Alberto Intini's Testimony

From The Murder of Meredith Kercher
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GCM Giancarlo Massei Judge Presidente
AI Alberto Intini Director of the Scientific Police
MC Manuela Comodi Prosecutor Pubblico Ministero
LM Luca Maori Sollecito defense lawyer Avvocato
LG Luciano Ghirga Knox defense lawyer Avvocato
FM Francesco Maresca Counsel for Kercher family (civil plaintiffs) Avvocato
DR Daniela Rocchi Defense Counsel for Raffaele Sollecito Avvocato
CDV Carlo Dalla Vedova Knox defense lawyer Avvocato
DEPOSIZIONE DEI TESTE -- INTINI ALBERTO

IL TESTE, AMMONITO AI SENSI DELL'ART. 497 CODICE DI PROCEDURA

PENALE, LEGGE LA FORMULA DI RITO.

GENERALITÀ: Intini Alberto, dirigente della Polizia di Stato, attualmente direttore del servizio Polizia Scientifica della Polizia di Stato. Nato il 29 agosto 1956 a Roma.

GCM:
- Prego Pubblico Ministero.

PUBBLICO MINISTERO - DOTT.SSA COMODI

MC:
Lei ha detto che è direttore del servizio di Polizia Scientifica di Roma e lo era anche all'epoca dell'omicidio di cui ci stiamo occupando?
AI:
Sì.
MC:
Quindi è stato investito nella sua qualità delle indagini relative all'omicidio medesimo.
AI:
Sì.
MC:
Vuole riferire alla Corte, facendo preventivamente un quadro di quello che è appunto il servizio di Polizia Scientifica, dei settori di cui è composta e quindi delle modalità del vostro intervento, sia in generale che nel caso specifico, anche con riferimento al rapporto tra la Polizia Scientifica locale, quindi di Perugia, e il vostro reparto.
AI:
La Polizia Scientifica è un settore della Polizia di Stato che storicamente, da più di cento anni, si occupa delle attività diciamo tecnico - scientifiche connesse all'indagine. La struttura che dirigo è una struttura nazionale che ha un'articolazione gerarchica a livello regionale e provinciale. I1 servizio Polizia Scientifica, come dicevo, ha sede a Roma, è inserito nella direzione centrale anticrimine della Polizia di Stato, del ~ipartimento della pubblica Sicura, quindi è un'articolazione centrale dipartimentale, però a differenza di altre ha anche una valenza operativa perché al suo interno ha quattro divisioni tematiche e tutta una serie di sezioni nei vari aspetti della criminalistica, quindi vari settori di chimica, fisica, biologica, balistica, dattiloscopia etc., con il laboratorio owiamente specialistico di tutti i settori. Quindi oltre ad avere compiti di coordinamento dell'attività della Polizia Scientifica a livello nazionale, ha una sua autonomia tecnico - scientifica, quindi per dare un supporto a livello nazionale a tutte le articolazioni perché quelle operative sono quelle sul territorio a livello provinciale e a livello regionale. Ogni provincia, in ogni Questura c'è un gabinetto provinciale di Polizia Scientifica, come appunto a Perugia, e il gabinetto provinciale di una regione sono coordinati dai rispettivi gabinetti regionali, che sono 14, e che sono delle articolazioni più rilevanti. Quindi per sintetizzare questo discorso, l'intervento immediato, normale viene effettuato dai gabinetti provinciali in ogni sede dove appunto l'ufficio investigativo si muove per attività di Polizia Giudiziaria, laddove vi sono esigenze maggiori, non tanto di professionalità quanto di attrezzature oltre che di sostegno di numero di organico intervengono i gabinetti regionali. I1 servizio centrale interviene laddove si svolgono attività che sono maggiormente di specializzazione, proprio del servizio, laddove vi siano dei casi ancora più rilevanti a livello nazionale. In questo caso oltre al personale del gabinetto provinciale di Perugia che è intervenuto e ha svolto tutta l'attività tecnico - scientifica, l'intervento del servizio è stato determinato sulla scorta appunto di questa funzione. Dal 2005 in seno al servizio è stato istituito l'ERT, abbiamo chiamato con questa sigla una struttura che è una squadra di esperi di ricerca tracce. In sostanza proprio per le alte professionalità, ma come dicevo soprattutto per le attrezzature superspecialistiche di cui è dotato servizio, questa squadra è composta da tutti i settori . . . in teoria da tutti i settori, nella pratica intervengono quelle professionalità che servono al singolo caso. Questa squadra di esperti composta owiamente da specialisti nei vari settori è intervenuta già dal 2005 ad oggi in varie parti d'Italia, in varie situazioni in cui eventi criminosi di un certo rilievo appunto mostravano l'opportunità di un intervento di più alto livello e più specialistico. In quest'occasione ricordo che ci fu, come si viene informati al centro di tutti i fatti di rilievo in cui la Polizia Scientifica interviene, quindi ne vengo a conoscenza direttamente, io e il mio staff, e quindi anche in questo caso quando avvenne, quando fu scoperto l'omicidio questione, il servizio di Polizia Scientifica fu informato. In particolare, se non ricordo male, furono proprio i colleghi del gabinetto provinciale di Perugia, attesa la rilevanza del caso che si mostrava, la gravità dell'evento criminoso, l'efferatezza del delitto, quindi tutta una serie anche di elementi che avevano percepito sulla scena del crimine, hanno sottoposto l'opportunità di un intervento superiore in ausilio e appunto al servizio fu determinato di far intervenire 1'ERT che in quell'occasione, proprio attagliata tipo di omicidio, prevedeva i profili ad hoc. Per esempio l'esperto in balistica non fu mandato perché appariva come un omicidio commesso non con armi da fuoco e quindi la squadra era composta, fu composta e fu inviata con dei profili ad hoc, con ecperi di sopralluogo ed attrezzature idonee ad effettuare il sopralluogo anche a livello tecnologico per poi usufruire di risultati e strumenti adeguati; di una biologa, dottoressa in biologia, di un chimico, un dottore in chimica per l'esaltazione delle impronte, poi successivamente di un fisico per la ricostruzione dinamica. Cioè non è normale e lo sapete anche perché voglio dire poi l'organico della struttura è owiamente un organico normale, che non può avere numericamente e qualitativamente lo stesso livello in tutte le sedi, un sopralluogo di omicidio in cui intervengono, nella squadra di Polizia Scientifica, tre laureati in tre discipline diverse non è una cosa normale. Devo dire, siamo stati fortunati oltre tutto, e dobbiamo anche sottolineare la sensibilità, la perspicacia degli operatori del gabinetto Polizia Scientifica di Perugia che da subito fu valutata come poi i fatti, purtroppo, hanno evidenziato la rilevanza di questo caso e quindi la Polizia Scientifica ha potuto mettere sul campo delle professionalità che, posso dire, con la massima tranquillità ed anche umiltà, sono di massimo livello a livello nazionale nei diversi settori. - Quindi diciamo il massimo delle potenzialità che purtroppo non in tutte le situazioni si riesce a dispiegare, anche perché non sempre si immayina poi la rilevanza di un caso. Questo non so se in sintesi può essere sufficiente, al di là di qualche domanda specifica.
MC:
sì, se continuando vogliamo riferire alla Corte com'è stato organizzato l'intervento e che cosa lei ha conosciuto personalmente, cioè qual è stato il suo ruolo, se meramente organizzativo, se è intervenuto sul posto oppure se ha coordinato ed organizzato e quale, nel caso specifico, e se il caso specifico corrisponde alle regole generali, qual è stata l'interazione tra il gabinetto di Polizia Scientifica di Perugia e poi 1'ERT che è intervenuto, immagino, successivamente. Se vogliamo dare anche un quadro cronologico degli interventi.
AI:
Ricordo che era il 2 novembre, intorno all'ora di pranzo, ora gli orari precisi ... fu comunicata a Roma questo evento, lo scoprimento di questo evento, le varie fasi che avevano determinato l'intervento, il primo intervento degli operatori di Polizia di Perugia e l'attivazione, anche facilitati da una vicinanza tra Roma e Perugia, l'attivazione di questa squadra dellfERT fu abbastanza immediata già intorno alle 17 i primi elementi. Ecco perché poi appunto nell'urgenza si sono anche mossi, non dico singolarmente, ma in più tranche, i primi operatori alla Polizia Scientifica di Roma, già verso le 17 sono giunti sul posto. Non vi è e non vi è stata una distinzione di attività e di compiti tra il personale del gabinetto di Perugia che aveva già avviato un primo esame e la squadra dell'ERT del servizio perché la suddivisione dei compiti nella nostra attività è determinata dai settori specialistici. I1 sopralluoghista fa l'attivita di sopralluogo documentando le varie fasi del sopralluogo stesso, il dattiloscopista ricerca le impronte, il biologo ricerca altre tracce, quindi ognuno ha un suo compito determinato dalla sua professionalità e dal suo settore specifico di competenza. Quindi l'interazione tra il gabinetto provinciale di Perugia e 1'ERD e stato di lavorare in comune, quindi non vi era una differenza anche di livello sia in questo primo sopralluogo che nelle fasi successive si è sempre operato insieme; il gabinetto provinciale perché ha la competenza sul territorio e ha svolto tutte le attività insieme a questo punto, quindi, più un sostegno, un'interazione dell'attività, del personale del luogo. Le prime indicazioni che furono date nell'occasione, ricordo, come ovviamente si fa sempre è stato quello di fare in modo che la scena del crimine fosse totalmente isolata e che l'attività dei primi operatori della Polizia scientifica di ~erugia fosse limitata a una mera documentazione della scena del delitto stesso attendendo l'intervento degli specialisti per l'awio in concreto dettagliato del sopralluogo e quindi non fare entrare nessuno che potesse modificare era scena. Quindi è con l'intervento della squadra ERT che è iniziato il sopralluogo nei suoi vari aspetti, nelle sue varie fasi salvo questa fase iniziale documentativa del personale.
MC:
Che cosa si intende per documentazione? Se lo vuole spiegare alla Corte.
AI:
Storicamente è anche, diciamo ambito didattico, il sopralluogo si divide in una serie di attività di rilievo che sono fotografiche, dattiloscopiche, descrittive e planimetriche, sono i quattro settori. Quindi l'operatore della Scientifica interviene sulla scena e deve fare una descrizione della scena in cui si trova, quindi come si accede, com'è composta, com'è formata, quindi a livello descrittivo di relazione, questa descrizione la deve o la può riportare laddove serba anche in una piantina planimetrica dove le misurazioni possono un domani servire ad evidenziare le distanze di vari reperti o delle situazioni che si trovano sulla scena del crimine, quindi fotografica e scientifica è datata dai primi del 900, è dal 1903 che nasce la Polizia Scientifica, e in questi 106 anni ha avuto owiamente un'evoluzione enorme anche come attrezzature, oltre che metodologie e tecniche. Quindi ormai da un paio di decenni, oltre alla ripresa fotografica si fa anche una risposta video della scena del delitto proprio per lasciare traccia documentata di tutta la situazione. In questa vicenda, in questa attività tecnica di sopralluogo l'intervento dellfERT ha potuto fornire in questa attività video documentativa e descrittiva un valore aggiunto di un'apparecchiatura che essendo unica e altamente specialistica non possiamo usare ovunque tutti i giorni, in quest'occasione personale di esperto di sopralluoghi che è intervenuto lo ha portato, ed è lo Sferon, è una stazione fissa che si pone in un ambito, su un cavalletto, come se fosse una grossa macchina fotografica, che scannerizza l'ambiente. Cioè invece l'operatore di girarsi e fare una serie di foto che non potranno mai essere complete di tutto l'ambiente nella sua fornla cubica owiamente, 360 gradi in orizzontale e anche nell'altezza scannerizza completamente con foto, quindi fa una fotografia dell' intero ambiente e questa scannerizzazione consente quell'ambiente di poterlo rivedere successivamente in tutti i dettagli come se uno rientrasse nella scena del delitto. Quindi con questo strumento noi potevamo ed abbiamo potuto rientrare nuovamente, virtualmente ovviamente, nella stanza dell'omicidio quante volte volevamo, girando con il computer, con il mouse del computer in ogni direzione della stanza, ingrandendo dei particolari e magari notando degli aspetti che il primo sopralluogo normalmente non riesce a mostrare nella sua completezza. I1 primo sopralluogo è teso oltre che a documentare a raccogliere tutte le tracce, tutti gli elementi che videofotografica a questo punto perché owio i primi, l'attività di fotosegnalamento, di sopralluogo della possono servire poi in uno sviluppo tecnico scientifico a fornire delle risposte anche di carattere probatorio ovviamente. È owio che in un primo sopralluogo è normale, è frequente, avviene sempre che si acquisiscono diversi reperti inutili che poi risultano inutili e potrebbe anche capitare che non vengano acquisiti dei reperti che poi successivamente appaiono importanti. Quindi questo strumento è importante per avere al di là della documentazione videofotografica che è parziale perché è condotta dall'uomo con i suoi limiti di prospettiva, owiamente, e di movimento sulla scena, lì ci dà una documentazione totale, di tutto l'ambiente, con la possibilità di rientrare in ogni stanza, quindi avevamo ottenuto questa documentazione dell'intero appartamento con la possibilità di rientrare in ogni momento andando anche ad ingrandire degli angoli delle stanze, dei luoghi di questo appartamento e riverificare delle situazioni o chi come me non è stato sul luogo, perché io appunto ho inviato personale, l'ho seguito, l'ho coordinato, ho sostenuto le loro attività in tutti i mesi delle indagini però non ho svolto sul posto attività dirette di sopralluogo, però ho potuto avere contezza della realtà, owiamente come tutte le parti del processo, della scena del crimine che è importante per poter avere una cognizione anche del fatto poi.
MC:
Presidente se e quando la Corte lo ritiene noi abbiamo la possibilità di farvi vedere appunto le immagini attraverso questa tecnica, questo Sferon, che non so se è l'apparecchiatura o la tecnica, lo Sferon è il nome di che cosa?
AI:
Lo Sferon è il nome dell'attrezzatura.
MC:
Ecco dell'attrezzatura.
AI:
~iguriamoci come quei cavalletto, uno dei due cavalletti che regge lo schermo, sopra c'ha una stazione, una macchina fotografica di questa grandezza che praticamente diciamo fa una scannerizzazione dell'intero volume con tutta una serie di foto che poi il computer lega, come se fosse un filmato.
MC:
È un teste, perb vorrei che attivasse appunto questo Sferon.
AI:
Sì, lo posso manovrare anch'io.
FM:
Presidente, chiedo scusa se mi intrometto, ma se iniziamo la produzione dei video io rinnovo l'istanza delle porte chiuse che non ho formalizzato in forma scritta perché sarebbe stata identica a quelle già presentate, ovviamente nei modi e nei tempi che la Corte riterrà opportuni, in relazione alla proiezione di video e/o foto. Grazie.
GCM:
Su questa istanza?
FM:
Owiamente per identiche motivazioni già più volte ricordate alla eccellentissima Corte.
GCM:
Su questa istanza le altre parti?
LM:
Nulla osserviamo e ci rimettiamo a quello che avevamo già indicato alla scorsa udienza.
MC:
Anche noi ci rimettiamo, cioè concordiamo con la Parte Civile. Diciamo che per il momento volevo far vedere un attimo il funzionamento di questo sistema, poi magari lo vedremo più in dettaglio quando sentiremo gli operatori.
GCM:
Su questo magari la Corte non conosce le immagini che si dice verranno proiettate e quindi non conosce il contenuto del stesse né la rilevanza delle immagini medesime sotto il profilo . . .
MC:
Guardi dottore non facciamo vedere ha scena del crimine.
GCM:
Sotto il profilo dell'istanza in oggetto, però magari lo si fa presente laddove verranno proiettate immagini che ritraggono la scena del delitto con riferimento alla visione della vittima . . .
AI:
No, prendo la cucina che è una stanza anonima.
GCM:
Per quelle immagini così si dice subito, laddove vengano proiettate queste immagini si procederà a porte chiuse.
AI:
Ecco io con il mouse...
LM:
Mi scusi dottore, queste sono delle immagini che noi non conosciamo non sappiamo se siano mai state depositate dal Pubblico Ministero . . .
MC:
Come no?!
LM:
se ci può spiegare il Pubblico Ministero in quale atto processuale siano state acquisite perché noi non le conosciamo, non le abbiamo mai viste, non abbiamo mai avuto contezza di tale immagine, quindi se ci vuole spiegare.
MC:
È la documentazione relativa all'attività della Polizia Scientifica.
GCM:
Quindi sono già agli atti.
LG:
No, no, non sono da nessuna parte, ne prendiamo atto adesso noi.
LM:
In questo momento' ne prendiamo atto.
LG:
i1 filmato del 2 - 3 novembre, il primo accesso della Polizia Provinciale, Scientifica e tutti nella casa del delitto, è questo che sta in atti depositata e a conoscenza?
AI:
No, no, questo è un ulteriore, ci sono foto e filmati, ci sono dei video del sopralluogo, questo è un valore aggiunto; è il valore del sopralluogo effettuato dal personale di ~erugia e del nostro personale di Roma, è stato comunque effettuato nella sua attività dinamica del sopralluogo nelle varie parti. Questo è un di più della scena nel suo complesso che serve per i motivi anche a rivisitare determinate situazioni.
LG:
Non è un atto del processo, neppure negli atti del Pubblico Ministero ne conosciamo l'esistenza noi, quindi ci opponiamo.
MC:
Allo stato io non SO rispondere, ma comunque fosse anche uno strumento utilizzato esclusivamente ad uso e consumo della Polizia Scientifica stiamo ascoltando il personale della Polizia scientifica che ha utilizzato anche questo ulteriore strumento che non è niente di diverso perché la casa per fortuna la Corte l'ha vista per cui non è che stiamo filmando una casa diversa, quindi adesso lo dateremo con il personale che ha operato anche con questo strumento perché praticamente il dottor Intini non sarebbe in grado di riferire la data o l'ora o chi materialmente ha effettuato questo ...
AI:
È stato fatto il 2, il giorno del sopralluogo, all'inizio, però chi l'ha fatto . . .
MC:
Quindi chiederemo a chi l'ha fatto, quando l'ha fatto e in concomitanza di quale ripresa filmata, ma non c'è niente di sensazionale, non è uno scoop, non è una prova sorpresa, è semplicemente una visione diversa, come spiegava il dottor Intini, così a 360 gradi della stessa identica scena filmata con la telecamera tradizionale.
GCM:
Poi si riserva la Procura di metterlo a disposizione.
LM:
Noi comunque ci opponiamo anche perché signor Presidente è un evidente e palese lesione del diritto di difesa in quanto questo tipo di filmato, di cui naturalmente possiamo ben capire le forme e modalità per cui è stato fatto e possiamo anche condividerle, però doveva essere depositato e l'atto di deposito doveva essere notificato alle parti, cosa che a noi, per lo meno alla nostra Difesa e credo anche alla Difesa della Knox, sia mai stato notificato. Quindi riteniamo ne prima vengano esperite le attività formali previste dal codice, e quindi la notifica dell'awiso di deposito di questo filmato nel fascicolo del Pubblico Ministero e poi successivamente si valuterà se sia o meno visibile e proiettabile, quindi ci opponiamo.
MC:
avviso di deposito nel corso delle indagini preliminari non era owiamente né previsto né necessario perché era un'attivita investigativa quindi non c'era nessun awiso di deposito che doveva essere . . .
LG:
Scusi volevo completare, non è togliere era parola. . .
GCM:
Quindi per la Difesa c'è opposizione a che cosa?
LM:
Alla visione in quanto non è mai stato messo a conoscenza delle Difese questo tipo di filmato.
LG:
È evidente che sono atti successivi al 415 bis! È evidente che se quest'atto a nostro awiso non è compreso in tutti gli atti depositati ai sensi del 415 bis l'ulteriore integrazione probatoria o attività svolta dal Pubblico Ministero, in questo caso prima ho capito, ma dopo il decreto che dispone giudizio, tuttavia questo tipo di acquisizione trova una regolamentazione nel 430 come dice il collega, almeno io penso, anche se è stato svolto prima immagino, perché sento che dice il 2 - 3 novembre 2007, ma perché abbiano un destino processuale corretto, a nostro avviso, non essendo stati depositati durante tutta l'udienza sono atti successivi. ~i vediamo adesso, io immagino che sia regolamentato questo tipo di acquisizione e produzione ai sensi del 430, come per altri atti di integrazione probatoria del Pubblico Ministero svolta dopo il decreto di rinvio a giudizio. Immagino che sia anche questa la norma.
CDV:
In relazione queste fotografie, perché in realtà sono delle fotografie, non sono dei filmati, noi abbiamo già conoscenza, perché è stato depositato con il 415 bis, di un filmato di circa 45 minuti che di nuovo è stato fatto il giorno 2. Quindi noi ci opponiamo all'esame così come presentato se non .. un esame previo del documento perché ripeto noi questa è una novita, non ne abbiamo avuto contezza durante le indagini, non ne abbiamo avuto contezza del 415 bis, non ne abbiamo avuto contezza successivamente con llulteriore attività investigative quindi mi sembra che sia opportuno da parte di questa Difesa prendere cognizione del documento prima di avere un esame qui in udienza, comunque ripeto che esiste un filmato del 2 novembre 2007 che penso sarà visionato oggi.
MC:
Non 10 SO, vediamo. Come il dottore Intini ha spiegato questo non è altro che la scannerizzazione di fotografie di tutta la casa e poi in particolare della stanza dove è stato commesso l'omicidio, scannerizzazione e ricostruzione di queste foto scannerizzate i n sequenza attraverso un'attrezzatura particolarmente sofisticata per cui c'è una sequenza tale che consente una visione immediata, tridimensionale delle foto che sono state scannerizzate. Sono foto, è come se io avessi offerto alla Corte, per esempio, per una migliore più agevole visione le foto del sopralluogo in un collage che avrebbe consentito, per esempio contemporaneamente, di vedere il piede e l'occhio di Meredith, non so se mi spiego. Questo non è altro che un collage fatto in modo tecnologicamente avanzato, non è una nuova prova, non sono foto diverse da quelle che la Difesa ha avuto a disposizione, il 430 non centra niente perché non è un'attività integrativa di indagine, è stata fatta il giorno in cui la Polizia ha scoperto il cadavere, il giorno in cui è iniziato il sopralluogo. Si offre alla Corte, per comodità, una modalità visiva diversa, più comoda, delle foto che sono a disposizione della Difesa. D'altra parte voglio dire l'awiso quando sarebbe dovuto essere stato fatto? Mai, perch6 appunto non è un'attività integrativa di indagine e nel corso delle indagini la Corte conosce meglio di me il Codice di procedura Penale per cui non mi dilungo di più.
FM:
Presidente nel fascicolo 107 dell'indice realizzato dalla Procura in sede di avviso di conclusione indagini viene messa a disposizione delle Difese l'intera attività di foto - video riproduzione effettuata . . .
LG:
Tranne questa però!
FM:
Concludo se posso!
GCM:
Scusate, evitiamo. Prego.
FM:
Ripeto, l'intera documentazione in particolare la videoripresa, diciamo, ordinaria, non tramite Sferon, più tutte le foto. Su questo punto i testi di oggi e delle prossime udienze relazioneranno, vi era già stata, mi pare, richiesta da parte di tutte le parti della visione del videoripresa originale e ordinario effettuato un le modalità ordinarie e su questo punto mi pare che la Corte avesse deciso, o si fosse comunque già riservata la visione dell'intero video. L'intero video, e ne avremo poi l'apprezzamento diretto con i testi, riguarda ed è esattamente riportante le medesime foto e immagini dell'abitazione in quel momento effettuate con modalità tecniche diverse, su cui immagino che il dottore possa rispondere unicamente come modalità tecnica perché poi non l'ha effettuato lui. Quindi a mio avviso è importante adesso farci spiegare le modalità tecniche diverse, cioè come si realizza e come si concretizza l'utilizzo dello Sferon. Poi con i testi di riferimento, operatori dei Scientifica, la Corte potrà apprezzare l'identità della visione ed eventualmente mettere a disposizione anche questo video per tutte le parti.
MC:
Che non è un video.
FM:
Chiedo scusa, non è un video, ma è una successione di foto tramite Sferon.

