l’intercettazione è finita a maggio del 2008, è stata reiterata (inc.) non è una cosa unica c’era una volontà precisa, andava di tre mesi in tre mesi se non sbaglio e veniva rinnovata, un atteggiamento particolare certamente. Tutto questo è confermato da un dato certo che smentisce le attività investigative, queste telefonate non sono state trascritte, ne abbiamo avuta una trascrizione soltanto nelle ultime fasi del processo eppure di tutti quei colloqui con Amanda i suoi familiari nulla è uscito anzi se l’andassimo a leggere tutte quante ma sono ore, ci vorrebbe un altro processo, quanti elementi a favore verrebbero fuori, quanti elementi normali di banalità, di colloqui fra due persone in difficoltà la mamma e il papà da una parte a secondo e Amanda in carcere, elementi significativi che forse potrebbero aiutarci nella dichiarazione di innocenza. Cosa conduce gli investigatori alla sera del 5 novembre, la sera del 5 novembre a cercare Amanda e Raffaele in un orario così tardo, non è usuale fare un interrogatorio di notte e se non altro il motivo è... lo dice Giobbi di nuovo: “ricordo di aver detto di averli convocati insieme apposta forse per approfittare di una situazione particolare, cioè la notte, la debolezza, la stanchezza” ma non voglio pensare così, non voglio pensare così, voglio pensare invece che è stato fatto perché il giorno dopo arrivava la madre e quindi forse la prospettiva degli investigatori: “ah l’arrivo della madre si inquinano le prove” addirittura si è pensato alla fuga, la madre che veniva qui a far scappare, ma Amanda poteva farlo da sola, lo poteva fare subito, che suggestiva rappresentazione in quel momento ha avuto però questa considerazione, anche questo ritengo che sia stato un errore. Giobbi dice: “io ho dato ordini diretti all’investigatore di prenderli, io guardi me lo ricordo benissimo - dice - perché era la prima volta che effettuavo una sorta di fare due S.I.T. in modo contestuale e dissi <<andateli a prendere>>” due siti vuol dire due interrogatori insieme, la prima volta, ma l’esperienza, ma chi sta portando avanti lui decide, “io le posso dire con certezza matematica mi ricordo perfettamente di aver disposto tutta una tattica investigativa” ma guardate voi la presunzione, dice che non è psicologo, dice che ha valutato il carattere, dice che ha fatto delle valutazioni psicosomatiche, dice che poi è la sua prima volta non ha mai fatto un’ipotesi del genere però poi dice “io ricordo perfettamente” perfettamente lo sottolinea di aver disposto una tattica investigativa. Che razza di tattica investigativa è questa, la Dottoressa... la circostanza della mamma era nota agli investigatori lo afferma il teste Napoleoni ed era assolutamente necessario provvedere a un interrogatorio quella notte, per questo i due ragazzi vengono convocati e collocati in due stanze diverse con due gruppi di investigatori diversi, questa premessa ritengo sia necessaria non voglio dilungarmi sull’argomento perché ne abbiamo parlato tanto però la conclusione che perveniamo noi che senza quella notte, senza quel comportamento illegittimo e non ho difficoltà a dirlo posto in essere da chi ha operato quella sera e ripeto non lo dice l’Avvocato Dalla Vedova lo dice la Suprema Corte di Cassazione, senza quella distorsione, senza quella patologia procedimentale Amanda Knox probabilmente non sarebbe qui, Amanda Knox probabilmente avrebbe avuto una storia processuale completamente diversa e questo è il fulcro di questo processo signori, cercate di vedere come è tutto originato, è originato da questa patologia procedimentale, da una distorsione su valutazioni che sono oggi totalmente inesistenti e smentite. A questo proposito anche per portare l’attenzione su argomenti diversi (inc.) fondamentale che si debba sentire un elemento di prova acquisito e che è la telefonata che interviene quella sera tra Amanda e l’amica Filomena Romanelli, l’abbiamo ascoltata ma in questa sede vorrei ripresentarla, dunque si tratta di queste S.I.T. sono agli atti e Filomena riceve una chiamata da Amanda Knox che si trova in Questura insieme al fidanzato Raffaele Sollecito, stiamo parlando del giorno 5 novembre alle ore 22:29 quindi all’inizio di quello che poi è stata la famosa notte e vorrei farvi sentire quello che succede. Qui ci sono vari elementi, in realtà sono tre quelli importanti, ne approfitto che sta squillando il telefono, la capacità di Amanda di capire l’italiano, la capacità e la serenità di Amanda in quel momento e il rapporto con questa sua amica, cercate di riflettere mentre sentite queste parole, ripeto la capacità di comprendere l’italiano, lo stato d’animo..

Si procede all’ascolto della telefonata.

Avete ascoltato questa prima parte lei si sbaglia, call, non usa neanche la parola chiamata, lo stato d’animo è di paura, confusa? È terrorizzata “sono qui di nuovo in Questura alle dieci” e la sua amica che ascolta e poi perché chiama la sua amica a quell’ora, perché, è semplice era l’unica sua amica che aveva italiana, l’ha detto Amanda Knox varie volte lo ha detto durante il suo esame a giugno di quest’anno, diceva che ammirava Filomena, Filomena aveva un certo prestigio all’interno delle quattro ragazze, era quella che si occupava del canone e lei cosa fa in quel momento si rende conto che qualcosa di strano sta succedendo, è terrorizzata, chiama la sua amica e continuiamo a sentire.

Si procede all’ascolto della telefonata.

Stanno parlando tra due ordinarie coinquiline che hanno avuto una situazione decisamente particolare, di che cosa si preoccupano? Della casa, dell’affitto, di trovare un’altra casa, Filomena aveva già il giorno dopo fissato un appuntamento, un atteggiamento ordinario? Come si definisce questo, un atteggiamento che dimostra una simulazione, tutto quello che è stato presentato in quel momento, in quel momento, finiamo di sentire.

Si procede all’ascolto della telefonata.

Ci parlo sopra su questa parte perché dimostra che cosa? L’incapacità di comunicazione, queste due ragazze non si capivano, Filomena a un certo punto cerca di parlare inglese, lo parla abbastanza bene ma perché? Perché capisce che Amanda Knox non sa neanche l’italiano, non sa che cosa sta dicendo, questo è un rapporto ordinario fra due amiche che sono in mezzo a un cataclisma.

Si procede all’ascolto della telefonata.

