Anna Donnino's Testimony

From The Murder of Meredith Kercher
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This is a transcript of the original Italian testimony. See Anna Donnino's Testimony (English) for an English language translation.
Key to abbreviations
GCM Giancarlo Massei Judge Presidente
GM Giuliano Mignini Prosecutor Pubblico Ministero
MC Manuela Comodi Prosecutor Pubblico Ministero
AD Anna Donnino Witness being questioned Interpreter/translator
GB Giulia Bongiorno Sollecito defense lawyer Avvocato
CDV Carlo Dalla Vedova Knox defense lawyer Avvocato
LG Luciano Ghirga Knox defense lawyer Avvocato
FM Francesco Maresca Counsel for Kercher family (civil plaintiffs) Avvocato
CP Carlo Pacelli Lumumba civil lawyer Avvocato
INT Intervention
DEPOSIZIONE DELLA TESTE – DONNINO ANNA

LA TESTE, AMMONITA AI SENSI DELL'ART. 497 CODICE DI PROCEDURA PENALE, LEGGE LA FORMULA DI RITO.

GENERALITÀ: Donnino Anna, nata a Viterbo il 17 settembre 1962.

PRESIDENTE – Prego Pubblico Ministero.

PUBBLICO MINISTERO – DR. MIGNINI

GM:
Lei che attività svolge?
AD:
Io sono revisore traduttore interprete presso la Questura di Perugia.
GM:
Da quanto tempo?
AD:
Da più di 22 anni.
GM:
Ha svolto attività di sua competenza nelle indagini per la morte di Meredith Kercher?
AD:
Assolutamente sì. Ho assistito varie persone nel corso di dichiarazioni e ho tradotto parecchio materiale scritto, nonché ho anche provveduto alla trascrizione di alcune ambientali.
GM:
Lei è stata presente durante l’audizione di Amanda Knox la notte tra il 5 e il 6?
AD:
Sì.
GM:
Ci racconti quello che è successo, quando è arrivata e che cos’è successo, fatte salve, ovviamente, le dichiarazioni che non possono essere riportate.
AD:
Ricordo di avere ricevuto una telefonata dall’Assistente Zugarini Lorena, esattamente l’ora precisa non posso dirla, però orientativamente dovrebbe essere stata intorno alle 23.30 perché io ero già a letto e in linea di massima vado a dormire più o meno un po’ prima di quell’ora. Ho ricevuto questa telefonata e l’Assistenze Zugarini mi ha detto che dovevo recarmi in Questura che c’era bisogno del mio intervento. Così ho fatto, mi sono vestita e mi sono recata in Questura. Bisogna considerare che io non abito a Perugia, abito distante, sono a circa una quarantina di chilometri, nei pressi di Castiglione del Lago, quindi non sono arrivata immediatamente in Questura, c’avrò messo un trequarti d’ora all’incirca, comunque credo di essere giunta non più tardi di mezzanotte e mezza e a quel punto ho cominciato a svolgere il mio lavoro.
GM:
A quel punto lei è arrivata e ha cominciato a svolgere l’attività di interprete nell’audizione della Knox?
AD:
Esattamente.
GM:
Si ricorda com’era Amanda? Com’era il suo comportamento? Poi veniamo più nello specifico.
AD:
Io sono stata fatta entrare in una stanza dove appunto c’era l’Ispettore Ficarra al tavolino, un altro collega dello SCO, io ricordo soltanto il nome, si chiamava Ivano, un poliziotto, e c’era la signorina Knox seduta, io mi sono seduta accanto a lei, mi sono presentata, ho detto che ero un’interprete ed ero lì per coadiuvarla, per aiutarla a comprendere ed inizialmente ho visto che era sufficientemente tranquilla, stava rispondendo alle domande che le venivano poste.
GM:
C’è stato ad un certo punto un cambiamento nel suo comportamento?
AD:
Sì.
GM:
In particolare in quale momento?
AD:
Questo momento lo ricordo proprio benissimo, è proprio stampato nella mia mente, c’è stato un momento in cui alla signorina Knox venne chiesto come mai non fosse andata a lavorare e lei rispose che aveva ricevuto un messaggio dal signor Patrick Lumumba in cui il signor Patrick le comunicava...
LG:
Questo si...
GCM:
Sì, prego, magari non saranno utilizzabili queste. Il cambiamento in che momento si verifica e in che consiste?
AD:
Il cambiamento è stato proprio successivo a questo messaggio, nel senso che la signorina disse di non avere risposto al messaggio di Patrick, quando invece le venne mostrato il messaggio di risposta lei ebbe un vero e proprio shock emotivo. È una cosa che mi è rimasta molto impressa perché la prima cosa che fece è che mise immediatamente le mani sulle orecchie, fece questo gesto scrollando la testa, incurvando anche le spalle, e dicendo: “è lui! È lui! È stato lui! Lo sento” e via discorrendo.
GCM:
Quindi un atteggiamento...
AD:
Un atteggiamento estremamente partecipato.
GCM:
Queste mani alla testa come ha descritto.
GM:
Alla testa o alle orecchie?
AD:
Alle orecchie, scusi, ho fatto il gesto proprio per mimare questo gesto che faceva e che ha fatto ripetutamente nel corso.
GM:
Da quel momento in poi?
AD:
Da quel momento in poi. Oltre tutto volevo aggiungere che il tutto è avvenuto con un estremo coinvolgimento emotivo, una cosa che non dimenticherò facilmente. Lei piangeva mentre faceva queste dichiarazioni, era visibilmente scossa e spaventata e proprio in base a questo enorme coinvolgimento emotivo noi tutti, io per prima, le abbiamo creduto!
GM:
Ad un certo punto che cos’è successo? Il verbale è stato chiuso?
AD:
Il verbale a quel punto è stato... sono state scritte le sue, quello che stava raccontando, è stato interrotto il verbale e le è stato, se non sbaglio, a quel punto le fu chiesto se voleva un legale.
GM:
E lei che cosa ha risposto?
AD:
Lei ha risposto di no, io ricordo che rispose di no.
GM:
Lei era presente nella fase successiva, quando finita la redazione del verbale Amanda dove stava? Lei era sempre con lei, con Amanda, oppure vi siete separate?
AD:
No, io sono sempre rimasta all’interno della stanza, non mi sono mai allontanata.
GM:
E che cosa faceva? Che atteggiamento aveva Amanda?
AD:
Nel momento in cui c’è stato questo crollo emotivo, lei proprio si è anche accasciata sulla seggiola, l’abbiamo fatta spostare, si è seduta su un’altra seggiola, abbiamo atteso che si calmasse un pochino e da quel momento lei ha proprio cominciato a raccontare, in maniera, ripeto, piuttosto partecipata, molto angosciata, molto credile.
GM:
Stava dentro la stessa stanza o è stata portata fuori?
AD:
Assolutamente sì, sempre dentro la stessa stanza.
GM:
C’era qualcuno, qualche poliziotto che stava anche lui lì?
AD:
Sì. Le spiego la signorina Knox era seduta al tavolo, io ero alla sua sinistra e traducevo quello che lei stava dicendo, le sue richieste, le sue risposte e di fronte a lei c’era questo... un agente dello SCO appunto, ricordo che si chiamava Ivano, che in tutta la serata l’ha confortata, l’ha rassicurata, ricordo perfettamente che sono rimasta estremamente colpita dall’atteggiamento di questa persona, dalla sua umanità e dalla sua pazienza, le teneva le mani e gliele accarezzava proprio perché si era reso conto dello stato particolarmente prostrato della ragazza.
GM:
Quanto tempo è durata questa fase prima che venisse fatto l’altro verbale, si ricorda?
AD:
Beh è passato un po’ di tempo.
GM:
Lei si ricorda... lei ha descritto, comunque glielo domando, ha subito delle minacce, ha subito delle percosse?
AD:
Assolutamente.
GM:
Ha subito dei maltrattamenti?
AD:
Assolutamente no.
GM:
Le sono stati offerti generi di conforto?
AD:
Dunque durante la sera sì, nel senso che io ricordo che qualcuno scese al piano terra, era notte fonde, quindi in Questura a quell’ora ci sono i distributori automatici, non c’è altro, qualcuno scese al piano terra e portò a tutti quanti qualcosa da bere, delle bevande calde e qualcosa da mangiare. Io stessa presi un caffè, quindi credo che anche lei prese qualcosa.
GM:
Poi che cos’è successo?
AD:
Dopodiché è stata sentita da lei, dottore.
GM:
Quest’audizione com’è venuta fuori? È stata una dichiarazione spontanea?
AD:
Assolutamente sì. Le è stato chiesto, era già notte fonde, eravamo tutti abbastanza stanchi e le è stato chiesto se voleva rendere spontaneamente delle dichiarazioni e se voleva raccontare quello che lei ricordava, quello che era successo, lei disse di sì perché voleva anche fare quest’ultimo atto per poi riposarsi.
GM:
Si ricorda le espressioni che ha usato lei quando si è decisa a rendere queste dichiarazioni?
AD:
Ricordo perfettamente questo continuo gesto di portarsi le mani alle orecchie, di scuotere la testa, di dire... diceva anche qualcosa nei confronti di Patrick, dicendo: “è lui! È cattivo”. Ho anche avuto la sensazione che lo temesse nelle parole, così diceva, e disse anche, disse anche a me, che lei nel corso della notte aveva fatto questo gesto perché si era nascosta in cucina perché sentiva le grida della ragazza, le grida della sua...
LG:
Però sulle spontanee dichiarazioni chiedo di...
GCM:
Ecco su questo magari, su questo non può riferire.
AD:
Questo però l’ha detto anche a me la signorina.
GM:
Il gesto di portare le mani alle orecchie allude... è alle orecchie non alla testa?
AD:
Sì, alle orecchie.
GM:
Ha un significato?
AD:
Io guardi...
GCM:
Solo il gesto, poi l’interpretazione del gesto ognuno la potrà offrire.
GM:
Quindi lei ha deciso di rendere queste dichiarazioni spontanee.
AD:
Sì, spontaneamente.
GM:
Lei era presente come interprete?
AD:
Sì, assolutamente sì.
GM:
Lei ha reso queste dichiarazioni, lei le ha tradotte e com’era Amanda quando ha reso queste dichiarazioni?
AD:
Diciamo che il suo racconto è stato molto limpido.
GCM:
Accantoniamo...
GM:
Com’era come atteggiamento.
AD:
Era piuttosto provata, questo sì, era piuttosto provata, era scioccata però era anche come se si fosse liberata di un peso.
GCM:
Scusi, stiamo unicamente...
CDV:
Io vorrei ricordare che può fare riferimento ai fatti soltanto, senza nessun tipo di colorazione né tanto meno di interpretazioni personali perché non stiamo qui facendo una valutazione.
AD:
Va bene, mi atterrò.
GCM:
Può essere difficile scindere le due cose ma bisogno farlo, il testimone deve riferire.
GM:
Ha continuato a piangere, ha continuato a ripetere questi gesti?
AD:
Assolutamente sì, sì.
GM:
Poi ad un certo punto il verbale è finito.
AD:
Sì.
GM:
Dopo che cos’è successo?
AD:
Dopo lei mi ha detto che voleva riposare, voleva riposare un po’ e così è stato fatto, nel senso che c’era una poltroncina, l’abbiamo fatta sedere, io stessa le ho portato una seggiola, lei ha appoggiato i piedi sulla seggiola e si è quasi addormentata per un po’ di tempo.
GM:
Lei era sempre presente?
AD:
Io ero sempre presente, sono rimasta lì nella stanza.
GM:
Che cos’è successo? Lei ha dormito un po’?
AD:
Mi sembra che abbia sonnecchiato, non dormisse profondamente però si stava riposando, sì.
GM:
Poi che cos’è successo? Lei fino a che ora è rimasta lì?
AD:
Io sono rimasta sicuramente fino alle otto del mattino perché ho atteso, ho aspettato che la mia collega mi desse il cambio, mi sono assentata però un paio di volte dopo la stesura del verbale a spontanee dichiarazioni perché sono andata al piano terra per prendermi un caffè e poi successivamente anche al bar, quando ha aperto, saranno state verso le sette e mezza.
GM:
Quindi poi verso le otto...
AD:
Me ne sono andata, sì.
GM:
Per quella giornata lei aveva finito?
AD:
Sì.
GM:
È subentrata la Colantone?
AD:
Sì, esattamente la mia collega Colantone.
GM:
Lei poi ha detto di avere svolto altre attività, traduzione?
AD:
Esattamente. Io ho curato in particolar modo la corrispondenza diciamo, tutto quello che... la corrispondenza proveniente dal carcere io e l’altra mia collega abbiamo curato questo aspetto, più avere trascritto qualche ambientale in carcere anche.
GM:
Nel corso di quest’attività sua, corrispondente alle sue mansioni avete percepito, avete colto degli elementi per i quali avete informato subito la Squadra Mobile e sono state svolte poi indagini, ci sono stati sviluppi investigativi sulla base di quello che voi avevate percepito?
AD:
Devo dire questo la corrispondenza è stata ingente, è stata una grande quantità di materiale che noi settimanalmente provvedevamo a smistare, leggere e poi riferivamo alla Polizia per iscritto. Diciamo grosse cose importanti ai fini investigativi non credo siano emersi se non gli aspetti caratteriali, comportamentali di questa ragazza.
CDV:
Di nuovo! Questo non è un fatto, questa è una valutazione.
AD:
Va bene, ma io dico quello che...
CDV:
In base a che cosa allora fa queste valutazioni sulla personalità?
GM:
Quello che lei ha riferito alla Squadra Mobile.
AD:
Sì.
GM:
Lei ha riferito sulla base della vostra attività di interprete avete ritenuto di riferire certi aspetti.
AD:
Certi aspetti.
GM:
Sui quali poi sono state svolte indagini o no?
AD:
Non credo, riguardo alle lettere non credo, non mi sembra insomma.
GM:
Sull’attività di intercettazione?
AD:
Sull’attività di intercettazione io ho trascritto, se non sbaglio, sei ambientali in carcere ed io mi sono limitata a trascrivere il contenuto delle ambientali e ho poi consegnato il tutto alla Squadra Mobile.
GM:
Che lei sappia sulla base di queste ambientali sono state svolte poi indagini? Hanno avuto degli sviluppi investigativi queste intercettazioni?
AD:
Presumibilmente sì dottore, ma io non lo so, francamente non è un mio compito, questo non glielo so dire.
GM:
La sera del 2 lei era presente in Questura?
AD:
La sera del 2 no.
GM:
Quindi lei quando è arrivata?
AD:
Io sono arrivata il 3 mattina, ho preso servizio il 3 mattina.
GM:
Ed il 3 ha partecipato all’audizione, ha sentito altre volte Amanda?
AD:
No, la notte del 5 è stata la prima volta, non l’avevo mai incontrata prima.
GM:
Non ho altre domande.
GCM:
Prego le Parti Civili.