ORDINANZA

LA CORTE preso atto delle eccezioni avanzate dalla Difesa, sentite le puntualizzazioni effettuate dall'ufficio del Pubblico ~inistero, preso altresì atto di quanto sul punto dedotto anche dalla Parte Civile, considerato che le foto delle quali nel corso dell'esame del teste Alberto Intini è chiesta la visione non appaiono costituire alcuna attività integrativa di indagine, ma la rappresentazione del luogo già documentata in atti disponibili dalle parti, dispone procedersi oltre riservata tuttavia l'esclusione della utilizzabilità di foto che dovessero risultare costituire un novum rispetto a quanto già messo a disposizione delle parti e salva, in ogni caso, nel limite detto, l'applicabilità dell'articolo 430 sulla istanza di procedere a porte chiuse. Dispone che detta modalità di svolgimento di udienza sarà limitata alla proiezione eventuale di immagini riguardanti il corpo scoperto della vittima. A tal fine richiede al Pubblico Ministero, e quindi alle altre parti, di evidenziare tale situazione nell'esame e controesame in atto sì da consentire la conseguente indicata modalità di svolgimento dell'udienza.

GCM:
Prego.
MC:
Come avevo anticipato, appunto, chiedevo al dottore solo di anticipare le modalità di visione con questo sistema, quindi prendiamo una stanza non interessata da scene particolari. Ecco.
AI:
Diciamo, com'è stato accennato, anch'io non sono un tecnico e quindi lo dico in termini atecnici però comprensibili a tutti, è come se fossero legate tutta una serie di foto, quindi uno scanner completo e un software che questo sistema ci consente fa sì che il visore di questo video, detto impropriamente video, con il mouse possa muoversi nel luogo, nella stanza rivedendo ogni particolare. Quindi sia, come vedete, muovendosi in tutte le direzioni, questo è lo Sferon per intenderci, questo piatto che è posto su un treppiedi e che fa questo tipo di.. . poi è possibile, per esempio, ingrandire dei particolari e ci fa capire il dettaglio di queste immagini che sono owiamente digitali. Vede, andiamo quasi a leggere dei quadri che sono nella stanza accanto. Quindi è indubbiamente uno strumento non solo per chi come me non era stato sul luogo del delitto e voleva rendersi conto, ma anche per chi e soprattutto per chi vi è stato e che deve fare delle valutazioni sugli elementi acquisiti di poter andare rivedere, cioè dà l'idea questo di come possono essere fallaci dei sopralluoghi fatti una volta, chiusa o addirittura se è allfaperto la scena del crimine, persa totalmente la scena del crimine e poi lavorare su quegli elementi acquisiti in un'unica volta su una scena vista solo per poche ore. Certo, il luogo chiuso consente più accessi, però i più accessi determinano anche più disordine, più inquinamenti, questo è owio e questo è anche uno degli oggetti di discussione di questo e di tanti altri processi. Questo consente di entrare dieci, cento, mille volte sulla scena di un delitto e vedere dei particolari e oggi a distanza di due anni, un anno e mezzo, la stessa Corte può muoversi, al di là dell'accesso che ha già fatto, però in una situazione successiva, ben modificata, può muoversi al di là di questa immagine che sto facendo vedere della cucina, poter vedere com'era la scena del delitto quando il personale della Polizia Scientifica è intervenuto. Quindi diciamo una scena quasi non inquinata dove c'è stato solo l'accesso dei primi operatori di Polizia, dei soccorritori, il primo intervento, quindi questo diciamo è al di là, come ha spiegato il Pubblico Ministero, di una indicazione di immagine o elementi nuovi che non ci sono, dà una possibilità di rivisitare nel dettaglio tutta una serie di aspetti che eventualmente, che sicuramente sarebbero stati persi in condizioni normali; ecco, riusciamo a leggere post-it sul frigorifero e su qualcosa ci è servito, owiamente rivedendolo in ufficio. Ecco perché abbiamo evitato dal sopralluogo iniziale del 2 - 3 novembre di fare ulteriori accessi che sarebbero stati necessari, vi sono casi in cui si fanno 3 - 4 - 5, anche 10 accessi sulla scena del crimine proprio perché c'è necessità a sviluppo investigativo in corso di andare rivedere o verificare alcune cose. In questa vicenda noi l'abbiamo evitato appositamente per non andare ulteriormente ad intervenire nella scena del delitto, l'abbiamo posta ad una distanza di due mesi circa, il 18 dicembre, però in questi due mesi abbiamo avuto la possibilità di entrare centinaia di volte in maniera virtuale sulla scena del delitto. Questo strumento è di un'utilità enorme sicuramente per noi.
MC:
Dottore lei appunto ha detto che non ha mai fatto accessi e che quindi ha coordinato le attività avendo praticamente, ricevendo notizie e risultati dal personale della Scientifica intervenuta.
AI:
Sì.
MC:
Però io vorrei chiederle un'altra cosa, e per il momento credo che sia l'ultima domanda, esistono dei protocolli che la Polizia Scientifica deve seguire al fine di eseguire correttamente un sopralluogo, i rilievi etc. etc., esistono dei criteri specifici? Qual è l'autonomia degli operatori e quale invece le direttive che anche lei può impartire, che valore hanno questi protocolli, se esistono, se esistono protocolli scritti, se invece sono protocolli dettati anche da regole di esperienza etc..
AI:
Indubbiamente il personale della Scientifica che opera in un campo tecnico scientifico non può non seguire dei protocolli, delle regole e delle tecniche. Le attività di laboratorio sono esclusivamente svolte seguendo gli standard scientifici internazionali, le attività di laboratorio dove si svolge il processo scientifico vero e proprio, l'accertamento tecnico - scientifico che porta da un'attività iniziale ad un risultato su un procedimento che deve seguire questi protocolli, questi standard internazionali. L'attività sulla scena del crimine in linea di massima anche segue dei protocolli; dico in linea di massima perché ogni scena del crimine è diversa dall'altra, cioè mentre la esaltazione di un impronta latente su un oggetto di vetro o l'estrazione del profilo di DNA da una traccia ematica sono uguali sempre e quindi per raggiungere il risultato si deve seguire un protocollo con degli standard internazionali la scena del crimine è diversa l'una dall'altra. Quindi operare in questo settore, quindi nel sopralluogo tecnico - scientifico con una sorta di check list anche nella cultura americana e anglosassone che sappiamo è abituata, rispetto a quella italiana, ad operare senza improwisazioni, noi siamo un po' più anche fantasiosi e capaci di iniziativa, la cultura americana anche in questlattività tende ad avere delle check list, dei protocolli dettagliati in ogni situazione. Ci sono testi che indicano come si fa l'indagine per omicidio rispetto a quella di rapina. La cultura italiana un po' rifugge da questo schermo molto rigido, questi orpelli determinati da una check list perché noi riteniamo che ogni situazione è diversa dall'altra e per giunta essere legati a dei passaggi obbligati porta magari a perdere delle iniziative che invece l'esperienza di chi opera per anni sulla scena del crimine può dare, questo in linea generale. La polizia Scientifica, devo dire con molta umiltà, però questa è la storia . . .
GCM:
C'è un brusio eccessivo, qua arriva attenuato, ma immaginiamo . . . se si può evitare perché per le parti soprattutto che sono più vicine.
MC:
Anche per 10 Stesso testimone però.
GCM:
Anche per lo stesso testimone che sicuramente sarà. . .
MC:
Non contribuisce aila concentrazione.
GCM:
Noi siamo più lontani ma chi è più vicino lo sente di più e maggiormente ne è infastidito ai fini della correttezza. Prego.
AI:
Dicevo però che questa mancanza di l rigidi, ovvero di regole dettagliate per ogni attività non vuole dire che c'è un'autonomia del singolo operatore, assolutamente, questo non awiene nelliattività investigativa in genere fLguriamoci in quella tecnico - scientifica. Per altro queste regole, lo dico con molta umiltà, sono un po' dettate dalla Polizia Scientifica, se vogliamo la storia delle scienze forensi in Italia l'ha fatta la Polizia Scientifica che come ho detto nasce già da più di cento anni fa e ha operato in più di questi cento anni insieme allruniversità, quindi quelle che sono le scienze forensi in Italia la Polizia Scientifica diciamo che le ha vissute, non dico create O determinate . . .
GCM:
Però per tornare alla domanda del Pubblico Ministero.
AI:
Ci stavo arrivando. Questo per dire che queste regole owiamente in gli anni quest'attività è andata sempre più specializzandosi, quindi i rapporti, ho detto la dimensione nazionale, i rapporti internazionali sono stati anche determinanti negli ultimi decenni. Quindi già un riferimento per noi è l'ENF1, sarebbe il network europeo degli istituti di scienze forensi . Periodicamente si incontrano i nostri esperti in ambito europeo con i colleghi delle Polizie Scientifiche, ma anche delle università degli studi di medicina legale, tutti gli istituti cioè che trattano scienze forensi e c'è un settore per ogni ambito di criminalistica, quindi c'è il gruppo dei dattiloscopisti, il gruppo dei balistici, dei biologici etc., quindi noi seguiamo queste regole internazionali anche nell'attività. Il sopralluogo, per arrivare concreto della domanda, segue queste regole ci sono delle regole che vanno bene per ogni situazione, regole che si determinano in situazioni specifiche, regole principali e regole di secondo o terzo livello, cioè l'obiettivo dell'operatore quello di catalizzare, fotografare, congelare la scena del crimine evitando che ci sono interventi esterni prima di quest'attività e poi repertarla nei modi in cui i vari oggetti, le varie situazioni da repertare possono essere acquisite per essere preservate e poi conservate. I1 personale che opera nella Polizia Scientifica non è personale awentizio che arriva e dalla sera alla mattina si mette a fare quest'attività, è composto da ruoli tecnici, cioè laureati, come ho detto anche prima, in biologia, fisica, chimica, in ingegneria elettronica o altri settori connessi che entrano nei ruoli tecnici e fanno solo attività tecnica, cioè non fanno attività di Polizia ordinaria e operano sulla scena del crimine e nei laboratori secondo gli standard dei loro studi e dei successivi approfondimenti, il master ed altre attività successive. Il resto del personale che è personale di Polizia entra nella struttura della Polizia Scientifica dopo un corso di quattro mesi specializzandosi in generale e poi nel tempo andandosi a specializzare in settori. Quindi per concludere io vorrei dire che non c'è un'autonomia o un'iniziativa del singolo tale che ognuno opera come vuole però non ci sono neanche dei cataloghi precisi o delle check list dettagliate tali da non poter fare un passo senza che la libretta ti dica quello che devi fare.
MC:
Però immagino che ci siano degli accorgimenti valevoli, cioè da seguire in tutte le occasioni, a cominciare dall'abbigliamento.
AI:
Certo.
MC:
Magari per lei sarà una cosa scontata, ma le posso assicurare che è un argomento che ricorre spessissimo.
AI:
Infatti, siccome ho detto che le regole necessarie a raggiungere le finalità del sopralluogo sono principalmente quelle di cristallizzare tutta la scena e gli elementi prima di qualsiasi acceso esterno ed acquisire tutti 'gli elementi acquisibili, quelli non asportabili con una documentazione videofotografica, quelli asportabili con un'acquisizione materiale. L'altra regola successiva appunto di questo passo è quella di acquisire questi elementi affinché non vengano modificati o deteriorati e poi la fase importante, benché se ne parli di meno è la conservazione perché può essere acquisito un reperto nel migliore dei modi, con le migliori tecniche e attenzioni e poi conservato in maniera non adeguata magari certe temperature, in certi frigoriferi o trasportato non con idonei mezzi di conservazione e quindi quella traccia si disperde o si deteriora. È owio che per rendere meno inquinato possibile l'ambiente del sopralluogo gli operatori della Scientifica intervengono con tute e altri accorgimenti tali da ridurre al minimo il possibile inquinamento. Dico ridurre perché è impossibile parlare di eliminazione totale di un possibile inquinamento, cioè non esiste proprio nella natura umana. Soltanto entrando sulla scena di un delitto, ovviamente in un'abitazione, aprendo la porta già in teoria si può inquinare perché c'è un'entrata di agenti esterni che può modificare, anche spostando con il vento o con altri agenti che entrano, quindi lo stesso operatore di polizia Scientifica non è una libellula che vola in mezzo alla stanza e non tocca nulla, si deve spostare. Senza contare poi che ci sono degli accessi necessari sulla scena del crimine, preventivi a volte al nostro intervento, che sono quelli di soccorso, che in alcune situazioni devono per forza intervenire per verificare uno se C'& una persona e due se la persona è ferita o morta e tre se è da soccorrere o meno. Quindi già si danno per scontati dei possibili inquinamenti, è ovvio che poi l'accesso non può non comportare anche delle piccole attività di intromissioni che possono essere inquinanti. I1 nostro compito è quello di ridurli al minimo dando per scontato che un minimo fisiologico c'è, il giudice di questo possibile inquinamento è il risultato successivo, solo il risultato dopo ci può dire se un'attività nostra è stata portata a termine in maniera scorretta. Non è tanto importante awedere la libretta, se è sLato usato un sistema o un altro, l'importante è vedere il risultato. Io posso dire che in questa indagine se per contaminazione si intende l'ingresso di agenti esterni al di fuori di quelli che la scena del crimine doveva preservarci, in questa indagine non ce n'è neanche uno. Quando si fa la nostra attività spesso di frequente si trova traccia dell'operatore; tant'è che nella tecnica per esempio dell'evidenziazione e confronto di impronte ci sono due strade che proprio nella storia, oltre che nei codici, vengono indicate: quella del confronto per sospetto e quella del confronto per esclusione. Chi sa la storia della dattiloscopia sa che quando un'impronta viene rilevata sul luogo di un delitto e va attribuita ad un soggetto si fa prima un tentativo di attribuzione per esclusione e poi per sospetto. Cioè che vuole dire? Prima di andare vedere se l'impronta l'ha lasciata l'autore di un furto in un'abitazione io devo escludere che quell'impronta sia di uno dei frequentatori dell'abitazione e devo escludere che sia di uno degli operatori anche che è intervenuto. Mi dispiace dirlo però purtroppo non dico che è frequente ma capita che anche l'operatore, e per operatori intendo tutti quanti, può essere quello del soccorso, può essere il poliziotto che fa l'indagine, può essere anche il magistrato con tutto rispetto, chiunque inawertitamente può lasciare una traccia propria entrando sulla scena del delitto. k quindi codificato nell'attivi tà di confronto delle tracce partire prima con quella per esclusione, quando si è accertato che l'impronta rilevata non è di uno di quelli che abita o frequenta il domicilio, non è di uno che ha operato l'intervento è molto probabilmente l'impronta dellJautore, allora si va per sospetto, o meglio adesso che abbiamo 1'AFIS con il computer che ci può identificare 1 ' impronta. Considerate come annotazione, per confermare questo che dico, che in Inghilterra, che storicamente ha la prima banca dati del DNA, da almeno il 2000, sono sette o otto anni che ce l'ha, e ha qualcosa come 4 o 5 milioni di dati oggi, C'& una pre-banca dati che si chiama Elimination Date Base che è un primo passaggio come di filtro della traccia biologica in cui sono contenuti i profili di tutti gli operatori di Polizia. Cioè per dire che è normale, è così normale che è codificato l'inquinamento che nelle strutture anglosassoni C'& una banca dati, e pure noi abbiamo owiamente questo, non ancora in maniera di banchi dati ma diciamo di archivio, C'& una banca dati con i profili genetici degli operatori di Polizia scientifica che operano in quel posto. Quando sulla scena di un delitto viene trovata una traccia biologica, estratto il profilo del DNA, prima di inserirlo nella banca dati per vedere di chi è e quindi individuare l'eventuale autore, si fa passare questo profilo in questa Elimination Date Base che serve a dire: "no, lascia stare perché questo è dell'operatore X che l'ha lasciata sul luogo del delitto, quindi non è una traccia, un profilo genetico utile alle indagini". Noi non abbiamo purtroppo la banca del DNA però i nostri operatori hanno rilasciato il loro profilo genetico e quando si fa l'attività si esclude dall'inizio che ci sia un profilo identificabile con uno degli operatori, come per le impronte digitali. È capitato molte volte a me di rilasciare le mie impronte e confrontarle per esclusione. Questo per dire che l'inquinamento, se così vogliamo chiamarlo, dell'operatore stesso non. dico che è fisiologico ma è frequente e dato per scontato e va verificato ogni volta. in questa indagine noi non abbiamo trovato un'impronta dattiloscopica, un profilo genetico, un impronta di calzari di operatori della polizia intervenuti. Questo penso che sia un dato oggettivo, che vi porto, che registro, un dato oggettivo che attesti un'azione, adesso non voglio owiamente incensare in maniera eccessiva il lavoro dei miei uomini però che attesti un lavoro effettuato con scrupolo, sicuramente non con leggerezza, sicuramente non con il mancato rispetto di quelle regole che la dottoressa penso indicava, quelle minime essenziali regole di condotta valevoli sempre e valutate caso per caso.
MC:
È inusuale che vi siano due sopralluoghi della polizia Scientifica in un delitto come questo?
AI:
Lei si riferisce a sopralluoghi in tempi diversi?
MC:
Sì, e anche al numero.
AI:
Ripeto se noi non avessimo avuto lo Sferon ne avremmo fatti almeno sei, sette o dieci. Avete visto solo in quei pochi minuti che ho mostrato una sola parte della cucina quello che, come tutti voi sapete, si trova in un appartamento intero dove, al di là della stanza del delitto, è importante tutto il contorno, tutto quello che c'è si può trovare. Io oggi posso dire che probabilmente ci sono degli elementi lì in quella casa che non sono stati trovati, visti perché è impossibile owiamente avere la contezza, la registrazione di ogni millimetro. Quindi sicuramente in una situazione del genere ci sarebbe stato bisogno di diversi, sull'ordine di almeno un decina di interventi, è owio che ogni intervento avrebbe dovuto operare in una situazione peggiore della precedente perché ogni intervento avrebbe determinato un inquinamento, una modifica degli ambienti, noi invece abbiamo puntato su un secondo in cui per altro' si è andati già sapendo dove noi volevamo mettere le mani. Per esempio ricordo che su una strisciata di dita di sangue su una parete la prima valutazione della biologa che mi ha riferito è stata quella di campionare il sangue per identificare il profilo genetico di quel sangue, quindi un'opera tranquilla, normale. È owio che in un'operazione investigativa si pensa quella della vittima e infatti così è stato, quindi non dava risposta utile ai fini investigativi. Nelle valutazioni connesse alla visione dello Sferon si è pensato che siccome si vedeva che il muro è ruvido e siccome quindi la striata è nella prima parte dove i polpastrelli avevano del liquido ematico era più leggera, nella parte finale dove il polpastrello viene pulito e si determina uno sfregamento del polpastrello con il muro la dottoressa Stefanoni mi diceva: "qui potremmo eventualmente trovare delle cellulare adesso sfaldamento epiteliali di chi ha strisciato la mano sul muro", e quindi questo è stato un obiettivo nel secondo sopralluogo del 18 dicembre. La dottoressa Stefanoni è andata a campionare non sulla parte ematica delle strisciate, ma sulla parte pulita sottostante nella speranza, nell'ipotesi di trovare delle tracce diverse. Questo perché l'approccio a caldo in una scena del delitto non può essere completa, sia perché mancano tutta una serie di informazioni e sia perché si opera senza fare troppe valutazioni che invece poi negli uffici, nei laboratori si fa.
MC:
Nessun'altra domanda per ora.
FM:
Nessuna domanda.