Un momento una persona vuole parlare con me, sono le 22:33 stava presso la Questura, io devo per forza tornare sull’argomento delle date degli orari degli interrogatori della Knox, abbiamo preparato questo riassunto, è un po’ difficile anche per me affrontare questo argomento perché non voglio cadere nella facile contrapposizione dei luoghi... del tentativo di discriminare o cercare di utilizzare questo motivo, questo metodo di difesa come è stato definito in prima udienza mi sembra, il tipico metodo della difesa che non ha argomenti è quello di attaccare gli inquirenti e di denigrarli, noi non facciamo questo, io così come è stato detto anche ieri in maniera puntuale la collega della Difesa Sollecito... voglio che voi facciate le valutazioni ma non sulle persone dovete valutare quello che è successo e questo è un fatto, io ho raccolto grazie anche all’aiuto dei collaboratori tutto quello che è la storia di Amanda nei giorni 2, 3, 4, 5 e 6 novembre e abbiamo raccolto in base agli orari e alle S.I.T. che ci sono perché ci sono anche se alcune sono S.I.T. di apertura non c’è mai l’orario di chiusura e possiamo vedere come il primo giorno 12 ore è stata a disposizione, il 3 è stata a disposizione 8 ore, il 4 è stata a disposizione... era domenica, il 4 è quando ritorna in casa che si sente male, che ha questo quasi svenimento che diventa un pallore, c’è un testimone che lo racconta, altre 12 ore e questa telefonata con la cugina Dorothy risulta che lei dice la mattina del 5 quando stava andando all’università “io ieri sera ho finito alle nove di sera” e nella prima telefonata con Dorothy sempre riferita al giorno 4 la domenica dice: “devo andare alla Polizia” erano le 9:00 della mattina, è stata tutto il giorno del 4 di nuovo a disposizione e poi cominciamo il 5 e il 6 alle ore dieci di sera della notte del 5, un interrogatorio che poi si conclude la mattina successiva, io ho calcolato 53 ore e 45 minuti in 5 giorni, è stata sentita 53 ore e 45 minuti. E’ importante il teste Colantone, il quale che parla dell’atteggiamento, sempre questo atteggiamento così strano e dice che quando è stata sentita verso le 3:00 di notte negli uffici... ci stiamo riferendo al verbale... dunque sta parlando del 4 novembre e riferisce che appunto era stata sentita Amanda verso le 3:00 negli uffici della squadra mobile quindi siamo nel pomeriggio della domenica, “poi abbiamo finito e lei è stata fatta accomodare in una stanza di attesa e a un certo punto mi sono allontanata e sono ritornata in questa saletta e a quel punto ho capito che questa ragazza era veramente provata, stremata, era stanca perché praticamente l’ho trovata, era appoggiata sulla sedia con il capo reclinato verso il muro bianca in volto con gli occhi chiusi, bianca, sono stata colpita enormemente da questo pallore e ho capito che questa ragazza stava male” questo la Colantone nell’esame del 13 maggio... 13 marzo 2009 a pagina 88 e insiste, dice, precisa, “preciso che oltre al pallore del viso e del collo ho visto... ho capito che la ragazza stava male, mi sono avvicinata e le ho chiesto <<Amanda come stai? Stai bene?>> e lei a quel punto si è un po’ ripresa e si è ricomposta anche nella posizione, nella postura e mi ha detto: <<sì non ho dormito, non ho mangiato, questa mattina mi sono venute anche le mestruazioni e sono stremata>>. Una precisazione sul fatto che quella mattina il 4 sono state portate insieme anche Laura e Filomena, Amanda però da sola è andata, sempre contornata da Ispettori, mai con qualcuno che le potesse dare un aiuto, una ragazza di vent’anni è chiaro che in una situazione del genere in grande difficoltà avrebbe apprezzato l’aiuto di qualcuno e quel qualcuno in realtà non c’era se non il Raffaele Sollecito. Amanda quando rientra in casa il giorno del 4 crolla nel vedere i coltelli, si sente male, rimane bloccata, fredda, glaciale, forse esattamente come quando ha visto i filmati terribili con le fotografia della vittima qui in dibattimento oppure quando ha cercato di non vedere il cartone proprio per la caratteristica sua personale secondo me di una ragazza acqua e sapone, semplice che davanti alle tragedie non riesce neanche a vedere le fotografie, una reazione che io definisco normale, assolutamente normale e invece è stata mal interpretata. La Zugarini insiste sempre sul comportamento la sera del 5 dice che era strano che Amanda si fosse presentata in Questura con Raffaele, venne ritenuto un motivo di sospetto ma nessuno penso, nessuno pensò che Amanda stava da sola a casa alle dieci di sera, che il giorno prima il 4 era in questa condizione, era pallida si sentiva male, sentiremo poi dalle amiche lo avete sentito anche le inglesi, lo abbiamo sentito dalla madre Edda Mellas che Amanda aveva paura di stare da sola, era stata appena commesso un omicidio nella sua casa, c’è una telefonata con il patrigno Chris Mellas che da persona saggia gli dice... è agli atti, gli dice: “guarda stai attenta che l’assassino è ancora in giro, stai attenta” e lei si spaventa, non vuole stare da sola, ecco perché va in Questura eppure questo atteggiamento viene ribaltato. Si dice che inizia un rapporto, un colloquio con l’Ispettrice Ficarra, questa ultima ebbe dapprima una chiacchierata informale circa le frequentazioni della casa, in questa chiacchierata informale Amanda che secondo noi è la prova della sua ingenuità confidò alla Ficarra che diversamente da quanto affermato nei verbali precedenti lei aveva fumato qualche volta l’hashish, comportamento strano da dire in Questura a un funzionario e poi cerca di ricordare, di aiutare e cerca di ricordare che cosa ogni singola persona conosciuta da Meredith, non soltanto coloro che hanno frequentato l’appartamento ma anche coloro che hanno avuto una presenza sporadica e parla a un certo punto di un ragazzo sudafricano che gioca a basket con i ragazzi di sotto, questo ragazzo è Rudy Guede ma in quell’occasione Amanda Knox neanche si ricorda il nome, ve lo faccio vedere, annotazione del 6 novembre, annotazione del 6 novembre quindi in realtà è successiva dove alla domanda della Ficarra risponde che vi erano vari ragazzi Peter, Patrick, Arda, Duve, Spiros, Shaggy e alla fine dice: “riferiva infine - riferiva Amanda - infine di un altro ragazzo sudafricano di colore basso che gioca a basket nel campo di Piazza Grimana il quale avrebbe in occasione frequentato la casa dei ragazzi vicini di casa, Giacomo, Stefano, Riccardo e Marco e in quelle occasioni era anche presente Meredith, cioè Amanda a un certo punto riferisce del Guede per chi vuole interpretare e capire meglio il rapporto ma non si ricorda il nome, un ragazzo sudafricano viene definito e torniamo la sera, secondo il racconto della Ficarra nonostante Amanda comprendesse e parlasse sufficientemente la lingua italiana venne chiamata un’interprete e sottolinea per pignoleria, ma come pignoleria, è una cittadina straniera, è necessario l’interprete, è obbligatorio l’interprete, come per pignoleria? Esame Ficarra 28 febbraio 2009 pagina 63 e su questo non voglio continuare sulla sera del 5 e 6, soltanto per fare un’annotazione, perché se era così importante quella sera non abbiamo altri riscontri che non quei due verbali, il verbale di sommarie e le spontanee dichiarazioni, fatti in maniera poco chiara, poco certa perché c’è un orario di apertura ma non c’è un orario di chiusura, perché non è stata videoregistrata se era così fondamentale la dichiarazione di Amanda, il coinvolgimento di Patrick Lumumba a seguito del cellulare, al seguito... se tutto questo era di fondamentale importanza investigativa perché non è stata fatta una registrazione delle parole di Amanda quella sera o il video, oggi giorno basta un cellulare come questo, basta un cellulare come questo si spinge un bottone e si fa la registrazione, ecco fatto la prova ha detto quelle parole, ha veramente dichiarato quelle parole, oggi tutto questo sembra certo a voi o è frutto soltanto di un verbale dichiarato inutilizzabile e non più assolutamente certo secondo noi. Voglio ricordare a questo proposito e chiudo, poi faccio la... chiedo cinque minuti di sosta Presidente per tutti, che l’importanza di queste dichiarazioni è confermata da una circostanza notoria e cioè il caso avvenuto a Roma al parco della Caffarella quest’anno a febbraio del 2009, anche lì si trattava del tentativo di violenza nei confronti di una ragazza, nell’immediatezza sono stati fermati due rumeni, un caso che ha appassionato l’opinione pubblica tra virgolette, i rumeni li ricordo erano faccia d’angelo e faccia da pugile, il faccia d’angelo era il biondino, cosa è successo lì? Gli operanti sempre senza assistenza di Avvocati in quell’occasione hanno videoregistrato, anche lì era di notte c’è stato una specie di interrogatorio, sono stati messi... il biondino è stato chiesto: “vuoi rispondere?” e lui dice: “no non voglio rispondere” poi ci sono delle parole che si sentono, c’erano due investigatori rumeni perché la persona era straniera non aveva Avvocato, non aveva Avvocato non aveva traduttore però c’erano due colleghi rumeni che facevano da interprete, poi cambia idea, comincia a dire: “basta va be’ rispondo” e si vede nel video che gli investigatori chiedono: “ma allora c’era alla Caffarella, c’eri alla Caffarella?” la Caffarella è un parco enorme a Roma molto selvaggio, ci sono zone molto buie e lui dice: “sì” la gente ci va a dormire, la gente senza dimora spesso ci dorme “ero lì quella sera” “ah sì c’eri eri lì? - si sente questo - allora c’eri confermi?” “sì confermo” “e allora hai visto, hai visto i ragazzi? Hai visto la ragazza?” “ma io ho visto dei ragazzi” questa era la confessione, questa ha avuto un peso enorme, vi ricorderete l’enorme reazione che è stata fatta a seguito di questo, sono state fatte delle ronde contro i rumeni a Roma, il Ministro Frattini il Ministro degli Affari Esteri è dovuto andare in Romania per recuperare un minimo di armonia fra i due paesi, una bomba e cosa è successo oggi di questo? I due ragazzi hanno avuto poi l’accertamento del DNA e sono stati considerati estranei perché non risultava la prova scientifica nei loro confronti, non risultava eppure quella sera è successo la stessa cosa che è successo il 5 e il 6 con molte somiglianze, sono stati liberati i due ragazzi, poi i responsabili di questo tentativo sono stati assicurati alla giustizia erano altri due rumeni ma anche lì c’è stato un errore e andatevi se volete soprattutto i cultori del diritto, parlo ai colleghi, andatevi a vedere di You Tube ci sta il video è interessante, è un altro per riflettere su questi argomenti anche al di fuori di questo processo. Presidente chiedo di poter sospendere qualche minuto. Grazie.
GCM:
Quindi si sospende, l’udienza è sospesa per 5 minuti. (Sospensione). Sono le 12:16 si riprende l'udienza, si prosegue nella discussione, con l'esposizione della difesa di Amanda Knox, L'Avvocato Dalla Vedova. Faccio subito presente quando ritiene indicativamente come nelle altre giornate di discussione tra le 13:30 – le 14:00 potremmo fare la discussione, veda lei quando...
CDV:
Grazie Presidente senz'altro, mi adeguo a questo orario.
GCM:
Se gli operatori vogliono cessare dalle riprese.
CDV:
Allora Presidente riprenderei per ricollegarmi a quello che secondo noi è la patologia di questo processo e cioè notte del 5 e il 6 per collegarmi alla chiamata di Patrick Lumumba. La domanda che mi sembra importante fatta anche dal collega di Parte Civile Lumumba che è la domanda alla quale voi Giudici dovete rispondere, è perchè Amanda fa questo riferimento a Lumumba. Domanda molto giusta, ma la risposta c'è, è negli atti l'abbiamo sentita, lo fa perchè ad un certo punto in mezzo alla notte viene fuori il cellulare e a seguito del controllo del cellulare viene fuori il famoso messaggino. Lo dichiarano i vari funzionari di Polizia che hanno operato quella sera, quindi non li elenco, ma il Presidente nell'esame Zugarini 28 febbraio fa una domanda importante alla Zugarini, chiede conferma soprattutto del messaggio. “Il messaggio era sul cellulare di Amanda?” “Sì” “E gli è stato chiesto spiegazioni” la Zugarini risponde alla domanda “Che cosa è successo, che cosa avete fatto e lei risponde, la Zugarini “Gli è stato chiesto spiegazioni in merito al testo - ricordiamolo ancora una volta “Certo ci vediamo più tardi, buona sera” - gli abbiamo chiesto chi è Patrick perchè in quel momento non esisteva e Amanda ha versato alle lacrime”. Poi aggiunge “Che lei stesse piangendo sinceramente non lo so, però versava alle lacrime”. Allora a quel punto interviene l'interprete che rende diverse dichiarazioni sul punto, perchè lei dice che prima ha chiesto ad Amanda perchè non fosse andata a lavorare, lei aveva risposto che aveva ricevuto un messaggio di Patrick, ma non ricordava di aver risposto, non lo ricordava. Ed invece la stessa circostanza viene riferita dalla teste Donnino nell'esame dietro 13 marzo e lei aggiunge su questa circostanza, dice “Questa è una riprova comunque era una palese bugia” la Donnino dice “Per i funzionari a quel punto che cosa viene fuori?” e qui voglio sottolineare l'importanza di questo elemento. È chiaro che in mezzo alla notte, con tutto quello che era successo nei giorni precedenti, la stanchezza, ha necessità di dare un senso a quello che stavano facendo, il fatto che veniva fuori un messaggio con scritto “Ci vediamo dopo” aveva un certo rilievo e quindi si può capire l'attenzione che è stata data a questo elemento, ma per rispondere alla domanda perchè Amanda ha chiamato Lumumba, l'ha chiamato perchè questo messaggio le è stato ripetuto, le è stato presentato, le sono state fatte una serie di richiesta, ma perchè Amanda? Perchè? Anche la mancanza della conoscenza della lingua ritengo che in questa fase abbia avuto una rilevanza perchè in inglese abbiamo saputo che vuol dire ciao, lei Amanda nel tentativo fare una traduzione letterale dato una interpretazione totalmente diversa al messaggio “Ci vediamo dopo, ci vediamo tardi”, quello interviene la sera per cui è chiaro che nasce il sospetto. E su questo dico c'è stata una legittima attività, guai se non fosse stato considerato questo elemento al contrario, però immediatamente alcuni funzionari vanno a cercare Patrick Lumumba nel pieno della notte, risulta una contraddizione secondo me solo nella dichiarazione del dottor Chiacchiera che dice che era la mattina presto, non si ricordava se c'era la luce, se era vestito no, ed invece la Zugarini e gli altri tutti confermano che immediatamente vanno a cercare Patrick Lumumba. È chiaro, c'era un riferimento, ci vediamo più tardi, era un collegamento e nel frattempo ad Amanda si continuava a chiedere “Ma spiegami, spiegami”. Ad un certo punto la Zugarini dice “Io personalmente sono andata insieme ad altri colleghi”, ma lascerò anche che questo argomento venga sviluppato meglio anche in relazione al capo F, il capo di imputazione domani a completamento di quello che stiamo facendo oggi, però mi preme sottolineare che gli argomenti a contrario circa la mancata, il mancato ravvedimento nei confronti di Lumumba e quant'altro, l'atteggiamento... Non risulta perchè anzi nelle intercettazioni ambientali in carcere con la madre più volte Amanda Knox dice “Mi dispiace” ad un certo punto dice “Io non so come posso più rivedere Lumumba negli occhi”, questa è l'intercettazione immediatamente dopo, la seconda volta che vede la madre, oppure lo scrive nel memoriale famoso del 6, “Sono confusa, non sono affatto certa, mi dispiace per quello che è successo”. Ora tutto questo ha assunto un rilievo perchè un innocente è stato ristretto dalla libertà per circa 15 giorni, però quello che appare a questa difesa è che c'è un responsabile di questo, e non è Amanda Knox. Il fermo nei confronti di Lumumba non è stato fatto da Amanda Knox. Amanda Knox ha dato un input, un input che era fallace, oggi lo sappiamo non poteva dar credito a quello che ha detto Amanda Knox in quella maniera, in quel momento e in quella maniera. Un principio generale per operare è la massima cautela, in quel frangente c'è stata invece una massima fretta. “Ah sì, l'ha detto lei, benissimo andiamo e prendiamolo”. Sappiamo la difficoltà che ha avuto il collega di Parte Civile Lumumba nel cercare di portare elementi a sostegno del fatto che Lumumba quella sera era presso il suo pub, gli scontrini, i testimoni, il professore Svizzero, in tutta la maniera ha cercato di far rilevare che Patrick Lumumba quella sera non poteva stare a Via della Pergola, eppure la Procura ha raccolto, ha ascoltato e soltanto quando sono uscite le impronte del palmo di Guede sul cuscino ed il successivo arresto, ha provveduto alla revoca dell'ordine nei confronti di Lumumba, tutto questo alla luce di quello che abbiamo detto e in considerazione dell'elemento patologico accaduto il 5, dimostra secondo me che l'errore non può essere addebitato ad Amanda Knox. Ad colorandum di quello che sto dicendo mi spiace fare un discorso venale perchè davanti all'orrore della morte i soldi fanno proprio un ribrezzo, non mi piace parlare di soldi, però è un dato oggettivo questo, che forse voi conoscete, è notorio, è uscito su tutti i giornali, Patrick Lumumba è stato rimborsato per l'ingiusta detenzione, ma da chi è stato rimborsato? Da Amanda Knox? No. Dallo Stato? Sì. Il rimborso prevede una responsabilità, c'è già un discorso di questo tempo, c'è già qualcuno che ha detto: “Rimborsiamo a seguito di una responsabilità”, è un dato oggettivo questo. Devo passare brevemente all'ipotesi del movente per motivi di odio e di vendetta perchè abbiamo dovuto cambiare un po' la nostra impostazione perchè questo fatto è sembrato subito dal giorno 20 di questo mese una grande novità, allora abbiamo dovuto rivedere un po' tutto quello che è l'impostazione, come mai il Pubblico Ministero arriva a sostenere e quali gli elementi a sostegno di questo odio. L'odio lo conosciamo forse non tutti perchè non è un sentimento comune, c'è tanta gente che riesce a vivere senza odio per fortuna e deve essere giustificato da fatti gravi, da atteggiamenti violenti, da dichiarazioni fatte a terzi, non si può dire io odio quella persona così, perchè non pulisce il bagno oppure perchè non rispetta gli orari di pulizia della casa, questo è un fatto certo, l'hanno detto tutte le ragazze inglesi. In questa analisi non possiamo però prescindere da questo elemento che la Procura fa, ritiene essere il motivo scatenante dalla furia omicida. Amanda odia Meredith, la odiava anche perchè era una santarellina. Signor Giudice, attenzione di nuovo, questa è una trappola, santarellina, ma che parole sono queste da usare davanti ad una richiesta di ergastolo? Ci vogliono le prove, non le dichiarazioni fumose. Meredith era una santarellina. Ma chi, chi può dire questo? Ma siamo dei censori o siamo dei Giudici? Chi può fare valutazioni di carattere morale sulla presunta santità di una persona, in maniera così superficiale, in un contesto come questo, davanti ad una Corte d'Assise. C'è l'odio, spiegamelo, qual è l'elemento? Si fanno discorsi, è stata usata questa parola che francamente appare ictu oculi esattamente impropria in una..., non solo non rispetta la vittima, ma non può essere considerato un elemento di prova. Sono giudizi morali che sono stati fatti circa l'odio, giudizi morali, ma il Pubblico Ministero deve provare le prove, i giudizi morali lasciamoli a qualcun altro. Eppure questo movente oggi sembra essere il caposaldo di tutto l'impianto accusatorio, da quest'odio discendono tutte le azioni, la dinamica omicidiaria descritta dal Pubblico Ministero, il cartone animato, la ricostruzione e tutto Amanda, Amanda la protagonista, una ragazza contro un'altra ragazza, che per motivi inspiegabilmente o comunque non giustificati arriva ad uccidere. E bene, voi avete ascoltati i testimoni che si sono seduti a parlare e a descrivere i rapporti di queste due ragazze e le rispettive personalità, anche le amiche inglesi non hanno accennato a problemi di particolare genere, se non l'unica cosa si è potuta notare nelle testimonianze delle amiche inglesi è che ci fossero delle dichiarazioni, dei rapporti soltanto di convivenza, il particolare la Battervold dice che Amanda portava dei ragazzi a casa e questo dava fastidio a Meredith, oppure a domanda del Pubblico Ministero, sempre la Battervold nel suo esame, dice: “Ma però niente di particolare, ha detto solo che c'erano degli uomini” e poi insiste “Ho già della situazione del bagno, era un po' scomodo per Meredith, ne aveva parlato con noi, c'erano piccole cose che le davano fastidio” piccole cose che davano fastidio, questo è un elemento di prova, dall'altra parte c'è l'odio, dov'è la bilancia? E di nuovo Amy Frost ”C'erano piccole cose che la irritavano. Amanda normalmente non faceva i lavori di casa” “E che cosa la irritava?” il Pubblico Ministero, “Diceva che Amanda suonava la chitarra, e suonava sempre lo stesso accordo, diceva che lasciava il water del bagno sporco” “Ed altre cose?” il Pubblico Ministero incalza, vediamo c'è l'odio, deve provare l'odio. Ha detto sempre la teste Amy Frost “A volte diceva che Amanda parlava italiano sempre, mentre loro parlavano inglese”, anche questo è un elemento. Sofi Parton anche lei “Dice che avevano un buon rapporto, ma c'erano delle cose che infastidivano Meredith ma non credo che avessero molte discussioni o litigi. Meredith indicò solo qualche fastidio che aveva nei suoi confronti” e di nuovo “Le abitudini di non scaricare lo sciacquone dell'acqua” tutte cose futili, tutte cose ordinarie, chi da giovane come la persona che vi sta parlando ha avuto modo di condividere la casa con altri studenti, non si è trovato in una situazione del genere? E queste sono le situazioni che portano all'odio, all'escalation di violenza così come prospettata? Attenzione, attenzione a valutare questi elementi. Anche la Mezzetti e la Romanelli che vivevano nella stessa casa, abbiamo sentito il rapporto e la telefonata. Mezzetti dice che aveva messo delle multe per i ritardi nel rispetto del calendario relativo alla pulizia della casa, 5 Euro. Tutte circostanze che non trovano il salvagente per mantenere a galla l'ipotesi dell'odio. Crolla, affonda questa ipotesi. Interessa anche citare Stefanie Kercher, la sorella, la quale interviene in questo processo e all'esame dice, parlando della sorella, di Meredith “La casa dove viveva non gli piaceva tanto, perchè aveva una terrazza grande e aveva un panorama spettacolare”, ed allora riferito alle ragazze dice “Ridevano tantissimo, scambiavano queste risate e poi hanno riso anche sul fatto che lei cantava ad alta voce e questa cosa che cantavano ad alta voce gli dava un pochettino fastidio”, Meredith si lamentava del fatto che c'era la chitarra e che si cantava. Credo che su questo punto sarà poi necessario rivedere tutto l'impianto accusatorio perchè ripeto un omicidio senza movente è un omicidio senza un elemento fondamentale. Voglio andare più veloce, mi sembra importante anche la testimonianza delle persone che hanno conosciuto Amanda al di fuori della casa e quindi voglio citare l'Antonella Negri, esame del 14 maggio 2009 pagina 4, è la maestra, l'insegnante dove Amanda faceva il corso e lei arriva a dire, questo è attendibile, una maestra conosce benissimo la psicologia dei ragazzi, non ha nessuno interesse, si presenta, è stata sentita, questo è attendibile e guardate la puntualità, le parole, dice: “Lei era sempre puntuale, Amanda ha sempre frequentato le lezioni, era studentessa brava, veramente intelligente e diligentemente partecipava. Era presente fino all'ultimo giorno”. Anche il teste amico, anche lui attendibile ritengo per il modo in cui si è presentato, il modo in cui anche lui terzo senza interessi, non aveva sentito se non lo spirito collaborativo nel presentarsi qui, Gazio Spiridos “C'era un'amicizia con Amanda - dice – una conoscenza perchè io definisco così gli amici le persone che conosco e lei mi sembra una persona amichevole con me, anche con tutti i ragazzi che lavoravano al Coffee Break, lei era sempre sorridente, nel senso che i miei amici mi dicevano che era molto simpatica, nel senso di sì, io la vedevo come un'amica”.