PARTE CIVILE – AVV. PACELLI

CP:
A completamento ed integrazione in controesame delle domande del Pubblico Ministero; mi riferisco alla mattina del 6 di novembre, allorquando la signorina Amanda ebbe a rendere le sommarie informazioni. In quella circostanza la signorina Amanda venne colpita in testa con pugni e schiaffi?
AD:
Assolutamente no.
CP:
In particolare è stata colpita alla testa da una poliziotta?
AD:
Assolutamente no!
CP:
La signorina Amanda è stata comunque minacciata?
AD:
No, lo escludo categoricamente!
CP:
Con trent’anni di galera...
AD:
No, no, assolutamente.
CP:
È stata comunque ingiuriata, nel senso che le è stato detto che era una bugiarda?
AD:
Io sono rimasta nella stanza per tutta la notte e non ho visto nulla di tutto questo.
CP:
Dunque le dichiarazioni che sono state rese sono state rese spontaneamente, volontariamente?
AD:
Sì.
CDV:
Questo...
GCM:
Scusate, facciamo le domande... prego.
CP:
Lei ha presenziato dunque anche alle sommarie informazioni rese alle 5.45?
AD:
Sì.
CP:
E si sono svolte con la stessa modalità e delle stesse modalità di quelle dell’1.45?
AD:
Direi proprio di sì. Assolutamente sì.
CP:
Per togliere ogni ombra di dubbio a tutta questa vicenda, per quanto riguarda le sommarie informazioni rese alle 5.45 la signorina Amanda è stata colpita in testa con pugni e schiaffi?
AD:
No.
CP:
In particolare è stata colpita alla testa da una poliziotta?
AD:
No.
INT:
L’ha già detto.
CP:
No, mi sono riferito a quello dell’1.45 ...
GCM:
Sì, ma scusi Avvocato ha già risposto.
CP:
No signor Presidente, chiedo scusa...
CDV:
La domanda precedente era più generale, si riferiva a tutta la notte, quindi è implicito che anche il verbale dell’1.45, la domanda è...
CP:
No, sono pertinenti le mie domande Presidente per una ragione molto semplice che spiego al collega Dalla Vedova.
GCM:
Scusi, no.
CP:
Tutti spiegano Presidente! Se permette una volta vorrei dire...
GCM:
Avvocato facciamo le domande.
CP:
Dice la signorina Amanda: “sono stata colpita in testa” e nelle dichiarazioni spontanee che rende al dottor Micheli dice espressamente ed è stato motivo poi di un fatto mediatico incredibile, ha detto espressamente: “sono stata colpita in testa da una poliziotta”. Dunque sono due le sommarie informazioni...
CDV:
Qual è la domanda?
CP:
La domanda è: alle 5.45 quando rende le sommarie informazioni in particolare è stata colpita alla testa da una poliziotta la signorina Amanda?
CDV:
Noi ci opponiamo a questa domanda perché è già stata fatta precedentemente in via generale per tutta la notte, quindi ritengo che abbia già risposto.
CP:
Io l’ho fatta prima per il verbale delle sommarie informazioni dell’1.45, ora mi riferisco a quelle 5.45.
GCM:
Scusi Avvocato però ricordo che aveva preannunciato questo riferirsi al successivo verbale con l’altra domanda: “anche nell’altro interrogatorio sono stati condotti...”.
CP:
Era ad abbundanziam per ulteriore chiarezza.
GCM:
Scusate, ma l’esigenza di evitare che si ripetano domande.
CP:
Non è una ripetizione, sono due sommarie informazioni.
GCM:
Però evitiamo il di più di parole.
CP:
In sintesi nelle sommarie informazioni dell’1.45 e delle 5.45 qualcuno ha picchiato alla testa Amanda?
AD:
No.
CDV:
Ma questa è un’ulteriore ripetizione! Sta insistendo su una stessa domanda già fatta e alla quale già c’è stata risposta, noi ci opponiamo!
CP:
Grazie signor Presidente, non ho altre domande.
GCM:
Prego le difese.


DIFESA - AVV. GHIRGA

LG:
La sera del 6, perché all’1.45 iniziano formalmente le sommarie informazioni, questo interrogatorio, chiamiamolo così, a che piano si svolgeva della Questura?
AD:
Al terzo piano, negli uffici della Squadra Mobile.
LG:
Contemporaneamente anche in corso anche l’interrogatorio, virgolette, di sollecito?
AD:
Io questo non lo sapevo.
LG:
No io le ho chiesto se, minuti prima, minuti dopo, per uno abbiamo l’orario di apertura e di chiusura, per l’altro solo di apertura, in contemporaneità, di poco antecedente, non lo so, nello stesso piano della Questura si svolgeva l’interrogatorio di Sollecito.
AD:
Sì, sono al corrente di questo.
LG:
Lei ricorda che qualcuno provenendo dalla stanza dov’era in corso l’interrogatorio di Sollecito entrò nella vostra stanza, dov’era in corso l’interrogatorio di Amanda, e disse, parlò che Sollecito in qualche modo, virgolette, aveva tolto l’alibi ad Amanda o qualche frase del genere?
AD:
Diciamo che io ho visto, ricordo che l’Ispettore Ficarra uscì...
LG:
No, io chiedo se qualcuno...
AD:
Se qualcuno è entrato allora no, no.
GCM:
Quindi lei ricorda l’Ispettore Ficarra che esce...
AD:
Ricordo l’Ispettore Ficarra che è uscito.
GCM:
Ma nessuno che entri né in particolare se entrando disse questo?
AD:
Assolutamente no.
LG:
Dopo questo qualcuno è entrato, qualcuno è uscito...
GCM:
No, qualcuno è uscito ricorda.
MC:
No, nessuno è entrato ed eventualmente qualcuno è uscito.
GCM:
Stiamo alle risposte della teste!
LG:
Ma noi giorni fa abbiamo sentito... eravamo qui in quest’aula... io ho commentato ad alta voce ma a 15 giorni fa abbiamo sentito che qualcuno è entrato.
GCM:
Si può fare come contestazione
LG:
Allora non ho i verbali della precedente udienza perché non sono trascritti, ma sotto questo profilo potrei contestare. Dopo che qualcuno è uscito è venuto fuori in quel momento l’episodio del messaggino di Patrick o era già emerso prima?
AD:
Guardi esattamente no, non in contemporanea, non comunque immediatamente dopo... cioè una volta che l’Ispettore Ficarra è rientrato, questo voglio dire. Cioè questo fatto del messaggio era in corso, ora esattamente io non ricordo se fosse già stato detto prima o venne fuori in un secondo tempo, francamente questo particolare non lo ricordo.
LG:
Fatto sta che poi dal messaggio c’è stato il cambio di umore, quello che lei ha raccontato.
AD:
Esattamente.
LG:
Lei sa che in Questura c’è un bar.
AD:
C’è un bar.
LG:
È gestito da un privato o da qualche...
AD:
Mi sembra da un privato, francamente non lo so.
LG:
Sa quando apre al mattino?
AD:
No, io quando prendo servizio alle otto il bar è aperto, ora esattamente quando apre non lo so.
LG:
Grazie.