DIFFESA - AVV. MAORI

LM:
Le vorrei fare alcune domande visto e come ci ha spiegato e come sappiamo lei in questo caso pur essendo il direttore della polizia Scientifica l'ha seguito personalmente ed è venuto più volte a Perugia proprio per confrontarsi con i pubblici Ministeri, quindi ha una conoscenza...
AI:
No, questo . . .
LM:
NO?
AI:
NO.
LM:
Ha una conoscenza diretta . . .
AI:
Ho seguito come ufficio.
LM:
Ha una conoscenza diretta delle varie fasi di questo procedimento. Lei è a conoscenza che all'interno dell'abitazione del delitto venne rinvenuta un'orma di scarpa insanguinata?
AI:
Sì. più orme, non una, più di una.
LM:
E queste orme come vennero trattate, vennero fotografate, venne fatta all'inizio una relazione da parte di personale da lei dipendente?
AI:
Sì, sì.
LM:
Ci può spiegare?
AI:
Si, come no. Come avevo accennato prima i reperti sulla scena di un delitto che vengono acquisiti sul piano giuridico in alcuni casi non sono asportabili; quelli asportabili vengono presi materialmente, conservati e portati in laboratorio. Quelli non asportabili e che quindi si devono lasciare sul posto vengono documentati ; un' impronta di un copertone di una ruota sul fango non può essere portata via e va documentata in un certo modo. Analogamente un'impronta di suola di scarpa insanguinata che lascia sul pavimento il disegno, più o meno, della suola, e ne sono state riscontrate più di una sulla scena del delitto, nella stanza e anche, mi sembra, fuori dalla stanza del delitto, non è asportabile e quindi è stata documentata sul paino fotografico, Quindi con fotografia sono state fotografate queste ed altre impronte di scarpe.
LM:
Lei è a conoscenza, dottor Intini, della relazione effettuata il 7 novembre 2007 dal personale da lei dipendente e in particolare dall'Ispettore Ippolito e dall'Assistente Mainieri?
AI:
Sì, Sì.
LM:
Ci può spiegare l'esito di questa relazione?
AI:
A parte che ci sono gli operatori, mi sembra che Ippolito è anche citato, quindi nel dettaglio ve la spiegherà lui perché non è un'attività tecnica o . . .
LM:
(Incomprensibile - sovrapposizione di voci).
AI:
No, volevo precisare che ovviamente la mia non è una risposta tecnica che nel dettaglio, ecco posso non essere preciso sulle modalità. Ripeto fu acquisita la fotografia di questa impronta, nel momento in cui furono sequestrate in occasione dell'arresto, se non vado errato, del signor Sollecito, delle scarpe che avevano una suola simile alla traccia, gli operatori fecero un confronto fotografico. Non un'attività tecnico scientifica specifica di calco che è stata fatta successivamente da operatori tecnici proprio esperti di impronte, e sono citati anche loro, Bremia e Rinaldi, che hanno fatto un'attività come esperti di impronte dattiloscopiche, un'attività proprio di ricostruzione delle varie impronte e un confronto tra di loro, e su questo potranno ovviamente più propriamente e dettagliatamente rispondere. In questo caso, da quello che ricordo, fu fatto un mero confronto fotografico, cioè una sovrapposizione tra la fotografia dell'impronta di sangue lasciata dalle suole sul pavimento e le suole della scarpa sequestrata al signor Sollecito, quindi una sovrapposizione al computer di queste due immagini che evidenziava, ricordo, una compatibilità, una mera compatibilità delle due impronte stesse, cioè quella reale della scarpa con quella lasciata sul pavimento.
LM:
La quasi identità, poi dopo ne parleremo . . .
AI:
Si, appunto.
LM:
Ne parleremo poi con Ippolito. Ricorda anche se in sede di sopralluogo all'interno dell'appartamento del Rudy Guede vennero rinvenute e fotografate delle orme di scarpa?
AI:
Nell'abitazione di Rudy Guede mi sembra di sì, mi sembra che anche lì furono rilevate delle impronte simili nel senso che la suola era a cerchi concentrici anche questa e siccome quando fu fatta la perquisizione, se non vado errato, l'imputato, il signor Rudy Guede, non era presente, era latitante, non so se era ricercato formalmente o meno, non si ebbe contezza del . . . mi ricordo che fu acquisita, non so se acquisita o sequestrata dalla mobile una scatola di scarpe sempre della stessa marca di quel tipo da cui poi fu fatto, mi sembra, un confronto.
LM:
Possiamo mostrate questa . . . e poi vorrei signor Presidente far vedere al dottor Intini le copie delle fotografie che sono state depositate. Qui si tratta della scatola di scarpe.
AI:
Guardi con precisione formale no, sono convinto che è questa anche perché è l'unica che fu acquisita. ~icordo che fu acquisita una scatola di scarpe sempre Nike di un modello leggermente diverso da quello di sollecito che aveva una suola non dissimile da quella di Sollecito stesso.
LM:
E poi vorrei far vedere, non queste foto perché sono fotocopie delle foto che sono state da noi prodotte all'udienza del 27 febbraio 2009 e si riferiscono alle fotografie delle orme di scarpe. Se possiamo prenderle perché queste sono fotocopie . . .
GCM:
Si, faldone numero 3.
LM:
Nel frattempo Presidente, può il mio collaboratore, Awocato ( . ) , attaccare il computer e mostrare il filmato? I1 nostro è un filmato molto più semplice :
FM:
Che. foto guardiamo adesso?
LM:
Sono le foto del primo e del secondo sopralluogo ma saranno oggetto di un'altra domanda. Allora avevamo depositato alla scorsa udienza, c'era la collega, erano state depositate delle foto relative alle orme di scarpa che erano state trovate all'interno dell'abitazione di Guede, qui ripeto ho le fotocopie delle foto che sono state depositate e che adesso non ritroviamo. La mia domanda era questa: ricorda se erano simili queste orme a quelle rinvenute . . .
AI:
Io ricordo che furono rinvenute, adesso non so se una o più di una, orme più di fango, mentre nell'abitazione erano orme di sangue, più di fango con una configurazione a cerchi concentrici simile a quella a cui ci siamo riferiti prima, questo ricordo.
LM:
Quale tipo di accertamento è stato da voi fatto per verificare la compatibilità di tale orma trovata all'interno dell'abitazione di Guede con quella rinvenuta all'interno dell'abitazione Della Pergola?
AI:
E' stato fatto, come ripeto, dall'ingegner (Inaudi) e dal Sostituto Commissario ~oemia della Divisione Impronte della Polizia Scientifica una consulenza completa su tutte le impronte plantari a calzari, cioè sia di piede nudo che di piede calzato di tutta la scena. Quella di cui abbiamo parlato prima è stata un'unica comparazione fotografica tra quella famosa impronta di sangue vicino al corpo della povera Meredith con la suola delle scarpe sequestrate a sollecito. Quella a cui fa riferimento lei, cioè queste a casa di Rudy Guede e le altre nell'abitazione del delitto sono state oggetto di un'unica completa, per me dettagliata nei limiti degli elementi in possesso, confronto di tutte le impronte calzate di piedi e di plantari di piede nudo da cui sono emersi dei risultati che io poi nel dettaglio non so. Quindi ora questa ritengo che sia stata confrontata insieme a tutte le altre proprio per dare un nome a tutte le scarpe. Preciso, se mi è consentito, per spiegare tutto ai Giudici popolari che sono meno avvezzi alle vicende investigativo - tecnico - scientifiche che il confronto di impronte di suole di scarpe è un confronto che normalmente aveva un giudizio di compatibilità, normalmente. I risultati dell'accertamento sono di identità o di compatibilità, identità quando c'è una certezza di sovrapposizione di un reperto con quello confrontato a sospetto, compatibilità quando non vi sono difformità ma non è possibile pronunciarsi sulla certa identità. Nelle suole di scarpe, siccome ovviamente di un modello di Nike, soprattutto che i giovani usano molto, ce ne sono un migliaio in giro e ci potrebbe essere una compatibilità e non un'identità. L'identità viene data da segni caratteristici, cioè se una suola di scarpe ha una consunzione evidente in un punto o delle rotture o delle modifiche, quella caratteristica che è un contrassegno di fatto, come lo definiamo noi, può determinare un'identità con l'altro, mentre in una situazione normale si arriva ad un giudizio di compatibilità. Era per spiegare Avvocato quando ho detto che con la scarpa , . compatibile perché si è ritenuta con una sovrapposizione fotografica che potesse essere compatibile, senza esprimersi in un giudizio di identità.
LM:
Molto chiaro sul punto. Le vorrei far vedere a questo punto, siamo riusciti a reperire queste foto che erano state prodotte.
GCM:
Le altre parti, sono già state prodotte, conoscono . . .
FM:
NO.
LM:
Le conoscete, sono state prodotte in udienza.
FM:
Quelle della scorsa udienza?
GCM:
Sì, produzioni precedenti.
LM:
Se lei può vedere queste foto e dire se sono quelle a suo ricordo . . .
GCM:
Udienza del 27 febbraio, mi fanno presente.
LM:
Sì.
AI:
Guardi io non mi posso esprimere perché.. . allora per notorietà, anche perché queste foto hanno girato e rigirato, queste di sangue, ripeto non lo posso dire ufficialmente perché non ho una provenienza, diciamo ad occhio, per quante volte le ho viste ritengo che siano quelle vicino al corpo della vittima impronte di sangue. Queste altre io non sono stato . . .
GCM:
Scusi dottore, può individuare a quale si riferisce?
AI:
Queste due che sono impronte . . .
LM:
Le può indicare per la verbalizzazione.
AI:
Sono impronte di sangue lasciate dalla suola di una scarpa che ha un disegno a segni concentrici.
GCM:
Che foto è? C'$ un numero?
AI:
Foto 7 e foto 12. ~ipeto,r itengo perché una ha una lettera A e una lettera C, io adesso se nella casa sono state riprese altre foto.. . ritengo che siano quelle di scarpe che aveva calpestato il sangue nella stanza di Meredith. Questo solo perché ricordo che erano impronte di fango potrei dire: "potrebbero, al di là di quello che è scritto dietro ovviamente che leggo, potrebbero essere quelle di Rudy lasciate nell'abitazione", ma dico che potrebbe perché non sono andato, non ho fatto il sopralluogo né ho lavorato su queste impronte, è una supposizione la mia che faccio, non credo che sia errata, ma è una supposizione.
LM:
Lei si ricorda dottore quando è stata depositata la perizia, la consulenza Boemio e Rinaldi che ha dato la compatibilità dell'impronta? RISPOSTA - La data non la ricordo.
LM:
Glielo dico io, 6 aprile 2008, quindi c'è una distanza di cinque mesi e mezzo dalla prima consulenza Ippolito ne aveva dato un'indicazione sulla compatibilità . . .
AI:
Non è una consulenza quella di Ippolito, ripeto è un lavoro al computer fatto di iniziativa, il Pubblico Ministero non lo chiese. Ricordo che l'operazione . . .
LM:
È una relazione tecnica.
AI:
sì, è una relazione, non una consulenza che viene assegnata dal Pubblico Ministero, è un'attività tecnica. Ogni attività che esce dalla Scientifica esce con una relazione tecnica, non a voce owiamente, però non era una consulenza ( . . ) .
LM:
Quindi ci conferma che c'è uno iato temporale di cinque mesi e mezzo tra relazione tecnica di Ippolito e consulenza di Rinaldi - Boemio?
AI:
Sì.
LM:
Adesso mi riferisco a due sue missive, poi faremo vedere un filmato che noi abbiamo estratto dal cd, l'unico cd che noi avevamo in nostro possesso, non abbiamo i potenti mezzi dello Sferon di cui abbiamo avuto conoscenza oggi, due lettere che lei ha scritto dottor Intini il 13 dicembre 2007 e il 17 dicembre 2007. La prima, se si ricorda, lei l'ha inviata alla Procura della Repubblica, dottor Mignini, la seconda al G.I.P. dottoressa Matteini.
AI:
Sì.
LM:
Si ricorda queste due?
AI:
Mi sembra di ricordare, se mi accenna.. . mi sembra che riguardava l'incidente probatorio che si chiedeva, se non ricordo male.
LM:
Ci può spiegare il contenuto di queste?
AI:
Se me la può rileggere, magari faccio . . .
GCM:
Sì, magari possiamo metterle a disposizione e autorizzate owiamente, sono missive sue, quindi a consultarle. La domanda Avvocato?
LM:
La domanda è questa: lei dottor Intini il 13 dicembre chiede alla procura di poter effettuare un ulteriore sopralluogo.
AI:
Sì.
LM:
(Incomprensibile - sovrapposizione di voci) . . . in quanto si poteva ritenere l'esistenza, anzi per poter fotografare, in dimensioni diverse, le impronte che erano state rinvenute. Lei era a conoscenza che queste orme sussistevano ancora?
AI:
Non potevo esserne a conoscenza perché non ero andato né il 2 - 3 novembre né dopo.
LM:
I1 personale suo dipendente le aveva fatto presente che queste orme erano state cancellate per motivi . . . '
AI:
Non mi ha detto: "sono state cancellate", mi ha detto e sapevo che operazioni avevano fatto. Io avevo le foto che abbiamo visto prima e le immagini allo Sferon che mi davano contezza dell'impronta prima di qualsiasi intervento, poi sapevo che avevano campionato, come si usa dire in gergo, l'impronta perché era sangue, quindi gli operatori che hanno ef f ettuato il sopralluogo avevano campionato l'impronta proprio per acquisire elementi successivi in laboratorio sul profilo del DNA del sangue che eventualmente era stato rilasciato dalla scarpa. Quindi non avevo contezza certa, ma immaginavo come doveva essere, che fosse deteriorata rispetto a quando era stata fotografata.
LM:
Possiamo far vedere filmato relativamente al sopralluogo del 2 - 3 novembre?
GCM:
Al quale non ha partecipato il teste.
LM:
Non ha partecipato.
MC:
Infatti forse sarebbe il caso di farlo vedere quando ci sono gli operatori che C ' erano.
LM:
Era sulla questione relativa alla presenza o meno dell'impronta.
MC:
Ma se lui non c'era perché lo dobbiamo chiedere a lui?!
AI:
Forse l'Avvocato si riferisce a quello che io scrivo qua, se ritiene leggo questo punto.
GCM:
Adesso facciamo vedere . . .
LM:
Nel filmato che vedremo adesso vi è l'operatore, credo la dottoressa Stefanoni, ma non so con precisione indicare chi fosse perché c'è solo la mano, che effettua delle operazioni di pulitura del1 ' impronta o di prelievo.
AI:
Non è di pulitura, è campionatura si chiama.
LM:
Campionatura.
AI:
Pulitura vuol dire pulire la mattonella per asportare . . .
GCM:
Mi scusi, aspettiamo la domanda.
LM:
Praticamente, come si potrà vedere, questa impronta viene di fatto completamente cancellata. Ma la domanda è questa: il dottor Intini quando fa questa missiva, quando scrive questa missiva alla Procura della Repubblica chiedendo un sopralluogo era a conoscenza, le era stato riferito che questa impronta praticamente non esisteva più visivamente?
MC:
No, a parte che ancora c,è!
GCM:
Scusate! Facciamo la domanda nel senso che questa impronta era stata fatta oggetto dell'operazione che nel filmato è rappresentata.
MC:
Di campionatura.
GCM:
Quest'operazione, poi lasciamo che sia il teste o i testi a rispondere.
LM:
Questa è l'operazione di prelievo 'o campionatura come viene . . .
AI:
Esatto.
LM:
In pratica ripulisce completamente l'impronta.
MC:
Ma "il pratica" lo dice lei perché non P vero!
GCM:
Scusate, evitiamo le interpretazioni in questa fase.
MC:
La domanda?
GCM:
La domanda se l'operatore ha riferito al teste ora in esame dell'operazione che noi stiamo guardando nel filmato.
LM:
Nel momento in cui il teste ha inviato il lettera, la missiva alla Procura della Repubblica.
GCM:
La missiva, scusi, intanto possiamo anche . . .
AI:
Io in sostanza richiedevo, come ho detto prima, alla Procura di valutare l'opportunità di accedere nuovamente sulla scena del delitto.
GCM:
E questa in data?
AI:
Questa in data 13 dicembre, quindi al Pubblico Ministero, al dottor Mignini, chiedevo di valutare l'opportunità, ovviamente la ritenevo un'attività anche se di rilievi e non di accertamenti, irripetibile e quindi. . .
GCM:
Era specificato l'oggetto oppure genericamente detto sopralluogo?
AI:
"Oggetto procedimento penale omicidio Kercher".
GCM:
NO, no, il sopralluogo con riferimento a qualche aspetto specifico?
AI:
NO, l'oggetto è solo sul caso, sul fascicolo. Poi se vuole la leggo, dico: "in riferimento al procedimento penale in oggetto indicato, si prega codesta autorità giudiziaria di autorizzare personale di questo servizio ad effettuare rilievi tecnici di natura irripetibile presso il domicilio di Kercher Meredith . . , cita a Perugia in via Della -Pergola 7. A tale riguardo si precisa che nel corso dell'analisi delle risultanze emerse dal primo sopralluogo di polizia Scientifica - la visione dello S£eron e varie valutazioni e briefing fatti in ufficio - è sorta la necessità di compiere ulteriori rilievi - come ho detto quello della parete, della strisciata di sangue per intenderci - considerati utili per un'ottimale ricostruzione dell'evento criminoso. In particolare si ritiene necessario acquisire da altre angolazioni le immagini fotografiche dell'impronta di suole di scarpe presenti sulla scena del delitto - in genere le varie impronte - salvo che le relative tracce non si siano deteriorate a seguito del1,infusione di sostanze chimiche usate nel corso delle operazioni di rilevazione delle impronte dattiloscopiche latenti, ovvero per altri fattori ambientali". Questo perché lo dico? Perche come ho detto prima non che avessi certezza, come dice lfAwocato, che era stata pulita, sicuramente ero certo che era stata deteriorata perché un'impronta su cui è stata fatta una campionatura dettagliata poco dettagliata sicuramente non è quella originale. Ma l'intervento della Polizia Scientifica, ripeto, non è un intervento asettico, è un intervento che modifica, ecco perché dicevo: "laddove non si può portare via si fotografa". La correttezza dell'intervento è l'avere, essere in possesso tuttora, e le abbiamo viste oggi, le foto originali dell'impronta com'era prima che qualcuno vi mettesse mano. Le abbiamo avute oggi. Per concludere, sapendo che poi nella stanza hanno usato l'estere cianoacrilato, che è una sostanza chimica per rilevare le impronte e che poi la biologa o chi per lei nel sopralluogo ha campionato muovendo una garza con liquido ad hoc per queste campionature sull'impronta se non pulita del tutto comunque l'avrebbe deteriorata, ho usato questa formula, cioè ho detto: 'andiamo a vedere che c'è, ci serve rilevare le impronte - però ho detto al Pubblico Ministero - attenzione noi prevediamo, ora non siamo sicuri . . . " , io questo video non l'avevo, cioè all'epoca non ero stato, quindi potevamo trovarci di fronte a un qualcosa che non era nulla di nuovo, anzi era peggio della prima fotografia effettuata dagli operatori nel primo intervento. Quindi era probabile che fosse, però non avevo certezza.
GCM:
Dottor Intini quando lei dice: "questo video", fa riferimento al video . . .
AI:
Poi viene fatto il 18 dicembre questo.
LM:
NO, il 3 novembre.
AI:
Sì, scusi.
GCM:
Che il difensore sta proiettando, video relativo?
LM:
Al sopralluogo effettuato dalla Scientifica di Roma.
AI:
Nella notte tra il 2 e il 3, ali'una.
LM:
Ed è stato effettuato a personale dipendente del dottor Intini. Cioè può confermare che è stato effettuato da suo personale?
AI:
Sì, sì, come no. Non ricordo di averlo visto io, ma io non è che ho visto ...
MC:
Le prime riprese di filmato sono state fatte da ~erugia, quindi se vogliamo aspettare gli operatori andiamo grado, se vogliamo confondere ie acque!
LM:
Non sto confondendo . . .
GCM:
Per favore Awocato, continuiamo con le domande.
LM:
Ci riferiamo adesso alla seconda lettera, 17 dicembre.
AI:
Sì.
LM:
Lettera che lei ha inviato dottoressa Matteini, al G.I.P. dottoressa Matteini, la quale a seguito di istanze di incidente probatorio presentata da questa difesa per fare riscontrare l'inverosimiglianza dell'orma rinvenuta con la scarpa di Sollecito, aveva chiesto appunto notizie a lei dottor Intini e lei ha rispondo dicendo che non era possibile effettuare un sopralluogo sul punto. Come mai?
AI:
NO, no, il discorso era questo, attenzione: alla dottoressa Matteini, al G.I.P., se non ricordo male fu chiesto dalle parti, non so se proprio da lei, un incidente probatorio su questa impronta, cioè focalizzare quella prova che non era prova, quella relazione tecnica fatta di parte dalla Polizia Scientifica in un incidente probatorio. Quindi la dottoressa Matteini, trattandosi di una materia tecnica, l'incidente probatorio owiamente doveva riguardare un'attività tecnica, mi ha chiesto un parere tecnico.
LM:
Qual era l'oggetto dell'incidente?
AI:
L'oggetto era se si poteva fare sul piano tecnico scientifico, non giuridico owiamente, un incidente probatorio su quella impronta, cioè fare un'attività poi di comparazione con il vero campione che aveva rilasciato l'impronta. Io mi sono permesso di dirgli che si sarebbe lavorato sicuramente su un reperto peggiore di quello che già avevamo, cioè il reperto di questa impronta qual era? Quelle due fotografie che abbiamo visto prima a colori, fatte alliinizio del sopralluogo quando l'impronta era pulita, intatta, incontaminata, come rilasciata da chi ha camminato sul sangue la notte dell'omicidio. Quello è il reperto che noi abbiamo, sopralluogo fatto dalla Polizia Scientifica alla ora x di notte, prima di quell'orario quando l'operatore campiona il sangue, il reperto di quell'impronta è la fotografia dell'impronta intatta. Tutto quello che si poteva fare dopo, rifotografandola anche con apparecchiature con contrasti di luce migliore, avrebbe avuto ad oggetto un impronta deteriorata. Come avevo detto nella precedente nota ipotizzandolo, è poi stato verificato nel sopralluogo del 18, 1' impronta era peggiore visivamente da acquisire rispetto a quella precedente. Non era materialmente asportabile perché se si levava la mattonella si rompeva e per altro l'impronta insisteva su più mattonelle, se non ricordo male, quindi si dovevano prendere due o tre mattonelle e mantenere la stessa distanza e riportare in laboratorio questa impronta sicuramente rovinata, deteriorata perché era impossibile da mantenere, per avere un'imniagine peggiore di quella iniziale. Quindi ho sul piano tecnico rappresentato che l'incidente probatorio, al di là delle valutazioni giuridiche che non erano mie, avrebbe avuto come oggetto un reperto peggiore di quello iniziale e sul quale non si poteva fare nessun tipo di lavoro.
LM:
Le era stato richiesto se poteva essere asportato oppure se poteva essere confrontata?
AI:
Mi era stato chiesto se poteva essere fatto l'incidente probatorio, cioè di confronto di questa impronta con altra.
LM:
E poi su questo stesso materiale hanno lavorato i suoi dipendenti Boemio e Rinaldi?
AI:
Certo, sul reperto originale, la foto che abbiamo visto, non su quello che era rimasto sulla mattonella nel1 'abitazione.
LM:
Quindi . . .
AI:
No per completare, così è chiaro il discorso. Io sto dicendo che il reperto era inutilizzabile e deteriorato ma mi riferisco al reparto su cui la scientifica aveva già lavorato e di cui a questa immagine.
GCM:
A questa immagine del filmato?
AI:
Esatto. Ma il reperto che è dato dalle foto che ho mostrato prima che mi ha dato l'Awocato, invece erano utilizzabili tant'è che ci ha lavorato anche con consulenze di parte la Difesa e ci ha lavorato con consulenze d'ufficio Rinaldi e Boemio della Scientifica, ma sempre sul reperto originario intatto e incontaminato. Ecco perché ho detto alla dottoressa Matteini: "è inutile fare qualcosa".
GCM:
Lei quando dice: "reperto originario" fa riferimento alla foto del reperto stesso?
AI:
Alla prima fotografia, è quello il reperto perché quello ci documenta l'impronta nella fase iniziale.
LM:
Lei prima nel rispondere alle domande del Pubblico Ministero ha fatto presente che, anzi ha detto o ha fatto un'affermazione di principio di idea assoluta e ha detto: "non ci sono stati agenti esterni entrati in questa indagine". Che cosa significa questo? Significa che non ci sono state da parte vostra, da parte della Polizia Scientifica delle contaminazioni esterne, è giusto questo?
AI:
Sì, sì, ma l'ho registrato sul risultato, non sulla convinzione.
LM:
Io adesso le vorrei far vedere quelle foto, credo che lei le abbia, sono già state depositate e sono relative ai sopralluoghi effettuati il 2 novembre.. . sono state estratte queste foto dai sopralluoghi effettuati il primo il 2 novembre ed il secondo il 18 dicembre.
AI:
Sì.
LM:
può guardare queste foto?
AI:
Sì, le sto vedendo.
LM:
Sono dieci fotografie, e sono cinque raffigurazioni di un determinato, di cinque posti diversi della casa del delitto prima il 2 novembre e poi il 18 dicembre.
GCM:
Scusi Awocato, queste sono le foto prodotte?
LM:
All'udienza mi sembra del 27 febbraio.
GCM:
Dalla Difesa Sollecito Raffaele.
LM:
Sì. La domanda è questa: lei ha potuto visionare la differenza fra i due sopralluoghi, le sembra possibile che non ci possa essere stata una contaminazione esogena tenuto conto dell'assoluta diversità della rappresentazione dei luoghi?
AI:
Io non è che ho fatto o posso fare delle ipotesi perché non è il mio ruolo. Io ho registrato un fatto che al temine di queste indagini nel nostro lavoro non è emerso, come risulrato, Ilessuila traccia dattilcrsrnpi cn, genetica o di calzari di piedi e di scarpe che sia attribuibile ad un operatore di Polizia, questo ho registrato. Da questo se ne deduce, penso oggettivamente, che non sicuramente non C' è stata nessuna, sicuramente come ho detto, se non vado errato, il sopralluogo P stato fatto con una certa attenzione, con una certa cura.
GCM:
Sì, questo aveva detto.
AI:
Questo avevo detto.
GCM:
Lei quando dice: "traccia genetica" è come traccia biologica, è equivalente?
AI:
Certo, c'è che per esempio possa avere rilasciato una mia traccia biologica da cui poi si estrae il profilo e dice: "ma questa è dell'operatore".
GCM:
È chiaro.
AI:
Io da questo fatto oggettivo, incontestabile, documentabile e inconfutabile si può dedurre questo, ma non posso dire, lo vorrei dire ma non posso dire che non c'è stata nessuna contaminazione esterna. Anzi le dirò di più, e l'ho detto già, è impossibile che non ci sia, io ho detto che abbiamo ridotto a due soli sopralluoghi proprio per evitare intromissioni, quindi sicuramente questo qui che lei mi fa vedere normale.
GCM:
Lei quando dice: "questo qui" evidenzia le foto.
LM:
È normale in che senso, che vuole dire?
AI:
È normale nel senso che tra il primo e il secondo sopralluogo le foto del primo sopralluogo sono prima che operasse la Scientifica, come quelle dello Sferon perché sono le stesse, La casa è stata registrata sul piano video e fotografico com'era quando sono entrati, c'è stato un piccolo accesso di chi ha tentato di soccorrere, il primo intervento di Polizia, ma molto limitato. Gli operatori della Scientifica, con tutta un'attività non solo di documentazione, ma di repertazione, ha girato per due giorni in quella casa. Come può pensare che . . . noi siamo andati il 18 dicembre, ma anche il 4 novembre se avesse fatto le foto avrebbe trovato una situazione diversa perché gli operatori della Scientifica non hanno volato nelle stanze e quindi quello che mi fa vedere e normalissimo, non mi meraviglia perché l'azione dell'operatore della Scientifica ha un'azione modificativa, distruttiva, cerca di ridurre al minimo, prima di farlo documenta e infatti oggi abbiamo quel1 'impronta com' era originariamente e tante altre, però modifica. Quindi mi sembra normale che in un secondo accesso ci sia una realtà diversa, un possibile . . .
LM:
Una realtà diversa con uno stravolgimento totale di luoghi così come vengono evidenziati dalle foto?
GCM:
Scusi Awocato, stiamo una realtà diversa e ha spiegato anche in che termini.
LM:
In relazione alla contaminazione come può escludere che non ci sia stata tra il primo e il secondo sopralluogo, atteso che, come lei ben conosce la Squadra Mobile è entrata più volte tra il primo e il secondo sopralluogo, quindi tra il 3 novembre e il 18 dicembre, ci sono i verbali e quindi risulta. Come può escludere, dottor Intini, che non ci sia stata una contaminazione di DNA di uno degli imputati, che possa essere stato portato con un indumento o con qualche altra cosa dall'interno dell'abitazione all'interno della stanza del delitto? Può escludere che non ci sia stana una contaminazione di DNA atteso che vestiario, suppellettili sono state spostate e sono State, ad esempio, per quanto riguarda le ante dell'armadio della stanza di Meredith, sono state tolte, portate esternamente . . .
MC:
No, non è vero!
LM:
Esternamente alla stanza . . .
MC:
Non è vero!
LM:
Allora vediamo le foto!
MC:
Appunto vediamo le foto!
GCM:
Scusate! Avvocato concluda.
LM:
Allora prima di concludere la domanda possiamo vedere le foto relative . . .
GCM:
Quindi lei chiede se è possibile che si sia verificata una contaminazione con riferimento a tracce biologiche.
LM:
Esattamente.
AI:
~nnanzitutto quando parliamo i contaminazione parliamo di agenti esterni perché è ovvio che quello . . . ripeto per la terza volta, non ne faccio un'opinione personale, registro che da tutti gli esami . . .
GCM:
E questo l'ha già detto.
AI:
Ora . . .
GCM:
Scusi dottore, l'Avvocato chiede come è possibile escludere che da una stanza sia stato portato un indumento della persona in un'altra stanza e abbia determinato contaminazione.
LM:
Presidente, mi scusi, queste sono le foto estratte dal DVD relativo al primo sopralluogo del 3 novembre, se andiamo avanti troviamo che queste ante sono state tolte dall'armadio della stanza di Meredith e portate esternamente, non rispetto alla casa, ma rispetto alla stanza.
AI:
Scusi un attimo vorrei rispondere visto che c'è l'immagine. Quest'operazione è chiara, cioè non è una contaminazione, lì ' ci sono degli operatori come vede in tuta e con la mascherina, che non stanno spostando le ante smontare l*armadio, lì stanno facendo un'operazione di BPA, cioè che poi c'è una consulenza dell'ingegner Camana. . .
GCM:
Scusi, BPA sarebbe?
AI:
BPA sarebbe Blade Pattern Analysis, cioè sarebbe analisi delle tracce di sangue. Siccome è stato rilevato che sulle ante dell'armadio c'erano una serie di schizzi di sangue, ora gli schizzi di sangue è un'operazione fisica, in base alla forza e alla direzione dello schizzo di sangue la forma della goccia ha una sua dimensione particolare. Esperti di BPA, cioè di Blade Pattern Analysis sono in condizioni, con formule scientifiche, come ha fatto l'ingegner Camana, nostro fisico, di calcolare la distanza della parte del corpo, non posso dire supporto perché esce dal corpo, della parte del corpo da cui è schizzato il sangue. Era evidente che l'azione di accoltellamento era avvenuta vicino a quelle ante, quindi da questa analisi degli schizzi l'operatore tecnico, e ha rilasciato una consulenza in tal senso, doveva calcolare come poteva essere o doveva essere la scena dell'omicidio nel momento dell'accoltellamento quando il sangue schizza e per fare questo ha smontato le ante. Però ripeto, siccome l'attività della Scientifica, io non vorrei fare una difesa d'ufficio per dire che siamo perfetti perché sbagliamo, però non vorrei che azioni che sono proprio da protocollo vengano scambiate per errori, cioè se è stato già tutto documentato io posso andare ad un passaggio successivo che mi serve per un altro accertamento e modifico. Per esempio il passaggio, quando si nebulizzano gli esteri cianoacrilati in una stanza per avere le impronte si nebulizza una sostanza chimica che modifica, deteriora. Se c'è da campionare una sostanza per fare l'analisi del DNA si fa prima, cioè noi abbiamo tutta una serie, qui stanno i protocolli, di attività che una può modificare ulteriormente a scalare la scena, quando arriviamo lì stiamo già a vari passaggi, cioè ha già operato quello che ha fotografato e ha filmato, ed abbiamo la documentazione di com'era l'armadio appena sono entrati i primi operatori, quindi non ci manca nulla di quell'anta. Hanno operato chi ha repertato e tracce biologiche, hanno già operato chi ha rilevato le impronte con la tecnica della polverina, con il pennellino e poi con i cianoacrilati, quindi è un intervento successivo in cui serve a fare un'analisi ulteriore, che può essere stata utile al Pubblico Ministero ritengo in maniera anche rilevante, ed è chiaro che stiamo in una fase in cui ci sono stati due, tre, quattro passaggi nello stesso sopralluogo. Quando l'Avvocato fa riferimento a varie entrare, negli stessi due giorni nella stanza sono entrati diversi operatori che a scalare hanno fatto varie attività.
LM:
Soltanto un commento a questa cosa e cioè . . .
FM:
Presidente chiedo scusa...
GCM:
Che CO~'&?
FM:
C'è opposizione all'utilizzo di queste foto in questo senso: sono sicuramente estrapolate dai video realizzati dagli operatori della Scientifica, ma noi non sappiamo perché non si vede l'orario e il momento la successione di questi momenti stessi. Quindi rappresentarle così . . .
LM:
Diamo un orario adesso, lo diamo subito.
FM:
Allora se indichiamo i momenti, il dottore potrà anche spiegare l'evoluzione dei passaggi dell'attività dei suoi operatori perché se noi mettiamo le foto nella situazione finale e le vediamo per prime o al contrario evidentemente tutto cambia. Quindi se utilizziamo queste foto con un orario e un giorno esatto per un confronto mi sta bene e il dottore . . .
LM:
Prowedo subito.
FM:
Altrimenti c'è opposizione formale.
GCM:
Awocato poi questo filmato lo mette a disposizione?
LM:
Certamente. 2 novembre ore 14.55. Volevo commentare . . .
GCM:
Magari una domanda, il commento poi . . .
LM:
Commento nel senso . . . Allora lei ha parlato dottor Intini dello spostamento delle ante . . .
GCM:
Questa, scusi Awocato, è sempre l'immagine di che data?
LM:
2 novembre alle 18.55, la metto a disposizione.
GCM:
Era quella che si vedeva prima. Prego Avvocato.
LM:
2 novembre, 18.55 e seguenti, l'anta dell'armadio spostata viene messa, per effettuare le misurazioni, contro uno stendino fuori dalla stanza di ~eredith, in questo stendino vi sono degli indumenti ad asciugarsi sopra. Lei come può escludere in maniera netta, come ha fatto fin ora, che non ci sia stata una contaminazione di DNA da parte dell'anta dell'armadio che poi è rimessa nella stanza di Meredith con l'eventuale DNA portato dagli indumenti stesi sullo stendino?
AI:
Io mi posso esprimere con i risultati, non sono emerse tracce miste. Su quell'anta, se non vado errato, c'è traccia con DNA della vittima e basta, quindi se noi parliamo di pericolo i inquinamento io confermo quello che dice l'Awocat0, c'è stato sicuramente, ci sarà, ma di fatto non c'è stato Però!
GCM:
Scusi dottore, però lei dice: "tracce miste", quindi miste significa . . .
AI:
No, siccome 1'Awocato parla di contaminazione ritengo che voglia dire che una traccia' biologica, se si riferisce alla traccia biologica possiamo parlare anche di impronte digitali, che è unica e ha un suo DNA perché è riferito ad una persona, qualora venga a contatto con la traccia biologica di un altro si possono mischiare e da lì esce un profilo misto, cioè quando l'operatore . . .
GCM:
E questo non c'è stato.
AI:
Siccome li non c'è stato allora io registro il risultato.
GCM:
Mi scusi, abbiamo sentito, però chiede anche l'Awocato, mi è così sembrato di intendere la domanda come fa lei ad escludere che da quell'anta di armadio che recava tracce di sangue della vittima queste tracce di sangue possano essere state portate su qualcuno degli indumenti.
AI:
Ho capito benissimo.
MC:
No, è il contrario che vorrebbe dire l'Avvocato.
AI:
Che i vestiti possano avere portato . . .
GCM:
Un attimo, precisiamo la domanda allora.
LM:
Può escludere, dottor Intini, che possa esserci stata contaminazione tra l'anta dell'armadio che stava contro lo stendino . . .
MC:
Contro lo stendino lo dice lei! È una descrizione personale, soggettiva!
GCM:
Scusate, però consentiamo che la domanda venga formulata.
MC:
È contro il muro non è contro lo stendino, Presidente!
GCM:
Per Favore.
LM:
La domanda è questa: come può escludere che non ci sia stato un trasferimento di materiale biologico dall'anta portata fuori dalla stanza di Meredith e successivamente riportata all'interno della stanza di Meredith?
MC:
Ha risposto già!
GCM:
Su questo?
AI:
Io adesso non so le consecutio operative e tecniche di quel momento, però se quell'anta le cui tracce di sangue sono da questa parte erano state campionate precedentemente con quell'anta uno poi ci può fare quello che vuole se gli serve per qual cos'altro, quindi non vedo. . . Ripeto poi la teorica contaminazione ci può essere ovunque, anzi, ripeto, è fisiologica che ci sia in un ambito dove ci sono più movimenti, però le tracce estratte hanno portato ad una individuazione di profili non sporchi, misti o di tracce non identificate di soggetti. Non abbiamo tracce genetiche di persone che non conosciamo owero mischiate ad altre, quindi è il risultato quello che io registro.
LM:
Quindi ci sono tracce miste, avete rinvenuto all'interno delle tracce miste?
AI:
No, le tracce miste sono solo tra la vittima e terzi. I terzi però mi sembra, adesso non voglio entrare in valutazioni investigative, non mi competono, che sono soggetti della storia, cioè non c'è un esterno non conosciuto, cioè non abbiamo un misto della vittima con un'x non identificato. I misti sono tutti della vittima ed è normale, con soggetti che comunque entrano a storia.
LM:
E come fa ad escludere che non sia stato portato questo misto di materiale biologico di componenti della storia, tanto per essere chiari, di Sollecito e di . . .
AI:
Siccome stiamo parlando in teoria, come non si può escludere in teoria non si può affermare in teoria la contaminazione. O lei la dimostra e mi dimostra la contaminazione . . . se parliamo, non io e lei che siamo due laureati in legge, ma tecnici di scienze o uno dimostra la contaminazione com'è avvenuta e allora va bene, ma finché non c'è un'operazione scientifica che me lo dimostra per me non c'è. Ipoteticamente c'è, ipoteticamente ci può essere, può esserci stata, però va dimostrata. I1 DNA, voglio dire un'ultima cosa per far capire ai Giudici popolari, il DNA non è unientità fisica che vola, come può essere il polline o un pelo, il DNA, lo dico da profano così capite anche meglio perché non sono un biologo e quindi parliamo la stessa lingua, il DNA è una proteina che sta nella cellula, non è enucleabile tale del DNA che vola e si va ad appiccicare di qua e di là. I1 DNA sta in una cellula che se si trova in un punto viene estratta, quindi questo per dire che la contaminazione, anche se teoricamente e ipoteticamente, non è escludibile nei , , termini molto teorici in cui lo ipotizza l'Awocato, però la contaminazione non è facilissima, cioè ci deve essere un reale contatto. Cioè quando noi troviamo tracce epiteliali di una persona su un manico di coltello o su un oggetto metallico, su una parete porosa, c'è stata una forza, un'azione che ha grattato, per usare termine che è comprensibile, come la carta vetrata grattato la pelle e ha lasciato delle piccole cellule di pelle, che i tecnici chiamano appunto tracce epiteliali di sfaldamento, sul sito. Quindi non è che la pelle nostra si sfalda e vola, quindi anche un eventuale cellula piccola di pelle non è che può volare così. Ad ogni modo, ipoteticamente, in via del tutto astratta, è possibile va dimostrato però.
LM:
Le cellule di sfaldamento contengono DNA?
AI:
Io non sono un biologo quindi non è che possiamo . . .
GCM:
Scusi.
AI:
Io per sentito dire sì.
GCM:
Per favore, Awocato, magari ci saranno altri testi i quali potranno essere forse . . .
LM:
perché ha fatto delle considerazioni.
AI:
La Scientifica ha dei biologi di altissimo livello e possono rispondere meglio di me sicuramente.
LM:
Volevo solo fare presente al dottor Intini che alla mia domanda ha risposto: 'non lo so", però si è espresso prima in termini molto autorevoli, quindi di perfetta conoscenza se a sua conoscenza sia il fatto che le cellule di sfaldamento contengono DNA?
AI:
Guardi io può darsi che ho usato termine esatto, sfaldamento, adesso per logica lo sfaldamento è per una cellula morta.
LM:
(Incomprensibile - sovrapposizione di voci).
AI:
Io le posso dire che vi sono diversi casi che abbiamo trattato, anche da investigatori . . .
LM:
Le cellule di sfaldamento contengono . . .
MC:
Non è un biologo!
AI:
Non lo so, non sono biologo. Incomprensibile - sovrapposizione di voci.
GCM:
Scusate! Ha già detto che non lo sapeva, ha dato questa indicazione e l'Avvocato ha fatto una puntualizzazione su tale profilo, visto che l'aveva comunque affermato però ha specificato e quindi prendiamo la risposta e la successiva puntualizzazione nei termini di come l'abbiamo ricevuta.
LM:
Una sola domanda sulla questione di Rudy Guede. Lei si ricorda, se l'ha seguito, se è stato di sua conoscenza il percorso che ha portato al fermo degli odierni imputati e soprattutto del Guede?
AI:
No, guardi io lo ricordo sul piano molto generico di quello che mi veniva riverito parzialmente e di quello che ho letto. La parte tecnico - scientifica l'ho seguita più direttamente, quella investigativa meno, quindi adesso darle le cronologie degli arresti mi trova un pochino impreparato.
LM:
Come è stato individuato il Guede lei lo sa?
AI:
IO le posso dire la parte scientifica, quella investigativa no.
LM:
Certo.
AI:
Ricordo che dalla prima analisi dei vari reperti biologici era emerso un profilo di DNA maschile che non corrispondeva agli indagati dell'epoca, che erano due di sesso maschile. In particolare era stato estratto un profilo genetico completo dalla carta igienica rilevata e repertata nel water di uno dei due bagni e se non vado errato anche sul tampone vaginale effettuato alla vittima. Mi sembra solo su questi due, non vorrei sbagliarmi, comunque emerse un profilo di uomo, come usano scrivere i biologi nella relazione, uomo 1, che non corrispondeva ai due. Quindi abbiamo avuto contezza che sulla scena del delitto, con un ruolo che poi sarebbe stato ovviamente valutato e verificato c'era sicuramente un uomo diverso dai due, come terzo, come secondo non ci interessava e quindi vi era la necessità di comprendere sul piano investigativo a cui abbiamo riferito chi potesse essere. Contestualmente c'è stata un'attività di altri operatori, della dattiloscopia, che è sempre Boemio che è citato, riguardo ad un'impronta palmare di sangue sul cuscino dov'era poggiata la vittima, abbastanza buona per essere su un cuscino che è un supporto ovviamente meno buona di una superficie solida, liscia, un'impronta palmare che è stata identificata in base poi al cartellino dattiloscopico rinvenuto dell'indagato Rudy Guede.
LM:
Era evidente quest'impronta palmare?
AI:
Evidente in che senso? Sul piano tecnico era evidente e sufficiente ad effettuare un confronto dattiloscopico, come diranno i tecnici, hanno individuato i punti più che sufficienti sul piano giurisprudenziale a ritenere l'identità tra questa impronta palmare di sangue sul cuscino e l'impronta palmare sul cartellino di Rudy Guede. Anzi, voglio essere più preciso, diciamo il confronto ci fa per sospetto, non è che noi dall'impronta palmare l'abbiamo identificato. Tra vari sospettati, adesso non ricordo a che titolo, la Mobile indicava anche Rudy Guede, prendendo il cartellino suo c'è stato un confronto tra l'impronta palmare di inchiostro sul cartellino fotodattiloscopico di Rudy Guede e questa impronta di sangue e l'identità è stata certa sul piano proprio dei punti, almeno, sicuramente più di 15.
LM:
Ma non poteva essere effettuata tramite I'AFIS?
AI:
È una domanda interessante perché l'AFLS è delle impronte digitali, noi abbiamo anche 1'APIS che è delle palmari e quindi nellrAFIS noi abbiamo una risposta automatica solo sulle digitali. Sulle palmari c'è un'altra parte che è più recente, di tre o quattro anni, c'è solo un milione di impronte palmari che sui cartellini abbiamo ma nel date base ne abbiamo solo un milione a fronte di nove milioni di digitali, quindi è una banca dati che è in fase di evoluzione, di implementazione ma non ancora completa. Quindi non ci dà una risposta efficacia e automatica come lo dà 1'AFIS per le digitali, quindi automaticamente noi non potevamo avere una risposta di identificazione di quella palmare. Ci siamo arrivati per un confronto, per sospetto, come l'abbiamo fatto con altri, su un soggetto che poi è risultato quello giusto nell'identità segnalato dalla Squadra Mobile.
LM:
Al momento grazie.

