Angelo Cirillo's Testimony

From The Murder of Meredith Kercher
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ESAME DEL TESTE CIRILLO ANGELO
Key to abbreviations
GCM Giancarlo Massei Judge Presidente
DD Donatella Donati Sollecito Defence lawyer Avvocato
AC Angelo Cirillo Witness being questioned Raffaele Sollecito's school friend
PM Pubblico Ministero May refer to Comodi or Mignini
FM Francesco Maresca Counsel for Kercher family (civil plaintiffs) Avvocato

IL TESTE, AMMONITO AI SENSI DELL’ART. 497 CODICE DI PROCEDURA PENALE, LEGGE LA FORMULA DI RITO.


GENERALITÀ: Angelo Cirillo, nato a Taranto l’1 dicembre del 1985.


GCM:
Prego, la difesa può procedere.
DD:
Buongiorno. Avvocato Donati.
AC:
Buongiorno.
DD:
Senta, lei conosce Raffaele Sollecito?
AC:
Sì, siamo stati compagni in collegio per un anno.
DD:
In quale periodo?
AC:
Nel periodo 2004/2005, poi lui è andato in Erasmus, quindi occupava la stanza dell’istituto, però lui era fuori in Erasmus in Germania.
DD:
Ho capito, quindi in quell’anno l’ha conosciuto.
AC:
Sì.
DD:
Senta, per quanto lei lo conosce, per come l’ha conosciuto in quell’anno, che tipo di ragazzo era Raffaele?
AC:
Un ragazzo sicuramente molto buono, gentile, un ragazzo che aveva sani... ha sani principi, un ragazzo studioso che si alzava la mattina presto e ci spronava anche a studiare, perché la situazione è così. Io, essendo matricola, vedevo in lui comunque una persona di riferimento, perché adattarsi alla vita universitaria, a un metodo di studio non è facile per uno studente che comunque viene dalle superiori. Quindi lui mi diceva impegnati da subito, non ti lasciare andare, sii comunque metodico e vedrai che comunque all’università non avrai problemi. Quindi, diciamo, è stato anche d’esempio per me sotto questo aspetto, oltre che una persona che comunque è diventata mia amica sin da subito.
DD:
Una persona, scusi?
AC:
Che è diventata sicuramente mia amica sin da subito.
DD:
Quindi, diciamo, era un ragazzo buono, timido?
AC:
Sì, sì.
DD:
Timido?
AC:
Sì, timido, riservato, ecco, riservato, un ragazzo molto intelligente, riservato. Ecco, vivendo in un collegio maschile, ci si rende conto che magari tra noi ragazzi ormai prevale questa forma di convivenza nella quale praticamente ognuno deve alzare la voce per essere il più forte. Ecco, lui diciamo era quello fuori dal coro, nel senso che lui riusciva a dire le stesse cose che una persona dice urlando tranquillamente, quindi una persona riservata, tranquilla, una persona normale, sicuramente normale. Anzi, forse più normale di tante altre persone che pensano che, urlando, si risolvano le cose.
DD:
Ho capito. Quindi assolutamente lei esclude che fosse una persona in qualche violenta, irascibile, litigiosa?
AC:
No, assolutamente, ma non si è mai imposto con la forza per dire qualcosa. Molto chiaro, sempre molto conciso, tranquillo, intelligente.
DD:
Senta, lei è a conoscenza, se lo ha mai saputo, del fatto che Sollecito all’interno del collegio Onaosi fosse in possesso o visionasse film pornografici?
AC:
No, assolutamente no. Non mi è mai capitato di vederlo, non so. Assolutamente so che non ne aveva, per quello che so, perché io non ne ho mai visti, né ho visto che qualcuno li vedeva sul mio piano. Ora, essendo un collegio maschile, in generale non mi sento di escludere che ce ne siano. Però, per quanto riguarda lui, non è possibile associare il film pornografico o la visione pornografica con la sua persona.