Voglio anche ricordare un documento che non è stato analizzato, ma che ritengo importante, perchè mi ha colpito anche questo sia per la provenienza che per la sostanza, mi riferisco al nostro teste che purtroppo non è potuto venire, un teste che doveva venire da Seattle, di una certa età, non poteva affrontare il... Abbiamo depositato però una lettera che lui mi ha scritto per giustificare, dicendo: “Non posso venire Avvocato, però poiché lei mi aveva chiesto...”, perchè attraverso la famiglia avevamo individuato questa persona, si tratta di Rich Kisten, esiste una lettera depositata agli atti, la lettera del 28 settembre 2009, esiste una traduzione semplice, questo era il datore di lavoro, abbiamo sentito come Amanda ci tenesse a venire qui in Italia, l'abbiamo sentito da vari testi, l'abbiamo sentito da Madison Paxston, dai familiari, l'abbiamo sentito come l'impegno con il quale lei ha lavorato per mettere i soldi da parte. Questo era il suo datore di lavoro, la persona che è lontano mille miglia, cioè una persona che racconta di questo rapporto e di nuovo, tutti elementi positivi, diceva “Nonostante che il suo titolo ufficiale, cioè Amanda, fosse quello di responsabile delle vendite all'interno di una galleria d'arte a Seattle”. Lei lavora lì nel periodo precedente, mette i soldi da parte per venire qua, dice: “Era in grado di occuparsi lei facilmente di qualsiasi compito all'interno della galleria, dopo pochi giorni ho lasciato tranquillamente che rimanesse in galleria a lavorare da sola, lei ha la mia completa fiducia. Nonostante sia stata qui per solo due mesi mi è sembrata una giovane ragazza premurosa e ragionevole, dotata di grande intelligenza, era un'incredibile lavoratrice”. Questo risulta anche dalla circostanza che ha voluto continuare ad andare all'università, nonostante questa tragedia, non voleva rimanere indietro con gli studi. Voi lo sapete ma lei ha studiato anche in carcere, sta facendo gli esami attraverso un professore della sua università che ha organizzato un sistema autorizzato ovviamente dalla Corte, questo dimostra un valore del tutto antagonista rispetto all'idea di una persona che può arrivare ad uccidere per odio. Questo lo fanno i criminali, lo fanno le persone che hanno problemi mentali spesso, oppure quelli che covano un qualche motivo interno, ma questa ragazza dimostra di avere una vita serena, una vita ordinaria, una serie di coacervo di valori positivi. Io vi invito a valutarle tutte queste circostanze. Non vado avanti, ma questa lettera vale la pena leggerla. Voglio chiudere questo argomento e passare ad un altro importante elemento, questa simulazione, prevista anche questa io..., abbiamo dovuto adattare la nostra presentazione perchè questo elemento sembra essere il life motive di questo processo, di questa accusa, hanno simulato questo furto. Allora mi permetto di riportarmi a quello che è in atti, c'è stato un riferimento a questo oggetto di pietra con scalata, Gps, che io non ho difficoltà a dire, ho ripreso le fotografie che sono in atti, il collega che ha fatto, che ha simulato la salita su questa finestra e da tutta la disquisizione in sede di conclusione, il punto era che non era possibile tirare quel sasso perchè le persiane erano chiuse. Innanzitutto queste persiano sono molto deboli, sono vecchie, sono di legno, ci sono dei segni diciamo di effrazione precedenti, sono mezze rotte ed allora la mia prima reazione davanti a questa certezza che ha il Pubblico Ministero, era impossibile tirare questo sasso da fuori e quindi questo sarebbe l'elemento più sospettoso è che: ma perchè un ladro non può prima aver aperto gli scuri e poi è ritornato giù ed ha tirato il sasso? Perchè non può fare una cosa del genere? A parte che la certezza che gli scuri fossero chiusi non c'è, lo dice la Mezzetti perchè dice: “Io vado via e di solito lo chiudo”, però lei dice anche che questo quelle finestre erano aperte dal vento e poi non abbiamo la certezza sul punto e ripeto ancora anche se fosse un ladro scaltro che difficoltà aveva ad aprire gli scuri in una posizione del genere? La finestra è facilmente accessibile, ci sono dei gradini sotto, io abito a Roma, fanno i furti in appartamenti al quinto, sesto, settimo piano e riescono a portar via i televisori, non parliamo cose che sono fuori dalla realtà. Perchè anche la finestra... Io quella casa l'ho vista la prima volta e sta sotto rispetto al piano strada, ricordiamoci quand'è quella sera, era di notte, era al buio, faceva freddo, era il giorno dopo una festa, ma quanta gente ci poteva essere in giro, anche se il Pubblico Ministero cerca di dire che davanti al parcheggio c'era un via – vai, ma realisticamente faceva un freddo, non c'era nessuno, la casa sta sotto, che difficoltà aveva il ladro nell'affrontare una situazione ancora più disagevole perchè sulla parte posteriore era ancora più grossa la distanza fra la finestra e le grate sotto. Ha scelto l'ipotesi più semplice, nessuno lo poteva vedere quella sera. L'altro elemento importante usato a sostegno della simulazione sono questi famosi vetri. Per fortuna Presidente la tecnologia ci aiuta perchè alcuni degli elementi che sono stati prodotti in maniera veramente da alta professionalità dalla Procura ci permettono di ricostruire situazioni ed appunto si chiariscono i vari punti. Questo è lo sferon un utilissimo, utilissimo mezzo, guardate questa è la ricostruzione e qui si dovrebbe vedere a detta del Pubblico Ministero tutti i vetri sopra ai vestiti. Se possiamo andare a vedere prima la finestra magari, se fai uno zoom generale, partiamo dalla finestra. Questo ricordo è stato ripreso nell'immediatezza, vedete è ancora buio? Quindi era la notte o comunque la sera del 2, appena trovato il corpo, questa è la finestra come è stata trovata, nessuno l'aveva toccata immagino. Se riesci a fare uno zoom e vediamo i vetri, il vetro si vede rotto, dove ci sono le tre R e sotto sul davanzale si vedono i vetri, se poi vai giù si vedono i vetri per terra. Pieno, lì, se fai uno zoom vicino a quella borsa si riescono a vedere. Io non voglio impegnare il tempo di questa Corte anche perchè i documenti sono a vostra disposizione, ma fatelo questo esercizio perchè è inutile sentire le testimonianze di persone che si ricordano o non si ricordano. Guardiamo anche il sasso, il sasso lo si trova sulla destra, sotto questo tavolino, per cui la circostanza è quanto meno discutibile, manca la certezza di nuovo, il 192 secondo comma, la certezza di questo elemento. In più c'è un raccordo illogico con la storia di questo processo, perchè dicevo l'elemento oggettivo è la condanna del Rudy Guede oggi, voi la dovete valutare e prendere così com'è. C'è una sentenza nei suoi confronti e sappiamo, perchè l'abbiamo sentito da vari testimoni che lui era solito agire andando nelle case degli altri ed aveva dei precedenti, precedenti recentissimi, l'episodio dell'asilo di Milano è una settimana prima. L'episodio dentro lo studio degli Avvocati è un mese prima, la stessa fattispecie, sasso, vetro furto, sasso, vetro, furto. Qui si tende, tornando al processo, alla cronologia a mantenere invece una ipotesi che era pre Guede e quindi forse quando Guede viene arrestato non si poteva più cambiare, per tanti motivi, è inutile analizzarli ora, e quindi si continua a dire “No, non è possibile che lui ha la responsabilità del furto, non ha rubato”. Addirittura la circostanza viene sottolineata fortemente dal Pubblico Ministero e voglio anche ricordare che esiste un'ambientale in Questura, una delle ambientali in Questura del 4 novembre 2009 tra una voce maschile, quindi il 4 novembre erano molto probabilmente i ragazzi del piano di sotto, che fa un riferimento specifico proprio alle finestre, e questo ragazzo dice, voce maschile, erano due ragazzi che parlano, non sono identificati perchè l'intercettazione non era, presumo, di qualità sufficiente per identificare una persona, dice: “Sì, ma poi quello è calato dalla finestra, perchè?” “Finestra quale?” “Quello è calato dalla finestra di Meredith perchè la porta stava chiusa dall'interno e si sbaglia evidentemente”, poi va avanti ed ad un certo punto dice “La finestra di Meredith? Ma è quella che dà sullo spiazzetto?” cioè questa, la finestra questa qui GPS, “Ma quella che dà sullo spiazzetto”, finalmente capisco che non era la camera di Meredith, è quell'altra e lui dice: “Sì, l'ex camera di Marta”. Marta presumo sia una precedente inquilina e lui dice: “Io pure una volta sotto i fumi dell'alcol me so arrampicato e poi lì ci sono le finestrelle che se tu un attimo le chiappi, le finestrelle...” e poi la conversazione continua su altre questioni. Quindi è inutile girare intorno ad un'ipotesi assolutamente dimostrata, entrare da quella finestra era assolutamente possibile. Addirittura i funzionari che intervengono parlano dell'episodio ed oggi riconosce che questa è una contraddizione. Lo dice per esempio Profazio il quale dice: “Sì, è possibile che ci fosse ingresso più accessibile, però anche da quella era accessibile” e c'è una ulteriore deduzione è che appunto dalla strada la casa non si vede molto bene, ed è confermata da due elementi, entrambi la Polizia Postale Battistelli e Marzi e i Carabinieri lì per lì non la trovano la casa, girano a vuoto con la macchina, addirittura la pattuglia dei Carabinieri fa un giro ulteriore, perchè la casa è sotto e di notte è difficile che si vede, è facile entrare, è facile pensare di non essere sentiti o visti. E quindi Rudy, perchè non possiamo altro che collegare questi due episodi oggi, nonostante la sentenza, nonostante il valore che era comunque una sentenza non definitiva quindi va presa anche quella nella globalità e poi stupisce anche che in dibattimento l'argomento della mancata condanna oggi è considerata finale, quando è la stessa persona che avrebbe avuto l'onere di appellarla, un argomento che cozza, quanto meno fa sorprendere. Dico: deve essere Rudy Guede perchè lui le conosceva bene tutte le tecniche per entrare, le aveva già messe in esecuzione e la stessa Romanelli per esempio raccontando delle persiane accostate dice che c'era un difetto della finestra, sulle posizioni rinvenute dalla Polizia, e la Polizia Postale anche appena arriva dice che secondo loro non si trattava di furto, questo è un elemento che contrasta perchè il Battistelli non dice di aver visto nulla, non ha fatto nessuno accertamento, non dice neanche dei vetri, dice: “Non so, c'erano vetri dappertutto”, però poi conclude dicendo “Ma era chiaro che non fosse avvenuto un furto e a maggior ragione si era capito subito che non c'era un furto perchè appunto non aveva riscontrato elementi in questo senso”. Ricordiamoci però che Battistelli ha avuto un elemento di... È stata contestazione, è stato oggetto di confronto con Zaroli e la sua ragazza, su circostanze abbastanza importanti perchè ha riferito sulla questione di aver visto la porta, di essere entrato nella stanza. Vi ricordate che il Presidente ha previsto con confronto e quindi anche su questo dovete fare una riflessione sull'attendibilità. Il Battistelli è un punto importante per l'arrivo a Via della Pergola, lui dice che arriva alle 12.35 ma anche questo è un dato che alla luce di tutti gli elementi deve essere valutato come non certo, non ci sono riscontri, soprattutto nel modo in cui il Battistelli ha preso la sua deposizione. Allora su questo ritengo di aver terminato. Legato a questo dobbiamo affrontare il problema della contaminazione. No, aspetta... Scusate. Ecco, questo argomento che affronto adesso, è anche importante, cioè la presenza di più persone, si parla di concorso in omicidio, concorso in violenza sessuale, questo è un elemento che deve essere valutato e nell'affrontare il problema della presenza di più persone dobbiamo prescindere dalle valutazioni dei vari aspetti, andare a cercare ad individuare quelli che sono gli elementi obiettivi ed anche oggettivi e biologici che i vari consulenti che si sono alternati hanno presentato. Per esempio il medico che, medico legale afferma che dall'analisi del dato biologico non consente di affermare la presenza di più persone, questo lo dice Lalli nell'esame del 3 aprile 2009, a pagina 43. “Dunque io posso dire che fondamentalmente il dato biologico di base non è in grado di dare l'esame e l'analisi, il dato biologico non è in grado di dare elementi sufficienti a dare una risposta adeguata a questo quesito, quindi dire se fu una persona o se furono più d'una che parteciparono all'attività diciamo possa essere nei confronti della vittima è molto difficilmente, è impossibile indicarlo”. E questo è confermato da Bacci, il consulente Bacci il quale anche lui in maniera molto onesta dice: “Secondo quella che è la natura di queste lesioni – parlando delle lesioni, cercando di capire la possibile operatività di quello che è successo in quella stanza – è più verosimile che siano una o due persone, è una valutazione. Io devo dire che il dato biologico non consente di fare questo tipo di valutazione, di esprime un parere al riguardo nel senso che una compatibilità con tutte e due le cose è possibile, perchè una stessa persona può aver agito e colpito in più momenti nell'ambito di una sorta di colluttazione, tra virgolette chiamata, e poi ci potrebbe anche essere stato che si sono avvicendate più persone, però io dal dato biologico come dire a dirimere questo dubbio non ce la faccio”. Il concetto del professor Bacci è chiaro, laddove dovessimo ipotizzare la presenza di più persone dovremmo comunque ipotizzare uno scenario in cui le persone si sarebbero avvicendate e qui chiedo di nuovo il sostegno delle immagini circa la stanza perchè bisogna partire dalla... Perchè mi sembra importante farvi vedere, in relazione al cartone animato, con l'ultima ricostruzione, la parte della stanza della vittima dove in teoria si è svolta l'operazione omicidiaria e in relazione alla valutazione della uacv, è un documento che è stato presentato e presuppone una posizione diversa rispetto a quella indicata in conclusione. Volevo intanto farvi vedere... Ricordate quanta impressione fece e quanta professionalità è stata messa in questo lavoro. Questa è la posizione che è stata ipotizzata nel dibattimento, poi radicalmente cambiata nelle conclusioni perchè si parla di una posizione in piedi di Amanda che sbatte la testa. Ora, io non lo so, penso che le risultanze su questo sono assolutamente incerte, tutti i consulenti hanno concluso certamente il dato invece certo è che non ci sono elementi per poter dire esattamente se c'era la presenza di una persona o un attacco di più persone e questo è il dato che voi dovete valutare. Io non voglio entrare nei discorsi dei consulenti perchè se no diventano una ripetizione, dico soltanto che le lesività sono state prodotte da un coltello, questo non c'è dubbio, però le modalità di esecuzione di questa lesione è assolutamente incerto all'esito del dibattimento e i vari tentativi sono stati fatti per cercare di ottenere soddisfazione dai consulenti non hanno prodotto nessun tipo di risultato. Io penso che all'esito di questo il concorso non può considerarsi dimostrato e (fuori microfono). Questo di nuovo è un elemento utile lo sferon perchè ci permette di vedere nella ricostruzione presunta la posizione dove effettivamente sarebbe avvenuta l'aggressione e salta all'occhio di questa difesa una grande contraddizione, come si può pensare che qui c'erano tre persone e che la ragazza, la povera Meredith così come ricostruito avesse sbattuto la testa in questa zona? Senza che tutti questi elementi potessero cadere o comunque non ci fosse un colpo su questo spigolo, questa è una mensola di pochi centimetri, non c'è lo spazio, non c'è lo spazio per questo e poi la ricostruzione prevedeva che ci fosse una posizione in ginocchio qui, dove poi è avvenuto l'accoltellamento e con il suggestivo anche colpo di tosse che ha provocato gli schizzi di sangue sul... Questa è certamente un'azione che allo stato, in base agli elementi prodotti può essere stata prodotta da una sola persona. E questo elemento deve secondo me essere raccordato alle presenze e alle orme, gli elementi che sono stati riscontrati nella stanza del delitto, una cosa è certa non ci sono prove che Amanda Knox fosse in quella camera quella sera, non ce n'è una di prova, invece ce ne sono tante altre a carico di Guede, quindi anche questo è spiegato magistralmente ieri dalla collega della difesa Sollecito ritengo che invece è una prova, un elemento certo che voi avete in mano, per stabilire e risolvere il problema più persone, una sola persona. L'altro importante elemento è il coltello, sul coltello è stato detto parecchio quindi io penso che anche per fedeltà nei confronti dell'ottimo consulente che abbiamo avuto, il professor Torre, devo rifarmi a quello che lui dice che il coltello ha avuto due valutazioni, il coltello lo posso far vedere. Le valutazioni sono in punto alla probabile compatibilità ed ai risultati di accertamenti biologici. Questo è il famoso coltello, come risulta fotografato, è esattamente uguale, l'abbiamo comprato alla Marietti di Torino, la compatibilità: è un coltello che molti hanno detto è incompatibile o comunque nella ferita piccola non può trovare un riferimento e questo risulta in maniera precisa dalla relazione del professor Torre alla quale mi devo riferire, c'è un tramite, lui fa un discorso di lunghezza, sappiamo che la ferita più piccola, questa qui è assolutamente incompatibile quindi questo non è il coltello, questo può essere un coltello di questo tipo, di questi, si portano in tasca, peraltro ci sono elementi che ci fanno pensare che l'attuale condannato, Rudy Guede, io non lo voglio citare troppo, però è un elemento che va affrontato in questo processo, era solito portarsi un coltello di questo tipo e guardate invece la contraddizione con la circostanza che anche il Raffaele Sollecito era solito portarsi un coltello di questo tipo, addirittura ce l'aveva in tasca quando va in Questura, sono stati analizzati, controllati e nulla viene fuori. Invece sull'altro elemento biologico risulta una traccia di Amanda Knox sul punto A ed invece una traccia biologica di ferita alla povera vittima sul punto B. Credo che le lunghissime analisi medico legali che sono state fatte sul coltello oggi possono dare quasi una certezza sul fatto che quello non è il coltello del delitto, oltre a cozzare con l'ipotesi accusatoria del perchè questo coltello viene utilizzato, non si capisce chi l'ha portato, non si capisce come mai viene fuori, non si capisce perchè nella ricostruzione del Pubblico Ministero ad un certo punto i ragazzi decidono di utilizzarlo questo coltello, quando a Via della Pergola c'erano tanti coltelli, quando sotto c'erano tanti coltelli e quindi ha una storia illogica, ancora più illogica, e questo è un motivo comunque di prova, la logicità del ragionamento dopo l'omicidio. Che si fa con questo coltello? Si presuppone che è stato pulito, molto pulito lo dice la Stefanoni, il coltello era immacolato, e poi lo si riporta a casa. Io dico che la infelice dichiarazione dei periti rilasciata in sede di incidente probatorio della non incompatibilità, dico infelice perchè di nuovo in sede giudiziale non si può uscir fuori con una dichiarazione così inconsistente, qui ci vuole la certezza o è compatibile o non lo è. È stato molto onesto il perito Cingolani dire: “Noi eravamo costretti a dire non incompatibile, perchè tutti i coltelli sono compatibili con la ferita grande” e la ricostruzione che fa dell'ipotesi di utilizzo di questo coltello fatto da Torre a noi sembrava molto puntuale. Lui dice che, a domanda del Pubblico Ministero, io le faccio una domanda più diretta: “Il coltello in sequestro secondo lei è compatibile con la ferita più grande?” e la risposta è questa: “Ecco, con la lunghezza del tramite non per due, lei parte da due presupposti, la risposta, cioè il primo che c'è un solo agente che difficilmente impugna due coltelli diversi, premesso che una delle ferite è incompatibile bisogna per forza pensare che sono due e non ci sono tracce del secondo coltello, lo si menziona soltanto adesso” e Torre dice: “Ma quali sono gli elementi di medicina legale che possiamo utilizzare? E per questo secondo presupposto l'aver conficcato la lama, diciamo...” il consulente dice: “Sì, grosso modo è così”. Il consulente risponde che in linea teorica è possibile che sia stato utilizzato questo coltello, però che quel coltello abbia fatto quella ferita, poi precisa “Le dico però che un coltello con quel filo e con quella lunghezza è impossibile che sia andato giù così poco, perchè sono tutte parti molle, tenutissime quelle che ha incontrato”. Se poi lei mi dice che una persona è immobile e non gli ha fatto così sul collo, va su e giù tre volte accuratamente limitandosi a non andare oltre diciamo che è possibile sono situazioni..., questa è la realtà”. Cioè anche lui dice: “Tutto è possibile e tutto non è possibile”. Davanti a questa incertezza detto poi da un consulente, non si può dire che sia raggiunta la prova, insomma lui dice un va e viene di un coltello in parti molli, così molli non è facile da controllarsi e non è possibile non andare fino in fondo. A parte l'elemento più volte affrontato della dinamica, cioè una persona che vuole dare una coltellata e la coltellata è avvenuta in questa maniera da un attacco sul collo con la lama, parlo della ferita più grossa, è chiaro che c'è una dinamica con una forza per poter imporre questo colpo ed un coltello così grosso in un contesto di odio, di rabbia di escalation, come si fa a non pensare che avrebbe dato un totale sarebbe entrato totalmente fino alla fine. Questo è un argomento che è stato affrontato per quello che riguarda la ferita C, sempre nella relazione Torre, sulla possibilità che sia stato infilato tutto il coltello. Questa è un'altra possibilità, bisognerà analizzarla, obiettivamente c'è una ferita grande e poi c'è una piccola ferita più piccola. Ricordatevi il discorso, Torre dice un coltello piccolo entra e poi va su e giù e quindi fa un taglio di questo tipo. Non faccio vedere le fotografie, però faccio vedere il riferimento così c'è più supporto logico a quello che sto dicendo, questo. Vede, c'è un'altra piccola feritina qui, allora come si spiega? È chiaro che c'è stato un andare su ed andare giù, un coltello di questo tipo, forse la prima volta si poteva entrare. Ricordatevi che il tramite è 8 centimetri, 8 centimetri è poco più qua, se questo coltello fosse giù la seconda, la terza volta, ad un certo punto si entra tutto, non si può ipotizzare che l'aggressore sia stato così bravo da mantenere un controllo e e provocare una lesione di questo tipo. Per quello che riguarda poi gli accertamenti del DNA, cerco di essere veloce perchè anche su questo è stato detto tanto. Il coltello reperto 36 è stato sottoposto ad un'indagine genetica e sono state fatte 7 campionature, solamente 2 sono state prese in considerazione perchè hanno avuto un rilievo, quella che a noi ci da più fastidio è la traccia B. La traccia A in teoria ipotetica anche se però cozza la realtà di quello che stiamo dicendo con l'ipotesi accusatoria perchè se il coltello è stato pulito come è possibile che è stato pulito e rimane quella traccia e la Stefanoni però appare, nonostante la sua alta professionalità contraddirsi o comunque essere incerta sul punto delle striature. Lei dice: “Io sono andata a vedere in quel punto perchè c'erano delle striature”, però è l'unica che le ha viste queste striature, c'è stato un incontro il 28 febbraio a Roma, prima dell'incidente probatorio, stavamo nelle fasi delle indagini, dove c'erano ben 13 consulenti che erano andati a visionare questo coltello, abbiamo sentito che è stato visto ed è stato trattato come una reliquia, però nessuno le vede queste striature e poi mi sembra corretto quello che dice Torre quando fa riferimento al fatto “Ma perchè non è stata fatta una fotografia?”. Ci stanno i microscopi, ci sono le tecnologie per farlo, era possibile vedere esattamente la striatura perchè sarebbe stato importante avere una prova di questo, però questo non c'è, è deficitario nei documenti, ed allora tornando alle striature la genetista dice chiaramente che non è tutto usato questo stereomicroscopio o immagine fotografica, macrofotografica e questo francamente sembra un po' strano, se si arriva a fare un'indagine di questo tipo, ed io sono stato presso il laboratorio della Polizia Scientifica, ho visionato il bicchiere, ho visionato alcuni indumenti di Guede, non nel laboratorio perchè non è mia competenza, ma nel momento in cui sono arrivati, perchè è vero che noi abbiamo avuto accesso a molte delle operazioni in via formale l'abbiamo avuto, almeno noi della difesa, poi dal punto di vista pratico è stato molto difficile eseguire l'iter delle attività svolte. Ricordatevi e la Stefanoni fa un riferimento preciso, dice: “Sono state fatte 460 analisi di DNA, sono stati analizzati 223 reperti”, una attività enorme, io avrei dovuto comprare casa al professor Torre e alla dottoressa Gino a Roma per poter permettergli di seguire tutto questo, anche perchè le operazioni abbiamo sentito, abbiamo scoperto per chi non conosceva l'argomento sono abbastanza complicate, c'è la quantificazione, c'è l'amplificazione, c'è (inc.) alla macchina, c'è interpretazione degli RFU e poi c'è il risultato, quindi è tutto un procedimento... Ed ante questo c'è la repertazione, c'è la fotografia del reperto e quant'altro, quindi non è vero nella realtà l'argomento al contrario usato dalla Procura quando dice: “Sì, però erano tutti presenti, avete visti tutti quello che è stato fatto”, parliamo del discorso della possibile contaminazione, “Voi eravate lì”, non eravamo lì, stiamo stati lì qualche volta, ma era impossibile stare lì.