DIFESA - AVV. DALLA VEDOVA

CDV:
Sempre in merito alla sera del 5 e 6 lei sa, ha detto che è giunta verso mezzanotte e mezza.
AD:
Sì, all’incirca, più o meno.
CDV:
Lei è a conoscenza quando Amanda è arrivata in Questura?
AD:
No, francamente no.
CDV:
Quindi lei non sa quanto tempo Amanda quel giorno è stata sentita?
AD:
No, sono stata avvisata per telefono, mi è stato detto di andare e sono andata, francamente altri aspetti non li sapevo in quel momento.
CDV:
Lei è stata sempre presente con Amanda finché è andata via?
AD:
Sì, sono stata sempre presente. Mi sono, dicevo prima, assentata un paio di volte, però era già mattino per andare a prendere un caffè, però le dico già era quasi giorno, era giorno.
CDV:
Lei faceva la traduzione delle domande che venivano poste da chi esattamente?
AD:
Dall’Ispettore Ficarra in primis ed anche dall’agente dello SCO Ivano, non ricordo il cognome, che appunto stava procedendo a sentirla, entrambi facevano le domande ed io provvedevo alla traduzione ora dell’uno ora dell’altro.
CDV:
Lei si ricorda se alcune delle domande hanno affrontato il fatto che vi erano delle prove che Amanda fosse in via Della Pergola?
AD:
Non riesco a capire, in che senso?
CDV:
Cioè si ricorda se è stato detto ad Amanda che ormai vi erano delle prove che lei era presso la casa di via Pergola quella sera, la sera del delitto?
AD:
No, non mi sembra che le venne detto.
CDV:
C’è stato qualcuno che ha usato la parola: “sei una bugiarda”?
AD:
Mai.
CDV:
Sempre nel tradurre queste domande si ricorda se una delle domande verteva sul fatto che Raffaele Sollecito aveva fatto delle dichiarazioni diverse rispetto a quelle di Amanda?
AD:
Questo venne accennato, le venne detto, se non sbaglio, io però ribadisco è passato un bel po’ di tempo quindi il dettaglio delle domande non glielo posso riferire proprio con precisione.
CDV:
Solo l’argomento.
AD:
Sì, forse qualcosa a riguardo le fu detto.
CDV:
Che...
AD:
Che Raffaele forse non stava dando, stava dicendo delle cose diverse rispetto alle sue.
CDV:
Si ricorda anche il riferimento al messaggio, SMS sul cellulare esattamente come veniva utilizzato? Le domande vertevano su questo messaggio?
AD:
C’è stata una domanda molto semplice, molto lineare, io le ho chiesto alla signorina se lei avesse risposto al messaggio e lei disse: “no”.
GCM:
Solo le domande che le venivano poste.
AD:
Sì, questo a riguardo del messaggio.
CDV:
Ma il riferimento al messaggio come nasce? Qual è stata la prima domanda? Chi tira fuori il messaggio?
AD:
Perché le venne chiesto come mai non fosse andata a lavorare quella sera.
CDV:
E quindi?
AD:
E venne fuori che aveva ricevuto il messaggio dal suo datore di lavoro che appunto le comunicava che non si doveva recare a lavorare e da qui è scaturito il tutto.
CDV:
Il tutto, cioè c’è stata una risposta della Knox?
AD:
C’è stata una risposta.
CDV:
Si ricorda il testo della risposta?
AD:
La risposta...
GCM:
Però su questo magari...
CDV:
Ha fatto la traduzione.
AD:
Il testo era in italiano.
GCM:
Magari stiamo alle domande.
AD:
Era in italiano.
MC:
(Incomprensibile – fuori microfono).
GCM:
Per favore, magari possiamo...
INT:
Se vuole farle lasciamogliele fare.
MC:
Sull’accordo delle parti non c’è nessuna limitazione.
GCM:
Prego.
AD:
Il testo di risposta era in italiano.
CDV:
Come mai in italiano, Amanda è americana?
AD:
Questo non glielo so dire, lo chieda... non lo so. Il testo, il messaggio di risposta della signorina Knox era in italiano.
CDV:
Lei aveva la capacità di parlare e scrivere in italiano secondo la sua valutazione quella sera del 5 e 6?
AD:
Guardi...
GCM:
Diceva qualche parola in italiano Amanda?
AD:
Sì, sì, comprendeva sufficientemente quello che le veniva chiesto.
GCM:
Quindi parlava un po’ anche in italiano?
AD:
Sì, sì.
CDV:
Tornando all’esame, è durato, queste domande sono durate fino all’1.45, poi sono riprese e poi si sono interrotte alle 5.45 con la redazione dei verbali?
AD:
No, no. Diciamo che c’è stata un’interruzione nel senso che è stato... io adesso l’orario francamente non lo ricordo, però mi pare che venne esteso il verbale anche in poco tempo, tutto sommato, una volta chiuso poi ci fu una breve pausa perché si stava cercando anche di confortare la ragazza, aveva proprio avuto questo shock emotivo quindi io ho cercato anche personalmente di aiutarla dopodiché c’è stata l’audizione del dottor Mignini.
CDV:
Si ricorda più o meno a che ora è arrivato questo shock emotivo?
AD:
Questo proprio non lo ricordo.
CDV:
Ma prima della redazione del verbale dell’1.45 o dopo?
AD:
No, questo shock emotivo c’è stato nel momento in cui è stato riferito del messaggio.
CDV:
E quindi il messaggio di Lumumba, quindi in coincidenza della chiamata in causa di Lumumba? Si può ricordare a che ora?
AD:
Questo io non me lo ricordo proprio, mi dispiace, ma l’orario esattamente in cui questo è avvenuto non lo so, io sono arrivata a quell’ora e francamente non ho più guardato l’orologio.
CDV:
Ma il verbale dell’1.45 è stato redatto prima o dopo questo shock emotivo?
AD:
È stato redatto nel momento in cui la ragazza ha avuto questo... si stava cercando in quel momento di comprendere come avesse trascorso la serata. Quindi si stava cercando di capire che cosa avesse fatto da una certa ora fino al mattino successivo e nel corso di questa serie di domande venne fuori anche il particolare del messaggio e a quel punto venne redatto il verbale, che venne chiuso, dopodiché tutto il resto.
CDV:
Ma perché il messaggio ha avuto questa reazione così...
GCM:
Scusi Avvocato, ma non possiamo...
AD:
Glielo dico subito.
CDV:
No, no, aspetti non ho finito la domanda. Volevo capire questo shock emotivo è stato causato dal messaggio, dalla lettura del messaggio o dal fatto che è stato fatto visionare o c’è qualche altro elemento di fatto relativo all’analisi?
AD:
Glielo dico subito perché lo ricordo distintamente, lei disse di non aver risposto al messaggio. Una volta che però il messaggio le venne mostrato ovviamente quella era una palese bugia!
CDV:
Lei si ricorda di trovò il messaggio sul cellulare?
GCM:
Scusi Avvocato, chi trovò in quel momento?
CDV:
Sì, chi si accorse che nel cellulare c’era un messaggio.
AD:
Mi sembra l’Ispettore Ficarra... cioè c’era questo cellulare sul tavolo che veniva controllato, io adesso...
CDV:
Ma è stata Amanda a farlo vedere questo cellulare?
AD:
Sì, sì, lei l’ha consegnato, lo stava mostrando, l’aveva già consegnato agli agenti.
CDV:
Lei si ricorda in particolare se il messaggio è stato fatto vedere da Amanda?
AD:
Se il messaggio è stato fatto vedere?
GCM:
Avvocato se può concludere.
CDV:
In particolare è stata Amanda a sottolineare il messaggio, a far vedere il messaggio?
AD:
No, no, lei ha detto che non aveva risposto a questo messaggio.
CDV:
Però lei ha anche detto che ha dato il cellulare.
AD:
Sì, ma l’aveva già consegnato prima, già gli agenti, se non sbaglio, lo stavano visionando, già da prima.
GCM:
Scusi dottoressa, magari l’Avvocato chiede se lei può puntualizzare questo momento e se cioè il cellulare l’Amanda Knox ce l’aveva e l’aveva messo a disposizione di coloro che la stavano esaminando, interrogando. Il messaggio l’ha reperito sul telefono Amanda Knox oppure è stato qualcuno di...
AD:
No, è stato qualcun altro.
GCM:
Di operanti che l’ha ritrovato?
AD:
È stato qualcun altro.
GCM:
Non Amanda Knox che l’ha mostrato?
AD:
Non lei personalmente.
CDV:
Quindi il messaggio è stato notato da un funzionario che era lì nella stanza?
AD:
Sì.
CDV:
Si ricorda chi? In fondo non eravate tanti.
AD:
Mi sembra l’Ispettore Ficarra, però non ne sono certa.
CDV:
Lei ha detto che questo messaggio ha causato uno shock emotivo, deve essere stato un momento particolare quando è venuto fuori questo?
AD:
Molto particolare, sì, è vero.
CDV:
E lei non si ricorda come l’hanno scoperto questo messaggio?
AD:
Allora qualcuno, penso l’Ispettore Ficarra o l’Assistenze Zugarini, io adesso non ricordo, ha preso in mano questo cellulare e questo messaggio è stato letto, è stato recuperato, forse lei non l’aveva cancellato. Io non lo so Avvocato francamente nel dettaglio.
CDV:
Signora lei è stata vittima di un incidente dove ha avuto una frattura alle gambe?
AD:
Sì, è vero.
CDV:
Questo episodio lei l’ha raccontato alla Knox quella sera?
AD:
Sì.
CDV:
Perché?
AD:
Perché avevo visto che la ragazza... io vorrei premettere una cosa, generalmente quando mi trovo a fare queste audizioni la prima cosa che curo è cercare di curare immediatamente il rapporto, di entrare in contatto con la persona con cui... oltre tutto trattandosi di ragazze giovani, io sono una mamma di due ragazze più o meno dell’età della signorina Knox e mi sono perfettamente resa conto che lei poteva avere bisogno di assistenza.
CDV:
Lei si ricorda anche di avere riferito alla Knox che da quest’esperienza sua personale ha vissuto un trauma in forza del quale non è riuscita a ricordare l’episodio della frattura della gamba?
AD:
Sì, è vero, glielo ho detto.
FM:
Presidente, chiedo scusa, la Difesa Knox è in controesame quindi si dovrebbe limitare anche l’oggetto...
CDV:
Stiamo valutando anche l’attività del teste.
FM:
Ma se siamo in controesame queste domande...
GCM:
Avvocato però è indicato al punto 60 relativamente alla sera/notte, quindi possiamo far rientrare...
FM:
Non è stato oggetto di esame.
GCM:
Prego.
CDV:
Lei quindi ha raccontato che si è creato un rapporto di assistenza umana anche per un momento difficile che ha raccontato.
AD:
Sì.
CDV:
E ha raccontato di questa sua esperienza personale dove lei, in virtù di quest’incidente, ha avuto un vuoto di memoria.
AD:
Sì.
CDV:
Quindi ha prospettato ad Amanda che forse anche lei, che era in quella situazione così difficile in quel momento potesse avere un vuoto di memoria in relazione a tutte le domande che le stavano ponendo?
AD:
No, questo non l’ho detto.
FM:
Presidente c’è opposizione a questo modo...
GB:
(Incomprensibile – fuori microfono).
FM:
No, io faccio opposizione quando voglio innanzitutto, poi il Presidente decide. In ogni modo siccome è in controesame io mi oppongo formalmente a questa forma di esame.
GCM:
È vero che è in controesame però il perimetro è un po’ tracciato dall’indicazione che nella lista testi la Procura aveva formulato e qua si parla “relativamente alla sera/notte tra il 5 novembre ed il 6 novembre”. Quindi possiamo far rientrare in questo.
CDV:
Questo è un accertamento su un fatto che è avvenuto all’interno della sera del 5 – 6, è un fatto, quindi io sto cercando di capire.
GCM:
Possiamo procedere.
CDV:
Quindi lei ha prospettato ad Amanda la possibilità che nella vita in momenti di trauma uno può avere un vuoto di memoria?
AD:
No, io non glielo ho detto in questo modo Avvocato. Ripeto, siccome il mio scopo principale, lo faccio abitualmente, di cercare di assistere al meglio la persona che si trova in condizioni del genere, io spesso utilizzo anche degli aspetti della mia vita privata. Le ho parlato anche che avevo due figlie, che ero stata buttata giù dal letto, scherzando, quella notte per venire in Questura, che le avevo lasciate dormire, che abbiamo addirittura, forse la signorina Knox non lo ricorda, abbiamo addirittura scambiato un paio di battute in tedesco perché lei mi ha detto che era stata a Berlino. Quindi nel contesto di tutto questo io le ho parlato anche di avere avuto questa esperienza perché lo faccio abitualmente proprio perché mi sono resa conto che era comunque una situazione che richiedeva un minimo di solidarietà.
CDV:
Comunque la sua esperienza era basata sul fatto che aveva, in un momento difficile, avuto un vuoto di memoria?
GCM:
Di questo aspetto.
FM:
(Incomprensibile – fuori microfono).
GCM:
Non traduciamo, evitiamo di tradurre le risposte, stiamo alle risposte del teste!
CDV:
Però l’ha detto prima.
GCM:
Se l’ha detto è rimasto registrato.
LG:
È rimasta registrata la risposta.
CDV:
Però è impossibile fare un esame in questa maniera, se devo essere continuamente interrotto! Sto facendo delle domande assolutamente legittime su un fatto che è intercorso...
GCM:
L’importante è che si vorrebbe evitare di tornare sulle stesse domande, questo magari se si può evitare tenuto conto delle risposte che provengono.
CDV:
Di fronte a questi suoi racconti lei ha notato che la Knox aveva delle difficoltà nel ricordare anche la sera con il Sollecito?
AD:
Sì, questo l’ho notato. Le dico era un racconto il suo estremamente vago, incerto, frammentario, non riusciva a ricordare, a dare delle risposte precise.
CDV:
Quando faceva questo piangeva?
AD:
No, in quel momento no.
CDV:
Però lei ha detto che ad un certo punto piangeva, solo quando ha avuto lo shock emotivo...
AD:
Sì, sì.
CDV:
Lei non si ricorda proprio a che ora è avvenuto questo shock emotivo? Scusi se insisto su questo ma mi sembra importante.
AD:
Ma se io continuo a dire che non ricordo, non posso...
CDV:
Ho capito. Sulla questione dell’Avvocato, lei ad un certo punto ha riferito che qualcuno le avrebbe chiesto se avesse voluto...
AD:
Sì.
CDV:
Come mai questo non è stato messo nei verbali, nelle due dichiarazioni?
AD:
Questo Avvocato non glielo so proprio dire, non ero io a redigere il verbale.
CDV:
Lei si ricorda chi ha fatto questo ricevimento, chi ha offerto, chi ha detto ad Amanda: “se vuoi puoi avere un Avvocato”?
AD:
L’Ispettore Ficarra.
CDV:
Si ricorda se era prima dell’1.45?
AD:
Avvocato di nuovo, io l’orario non lo ricordo.
CDV:
Ma era la mattina quando già c’era il sole?
AD:
No, no, non ho guardato la finestra, era concentrata su altre cose, non ricordo se ci fosse luce all’esterno.
CDV:
Lei non si ricorda che qualcuno le ha detto: “in questo momento l’Avvocato è peggio per te”?
AD:
Non ho capito.
CDV:
Che le abbia detto: “in questo momento un Avvocato è peggio per te, avere un Avvocato è peggio per te”?
AD:
Alla signorina Knox?
CDV:
Sì.
AD:
Assolutamente no.
CDV:
Lei si ricorda anche che nel riferire che il Raffaele appunto aveva fatto delle dichiarazioni diverse che qualcuno ha detto: “se non mi dici quello che sai ti metteranno in prigione per trent’anni”?
AD:
No, ribadisco che queste cose non le sono state dette!
CDV:
Lei non ha mai tradotto una parola di questo tipo in inglese?
AD:
No, lo escludo.
CDV:
Sulla corrispondenza può essere più precisa? Quante sono queste corrispondenze che lei ha tradotto?
AD:
Orientativamente saranno più di 600 lettere in entrata e in uscita
CDV:
In che periodo ha avuto questo incarico, da quando fino a quando?
AD:
Tutto il periodo successivo al fermo della signorina Knox, io esattamente adesso quando sia cominciata quest’attività nello specifico non glielo so dire, però immagino già nel mese di novembre sia iniziata.
CDV:
Fino?
AD:
Fino alla chiusura delle indagini.
CDV:
Quindi a maggio – giugno 2008?
AD:
Sì, orientativamente.
CDV:
Lei ha partecipato anche alle intercettazioni ambientali?
AD:
Qualcuna sì.
CDV:
Ci può raccontare come avvenivano esattamente?
AD:
O io o la mia collega, quest’aspetto dell’attività investigativa è stata curata in particolar modo dalla mia collega Colantone, io l’ho coadiuvata alcune volte quando lei non si poteva recare in carcere. Quindi una di noi con gli agenti della Squadra Mobile si recava in carcere, venivamo messi in una stanzetta attigua al luogo, all’altra stanza dove avveniva il colloquio tra la signorina Knox e i genitori o chi l’andava a trovare e noi ascoltavamo in cuffia per intero, in diretta il colloquio e poi riferivamo nell’immediato se c’erano delle cose particolari che c’erano saltate all’occhio. Ovviamente in un secondo tempo si procedeva al riascolto dell’ambientale che vedevamo anche in video e alla trascrizione del contenuto.
CDV:
In relazione alla sua affermazione che sottolineavate ciò che vi saltava all’occhio, in che modo e con quale criterio? Quali erano gli argomenti che secondo lei potevano essere di interesse per le indagini? Aveva avuto delle istruzioni precisi o era a sua discrezionalità?
AD:
No, assolutamente no, io mi attenevo a quello che mi veniva detto di fare. Per cose rilevanti alle indagini io mi riferisco a tutto quello che riguardava il caso, quindi ogni qualvolta si parlava del processo o del fatto in sé ovviamente questi brani venivano resi integralmente, tutto il resto, ad esempio quando il papà, spesso, raccontava in modo molto divertente delle sue disavventure in Italia, di quello che aveva fatto nel corso delle sue giornate ovviamente questi tratti del colloquio venivano resi, anche per mancanza di tempo, in discorso indiretto e riassunti, in questo senso.
CDV:
Quindi riassunti da voi?
AD:
Riassunti da noi certo.
CDV:
Quindi non era una traduzione delle parole, ma era un riassunto del contesto e dell’argomento trattato?
AD:
Sì, però in maniera sempre molto dettagliata.
CDV:
Ma quali erano le istruzioni che lei aveva ricevuto per valutare l’importanza di questi documenti? Innanzitutto se ci può anche dire chi le ha dato l’incarico e se le ha detto: “controlla questo argomento”, questo volevo sapere.
AD:
Avvocato ci è stato chiesto di sottolineare e di riferire integralmente tutto quello che veniva detto nel corso delle ambientali riguardo al caso in questione. Ogni volta la signorina Knox faceva riferimento al suo caso particolare, al processo, ovviamente questi aspetti venivano ascoltati, trascritti integralmente e gli veniva data una certa rilevanza, anche graficamente. Questo ci era stato detto di fare.
CDV:
Ma gli argomenti quali erano, quelli che lei riteneva importanti?
AD:
Questi relativi al caso, al caso processuale, ai suoi ricordi di Meredith, a quello che aveva fatto prima, a tutto quello che riguardava questo processo.
CDV:
Quindi lei ha trovato nella corrispondenza elementi di questo tipo?
AD:
No, io sto parlando delle ambientali.
CDV:
Sì, mi scusi, però si riferisce anche alla corrispondenza?
AD:
Sì, anche della corrispondenza.
CDV:
Avete fatto una traduzione totale, giurata, parola per parola o avete fatto un sunto della corrispondenza?
AD:
Le sto dicendo Avvocato che sono più di 600 lettere, la signorina Knox oltre tutto è un abile scrittrice, nel senso che le piace molto scrivere, scrive anche lettere di dieci pagine, ovviamente nelle relazioni, nelle trascrizioni delle lettere noi abbiamo tradotto in integrale le lettere importanti che riguardavano il caso, mentre le altre, di minore interesse, ad esempio quando parlava dei suoi amici, quando parlava della sua famiglia ovviamente quelle sono state...
GCM:
Scusi, dei suoi amici con riferimento a quali amici, quelli trovati in Italia?
AD:
No, gli amici in America, tutto quello che riguardava... ed ovviamente quelle sono state riportate in maniera riassunta anche perché non c’era proprio il tempo oltre tutto per poter fare una traduzione integrale di tutto quel materiale.
CDV:
Lei ha partecipato all’ambientale del 17 novembre, al resoconto dell’ambientale?
AD:
No, quella se non sbaglio è stata trascritta dalla mia collega.
CDV:
Lei si ricorda a quanti ambientali ha assistito?
AD:
Io ho curato mi sembra sei ambientali, però non quelle di novembre, quelle che si sono svolte dal mese di marzo se non sbaglio.
CDV:
Lei è a conoscenza se a seguito delle vostre attività sono state fatte attività di indagini ulteriori in relazione alle ambientali e alla corrispondenza, queste 600 lettere?
AD:
Noi abbiamo consegnato tutto il materiale, poi ovviamente questo non è un nostro compito, non spetta a noi.
CDV:
Quindi non sa se sono state fatte altre attività?
AD:
No, questo non lo so.
CDV:
C’era corrispondenza fra i due imputati che lei ha analizzato?
AD:
No, non ho tradotto niente a riguardo.
CDV:
Con la Knox e Lumumba?
AD:
Neanche.
CDV:
E Knox e Guede?
AD:
Neanche.
CDV:
E con Avvocati?
AD:
No.
CDV:
Neanche americani?
AD:
No, no.
CDV:
Con giornalisti?
AD:
No.
CDV:
Con politici?
AD:
No.
CDV:
Quindi chi erano familiari e amici?
AD:
Familiari ed amici, certo.
GCM:
Avvocati così, ma politici... potrebbe essere un politico che non... diventa un po’ in difficoltà la teste se per categorie di persone, significherebbe che la teste dovrebbe conoscere a quale categoria quel destinatario appartenga per evitare di metterla in difficoltà.
CDV:
L’ho fatto Presidente soltanto perché sono uscite informazioni sui mass-media che facevano riferimento a presunta corrispondenza anche con personaggi, sia stranieri che italiani, che ricoprono delle cariche politiche, in questo senso chiedevo se aveva avuto conoscenza. Un ultima domanda; la sua attività, sempre in relazione ai mass-media, lei ha avuto contatti con i mass-media?
AD:
Assolutamente no.
CDV:
Grazie.