DD:
Quindi, diciamo, non è mai successo, per il periodo in cui lei è stato lì...
AC:
No, assolutamente no.
DD:
...qualcosa di eclatante relativamente a questi...
AC:
No, mi sento di dirlo con assoluta sicurezza.
DD:
Senta, passando al rapporto che Raffaele aveva con le donne, lei ricorda nel periodo del collegio, in quel periodo, in quell’anno in cui siete stati insieme, qualcosa in particolare, se Raffaele raccontava qualcosa in particolare in relazione al rapporto che lui aveva con le donne?
AC:
Guardi, sono passati quattro anni, onestamente i miei ricordi non sono più quelli... cioè, mi ricordo più della persona, perché onestamente, diciamo, non è stata mai una persona sicuramente che si è legata. Diciamo, anche io sono così, non mi sono mai legato sentimentalmente a una ragazza fissa. Ecco, si parlava tranquillamente, faceva i soliti discorsi che tra ragazzi si fanno. Ecco, niente di eclatante perché me ne possa ricordare.
DD:
Allora, senta, in aiuto alla sua memoria, le leggo il passo... la risposta che lei fornisce alla squadra mobile, alla polizia in data 27 maggio 2008, quando fu sentito. Lei dice: “Ai tempi del collegio lui stesso raccontava di non aver mai avuto rapporti sessuali”.
AC:
Sì, sì, su questo sì.
DD:
Ecco, se ci può...
AC:
Ah, voleva sapere questo? No, io dicevo in generale. Sì, lui mi ha detto che non aveva mai avuto rapporti, lo so per certo, me lo diceva e quindi... però, ecco, non ci vedevo nulla di male non averlo fatto, assolutamente.
DD:
No, ma non è che c’era qualcosa di male.
AC:
Ecco, per quello non...
DD:
Comunque il periodo, abbiamo detto, 2004/2005.
AC:
Sì, assolutamente sì. Ecco, la mia esperienza, ci tengo a chiarire, di conoscenza sua profonda è stata comunque di quell’anno, perché poi lui è andato in Erasmus e comunque in Erasmus ci sentivamo per telefono, ci raccontava che stava bene, però effettivamente una cosa è averla una persona, viverla e una cosa è sapere dov’è e che fa, capisce? Io per quell’anno posso dire assolutamente che è una persona fantastica, tranquilla e che...
DD:
Okay. Senta, durante il periodo in cui Raffaele era lì in Onaosi, lei ricorda se perse la mamma?
AC:
Sì. La perse, se non sbaglio, nel giugno del 2005. Da quel che so, fu per un malore legato a problemi cardiaci, mi raccontò lui, tanto che fu chiamato dalla nonna dicendo: “Vieni che la mamma sta male”. Lui scese e poi gli fu detta la verità, che la mamma era deceduta in seguito a queste complicanze.
DD:
Madre che peraltro lei ha conosciuto?
AC:
Sì. Io sono di Taranto, quindi spesso affrontavamo il viaggio di ritorno assieme e magari è capitata una volta che però, diciamo... sia in generale la mamma comunque lo veniva a trovare, quindi anche per telefono, siccome lo chiamava sul piano, la conoscenza telefonica si era... tramite telefono comunque ci eravamo conosciuti. Sennonché poi ogni tanto veniva, quindi stava a Perugia e noi l’abbiamo conosciuta. Ma un giorno, ricordo bene, lo riaccompagnammo a casa perché il De Robertis, che lei ha citato prima, è il ragazzo di mia sorella e con lui scendevamo giù con la sua macchina e una volta capitò di fermarci a pranzo da Raffaele e in quella occasione mangiammo insieme anche alla nonna.
DD:
Ho capito. Senta, quindi la mamma veniva spesso qui a Perugia a trovarlo?
AC:
Sì, era molto attaccata a Raffaele, moltissimo.