La repertazione ed anche l'individuazione di questi due punti è stata fatta in, dice la Stefanoni è random, poi però secondo me, secondo questa Difesa c'è una contraddizione perchè se c'erano delle striature non è random, lei è andata a vedere proprio lì perchè ha avuto un'attenzione su queste striature. Ripeto che il problema delle striature è importante perchè nell'incidente probatorio i periti, Umani Ronchi e Cingolani hanno invece rilevato che c'erano delle diverse, c'erano dei diversi punti identificazione sulla lama, non parlano di striature, parlano delle piccole incisioni a distanza di un centimetro ed 11 centimetri sulla lama, che invece la Stefanoni non vede, quindi anche questo secondo noi è un elemento di incertezza. Su un argomento così delicato che porta all'analisi di un elemento biologico di quantità infinitesimale piccola, perchè parliamo di picogrammi, cioè parliamo di una cosa che non si vede, per poi arrivare ad un risultato di low copy, il tutto, cioè nel complesso globale questo elemento non può portarvi ad una certezza, non può essere considerato un indizio confermato, oltre alla illogicità della storia di questo coltello e oltre al discorso della non incompatibilità, che praticamente vuol dire che tutti i coltelli potevano essere utilizzati. Io sull'analisi della traccia B devo in maniera riassuntiva soltanto dire due cose: innanzitutto la traccia B è chiaro che non è sangue, non è sangue, è stato fatto l'esame della tetrameltibezidina, è stato fatto un test specifico per il sangue e questo è stato anche confermato dalla dottoressa Stefanoni nel corso del suo esame, nel corso dell'udienza infatti, parliamo in realtà dell'udienza preliminare, “Però ha affermato che è stato fatto l'esame dell'OBT , quindi un bastoncino che viene posto sulla lama, che è stato fatto prima la campionatura, “E' specifico per il sangue umano questo OBT?” la risposta è sì. “Prima di fare questo ha fatto anche l'esame della tetrameltibezidina?” “Che io ricordo no, però guardiamo, perchè potrei ricordare male, sono passati insomma 7 – 8 mesi”, “Non è stata fatta?” “Sì, è stata riportata”, “Quindi una parte della striatura è stata utilizzata per fare il test della Meltibezidina?” ”Sì”. Questi sono test specifici del sangue, quindi se non è sangue della vittima la traccia sul... Cos'altro può essere? Elemento biologico. Ma come si fa ad utilizzare uno strumento come questo per un'azione omicidiaria, pulirlo e non trovare il sangue? È chiaro che questo è un elemento importante perchè se le risultanze fossero state diverse sarebbe diverso. Un discorso velocissimo sulla quantificazione. Il Pubblico Ministero ha fatto un riferimento a questa novità, per noi è stata una novità perchè l'abbiamo appresa soltanto con il deposito dei documenti ultimi e voglio trovare il documento. La quantificazione, abbiamo appreso è una delle fasi che sono obbligatorie, lo dice anche la dottoressa Gino, lo dice il manuale che è stato più volte citato, il manuale in materia del 2009 coordinato fra l'altro dal dottor Rentini che è stato anche lui ascoltato in questo processo, lo dice anche la Stefanoni all'inizio, senza la quantificazione non si può fare un corretto esame, andate a vedere anche l'udienza davanti al Giudice preliminare e poi... Infatti la dottoressa parla proprio di fasi fondamentali, le procedure che sono state indicate nella diapositiva numero 10 che è agli atti, è a pagina 13 dell'esame, dice: “Sono fondamentali, se non si attuano queste procedure non si può lavorare. Il nostro DNA subisce la fase successiva di analisi che è la quantificazione, cioè noi determiniamo se c'è una quantità di DNA, poi noi abbiamo la nostra provetta e poi andiamo ad esaminarla. La quantificazione – ripete ancora – è una fase fondamentale”. Ulteriore deduzione importante, se c'è quantificazione ci deve essere una quantificazione positiva, e quindi si può procedere ad un'estrazione utile la valutazione dice la genitista e ce lo spiega sempre Stefanoni “Perchè c'è a monte una valutazione del biologo che dice la quantificazione è stata fatta, poiché positiva, significa che ho una quantità utile per l'estrazione del DNA”. Tutto questo è stato fatto non solo nei confronti del reperto B ma è stato fatto nei confronti dei reperti 67, 68, fino all'83, dal 67 all'83, i quali sono stati risultati negativi dall'analisi di quantificazione ed anche il documento che abbiamo agli atti che identifica l'analisi di quantificazione fatta sul reperto B 36 arriva tutti allo stesso famoso risultato Too Low, troppo basso, insufficiente. Ed allora come mai si è andati avanti? Io per essere molto pratico e parlare in maniera semplice senza riferirmi a dati e numeri che forse hanno trovato un momento di saturazione in questo processo, voglio riportarmi all'esempio fatto dal Pubblico Ministero, ha fatto l'esempio della pasta, non è necessario pesare la basta per cuocerla, però in questo caso mi sembra che la pasta sia stata in realtà cotta troppo perchè senza l'elemento principale della quantificazione si finisce che non si sa quanta acqua bisogna mettere e quanto tempo bisogna aspettare, perchè non si sa neanche che tipo di pasta è, grano duro oppure di altro tipo e quindi sono 7 minuti, 8 minuti, 10 minuti. Qui quello che è successo su questo o comunque dico possibile quello che è successo nell'analisi dell'elemento B del reperto è che forse la pasta si è scotta, perchè l'elemento finale non è attendibile se non ha un'origine certa, una quantificazione, un riferimento preciso a quelle che sono le procedure previste in materia di protocolli. Tutto questo poi devo dire assume una rilevanza particolare perchè è stato riconosciuto soltanto verso la fine del processo, eravamo quasi vicini alla discussione, a luglio, se questo documento fosse stato portato all'attenzione prima credo che anche in fase di udienza preliminare sarebbe stato discusso. Voglio dire è vero quello che si dice secondo noi che il risultato non può essere buttato lì sul tavolo, è un riferimento a Meredith perchè bisogna spiegare tutta la logica che c'è dietro e questo devo fare un commento al Pubblico Ministero quando parla di onere alla prova, onere probatis rectius est in qui (euqui) a firmavit. È vero, è rectius, è vero. L'onere della prova spetta a chi deve affermare, però in caso di opposizione c'è bisogno di una spiegazione, funziona così. Nel processo penale è il Pubblico Ministero che porta le prove, io ti propongo una prova e se nessuno la contesta, nessuno la analizza, nessuno la oppone, quella diventa utilizzabile per la decisione, ma in caso di opposizione c'è bisogno della spiegazione, in più voglio ricordare anche i manuali di procedura penale, non esiste l'onere della controprova. La prova una volta portata all'attenzione della difesa, perchè il contraddittorio si fa tra le parti ed è contestata deve essere chiarificata l'opposizione, questo è di nuovo il 192 secondo comma, cioè la certezza di un elemento indiziario diventa soltanto in sede di valore probatorio, solo quando non c'è un'opposizione oppure, come dice la Cassazione, quando resiste alle opposizioni. Invece noi abbiamo dimostrato anche attraverso le considerazioni dei nostri consulenti per quello che riguarda l'analisi di questa traccia B ci sono tantissime incertezze. Un commento necessario è sempre sul (Low copy number). È un risultato che attribuisce una certa riferibilità, ma non è il gold copy number e qui non voglio ricordare tornare su argomenti risentiti più volte, però voglio citare dei precedenti su questo punto. Il Low Copy number abbiamo sentito è 50RSU, 200RSU, il picco deve essere di un certo livello oppure appunto rientra in categoria, che sembra essere una categoria inferiore agli occhi di scienza non se ne intende, ed allora la considerazione successiva è di duplice aspetto, la prima: è mai successo che una prova così importante sia stata utilizzata in un processo? Cioè che un Low copy number, quindi un basso riferimento ad una persona attraverso un'analisi di DNA sia stata utilizzata in un processo? Io non l'ho mai visto. Si parla sempre di riferimento di Neil gold Copy number, Allora questo ci porta un'altra considerazione: ma è possibile che questi risultati possano entrare in un processo così, premesso che appunto c'è una mancanza di chiarimenti. Ricordo che per esempio che la nostra consulente ci dice che mancano ancora alcuni documenti circa l'effettivo rispetto di tutte le procedure, mancano i risultati del computer, cioè quando sono stati depositati questi documenti noi abbiamo fatto una serie di eccezioni perchè i nostri tecnici dicevano: “Sì, ma ancora mancano alcuni argomenti, non sappiamo esattamente qual è il risultato della macchina”, è una cosa da computer io non l'ho mai vista, ma mi si dice così. Ed allora tutti questi elementi in conclusione devono portarci a riflettere circa l'utilizzo, la validità questo, anche perchè è fatto notorio, l'ha detto l'ottimo dottor Patumi e l'aveva già detto in precedenza anche la dottoressa Gino, ci sono dei precedenti in paesi che sono avanzati rispetto all'Italia nello studio di questo argomento, perchè abbiamo sentito che la certificazione in Italia è stata rilasciata di recente oppure spesso manca, che la certificazione dei laboratori, la prima era l'ISO, la certificazione ed i laboratori che devono essere certificati anche questo sembra essere un elemento diverso dagli altri paesi, questo è un argomento il DNA che nasce America, viene sviluppato in Inghilterra, si sviluppa nei paesi svedesi, Norvegia, etc., quindi c'è forse un ritardo anche che noi abbiamo su questo punto ed allora poiché questo è forse la prima volta che si sente parlare di Low copy number in un processo e poiché questo argomento è stato affrontato in altre giurisdizioni circa il valore probatorio e mi riferisco all'Inghilterra e all'America, forse è il caso che anche noi facciamo una riflessione del dar credito alla possibile utilizzazione di questo elemento, mi riferisco ad un caso di (Oma), un omicidio dove appunto c'era una traccia di DNA e in quel caso in Inghilterra nel 2007 è stato sospeso l'utilizzo legale del Low Copy number e la dottoressa Gino ci porta a conoscenza di questa ulteriore informazione, questa è una sentenza niente meno che della Corte Suprema dello Stato di California, fa parte della documentazione agli atti, è la diapositiva numero 24. Ebbene qui c'è la Corte Suprema della California, la Contea di Los Angeles che nella causa contro questo signor Hector Espino marzo 18 2009, di quest'anno, io lo traduco al volo, è in inglese, io dico che sulla prova che sono state portate davanti alla Corte poiché non c'è un consenso generale da parte della comunità scientifica sul Low copy number, stiamo parlando del Low copy number, e soprattutto sulle procedure che sono state utilizzate per coloro che gestiscono il Low copy number e che non c'è neanche un consenso sull'interpretazione dei risultati, non c'è un consenso sull'interpretazione dei risultati, ed anche non ci sono delle certezze circa su come questi bassi numeri vengono analizzati e soprattutto non c'è, ed anche, non soprattutto, ed anche non c'è un consenso generale circa le statistiche che possono confermare questi risultati, in base a tutte queste ragioni la Corte trova che il risultati di questi testi non è ammissibile, cioè è stato rigettato. Questo vuol dire che forse questo esame della traccia B non avrebbe trovato spazio e quindi anche questo credo che sia un motivo di incertezza circa il risultato. Altro argomento di rilievo non so se Presidente però riesco a iniziarlo, forse è meglio... È quello delle tracce al Luminor, orme, scarpe, etc., che è un altro elemento importante, merita un po' di attenzione. Quindi magari ci aggiorniamo.
GCM:
Sì, si sospende l'udienza, sono le 13.30 facciamo una sospensione di un'ora circa, va bene? Fino alle 14.30 con invito alle parti a ripresentarsi in tale orario senza altra comunicazione.