DIFESA - AW. ROCCHI

DR:
Lei ha detto che per voi è stato fondamentale utilizzare questo video effettuato con questo Sferon. Ci può spiegare le ragioni cui l'ha ritenuto fondamentale?
MC:
Non è un video.
AI:
Sì, innanzitutto non ho . . .
GCM:
È una scannerizzazione delle immagini prese, Ha già esposto comunque.
AI:
Mi sembra di averlo spiegato, però se vuole ...
DR:
Perché fondamentale?
AI:
Fondamentale per un aspetto, fondamentale non in generale. Tra le varie, perché owiamente sono diversi i settori di intervento, tra le varie attività svolte quella della documentazione, quindi solo quella della documentazione ha avuto un apporto rilevante, fondamentale, ripeto, ma quella parte, dallo Sferon perché ripeto potendo vedere io o gli stessi operatori o gli stessi investigatori dalle foto e dai video la scena del delitto avrebbero avuto una visione parziale; con lo Sferon che come ha visto mi fotografa in maniera globale, sferica, tutta la stanza e le altre stanze c'è una possibilità di dettaglio che dalle foto e dai video non avrei.
DR:
Questo le ha potuto evitare ulteriori sopralluoghi?
AI:
Certo.
DR:
L'esatta ragione del secondo sopralluogo, lei già l'ha specificato, me lo può ripetere per favore?
AI:
Sì. Adesso non ricordo tutti, però in questo periodo erano state rilevate alcune situazioni che andavano approfondite, una la ricordo e l'ho citata, quella della strisciata di sangue, ma probabilmente c'erano altre, quindi che era opportuno rientrare per acquisire altri reperti. Poi c'era anche la vicenda dell'impronta che era uno degli altri aspetti, visto che da parte della Difesa vi era una necessità di acquisire, c'era quella mia nota che ho spiegato prima che diceva: "benissimo andiamo provare anche una nuova ripresa di quell'immagine, ritengo che sarà deteriorata", come poi è avvenuto. Quindi adesso non ricordo però una serie di elementi . . . d'altronde esaurire tutto in un sopralluogo è molto riduttivo, in un secondo finalizzato per altro anche alle esigenze di Difesa perché avvisati in anticipo i difensori potevano loro stessi poi partecipando andando a rilevare alcuni aspetti, come quelli dell'impronta di scarpa, a loro interessava
DR:
E quindi a distanza di 45 giorni ha ritenuto opportuno fare questo secondo . . .
AI:
No, veramente.. . sì, ma non è che c'era, potevamo andare anche dopo tre mesi o dopo una settimana, poi gli eventi e l'attività da svolgere . . .
DR:
Lei ha detto che anche l'apertura della porta può inquinare un ambiente.
AI:
Certo.
DR:
Nel passaggio da una stanza all'altra un operatore può trasferire del materiale biologico, ad esempio calpestato, come cellule di sfaldamento?
AI:
Guardi è così dettagliato ne prevederlo in ipotesi . . .
DR:
È possibile?
AI:
Secondo me non è possibile una risposta. Teoricamente è possibileche cade un calcinaccio mentre faccio un sopralluogo? È possibile, come faccio ad escluderlo! Teoricamente è una cosa possibile.
DR:
Cioè è possibile che calpestando . . .
AI:
L'operatore adotta tutte le cautele per evitarlo, poi se teoricamente c'è un'ipotesi teorica e si verifica. .
DR:
È possibile trascinare del materiale calpestandolo?
AI:
Io posso soltanto nel dare risposte certe, non fare ipotesi che non mi competono e non vorrei darle perché sono fallaci e soggettive, ripetere soltanto le oggettività, non abbiamo trovato tracce diverse dalle collocazioni.
DR:
No, non le sto chiedendo dei risultati, io le sto chiedendo se è possibile trascinare del materiale biologico calpestandolo da una stanza all'altra.
AI:
È possibile se c'è una non attenzione a dove si mettono i piedi. Siccome sono convinto che è stata fatta attenzione non credo che abbiano calpestato nulla.
DR:
Però è possibile.
AI:
Se uno calpesta una traccia di sangue poi la porta nel1 ' altra stanza, ma bisogna dimostrare che l'ha calpestata, io sono convinto che i miei non l'ho fatto!
DR:
Mi serviva soltanto sapere se era possibile.
GCM:
Scusate, abbiamo capito. Se è possibile chiede anche una valutazione, quindi è in sé nella domanda la richiesta anche di una valutazione alla quale il teste si è attenuto.
DR:
Lei ha detto più volte che esiste un inquinamento, per così dire, fisiologico. Lo conferma questo?
AI:
Certo.
DR:
Cioè esiste sempre una certa quota di inquinamento in ogni sopralluogo che è ineliminabile?
AI:
Sì, ma questo non lo dico io, è nella realtà dei fatti.
DR:
È vero che questo inquinamento, questa quota può aumentare in relazione al numero dei sopralluoghi che vengono compiuti in un certo luogo?
AI:
È owio che se c'è più movimento di persone ci può essere più movimento, questo sì.
DR:
Dopo il primo intervento della scientifica le risulta che ci sono stati diversi sopralluoghi da parte della Squadra Mobile?
AI:
Guardi a me risulta una perquisizione e un accesso, però non è un'attività che ho deciso io, è un accesso per acquisire in maniera mirata degli oggetti, degli indumenti da una lavatrice.
DR:
Quindi comunque le risulta degli interventi successivi.
AI:
Sì, ma dovuta, una perquisizione dopo un omicidio va fatta!
DR:
Quindi questi accessi hanno aumentato il rischio di inquinamento?
AI:
Sì, sono domande a cui può rispondere chiunque.
DR:
Le risulta se gli agenti della Squadra Mobile abbiano seguito le stesse identiche precauzioni eseguite dalla vostra squadra?
AI:
Ritengo di sì, non c'ero, ma ritengo di sì.
DR:
Per l'interpretazione dei profili genetici misti i vostri operatori seguono le raccomandazioni della società internazionale di genetica forense?
GCM:
Magari risponda se è lei che si occupa di questo aspetto altrimenti lasciamo che la domanda venga . . .
AI:
Non lo so, questo lo può chiedere . . .
DR:
Va bene.
AI:
E sono certo che usano gli standard internazionali nelle procedure e nelle interpretazioni dei dati.
GCM:
Seusi Awocato, vale anche per gli altri, sono domande che meglio andranno poste . . .
DR:
Solo per capire se ne è a conoscenza Presidente. I vostri laboratori di genetica sono accreditati secondo gli standard ISO 17025?
AI:
Guardi penso per primi in Italia lo stiamo acquisendo a mesi, non mi risulta che ci siano laboratori di genetica forense in Italia che abbiano questo. . .
DR:
No, no, io le chiedo se il vostro. . .
AI:
Io le sto dicendo che noi la stiamo acquisendo, a giugno acquisiremo 1'ISO 9001 che è il primo standard, il 17025 entro fine anno e saremmo i primi in Italia dei laboratori forensi.
DR:
Quindi non avete nemmeno 1'ISO 9001?
AI:
No, a giugno avremo la certificazione, abbiamo completato le procedure e l'avremo.
DR:
Ci sa spiegare che cosa comporta questo accreditamento ISO 9001?
AI:
Guardi è una mera certificazione formale, sul piano giuridico Italia non in£ icia 'i ' risultati, c'è la legge sulla banca dati del DNA che sta per essere approvata a settimane che prevede mi sembra nei termini dei due anni, quindi neanche all'emanazione della legge, mi sembra entro 2010 lladeguamento dei laboratori di genetica all'ISO 17025. Le dirò che è una correzione normativa che abbiamo proposto noi perché il testo originale diceva ISO 2001 e noi stessi della Polizia Scientifica, negli emendamenti alla legge, abbiamo suggerito al legislatore di precisare 17025 perché è lo standard internazionale a cui ci dobbiamo adeguare. Perché? Perché la banca data colloquierà per il trattato di . ,) con le banche dati europee e quindi dovremmo averlo. La legge però lo prevederà quando verrà emanato entro il 2010.
DR:
Quindi comunque al momento e all'epoca degli accertamenti non erano accreditati questi laboratori?
AI:
No, no, questo l'ho detto.
DR:
Grazie.