DD:
Molto attaccata.
AC:
E lui molto attaccato a lei.
DD:
Senta, lei ha avuto in qualche modo notizia, all’interno dell’Onaosi o da altre fonti, quindi adesso sentiamo, dal fatto che questa mamma in realtà era morta in altro modo, era morta suicida?
AC:
Guardi, io lo sono venuto a sapere tramite i media recentemente, non tramite l’Onaosi, e questa cosa mi ha fatto molto indignare perché lui mi aveva detto che la mamma era morta in altra maniera e secondo me una persona che è morta va lasciata in pace. Per questo mi ha fatto indignare. Io l’ho saputo dal di fuori, non dall’Onaosi.
DD:
Quindi lei all’Onaosi non era mai...
AC:
Io do per certo quello che mi ha detto lui, cioè che la mamma è morta per complicanze di tipo cardiaco nel giugno del 2005.
DD:
Sì, ascolti, io le chiedo questo. Quindi all’interno dell’Onaosi lei questa notizia non l’aveva mai avuta?
AC:
No, assolutamente no.
DD:
Quindi l’ha avuta successivamente, dopo questo fatto?
AC:
Sì, sì.
DD:
Dalla televisione? Da dove?
AC:
Sì, infatti sono rimasto veramente basito, indignato, non so che altro termine usare.
DD:
Giustamente.
AC:
Perché una persona morta va lasciata in pace, secondo me.
DD:
Senta, lei quand’è l’ultima volta che ha visto Raffaele prima del tragico evento che ha colpito Meredith?
AC:
Alla laurea del ragazzo di mia sorella, Francesco.
DD:
Quindi che giorno?
AC:
Il 31, non ne sono sicuro, non mi ricordo, il 31 di ottobre. Guardi, non... io mi ricordo il 31 di ottobre, ora non vorrei dire... alla laurea del ragazzo di mia sorella, Francesco, c’era anche lui. Solo che non ho avuto il piacere di poter mangiare con lui allo stesso tavolo, lui ha mangiato con altre persone, perché erano divisi in tavoli.
DD:
Senta, ci può raccontare, per favore, quella giornata? Anche perché è importante in relazione ad altri fatti che ovviamente a lei non interessano, però il 31 ottobre se ci vuole dire quando vi siete visti, dove siete andati.
AC:
Mi ricordo che ci demmo l’appuntamento vicino... praticamente lì c’è il rettorato, diciamo, nell’aula di farmacia si svolgono praticamente il rettorato. Ci demmo l’appuntamento, mi ricordo bene, nei pressi dell’ufficio postale che è situato vicino al rettorato e poi siamo stati assieme. Abbiamo assistito alla cerimonia di laurea, poi siamo andati successivamente a fare un aperitivo al 110, che è un bar vicino alla zona universitaria, per poi recarci tutti a mangiare in un luogo chiamato Postale dei Dominici, non vorrei sbagliarmi, però...
DD:
Lei il 27 maggio dice, sempre in aiuto alla sua memoria: “Alla Posta dei Donini, in San Martino in Campo”.
AC:
Eh, io non... sì, non mi ricordo, il nome è quello, a San Martino in Campo.
DD:
Quindi?
AC:
Quindi la situazione era organizzata in tavoli e, da quel che mi è stato detto dagli altri, lui parlava di aver... Diciamo, la cosa importante che volevo dire è che io avevo visto lui in precedenza...
DD:
Quando?
AC:
Due giorni prima della laurea del ragazzo di mia sorella perché mi occupavo di raccogliere i soldi per poi fare il regalo a... per poi comprare il regalo. Lui si era presentato lì con... ci demmo l’appuntamento e venne alle otto con Amanda.
DD:
Quindi lei ha conosciuto Amanda?
AC:
Sì, ma un minuto, perché lui venne e disse: “Questa è la mia ragazza, Amanda”, erano mano nella mano, mi diede i soldi e andò via.