L'UDIENZA VIENE SOSPESA

L'UDIENZA RIPRENDE

GCM:
Alle ore 14.51 riprende l'udienza, si prosegue con la discussione, sta esponendo la difesa di Amanda Knox, l'Avvocato Dalla Vedova è pronto, è invitato a proseguire.
CDV:
Bene, grazie Presidente, riprendo la parola per affrontare un argomento che è stato portato quale prova della presenza di Amanda Knox nella sua casa e mi riferisco alle impronte sia di piede che di scarpe ed ai confronti che sono stati fatti con questo. Abbiamo appreso la tecnica che è stata adottata e la tecnica prevede appunto la evidenziazione con il Luminor, un reagente chimico che è stato messo sul pavimento e ha dato una serie di risultati. Questo è un test, quello del Luminor che per questo tipo di analisi viene definito come un test orientativo, questo udienza preliminare 4 ottobre pagina 59 ed è pacifico che è un test che reagisce ad una serie di altri elementi oltre al sangue. Il motivo di questo test era cercare di individuare se era sangue. È qui che c'è lo scontro perchè davanti alle risultanze negative la Procura ha cercato di usare argomentazioni diverse per poter far entrare questa ipotesi, cioè che queste orme siano sangue. Io devo dire che l'argomento deve essere censurare ab origine secondo noi perchè le tracce di cui parliamo sono queste, quelle rilevanti e la prima traccia è una traccia che è stata rinvenuta nella camera di Amanda Knox. È stato fatto l'esame per il sangue, è stato negativo, è stato fatto il DNA e risulta attribuibile con probabilità al DNA della Knox, e dicevo che è una censura che deve essere fatta ab origine perchè la prima riflessione è: ma che c'è di strano nel trovare un'impronta del proprio piede nella propria camera. La stessa Knox ha raccontato che la mattina del 2 è andata a fare la doccia, ha raccontato che è passata sul corridoio ed ha collegato il bagno con la sua stanza, che si è cambiata, ha lasciato i vestiti che rilevanza può avere questo, ai fini di dimostrare che lei era lì. Inoltre le altre tracce sono altresì sul corridoio, l'altra rilevante importante ed io ritengo che la correttezza della metodologia anche deve avere non solo un riscontro scientifico, cioè bisognava dire come si fa a confrontare un'impronta plantare che sappiamo, abbiamo sentito è stata presa con una certa chiarezza e certezza in carcere, con l'inchiostro, etc., come si fa anche per la scienza medica ortopedica quindi diciamo un'impronta perfetta o quasi ed invece una impronta come questa, in assenza di protocolli, cioè il confronto con le orme è un qualcosa di molto vago, non si trova neanche ben definito nella scienza applicata e la censura che questa difesa fa è nel fatto che il nostro tecnico, professore Torre, decisamente una persona esperta, poi è stato super partes, mi sembra molto chiaro, arriva a fare una dichiarazione di questo tipo, vedete qui le sue conclusioni, questa è la diapositiva 108, non esistono delle linee guida accreditate e condivise, non si possono comunque confermare impronte rilevate con inchiostrazione e impronte latenti evidenziate con il Luminor, si tratta di reperti non confrontabili. Questa circostanza l'ha detta anche la dottoressa Gino che ha fatto gli accertamenti sul DNA e dice: “È come confrontare le patate con le pere”. Sono confronti che non si possono fare, si possono confrontare qualche cosa che ha comunque un elemento di genuinità e quindi le scarpe. Poiché non esistono linee guida bisogna andarle a cercare perchè questo lavoro se no non può avere valenza, una rilevanza, diventa soggetto a qualsiasi critica, a qualsiasi opposizione, tout cour non si può acquisire soltanto perchè si è confrontato. E si fa uno sforzo, si va a vedere quelli che sono i protocolli dell'Emsi e questo network europeo di istituti di scienze forensiche e anche in riferimento al più citato e recente manuale in materia e qui c'è tutta una procedura, protocollo, che è molto logica si deve identificare, stiamo parlando però di impronte di scarpe. Il professore dice: poiché non ci sono protocolli cerchiamo comunque di salvare il salvabile, cioè usiamo gli stessi criteri che si fa e che si usano per le scarpe e però attenzione sono gli stessi esperti che indicano quali sono i requisiti perchè si possa dare credibilità a quell'accertamento. Poiché io sono un neofita questo, non mi occupo se non per vie indirette, mi sembra che quando mi si dice che per arrivare ad una definizione di probabile identificazione e già ripeto quello che ho detto stamattina, il probabile mi sta stretto in sede giudiziale e mi si dice che però c'è bisogno dei contrassegni, che mi sembra un elemento logico, deduttivo e molto appropriato, cioè bisogna non solo fare una corrispondenza del disegno, della forma, dell'assenza, delle misure, delle caratteristiche generali, dell'usura, ma anche contrassegni particolari. I contrassegni possono essere quelli riconducibili marca della scarpa oppure quelli causali oppure quelli relativi all'usura, tutto questo però non si applica ai piedi, non si applica alle scarpe, si applica solo alle scarpe e quindi ritrovo che questo lavoro che è stato fatto debba essere considerato per quello... Dico il lavoro che è stato fatto sulle orme oltre ad arrivare a conclusioni molto banali, trovare l'orma del proprio piede nella propria stanza, non credo che sia..., a casa mia non credo sia un elemento di sorpresa. L'unica orma che è stata utilizzata anche in conclusione è quella riferita al reperto 177 che è la campionatura di presenza sostanza ematica evidenziata mediante sempre tecnica Luminor sul pavimento situato in stanza di Romanelli Filomena e viene utilizzata per sostenere la simulazione e la pulizia, cioè i ragazzi sarebbero tornati, si sono addirittura tolti le scarpe ed entrano nella stanza della Romanelli e lì risulta esserci una traccia biologica mista Amanda e Meredith. Non è orma di piede perchè è un..., ce l'abbiamo anche la fotografia, è una risultanza praticamente indefinita, è una chiazza e quindi non si può neanche pensare che sia piede, è una traccia biologica e quindi cosa può essere? Può essere di tutto, l'abbiamo sentito, risentito che cos'è. La traccia, stiamo parlando della 167, questa, sembra più una reazione generale, è difficile vedere una persona come me, ma presumo che anche voi non abbiate esperienze che questo sia un piede, nessuno lo dice, però quello che è utilizzato contro di noi, perchè si fa un riferimento specifico a questa presenza nella stanza dopo e ci si dimentica anche di parlare della datazione. Abbiamo detto, ripetuto, insistito, confermato come un dato certo che non è possibile datare le tracce biologiche. Quanto ne abbiamo discusso per le questioni del lavabo del lavandino. Lascio una traccia oggi, domani il bagno viene utilizzato da mia moglie, da mia figlia, dall'altro mio figlio e si fa una traccia sopra l'altra e magari poiché non pulisco bene c'è già una traccia di un mese fa, di un anno fa. Il DNA abbiamo sentito va addirittura indietro all'infinito, ma su tutte queste incertezze come si va ad arrivare a delle conclusioni di questo tipo e mette insieme la campionatura di questa presunta sostanza nella stanza di Romanelli con l'ipotesi che i ragazzi sono tornati e Amanda è andata in camera di Romanelli, questa è una congettura, non è prova legale. Il secondo argomento è relativo a quest'altro elemento di prova, che è stato presente non sempre nel processo, questa seconda presunta orma di scarpa sulla federa del cuscino. Innanzitutto un commento iniziale sull'origine di questa analisi; chi ha effettuato questa valutazione ha visto questa fotografia, cioè gli è stato dato un incarico di valutare che cos'è questo e come sapete bene la conclusione è questa: si parla niente meno che di una possibile impronta con scarpa sinistra, tacco e parte iniziale della pianta e di dimensioni 37 – 38 quindi femminile. Ora è discutibile l'origine di questo, questo è un dato incerto, primo perchè la federa esiste, ma se io do un incarico per controllare la corrispondenza e fare confronto, ricordatevi che gli esperti hanno analizzato, per quello che riguarda Amanda 22 paia di scarpe, cioè l'incarico era: dimmi che cos'è e dimmi se per caso quello che tu vedi è confrontabile con le scarpe di Amanda, 22 paia. Per cercare di trovare che cosa? Per cercare di trovare la prova che Amanda stava lì, è chiaro, nell'ipotesi accusatoria perchè non c'è un elemento che mette Amanda nella stanza e quindi di nuovo la Procura con l'indagine attraverso attività molto specializzate, cerca invasivamente anche di andare a trovare un elemento che pone Amanda lì, è questa la ricostruzione, si basa su una fotografia. Alla domanda che noi abbiamo fatto nei confronti dei due consulenti è, abbiamo chiesto: ma perchè non avete visto la federa? Hanno detto: “Non c'è stato chiesto”. Le trascrizioni controllate e il lavoro che ha fatto Vinci che da questo punto di vista senza dubbio merita un elogio, perchè quanto meno ha dimostrato di avere una certa concretezza metodologica la definirei io, cioè è andato a vedere l'oggetto, gli si chiede di controllare, è andato, si è fatto autorizzare, ha fatto le fotografie. I risultati della perizia Vinci sulle varie interpretazioni che portano lontano rispetto alla nostra perizia che arriva, secondo il professor Torre ad essere considerata soltanto una piega insanguinata del cuscino, neanche una forma, perchè non si riesce a veder niente, lui fa un confronto, ha a disposizione le foto a colori, le aveva anche l'esperto, come mai non ha fatto il confronto sulla foto a colori, ha usato quella in bianco e nero? Probabilmente perchè le righe bianco e nero si risaltano di più e la conclusione qual è? Non è una piega insanguinata. Il professor Vinci arriva a delle conclusioni totalmente opposte, o comunque fa delle interpretazioni diverse su questo, addirittura vede una terza impronta e tutto questo nel complesso, nel coacervo degli elementi acquisiti nel dibattimento come può considerarsi una certezza che quella è un'orma in femminile? In ultima analisi anche l'attribuzione alle dimensioni, io sto facendo vedere il lavoro di Torre, vedete lui ha ingrandito le fotografie e la comparazione si dovrebbe essere fatta tra questo e questo, che cos'è? È tutto e niente. Qui arriviamo di nuovo al solito punto che c'è una incertezza, non si può dir nulla su una traccia di questo tipo. Anche l'attribuzione del tacco, della dimensione è tutto discutibile, è tutto parziale, è tutto soggetto a diverse interpretazioni. C'è chi dice che è il tacco, c'è chi dice che è la parte anteriore della scarpa, il 37 – 38 è assolutamente femminile concludono gli esperti, ma perchè? Un uomo che ha un piede piccolo. L'Avvocato Mezzetti, Andrea Mezzetti che è venuto qui qualche volta lui ha un piede che è 38. Tutto questo comporta in conclusione che questi sono elementi di incertezza e come tali dovete voi valutarli. Un argomento importante è la conoscenza delle persone e vorrei parlare del testimone Gioffredi che ha, ad opinione di questa Difesa, è colui che afferma di aver visto i quattro insieme davanti al vuoto dell'accusa su questo punto, perchè nessuno mai dice di aver visto i quattro insieme, nessuno mai conferma, dice di aver visto il Sollecito ed il Guede. Il Gioffredi però invece si presenta e lui dice nell'esame del 28 marzo 2009, pagina 34, che tra le 4 e mezza, le 5 e mezza aveva urtato macchina mentre usciva dal parcheggio e si trovava davanti a Via della Pergola, lui parla di giornata piovosa, parla di buio, il Pubblico Ministero fa una distinzione tra tramonto e crepuscolo civile per cercare di mantenere l'ipotesi di una visibilità, ma oggi è l'1 dicembre, stiamo parlando del 30 ottobre, un mese fa. A parte le certificazioni degli istituti di meteorologia che possono confermare esattamente quando il tramonto e quando c'è l'alba e quant'altro, trovo che è inverosimile che il 30 di ottobre in situazioni di giornata uggiosa, piovosa, anche se in quel momento non pioveva ma comunque coperta con delle nubi che potesse comunque avere una buona visibilità. Però il Gioffredi secondo me ha una serie di elementi interessanti dal punto di vista della valutazione della prova, perchè noi non vogliamo dire, né vogliamo presentarsi a questa contestazione sulla sua attendibilità con un pregiudizio sulla sincerità del medesimo, noi non vogliamo dire che lui ha detto un qualcosa di non vero, vogliamo spiegarvi perchè secondo noi lui non può essere in una posizione di ricordarsi oggettivamente un episodio come questo, perchè innanzitutto cerca di spiegare la sua tardività. Ricordiamolo lui è arrivato un anno dopo, il Gioffredi afferma di non aver seguito il processo se non attraverso i media perchè viveva in Spagna, quindi lui non si occupa di informare le autorità di questa importante circostanza, sappiamo quanto questo processo sia stato riportato a livello internazionale però lui era in Spagna e credo che anche in Spagna ci sia stata la copertura su questo. Gioffredi è comunque nato e residente a Perugia, quindi si presume che sia tornato e a Perugia dal 2007 non si è fatto altro che parlare di questa questione, non si può pensare che anche durante uno dei suoi ritorni non possa aver valutato e magari aver visto qualche fotografia e pensato “Mah forse visto che ero presente a quella circostanza dovrei informare l'autorità” e poi anche volendo ammettere che il Gioffredi non avesse alcuna informazione sul caso in un secondo momento, non si può non considerare che secondo quanto lui stesso ha ammesso in risposta alla domanda del Pubblico Ministero, a pagina 36, ha rivisto i ragazzi in televisione, lo dice lui, pochi giorni dopo averli incontrati, nell'episodio su cui ha riferito, cioè lui dice io li ho visti il 30 ottobre, però li hanno anche visti in televisione dopo, però non sa nulla, aspetta un anno. Egli quindi dice che avrebbe potuto fornire la propria utile testimonianza anche perchè si trattava di riferire di un incontro con la vittima e soprattutto davanti alla casa del delitto, cioè uno che passa là davanti non può non considerare il fatto che solo ha visto le persone ma erano davanti alla casa, due elementi fondamentali. Questo sembra subito un elemento che è degno di nota e che lui avrebbe dovuto immediatamente, se fosse stato impresso nella sua memoria considerare e riportare alle autorità, però questo non è stato fatto, lui non lo fa e dice anche il perchè, lui dice che non riteneva l'episodio degno di nota e questa è una contraddizione. Lui doveva fare una testimonianza su un elemento così importante, tardiva però dice che non era importante, che non l'ha considerato, non era degno di nota, allora sorge il dubbio, dice: “Ma come mai ha cambiato idea? Chi gliel'ha fatta cambiare idea, lui da solo?”. Prima non era degno di nota, dopo un anno ritiene invece è degno di nota? E quindi dice: “Non ho avuto alcun dubbio sulla necessità di non parlare con la Procura” e a quanto pare non ebbe neanche più l'interesse a seguire il caso attraverso i media, cioè lui lo dimenticò, però dopo circa 10 mesi parla di una cosa morale e civile, a pagina 51, in risposta a questa difesa, lui dice che matura dubbio, dopo 10 mesi gli viene un dubbio, per una questione morale e civile e dice che si presenta a portare la testimonianza. Tuttavia anche dopo questa valutazione non è immediata la reazione perchè nonostante che ci sia questa esigenza morale e civile lui aspetta un certo periodo di tempo, lui fa un colloquio con una professoressa di spagnolo che gli dice: “Le ha detto di chiamare la Procura?” e lo stesso ha risposto: “No, c'ho pensato io dopo un po' e dopo sono andato in Procura”, a dire il vero questo un po' corrisponde ad un mese e mezzo. Lui parla con questa professoressa, dopo un mese e mezzo decide di andare avanti, pagina 52 in risposta al Presidente su questa circostanza. Quindi alla fine parliamo di un periodo trascorso tra un anno e 20 giorni circa nei quali il teste ha potuto riflettere sulla necessità di rendere la propria testimonianza. Si è detto e si dirà: ma che bisogno aveva Gioffredi di mentire? In realtà non gli viene contestata nessuna falsa testimonianza che tra l'altro nel nostro ordinamento è un reato, ma la sua capacità, è questo che voglio arrivare a dire, la sua capacità di ricordare che deve essere una capacità di ricordare con certezza circostanze di questo tipo in un contesto così importante e a distanza di un anno e lui anche qui pone un altro dubbio secondo me, perchè parla, alla domanda: “Ma per quanto tempo ha visto questi ragazzi davanti?” e lui altra domanda del Pubblico Ministero, pagina 34, risponde: “Un attimo. Per un attimo”, circostanza confermata anche dalla risposta alla domanda presentata dalla difesa Sollecito “Per quanto tempo ha guardato questo quadretto di quattro persone?” lui risponde: “Sì, un attimo”. Nonostante la giovane età, ricordiamo il Gioffredi ha 34 anni, i ricordi a distanza di tempo possono essere certamente fallaci, sfido chiunque a ricordare oggi 1 dicembre 2009 che cosa avete fatto l'1 dicembre del 2008 e se per caso avete incontrato qualcuno per strada, come si fa a ricordare? Come considerazione generale. Ma ammettiamola e la valutazione della testimonianza deve essere fatta anche in considerazione di un'altra stranezza è quando lui parla dei punti di identità delle persone che lui avrebbe visto, cioè delle caratteristiche, lui parla di Amanda, di Meredith e di Sollecito e dice di essere certo che sono loro, però si perde e si confonde sul calcolo delle probabilità rispetto all'identità di Rudy Guede. Alla domanda del Pubblico Ministero Mignini: “Lei ha dichiarato il 20 ottobre 2008 preciso che il giovane di colore che camminava al fianco di Amanda il 30 ottobre 2007 al 99 per cento era proprio Rudy Guede, se lo ricorda ora?” e lui risponde, il teste ha risposto di ricordarlo al 99 per cento, ma non al 100 per cento. Allora mi chiedo: ma che differenza c'è tra ricordare una circostanza ed affermarla al 99 per cento e al 100 per cento? Affermare: ricordo questo evento al 99 per cento, sicuramente vuol dire rassicurare chi ti ascolta, dare delle certezze, circa la capacità di ricordare, quasi si dovesse scusare, quasi fosse un “escusatio non petita e accusatio manifesta est”, come se lui cercasse di dimostrare: guardate e io mi ricordo al 99 per cento. Ma dal punto logico perchè 99 e non 100? Che differenza c'è? In effetti il Gioffredi pur essendo in grado di riferire con precisione sull'abbigliamento di Amanda, Meredith e Sollecito, soprattutto Amanda della circostanza del cappotto rosso con dettagli dello stile, dei bottoni, tutte circostanze poi non riscontrate, Amanda non aveva un cappotto rosso, lo abbiamo chiesto a tutte le sue amiche, l'abbiamo chiesto alla Mezzetti, l'abbiamo chiesto alla Romanelli, eppure lui è sicuro, di nuovo, certo, proprio perchè lui stesso secondo me si rende conto che, ma come è possibile che ad un anno di distanza io posso ricordarmi cosa del genere? E inconsciamente cerca di dimostrarlo. E lui quando però arriva all'abbigliamento di Rudy dice: questo ragazzo era tutto coperto e per attimo avrebbe visto il Rudy fra Sollecito e Meredith ed aveva che era, di colore, pagina 37 del verbale in risposta alla domanda dell'Avvocato Bongiorno e poi va oltre, esclude che sia Lumumba. Di certo non possiamo restringere la popolazione di colore presente a Perugia quel giorno ai soli Lumumba e Guede, non è Lumumba però è Guede, però la dichiarazione era scuro di colore. Il teste ha tuttavia escluso che si trattasse di un'altra persona diversa dal Guede, sulla base di un ulteriore ricordo che questo lascia ancora più stupefatti, un ulteriore ricordo che lui avrebbe avuto il 30 ottobre 2007 e che lo riporta ancora più indietro nel tempo, perchè lui dice di Guede tipo un anno prima, poi dice due anni prima, pagina 35 del verbale in risposta al Pubblico Ministero, lui dice: “Era fuori dalla porta dell'università degli stranieri a dare volantini di festa”, lui Guede era fuori e a questo punto lui dice: “Me lo ricordo perchè un anno prima” e poi dice “Due anni prima”, sembra che il tempo non abbia valore per questo testimone. A questo punto mi sembra che si può affermare con certezza che il riconoscimento che il Gioffredi ha fatto di Rudy Guede si è basato su un ricordo che lo stesso aveva del Guede che incontrava uno o due anni prima del delitto e quindi in totale tre anni prima della sua deposizione in Procura.

Un altro elemento di confusione secondo me sta nella ricostruzione del momento e del luogo in cui il teste avrebbe visto i quattro ragazzi, ricordatevi che cosa lui ha riferito, quanto al momento in cui avrebbe visto i ragazzi è sufficiente riportare letteralmente le sue dichiarazioni per capire che qualcosa non fa, a pagina 33 del verbale risponde al Pubblico Ministero dicendo: “Poco prima del parcheggio, andando a riprendere l'auto vedo uscire dalla casa quattro persone”, poco prima del parcheggio. Poco più tardi invece lui racconta, nello stesso momento a domanda della Difesa Sollecito “Lei era a piedi o in auto?” ed egli stesso contraddicendosi con le dichiarazioni precedenti ha dichiarato: “Ero fuori dall'auto” e poi ancora “Sì, stavo discutendo con il signore con cui mi sono urtato con l'auto” verbale a pagina 39. Volendo ricostruire i movimenti del Gioffredi in maniera logica lo stesso si sarebbe prima incamminato verso il parcheggio, sarebbe poi salito in macchina e uscendo dal parcheggio avrebbe urtato la macchina parcheggiata accanto, sarebbe poi uscito dalla macchina ed avrebbe discusso con il proprietario dell'auto in questione. A questo punto è evidente che al momento in cui dice di aver visto i ragazzi non può essere indifferente a quello..., non può essere diverso da quello in cui si camminava verso il parcheggio, piuttosto che quello in cui discuteva con il proprietario dell'auto urtata. Può sicuramente essere stato un momento di confusione, peccato però che ha confusione anche sul tipo di macchina urtata, sull'identità del proprietario, non si ricorda la macchina, non si ricorda bene i dettagli dell'urto, non si ricorda il luogo in cui quest'altra macchina fosse parcheggiata. Quindi riteniamo a tirare le somme della deposizione del Gioffredi sembra quasi che il Gioffredi ricordi con perizia di dettagli il quadretto dei quattro ragazzi che ha incrociato per un attimo e non abbia invece elementi di certezza su dati che invece riguardano l'attività svolta dal Gioffredi stesso e inerenti alla propria persona, mettendo in dubbio circa la capacità di valutare i ricordi così come riportati da questo testimone.

La successiva analisi deve comportare i due super testi, Kokomani e Curatolo. Kokomani assume un ruolo importante che piano – piano così come dicevo stamattina dell'onda anomala è diventato un lago, Kokomani era il super teste perchè aveva la stessa funzione di Gioffredi, cioè era la persona che doveva collegare i quattro o comunque i due, i due ragazzi maschi che ancora oggi non hanno il supporto di una prova, non c'è un elemento che li mette insieme. Kokomani: Kokomani è stato analizzato sia nel dibattimento che durante l'udienza preliminare in maniera molto estesa, e a parere di questa difesa c'è una domanda che bisogna porsi prima ancora di valutare quello che ha detto, come l'ha detto, le varie contraddizioni e tutti gli elementi che lo rendono inaffidabile, inattendibile così come già riconosciuto in sede di udienza preliminare, è: ma perchè Kokomani si presenta alla Polizia? Kokomani e una persona dalla dubbia attività tanto che in pendenza di giudizio è stato arrestato, Kokomani lavora di un lavoro presso un agriturismo, ma in realtà si occupa di macchine, torna giù in Albania. Il Kokomani secondo la nostra interpretazione è una persona che sta ben lontano dagli uffici della Questura, che interesse aveva a presentarsi alla Questura ed andarsi ad infilare in una questione del genere? Una persona che è discutibile ed invece lo fa, racconta di essere stato in Albania, di aver parlato con questo Avvocato, Aiello, che lo conosce poi torna dall'Albania e decide, si presenta e fa una dichiarazione, si sbaglia sulla data, il 310, l'1, si sbaglia su circostanze importanti, il coltello, le olive, il cellulare, guardate quanti elementi che non hanno avuto riscontro e si sbaglia alla fine in maniera clamorosa con il famoso zio d'America, racconta di aver visto in precedenza i due ragazzi, Sollecito e Knox durante l'estate presso un bar con lo zio d'America di Amanda, niente meno. Amanda non era in Italia, non ha uno zio d'America, i ragazzi Sollecito e Knox non si conoscevano, si sono conosciuti il 25 ottobre del 2007 e quindi tutte queste circostanze fanno cadere e crollare la testimonianza e l'attendibilità di questo teste. A fortiori ulteriore elemento di contraddizione è il riconoscimento che lui fa di Amanda, lui racconta di Amanda che aveva il coltello in mano, altra circostanza strana che però serviva all'Accusa per dimostrare il capo B. Il capo B dell'imputazione prevede violazione della legge armi per aver trasportato il coltello, Kokomani serviva per collegare questo elemento. Kokomani diceva: ho visto Amanda con un coltello così. È l'unico. Oggi la ricostruzione della ipotesi accusatoria nulla dice sul coltello, sul trasporto e sul ritrasporto, ad un certo punto il coltello appare nella stanza del delitto, l'abbiamo sentito l'altro giorno, però prima no, prima era Kokomani che diceva che Amanda andava in giro con questo coltello e lo minacciava e di nuovo l'ultima contraddizione che Kokomani fa è in punto al riconoscimento dell'Amanda e di questa caratteristica fisica dello spazio nei denti, una circostanza che è stata smentita nell'immediatezza della dichiarazione ed è smentita anche oggi guardando il sorriso di Amanda. Amanda non ha uno spazio in mezzo ai denti.