DIFESA - AVV. GHIRGA

LG:
Devo fare una precisazione, ha ben spiegato le modalità operative che si incrociavano con la scientifica provinciale e dice che al massimo, dice: "stiamo stati fortunati perché per il caso di specie abbiamo potuto approfittare del massimo delle potenzialità" e nomina un biologo. È la dottoressa Stefanoni?
AI:
Al sopralluogo . . .
LG:
Dice: 'abbiamo potuto contemporaneamente avere l'opera i tre laureati".
AI:
Sì, la biologa . . . su tutti i sopralluoghi è intervenuta la dottoressa Stefanoni come biologa.
LG:
Siccome ho una lista testi, quando parla del biologo parla della dottoressa Stefanoni?
AI:
Dottoressa patrizia Stefanoni, esatto.
LG:
Quando parla del chimico parla dell'ingegner Rinaldi?
AI:
No, parlo del dottor Agatino Giunta che è uno dei testi di questa mattina.
LG:
Quando parla del fisico parla del dottor Camana?.
AI:
Esatto, parlo del dottor Camana. E l'ingegnere che non ha partecipato, perché questi hanno partecipato ai sopralluoghi . . .
LG:
Io le ho fatto una domanda, ha detto che quando parla del biologo chi è, quando parla del chimico io avevo capito un'altra persona, quando parla del fisico, adesso c'è anche un ingegnere?
AI:
Io ho parlato di chi ha partecipato ai sopralluoghi.
LG:
Tre persone. Siccome sono testi indicati nelle liste sappiamo a chi . . .
AI:
No, io volevo chiarire visto che lei lo chiedeva perché non ho indicato prima l'ingegner Rinaldi, perché io parlavo dei tre esperi laureati che hanno partecipato sopralluogo. L'ingegner Rinaldi non ha partecipato al sopralluogo, ha partecipato ad attività di laborato~io nelle comparazioni di impronte, quindi diciamo, se non vado errato, di laureati nelle discipline chimica, fisica e biologia, ai sopralluoghi, solo questi tre citati.
LG:
Io glielo ho chiesto perché sono nelle liste testi. Sempre per precisazione, quando parla di impronta, ecco perché pensavo a Rinaldi e Boemia, lei usa espressioni per escludere e per attribuire, sarebbero quelle formule utili i confronti positivi, utili per i confronti negativi o è un'altra sua...
AI:
Sul piano tecnico.
LG:
È una precisazione che riguarda un racconto che lei fa sulle impronte. Quando dice per attribuirle o per escluderle, io ho mutuato, leggendo consulenze del Pubblico Ministero un'espressione: "impronte utile i confronti positivi che sono per attribuire, utile i confronti negativi che sono per non escludere". Era questo che lei faceva ferimento quando parlava di impronte?
AI:
Guardi io non ricordo quando parlavo di impronte che cosa dicevo, sul piano tecnico le dizioni sono queste. L'impronta prima viene valutata se è utile per i confronti, perché? Perché se l'impronta rilevata è un frammetto dove ci sono solo 5 punti io già so che un confronto sarà inutile perché la giurisprudenza prevede 15 - 16 punti, allora dico: 'è inutile per i confrontin. Quando invece, e il lavoro che fa Agatino Giunta rileva, esalta le impronte non visibili, l'impronta è ampia, netta, chiara da essere utile poi va al dattiloscopista che la confronta e solo quella utile dà un giudizio positivo o negativo.
LG:
Era questo. Io devo tornare ai sopralluoghi e alla domanda di questo sistema Sferon, i sopralluoghi sono due ufficiali, uno del 2 - 3 novembre e uno del 18 dicembre.
AI:
Sì.
LG:
Le ha chiesto, rubandomi tra virgolette la domanda, se lei è a conoscenza di altri sopralluoghi più o meno verbalizzati tra il 5 novembre, giorno in cui viene sigillato l'appartamento, ed il 18 dicembre, giorno in cui ci torniamo tutti quanti, lei ha detto di sì però lei è a conoscenza di altri . . .
AI:
Guardi sopralluogo, se non vado errato, in termini anche processuale è l'attività di accertamento sul posto che fa la Scientifica e ne abbiamo fatti solo due; il 2 - 3 novembre continuativamente diciamo e il 18 dicembre, altri sopralluoghi non ne sono stati fatti.
LG:
Però lei ha citato una data, 4 novembre, perché l'ha citata?
AI:
Non mi ricordo.
LG:
Non si ricorda, però se le dico 4 novembre . . .
AI:
Io ho detto solo, adesso non ricordo se ho detto, ma mi risulta non con certezza che la Squadra Mobile avrebbe fatto due accessi, e dico accessi apposta perché non sono sopralluoghi, sono due accessi ai fini di perquisizione, una generica.. . ecco forse ho detto il 4 perché volevo dire dopo, ha ragione, forse ho detto il 4 ma non so se è esatta come data, subito dopo il sopralluogo del 2 - 3 ha fatto una perquisizione generica. Poi se era la sera del 3 o del 4 mi sbaglio io, però successiva al primo sopralluogo. Mi risulta che ha fatto un altro accesso sempre di carattere di perquisizione ai fini di un sequestro mirato di indumenti dalla lavatrice, quello è quello che mi consta, ma sopralluoghi in senso tecnico ne sono stati fatti solo due, non altri.
LG:
Poi la collega Dalla Vedova farà vedere parte o qualche cosa del sopralluogo della Scientifica del 2 - 3 novembre, in relazione però a quelle poche immagini del sistema Sferon abbiamo visto una cosa molto lunare, non ci sono persone, luoghi asettici, quindi ne prendiamo atto oggi di questo sistema e va bene. Io ho consegnato questa domanda da farle alliinizio dell'udienza: quelli effetti pratici nel caso di specie per l'investigazione sono derivati per lei dallo studio e dall'osservazione del sistema Sferon. Lei fa riferimento a uno, alle tracce della mano sul muro nella stanza del delitto, ce n'è un altro che osservando questo sistema, questi luoghi. . .
GCM:
Scusi Awocato, sulla traccia della mano il teste ne ha parlato per evidenziare l'opportunità di ritornare.
LG:
C'è il sopralluogo del 2 - 3 novembre, voi li avete esaminati con questo sistema Sferon, che ha ben esposto che cos'è, anche per evitare ulteriori accessi, perché gli ulteriori accessi etc. etc., e comunque vi sono comunque serviti per chiedere, per ottenere, per chiedere quel sopralluogo ufficiale del 18 dicembre di cui lei ha fatto riferimento anche nella sua missiva del L3 dicembre 2007. Allora l'osservazione, lo studio dei luoghi in un modo diverso da quello che è il filmato del quale noi disponiamo quali effetti pratici per voi della Scientifica e anche dell'investigazione, perché siete quattro divisioni, oltre alla traccia della mano sul muro alla quale ha fatto riferimento, quali altri spunti investigativi tali da richiedere un accesso nel quale facevate premura di rispettare i criteri del contraddittorio, articolo 360 etc..
AI:
Ho compreso benissimo. lo quella la ricordavo bene però non è che sono stato il titolare o il conduttore delle indagini per due motivi: uno perché l'indagine la fa l'ufficio investigativo, cioè la Squadra Mobile e il Pubblico Ministero, mentre la Scientifica fa un lavoro di supporto, non di conduzione e valutazione investigativa, tanto meno io che come direttore sono ancora ufficiale di P.G. lo potrei fare e ho dedicato un po' di anni all'investigazione, mi piace anche, però tra i vari impegni non è che potevo. Quindi io l'ho visto il filmato, però io non ho diretto questo lavoro di analisi perché non mi competeva, quindi adesso non lo ricordo, le valutazioni le faceva la Squadra Mobile e il Pubblico Ministero, io l'ho guardata. Ecco mi ricordo che con la dottoressa Stefanoni si parlò di questo, ora mi è venuto mente e ho mostrato l'esempio.
LG:
Adesso le faccio una domanda secca, se non è ammissibile la rifaccio diversamente, chi ha spostato le ante, il cuscino e il materasso della camera del delitto la Scientifica o l'investigativa?
AI:
Non lo so, non so neanche se sono state spostate nei termini in cui . . .
GCM:
Non lo sa. Prego.
LG:
I1 2 - 3 novembre c'è il filmato etc. etc., lasciamo stare gli accessi intermedi, il 18 dicembre siamo tutti lì.
AI:
Sì.
LG:
Quando iniziano, siccome c'ero anch'io, le riprese del 18, verso mezzogiorno perché si era fatto un po' tardi per collegare i fili, notiamo subito l'armadio in cucina o vicino alla cucina. Queste anomalie, ma lo dico io mi scusi Presidente, del materasso del letto della camera di Meredith in cucina appoggiato a una parete e il cuscino che stava sotto i glutei della ragazza morta, questo lei lo sa?
AI:
Sì, dalle foto l'ho visto.
LG:
Beh lo sa per motivi d'ufficio, era sotto i glutei, dove c'era la palmare . . .
AI:
Sì, sì.
LG:
Dentro l'armadio, che era stato senza le ante che erano state appoggiate non so dove, furono rilevate all'inizio dell'accesso del 18 dicembre e costituirono motivo di . . . quando le dico chi le ha spostate, ma è del tutto rispondente a protocolli, direttive, del caso per caso alterare così significativamente i luoghi o la scena del delitto?
AI:
Sì, è normalissimo spostare.
LG:
Lei l'ha detto anche prima, dice . . .
AI:
Scusi, se io ho un cuscino sotto il corpo della vittima per analizzare il cuscino io devo spostare il corpo, non si può pensare che la scientifica si muove e non tocca nulla e tutto rimane com'è, è normale! Se io avessi visto tutto com'era avrei detto ai miei: 'ma che avete fatto voi?! Niente?!", cioè se ho un cuscino sotto a un corpo io per' vedere e fotografare il cuscino e l'impronta che poi è stata anche determinante, ricordiamoci, per identificare uno dei soggetti che hanno frequentato l'abitazione, io devo spostare il corpo. Cioè se si deve vedere se ha una ferita il medico legale lo gira il corpo, lo stesso se c'è da fotografare una cosa meglio è normale lo spostamento.
LG:
Allora risponde a protocolli, direttive, esperienza, caso per caso cambiare così profondamente la camera del delitto . . .
FM:
C'è opposizione!
GCM:
Scusate, scusi Awocato!
AI:
Posso rispondere?
GCM:
No, no, ha già risposto.
LG:
Ha già risposto, allora io le richiedo: spostato il materasso del letto di Meredith, sopra alla rete del letto di Meredith hanno messo vestiti provenienti da altre camere, questo lei lo sa? RISPOSTA - E che cosa ha comportato questo?! Incomprensibile - sovrapposizione di voci
MC:
Non è vero!
LG:
Guardate filmato!
GCM:
Awocato! Scusate! Awocato evitiamo questi dialoghi tra legali che non è il caso. Ci sono state le domande poste il teste ha già dato risposta, ha detto anzi che se non avesse trovato spostato gli oggetti avrebbe fatto un appunto ai propri collaboratori.
LG:
Però non sa chi le ha spostate queste cose.
GCM:
Non sa chi le ha spostate, abbiamo già acquisito questi elementi.
LG:
Di questo processo non si sa niente!
GCM:
Scusi Awocato, però evitiamo i commenti, ci sarà tempo per farli.
LG:
No, non sappiamo neanche chi ha bruciato i quattro computer Presidente, mi deve scusare, se la Polizia Postale o gli investigatori . . .
GCM:
Awocato! Evitiamo questo, ci sarà tempo per esporre queste considerazioni, però ora stiamo esaminando il teste che è qua presente, se ci sono delle specifiche domande che allo stesso vogliamo porre lo abbiamo fatto e lo abbiamo fatto anche in abbondanza credo, tenendo anche conto della specialità del teste. Prego Avvocato.
LG:
Mi scusi per l'intemperanza . . .
GCM:
NO, per i commenti.
LG:
Chiedo scusa, era un commento che . . .
GCM:
No, i commenti magari si sarà tempo per farne.
LG:
Li faremo un'altra volta ma al direttore della Scientifica della Polizia di Stato chiedere se sapesse mi sembrava . . .
GCM:
Infatti, ma è stato chiesto.
LG:
Chiedo scusa, così come saremmo stati un'udienza intera Presidente a conoscere del destino dei computer, mi scusi.
GCM:
i1 punto è evitare commenti che non sono pertinenti al momento processuale.
LG:
La ritiro e mi SCUSO.
GCM:
Va bene, prego Avvocato.