DD:
Questo quando è avvenuto?
AC:
Due giorni prima della laurea, il 29.
DD:
Quindi il 29 settembre, no, 29 ottobre, scusi.
AC:
Sì.
GCM:
29 ottobre.
DD:
Senta, in quella occasione ebbe modo...
AC:
Ma è stato proprio due minuti.
DD:
...di notare qualcosa, un atteggiamento tra i due? Quello che ha potuto notare lei.
AC:
Una complicità, cioè erano mano nella mano, tranquilli. Ecco, io l’ho visto molto sereno e poi mi ricordo che, quando andò via, gli mandai un messaggio e scrissi: “E bravo zio Raffa” e lui mi rispose con una emoticon, che sono quelle faccine che si fanno sul... usando i caratteri del cellulare, con il sorriso e basta.
DD:
Scusi, quindi lei l’ha visto con questa ragazza.
AC:
Sì, ma un minuto proprio perché andava di fretta.
DD:
Sì. E gli ha mandato questo sms.
AC:
Dopo che è andato via.
DD:
Dicendo: “Bravo zio Raffa”.
AC:
“Bravo zio Raffa”, come dire...
DD:
Cioè?
AC:
Cioè “Ti sei fidanzato”, perché lui mi ha detto: “Questa è la mia ragazza”. Io ero contento perché l’ho visto sereno e felice, no?
DD:
Perché era la prima volta che...
AC:
Che io sappia sì, ero all’oscuro che avesse conosciuto questa persona e si è presentato... quindi è stata una sorpresa per me vederlo con questa persona.
DD:
Quindi, ritornando alla laurea...
AC:
Quindi al tavolo, le volevo dire, era di collegamento per il fatto che comunque lui, quando ha mangiato con altre persone, ha raccontato agli altri che aveva conosciuto questa persona, che era interessante, era contento e non vedeva l’ora di scoprire che persona fosse. Diciamo, aveva le attese normali di chi conosce una persona nuova.
DD:
Questo a pranzo?
AC:
Sì, questo a pranzo.
DD:
A chi?
AC:
A degli amici, mi ricordo che c’era un ragazzo che sta con me in collegio che si chiama Paolo Carnovale, un altro si chiama Francesco Gallucci, gli altri non li ricordo onestamente, perché mi ricordo delle foto, capisce? Quindi magari i nostri tavoli erano organizzati così.
DD:
Senta, lei si ricorda Raffaele con che è arrivato alla Posta dei Donini?
AC:
Con la macchina, se non sbaglio.
DD:
Ricorda che auto era?
AC:
Con la sua Audi A3, era nuova, l’aveva presa da poco.
DD:
Ricorda se questa auto era un’auto che Raffaele aveva da tempo?
AC:
Io ricordo, non vorrei sbagliare, l’aveva comprata da poco. Non so, un mese, due mesi, non vorrei sbagliarmi, però era nuova la macchina perché lui prima aveva una Golf di vecchio tipo.
DD:
Vecchio tipo, ho capito.
AC:
Quella decappottabile, cabrio.
DD:
Quando sono finiti i festeggiamenti di questa laurea? Lei se lo ricorda quand’è che siete andati via?
AC:
Io mi ricordo le cinque, cinque e mezza. Non vorrei... ecco, ho un ricordo vago onestamente, però l’orario era quello.
DD:
Poi lei è tornato a casa, è tornato a casa insieme a Raffaele o no?
AC:
No, no, non ci siamo più visti. Io poi non l’ho più visto.
DD:
Lei ricorda con chi Raffaele è ritornato in quell’occasione?
AC:
Non vorrei sbagliare, con Paolo Coppa forse in macchina, un altro ragazzo che in precedenza era in collegio, quell’anno poi è uscito, comunque è un nostro amico in comune.
DD:
Roberto De Robertis ricorda se era in macchina...