Il Curatolo: Curatolo di nuovo scevri da tutti i commenti di classismo, di razzismo, di considerazione che non servono e non ci aiutano, non si può avere un professore universitario, abbiamo i testimoni che abbiamo, è la persona che è venuta qua davanti a voi, che è stato portato a braccia, è una persona che vive senza fissa dimora, e questo non può essere sottaciuto Pubblico Ministero, deve essere un elemento di valutazione generale sempre nel discorso corretto di fare un accertamento dell'attendibilità e non mi si fraintenda quando dico questo, non voglio di nuovo cadere nel luogo comune che è stato paventato per cercare di opporsi al Curatolo. Noi non ci opponiamo a Curatolo, è un dato di fatto, questo signore arriva a dire che Raffaele ed Amanda erano lì in Piazza Grimana al freddo per un certo numero di ore. Io credo che la testimonianza del Curatolo, diversa rispetto alla dichiarazione che fa all'inizio con la Sit, c'è una Sit che cambia radicalmente gli orari, deve lasciare a voi una valutazione della effettiva valenza probatoria perchè il Curatolo secondo chi vi parla oggi è un elemento di contraddizione, con la Capezzali. La Capezzali è la persona che ha sentito l'urlo, ma se confrontate gli orari della ricostruzione la Capezzali alle 11 e mezza, alle 11 ha sentito l'urlo, pertanto è stato commesso l'omicidio, il Curatolo dice che i ragazzi erano lì fino alle 11 e mezza, mezzogiorno, riporta pure l'ora, si riferisce all'orario che risulta nella piazza e quindi dell'una l'altra, è un elemento di conflitto. Il Curatolo non rientra nella cronologia così come prospettata dall'Accusa perchè pone i due ragazzi e soltanto Sollecito ed Amanda ed il Guede no, non lo vede mai, però secondo la ricostruzione già in quel momento, già in quell'epoca c'era il progetto di. Un progetto che mi ha colpito il passaggio circa al perchè i due o i tre vanno a casa e l'ipotesi accusatoria l'altro giorno ha detto, ma primo per fare, per mettere i ragazzi in competizione e coinvolgere anche Meredith primo motivo. Secondo: per un uso di hascisc perchè il Guede comunque era persona che poteva fornire questo materiale, i ragazzi sono avevano una piantagione, Guede era amico dei ragazzi sotto, Guede aveva frequentato quella casa perchè c'erano i ragazzi sotto, è pacifico che in quell'ambiente tutti facessero uso, e quindi poteva essere soltanto un'opportunità per passare una serata utilizzando queste sostanze. Terza ipotesi, e questa è la prima volta che l'abbiamo sentito, per un problema di crediti, un problema di risolvere questioni economiche, in relazione a che cosa? All'utilizzo sempre dell'hascisc, e quindi tutti e tre vanno a casa e poi cominciano a discutere di Meredith. Questa terza ipotesi è suggestiva, perchè si collega all'ipotesi che Amanda è una ladra, Amanda che è terribilmente in conflitto con Meredith al punto che la odia, entra, discutono di soldi, le ruba 300 Euro che nessuno ha mai visto, agli atti esiste soltanto una dichiarazione delle ragazze proprio del 30, perchè le ragazze erano tutte insieme il 30 e erano pronte a raccogliere i soldi, i soldi che venivano raccolti da Filomena, 300 Euro a testa per pagare l'affitto il 5 di novembre, la scadenza dal canone di locazione, ma nessuno dice: Io ho visto che Meredith avesse i 300 Euro nella borsa. Questa è una supposizione, casca anche tutta l'idea del furto, se non c'è l'oggetto del furto di che cosa parliamo e comunque ritorniamo al discorso presentato dall'Accusa circa l'ipotesi che i tre vadano a Via della Pergola per motivi economici e quindi si comincia a discutere, si entra, Meredith si arrabbia, il Guede va al bagno, Amanda ha uno scontro, il Sollecito aiuta nell'azione, cominciano a discutere e poi sappiamo come secondo la Procura si sono evoluti le circostanze. Ora credo che non si sa sottacere che ci possono essere una serie di ulteriori possibili ipotesi, in relazione a queste considerazioni che la stessa Procura fa, proprio perchè questo è un processo indiziario non è detto che ci sia una verità, ce ne possono essere due, ce ne sono essere 3, ci può essere anche la presenza di un'altra persona che non sono i ragazzi, perchè il Kokomani non è attendibile quando si presenta alla Polizia, il Kokomani può essere che è andato lì perchè qualcuno glielo ha chiesto, per proteggere qualcuno. Addirittura il Kokomani è uno spacciatore di droga, è stato arrestato, non so adesso se sia ancora in custodia, ma tutto questo sapete cosa vuol dire? Vuol dire una parola sola, dubbio. Dubbio. Non è una circostanza che volevo analizzare, ma l'ho dovuto fare perchè conclusioni del Pubblico Ministero mi hanno portato in questa direzione. Ricordiamoci che ci sono anche delle impronte di mani non attribuite, ce ne sono 14 nella stanza, nella casa perchè alcune sono in cucina e tutto questo risulta nella relazione generale e lo so che il Pubblico Ministero ha già affrontato questo argomento, perchè ne avevamo già discusso, però nella relazione risulta impronte non attribuite, impronte digitali non attribuite. Un'altra importante testimone è la Popovic e la Popovic è importante perchè non solo risulta essere attendibile, è una ragazza che si è presentata, la raccontato la storia, conosceva Raffaele, non conosceva Amanda, racconta di questo impegno aveva preso per farsi aiutare, ma racconta con maniera puntuale e precisa la circostanza che i ragazzi alle 20.40 erano a casa, lei dice: ho finito lezione, torno a casa, mi viene meno... La Popovic ha questa rilevanza nello scenario prospettato perchè è una certezza, i ragazzi alle 20.40 erano a casa, l'altra certezza è costituita dalla fine del film, che risulta essere 21.10. Ora la ragazza racconta con precisamente tutto quello che ha fatto, sono venuta, ho parlato prima con Amanda, poi sono tornato, mi chiedono di salire, lei dice di no e comunque risulta essere attendibile. Parla anche della distanza Via Tre Archi e Corso Garibaldi, ci vogliono circa 20 minuti, quindi io ero lì alle 20.40. il Pubblico Ministero insiste, dice: ma come mai, perchè lei è passata, non poteva telefonare? No, non ha telefonato perchè non aveva il credito sul telefono e racconta che Amanda era molto allegra, era molto sorridente, quasi mi rispondeva con un sorriso e dice: io l'ho vista solo una volta prima di allora, e mi sembrava però sempre così aperta. Aperta, allegra e sorridente. Stiamo parlando della sera dove invece sembrerebbe i ragazzi avrebbero odiato, avrebbero aggredito, avrebbero poi commesso un omicidio, questo è l'inizio di quella sera, come si può cambiare tutto questo e soprattutto non si può dar credito a questa ragazza che è stata puntuale, precisa in tutto quello che ha detto e invece dare credito a suggestive ricostruzioni non supportate da certezze. L'ipotesi che è stata paventata dell'uscita di Amanda in quel periodo, quando riceve l'sms da Patrick, 20.18 si dice: risulta che il telefonino ha ricevuto il messaggio quando era in via Ulisse Rocchi e quindi non era a casa. Ma come il film Amelie l'ha fatto vedere lei, era lei che aveva detto a Sollecito “Vediamo il film”, il film è finito alle 21.10. Via Ulisse Rocchi, io sono andato a fare una passeggiata, sta a 500 metri da Via Garibaldi e di nuovo si usa il discorso delle celle, della copertura, dell'attaccamento, del Best server, per dire che Amanda quel pomeriggio è uscita e che fa Amanda? Perchè si fa questo ragionamento? Perchè manca la catena della prova per collegare Sollecito e Guede, manca ancora oggi, cascato Kokomani, cascato Gioffredi o comunque valutatelo voi, oggi si dice che Amanda va fuori, incontra Guede e Amanda si sottolinea, lo si ripete, lo risottolinea, sapeva in quel momento che Sollecito aveva un altro programma, quindi lei era libera e si dice, facendo anche un po' di malizia, che Amanda avesse un accordo con il Guede. Amanda non l'ha mai visto, l'ha visto due volte per sbaglio, non aveva il cellulare, non ci contatti, non ci testimoni, Amanda quando viene sentita il 6 appena fermata dalla Zugarini dice il 5, no, era il 6, il 6... Il 5, comunque come ho detto stamattina, riferisce di Guede e lo identifica come il ragazzo sudafricano, non si ricordava neanche il nome. E quindi mancando questo anello si fa una ricostruzione che cerca di coprire di nuovo un vuoto nella ricostruzione omicidiaria e nella ricostruzione dell'accusa. Questo vuoto però non trova riscontro perchè è certo che i ragazzi sono rimasti a casa e sapete perchè? Guardatevi quante volte Amanda lo scrive, lo dice, racconta nella email del 4 novembre che cosa è successo e che cosa ha fatto quella sera, è stata a casa, hanno cucinato, hanno fatto l'amore, hanno dormito, hanno fumato, hanno visto il film, Sollecito stava al computer, poi lo ripete nella lettera a noi, lo ripete nel memoriale secondo, numero 2 e lo dice in interrogatorio, lo dice qua davanti, una ricostruzione sempre uguale, non si è mai contraddetta su questo punto e io ritengo che se si deve dare un peso ai fini del discorso degli indizi, indizio che vale zero, indizio che vale zero, indizio che vale zero, risultato è zero, oppure di valutare dichiarazioni, documenti scritti, in questa bilancia tra la prospettazione che Amanda è uscita solo perchè via Ulisse Rocchi è a 500 metri da Via Garibaldi per organizzare un incontro con Guede, che poi cambiato il programma del Sollecito diventò motivo per mettere in contrasto, in competizione i due maschi, beh francamente credo che le incertezze siano più delle certezze.