DIFESA - AVV. GHIRGA

LG:
Una domanda sulle lettere, ma queste 600 lettere le ha tradotte lei, le ha tradotte la dottoressa Colantone, le avete tradotte... tradotte, guardate, sunteggiate perché prima sembrava un’attività della precedente teste, adesso sembra la sua attività. La corrispondenza per 600 lettere, non è una questione fondamentale, l’avete fatta insieme, divisi i compiti?
AD:
Noi siamo quattro interpreti in Questura ed abbiamo tutti e quattro lavorato, abbiamo collaborato tutti quanti a questo caso e generalmente lavoriamo in team, nel senso che ci distribuiamo il lavoro, ce lo controlliamo a vicenda, quindi tutti siamo a conoscenza di tutto ed anche a riguardo queste lettere è stata fatta una cosa analoga.
LG:
Se le mostro le sommarie informazioni di Amanda all’1.45 del 6, ma le dico che non c’è una domanda, e le chiedo: come mai non è verbalizzata nessuna domanda da parte di chi... neppure l’acronimo ADR, nulla?
AD:
Io questo non...
LG:
Lei ha detto che ha fatto domande, le ha tradotte, non ce n’è una.
AD:
Se non c’è...
GCM:
Chiede l’Avvocato come mai non sono riportate le domande e neanche l’ADR?
AD:
Io questo non lo so.
GM:
C’è opposizione, con le dichiarazioni spontanee c’era l’interrogatorio, con le domande e le contestazioni.
LG:
Intanto sono sommarie informazioni quelle dell’1.45 e ripeto non è verbalizzata nessuna domanda perché? Più chiaro di così non si può essere. Non ci sono le domande o non le hanno verbalizzate?
FM:
Presidente, chiedo scusa, c’è opposizione perché la dottoressa non ha redatto il verbale e quindi...
GCM:
Però lo facciamo rispondere alle teste.
LG:
Ha tradotto tutto!
FM:
Ma non è colei che ha redatto il verbale, per cui non può rispondere.
GCM:
Però, scusate, lasciate che la domanda venga posta. Abbiamo sentito, sono le sommarie informazioni e non le spontanee dichiarazioni per le quali le domande insomma... Allora su queste sommarie informazioni, chiede il difensore, non risulterebbero riportate le domande poste alla persona che veniva esaminata, neanche sotto il profilo ADR, questa sigla, se lei sa.
AD:
Io signor Presidente, onestamente, sull’aspetto meramente tecnico e formale non le so rispondere.
LG:
Volevo rispondere al Pubblico Ministero...
GCM:
No, facciamo solo le domande ai testi e basta!
LG:
Sulle spontanee dichiarazioni ricordo che se stanno nel fascicolo come corpo di reato della calunnia, e va bene, queste spontanee sono state dichiarate assolutamente inutilizzabili anche al fine dei chiarimenti.
GM:
Domande signor Presidente, c’è opposizione!
LG:
No perché qualcuno le ha sempre chiamate...
GCM:
Scusate, adesso stiamo esaminando la testimone, se ci sono domande da porle lo facciamo altrimenti andiamo oltre!
LG:
Ma per essere anche chiari. Non ho altre domande.