AC:
Probabilmente sì, erano in quattro, mi ricordo che la macchina era piena, però non... ecco, se mi chiede con esattezza chi ci fosse in quella macchina, io non glielo saprei dire. Di Paolo mi ricordo.
DD:
Ho capito, va bene. Senta, un’altra circostanza, l’ultima. Subito dopo il delitto, praticamente quasi tutte le testate giornalistiche, tutti i telegiornali, misero in onda una fotografia peraltro abbastanza suggestiva ed era una fotografia in cui appariva Raffaele Sollecito tutto avvolto in carta...
AC:
Carta igienica.
DD:
...con in mano un coltello, una mannaia.
AC:
Di plastica.
DD:
Ecco, io vorrei chiederle questo in relazione a questa circostanza, se lei sa qualcosa, se può riferirci qualcosa.
AC:
Allora, la foto gliel’ho fatta io e così l’ho ridotto io, perché stavamo scherzando. Erano i primi tempi di collegio e noi scherzavamo. Una sera, non so, c’era la carta igienica, cominciammo ad arrotolare pian piano e poi l’abbiamo ricoperto. Poi avevamo questa mannaia di plastica, non mi ricordo di chi era, gliela mettemmo in mano e gli facemmo le foto. Tra l’altro le foto le facemmo sia con la macchinetta digitale che, se non sbaglio, era di Raffaele e un’altra foto gli fu fatta da Domenico Pizzi, un altro ragazzo, che la conservava sul telefono cellulare.
DD:
Ricorda il periodo di tempo?
AC:
Non lo so, ottobre, novembre forse, non vorrei sbagliare.
DD:
Guardi lei, sempre nel medesimo verbale, 27 maggio 2008, alla polizia dice che era una serata di novembre-dicembre 2004.
AC:
Sì, sì, i primi tempi di collegio, i primi tre mesi sicuramente. Ora, guardi, sono ricordi... io mi ricordo il fatto, il tempo ottobre, novembre, dicembre, sì, i primi tre mesi sicuramente di collegio.
DD:
Okay. Grazie, non ho nessun’altra domanda?
GCM:
Ci sono ulteriori domande? Prego, Pubblico Ministero.
PM:
Senta, si ricorda quella sera della laurea com’era il tempo, se pioveva?
AC:
No, onestamente no.
PM:
Non se lo ricorda?
AC:
No, ero molto stanco mi ricordo.
PM:
Non si ricorda.
AC:
No, assolutamente no.
PM:
Un’altra cosa. Lei ha ricevuto telefonate da Raffaele dopo il fatto?
AC:
No.
PM:
Non l’ha chiamata?
AC:
No.
PM:
Non ha più avuto occasione di parlare con lui?
AC:
No, non l’ho più visto.
PM:
Dal 31 non l’ha visto più.
AC:
No, mi è stato raccontato da Paolo Coppa, da altre persone che il mattino dopo era successo quel... diciamo, c’era stata quella situazione con Meredith e che loro si erano trovati lì, però io non l’ho più sentito, sicuramente.
PM:
Questo chi gliel’ha detto?
AC:
Paolo Coppa.
PM:
Va bene, non ho altre domande.
AC:
Che era stato chiamato da lui, dicendo: “Vedi che è successo questo”, solo questo so.
GCM:
Ci sono domande?
FM:
Una sola, Presidente. Avvocato Maresca per la difesa di parte civile. Si ricorda nella frequenza in collegio se ha mai visto Sollecito con dei coltelli?
AC:
No.
FM:
Mai?
AC:
No. Ripeto, la mannaia era di plastica.
FM:
No, a parte dell’episodio della carta igienica, dico...
AC:
No, che io mi ricordi no.
FM:
Grazie.
GCM:
Ci sono ulteriori domande? Il teste viene congedato. Può andare.

Non ci sono altre domande; il teste viene licenziato.