Un'altra considerazione su questo punto è la illogicità secondo me e questo è un ragionamento probatorio di intuito, che ha la prospettazione che i ragazzi una volta trovatisi a casa di Meredith, sposando l'ipotesi numero 1, cioè Amanda mette in concorrenza i due maschi e poi dice: “Andiamo a casa di Meredith, sta da sola, vedrai che anche lei è interessata”. Ma come si può pensare ad una cosa del genere? I ragazzi, Guede e il Sollecito non si conoscono, li mette in competizione per fare che cosa? Per farsi tradire, Amanda la diabolica pensa che il suo ragazzo con il quale ha un inizio di rapporto molto genuino, tipico di chi ha 20 anni, si espone ad un tradimento, a farsi mettere le corna? Dice: Va bene, vieni, tu vedrai che c'è anche Meredith” e poi stessa cosa come ragionamento nei confronti del Sollecito. Sollecito accetta di dividere Amanda con un altro e di farsi tradire? Oppure come era all'origine si parlava di un'ipotesi di perversione? Un'orgia a quattro? Ma questi elementi devono essere riscontrati nella vita di questi ragazzi. Questi ragazzi, io voglio ricordarlo anche con una certa simpatia, si sono conosciuti ad un concerto di musica classica, passatemi questo momento di romanticismo, però credo che sia bello che due ragazzi di 20 anni invece di incontrarsi in discoteca tra fumi e rumori abbiano invece cominciato la loro storia d'amore che non possiamo non pensare genuina, perchè il passato loro è limpido, in un momento così particolare un concerto di musica classica, sono pochi i ragazzi a 20 anni che vanno a vedere i concerti di musica classica. Loro sono andati e si sono pure incontrati, questo è un elemento certo, lo abbiamo riscontrato da tutti, l'hanno detto tutti. Eppure questi ragazzi dopo una settimana prendono delle strade così diverse, così confligenti con quello che è la loro storia, che su questo punto di nuovo creano certamente un dubbio. Due parole sulla Capezzali, la Capezzali è importante per questi due elementi, il grido ed il fatto che avrebbe sentito secondo la ricostruzione uscire prima il Sollecito e l'Amanda passando sul parcheggio di Sant'Antonio e poi salire sulle scale e poi successivamente immediatamente dopo il Guede che invece sale sulle scale verso il piazza Grimana. Beh, sulla prima circostanza dell'urlo anche lì ci sono poche certezze, è tutto collegato ad una medicina, aveva problemi diuretici, va a dormire, più o meno si ricorda e quello è un dato che si può rilevare, più o meno quando una persona di quell'età si presume che sia consuetudinaria che dice vado a dormire a quell'ora, il dato di partenza può essere attendibile, poi però si sveglia in mezzo alla notte e dice di sentire questo urlo. Ma il collegamento è soltanto per la medicina, perchè queste medicine che lei prendeva dopo due ore hanno effetto, ma chi lo dice questo? Ma come facciamo ad essere certi dell'ora, questo è fondamentale per l'accusa, perchè cercano di collegare tutto lo scenario con il momento della morte, posticipato con il Curatolo e con la Capezzali in un'ora tarda, più tarda, anche se poi lo spazio temporale per fare tutto questo oltretutto si restringe perchè davanti a quella casa quella sera ci sono state più di una persona, c'è stato il Lombardi, il responsabile del carro attrezzi, la Falsicciola e le coppie che stanno lì per circa un'ora, dalle 10 e mezza alle 11 e mezza, il responsabile che va a prendere la macchina a mezzanotte e mezza, Isham, racconta di non aver visto nessuno. Quindi anche sposando per un attimo la tempistica, tutto questo avviene in quanto tempo? Non si capisce, uno spazio temporale troppo breve. La Capezzali dicevo sull'urlo, io credo che sia una persona genuina la Capezzali, tanto genuina che non si può non pensare che abbia avuto una certa influenza da questa terribile circostanza da tutta l'attenzione che le è stata data. Mi ricordo durante il sopralluogo signori Giudici che abbiamo fatto presso la casa, la Capezzali era sopra il parcheggio Sant'Antonio, ci stava guardando ed era attorniata da giornalista, parlava con tutti e la Capezzali è stata intervistata, ha rilasciato interviste in Italia, all'estero, ha fatto venire delle persone a casa, osservatori che hanno potuto ricostruire la possibilità che con quel vetro, con quel secondo vetro era possibile sentire un minimo di influenza esterna l'ha avuta e mi ha colpito nel verbale la parola “Casa degli orrori”, perchè? Mi ha colpito anche la testimonianza che abbiamo fatto vedere qui della trasmissione televisiva dove lei quando ad un certo punto arriva a dire: “Ma lei le ha mai viste queste ragazze?” “Sì, Meredith e Amanda ogni tanto le vedevo, abitavano sotto casa mia, sempre insieme, però nell'ultimo periodo no, anzi ho visto che c'era qualcosa che non andava e poi lei Meredith, brava, Amanda no, che faccia che aveva”. Cioè tutto questo è troppo, è troppo indicativo di una suggestione che ha avuto, quindi sì persona semplice, ma certamente anche suggestionata. Cozza, la seconda parte della sua rappresentazione circa l'uscita perchè non c'è tempo, confligge con gli orari, o stavamo a Piazza Grimana oppure è la versione della Capezzali, bisogna che la Procura chiarisca questo punto. Io credo che se è vero come dice Curatolo che i ragazzi erano a Piazza Grimana dove era Rudy Guede in quel momento? Era in concorrenza, ma dove era fisicamente, perchè non è stato visto da nessuno, da tutti quelli che avevano il problema con la macchina, il Lombardi, la Falsiccioli, il marito, nessuno vede Guede, non lo vede neanche Curatolo. Sull'orario della morte è pacifico che l'elemento utilizzato sia quello della digestione, fondamento in parte residuale così come abbiamo sentito, però analizzato nel dettaglio da tutti e la ragazza ha mangiato alle 19.45 rispetto alla rappresentazione fatta da Lalli che aveva dato un orario diverso perchè aveva informazioni diverse in quel momento, e quindi aveva portato a concludere alle 11 con un'oscillazione di un'ora più, un'ora in meno, in realtà adesso si è anticipato l'orario della morte, quindi l'omicidio è avvenuto prima. Di questo ne siamo convinti perchè Lalli che attenzione è stato l'unico medico legale forense che ha visto il corpo, che ha fatto l'autopsia, è un elemento per chi fa quel mestiere e me l'ha detto Torre che mi ha raccontato che in vita sua ha fatto più di mille autopsie, è fondamentale fare una valutazione come hanno fatto tutti gli altri, Umani Ronchi, Cingolani, i vari consulenti di parte, sui documenti è un lavoro per chi fa quel mestiere, parziale, o comunque soggetto a grandi limiti, Lalli è l'unico che ha visto il corpo, ha fatto l'autopsia ed è preciso nell'indicazione del contenuto del bolo alimentare racconta la presenza e la Procura dovendo dare atto che in una situazione normale di digestione dura due o tre ore partendo dalle 19.45 cerca di spostare, ed allora esce fuori il fungo, un fungo che in realtà non esiste perchè quando Lalli viene sentito su questo punto dice che, risponde “Ah sì, nell'apertura del tratto inferiore dell'esofago che è la struttura anatomica che collega il cavo faringeo la bocca con lo stomaco, è stato rinvenuto piccolo frammento di fungo non digerito, quindi in una fase sicuramente di non digestione. A mia memoria c'era, non ricordo onestamente”. Allora questo era l'esame, andiamo a prendere la relazione, Lalli ha fatto due relazioni, una nell'immediatezza danno una serie di risposte e poi integrata a febbraio, prima della revoca. Ricordiamo che il Pubblico Ministero ha cambiato il consulente ed in quella relazione c'è una descrizione “Probabile sostanza vegetale (fungo?)”. Questo è l'elemento oggi utilizzato dalla Procura per dire: Meredith ha finito di mangiare con le amiche, ha mangiato la pizza, ha mangiato la (Apple Pie), ha mangiato il gelato ed è tornata a casa e poi mangia un fungo, un fungo crudo e poi uno? È una circostanza non dimostrata e quanto meno è inverosimile. Nel frigorifero non è stata rinvenuta una confezione di funghi e questo di nuovo nel tentativo di spostare, perchè sono costretti, quella sera ci sono ormai tanti elementi che devono per forza portare all'ora della morte in un orario successivo e sul punto del fungo anche Bacci è stato abbastanza preciso. Ricordo che nella consulenza Lalli perchè appunto loro hanno fatto una consulenza sulla consulenza, su delle carte, se uno ti chiede l'ora della morte, la ragione della morte e quant'altro è giusto che per fare una risposta bisogna vedere il corpo, e non solo i documenti, lui comunque afferma “Ricordo che nella consulenza Lalli si parlava di un frammento di fungo vicino alla regione precordiale, insomma che era come dire ben evidente e bene apprezzabile nella sua (morfologia), quindi fu data diagnosi di fungo”. Io non l'ho visto, ma fu fatta questa diagnosi, in realtà ripeto la relazione Lalli, andatela a controllare, parla soltanto di un frammento vegetale e non di fungo. Quindi si cerca allora di introdurre argomenti ancora per dimostrare che c'è stato un blocco della digestione, gli elementi stressogeni. Questa ragazza è una ragazza in piena salute, normale, non aveva nessun problema, eppure si cerca di dire: “Sì, però il fatto che il bolo alimentare fosse ancora all'inizio della digestione, quindi non era iniziato nulla e quindi si può dire che più o meno era questo il periodo, ci porta a dire che, o comunque a non escludere – il terribile modo di ragionare – che ci possano essere stati elementi stressogeni”. Uno più uno elemento stressogeno: era minacciata, gli si è bloccata la digestione perchè era minacciata, c'aveva qualche cosa che non andava, c'era qualcuno che la terrorizzava e quindi si sposta di nuovo l'orario. Anche questo trovo un elemento di grande incertezza. Voglio arrivare soltanto a trattare un argomento che a noi sta a cuore anche se trovo che ha perduto valore cioè le tracce di sangue nel bagno che sono state oggetto di valutazione sin dall'inizio, un po' come l'orma. Ricordo come ieri quello che è scritto nelle varie ordinanze di riesame, il fatto che nello stesso bagno ci fossero tracce di sangue della Meredith e di Amanda. Ma signori della Corte vivevano lì, nello stesso bagno, lo usavano prima una e poi l'altra, ritorniamo al discorso delle tracce non databili, quella è una certezza granitica, io lascio una traccia e dopo un mese, dopo un anno, dopo 10 anni, se quella traccia non viene pulita rimane lì e se mia moglie va al bagno ne mette un'altra di traccia, traccia mista, traccia mista, la prova per dire che cosa? Che c'era un lavaggio di mani? Che la ragazza aveva, questa è la fotografia che è stata usata anche, guardate la distorsione, questa è una fotografia che è stata utilizzata in quel contesto e che credo anche il Giudice delle Indagini Preliminari abbia considerato, perchè lui dice ma come si può pensare che A Amanda abbia fatto la doccia in un posto così, quella è una fotografia falsa, non è corretta, quella è una fotografia che è stata distribuita, pubblicata e questo è un foglio che ancora oggi è pubblicato su internet, l'ho stampato due giorni fa, la sostanza rossa che vedete è il reagente chimico che è stato usato per le impronte digitali, una specie di spray mi sembra di capire, che è stato buttato, tutto rosso. Adesso vi faccio vedere invece come era il bagno e l'importanza di queste orme, di queste tracce di sangue. Ricordiamolo nel bidè, intorno allo scarico, sul lavandino, sul bordo e sul rubinetto, questo è come si presentava il bidè. Amanda lo dice, c'era un po' di sangue e guardate dove è il sangue, può tornare al bidè un attimo? Vediamo se possiamo individuare la traccia di sangue, guardatela, una strisciata di sangue. Le ragazze erano sane, con tutti i problemi di igiene intima, come si può pensare che quella, soprattutto con il discorso della pulizia, della simulazione che hanno lavorato tutta la notte, fanno tutto quello, fanno sparire tutte le tracce nella stanza facendo un lavoro da chirurghi e lasciano di Guede, però quelle loro le fanno sparire, poi vanno al bagno e quella sarebbe una traccia. Guardate anche il tappetino, quando Amanda dice: “Ho fatto la doccia, sono andata in camera, mi sono cambiata, poi ho visto questa cosa per terra” che cosa dice? Lei dice “Ma qualcuno non ha pulito”. Ha visto il sangue nel bidè, fa un discorso tipo “Ma che schifo qualcuno non ha pulito”, ma non pensa che lì possa essere stato commesso un omicidio. Non è un elemento che fa... Guardate è tutto bianco. Lo stesso lo dice, sapete chi? Il primo ufficiale P.G. che interviene, Polizia Postale, Battistelli e Marzi i quali cosa dicono? Siamo entrati, non abbiamo visto niente di particolare, noi cercavamo i cellulari, quindi non avevamo l'idea che ci potesse essere stato un omicidio o qualche altra cosa, e la domanda: “Avete visto il bagno?” “Sì”. “C'era qualcosa di strano?” “No”. “Siete entrati in bagno?” “No, perchè?”. Marzi dice addirittura che è entrato e conferma “Avete visto?” “No, non abbiamo visto niente di strano”. Eppure questo argomento nella fase preliminare è stato uno degli indizi come l'impronta a carico di Sollecito. È chiaro che Amanda è andata a fare questo. Approfitto anche per diffidare formalmente l'editore della foto precedente dal rimuovere questa informazione che è incorretta, peraltro mi dispiace tornare sull'argomento ma questo sia anche un esempio della trappola che dicevamo stamattina in cui credo il Pubblico Ministero sia caduto circa i complotti. Si legge in questo articolo al secondo paragrafo “In queste terribili nuove fotografie distribuite dalla Polizia italiana oggi, si vede tutta la scala dell'orrore con la quale la Polizia si è confrontata quando è entrata nell'appartamento in Perugia e si vede chiaro, in queste immagini shock, piscine di sangue” ed accanto come potete vedere c'è invece una fotografia reale, questa è la fotografia... Ve la facciamo vedere, sì. Credo che questo sia una dimostrazione di tante cose, questo risulta essere su questo sito niente meno che dall'11 febbraio 2008, questa è la situazione dell'11 febbraio 2008, ancora oggi esiste questo e se è vero come dobbiamo credere che il Pubblico Ministero ha avuto delle ingerenze in questo potrebbe prendere iniziative anche nei confronti di questo articolo che fa riferimento ad una distribuzione della foto da parte della Polizia oggi, 11 febbraio 2008. Se posso chiedere una sospensione di 5 minuti.
GCM:
Si sospende l'udienza per 5 minuti. (Sospensione). Alle 16:22 riprende l'udienza. Si prosegue con la discussione, l'esposizione della difesa di Amanda Knox.
CDV:
Grazie Presidente, riprendo la parola per analizzare un altro testimone che è stato utilizzato a sostegno dell'ipotesi accusatoria è la Monacchia Antonella. Monacchia Antonella si collega alla Capezzali perchè appunto è una conferma.
GCM:
Sì, possiamo aspettare qualche secondo.
CDV:
Dicevo dobbiamo analizzare la posizione della testimone Monacchia Antonella perchè secondo l'ipotesi accusatoria sarebbe una conferma dell'esistenza di questo urlo, peraltro circostanza plausibile, una ragazza che subisce un'aggressione di questo tipo non si può non pensare che abbia urlato o comunque che c'abbia provato e questa deduzione era assai comprovata da due elementi, uno: l'ecchimosi sotto il naso che sembrano proprio da un tentativo di chiudere la bocca e l'altra dalla piccola ferita sulla parte destra che certamente non è stata concomitante con quella parte sinistra, quindi tutte le ipotesi può pensare che questa ragazza abbia urlato. Tuttavia il dubbio che qualcuno l'abbia sentita esiste perchè era una notte buia, la casa nonostante fosse in una posizione al centro di Perugia è molto isolata, si trova in una posizione sottostante e quindi la Monacchia assume un indizio, assume un valore di indizio così com'è la Capezzali, di nuovo un indizio più un indizio diventano due ed il valore che ciascuno può avere siete voi che lo volete dare, ma è opportuno analizzarlo. Voglio far vedere esattamente dove abitava la Monacchia. Questa è la foto aerea della casa, qui potete vedere, questa è Via della Pergola, la villetta, questo è tutto il parcheggio Sant'Antonio e la Monacchia risulta abitare qua, in questa casa qua. Aveva le finestre se non erro al quinto piano sulla facciata e indirizzate verso la valle, questo si chiama Bulagaio e la finestra di Meredith sta qua, la stanza di Meredith sta qua, dove c'è la freccetta, quindi la distanza è tra qua e qua. Ora la ragazza oltre che fare parte del gruppo dei testimoni tardivi perchè si presenta dopo un anno, dico ragazza perchè è di giovane età, è molto esplicita, racconta dell'incontro con un responsabile dei media e racconta che si è presentata perchè è stata invitata, è stata come dicevo prima stamattina incalzata. E quello che stupisce questo difensore è che lei dice a mia domanda che non si sarebbe presentata se non avesse avuto l'incalzamento, tra virgolette, di questa persona. Allora questo è già un elemento per stralciare ab origine tam quam non esset, non c'è un vizio, un elemento probatorio a sostegno di un'accusa come questa. Non si può dar credito ad una persona che dice una cosa del genere, mi dispiace per la Monacchia, mi sembrava molto corretto, ho apprezzato la sua risposta sincera, però in un giudizio, questo è fuori. Tam quam non esset, lo dovete cancellare, non è, è un elemento viziato. Anche ammettendo la sua credibilità cade comunque in una contraddizione con la versione dell'urlo così come riferita dalla Capezzali. Lei parla di una lite fra due che discutevano, due italiani che discutevano, discutevano in italiano, venivano dal parcheggio, la sua finestra sta qua, qui c'è un parcheggio oppure è qui il parcheggio, io lo facendo vedere. La qui la distanza non è tanto, c'è certamente un dislivello perchè questo parcheggio sta sotto a questo e la casa se non sbaglio è di 5 piani e lei dice di abitare al quinto, quindi c'è un dislivello, però è possibile che lei abbia sentito qualcuno litigare. E poi però dice ho sentito anche un urlo, però è un urlo diverso da quello della Capezzali, lei parla di un urlo secco e forte ed allora che cosa fa? Si affaccia. Immaginate a quell'ora quanta gente ci poteva essere, lei comunque ha una visuale da qua, se si affaccia certamente vede questa zona, se si affaccia e guarda sulla sinistra, passato questo angolo, riesce forse a vedere questa parte qui del parcheggio di Sant'Antonio, questa parte qui e non vede nulla, non vede nessuno, perchè comunque era un urlo chiaro e forte. Questo è quanto, su questo testimone. Devo affrontare un altro argomento che credo poteva avere un certo valore, cioè l'argomento dei computer. È chiaro che in questo processo già l'analisi fatta sui cellulari ha dimostrato l'importanza di questi strumenti oggi. Dicevo l'argomento dei computer perchè al giorno d'oggi i computer rappresentano una fonte di informazione così come i cellulari, abbiamo visto che celle, il contenuto, i messaggini, la possibilità di essere rintracciati, questi ragazzi sono tutti ragazzi di 20 anni, avevano tutti il portatile e su questo elemento c'è una situazione chiarissima, nonostante si cerca di non parlarne e cioè che questi computer e parlo del computer numero 2 di Sollecito, del computer della Meredith Kercher e del computer della Amanda Knox rispettivamente, un Apple, un Toshiba ed un Hitachi o meglio il Toshiba era quello di Amanda Knox, hanno subito una vicenda processuale che non ho esitazione a dire che è stato un errore delle indagini, perchè questi tre computer che avrebbero, così come già anticipato dal collega della Difesa Sollecito, potuto fornire qualche informazione non sono disponibili perchè sono tutti stati bruciati, tra virgolette. Per chi si ricorda anche l'importanza di questo episodio, si era arrivati a dire per mesi, perchè ricordiamolo i tre portatili come questo erano rispettivamente nelle stanze del Sollecito, dell'Amanda Knox e della Kercher e tutti e tre sono stati oggetto di sequestro, evidentemente sono stati oggetto di analisi perchè chi non poteva non pensare che poteva esserci un'informazione importante, chi non poteva non pensare che dentro un computer in quella situazione ci poteva essere un elemento di prova, un contatto, una dimostrazione, quindi era ovvio che l'attenzione andava concentrata. Guardate all'episodio di due settimane fa, di Roma, l'omicidio che è stato largamente riportato, oggi si discute tutto dell'hard disk, del contenuto dell'hard disk, delle fotografie, delle email, degli indirizzi e quant'altro, quindi un elemento fondamentale al giorno d'oggi eppure non ce l'abbiamo perchè sono stati bruciati. Il professor Bernaschi incaricato dell'incidente probatorio, del secondo incidente, in realtà è cronologicamente stato fatto prima l'incidente probatorio su computer e poi successivamente l'incidente probatorio sulle cause della morte sempre in aprile del 2008, ha avuto l'incarico di rispondere dall'allora responsabile dottoressa Matteini, G.I.P., ad una serie di quesiti, il primo quesito era: dica il perito perchè questi computer non funzionano; secondo quesito: dica il perito se è possibile il recupero dei dati. Un filo logico ordinario, una attività in questa fase obbligatoria, un omicidio, l'importanza di un attrezzo come questo. Lui risponde, dopo aver fatto queste analisi, avere estratto gli hard disk che sono queste macchinette che ci sono dentro, le manda addirittura in Germania ad una società crollen card che è specializzata nel recupero di dati da computer che hanno subito delle lesioni e il risultato lo conosciamo, è uno shock elettrico, cioè questi computer sono stati oggetto di uno shock elettrico. Che cosa vuol dire? Vuol dire che qua dentro il cuore del computer è composto da un hard disk, è una scatoletta così con dentro una rotella che gira e tanti fili, detto in parole povere, e quando si cerca di vedere un computer il primo, la prima attività che si fa è lo si deve copiare, non si lavora mai sull'originale, è una regola di procedura, è una regola di chi fa questo mestiere. Tu vuoi sapere cosa c'è qua dentro? Non prendi questo computer, lo estrai l'hard disk, lo copi e lavori sulla copia. Questo perchè non si deve mai perdere l'originale nel caso poi soprattutto si debba fare un secondo. In questa operazione cosa è successo? Che si è creato questo shock elettrico, evidentemente conclude il Bernaschi e vi invito a leggerla perchè credo vada nel contesto generale di questo plesso, vada valutata. I computer risultano bruciati per due motivi, uno shock elettrico che può essere causato dall'attaccamento della spina, l'hard disk alla fine ha un sistema di fili schiacciati con una spina fatta con i Pin, un po' come questo, questa qua ha dei Pin, è la stessa cosa, quando si toglie l'hard disk che sta nel cuore del computer rimane una scatoletta, questa scatoletta si può leggere se la si attacca a qualcos'altro. Per attaccarla ci vuole una presa, maschio – femmina, esattamente come la presa elettrica. È stato fatto anche l'utilizzo di un... Mi fai vedere la foto, così parlo con coscienza. E quindi in questa operazione il tecnico ha ipotizzato due possibilità, dice: le schede elettriche di tutti e tre dischi risultano danneggiati in maniera tale da rendere totalmente inattive. Le cause di questo danneggiamento possono essere molteplici, ma sicuramente le schede hanno subito uno shock elettrico, non appaiono danneggiate fisicamente. Non erano state rotte, non era successo niente. Si è cercato di riprodurre su un disco di prova una situazione come quella riscontrata, e che cosa è successo? Se andiamo sotto, questa è la relazione, c'abbiamo anche la copia del disco, quindi vediamo di cosa parliamo, questa è l'incredibile vicenda di questi computer. Questi computer, eccolo qua questo è un cd, le vedete? Questo è l'hard disk, è inutile che vi spiego come fosse... Io l'ho capito perchè ho seguito questa questione, ma non conosco neanche io troppo bene la materia, e questi computer hanno un voltaggio diverso rispetto al computer normale. Mi computer quelli fissi, quelli che abbiamo a studio, quello lì per esempio, lo vedete? È un (kays) che ha un voltaggio diverso e quindi se si collegano l'hard disk, questo qui ad un computer come quello senza una macchina speciale, si crea uno shock elettrico si bruciano i fili dentro, si brucia il sistema elettrico detto in parole povere. Lo stesso può accadere se nelle due spine, che sono delle spine lunghe così c'è un'inversione delle spine, cioè si mettono le spine male, anche lì si crea uno shock elettrico perchè i Pin vanno a creare un contrasto che bruciano. Questo è quello che è successo, lo dice un esperto, niente meno del Consiglio Nazionale delle Ricerche, CNR di Roma, professor Bernaschi, peraltro è stato il professore dei tecnici del computer Trificy e l'altro Gregori che sono intervenuti qua, i quali dicono abbiamo studiato dal professor Bernaschi, quindi è una persona di assoluta attendibilità. Si può pensare che la Polizia Postale abbia bruciato questi computer per sbaglio? Io lo devo pensare, però non posso sottacere ad una circostanza dal genere, di nuovo creo, lo so che qui si alzano gli scudi, lo so che interviene il sindacato a difesa della Polizia, a me dispiace perchè io non ho niente, Lavoro con il Ministero degli Interni a Roma Piazza del Viminale su base annuale da quando ho cominciato a fare l'Avvocato, il nostro studio dal 1957 ha una consulenza con il Ministero degli Interni Piazza del Viminale, lo stesso dicasi per il Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri a Viale Romania, quindi figuratevi, figuratevi se io posso essere additato come colui che denigra, che interesse ho? Io faccio l'Avvocato non posso non guardare questa ragazza e tacere situazioni come queste all'interno di un processo. Il computer, soprattutto il secondo computer di Sollecito e il computer della Meredith potevano certamente essere una fonte di informazioni enorme. Devo concludere per correttezza la relazione del parere Bernaschi il quale dice al secondo quesito, ricordo il primo: i motivi di questo malfunzionamento e non vi sto a raccontare tutte le speculazioni che sono state fatte e illazioni che i ragazzi prima di andar via hanno bruciato i computer apposta, ma se proprio volete andatevi a prendere la stampa di quei periodi, parlo di gennaio, febbraio, marzo, aprile, c'era l'ipotesi che i ragazzi avessero bruciato i computer apposta, e come avevano fatto, quando avevano fatto? Fiumi di articoli, è stata una tempesta, era l'onda anomala, eravamo in mezzo, stavamo lì bruciati, noi zitti, non abbiamo preso nessun atteggiamento, abbiamo aspettato l'esito e questo è quello che è successo, quindi la forza degli indizi che vengono male interpretati. La perizia Bernaschi conclude sul secondo quesito che la Matteini molto correttamente aveva posto: è possibile recuperare. E qui ci ricolleghiamo anche alle richieste del 507 fatte e quello che è stato detto ieri dalla Difesa Sollecito, risponde: “Sì e no. È possibile recuperare forse il computer del Sollecito, è possibile forse recuperare il computer della Kercher”, perchè lui lo fa, noi c'abbiamo una copia a studio, noi c'abbiamo una copia, lui lo fa, c'era scritto nella domanda: “Il perito recuperi i dati” e poi il no è relativo al Toshiba della Knox, perchè il Toshiba della Knox era avanzato, era il più evoluto dei computer, questa è roba che cambia ogni 6 mesi, bisogna buttarli e comprarli nuovi, quello nuovo della Toshiba era irrimediabilmente bruciato, l'unica soluzione a detta della società incaricata era quello di mandarlo alla Toshiba ma comportava tempo e costi che non sono sembrati appropriati. L'altra circostanza che ora mi sovviene è la stessa fattispecie applicata a Laura Mezzetti. Vi ricorderete il Laura Mezzetti la coinquilina? La Romanelli. Filomena Romanelli coinquilina racconta che dopo aver sfondato la porta, trovato il cadavere escono, Battistelli addirittura dice che nessuno entra nella casa, nessuno, lei però poi dice: io sono rientrata, ho preso il mio portatile perchè io facevo la praticante procuratore presso uno studio legale, il mio computer c'aveva tutto, ho insistito e sono entrata. E lei prende il suo computer. Riguardatevi il 7 febbraio, la trascrizione del 7 febbraio, lei in maniera molto onesta, perchè era una fattispecie che nessuna conosceva, tutto questo che ho detto prima fino a Bernaschi si conclude all'incidente probatorio, aprile 2008, subito dopo la Cassazione, c'è questo incidente, si dà atto che questi computer sono stati bruciati e non si fa più niente. In dibattimento scopriamo per la prima volta che la stessa situazione è successa al computer della Filomena Romanelli, la quale prende il computer, lo porta fuori, lo mette in macchina, dopo poco nel pomeriggio del 2, stiamo parlando, quando c'era ancora Amanda nella macchina, che faceva freddo e gli altri, sono arrivati i Carabinieri, è arrivata il ambulanza, etc., qualcuno dice: “No, aspetta ridammi il tuo computer”, perchè è ovvio in quel momento fondamentale andare a prendere i computer, non puoi permettere di portarlo via, qualsiasi funzionario avrebbe fatto la stessa cosa, è giusto. Lo riprende e lei poi racconta: Me l'hanno ridato, il mio portatile me lo danno sera verso le 10 in Questura, mi dicono che l'hanno preso e poi me lo ridanno e quando me lo ridanno andiamo lì, lo aprono che non funziona. Non funziona, non parte, e lo facciamo dove? Dentro la Questura. Ma con chi? Con i funzionari. Ma perchè non parte? Non lo so. Ma prima partiva? Sì. Ma scusi lei quand'è l'ultima volta che l'ha usato? Mah qualche giorno prima. Funzionava? Sì. Ed allora che cosa è successo? Ma guardi Avvocato noi l'abbiamo portato, l'ho dovuto ricambiare perchè l'hard disk si era bruciato, ho speso praticamente il doppio del valore del computer, l'ho dovuto sostituire ho salvato i dati. Allora questa è un'altra circostanza che peraltro sottaciuta che deve essere valutata in relazione a questi computer.