DIFESA – AVV. BONGIORNO

GB:
Sempre in controesame nell’ambito di quella notte di quanto è stato fin qui detto. Ha riferito rispondendo ai colleghi che lei avrebbe parlato ad Amanda del fatto che aveva dei figli, che era stata svegliata la notte etc. per creare un rapporto umano. Le chiedo le ragioni per le quali il suo ruolo era mero interprete, quindi tradurre, era necessario creare un rapporto umano.
AD:
Era necessario Avvocato, sì, perché è una cosa che io faccio abitualmente ed è una cosa fondamentale perché si stabilisce anche un rapporto di fiducia con la persona che si ha accanto. Io oltre tutto faccio da mediatrice, quindi non sono, come dice lei, una semplice esecutrice ed una macchinetta che traduce le parole. Io lì accanto ho una persona che si trova comunque in mezzo a delle persone che non parlano la propria lingua, io sono il suo tramite e mi sento proprio in dovere anche di stabilire un rapporto che vada un po’ più al di là della cosa squisitamente tecnica. Lo faccio proprio abitualmente con tutti, non l’ho fatto soltanto quella sera, lo faccio da sempre.
GB:
Le chiedo soltanto che cosa vuole dire “sono una mediatrice”? Il suo ruolo non deve essere, nel momento in cui si fa un verbale formale, con domande e risposte, la mera traduttrice o lei... cioè mi definisca meglio la mediatrice.
AD:
La mediatrice significa che comunque io riesco anche, attraverso le parole della persona, a percepire anche dei bisogni. Quindi mi faccio anche carico di questo e li rappresento.
GB:
Quindi nell’ambito di questo suo ruolo in cui si faceva mediatrice ha poi ritenuto di raccontare ad Amanda anche una sua esperienza personale relativa alla rottura di gambe etc..
AD:
Sì.
GB:
In quale momento ha ritenuto di raccontare questa sua vicenda, rottura di gambe, mancanze di ricordi?
AD:
Io questo Avvocato nello specifico...
GB:
All’inizio quando cercava di creare un rapporto umano ha detto: “ti segnalo che sono madre di due figlie etc. etc.” o durante l’interrogatorio?
AD:
Penso che fosse durante l’interrogatorio.
GB:
In particolare in quale fase dell’interrogatorio? Già c’era stato lo shock di Amanda o no?
AD:
Questo Avvocato io non lo ricordo, esattamente quando ho fatto questa... quando le ho raccontato questa cosa della mia vita io non lo so.
GB:
Quest’episodio che lei le ha raccontato, ascoltava questa narrazione solo Amanda o tutti quelli erano in stanza?
AD:
No, no, tutti quanti.
GB:
È stata verbalizzata questa sua esternazione e quindi ne troviamo documentazione o no?
AD:
No, no, non è stata... penso.
GB:
Lei non si è posta il problema se in qualche modo questa specie di narrazione sua, personale, da interprete potesse condizionare l’interrogata?
AD:
In che modo poteva condizionarla?! Onestamente io non me lo sono posta.
CP:
C’è opposizione signor Presidente.
GCM:
Rappresentiamo solo i fatti, l’opposizione viene...
GB:
Non ho altre domande.


PUBBLICO MINISTERO – DR.SSA COMODI

MC:
Quando lei ha assistito Amanda Knox come interprete, alla fine dei verbali lei ha riletto il verbale?
AD:
Sì.
MC:
Amanda ha in qualche modo contestato il contenuto della verbalizzazione?
AD:
Assolutamente no. Io ricordo anche che lei volle vedere, leggere il verbale in italiano e seguire parola per parola quello che era stato scritto e chiedeva a me integrazioni se non comprendeva.
MC:
Integrazioni in inglese?
AD:
Integrazioni in inglese certo.
MC:
Le risulta che Amanda Knox abbia chiesto all’inizio che venissero verbalizzate anche le domande?
AD:
No, non mi risulta.
MC:
Le risulta che abbia chiesto che venissero verbalizzate domande e risposte in lingua madre, cioè in inglese, oltre che in italiano?
AD:
Non mi risulta.
MC:
Grazie.


PRESIDENTE

GCM:
Solo una circostanza se lei può riferire, se ricorda, lei fu chiamata che l’esame di Amanda Knox, le sue sommarie informazioni erano già in corso oppure ancora non erano iniziate e quindi assistette fin dall’inizio a questo?
AD:
Io al telefono non mi venne detto nulla, semplicemente partì ed andai. Quando sono arrivata sono stata fatta entrare nella stanza dove già c’era la signorina Knox.
GCM:
E chi era presente insieme a lei?
AD:
L’Ispettore Ficarra sicuramente, non so se in quel momento c’era anche l’Assistenze Zugarini, questo non lo ricordo bene. Poi sicuramente questo agente dello SCO Raffo Ivano, lui sì.
GCM:
Quindi lei entrò e già...
AD:
E già c’erano.
GCM:
Ma Amanda Knox stava già parlando, le stavano già facendo...
AD:
Sì, stava rispondendo a delle domande, stavano parlando.
GCM:
Quindi stavano parlando in italiano in quel frangente?
AD:
Sì, stavano parlando in italiano.
GCM:
Lei sa dire se quando lei arriva il telefonino di Amanda Knox era già stato messo a disposizione di chi la stava interrogando oppure questo è un momento successivo?
AD:
Mi sembra che sia un momento successivo.
GCM:
Va bene.