DIFESA - AVV. DALLA VEDOVA

CDV:
Io volevo tornare un po' sul discorso generale dei controlli dei protocolli, delle check list delle direttive in materia che esistono a livello internazionale e a livello europeo. In particolare quando lei ha riferito che esistono in realtà dei protocolli precisi a livello internazionale, soprattutto negli Stati Uniti, mi sembra di ricordare, per quello che riguarda le indagini sull'accesso su un luogo del crimine e la repertazione.
AI:
In parte, ho detto che c'è una cultura maggiore rispetto alla nostra, però in questo campo neanche nell'esperienza statunitense o anglosassone c'è un'individuazione di protocolli rigidi perché si attagliano ad un'attività che dipende da realtà mutevoli, quindi è impossibile prevederlo.
CDV:
Però lei conferma che esistono dei protocolli più rigidi rispetto a quelli italiani o comunque delle procedure?
AI:
Non li conosco.
CDV:
L'ha detto in apertura.
AI:
Io le posso dire che noi aderiamo alllENFI, come le ho. detto, che è la rete degli istituti di scienze forense europea, le regole che si scambiano da esperti, che sono divisi in sottogruppi, ci sono gli esperti di esplosivi, gli esperti da impronte, gli esperti da biologia, le regole ne si scambiano vengono utilizzate da tutti quanti, questa è un po' la nostra casa di riferimento in campo tecnico - scientifico.
CDV:
Infatti la domanda che le volevo porre è se lei era a conoscenza se esistono dei protocolli o delle check list, come lei aveva riferito, a livello europeo?
AI:
Ma in maniera dettagliata, rigida, codificata no, non mi risulta.
CDV:
Questo istituto di scienze forensi che lei ha riferito da delle direttive?
AI:
No, non da delle direttive, ENFI sarebbe Europe Network ~orensi Institute, cioè rete degli istituti forensi europei. Siccome vi partecipano persone che sono esperti in ogni tematica criminalistica, quindi in ogni sottogruppo, ognuno dice il suo; magari i miei biologici spesso danno loro dei contributi in Europa ai colleghi tedeschi o francesi o inglesi, poi può capitare che un danese dà una sua esperienza, però non è che fissa le regole nel senso che chi non usa la pizzetta per toccare questo esce fuori dal circuito, non esiste una cosa del genere.
CDV:
Però soprattutto per quello che riguarda l'attività di esame laboratorio a lei risulta che in Europa esistono dei protocolli precisi?
AI:
Sì, l'ho detto questo. Ho detto che in laboratorio noi seguiamo gli standard europei, ci sono degli standard tant'è che quando andremo, per esempio con la biologia, ad unificare . la nostra banca dati tutte le banche dati del DNA devono avere gli stessi standard, ma questo è un discorso storico. Quindi già l'ho detto questo, mi riferivo poi, quando proseguivo nel discorso al sopralluogo che è mutevole. Infatti ho detto, se non ricordo male, che siccome il laboratorio dà una traccia, l'estrazione del profilo segue una procedura che più o meno è sempre quella, l'esame un'analisi chimica, io poi non sono esperto e lo dico in termini un po' così, di una sostanza avviene sempre una procedura. Quelli sono standard univoci a cui uno si uniforma e se non si segue quello standard si esce fuori probabilmente da un risultato valido. Ma questo è quello che io so che mi dicono i miei collaboratori, io in un laboratorio del mio ufficio non sono mai entrato se non per salutare il personale, quindi io non lo so, parlando di standard non so neanche di cosa...
CDV:
Sempre collegato a questo lei ha parlato dell'importanza delle banche dati, ci ha riferito della banca dati per le impronte digitali, ci ha riferito della nuova, ma comunque importante banca dati per le impronte palmari e ci ha riferito anche dell'importante banca dati del DNA. La domanda è questa: questa banca dati esiste in Italia oggi?
AI:
Quale, quella del DNA?
CDV:
Sì.
AI:
No, non esiste.
CDV:
Esiste a ' livello europeo in qualche paese della comuni tà?
AI:
Guardi soltanto l'Italia e mi sembra la Grecia non hanno la banca dati del DNA, in Europa ce l'hanno tutti, anche i paesi entrati da poco, tra cui la Romania e l'ucraina, la banca dati del DNA.
CDV:
La banca dati è di provenienza della comunità europea, è una direttiva che arriva dalla comunità?
AI:
No, no. Di europeo cioè che emerge da un accordo che è l'accordo di (Proum), c'è il collegamento tra le banche dati, nessuno in Europa ci può obbligare ad avere, a costituire una banca del DNA tant'è che non ce l'abbiamo e non veniamo esclusi.
CDV:
L'origine è l'accordo internazionale fra stati.
AI:
Però quando noi l'avremo, e mi auguro presto, siccome stiamo anche aderendo con la stessa legge al trattato di (Proum), aderiremo al collegamento delle banche dati.
CDV:
Quindi mi può confermare che esiste un trattato internazionale fra stati sull'argomento che istituisce questa banca europea e ovviamente le banche ...
AI:
No, non è una banca europea, l'accordo di (P~ou~) dice: "chi ha delle banche dati DNA si può collegare in un network", cioè non è che si fa un'unica banca dati, attenzione, perché sono dati sensibili, ognuno si tiene il suo, non solo ma quando per esempio i tedeschi, quando noi saremo poi collegati, ci manderanno un profilo per dire: "questo profilo è nella vostra banca dati?", noi potremmo dirgli solo: "c'è" , poi con rogatoria si andrà ad identificare quel profilo. Quindi invece di scrivere per lettera, come si fa oggi, e mandare un profilo via Interpool ai fari Stati chiedendo chi ce l'ha nei propri date base sarà automatico l'interrogazione una risposta che c'è, non sull'identificazione.
CDV:
Comunque di tutti i paese che fanno parte della comunità europea lei ha detto che l'Italia e la Grecia non hanno oggi questa banca dati.
AI:
Sull'Italia sono sicuro, sulla Grecia non so...
CDV:
Possiamo dire quindi che siamo in ritardo rispetto alla procedura?
AI:
Certo! Purtroppo sì.
FM:
Presidente . . .
GCM:
Acquisiamo questi elementi.
AI:
È interessante.
CDV:
È assolutamente interessante anche perché sarà un argomento di valutazione futura che è molto importante in questo processo.
GCM:
Proseguiamo pure.
CDV:
Quindi le chiedo nuovamente lei come esperto e come direttore di un importante ufficio come questo ritiene che sia importante una banca dati del DNA?
AI:
Come no, ai fini investigativi . . .
CDV:
Perché?
AI:
Lo sto dicendo, ai fini investigativi e fondamentale, cioè laddove l'autore di un crimine non ha nessun collegamento con la vittima, quindi è un autore di un delitto di passaggio, sia esso un omicidio O una violenza sessuale, parlo di delitti dove c'è un rilascio di tracce biologiche e quindi l'investigatore non ha elementi di collegamento, quindi moventi o dati vittimologici per arrivare a dei sospettati e fare un confronto, la banca dati mi dà unJidentificazione di un soggetto che commesso un omicidio a Roma scompare magari a Bologna o addirittura all'estero quando saremo collegati. Quindi ha una valenza investigativa enorme non inficia sul piano delle procedure di analisi di laboratorio, non centra nulla, è uno strumento non per l'operatore della Polizia scientifica ma per l'investigatore. ~uindi potrà avere uno spazio maggiore di sospettati, cioè oltre ai sospettati . . .
GCM:
D'accordo.
CDV:
I1 fatto che non esiste una banca dati ha un'influenza oggi su un'analisi con dei risultati dj. iin accertamento?
AI:
No, le ho detto che la banca dati non ha nessun rilievo sull'attività tecnico - scientifica di estrazione dei profili, l'unica differenza ripeto è di carattere investigativo.
GCM:
Scusate, per carità, però non ci estendiamo eccessivamente, rimaniamo a quello che serve per la risposta.
CDV:
È il direttore dell'ufficio e volevo approfittare . . .
GCM:
Bene, però non è che possiamo far dire ai direttore dellJufficio tutte le nozioni e conosce, solo quelle che sono pertinenti al fatto oggetto di processo. Prego Avvocato.
CDV:
Ma circa l'attendibilità di una ricerca del DNA, non parlo delle procedure, questo è chiaro, il fatto che se oggi ci fosse anche la banca dati in Italia l'attendibilità di un risultato circa l'accertamento di un DNA sarebbe maggiore secondo lei?
AI:
No assolutamente. Guardi in campo di genetica forense la Polizia Scientifica italiana e il RACIS dei Carabinieri, li metto assieme perché operiamo con molta sintonia, non ha rivali al mondo, non in Europea, scusi. In campo di genetica . . .
CDV:
No, no, le ho fatto una domanda diversa.
AI:
No, lei mi sta dicendo le procedure di laboratorio.
GCM:
Scusate, il teste ha risposto alla domanda dicendo che non ha incidenza la mancanza della banca dati sull'attendibilità del risultato e poi ha fatto un .ulteriore aggiunta che abbiamo sentito: Prego Awocato.
CDV:
invece per quello che riguarda, lei ha raccontato arcicoordinamento con il Gabinetto forense di Polizia Scientifica di Perugia, volevo capire esattamente i rapporti e il perché tutti gli elementi repertati sono stati inviati Roma. Cioè la domanda che mi chiedo è perché le attrezzature specialistiche non erano disponibili?
AI:
Guardi io le posso dire che le attrezzature per amplificare, estrarre il DNA costano sulle 5 - 600 mila euro e noi le abbiamo in tre sedi.
CDV:
Non le ho chiesto il costo, erano disponibili?
AI:
No, le sto dicendo che le abbiamo in tre sedi in Italia, magari potessimo averlo ovunque.
CDV:
Quindi la risposta è: "sì, mancavano le attrezzature a Perugia ed è stato mandato..".
AI:
No, non è che Perugia è una sede negletta e non ce l'ha, le sto spiegando la struttura.
CDV:
Non l'ho detto io . . .
GCM:
Scusate, dove sono queste tre sedi importanti che hanno questa strumentazione?
AI:
Di biologia Roma - Napoli e Palermo, ma anche in altri settori non c'è ovunque.
GCM:
Prego.
CDV:
Invece lei ha anche raccontato dell'esistenza del date base relativo ai funzionari che eseguono le indagini. Voi l'avete questo date base?
AI:
No perché non abbiamo la banca dati però abbiamo, perché ha detto date base e io rispondo in maniera corretta rispetto alla sua domanda, siccome non abbiamo la banca dati del DNA non abbiamo la elimination date bank .
CDV:
Neanche per le impronte digitali? RISPOSTA - No. le impronte digitali sì.
FM:
Facciamo finire la risposta Presidente, perché sennò.. .
GCM:
Sì, stava finendo.
AI:
I nostri operatori, come ho detto prima, hanno rilasciato volontariamente ovviamente, nell'interesse della speditezza delle attività di laboratorio, le impronte digitali e le tracce biologiche che però non sono al date base perché non abbiamo un date base.
CDV:
Faccio la domanda, voi quindi avete un date base delle impronte digitali delle persone che sono intervenute in questo particolare . . .
AI:
Non abbiamo un date base le sto dicendo, noi abbiamo un date base che è 1'AFIS delle impronte digitali dei soggetti che possono essere identificati in base alla legge. Gli operatori a latere, per evitare, quando c'è un rischio, uno si è aweduto che ha toccato, a latere non serve il date base . . .
CDV:
E quindi c'è un date base delle . . .
AI:
Non è un date base perché io posso avere cartellino. Per fare un confronto per esclusione i dattiloscopisti, che ne hanno viste milioni, li mettono a fianco e già dicono se c'è difformità, allora basta un cartellino, un foglio di carta dove ci sono le impronte mie, l'operatore che verrà, tipo Boemia che ha 35 anni di dattiloscopia le mette vicino ad un'impronta e dirà che non è mia, lo dice subito, poi per fare un lavoro fatto bene.. .
GCM:
Va bene, abbiamo inteso sotto questo profilo.
AI:
Non è un date base però.
CDV:
Le faccio questa domanda perché nella relazione in particolare relativa alle impronte digitali risultano essere un certo numero di impronte digitali non attribuite, se lo ricorda?
AI:
Come no, me lo ricordo. Sarà più preciso Rinaldi, già le dico . . .
GCM:
Bene, quindi la Domanda?
CDV:
Le chiedo cortesemente se queste 14 non attribuite avete fatto i controlli con i funzionari che sono intervenuti sul luogo del delitto?
AI:
Guardi innanzitutto non mi risultano 14 perché dobbiamo far riferimento come precisamente aveva sottolineato e distinto llAwocato prima tra impronte utili non utili. Quando un'impronta non è utile vuoi dire che è un frammento buono ma non ha, come dicevo, i punti minimi necessari per fare un confronto e ce ne sono diverse non attribuite.
GCM:
Però scusi nella categoria impronte non attribuite quindi ci rientrano anche le impronte non utili?
AI:
sì, su questo 14 non so.. . A me risulta però sarà più preciso l'ingegner Rinaldi che ha fatto questo, a me risultano di impronte utili solo tre non attribuite, due sono su un calendario alto che dovrebbero essere di chi ha venduto questo calendario e un'altra è sull'esterno della porta della stanza che potrebbe essere, forse questo è l'unico caso, potrebbe essere di un operatore non della Scientifica, sono esclusi, un operatore intervenuto che può essere di chi è intervenuto per prima o dopo quando è stata portata via la salma che è sull'esterno della porta o probabilmente potrebbe essere quando è stata sfondata. PRESIDENTE - Quindi queste tre impronte sono due sul calendario e una lì? RISPOSTA - E una lì, io ricordo questo ma l'ingegner Rinaldi su questo vi sarà tecnicamente più preciso.
GCM:
Bene, prego Avvocato.
CDV:
Comunque volevo SOIO avere Un conferma, lei non può escludere che il controllo delle impronte digitali degli operatori sia stato eseguito?
AI:
No, come posso escluderlo?!
CDV:
Ha appena detto che una di queste impronte potrebbe essere di (..) vuole dire che non è stato fatto.
MC:
Non della Scientifica ha detto.
AI:
Io non posso fare . per gli operatori della Polizia di Stato o della medicina legale o della mortuaria, io dico quelli della Polizia Scientifica intervenuti non hanno lasciato un'impronta digitale, e escluso al cento per cento.
CDV:
Questa non è un'informazione normalmente che dovrebbe essere nella relazione ufficiale e poi su tutte le impronte?
AI:
No perché la risposta ...
CDV:
Perché non c'è menzione di questo.
AI:
La risposta ai quesiti è se un'impronta sul luogo di un delitto è attribuibile a un soggetto utile alle indagini. Se l'operatore erroneamente ha lasciato un'impronta quelle per escluso . . . come non si dice se tra dieci impronte ci sono tre degli abitanti della camera, della stanza, si danno solo i negativi non attribuiti oppure i positivi.
CDV:
però dottore la relazione, a pagina 5 della vostra relazione sulle impronte fatte dalla direzione centrale anticrimine dove si parla di numero 14 frammenti utili non identificati, fra cui quello che ha menzionato lei sul calendario, e le ricordo anche per esempio il rilievo B "impronta palmare impressa verosimilmente con sostanza ematica sulla federa del cuscino", e presumo il cuscino che era lì vicino alla vittima, le chiedo lei può escludere che queste. ..
AI:
Mi scusi, mi di quando è questa relazione? Mi dice la data, questa mi sembra in una fase antecedente, non finale perché se mi parla di quella di sangue plantare ...
CDV:
La relazione è stata trasmessa il 17 novembre con una nota.. .
AI:
Ma quella è parziale scusi, non è quella finale, è per questo che i 14.. . C'& ancora quella di sangue non identificata. Glielo ridà Rinaldi ma sono 3 e non 14, è una fase, non è completata.
GCM:
Quindi è questa del 17 novembre Awocato la relazione?
AI:
È interiocutoria questa.
CDV:
Sì, è del 17 novembre.
GCM:
E quindi interlocutoria ci evidenzia il teste il quale precisa pure che tale argomento è stato esaminato da Rinaldi.
AI:
Sì, sì.
MC:
Magari sarebbe utile precisare che il sopralluogo ha interessato anche l'appartamento di sotto.
GCM:
sì, si, poi magari porremmo le domande a chi si è interessato di questo aspetto.
CDV:
Mi scusi, Su questo Comrtento finale io devo esibirlo allora questo documento al teste così per vedere se lo riconosce, quanto meno la pagina che mi interessa perché la relazione gliela posso far vedere toto, ma è abbastanza elaborata e non abbiamo tempo, frammenti utili non identificati stanno indicati a pagina 5.
AI:
Chi la firma quella relazione, scusi?
GCM:
Sì, magari la possiamo mostrare teste il quale potrà ... possiamo prendere la relazione e mostrarla al teste, le altre parti conoscono la stessa.
CDV:
Cesarino Iaquitto, Antonio Andreozzi, Giuseppe Primitera, Pietro Boemia, il direttore della sezione Lorenzo Rinaldi, direttore della divisione Materni, data 16 novembre 2007, conclusioni, quindi è una relazione con delle conclusioni.
AI:
La posso vedere.
GCM:
Certo.
CDV:
Quello che interessava a me era a pagina 5 che adesso mostro al teste.
MC:
No, se gliela mostra tutta Presidente così si rende conto anche dell'oggetto complessivo.
GCM:
Qiiindi viene posta all'attenzione del teste la relazione con particolare riguardo alla pagina 5. Con riferimento a questa pagina 5 Avvocato chiedeva?
CDV:
Chiedevo se quando si parla di frammenti non identificati in questi 14 sono stati controllati gli operatori che sono intervenuti.
AI:
Io sono convinto di sì perché mi hanno detto che non ce nessuno dei nostri, però questa non l'ho firmata io e non so dire nulla su questa.
CDV:
La fotografia con lo Sferon che abbiamo visto, in realtà ne abbiamo visto una sola . . .
AI:
Una stanza, sì.
CDV:
L'immagine della stanza si ricorda a che ora sono state fatte? C'è un verbale?
AI:
Non io ricordo.
GCM:
Questo Sferon quando è stato messo?
AI:
Che io sappia all'inizio, al di là del primo intervento che C'& stato documentativo all'inizio degli interventi invasivi, modificativi che poi venivano fatti.
CDV:
In che data?
AI:
11 2 novembre, già dal 2, sicuramente già dal pomeriggio o la sera del 2.
CDV:
Grazie.

PUBBLICO MINISTERO -DOTT.SSA COMODI

MC:
Dottore per ritornare alle banche dati internazionali del DNA, al di ià del fatto che l'Italia non ha una banca dati propria, le risulta che la dottoressa Stefanoni abbia interrogato le banche dati internazionali in cui vengono inseriti i DNA, le risulta questo oppure lo chiediamo alla Stefanoni?
AI:
Può essere più precisa lei ma onestamente non credo, cioè si interrogano quando c'è una traccia non identificata.
GCM:
Se le risulta. RISPOSTA - No, non mi risulta.
MC:
E che abbia interrogato le banche dati del cromosoma Y?
AI:
Probabilmente sì, adesso su questo non...
GCM:
Probabilmente sì, a lei non è che risulti con certezza.
MC:
Appunto 10 chiederemo alla Stefanoni, queste sono tutte domande che non dovrei fare a lei però gliele devo fare per forza. Si ricorda se sul pavimento di tutta la casa sono state trovate tracce biologiche riferibili a Sollecito, cioè che quindi possano poi essere state trasferite per trascinamento?
AI:
NO.
MC:
Sul gancetto perché questo è il concetto?
AI:
No, le tracce biologiche identificate con dei profili risultano nelle relazioni e quelle attribuite a Sollecito sono quelle nelle relazioni. Io adesso nel dettaglio non so, ma non mi risulta che sono state trovate in altre parti di casa.
MC:
Nessuna?
AI:
No, no, assolutamente.
MC:
Le risulta che sullo stendino ci fossero, sulio stendino dove apparentemente appoggiano le ante dell'armadio per non so quanto tempo, ma che in realtà non vi appoggiano sullo stendino ci fossero indumenti o tracce biologiche attribuite a Raffaele Sollecito?
AI:
Non lo so, ma mi sarebbe stato detto perché sarebbe stato oggetto di approfondimento di analisi, quindi non credo ce ci fossero stesi indumenti suoi, sarebbero ' stati oggetto di attività.
MC:
Se sullo stendino non ci fossero tracce biologiche, e lo chiederemo a chi di dovere, o indumenti sporchi owiamente di Raffaele Sollecito, potrebbero avere le ante trasferito il DNA di Raffaele Sollecito sul gancetto?
AI:
No, a parte che se non c'era una traccia biologica di una persona è ovvio che non si può trasferire da un'altra parte, ma anche se ci fosse bisogna vedere che traccia biologica è e che tipo di contatto c'è. E comunque se c'è, per esempio, un calpestio che porta un'evidente consistenza di traccia biologica una persona in giro non ne troveremmo una ma più di una insomma perché c'è un trasporto diffuso di questa traccia.
MC:
Tra il 3 novembre e il 18 dicembre le risulta che i suoi uomini siano stati così con le mani in mani in attesa di ulteriori direttive oppure hanno svolto attività che hanno anche comportato la decisione di ritornare il 18 dicembre al secondo sopralluogo?
AI:
Le direttive spesso, come lei sa, vengono stimolate perché il tecnico owiamente incondiziona a noi, mi ci metto anch'io al di là della giudiziaria, investigatori di avere degli input quindi c'è unlattività delegata che si svolge, anche un'attivita d i iniziativa che si suggerisce a chi deve autorizzarla o viene svolta e quindi c'è sicuramente un'attività anche di valutazione per il lavoro fatto, come dicevo nel caso in cui hanno riesaminato il sopralluogo fatto chi è intervenuto pensando poi di svolgere altra attività che hanno ritenuto di fare, quindi sicuramente c'è stata questa iniziativa.
MC:
Nessun'altra domanda.

PARTE CIVILE - AVV. MARESCA

FM:
È a sua conoscenza delle attività che sono state effettuate tra il 4 novembre, data in cui termina il primo accesso degli operatori della Scientifica da lei diretta e il 18, cioè ci può riferire in questi giorni a che cosa si sono dedicati e se hanno fatto altri sopralluoghi in altre abitazioni, se se lo ricorda, attività di laboratorio reperti, esami etc.?
AI:
Sì.
FM:
Se è a sua conoscenza.
AI:
Sì, sì, ora nel dettaglio il numero e le date no, però subito dopo il sopralluogo del 2 - 3 nell'awio delle attività investigative sono state fatte a fianco di attività di indagini di Polizia Giudiziaria in senso stretto attività anche di sopralluogo in varie situazioni, nell'abitazione di Rudy Guede quando fu identificato, nell'abitazione, se non ricordo male, anche nel pub del signor Lumumba che all'epoca era indagato, nell'abitazione di Sollecito, insomma sono state fatte nelle attività di accesso investigativo collaterali preventive e meglio attività di sopralluogo scientifico.
FM:
Con anche utilizzo di Lumino1 quindi particolarmente complesse?
AI:
Si, sì, con il massimo delle possibilità che abbiamo, certo per individuare tracce non evidenti, non visibili come purtroppo ci troviamo a riscontrare spesso.
FM:
Grazie.
GCM:
Non ci sono altre domande, può andare.
Si:
atto che è stata depositata la documentazione relativa al sopralluogo.
LA:
sospende il processo.
LA:
riprende il processo.
GCM:
Alle ore 12.40 riprende l'udienza.
MC:
Dunque Presidente io avrei una richiesta, anche se non è una richiesta astringente, diciamo una proposta più che una richiesta. Poiché i successivi due testi sono i due poliziotti del gabinetto scientifico di Perugia che sono intervenuti temporalmente per primi e hanno fatto il primo accesso insieme, dividendosi i compiti ma agendo contemporaneamente e poiché la loro deposizione è essenzialmente descrittiva e si accompagnerà, a questo punto io ritengo che sia assolutamente necessario per evitare confusioni ulteriori alla proiezione del filmato che è lungo perb, del filmato che è stato realizzato dallTarrivo della Scientifica di Perugia per tutto il tempo dei rilievi mi chiedevo e chiedo alla Corte se fosse opportuno sentirli contemporaneamente, magari demandando a ciascuno di loro il commento delle immagini o la descrizione delle attività che ciascuno di loro ha compiuto che sono attività diverse ma per esempio uno filmava e l'altro rilevava, qualcosa del genere. IO però, ripeto, lo dico a livello di proposta e se sono d'accordo i difensori perché altrimenti non c'è nessun problema a sentirli separatamente.
GCM:
I due testi sarebbero?
MC:
Sarebbero Brocci e Cantagalli.
GCM:
Su questa richiesta non c'è opposizione?
LM:
Proviamo come Va.
GCM:
Quindi non c'è opposizione e possiamo sentirli in modo congiunto.
MC:
Anche se parzialmente riferiranno circostanze diverse perché, ripeto, diverse sono state le loro operazioni ma in contemporanea quindi non tanto per guadagnare tempo ma quanto per offrire unrimmagine più organica anche al commento del filmato.
GCM:
Va bene, se c'è il consenso delle parti su questa modalità di esame dei due operatori.
LM:
Non ci& nessun problema, però vorrei solo far presente che alla scorsa udienza avevamo chiesto la stessa cosa in relazione alla dottoressa Liviern e al professor Malchionni e il Pubblico Ministero non ha dato il consenso, però da parte nostra non c'è nessun problema.
MC:
Perché le situazioni erano diverse.
GCM:
Adesso non ricordo questo particolare, però ogni volta valutiamo senza che quello che si fa in un caso debba costituire . . .
MC:
Comunque ribadisco che è una proposta.
GCM:
Altrimenti se il primo teste esaurisce tutta la gamma delle domande possibili ci sarà rinuncia al secondo.
MC:
Non è così perché uno rileva le traccia e l'altro filma, per cui se C'& il consenso espresso altrimenti . . .
LM:
Forse è meglio proseguire normalmente com'è previsto dal codice.
MC:
Allora chiamiamo per primo Cantagalli.