Io signore e signori giungo alla conclusione perchè siamo in due e quindi domani anche l'Avvocato Ghirga certamente più bravo di me sarà capace di coprire tutte le incertezze e gli argomenti che non ho trattato, a parte l'ho fatto apposta perchè ritengo che molti degli argomenti sono a voi chiari per poter prendere una decisione e quindi non c'è bisogno di ripetere, ed in conclusione devo dire che ci sono all'esito dell'istruttoria dibattimentale una serie di circostanze che oggi sempre più risultano non sostenere il capo di imputazione e l'invito che faccio a voi è che con la massima serenità poi possiate individuarli e valutarli. Ripeto, fuori dai luoghi comuni, fuori da quella che è stata la storia di questo processo, e cioè solo dal 16 gennaio in poi. Fuori dalle influenze che ci possono essere state percepite, anche singolarmente in casa, in famiglia, presso gli amici e di mantenere la concentrazione sui documenti, tutto quello che è agli atti. Io ritengo che gli argomenti principali sono l'assoluta mancanza di movente o comunque la illogicità, la inverosimiglianza di un'ipotesi accusatoria basata su una vendetta per odio, primo. Secondo: un gioco sessuale andato male perchè comunque ricordatevi era ricostruzione c'è sempre un tentativo di abuso sessuale, però perpetrato soltanto dal Guede. Certo, si parla di concorso, però il movente risulta essere una carenza dell'impianto accusatoria. L'assoluta inverosimiglianza, illogicità dell'assunto per cui l'arma del delitto viene individuata con il reperto 36. Ab origine, ante analisi scientifica e per il sol fatto che risulta essere trasportata due volte, Via Garibaldi – Via della Pergola, Via della Pergola – Via Garibaldi, ma chi fa una cosa del genere? Ma quale omicida si comporta così? Io credo che ancora prima della valutazione della compatibilità e delle tracce A e B e DNA voi dovete valutare questo e questo forse è già sufficiente per stralciare questo elemento. Il capo di imputazione su questo punto non prevede la premeditazione e quindi non si riesce a capire perchè quel coltello è stato conservato in un luogo diverso da Via della Pergola, perchè uno doveva portare un coltello dentro Via della Pergola quando ce n'erano tanti? A Via della Pergola, lo ricordo soltanto per puntualizzare, c'era la cucina, con una serie di coltelli, sotto il letto della camera di Amanda Knox c'era un set da cucina che lei aveva comprato in Germania che oggi non esiste più, perchè sono entrati i ladri nella casa sotto sequestro, vi ricorderete le due effrazioni in pendenza di giudizio. E nella seconda se non sbaglio insieme al materasso sono stati portati via anche i coltelli da cucina che la Knox aveva comprato, erano tutti impacchettati perchè lei prima di arrivare a Perugia era passata dalla Germania, da sua cugina e la cugina gli aveva fatto comprare un set da cucina compreso anche di coltelli. Quindi l'illogicità proprio della storia di questo coltello, prima ancora di tutte le altre circostanze. La violenza di gruppo secondo me non è provata, si assume che sarebbe stata commessa da ben 4 persone, tutte adulte, di cui la povera vittima stessa aveva una situazione supina in uno spazio utile misurato da tutti gli esperti in 2 metri e 3 per 1,15, questo è lo spazio utile della stanza della vittima. La contraddittorietà nel presentare l'ipotesi della posizione della vittima tra l'uacv, cioè l'unità di crimine violento e il cartone animato, è già questo un elemento per dimostrare che nessuno è riuscito a convincere circa la posizione delle quattro persone in quella stanza. Nella stanza da letto vi era un letto, un comodino, un armadio non incassato, c'era una mensola a questa altezza, una scrivania con la sedia, sulla mensola c'erano una serie di oggetti. Per cercare di spiegare la presenza dei quattro adulti in quel luogo si è ricorsi all'artificio per cui una persona era sotto la mensola ed avrebbe fatto cadere i libri da quella mensola. Questa è una circostanza che sarebbe successa. In punto poi al concorso, anche qui bisognerebbe fare un riferimento ai principi di legge. Il reato di gruppo è un reato definito dalla Cassazione, dagli articoli di legge, quindi ci sono degli elementi che dovete valutare, è una partecipazione congiunta, associativa, concorde, abbinata tra più persone, questo è quello che ci insegna il nostro diritto. Ripeto congiunta, associativa, io faccio una cosa e tu mi aiuti; concorde, io sono d'accordo con te, facciamo così; abbinata tu fai questo e io faccio questo ed otteniamo questo scopo. Questi sono elementi che non sono stati provati. Le caratteristiche imprescindibili di questo concorso sono in sostanza due, la prima: ci vuole la conoscenza, la vuole la prova degli accordi, ci vuole il consenso delle parti, ci vogliono telefonate, ci vogliono contatti, tutto questo è assolutamente un deserto nello scenario accusatorio. Il secondo elemento: la conseguenza materiale assoluta di questa azione pluripersonale è il rinvenimento di elementi e tracce riferibili ai vari partecipanti nel numero e nella qualità pari alla loro partecipazione. Questo argomento non è stato mai prefigurato, sono tutti semplicemente sic et simpliciter perchè erano lì partecipi alla stessa maniera. Eppure se guardate le diversità delle posizioni, il sollecito con la Meredith che cosa aveva in comune? Guardate anche il rapporto Guede – Amanda che cosa e che tipo di partecipazione? Anche la prospettazione fatta in conclusione sembra essere in realtà un omicidio di Amanda, un'azione unica, ha fatto tutto lei. L'attacca, gli mette la mano, la sbatte al muro, l'ecchimosi qua dietro, la sbatte per terra, poi prende il coltello, gli altri due, uno addirittura al bagno sta, poi arriva e già che c'è prova a fare una inverosimile attività sessuale che certo non può avere aspetto di cosa? Erotismo in quella situazione e l'altro? Sta lì che tiene la mano. Questo è da valutare, manca una divisione della partecipazione all'interno di quella stanza. Più persone che concorrono all'esecuzione di un fatto lasciano tracce tra loro omogenee e concordanti, non solo ma le tracce, orme ed indizi sono, dice la Cassazione, proporzionali e per quantità e qualità alla partecipazione di ciascuno nel gruppo. Amanda secondo la ricostruzione è la protagonista, le orme, le tracce, gli indizi di Amanda nella stanza sono uguali a zero. La Cassazione dice: la partecipazione deve essere valutata in relazione a questi elementi, ergo Amanda non c'era. Io che insisto sulla presenza di ben 17 tracce ematiche così come individuate dal dottor Lalli, tracce biologiche sugli indumenti e vari oggetti nella stanza, non sono state attribuite a colui che oggi è stato condannato. Non sono tutte attribuite a coloro nei confronti dei quali sono stati fatti i confronti inclusi i due imputati. Ci sono 17 impronte di questo tipo. Qualora quindi i due presupposti non sussistano, non esiste il gruppo, non esiste il concorso, non esiste la partecipazione pluri e soggettiva come assunto è necessaria l'assoluzione. Con un capo di questo tipo, con un capo formalmente di questo tipo, a prescindere dalla verità, è stata fatta questa ipotesi, questa è la domanda, con questa domanda e con la carenza di questi elementi la domanda va rigettata. Perchè si abbia il reato progettivo di gruppo deve coesistere un progetto comune, anche se solo nella fase embrionale di un minimo preparativo. Due dei tre ragazzi non si conoscevano, che razza di comunanza di attività si può avere? Amanda conosceva Rudy solo superficialmente, non si commette un crimine così efferato con persone che non si conoscono. Il concorso poi comporta un preventivo consenso ed una programmazione, non può essere una persona che mette in concorrenza, che organizza, che va a casa, che assale la vittima, quello non è, io dico che le circostanze anche usate dell'alibi contraddittorio da parte del Pubblico Ministero, è un altro elemento che non può trovare valore di prova. Si dice hanno un alibi fallace, è un alibi contraddittorio. No, signori non è contraddittorio, è la verità, loro erano a casa quella sera e la probatio diabolica certe volte va riconosciuta quando circostanze come quelle che avvengono all'interno di una casa sono praticamente impossibili da dimostrare e a contraria esiste soltanto l'ipotesi che Amanda sia uscita e sia andata in via Ulisse Rocchi, sono circostanze molto vaghe e ritengo che anche su questo l'argomento usato a contrario circa l'alibi a contraddittorio non può trovare forza di prova. È chiaro dunque che questo è un processo cominciato su un vizio che è stato riconosciuto, un vizio, un errore, non dobbiamo avere paura di riconoscere gli errori, chi insiste nell'orrore commette un altro errore, ammettere gli errori è anche un segno di grandezza certe volte. Chi pensa di non fare errore è già un errore, chi fa una dichiarazione di questo tipo. Qui è stato commesso un errore quella sera signori, Amanda Knox non poteva essere fermata, la sua dichiarazione doveva essere controllata e tutto quello che succede dopo è per forza in un certo senso, un mantenere un'ipotesi accusatoria che piano – piano si è disgregata. Pertanto arrivo ad un'altra circostanza che è stata anche menzionata in udienza preliminare, i due ragazzi avevano un programma per quella sera, il concorso, il requisito del programma all'interno del concorso. Quei due ragazzi avevano un programma distinto, Amanda doveva andare a lavorare da Patrick Lumumba, Sollecito doveva andare ad accompagnare la Popovic, questi programmi cambiano alla fine e la prima parte è certa, lo hanno riferito Lumumba, lo ha riferito la Popovic, la seconda parte è cioè che questo programma in un range, in uno spazio temporale è ridotto dalle 21.10 perchè loro fino alle 21.10 erano certamente a casa, cambia improvvisamente e come si fa a sposare l'ipotesi accusatoria? Non è plausibile.

Altra circostanza quella dei telefoni, attenzione la prova sui telefoni che sono stati spenti non esiste, esiste la prova che non c'è traffico telefonico. Mi devo anche riportare all'udienza preliminare con il Giudice Micheli dove anche lì si fa un riferimento nello stesso paragrafo a mancanza di traffico e poi spegnimento dei telefoni, sono due cose diverse. Amanda dice che ha spento il telefono, ma lo dice all'interrogatorio, lo dice successivamente perchè non si ricorda, ma la prova tecnica attraverso tutte le elaborazioni degli esperti è soltanto che quella sera non c'è stato traffico telefonico ed è normale, chi va a dormire non vuole essere disturbato, nessuno chiama di notte. Anche questo è un elemento che viene meno. Il coltello per noi è una prova incera, l'orma sul cuscino è una trova incerta, l'orma nel corridoio ed in camera di Amanda non raggiunge nessun rilievo perchè era la camera sua. La Capezzali è una prova è anche una prova incerta. Stesso dicasi per Kokomani e Gioffredi. Io a questo punto ho quasi concluso Presidente, quindi è questione di qualche minuto, voglio soltanto e necessariamente fare un ringraziamento a tutti quelli che hanno aiutato questa difesa, in particolare all'Avvocato Maria Del Grosso per il grande lavoro che ha fatto e l'Avvocato Andrea Mezzetti, l'Avvocato Pappalardo, i colleghi di studio che si sono alternati nel cercare di mantenere un'attenzione viva su questo processo e mi hanno aiutato in questa difesa. Un ringraziamento anche al collega ormai amico Luciano Ghirga con il quale si è creata una sinergia unica e nei rapporti professionali, per tutta la grande collaborazione che ha avuto. Infine un ringraziamento anche all'Avvocato Riccardo, sempre presente. Ritengo che in conclusione non posso anche dimenticare i i consulenti che ci hanno assistito, il professor Torre Papumi, la dottoressa Gino, Angelucci per i computer con la loro perfetta assistenza a questa difesa. Mi piace concludere questo discorso con un riferimento di carattere spirituale. Si è fatto riferimento alla Bibbia, si è fatto riferimento a Dio ieri, che il Giudice ha la funzione di Dio, allora io poiché sono un tecnico giuridico e mi piace riferirmi quando posso al diritto della Chiesa, al diritto canonico, perchè lì senza pretesa che questo possa avere nessun tipo di valore in questo processo, perchè conosco questo processo è regolato dal diritto statuale, mi piace però ricordare a voi Giudici prima di entrare in Camera di Consiglio, quello che è il concetto di certezza morale, che il diritto canonico prevede descrive e di nuovo chi ha cultura della materia lo vada a vedere perchè è interessante. Il diritto canonico ha degli spunti unici, perchè è molto simile al diritto italiano, statuale, ma allo stesso tempo ha l'aspetto religioso spirituale che contempera ed aiuta in certe situazioni, come questa. Il vostro compito, è stato detto ieri chiaramente, è un compito molto difficile e ricordatevi in dubbio pro reo, questa è la regola se non siete certi, se avete un minimo dubbio, se le prove non sono gravi, certe e concordanti, se non vi sentite di escludere qualsiasi dubbio, voi dovete assolvere questa ragazza. Stiamo parlando, come ho detto stamattina, del massimo della pena, la reclusione a vita. Una richiesta particolare anche colorita così come è stata presentata con l'interdizione diurna, ma che assume un particolare rilievo nei confronti di una ragazza che ha solo 22 anni e quindi tornando al canone del codex iuris canonici che è stato promulgato nel 1984 il concetto è molto semplice, voi dovete avere una certezza morale e cioè vuol dire che per arrivare ad escludere qualsiasi dubbio dovete avere nell'anima una serenità che vi porta ad escludere qualsiasi dubbio e conflitto interno, soltanto quando riuscirete ad avere questa situazione, potrete essere sicuri di avere adempiuto al vostro compito che è quello di essere dei giusti e degli equi nella decisione. La certezza morale è un qualcosa che è ovviamente personale, c'è qualcuno che la può avere e qualcuno che non la può avere, però è necessario che questa decisione prima di prenderla vi dia all'interno della vostra anima, a prescindere dall'aspetto religioso di chi crede o non crede, una serenità d'animo che soltanto voi singolarmente potete avere, come Giudici. È un compito quello vostro molto oneroso, io vi auguro di poterlo assolvere con tranquillità e serenità. Per quello che riguarda le conclusioni lascio a domani la parola al collega Ghirga che le preciserà. Vi ringrazio per l'attenzione, grazie.
GCM:
Viene rinviato per la prosecuzione della discussione con l'intervento dell'Avvocato Ghirga, pure difensore di Amanda Knox all'udienza già indicata del 2 dicembre, domani, ore 9.30. Le parti sono tutte invitate a ricomparire senz'altra comunicazione. Si dispone per la traduzione degli imputati, si invita anche l'interprete di lingua inglese a presenziare, l'udienza è tolta.



Next up:Luciano Ghirga's Massei Trial Closing Arguments in Defense of Amanda Knox