DIFESA - AVV. DALLA VEDOVA

CDV:
Lei è arrivata esattamente a che ora in Questura?
AD:
Le dico Avvocato...
GCM:
Alle 00.30, aveva già riferito.
CDV:
Come fa ad essere sicura che erano le 00.30?
AD:
Infatti non ho detto che sono sicura.
CDV:
Allora come fa a dire che sono le 00.30?
AD:
Io ho detto che ho considerato che ho ricevuto la telefonata orientativamente intorno alle 23.30 – 23.40, considerando che da casa mia ci impiego circa una mezz’ora, considerando che mi sono anche dovuta preparare ho fatto un calcolo, sono andata via subito e sarò arrivata orientativamente intorno a quell’ora.
CDV:
Come fa a sapere che erano le undici e quarantacinque quando l’hanno chiamata?
AD:
Perché ero appena... era poco che ero andata a dormire e generalmente vado a letto più o meno intorno alle undici e mezza, undici e venti.
CDV:
Ma un orologio l’ha visto?
AD:
Ancora non dormivo però, quindi ero a letto.
CDV:
Ha visto un orologio lei?
AD:
No, non l’ho visto l’orologio.
CDV:
Invece quando è andata via dalla Questura la mattina del 6?
AD:
Sono andata via alle otto, ho aspettato che la mia collega Colantone arrivasse.
GCM:
Su questo... solo sulle domande che sono state fatte. Le volevo chiedere c’è un marcatempo in Questura?
AD:
Sì, sì.
GCM:
Ma lei lo inserisce il marcatempo?
AD:
No, c’è un prospetto degli straordinari.
GCM:
E lei l’ha inserito?
AD:
Sì, sì.
GCM:
Quindi può risalire a che ora è arrivata?
AD:
Sì.
GCM:
Va bene può andare. Le parti vengono invitate ad esprimere, a questo punto, prima di far venire la prossima teste, il proprio parere su questa istanza di dissequestro. Hanno già avuto notizia di questa istanza formulata...
GM:
Allo stato esprimiamo parere negativo.
LM:
Per quanto possa occorrere il parere delle parti private è negativo. Volevo soltanto aggiungere un aspetto, ritengo che sia opportuno ed indispensabile, è proprio una richiesta che viene fatta da parte della difesa di Sollecito e cioè che venga effettuato da parte della Corte un sopralluogo nella casa del delitto. Noi riteniamo che sia molto importante questo accesso da parte di voi Giudici affinché vi possiate rendere conto di quelli che effettivamente sono i luoghi, i luoghi nel momento in cui sono avvenuti i tragici fatti del 2 novembre e dei quali appunto voi sentite adesso le varie testimonianze. Questa nostra richiesta l’avremmo voluta fare alla fine dell’istruttoria dibattimentale però riteniamo che sia molto importante farla adesso anche perché sono stati sentiti dei testimoni che hanno dato delle indicazioni abbastanza chiare, abbastanza precise su fatti e circostanze che noi come difesa abbiamo contestato. Ad esempio quando sono stati sentiti sia i testi Napoleoni, il teste Zugarini in relazione all’erba, domanda del Presidente, se fosse stata o meno calpestata dell’erba, quindi sapere effettivamente come si trovavano i luoghi al momento. Poi anche la domanda fatta al teste Napoleoni in relazione al fatto, alla distanza tra il terrapieno e la finestra, quello anche in relazione all’eventuale lancio della pietra con la suggestiva presentazione della pietra fatta ai signori giurati. Io ritengo che sia importante, sia determinante.
GCM:
Se vuole precisare se questa istanza è relativa allo stato dei luoghi esterno oppure anche interno.
LM:
Esterna ed interna. Esternamente è molto importante e lo posso dire come mia impressione personale, quando il 27 agosto del 2008, per la prima volta insieme alla collega Bongiorno siamo andati, autorizzati dal G.I.P., ad effettuare il sopralluogo abbiamo visto e notato delle cose che nei video, nelle raffigurazioni fotografiche e nei video che erano stati depositati nel fascicolo del Pubblico Ministero assolutamente non erano ravvisati. Ad esempio il famoso chiodo, il famoso chiodo posto sotto la finestra della stanza della Romanelli che noi l’abbiamo visto per la prima volta in quell’occasione e quel chiodo noi riteniamo che sia un appiglio, sia stato un appiglio per la persona che poi è entrata all’interno dell’abitazione. Quindi è importante, da parte vostra signori Giudici, poter accertare e vedere. Alla cosa fondamentale, poi concludo, anche l’interno dell’abitazione, cioè vedere chiaramente com’era questa stanza, la stanza di Meredith, il fatto che da una visione dei filmati può sembrare essere una stanza abbastanza grande in realtà è molto piccola, quindi direi che è molto difficile che possa essere stato commesso un determinato fatto così cruento senza che siano state lasciate delle tracce evidenti da parte di chi è stato imputato di tali fatti. Quindi insistiamo per un sopralluogo internamente ed esternamente.
CDV:
Noi ci associamo perché anche noi riteniamo che una visuale diretta dei luoghi sia necessaria, sia in relazione alla posizione della casa, quindi con rispetto alla telecamera di cui abbiamo discusso oggi, oppure la parte esterna per capire esattamente la posizione della finestra, dove c’è la finestra rotte ed anche all’interno riteniamo sia importante perché la storia che abbiamo ascoltato circa l’abbattimento della porta è facilmente comprensibile, dà una visione diretta della grandezza del corridoio e della stanza, onde capire chi era davanti, chi era dietro, chi ha buttato, chi non è entrato etc.. Inoltre poiché un elemento importante, che sarà poi discusso successivamente, ma agli atti ci sono già dei documenti sul punto, è la posizione, la presunta posizione della vittima. Sono state fatte delle ipotesi e secondo noi, in relazione all’imputazione che prevede un concorso in quello specifico luogo, cioè nella stanza di Meredith ed in virtù delle dimensioni soprattutto ed anche altre circostanze di fatto che è necessario accertare, noi riteniamo che sia assolutamente consigliabile un sopralluogo. Riteniamo altresì che la richiesta della Parte Civile proprietaria dell’immobile è altresì in parte da considerare perché è passato tanto tempo, abbiamo avuto un episodio molto spiacevole dell’effrazione con la visita assolutamente per ora non accertata, che potrebbe forse ripetersi e che comunque non fa bene secondo noi alla celebrazione di questo processo. Quindi una volta espletata quest’attività di fatto di un accertamento sul luogo ritengo che la richiesta sia anche tutto sommato legittima. Grazie.
GM:
La Procura non si oppone minimamente a questa richiesta delle difese, anzi aderisce a questa richiesta perché un esame visivo, diretto della casa, soprattutto dell’esterno, ma anche dell’interno può chiarire definitivamente alcuni aspetti che sono decisivi in questa vicenda.
FM:
Le Parti Civili sono remissive alla decisione circa il sequestro, sicuramente in ipotesi di decisione da parte dell’illustrissima Corte di restituzione dell’immobile si associa alla richiesta di sopralluogo. A mio avviso la Corte nel decidere su questa richiesta dovrà tenere conto del fatto che i testi indicati, appartenenti alla Scientifica, riferiranno e mostreranno, e agli atti c’è già la richiesta, un video importante del primo e del secondo sopralluogo, riferiranno anche su posizioni di orme e di impronte digitali. A mio avviso il sopralluogo è necessario successivamente all’escussione di tutti i testi della Scientifica, in base al calendario che è stato fatto dalla pubblica accusa, o comunque in contemporanea perché sennò il ricordo dei luoghi rispetto all’escussione dei testi che probabilmente dovrebbe avvenire nel mese di maggio non darebbe il beneficio del sopralluogo che invece dovrebbe essere immediatamente successivo alla visione dei video e delle foto e all’ascolto di quanto ci riferiranno i testi della Scientifica proprio sul posizionamento evidentemente di quelle che sono poi le risultanze biologiche e così via. Quindi mi associo alla richiesta ma chiedo che venga effettuato immediatamente dopo l’escussione dei testi della Scientifica.
CP:
La Difesa di Patrick Lumumba si associa alle richieste del padrone della famiglia Kercher.
GB:
Siccome la Parte Civile ha fatto riferimento alla tempistica, sono d’accordissimo su quello che ha detto, però proprio perché verranno a descrivervi qui un centimetro più, un centimetro meno stiamo molto più tempo a fare le domande ai testimoni per descrivere a voi qualcosa, se aveste già visto la casa probabilmente anche l’esame si ridurrebbe di tantissime domande. Quindi io chiedo, ma proprio per un’esigenza di speditezza, va bene vicino alla Scientifica ma prima perché così si riducono anche i tempi e non c’è bisogno che diciamo: “ma a destra o a sinistra”, quindi questo è un problema di celerità soltanto.
CDV:
Presidente solo per aggiungere, ritengo anche che sia necessario essere autorizzati ad avere i nostri consulenti presenti, noi in particolare vorremmo avere il professor Torre e il dottor Patumi presenti a questo sopralluogo eventuale.


ORDINANZA

LA CORTE sull’istanza di dissequestro di immobile avanzata dalla Difesa di Tattanelli, costituitasi Parte Civile; sentito il parere contrario del Pubblico Ministero, preso altresì atto di quanto dedotto dalle altre parti; rilevato altresì che è stata avanzata istanza di sopralluogo dalla Difesa di Sollecito Raffaele, alla quale hanno aderito anche tutte le altre parti, non accoglie l’istanza di dissequestro di immobile in considerazione del negativo parere del Pubblico Ministero e tenuto altresì conto di quanto al riguardo evidenziato dalle altre parti; si riserva di provvedere nel prosieguo circa il richiesto sopralluogo.

PRESIDENTE – Possiamo proseguire.